Visualizzazione post con etichetta Bandera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bandera. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2019

Aggiornamento itinerario C del Trek 2020

Qualche mese fa percorsi tutto il sentiero della Conocchia in salita e mi resi conto delle condizioni pietose in cui si trova, molto peggiori di quanto ricordassi. Visto che con il tempo e con possibili nuovi intensi eventi atmosferici certamente non migliorerà, ritengo opportuno scartare in via definitiva il circuito precedentemente proposto. Non volendo prendere in considerazione la discesa dal villaggio sportivo a Moiano (troppo fuori mano), i due collegamenti utili per il Faito rimangono Palmentiello (300) e le Tese di Pimonte (334) (prima e seconda foto).

 
La migliore ipotesi, secondo me, è quella di salire da Pimonte (dove è facile arrivare con trasporto privato o addirittura pubblico se gli orari sono opportuni), tornare via Palmentiello – Crocella e quindi scendere a Bomerano via macello senza dover aspettare alcun trasporto privato o pubblico che sia per il rientro.



video della ricognizione del 22/6/14, da bivio 300/350 a Crocella

Questi percorsi “obbligati” sommano a circa 10 km, lasciandoci quindi la libertà di scegliere un percorso di un'altra decina di chilometri tra i boschi del Faito al momento, a seconda delle condizioni meteo e del terreno. Oltretutto si elimina la Conocchia in discesa che a fine giornata sarebbe stata veramente stancante, potenzialmente insidiosa e in ogni caso il ritorno a Bomerano dalla Forestale avrebbe implicato qualche ulteriore salita. Al contrario, il percorso via Palmentiello è più comodo, senza lunghe discese ripide e l’ultimo paio di km dal macello al centro si fanno facilmente in meno di mezz’ora visto che sono lungo stradine il leggera discesa e ben pavimentate.

In conclusione, per l’itinerario dettagliato di questo circuito del Faito (C) si dovrà aspettare fino all’ultimo momento per decidere quali tratti inserire fra Bandera (foto sotto), Cerasuolo, faggi secolari, Casa del Monaco, Conocchia, Molare e via discorrendo.
Per ora l’ipotesi è quindi questa:
  • da Bomerano a Pimonte su ruota
  • Tese di Pimonte (4,4km con +770m disl.) fino a Porta di Faito
  • percorso da decidere al momento fra Porta di Faito e incrocio 300/350
  • ritorno a Bomerano via Palmentiello, Crocella, macello (5,9km con -560m disl.)


Per avere notizie affidabili sullo stato delle Tese di Pimonte e Palmentiello si dovrà attendere la fine dell’inverno, ma se nel frattempo qualcuno dei colleghi camminatori avrà occasione di percorrere detti itinerari o avrà notizie certe da persone di sua fiducia è invitato a comunicarlo.

martedì 15 ottobre 2019

Conocchia, TREK 2020 ed altri percorsi

Domenica, come molti avranno visto (guarda l’album fotografico), sono andato a fare un bel giro con i Camminanti affrontando la “famigerata” ascesa della Conocchia; per intenderci il tratto che funge da deterrente per molti è quello da quota 1.070 fin quasi alla cima della Croce della Conocchia (1.386m, nella foto). 


Ovviamente, non sono certo i circa 300m di dislivello in salita che “fanno male”, ma la pendenza … costantemente vicina al 50%, su scaloni di pietra alti e irregolari, talvolta instabili. Il passamano posto al lato della traccia vari anni fa è in gran parte crollata o inaffidabile, soprattutto per mera incuria. Molti “vecchi” frequentatori dell’area sostengono che il sentiero originale, ripido ma con pochissimi scalini, era più comodo e sicuro pur non avendo passamano.
Tuttavia, per chi ha buona volontà e discrete gambe, è un percorso spettacolare imperdibile, considerato che anche la parte bassa, a partire da Santa Maria del Castello o dalla Forestale, offre panorami unici. Non dimenticate che il dislivello minimo da superare è di circa 700m (se a fine salita si svolta a sinistra per Casa del Monaco) e che il percorso è sconsigliato in discesa … specialmente allo stato attuale.  
  
