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venerdì 14 agosto 2020

Rating dei sentieri: non sanno più cosa inventarsi!

Primo post dell'ottavo anno di Discettazioni Erranti

Mi è capitato di arrivare sul sito ufficiale di un National Park (NP) americano, esattamente quello dello Shenandoah NP, in Virginia. Hanno dedicato una specifica pagina al come determinano la difficoltà di un’escursione, un calcolo concettualmente pressoché folle che utilizza la seguente formula: radice quadrata del doppio del dislivello (in piedi) x la distanza (in miglia).
Il primo problema consiste nel fatto di dare una stima di impegno fisico (legato esclusivamente a distanza e dislivello) e la fanno passare per difficoltà … che è tutt’altra cosa. Questa infatti dipende dal fondo dei sentieri e dalle pendenze, valutazione del tutto trascurata. Inoltre la formula è poco pratica per chi utilizza il Sistema Internazionale (SI), solo negli USA non si sono ancora adattati al sistema decimale! Nel resto del mondo si dovrebbe convertire in piedi il dislivello misurato in metri moltiplicandolo per 3,28 e in miglia la distanza misurata in km moltiplicandola per 0,62. La formula diventa quindi: radice quadrata di (dislivello in m x 3,28 x 2) x (distanza in km x 0,62). Il risultato viene quindi associato ad una delle seguenti 5 fasce:

  • < 50 Facile: generalmente meno di 5km, pendenze dolci, adatto a chiunque ami camminare.
  • 50-100 Moderato: generalmente da 5 a 8km, adatto a chi può affrontare sentieri un po’ più impegnativi, con discreta pendenza e possibili tratti ripidi.
  • 100 –150 moderato impegnativo: generalmente da 8 a 13km, risulta arduo per persone fuori allenamento
  • 150-200 impegnativo: generalmente da 12 a 16km, lungo e ripido è arduo per la maggior parte degli escursionisti, anche per il dislivello.
    > 200 molto impegnativo: generalmente oltre 13km, solo escursionisti ben preparati dovrebbero affrontarli, oltre ad essere lungo e ripido può includere attraversamenti di tratti rocciosi e di ruscelli e superamento di altri ostacoli naturali.
  • > 200 molto impegnativo: generalmente oltre 13km, solo escursionisti ben preparati dovrebbero affrontarli, oltre ad essere lungo e ripido può includere attraversamenti di tratti rocciosi e di ruscelli e superamento di altri ostacoli naturali.
La cosa “tristemente divertente” è che nella stessa pagina candidamente ammettono che tale metodo è “approssimativo e imperfetto” e, almeno in questo, hanno perfettamente ragione. A mo’ di esempio aggiungono che il sentiero Dark Hollow Falls ha rating 36,3 (facile) solo perché è molto breve ma, oggettivamente, dovrebbe essere valutato almeno come moderato essendo molto ripido.
Si cade poi nel ridicolo considerando una velocità media di 2,4 km/h per i percorsi facili, 2,25 km/h per i moderati, 2,1 km/h per i moderati impegnativi e 1,9 km/h per quelli impegnativi e molto impegnativi; ciò senza considerare soste, foto e condizione. Gli svizzeri, che certamente ne sanno molto di più in quanto a escursionismo, nel loro famoso “grafico/tabella” (riportata in basso) considerano ben 4,2km/h sui sentieri facili, mentre procedendo ai 2,4km/h dei virginiani gli elvetici prevedono di superare anche un dislivello di oltre 300m, con una pendenza media del 15% circa.
Morale: prima di intraprendere un qualunque percorso che non si conosce, oltre ad accertarsi della distanza da coprire e dislivello da superare, è bene analizzare la distribuzione delle pendenze e informarsi sulla qualità del fondo che, è bene ricordarlo, può cambiare di molto in dipendenza delle stagioni.
Non vi fidate ciecamente dei vari facili, difficili, per tutti, ecc. pubblicizzati su siti e brochure varie.

A chi interessa questo argomento suggerisco di leggere questi altri post:
escursionismo: fattori che incidono sui tempi di percorrenza

