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lunedì 17 giugno 2019

MaraTrail di Agerola ... tanto tuonò che piovve!

... in senso lato, quello della famosa frase attribuita a Socrate. Dono tanti rinvii, spostamenti, cambi di programma e di itinerario per ottimizzare il percorso in base alle condizioni meteo, finalmente abbiamo portato a termine una ennesima più che soddisfacente MaraTrail.

Gruppo contenuto (una dozzina) composto da camminanti allegri e rispettosi del Decalogo FREE, nessun lamentoso nonostante il caldo (ma certamente molto meno di quello sofferto a quote più basse) e qualche tratto in vegetazione densa con qualche ortica e qualche pianta spinosa), tutti autosufficienti e indipendenti, nel senso che sapevano anche allontanarsi un po’ senza i vari aspettatemi ...
Un bel gruppo, molto eterogeneo anche se c'è da sottolineare, per l'ennesima volta, la totale assenza di "giovani" ... le età erano tutte comprese fra i 45 e 65. 
In pratica abbiamo percorso circa 24,5km, rinunciando alla ripida ascesa al Catiello (alle 17 faceva ancora caldo e quel versante è tutto esposto al sole), lasciando il sentiero CAI 351 per andare al monumento eretto lungo i  pendii di Monte Carro, nel luogo dove nel 1947 cadde un areo svedese (17 soldati morti), verificando ancora una volta la Bretella FREE (fra i sentieri CAI 329a e 329d) e poi allungando il percorso con la ricerca di un vecchio bypass di quasi 2km, un sentiero pressoché abbandonato che aggira a sud Colle Sughero, quasi un chilometro in più che però fa risparmiare una salita e una discesa non comodissime.
Resta il rimpianto della visibilità non delle migliori per buona parte della mattinata (vedi foto in basso), che ci fornisce però un buon motivo per ripetere il giro, casomai in una bella giornata di grecale.

Album con una quindicina di foto (incluse queste del post)
In attesa della prossima MaraTrail, ricodo a tutti che stasera inizia il VII Campionato Mondiale di Barracca 'o Rutunniello

domenica 9 giugno 2019

MaraTrail del 16 giugno, ulteriore cambiamento: Agerola

In sostituzione della MaraTrail dal traforo di Agerola a Termini, sconsigliabile per il calore, ho pianificato una III ed. della MaraTrail di Agerola con un percorso che si sviluppa per l’85% oltre i 950m di altitudine e per gran parte in bosco, ma con tanti punti panoramici (vedi foto). Dopo essermi consultato anche con Matteo FREE (che ha approvato in toto), abbiamo anche ipotizzato una piccola deviazione fino alla lapide in memoria dei 21 soldati svedesi deceduti il 18 novembre 1947, nello schianto del loro aereo su Monte Carro, a quota 1.138 m ... storia poco conosciuta e luogo ancor meno frequentato.

Le salite sono ben suddivise e mai lunghe pur accumulando un dislivello complessivo di circa 900m. L'unica salita impegnativa è quella di Monte Catiello (1.383m), terza cima dei Monti Lattari, ma è facoltativa. Infatti, questa ripida ascesa (+305m in 750m, pendenza media circa 40%) è un tratto del sentiero CAI 323e, quindi si tratterà di un a/r e pertanto ciascun camminante potrà percorrerne quanto vorrà o anche non intraprende assolutamente l’ascesa ed aspettare gli altri in un qualunque punto del tratto successivo, il Capo Muro - Monte Tre Calli (CAI 329). Inoltre, il percorso “contorto” permette di ridurre la distanza complessiva in più occasioni, per esempio passando a sud del Cervigliano.