   

La passeggiata di domenica mi ha fatto quindi riconsiderare il previsto circuito C  del TREK 2020 che prevedeva di scendere proprio dalla Croce della Conocchia alla Forestale. Infatti, dopo aver constatato lo stato pietoso in cui si trova il tratto alto, sto ipotizzando un giro più articolato e sostanzioso del Faito ed una discesa per le Tese di Pimonte (versante nord) o addirittura via funivia a Castellammare. In entrambe i casi si organizzerebbe un trasporto per Agerola, chiudendo così il circuito che aveva inizio dal Macello per accedere alla salita di Palmentiello (CAI 300).
Tornando allo spettacolare percorso di accesso al Sant'Angelo a Tre Pizzi (Molare, Canino e Catiello) lungo le precipite balze meridionali, c'è da dire che il punto di passaggio obbligato e la fantastica terrazza a quota 925m, dove si riuniscono i sentieri provenienti dalla Forestale (CAI 300) e il cosiddetto sentiero di Erbatenera, molto meno conosciuto e quindi frequentato, non segnato, che si stacca dall'Alta Via dei Monti Lattari un centinaio di metri dopo le ultime case di Santa Maria del Castello


Da dovunque si approcci la salita, un fatto è certo: i panorami sono unici, con Positano ai nostri piedi (sotto a sx) e la Conocchia che incombe (a dx)!

   

Una volta giunti in cima, le possibilità sono tante ed ognuno deciderà in base al tempo ancora a disposizione, ai propri interessi e alle residue forze. 
Fra le mie mete preferite, fra Faito e Molare, ci sono: BanderaMonte Cerasuolo, Castellone e Casa del Monaco
Purtroppo combinare tutto in una sola escursione è abbastanza difficile sia perché il percorso sarebbe estremamente contorto sia perché diventerebbe molto lungo e con i tanti inevitabili saliscendi i dislivelli alla fine cominciano a pesare. Suggerisco di prevedere più di una uscita sul massiccio e, non essendo necessario salire ogni volta dalla Conocchia, si potrà iniziare a camminare anche dal piazzale Funivia (raggiungibile anche in bus EAV o con mezzi propri) o, per esempio, da Campo del Pero.



Dovunque si vada, anche gli escursionisti abituali e della zona restano sempre sbalorditi e affascinati dall'ambiente circostante che varia continuamente.

martedì 8 dicembre 2015

I miei sentieri preferiti (5) -Bandera

Sentieri attorno Punta Bandera (Faito)

Ultimo percorso in altura, per noi 1000 metri bastano per dire altura ...
Bandera, molti non sanno neanche dove sia esattamente essendo posto poco conosciuto ed ancor meno frequentato, certamente il meno noto dei miei sette percorsi preferiti.
Per illuminare gli escursionisti neofiti dei Lattari e chi non vive in Penisola/Costiera (questi ovviamente giustificati) spero sia sufficiente questa cartina estratta dalla mia carta generale del Faito e Sant'Angelo a Tre Pizzi, debitamente modificata, per spiegare di quale area andrò a parlare. Tecnicamente il toponimo completo dovrebbe essere Punta Bandera e si riferisce allo sperone roccioso, quasi completamente coperto da pini, che si distingue chiaramente da qualunque punto della Conocchia, da S. Maria del Castello e da tante altre zone della parte occidentale dei Lattari. Quando si parla del sentiero omonimo comunemente ci si riferisce invece a quello che si sviluppa al limite superiore della imponente falesia che limita a nord il Vallone (dell’Acqua) del Milo da 500m a nord della Punta fino al margine del vallone di Campo del Pero. Consiglio di percorrerlo nella suddetta direzione, in leggera salita, e quindi così lo descriverò. Considerato che l'ho inserito fra i magnifici 7 dovrebbe essere superfluo sottolineare la sua panoramicità seppur limitata dal correre in costa.
   