domenica 1 marzo 2020

GPS, metri e piedi ... consigli dettati soprattutto dal buon senso

Ogni volta che c'è qualcosa di singolare in campo escursionistico, qualcuno mi contatta chiedendo lumi o invitandomi a segnalare a chi di dovere. Ieri ho ricevuto (da vari mittenti) la scheda dati riportata in basso, presumo pubblicata a corredo di descrizioni di escursioni vendute di come Sentiero degli Dei, anche se lo percorrono solo in parte limitandolo all’anello fra Colle la Serra e Cisternuolo.
Non so chi sia l’autore, né mi interessa appurarlo, il discorso che segue è puramente accademico considerato che errori simili sono ricorrenti in molti siti di escursionisti improvvisati. Tutto quanto vado a esporre deriva quindi da deduzioni e dalla discreta conoscenza che ho dell’area. Il motivo dell’invio è evidentemente l’esagerato dislivello, un assoluto sproposito. Spero che chi abbia pubblicato questi dati se ne sia già accorto e che abbia provveduto a rettificarli o che, se non si fosse ancora reso conto della castroneria, qualcuno provveda ad avvisarlo al più presto.
Chi ha notato l'errore ha ritagliato solo il tabellino (forse per non farne una questione personale e quindi è così che sta circolando fra le guide) e questo vado a commentare con beneficio di inventario, ma è verosimile che ad un certo momento sia stato effettivamente online. Affronto il tema dell’utilizzo dei dati ricavati da GPS e della loro in attendibilità in genere e torno ancora una volta delle unità di misura. Non dimenticate i pini oltre 5 metri di circonferenza che si troverebbero a Jeranto. Del resto anch'io ho più volte preso ad esempio schede dati da pagine di percorsi proposti su wikiloc o siti simili per evidenziare cattive prassi a prescindere dall’autore.
Visto il punto d’incontro proposto, è facile ipotizzare che la scheda si trovasse in una pagina web di qualche "nuova guida” dell’area sorrentina. Essendo appassionato di enigmistica, mi sono poi posto il problema dell'origine di tali valori. Qualunque escursionista con un minimo di esperienza sa che un dislivello di 1.000 metri è certamente impegnativo e, visto che mediamente si calcola un’oretta per ogni 350-400 metri, la sola andata avrebbe richiesto circa 3 ore e la discesa (con tale pendenza media, circa 31%) non sarebbe stata molto più veloce a meno di non rotolare a valle. A prima acchito avevo ipotizzato che non si trattasse del Sentiero degli Dei, ma di un’ascesa al Molare (cima oltre 1.000 metri più in alto di Nocelle) e quindi, aggiungendo i vari inevitabili saliscendi, diventava congrua la cifra di 1.161m, ma non mi sarei trovato con la distanza in quanto assolutamente insufficiente. Ciò è stato anche causato dalla difficoltà EE (per escursionisti esperti) del percorso. Strano in quanto il Sentiero degli Dei (CAI 327) è invece classificato E, quindi escursionistico. La classificazione è quella adottata dal CAI e se qualcuno volesse interpretarla differentemente dovrebbe almeno chiarire. Oltretutto, i presunti problemi dovrebbero trovarsi fra Cisternuolo e Nocelle, visto che l’anello restante è comune ai due itinerari proposti. Comunque, meglio così che leggere descrizioni che lo definiscono facilissimo e adatto a tutti.

A merito dell’autore si deve dire che almeno indica i valori assoluti dei dislivelli identici e non, come tanti altri che si limitano a copiare i dati del GPS, numeri diversi. Questa bestialità abbastanza comune deriva dalla nota inaffidabilità dei GPS in merito all’altimetria; sembra che molti non si rendano conto che per itinerari circolari o a/r partenza e arrivo coincidono e devono per forza avere la stessa quota, anche se il GPS, per un identico posto, registra una altitudine in partenza ed una diversa all’arrivo. 
Avendo redatto la scheda in inglese, l’autore dovrebbe decidere se usare il sistema metrico decimale (SI, per legge obbligatorio in Europa, UK compresa) o lo United States customary system (USCS). Oltre alle diverse unità di misura, sorge il problema della scrittura: nel primo ci sarà la , prima dei decimali e il . come separatore di migliaia, nel secondo si fa il contrario con la , come separatore di migliaia e il . prima dei decimali. Di conseguenza o si scrive 7.5 e 1,161 o 7,5 e 1.161. Tale incongruenza mi ha suggerito la probabile causa dell’errore, derivato dal riportare in metri un valore indicato in piedi … 1.161 piedi equivalgono a 354m circa, il che è più plausibile, anche se secondo me esagerato (ma è noto che i GPS producono profili seghettati anche lungo una salita continua). Similmente i 738 piedi di dislivello diventano 225m, anche questo valore plausibile ma come l'altro, secondo me, sovrastimato.
Le distanze sono invece corrette (con la dovuta approssimazione) considerato che, per consuetudine, le distanze superiori al chilometro si arrotondano ai 100m. L’escursionista vuole avere un'idea generale e non la precisione al metro (m e non ml, leggi questi due post: segnaletica3 e segnaletica4).
Morale: chi vuole trarre dati dal GPS deve stare molto attento a controllare che nella traccia non ci siano salti (a volte anche di parecchie centinaia di metri) derivanti da perdita di segnale, che il profilo non sia seghettato in modo eccessivo e anomalo (indice di una sopravvalutazione del dislivello complessivo) e che le unità di misura siano quelle giuste. Tra piedi e metri e miglia e chilometri c'è molta differenza e non è corretto né sensato fornire informazioni fasulle ai potenziali clienti.
Le guide che si propongono di lavorare con il pubblico americano dovrebbero essere abituati a convertire (almeno approssimativamente) metri in piedi e km in miglia e quarti di miglio, e non dovrebbero fare confusione. Per facilitare i calcoli si possono considerare 1.000 piedi per ogni 300 metri di dislivello e 400m per ogni quarto di miglio, 800m per mezzo e 1,6km per 1 miglio.
Chi è fra quelli che hanno litigato con la matematica già ai tempi della scuola e ora si fidano ciecamente della tecnologia è bene che stia ben attento a controllare quali tasti pigi, perché all’apparire di cifre fantastiche non se ne renderà conto e il fatto che vengano scritte sul display non lo giustifica.

