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sabato 7 settembre 2019

i CAMMINI massesi, a partire da 2.000 anni fa, in una chiacchierata

Nel corso della chiacchierata annunciata nella locandina qui di fianco tenterò, con il valido supporto di Luigi Sigismondi (il "professore", memoria storica di Massa Lubrense) e di Donato Iaccarino, di proporre un excursus di un paio di materie, strettamente collegate fra loro, che notoriamente mi appassionano e che sono state la base di buona parte delle mie passate attività professionali: cartografia ed escursionismo.
Data la vastità di detti temi, è chiaro che non sarà possibile approfondire nessuno degli argomenti che saranno toccati nel corso dell'incontro, ma spero di riuscire a fornire una buona idea di quanto i cammini siano stati e siano tutt'oggi legati allo sviluppo del territorio.
Come esplicitato in locandina inizierò col trattare della via Minerva, vecchia di oltre due millenni, certamente esistita ma non altrettanto certamente individuata per quanto riguarda il suo effettivo percorso. Nell'approccio, strettamente geografico e non certo archeologico, proporrò ipotesi che, in quanto tali, non saranno supportate da certezze assolute ... pura speculazione.
Con un rapido ed enorme salto temporale passerò alla prima mappa affidabile e dettagliata della Penisola Sorrentina, Foglio 15 della “Carta Topografica e Idrografica dei contorni di Napoli, delineata dagli Ingegneri Geografi del Regno delle Due Sicilie”, (1817-1819, scala 1:25.000, stralcio in basso). 
La rete viaria di esattamente due secoli fa mostrata in questa rappresentazione, nella maggior parte dei casi con notevole precisione, sarà successivamente in più parti stravolta dalle grandi carrabili della seconda metà del secolo e poi dalle rotabili del secolo scorso, con conseguente eliminazione o abbandono di molte strade pedonali.
Negli ultimi decenni, infine, con il dilagare dell’escursionismo come attività ricreativa e turistica, si è tornato a prendere in considerazione stradine rurali poco o per niente percorse e sono stati riproposte addirittura vecchie tracce di sentieri, senz’altro utilizzate ma mai effettivamente censite. Ciò porta inevitabilmente a parlare del mio Progetto Tolomeo, vecchio ormai di quasi 30 anni, e quindi a concludere la chiacchierata. 
(sotto, stralcio della mappa del Progetto Tolomeo, per confronto con la rete viaria del 1819).
Da questo sommario appare chiaro che la carne a cuocere sarà tanta e pertanto non si potrà essere esaurienti ma, nel caso si manifestasse un particolare interesse per alcuni temi, non è escluso che si possano organizzare ulteriori incontri, in tal caso su un argomento specifico.