E ora una buona e una cattiva notizia.
Buona: al termine del percorso panoramico, come già anticipato, è possibile aggiungere, in continuità, il crinale di Monte Cerasuolo che proprio in quanto percorso di cresta offre visioni più ampie seppur talvolta limitato dagli alberi verso nord, ma non certamente più “entusiasmanti” e quasi meditative di quelle del sentiero Bandera.
Cattiva: la parte più bella è "apparentemente" molto esposta. Ciò significa che, pur non essendo assolutamente sentiero più pericoloso di tanti altri tratti bordati dalla falsa sicurezza conferita da passamano dei quali non ci si dovrebbe fidare o cortine di cespugli che semplicemente mascherano uno strapiombo, per chi ha problemi di acrofobia (vertigini) potrebbe essere più stressante che piacevole o addirittura non percorribile.
Pur essendo il meno noto del gruppo, è uno dei più facili da raggiungere. Infatti si può arrivare in auto fin nei pressi della Latteria e percorrendo solo poco più di 300m di facile sentiero fra castagni si arriva al margine del bosco e all’inizio del sentiero panoramico ... e che panorami! Consiglio di effettuare questa brevissima escursione (circa 700 a/r) anche a chi non vuole o non può percorrere l’intero sentiero ... ne vale la pena.
Da lì ci sono varie tracce da seguire, ma non veri e propri sentieri, i poco esperti o poco sicuri farebbero bene ad andare in compagnia se non vogliono perdere tempo prima di trovare quello giusto.
Come si vede dalla cartina, per 600m si procede in costa in direzione sud per giungere alla Punta e cambiare versante. Fin lì si vede la costa da Vico Equense a Sorrento e le isole del Golfo di Napoli, poi si passerà ad affacciarsi sugli strapiombi del Vallone del Milo e verso il Golfo di Salerno per la rimanente parte di circa un chilometro. In questi 1.600m si guadagnano appena 100m di altitudine, il dislivello complessivo in salita è solo di poco superiore dovendo aggiungere alcuni minimi saliscendi; l’impegno fisico è minimo.
Giunti alla fine del tratto in direzione est si potrà scegliere se tornare direttamente alla strada più vicina (Campo del Pero è distante 600m, attraverso la faggeta) o proseguire nel percorso panoramico portandosi in vetta al Monte Cerasuolo (1.213m) seguendo il limite del bosco all’interno di esso o all’esterno, fra bassi cespugli (puntinato rosso in carta). Non esiste un sentiero vero e proprio, ma dovendo raggiungere il punto più alto e avendo gli alberi come riferimento direi che è veramente difficile perdersi.
Chi giunge in vetta proseguirà lungo una traccia (tratteggio rosso in carta) che percorre il crinale fino ad un piccolo spiazzo molto panoramico (foto sopra) dal quale parte (verso destra, in piano) un sentiero evidente che dopo pochi metri diventa una ampia sterrata carrabile (800m fino a Campo del Pero).
Come per i preferiti precedenti, aggiungo che chi ha gambe e buona volontà ha numerose possibilità per inserire questi sentieri in percorsi più lunghi. Per esempio:
  • da Piazzale dei Capi, Funivia o addirittura da Moiano (via Villaggio Sportivo) si accede al sentiero come descritto (lato Latteria/sorgente Lontra) si prosegue fino a Campo del Pero (includendo o meno il Cerasuolo) e si chiude il giro combinando a proprio piacimento i soliti sentieri (Conocchia, Acqua Santa, Molare) e infine tornando al punto di partenza via Porta di Faito o nel caso di Moiano si scende Conocchia e si torna via Anaro.
  • giri ancora più lunghi da est possono includere Palmentiello per salire o scendere dal Sant’Angelo a Tre Pizzi