Escursionisti, ricordate che esistono le mappe, che il GPS non è vangelo e che i dati vanno interpretati.  Se ai margini di errore del GPS aggiungiamo i nostri rischiamo di comunicare numeri al lotto.

mercoledì 16 agosto 2017

Navigatori satellitari e "turisti sprovveduti"


La foto è la prima delle 166 illustrazioni del piccolo manuale “Uso della carta topografica” (Cecioni, Istituto Geografico Militare, 3^ ed., 1987). Evidentemente anche i militari, che producevano le proprie carte e quindi le dovevano ritenere affidabili per i propri fini, suggerivano di “chiedere indicazioni”! Anche se l’immagine può sembrare ridicola e certamente datata, il consiglio è tutt’oggi valido, qualunque strumento usiate: navigatore, gps, mappa.
Chi non ha un minimo di buon senso non dovrebbe mai andare in giro affidandosi alle informazioni fornite dai “diabolici strumenti”. Per quanto questi possano essere utili fra le mani di persone di giudizio, per raccogliere informazioni e confrontarle con altre, se seguiti ciecamente dando per scontata la loro infallibilità possono portare a contrattempi, problemi e finanche a situazioni pericolose. 
Questa volta non mi riferisco ai gps usati da escursionisti, ma ai navigatori satellitari stradali che rispetto ai altri appaiono ancor più precisi e attendibili visto che il simbolo che rappresenta l’auto si trova sempre esattamente sulla strada (in effetti è ancorato).
Man mano che ci si allontana da autostrade, statali e strade principali, chi è attento comincia a notare strade inesistenti, dubbie o mancanti e di conseguenza presta più attenzione. Al contrario, quelli di fede incrollabile nel Tomtom o simile di turno imboccheranno senza esitazione stradine strette, scalinate e altri percorsi dove neanche loro, in mancanza di navigatore, si avventurerebbero mai.
La Penisola Sorrentina, dove risiedo, fornisce ogni giorno tanti di questi esempi anche perché molte stradine in effetti transitabili per piccole utilitarie non sono abbastanza larghe da consentire il passaggio a SUV e simili. Ci sono vicoli nei quali frequentemente i guidatori, una volta resisi conto che non sono sufficientemente larghi, hanno grandi difficoltà a uscirne a marcia indietro senza graffiare l’auto e non possono neanche uscire dall’abitacolo non avendo spazio per aprire l sportello (a meno che non abbiano una decappottabile o una monovolume con apertura interna della porta posteriore ...)
Proprio al lato di casa mia c’è un vicolo transitabile anche per un’auto di medie dimensioni ma chi la percorre, giunto a 10 metri dalla strada principale (che vorrebbe raggiungere), si trova di fronte a due rampe di scale! Arrivare fin lì può essere semplice ma, non essendo proprio rettilineo, a marcia indietro crea non pochi grattacapi. Molte volte, per loro fortuna, incontrano qualche locale che li dissuade prima di giungere a quel punto.
Scendendo lungo la strada principale (lungo la quale transitano anche grandi bus e camion) fra i due centri maggiori il navigatore consiglia di abbandonarla per prendere una traversa (in effetti stretta e con alcuni scalini) che permetterebbe di “risparmiare” un paio di centinaia di metri e a chi prosegue (visto che l’imbocco - per fortuna - quasi non si nota ed è pressoché impossibile) raccomanda la traversa successiva, con accesso più ampio e visibile, che però dopo una ventina di metri diventa anch’essa intransitabile.
Leggendo un post pubblicato su FB la settimana scorsa da una mia collega escursionista, ho appreso che i navigatori satellitari, non contenti delle informazioni stradali errate, ne forniscono anche per i sentieri ... ovviamente ancor più errate. Eccone un estratto:
“Rientrando dalla mia camminata, vicino alla pineta di Monte San Costanzo mi affianca una macchina con diverse persone a bordo fra cui un bambino.
Autista
: Andiamo bene qui per la spiaggia di Jeranto?
Risposta: No, qui fra poco finisce la strada. A: ma il TomTom mi dice che il sentiero inizia qui e che in 15 minuti a piedi saremo sulla spiaggia.R: (Non so se ridere o piangere ...) Qui siamo ad oltre 400 metri di quota, quindi come pensate di arrivare giù al livello del mare in 15 minuti? (almeno che non sappiate volare o abbiate istinti suicidi... ) Esiste un sentiero.. anzi due. Ma uno è poco evidente, pressoché impraticabile e assolutamente sconsigliato in discesa e l'altro, solo per chi è esperto, arriva a Nerano e poi ci sono altri 45 minuti a piedi..A: Come dobbiamo fare?R: tornate indietro e andate a Nerano, imboccate il sentiero e camminate. Comunque il percorso non è dei più semplici e ci sono tratti esposti e ripidi e lì non troverete bar, né ristoranti e neanche acquaA: Ma non abbiamo portato niente con noi ...
R: Potete comprare ciò che volete a Nerano prima di incamminarvi.
A: quanto tempo ci vorrà a piedi? (di nuovo)
R: (dopo averli osservati) Ripeto, non meno di 45 minuti.A: Non può essere. Qui dice 15 minuti (sempre TomTom, presumo in discesa verticale ...).
N.d.r. - In linea d’aria ci sono circa 1.000m fra il punto in cui si trovavano (P) e la loro meta (A), ma con quasi 450m di dislivello e passando sul mare. L’itinerario più breve per sentieri “ufficiali” (evidenziato in mappa) è di circa 3 km con quasi 500m di dislivello in discesa. 