lunedì 23 luglio 2018

Principali novità sulla nuova mappa del Progetto Tolomeo

La mia mappa turistico-escursionistica dell'estremità della Penisola Sorrentina, ossia i territori di Massa Lubrense e Sorrento, è ora disponibile anche online, ovviamente gratis. Potete scaricarla in HD (5300x5000 pixel) sia in formato .jpg che .gif (quest'ultimo è più leggero e di migliore qualità, ma non tutti gli smartphone lo gestiscono bene).
Come già anticipato nel precedente post relativo alla segnatura delle nuove varianti e allo stato dei sentieri, anche per questa edizione 2018 ci sono varie novità, non solo rispetto a quella del 2013 (distribuita fino a poche settimane fa e probabilmente ancora disponibile presso varie strutture ricettive) ma anche rispetto alla versione del 2016 rappresentata sui tabelloni.
Di seguito i principali aggiornamenti.
Varianti
  • Giro di Santa Croce (mappa sopra) - le vicinali Selve Vuallariello (già presenti sui tabelloni 2016, ma non sulla mappa 2013) sono state inserite in mappa e, insieme con il precedente percorso Termini - San Costanzo, costituisco  il suddetto circuito, incluso fra gli itinerari suggeriti ma ancora carente di segnaletica. In sostanza, precedentemente si consigliava il giro alto via del Monte - Belvedere Mitigliano - Vetavole - CAI300, con salita e discesa per via San Costanzo. Adesso si suggerisce di salire per Cercito - Selve - Vuallariello e, giunti a Vetavole, tornare via Belvedere Mitigliano, completando un circuito ed evitando tratti uguali a/r. Ovviamente, ognuno è libero di andare a San Costanzo anche via CAI 300 (direttamente verso la pineta) o via vecchio CAI 00 risalendo il crinale e poi passando a valle della recinzione VOR (erroneamente detto "radar"). 
  • Casa Perella - Olivella - Acquacarbone - Lamia sostituisce Li Schisani, variante già citata nel precedente post. Eccone i dettagli: l'itinerario fra Sant'Agata e Sorrento varia solo fra Pagliaio di Santolo (ingresso superiore hotel Iaccarino, dove è stato posizionato il cartello artigianale della foto in basso, si spera provvisorio) e via Crocevia (incrocio Li Schisani, a poche decine di metri dalla chiesa di Santa Maria del Toro); le parti rimanenti restano le stesse.
  • Spina - il pericoloso e sgarrupatissimo tratto del CAI 300 - Alta Via dei Monti Lattari fra la pineta del Monte di Monticchio e Recommone è stato rappresentato con una serie di xxx rosse, simbolo che nella legenda viene tradotto come “sentiero in pessime condizioni” - “trail in very poor condition”. L'alternativa proposta (e fatta propria dal CAI) è la vic. Monti, che collega la suddetta pineta con la rotabile via Spina. Il sentiero rappresenta la parte iniziale del nuovo percorso CAI 355 - Variante Spina, ed è quindi evidenziato come sentiero CAI.
Smottamenti 
Quelli principali sono evidenziati con reticolo diagonale rosso e sono riportati o meno tenendo conto di quanto detto/promesso da politici e/o tecnici comunali, quindi non garantito. Fra questi ci sono:
  • Li Schisani (itinerario S. Agata - Sorrento) - visto che si è persa quasi ogni speranza e che un paio di anni fa si è provveduto al ripristino della comunale Acquarbone, (vedi varianti in basso) 
  • Fontanella - la più consistente, nonostante le promesse di pronto ripristino, si prevedono tempi lunghi. Tuttavia, sappiate che in pratica si passa in tutta sicurezza, almeno quando asciutto.
  • Sant’Anna - un paio di anni fa fu progettato e affidato l’intervento ma poi, riscontrando che la situazione era più complicata del previsto, sono state reputate necessarie ulteriori indagini geologiche e quindi non si prevedono tempi brevi ... peccato. Si tratta di percorso estremamente interessante, sia per il tracciato parallelo all’unico corso d’acqua perenne di Massa Lubrense, sia per la presenza di un mulino (teoricamente visitabile).
NB - similmente a quello di via Fontana di Nerano (aggirabile con una minima deviazione) non ho riportato lo crollo di via Pantano in quanto, essendo di piccola entità e vicino alla ss145 (quindi facilmente accessibile per lavori), pare che debba essere sistemato a breve ... si spera prima dell’esaurimento delle mappe. 
   
PS la settimana scorsa ho trovato "riaperta" (più o meno) la II trav. Gradoni (Monticchio). Spero che prima o poi siano rese di nuovo transitabili anche la der. B della com. da Raglione a Sorrento (per Montecorbo), la com. da San Francesco a San Giuseppe, la com. da Montecorbo all'Acquara, Festola (tratto della com. da Mortora all'Arorella), via Sant'Anna, com. Petrera, ecc., tutti sentieri storici oggi abbandonati e caduti nell'oblio, pur essendo censiti come "strade comunali". Essendo effettivamente "patrimonio comune", e rappresentando un potenziale valore aggiunto per il turismo rurale ed escursionistico, meriterebbero maggior attenzione e miglior cura.

lunedì 16 maggio 2016

Aumentare i flussi turistici è sempre produttivo?