Altre foto le trovate in questo album di immagini assortite estrapolate da vari set relativi ad escursioni dal 2009 al 2013, effettuate in occasione delle MaraTrail del Faito, Trek Amalfi-Capri o con i FREE.

martedì 1 dicembre 2015

I miei sentieri preferiti (4)

Crinale dalla Conocchia verso il Molare

Terza descrizione, ma questa volta più che di un sentiero mi riferisco ad un’area di cresta dove si è abbastanza liberi di spostarsi di qua e di là per raggiungere i punti di osservazione migliori. 
Sto parlando del crinale che va dai pendii a ovest della Croce della Conocchia fino alla vecchia antenna in disuso, caduta qualche anno fa. Come già anticipato nell’introduzione ai "miei sentieri preferiti", chiaramente suggerisco anche di “allungarsi” fino al Molare (Monte San Michele) che con i suoi 1.443,6m è la cima più alta dei Monti Lattari.

Da questa cartina ritagliata da quella Faito-Molare, e appositamente modificata e ingrandita, dovrebbe appari più chiaro quanto detto in precedenza. Ho colorato in verde le zone percorribili (in linea di massima e sempre con buonsenso e con la massima cautela), ho lasciato in rosso i sentieri più battuti come il CAI 300, ho aggiunto linee puntinate verdi giusto per suggerire qualche fuori-sentiero.
L’approccio alla Conocchia da ovest è possibile da quasi qualunque punto, ma i due percorsi più esterni sono senz’altro i più panoramici. Entrambi dominano tutta la parte terminale della Penisola Sorrentina con Capri sullo sfondo, ma quello più a nord (sentiero Casa del Monaco - Conocchia) ha viste privilegiate sulla Valle del Milo e Monte Cerasuolo mentre quello a sud si affaccia vertiginosamente sulla costa fra Positano e Praiano, oltre 1.300m più in basso, ma in pianta distante appena un paio di km.
Procedendo verso il Molare lungo il percorso CAI al margine della faggeta, di tanto in tanto spostatevi verso sud o portatevi in cima a qualcuna delle piccole alture che dal sentiero ostruiscono la visuale. Superata la zona antenna, prima di iniziare la discesa verso l’Acqua Santa è senz’altro un’ottima idea proseguire verso il Molare, che non starò qui a descrivere. Anche quelli che non vogliono andare fino in vetta potranno godere di splendidi panorami, in particolare se non soffrono di vertigini. 
   
A sud del Molare c’è un cocuzzolo (1.398.m, in primo piano nella foto a sx) che è raggiungibile con relativa facilità percorrendo il sentierino indicato in nero nello schizzo e poi raggiungendone la cima arrampicandosi in direzione Molare. Chi non si sente sicuro avrà comunque l’occasione di apprezzare una vista di Positano (foto a dx) e delle ripide balze del versante sud dei Lattari che molti si perdono pur passando a pochi metri di distanza.
L’accessibilità a quest’area è garantita dal sentiero Campo del Pero (strada) - Casa del Monaco - Conocchia e da quello Santuario (strada) - Acqua Santa - Molare. I percorsi, spesso tortuosi, che includano il crinale Conocchia - Molare sono pressoché infiniti e tutti estremamente vari ed interessanti sotto ogni punto di vista.

Ci vediamo a Punta Bandera.

domenica 15 novembre 2015

Ha senso chiedere “Qual è il/la migliore?”