domenica 18 settembre 2016

Pianificare un'escursione senza affidarsi a chi non ci conosce (3 - conclusione)

Terzo e ultimo post  relativo alla pianificazione di un itinerario senza doversi affidare a giudizi estemporanei di altri ma basandosi su dati certi come distanze e dislivelli, seppur tenendo conto dei tempi teorici indicati ... assolutamente soggettivi. Questi ultimi tuttavia, se forniti da persone/associazioni affidabili, possono essere utilizzati comparandoli fra loro e, se rapportati alle distanze possono mettere in evidenza possibili difficoltà nell’avanzamento. I siti, o guide, che riportano un solo tempo per percorsi lineari con dislivello significativo NON SONO AFFIDABILI! Anche al più sprovveduto degli escursionisti principianti apparirà chiaro che è più che plausibile che all’atto pratico i tempi in salita e i tempi in discesa di uno stesso tratto risultino diversi, spesso non di poco.
Di conseguenza, preferisco sempre basarmi sulle distanze ogni volta che queste siano disponibili, da abbinare a dislivelli e pendenze, invece di fidarmi dei tempi di percorrenza suggeriti.
Tornando all’esempio che avevo preannunciato, mi sono concentrato sulla parte nord-orientale del Parco, zona molto interessante e varia, ricca di sentieri segnati. In alto vedete la cartina, abbastanza confusa per i troppi simboli ma utile per rendersi conto dell’andamento dei sentieri, mentre in basso vi propongo uno schema essenziale adattata a grafo, nella quale ho riportato le distanze in km e i numeri dei sentieri, per un rapido riferimento alla mappa e alla segnaletica.
Il triangolo indica la partenza (fermata bus M. Blanca) e i due cerchi concentrici fermata di Portillo. Ognuno, in base a quanti chilometri ha deciso di percorrere, potrà facilmente confrontare numerosi itinerari sommando le distanze dei vari tratti. Scegliendo percorsi brevi, si possono aggiungere varie escursioni a/r come quella facile di Fortaleza (36) o quella più impegnativa di Montaña Blanca (dir. 7). 
Restando a ovest della strada ci sono più possibilità, ad est praticamente solo una che nella seconda parte offre, a quelli più in forma, la variante del percorso 2 (si allunga di 4,3 km, ma soprattutto ci sono 250m di dislivello in più).
Il completamento dell’escursione così pianificata è facilitata dal fatto che a ciascuna estremità dei sentieri c’è una tabella come questa, che fornisce l’esattamente posizione nella quale ci si trova e, oltre la cartina, c’è anche l’altimetria del percorso, il grado di difficoltà e altre informazioni.