Qui di seguito espongo una serie di dati e considerazioni e pongo alcuni quesiti ... alla rinfusa in quanto risulta difficile posizionarli in ordine poiché tutti sono collegati e ognuno di essi è importante. La lista, pur essendo lunga, ovviamente non ha la pretesa di essere esaustiva.
  • Qual è il limite del turismo sostenibile, ovverosia quello che non stravolge la vivibilità di un’area?
  • Come si determina la quantità di turisti che si possono accogliere/ospitare senza destabilizzare gli equilibri esistenti (ammesso che ci siano)?
  • Bisogna mirare ad incrementare le permanenze di 3 o più giorni o è più remunerativo aumentare la capacità di turismo giornaliero?
  • Quale carico di traffico extra può assorbire la viabilità esistente?
  • Il noleggio auto, conseguenza di soggiorni settimanali o mensili non sovraccarica i trasporti pubblici, ma crea traffico e problemi di parcheggio.
  • Limitando la mobilità al trasporto collettivo, dalla circolazione di troppi autobus conseguono altrettanti problemi di viabilità (seppur di tipo diverso) e necessità di creare ampi parcheggi adatti alle loro dimensioni.
  • A ciò si deve aggiungere che molti “stranieri” non sono abituati agli stili di guida locali e non conoscono le strade e quindi rallentano ulteriormente il flusso veicolare.
  • La parte di turisti (specialmente i gruppi) che utilizzano linee locali spesso impediscono di fatto la normale fruibilità da parte dei residenti.
  • Qual è la soluzione?
   
  • Le imposte di soggiorno sono giuste o solo remunerative nell’immediato?
  • Stanno diventando sempre più frequenti anche le tasse di sbarco o di ingresso che vanno a “colpire” il turisti giornalieri, quelli del mordi e fuggi.
  • Le suddette, riescono a coprire effettivamente le spese straordinarie relative a pulizia, sicurezza, controllo traffico, e via discorrendo?
  • Per quanto riguarda le aree costiere, quali sono le reali conseguenze dell’arrivo di navi da crociera?
  • Considerando nel complesso sia le ricadute economiche che ambientali, sono un bene o un male?
  • Quanti danni provocano all’ambiente marino costiero le navi da crociera nel corso del loro avvicinamento ai punti di sbarco e/o navigazione troppo ravvicinata?
  • Lo sbarco di varie migliaia di crocieristi porta senz’altro beneficio immediato al commercio e al settore ristorazione, ma crea enormi problemi di mobilità e “spaventa” i turisti che alloggiano per più giorni in alberghi o altre strutture ricettive.
  • Ho letto che molti proprietari di seconde case, frequentatori da anni di dette località, stanno pensando di "migrare" in posti più tranquilli. Quale sarebbe la ricaduta sul mercato immobiliare locale?
  • L’articolo che ho letto sulla stampa internazionale, e che mi ha spinto a queste considerazioni, si riferiva in particolare alle Baleari ma simili problemi si riscontrano in tante altre isole e aree costiere, mediterranee e non, e fare paralleli è inevitabile.
  • Per esempio, quest’anno a Palma attraccheranno oltre 500 navi da crociera che equivale ad una media di circa 3 al giorno se si considera la limitatezza della stagione turistica.
  • I più timorosi e maniaci della sicurezza sottolineano anche la scarsezza di controlli durante lo sbarco e reimbarco dei crocieristi ... sarebbe estremamente facile far passare qualsiasi cosa da un porto all’altro. Chi conosce la lentezza dei controlli negli aeroporti si rende conto di come sia quasi impossibile effettuare uno screening accurato dovendo trattare con migliaia di persone in tempi limitatissimi.
  • La capacità teorica di 66 voli/giorno per l’aeroporto di Palma è stata superata e si prevede che nel corso di questa stagione turistica atterreranno fino a 100 aerei in un solo giorno.
  • Sempre a Palma ci sono 60.000 (sessantamila!) auto da noleggio che vanno a intasare la già limitata viabilità di Maiorca ed a riempire rapidamente i parcheggi delle località turistiche e delle spiagge.
  • Molti casi di sovraffollamenti in Spagna, Italia, Grecia e sud del Portogallo sono esplosi quasi all’improvviso, dopo un momentaneo minimo calo di presenze, a seguito delle situazioni instabili se non pericolose delle classiche alternative più economiche come Egitto, Tunisia e recentemente anche Turchia. 
  • Qualcuno ha saputo gestire il maggior flusso bene e a proprio vantaggio, altri si trovano in un mare di problemi e la parte di residenti che non è direttamente coinvolta in attività turistiche si è posta sul piede di guerra.