Questo è l'itinerario di massima (adattabile in corso d’opera come da prassi FREE):
traforo di Agerola, Monte S.Angelo, Imbarrata, belvedere Mustaculo-Castello, S. Maria dei Monti, Monte Candelitto, Cervigliano versante nord, Acqua Fredda (sorgente), Acqua di San Giuliano (sorgente), Parate, Crocella, Capo Muro via bretella FREE, (possibile extra Monte Catiello, ognuno arriva fin dove vuole o si avvia al Tre Calli), Monte Tre Calli, Bomerano.

    

Poco dopo aver completato metà percorso, i partecipanti troveranno due provvidenziali sorgenti di acqua freschissima (Acqua Fredda e San Giuliano) a distanza di meno di un chilometro una dall'altra.

Logistica
  • trasporti autonomi fino al traforo
  • cercheremo di organizzarci per portare qualche auto a Bomerano
  • stiamo ipotizzando una pizza finale conviviale.

martedì 10 maggio 2016

Prendiamoci in giro!

La presa in giro di persone, atteggiamenti, abitudini, difetti di amici, nemici, vicini, avversari e via discorrendo è una pratica inveterata che talvolta può dare magra soddisfazione o sfociare addirittura in scontri fisici ... dipende da come la si pone e dalla suscettibilità dei destinatari.
Se non si è direttamente coinvolti, più probabilmente risulta divertente e spesso, avendo comunque e sempre un fondo di verità, può far riflettere su manie, vizi e mode degli altri ma anche sulle nostre.
Romain Seignovert, ventinovenne francese che ha studiato in Spagna e Germania e ora vive in Belgio, avvantaggiandosi della sua esperienza di vita in vari paesi europei, ha raccolto una serie di battute e freddure a sfondo nazionalistico. Molte si adattano a più popolazioni, altre sono assolutamente internazionali e, come quasi sempre accade, pur essendo abbastanza dirette ed esplicite, di rado sono veramente cattive.
Ne ho trovate una lunga serie riportate sul quotidiano inglese The Guardian e ne ho liberamente tradotte varie:
i belgi amano scherzare sulla parsimonia (avarizia?) degli olandesi:
* come iniziano le tutte le ricette olandesi? Prendete in prestito 6 uova, 200g di farina, ...
* perché gli olandesi fanno tante battute sui belgi? perché non costano.
marito olandese alla moglie: “Cara, mettiti il cappotto” “Perché, usciamo?” “No, io sto uscendo e quindi spengo il riscaldamento”
gli stessi belgi sui francesi:
come si suicida un francese? Sparandosi esattamente 15cm al di sopra della testa, giusto al centro del suo complesso di superiorità.
perché hanno scelto il galletto come simbolo? è l’unico animale che canta anche quando sta nella merda fino al ginocchio
gli estoni sui timidi finlandesi:
come si riconosce un finlandese estroverso? Guarda le tue scarpe e non le sue.
finlandesi nei confronti degli invadenti svedesi:
la differenza fra svedesi e finlandesi? Gli svedesi hanno dei bravi vicini.
ancora sugli svedesi, ma visti dai danesi:
la migliore cosa che ci può arrivare dalla Svezia? un traghetto vuoto. 
portoghesi che deridono l’arroganza degli spagnoli:
in un recente sondaggio, 11 spagnoli su 10 hanno dichiarato di sentirsi superiori agli altri.
figlio al padre: “Quando sarò grande voglio essere proprio come te” “Bravo, e perché?” “Per avere un figlio proprio come me”
3 amici britannici organizzano un party:
irlandese: "io porto 6 pinte di Guinness (birre)
inglese: "io porto 6 pinte di bitter"
scozzese: "io porto 6 amici"
irlandesi che prendono in giro la flemma britannica:
* la definizione dell’eccitazione inglese? Mangiare un After Eight (cioccolatino alla menta, letteralmente “dopo le 8”) alle 7.30.
i polacchi quasi sempre tirano in ballo i tedeschi:
i calciatori tedeschi sono come il cibo tedesco: se non sono importati dalla Polonia non sono buoni.
macedoni che scherzano sui greci per la poca mascolinità e per la corruzione:
marito “Se sapessi cucinare e pulire non avresti bisogno di una camereiera”, moglie “Se tu fossi bravo a letto, non avrei bisogno di un amante macedone”
un automobilista parcheggia davanti al parlamento ad Atene. Un poliziotto “Non può parcheggiare, qui è dove lavorano i nostri politici”. “Non importa, ho l’antifurto”.
passando ai paesi dell’est, i rumeni sugli ungheresi:
“ho fatto tutte le analisi, il dottore dice che senza dubbio sono xenofobo. Questa è un’altra malattia che gli ungheresi mi hanno mischiato”
gli ucraini vedono i russi come schifosamente ricchi, ma stupidi:
“Ho appena comprato questa cravatta per 3.000$” “Idiota! Avresti potuto comprarla proprio qui all’angolo per 5.000$!”
Degli italiani parla quasi bene dicendo che amiamo scherzare su noi stessi ed in parte è vero, forse perché abbiamo tanto da “divertirci” con le nostre differenze culturali, gli stereotipi e i regionalismi.
avviso su autobus: “Non parlare al conducente, le mani gli servono per guidare.” (ma questa è senz’altro straniera o di settentrionali che riferiscono a noi meridionali)
Chiudo con questa che spero non sia bollata come blasfema essendo solo una arguta critica ai bamboccioni e all’italianissimo mammismo:
Gesù era certamente italiano, per tre motivi:
  1. solo un italiano vivrebbe con la madre fino a 30 anni, 
  2. solo un italiano penserebbe che sua madre sia vergine, 
  3. solo una madre italiana penserebbe che suo figlio sia Dio.