In corso d’opera, se ci si trova troppo in anticipo o in ritardo rispetto alla tabella di marcia stilata in precedenza, con cartina e schema alla mano si penserà ad un extra o si potrà cercare una scorciatoia, o in caso di piccole differenze ci si prenderà un po’ più di tempo o si aumenterà un poco il passo.
Una buona programmazione e l’utilizzo di una mappa (che non esclude l’uso anche del gps in combinazione con essa, mai da solo) mette chiunque in condizione di effettuare una piacevole e tranquilla escursione, riducendo al minimo il pericolo di “perdersi”.
Io stesso utilizzerò lo schema (dopo averlo arricchito con quote e dislivelli) per organizzare le mie prossime escursioni sul Teide, fra poco più di un mese. 
In questa pagina del sito ufficiale del Parco sono riportati i dati salienti di ciascun sentiero (inizio, fine, tipo di percorso, tempo, grado di difficoltà, lunghezza, dislivello e connessioni con altri sentieri) e, cliccando su Leer más, tante altre informazioni sul sentiero e l'area attraversata. 

giovedì 15 settembre 2016

Pianificare un'escursione senza affidarsi a chi non ci conosce (2)

Continuando il discorso iniziato nel post precedente, supponiamo di voler raggiungere il punto di partenza, qualunque esso sia, con i mezzi pubblici. La prima cosa da fare è quella di scaricare l'orario della linea 348 Puerto de la Cruz - Cañadas del TeideLe fermate che possono interessare sono: Portillo, Portillo alto, Montaña Blanca e Parador
Il bus parte tutti i giorni dell’anno tranne l’1 gennaio alle 9.15, arriva a Portillo alle 10.30, passa per Montaña Blanca (fermata a richiesta) e raggiunge il Parador verso le 11.00. In discesa riparte da Parador alle 16.00 e passa per Portillo verso le 16.30. Ne consegue che una escursione circolare da Portillo dovrà durare non più di 6 ore (10.30-16.30), una da Parador non più di 5 (11.00-16.00) e fra i due punti, in un senso o nell'altro, non più di 5h30' (più o meno).
Sapendo a che velocità si vuole/può procedere (dato fondamentale che ogni escursionista dovrebbe conoscere) sarà quindi facile calcolare la distanza che si potrà percorrere: tempo x velocità. Per esempio, chi pensa di percorrere 3 km per ora potrà pianificare passeggiate circolari di 18km da Portillo, 15km da Parador e 16-17 fra i due; a 4km/h le distanze saranno rispettivamente 24, 20 e 22kmDetto così sembra lapalissiano, ma quanti eseguono questi semplici calcoli prima di partire?
Stabilita così la distanza, cominciamo a pensare ad una destinazione interessante o ad un sentiero in particolare e ci costruiamo attorno un percorso ricordandoci però di considerare anche i dislivelli e non pensare di arrivare al limite del tempo, prevedendo un congruo margine di sicurezza.

Su una mappa generale (come questa in alto, file disponibile sul sito del Parco, versione cartacea gratuita al Centro visite) si appuntano al lato dei singoli tratti almeno i tempi, ma meglio anche le distanze arrotondate ai 100m che, insieme con il tempo indicativo, dislivello, grado di difficoltà e connessioni con altri sentieri, sono disponibili in questa paginaSi nota chiaramente che i tempi sono calcolati per andature molto, molto turistiche.
Fatto ciò, potremo cominciare a stilare varie ipotesi plausibili, fra le quali sceglieremo quella più adatta alle nostre esigenze. Inoltre, avendo a disposizione tutti questi dati e utilizzando la cartina (anche se generale è più che sufficiente), potremo conoscere in qualunque momento la nostra posizione e, di conseguenza, la distanza dal punto di arrivo e quindi potremo adeguare il passo per non rischiare di dover correre per gli ultimi chilometri o aspettare il bus per oltre un’ora.
I più meticolosi potranno anche scaricare le tracce sul proprio gps, ma in ogni caso l’utilizzo di una cartina è imprescindibile.

NON VI AFFIDATE MAI AL SOLO GPS!
Segue ...

lunedì 1 agosto 2016

Camminare d'estate fa bene, ma con spirito "epicureo"