Molti dei suesposti interrogativi hanno risposte o soluzioni semplici (se considerate da un solo punto di vista o una per una) che spesso però sono in contrasto se non del tutto incompatibili con altre.
Il problema turistico, visto nel sua totalità, è estremamente complesso e sfaccettato e la soluzione che soddisfi tutti probabilmente (quasi sicuramente) non esiste.

In conclusione: non è possibile salvare capra e cavoli. 

lunedì 17 novembre 2014

Un commento sul Parco dei Lattari - per non dimenticare

La settimana scorsa Nando Fontanella ha riproposto un articolo scritto in occasione del decennale del Parco Regionale dei Monti Lattari (Monti Lattari: il parco mai partito compie dieci anni -  "2003-2013, da Bassolino a Caldoro, tra sprechi e inefficienza"), questa volta con titolo “Lattari: un anno è passato (sono 11) nulla è cambiato” 
Al di là delle considerazioni che ognuno è chiaramente libero di fare (opportunità di istituire il Parco, effetti sul territorio e indotto, gestione, il più o meno recente cambio di denominazione e tanto altro) penso sia interessante chiarirsi le idee in merito ad alcuni punti chiave a cominciare dalla kafkiana amministrazione. 
Nando illustra vari nodi strettamente burocratici (caratteristici delle amministrazioni pubbliche italiane) che bloccano di fatto quasi qualunque attività salvo poi, con una deroga, un codicillo o con un arguto artificio legale, riuscire a spendere (male) un sacco di soldi. 
Uno di questi casi, risalente a vari anni fa, è stato senz’altro quello della (famigerata) realizzazione della cartina del Parco per la quale fu fatto un bando, furono cambiati i requisiti in corso d’opera e fu affidata ad una ditta non certo “titolata” nel campo della cartografia turistica e tantomeno escursionistica, in base alla valutazione del gruppo di “esperti”, pur non avendo presentato l’offerta più economica … Ricordo che furono lasciate fuori … scartate … case editrici di livello nazionale e con una storia più che decennale alle spalle, alcune delle quali specializzate proprio in cartografia turistica ed escursionistica. E questo sarebbe stato niente se poi il prodotto fosse stato almeno presentabile. Purtroppo, come ben sa chi ha avuto fra le mani la cartina (con veste grafica pessima, seppur qualcuno potrà arguire che questo tipo di valutazione è soggettiva), il risultato finale fu pessimo ed è stato sempre ed unanimemente criticato. 
Infatti fornisce dati oggettivamente errati, toponimi fantasiosi, mal trascritti o sconosciuti anche ai residenti, tracciati di sentieri inesistenti e strade rotabili (ma solo a detta del compilatore) indiscutibilmente inventate come quella da Nocelle alla statale Amalfitana! Attenzione, non mi sto riferendo a quella che passa per Montepertuso, ma quella che è stata sovrapposta alle (reali) scale per Arienzo ed indicata come strada provinciale 425 (non un sterrata malandata). Per evitare ogni forma di dubbio (che potrebbe lecitamente sorgere guardando la pendenza) hanno scritto SP425 sia sul tratto esistente sia sulle scale.


Spero che questa “opzione” non sia inserita nelle mappe caricate sui gps delle auto, altrimenti prima poi qualcuno tenterà di scendere le scale a partire dal ponte o dal parcheggio … perché lo dice il gps! Ma in questo caso lo dice la mappa (sbagliata).

lunedì 19 agosto 2013

Altri Mondi: buche nel manto stradale

Nel corso di uno dei miei viaggi mi è capitato di percorrere una strada con numerose buche, di varia forma e grandezza, quasi tutte potenzialmente pericolose.
Non volendo o non potendo riparare il manto stradale, o in attesa di farlo (tutte considerazioni secondarie), gli amministratori locali avevano pensato bene di far “evidenziare” i margini delle buche con spray fluorescente rosso vivo, molto ben visibile anche di notte.
Pur non essendo assolutamente una soluzione definitiva o ottimale, trovo che, in mancanza di meglio, sia una magnifica idea per cercare di limitare i rischi di incidenti, rotture di sospensioni e cadute di motociclisti o ciclisti.
Essendo oltretutto economica e facile da realizzare dovrebbe essere presa in seria considerazione visto che (in tutta Italia) ci sono tante buche e pochi soldi.