mercoledì 19 novembre 2014

Ricordo dell'incidente aereo del 1947 presso Scala

PositanoNews ci ha ricordato l'incidente accaduto 67 (e non 66) anni fa sui monti di Scala riproponendo un elzeviro scritto da Gaetano Afeltra per il Corriere della Sera in occasione del 50° anniversario del triste evento nel quale persero la vita una ventina di piloti svedesi che rientravano dall'Etiopia. 
L’articolo originale apparso a pagina 33 dell’edizione del 20 novembre 1997 (che potete leggere anche nell’archivio storico del Corriere descrive, a mio parere, molto bene l’avvenimento non tanto per la parte “tecnica”, ma per l’impatto umano che ebbe sulla comunità locale.

Questo era il tipo di aereo, un Bristol 170, bimotore a elica inglese del quale furono prodotti 214 esemplari dal 1945 al 1958. Per quanto riguarda le cause dell’incidente e i dati del volo vi segnalo un paio pagine (in inglese). Nel primo articolo trovate una dettagliata descrizione di come sarebbero andati fuori rotta e il pilota, pensando di star sorvolando il mare, si trovò impreparato quando dalle nuvole spuntò all’improvviso una montagna. Ecco uno stralcio del breve resoconto che, in calce, esclude problemi tecnici e attribuisce il disastro ad errore umano. C'è anche una cartina della rotta.
... Flying in clouds at 1040m the Bristol touched treetops on Monte Carro. Trying to climb away, the pilot found himself on a collision course with the Santa Maria del Monte peak. While making a 180deg turn, the left wing struck Monte Carro and was torn off, causing the aircraft to crash.
Volando fra le nuvole a 1040m il Bristol toccò le cime degli alberi di Monte Carro. Cercando di prendere quota, il pilota si trovò in rotta di collisione con la vetta di Santa Maria del Monte. Invertendo la rotta l'ala sinistra colpi Monte Carro e fi staccò, causando la caduta dell'aereo. 
In quest'altra pagina ci sono solo pochi dati che però non coincidono con i precedenti in quanto al numero dei sopravvissuti. Riporta infatti che dei 21 passeggeri se ne salvarono 5 mentre l'altro ne conta solo 4. I quattro membri dell’equipaggio morirono tutti.