Quando fa caldo i saggi camminatori che non vogliono rimanere del tutto a riposo e neanche desiderano soffrire lungo salite assolate con un caldo torrido hanno comunque varie possibilità di muovere le gambe. 
Fornisco alcuni banali consigli che mi permetto di dare da navigato Escursionista Epicureo (FREE - Free Ramblers, Escursioniti Epicurei, notate i contenuti del logo ...). Seguendoli, e senza soffrire eccessivamente, si arriva all’autunno senza essere completamente fuori forma e troppo sovrappeso. 
  • portarsi in quota e vagare per boschi 
  • prediligere i versanti settentrionali
  • ridurre le distanze e sfruttare le prime ore del mattino (le temperature salgono drasticamente solo 3 o 4 ore dopo il sorgere del sole) 
  • in alternativa vanno bene anche quelle serali anche se in questo caso ce ne sono solo un paio utili e comunque farà più caldo del mattino
  • non disdegnare le notturne, spesso al chiar di luna, che di tanto in tanto vengono proposte
  • pianificare percorsi preferibilmente ombreggiati e con poche salite ripide 
  • per i circuiti prevedere di superare il grosso del dislivello in salita usufruendo di trasporti pubblici o cortesi accompagnamenti e tornare al punto di partenza a piedi.
A chi si trova in Penisola Sorrentina suggerisco di partecipare a due facili e piacevoli passeggiate di tardo pomeriggio lunghe meno di 5km: una ad anello (con circa 200m di salita, ma per lo più all’ombra di un frondoso castagneto) e l’altra lineare (praticamente tutta in discesa, la salita si può fare comodamente in bus). A queste proposte aggiungo l’annuncio di una MaraTrail (escursione ben più impegnativa, ma di grande soddisfazione) che si terrà domenica 11 settembre con partenza da Pogerola (Amalfi). I dettagli (ritrovo, orari, punti acqua e di ristoro, ecc.) saranno resi noti a breve così come lunghezza e dislivello definitivi e cartina dell’itinerario ad anello di circa 25km con oltre 1.000 di dislivello.


Giro di Santa Croce, 1° compleanno, con 12 ore di anticipo.
Il 4 agosto 2015 partimmo dalla piazza di Termini alle 7 del mattino per la prima escursione "ufficiale" lungo questo spettacolare itinerario.
Il 3 agosto 2016, partiremo dallo stesso posto alle 19.00 in punto per percorrere vic. Le Selve e vic. Vuallariello fino al punto panoramico di Vetavole dove sarà offerto un piccolo aperitivo a base di vino e olive, offerto dalle associazioni A.N.U.U.Non Solo CarnevalePro Loco Due Golfi e Zenit AG che hanno promosso l'evento.
Per saperne di più leggi:
*** Breve cronaca del recupero della vicinale Le Selve ad opera di volontari appartenenti alle associazioni A.N.U.U., Non Solo Carnevale e Pro Loco Due Golfi e poi del Vuallariello (Comune di Massa Lubrense e A.N.U.U.)
*** guarda il video dell'escursione per mattinieri del 13 agosto, con incendio finale (sappi che comunque dopo appena un paio di mesi Monte Santa Croce era già di nuovo tutto verde!)
*** Guarda le foto di queste 6 escursioni del 2015:

Passeggiata Ruralecamminata inaugurale guidata del 5 agosto 2016
Nuovissimo itinerario fra Sant'Agata e Massa Vescovado passando per Priora (Sorrento), reso possibile a seguito della ripulitura della storica strada Acquacarbone, rimasta parzialmente impercorribile per molti anni.
Partenza dalla piazza di Sant'Agata alle ore 18.00, promossa dai Delegati all'Agricoltura dei Comuni di Massa Lubrense e Sorrento e dalle Pro Loco Massa Lubrense e Due Golfi.

Ulteriori informazioni presso le Pro Loco, ma prima potrebbe essere interessante leggere questo post con descrizione dettagliata dell'itinerario e/o guardare la video-guida fotografica.