Domande di questo tipo erano ricorrenti e fra le più frequenti che gli escursionisti (in particolare gli americani) che facevano parte dei gruppi che guidavo lungo i sentieri mi ponevano.
Qual è il/la migliore xxx?” riferendosi a pizzerie, gelaterie, vini, pasticcerie, ristoranti, caffè, sentieri, alberghi, e via discorrendo. Ho sempre trovato domande di questo tipo assolutamente oziose, futili, inutili, e potrei continuare con quasi-sinonimi che ai più suscettibili potrebbero apparire offensivi. Per tutti gli esempi appena proposti il metro di giudizio è estremamente soggettivo e quindi dare un consiglio-valutazione di quel tipo ad una persona che non si conosce per niente diventa ancora più campato in aria, senza senso e inopportuno.
Per fare qualche esempio, la pizza napoletana (originale) è morbida e sottile, ma molti la preferiscono croccante o spessa quanto una focaccia. Come si fa ad indicare la migliore ammesso che si abbia avuto l’occasione di mangiare in “tutte” le pizzerie dell’area?
Discorso simile vale per i gelati e ancor di più per i vini non sapendo se l’interlocutore preferisce i secchi, corposi, rossi o bianchi, ad alta o bassa gradazione per non parlare dell’accoppiamento con i cibi.
Per gli alberghi dipende da ciò che si richiede: tranquillità, panorama, piscina, centralità ... e tuttavia si dovrebbe presupporre che chi risponde dovrebbe conoscere un numero spropositato di alberghi.
Qualunque sia l’argomento neanche gli “esperti”, veri o presunti che siano, riescono a concordare su alcuna decisione tant’è vero che nemmeno sui più famosi e semplici dualismi sportivi si contrappongono opinioni contrastanti: Coppi vs Bartali, Mazzola vs Rivera, Messi vs CR7 ...
Penso sia chiaro che è inutile pormi questo tipo di domande e nei casi nei quali non posso fare a meno di rispondere non fornisco risposte nette ed univoche ma una lunga e articolata discettazione composta di tanti “se” (ipotesi iniziali) seguiti dalle relative conclusioni.
Al contrario, trovo molto utili le liste di “suggerimenti” (brevi o lunghe che siano) in quanto comprendono una buona varietà di proposte fra le quali ognuno potrà scegliere quelle che più si addicono ai propri gusti, capacità e possibilità economiche. Per esempio in una lista di dieci o più buoni film o libri (senza alcun ordine di merito) senz’altro ognuno potrà trovarne alcuni che fanno al caso proprio. 
Tutto quanto detto finora è perfettamente applicabile anche ai sentieri in quanto, come ho già scritto tante volte, non può esistere il migliore poiché si dovrebbero considerare una marea di fattori che vanno al di là dei pochi elementi oggettivi quali lunghezza, dislivello e pendenze, includendo periodo dell’anno, condizioni meteo e capacità e forma dell’escursionista.

Sulla scorta di queste premesse nei prossimi post suggerirò una serie di sentieri che, a mio parere, sono fra i più interessanti e spettacolari. Descriverò concisamente i meriti quanto più oggettivi possibile di alcuni tratti, ma non escursioni complete, aggiungendo qualche suggerimento per includerli in un percorso più lungo che ciascuno organizzerà liberamente.
Nell’intento di evitare che qualcuno possa interpretare la lista in calce come una classifica, ho elencato i sentieri in base alla loro posizione procedendo da est verso ovest, in direzione di Punta Campanella e Capri. Ripeto, a scanso di equivoci, che io stesso non saprei comporre una classifica fra essi poiché potenzialmente sono tutti egualmente affascinanti se affrontati nei giorni adatti, con tempo, visibilità e temperatura giusti, per le persone che siano in grado di goderseli senza “farsi uscire gli occhi di fuori” ...
  • Tre Calli - Capo Muro (+Monte Catiello)
  • Crinale Conocchia (+Molare)
  • Caserma Forestale - frana 4 gennaio 2002
  • Punta Bandera - Casa del Monaco (+Cerasuolo)
  • Capodacqua - Monte Comune - cancello di Arola
  • Campanella - San Costanzo (+Vuallariello)
  • Migliera - Cocuzzo - Solaro - Cetrella 

Il migliore in assoluto non esiste, ma probabilmente ognuno potrà trovare il suo personale preferito nelle "liste dei migliori".