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lunedì 14 maggio 2018

Prendere un gelato (dondurma) in Turchia può essere molto difficile!


Chi è stato in Turchia, avrà certamente notato i folkloristici gelatai delle aree turistiche, con il loro bravo gilet con ricami dorati e fez, che richiamano a gran voce i clienti e con la loro lunga speciale paletta metallica battono in modo ritmato sul bordo dei contenitori dei gelati e sulle campanelle che pendono dall’alto.
Più che gelatai sono dei veri e propri giocolieri, ognuno con la sua routine che può durare anche oltre 2 minuti, alternando varie “figure” classiche, porgendo allo stupito cliente il cono senza gelato, il gelato sena cono, dandogli il cono e riprendendosi il gelato, lasciandolo con il solo tovagliolino di carta in mano, e altro. Riescono a gestire alla perfezione piccole quantità così come a tirare fuori dal contenitore l'intera massa di dondurma. Qui di seguito trovate un paio di video che vi possono dare un’idea delle pene che deve patire chi vuole un gelato!
Chiaramente, non si tratta di un gelato “normale” (come viene inteso in quasi tutto il mondo) ma della versione moderna di uno già popolare alla corte ottomana, prodotto secondo una ricetta rimasta segreta per vari secoli. La differenza principale, che è quella che permette ai gelatai turchi di effettuare le loro evoluzioni, consiste in un ingrediente in cui nome non è molto allettante: il mastice di Chio. Questo si ricava dalla resina del lentisco (Pistacia lentiscus, comunissima pianta mediterranea, in inglese nota proprio con il nome di mastic tree) ed è un prodotto usato già da millenni e non solo per fini alimentari.
Come tante altre resine, si raccoglie facendo piccole incisioni sul tronco delle piante dalle quali sgorgano le gocce di "mastice". Anticamente (secoli a. C.) si utilizzava, sia in Oriente che nel mondo romano, anche per produrre delle "gomme da masticare ante litteram". Sia in Grecia che Turchia, ma anche in altri paesi dell'area mediorientale ed in tutto in mondo arabo, il mastice di Chio viene utilizzato per dare aroma e/o consistenza a formaggi, vini, liquori, dolci (inclusi i famosi of Turkish delight), tipi di pane tradizionali e, non da ultimo, l'olio santo per il Natale ortodosso.
Nella medicina antica era apprezzato per le sue caratteristiche digestive e da recenti ricerche sembra che sia ottimo per limitare il colesterolo. Non mancano le applicazioni industriali in quanto viene aggiunto a particolari tipi di vernici.

domenica 20 settembre 2015

Sirenuse e non solo: incendi e ciò che segue

Questo post è chiaramente “locale” e rivolto in particolare agli escursionisti.
Una decina di giorni fa un ulteriore incendio ha interessato il circuito escursionistico delle Sirenuse, nei pressi di Borra, poco più in basso e più a ovest di quello del 13 agosto. Il sentiero continua ad essere normalmente percorribile.
Si sta provvedendo a ripulire i lati della traccia ed a potare gli arbusti completamente bruciati in modo da favorire la crescita di germogli più vigorosi, se ciò dovesse accadere. Approfittando dell’incendio si torna a passare sulla vecchia traccia CAI, a monte della ripida scala con passamano, molto più comoda, sicura e panoramica di quella “comparsa” una decina di anni fa.
In alcuni brevi tratti, a causa della mancanza (temporanea) di vegetazione che guidava gli escursionisti creando barriere naturali, sono stati aggiunti alcuni segnavia rendendo più facile l’individuazione del percorso a coloro che non lo conoscono.
   
In questa serie di foto del 12 settembre si vedono i danni del fuoco di una decina di giorni fa, arrivato fino al margine del sentiero, la bonifica della scala (rimozione del passamano bruciato) e l’aggiunta di segnavia. Altre indicazioni le trovate nelle didascalie delle foto.
Una buona notizia è che ieri, andando a rendermi conto dei danni dell’incendio su Monte Vico Alvano del 18-19 settembre, ho anche fatto una veloce puntata al Pizzetiello (Sirenuse) notando che molti arbusti e alberi hanno già cominciato a rigettare. Ci sono tanti nuovi germogli di mirto, molti di tagliamani e di ginestra, ma ne ho notati anche vari di lentisco e alcuni di erica e roverellaEcco una dozzina di foto di germogli vari anche se la luce non mi ha favorito (cielo completamente coperto). Le specie ritratte le trovate nelle didascalie delle foto.
   
Nei prossimi giorni, sperando in una luce migliore, andrò a Monte Vico Alvano e, potendo, mi spingerò anche fino alla croce e alla sella di Arola e, ovviamente, vi terrò informati. 
Questo è uno scatto di ieri, mentre si vedevano ancora vari fili di fumo.