sabato 21 maggio 2016

L'abito non fa il monaco

Come la maggior parte dei detti e proverbi la sua veridicità resiste nei secoli assolutamente inscalfita. Tuttavia in questo post non mi riferisco alla sua interpretazione più comune riferita agli imbroglioni che tentano di circuire ingenui sprovveduti cercando di truffarli in modo da ricavarne illeciti guadagni, ma ai tanti che pensano che semplicemente comprando un'attrezzatura più o meno professionale e all’avanguardia possano diventare esperti a un giorno all'altro. Quindi non a quelli che espongono una falsa laurea ed in camice bianco derubano persone spesso disperate o quelli che si spacciano per ciò che non sono, ma di coloro i quali sono convinti che per raggiungere certi risultati basti avere abbigliamento e strumenti specifici, spesso costosi e il più delle volte inutili agli inesperti.
Sembra che oggigiorno sempre più sono quelli che vogliono fare qualcosa di nuovo (spesso al di sopra dei loro limiti capacità) e pensano che questo gap possa essere facilmente superato con la tecnologia mentre questa in alcuni casi lo rende solo più evidente.
Tutti i giorni in strada si vedono persone su bici da 3.000 euro che non hanno idea di come manovrare il cambio e continuano a mulinare quasi a vuoto senza riuscire a superare i 10km/h; podisti con scarpe da 200 euro con suola il gel all'avanguardia, abbigliamento super tecnologico per risparmiare pochi grammi, cardiofrequenzimetro con calcolo delle kcal bruciate, l’ormai immancabile gps e altro ancora che si trascinano lungo strade trafficate respirando i peggiori fumi dei gas di scarico, per di più indossando plasticoni (giubbini che non consentono l'evaporazione del sudore o addirittura sacchetti per la spazzatura) convinti che quello sia il metodo giusto per dimagrire senza rendersi conto che invece rischiano il colpo di calore o perfino il collasso; pur non essendo frequentatore delle piste da sci, sono certo che anche lì ci siano frotte di sciatori con abbigliamento e attrezzature da migliaia di euro che non sono in grado di andare al di là di un elementare spazzaneve e creano situazioni di pericolo per sé e per gli altri.
Venendo all'escursionismo - fino ad un paio di anni fa mio settore lavorativo - questa sovrabbondanza e invasione di "esperti" è una delle cause principali del mio abbandono della professione. Venti anni fa i gruppi erano mediamente costituiti da sessantenni-settantenni con scarponi in cuoio, ben rodati e collaudati, con abbigliamento essenziale ma comodo e adatto allo scopo, lasciando molto poco spazio alla moda. Questi escursionisti sapevano dove mettere i piedi, erano consci delle proprie capacità e dei propri limiti, si interessavano all’ambiente (nuovo per molti di loro), ascoltavano e facevano domande pertinenti. 
Con il passare degli anni l’età media è diminuita di molto, in modo inversamente proporzionale alla qualità degli escursionisti. Gli scarponi sono quasi del tutto scomparsi ma non sono stati sostituiti da scarponcini adatti bensì da scarpe da jogging o addirittura sandali. Gli “incidenti” (per fortuna quasi sempre semplici cadute e scivolate o tutt’al più una “storta”) sono diventati frequenti. Molti arrivavano con le loro calzature “vergini” e al vederle il primo giorno già prevedevo che vari prima del terzo giorno avrebbero avuto le vesciche. Le domande più frequenti diventarono simili a quelle dei bambini piccioni “Quanto manca?”, “Ci sono altre salite?” e via discorrendo. 
Raramente, al contrario del passato, qualcuno leggeva con attenzione la descrizione dell’itinerario o sapeva valutare i chilometri percorsi o i dislivelli. Pochissimi guardavano la cartina ma tanti consultavano in continuazione il sempre più frequente gps, ... ma senza traccia caricata e senza mappa, a che serviva? A contare i metri percorsi e il dislivello superato? 
In parole povere quello che poteva essere un lavoro molto piacevole diventava sempre più spesso uno strazio. Bastavano pochi escursionisti del tipo appena descritto, a volte anche solo uno se particolarmente tignoso, per rovinare l’intero gruppo in quanto c’erano quelli che mi dicevano “Aspetta, dici a ... di andare più piano” e questi “Dici a ... di muoversi”. Come regola generale quanto più erano "vestiti a festa" tanto più incapaci si rivelavano.

Come mai solo pochi si informano in merito alle varie attività motorie che vanno ad affrontare, seguono corsi, si consigliano o iniziano l’attività con persone esperte? Un'attrezzatura adatta, per quanto cara, è sufficiente per diventare esperti o campioni da un giorno all'altro?

Concludo con un altro dei miei detti preferiti: 
‘a lanterna (o ‘a carta ‘e musica) ‘mman ‘e cecate

giovedì 2 luglio 2015

Escursionismo: tracce GPS su wikiloc

Navigando in wikiloc ho scorso un certo numero di tracce gps, di buona parte delle quali conosco o posso dedurre l’attività dell’autore, e ho osservato che quelle pubblicate da trail runners sono per lo più precise, mentre un’alta percentuale di quelle caricate da escursionisti sono evidentemente errate.
Se ne deduce che chi organizza una gara o prevede di parteciparvi voglia, giustamente, conoscere con la maggior precisione possibile distanze, dislivelli e pendenze, e che quindi la maggior parte di loro perlustrino il percorso con il gps e successivamente correggano gli errori. Non penso che sia una semplice questione di qualità dello strumento, ma del successivo trattamento dei dati.
Teoricamente gli escursionisti dovrebbero avere gli stessi interessi eppure risulta che sono molto più “pigri” e quindi caricano traccia e altimetria così com'è anche se sono sicuro che molti di essi (fra i quali guide, esperti e camminatori abituali) si renderebbero conto che alcuni dati sono numeri al lotto se solo si soffermassero ad eseguire qualche semplice calcolo (addizioni e sottrazioni) e consultassero qualche carta. 
Un primo elemento indicativo è l’eventuale discrepanza fra salite e discese nei circuiti in quanto, tornando al punto di partenza, si devono pareggiare. Dubito che anche il miglior gps dopo 10 o 15km rilevi tale eguaglianza, da cui consegue che se i valori assoluti sono identici essi sono stati (giustamente) corretti. Al contrario, anche pochi metri di differenza, evidenziano una certa superficialità nella pubblicazione.
Al di là delle tracce che non si sovrappongono a strade e sentieri (facile confrontare in quanto spesso visibili dal satellite), il problema principale sono i “salti”, sia in pianta (la traccia si interseca e talvolta si aggroviglia su stessa), sia in altitudine (evidenti picchi positivi o negativi sul profilo, neanche lontanamente plausibili).  
Qui di seguito propongo vari esempi illustrati da alcune immagini.
guardate la traccia della parte  finale (accesso al Molare). Si interseca più volte, va in aree impraticabili e suggerisce l’ascesa al picco (1.443 o 1.444 e non 1.429) scalando la parete dopo un gran salto nel vuoto verso sud.
circuito (anche se non è caricato come tale) con dislivelli che si pareggiano (1.185) quindi potenzialmente giusti. Tuttavia il “salto”  nei pressi di Grotta Biscotto (parte finale) arriva anche a quota 707m ma il belvedere poco prima della fine della strada, punto massimo in quel tratto, non arriva neanche a 640m mentre il tornante della strada in cima alla falesia, molto più in alto, si trova a 722m. Quindi sicuramente ci sono almeno questa settantina di metri in più nei dislivelli totali, ma probabilmente non sono i soli. Infatti a chi conosce questo percorso i 1130m di dislivello appaiono assolutamente esagerati.
al km 3,6 la traccia si interseca e sul profilo si nota un picco (chiaramente inesistente). Facendo scorrere il mouse sul profilo, si leggono distanze e quote che evidenzierebbero che in circa 100m lineari (da 3,5 a 3,6km) si sale da quota 896 a 1.066 per poi tornare a 894 dopo altri 100m. In quei 200m (vallone a ovest della frana) non ci sono grandi dislivelli e quindi chiunque abbia un minimo di buon senso (che non equivale a dire la totalità degli escursionisti) capisce che è un errore derivante dal gps che, in particolare ai piedi di alte falesie o in strette forre, fornisce dati altimetrici ancor più sballati del solito.
In questo screenshot si nota la traccia che si interseca e il picco al km 3,6.

l’effettiva quota minima (corrispondente a quella di partenza) è di circa 205m e quella massima di 670m con l’arrivo un paio di metri più in basso. Chiunque conosca quel percorso potrà garantire che dalla curva di Corvo alla strada principale di S. Maria del Castello si sale costantemente è non c’è un metro di discesa. Di conseguenza ci si dovrebbe aspettare 465m di dislivello accumulato in salita e 2 o 3 in discesa. Il profilo mostra numerosi marcati saliscendi che in realtà non esistono assolutamente e per questo nella scheda risultano 584m di salita e 318m in discesa. Perdipiù, ciò significherebbe che il guadagno netto di quota dovrebbe essere di soli 266m … e gli altri 200? 

Poi ho trovato tre percorsi praticamente identici (Tre Calli), ma con dati abbastanza diversi:
traccia1: d=6,32km  disl.=344m  qmax 1.185m  qmin 875m
traccia2: d=5,55km  disl.=421m  qmax 1.096m  qmin 783m (convertite)
traccia3: d=6,16km  disl.=653m  qmax 1.122m  qmin 811m (-200m strada)
Le carte tecniche regionali quotano Monte Tre Calli 1.122,1m e Monte Calabrice 1.140,7, quindi la prima quota massima è senz’altro eccessiva, la seconda potrebbe essere giusta in quanto non tutti passano per il punto più alto del Tre Calli, la terza potrebbe essere giusta. La curva del crocifisso (inizio sentiero) si trova a 830m ma la strada di Paipo scende fino a 815m (quota minima cartografica). Di conseguenza il dato della prima traccia è di nuovo 60m più in alto, quello della seconda troppo basso e quello della terza di nuovo abbastanza preciso. Tuttavia, la terza traccia presenta un dislivello assolutamente esagerato, con oltre 600m di salita accumulata ed identica discesa. Fra tanti numeri posso aver senz'altro sbagliato qualche calcolo ma tre tracce di percorsi tanto simili non possono avere valori tanto diversi. Sicuramente molti di quei dati sono errati. 
La domanda è la seguente: 
visto che chi pubblica questo tipo di dati certamente lo fa con buoni propositi informativi, senza secondi fini e non certo per sviare gli utenti, perché non perdere un po’ di tempo a correggere gli errori più marchiani? 
Per conoscenza diretta posso affermare che molti degli autori ne sarebbero assolutamente capaci. 
Proprio per la necessità di dover controllare tutti i dati per poi correggerne buona parte mi sono sempre rifiutato di pubblicare tracce.