Visualizzazione post con etichetta caldera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caldera. Mostra tutti i post

mercoledì 1 luglio 2020

Tajinaste rojo ... soddisfatto a metà

Grazie al Covid, in questo caso veramente e non ironicamente, mi sono trovato ancora a Tenerife nel momento della fioritura del tajinaste rojo.

Quando questa era nel suo pieno le escursioni non erano ancora possibili, poi ho aspettato la ripresa delle corse della guagua per il Teide (l’unica ancora sospesa in quanto prettamente turistica), ho sperato lo scorso weekend, alla fine quando sarà riattivata? Venerdì 3 luglio, il giorno previsto per il mio rientro, con 2 mesi e 20 giorni di ritardo …  'a ciorta d'o pover'omm'.
La differenza fra raggiungere il Parque Nacional del Teide con mezzi propri o in bus consiste nel fatto che nella prima ipotesi si è costretti a tornare al punto di partenza, mentre nella seconda si può contare su 5 fermate distribuite lungo i 14 km della strada che attraversa la caldera, fra i 2.000 e i 2.300m di quota, e quindi iniziare in un punto e terminare in un altro, escursione lineare e non circolare.
Non volendo perdere l’occasione unica, mi sono comunque rassegnato e ho noleggiato un’auto e alle 9.30 ero già all’inizio del sentiero 18 (Chavao), detto anche la ruta del tajinaste rojo, che mi era stato consigliato da una guida locale eppure non ne ho visto neanche uno in fiore. Una coppia di escursionisti francesi (ma residenti sull’isola da 16 anni) mi hanno detto che lì c’erano un mese fa, ma ora era meglio andarli a cercare fra Portillo e Fortaleza. I 4km del percorso (x2 = 8km) si sono rivelati comunque interessanti per le belle viste e un vasto campo di lava cordata (pahoehoe) con vari tratti di lava a cuscino (pillow lava).
Tornato alla macchina ho preso quindi la via del ritorno lungo la quale mi sono fermato più volte per scattare foto panoramiche (Roques de Garcia, Minas de San José, …) o di tajinaste, anche se il più delle volte verdi con un solo minimo accenno di fiori.
L’Echium wildpretii (questo il suo nome scientifico) è endemico delle Canarie, esattamente dell’isola di Tenerife dove si incontra perlopiù nella Caldera del Parco Nazionale del Teide, fra i 2000 e 2500 metri di altitudine. Infatti, lì trova ambiente ideale visto che ha la particolarità di aver bisogno di molto sole e di resistere a temperature basse, quindi si trova perfettamente a suo agio nella caldera dove raramente nevica, le temperature scendono al di sotto dello zero solo di notte e i giorni di sole pieno sono oltre 300 all'anno.
Il genere degli Echium (Erba viperina, famiglia Boraginaceae) conta una 70ina di specie, 27 delle quali sono endemiche della Macaronesia (le isole dell’Atlantico centrorientale: Azzorre, Madeira, Canarie, Capo Verde) e sono fra le più imponenti.
Dalle parti nostre si trova l’Echium fastuosum che qualcuno chiama blu di Capri, ma è nativo di Madeira (in inglese è pride of Madeira). Altri Echium sp. sono comuni sui Lattari, ma il più alto e simile (E. italicum) solo in pochi casi supera il metro, ben poca cosa nei confronti del tajinaste che raggiunge i 3 metri.
Come in varie altre piante i fiori crescono in una specie di spiga in tempi diversi, dal basso verso l’alto; il colore può variare dal rosa pallido al rosso profondo. La combinazione di questi colori sui fusti verticali con lo sfondo con la dominante giallo marrone delle sabbie vulcaniche della caldera del Teide è certamente qualcosa di unico, ma bisogna trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Ho approfittato del ritorno a valle per fermarmi a scattare una foto alla Margarita Piedra (anche Rosa de Piedra), come potete vedere si tratta di una singolarissima formazione rocciosa che ricorda un fiore. 

martedì 6 marzo 2018

... e giunse il giorno (quasi) perfetto per il Teide innevato!

Dopo varie settimane "turbolente" fra tempo incerto, qualche acquazzone, tanta neve in quota e abbassamento di temperatura (la minima a 13° al livello del mare qui è reputata un gelo e potete ben capire che a oltre 2.000m di quota anche di giorno fa molto freddo), finalmente lunedì è giunto il giorno adatto per il tanto atteso ritorno alla caldera ... con neve. Le temperature erano già tornate alla normalità e la strada era stata riaperta, ma fra sabato e domenica un vento caldo e forte (in vetta soffiava a ben oltre i 100km/h) ha sciolto gran parte della neve (con mio disappunto). Ieri ho comunque approfittato del cielo assolutamente terso e mi sono messo in marcia per un'ennesima ricognizione, che si è rivelata fruttuosa oltre le previsioni. 
   
Il possibile abbinamento mare/montagna è uno dei tanti vantaggi di quest'isola (Tenerife); si può vivere e passeggiare in riva al mare - ed anche bagnarsi - e in un'oretta di bus (pubblico) si può raggiungere la caldera del Teide, tutta inclusa nell’omonimo Parque Nacional di 190kmq, fra i 2.000m e i 3.718m della cima del vulcano, secondo gli spagnoli il più alto d'Europa, ma geograficamente appartiene alla Macaronesia o, volendolo associare ad un continente, all'Africa.

In questa foto, a sinistra si vede il barranco e al centro il sentiero che prima taglia scende in diagonale e poi a zigzag perdendo quasi 200 metri di quota. 
Tornando alla splendida passeggiata di ieri, il mio obiettivo principale era di percorrere di mattina il circuito di Arenas Negras (quasi 9 km partendo da Portilloper avere il Teide a favore di luce e poi avrei avuto tutto il tempo di effettuare ulteriori ricognizioni lungo sentieri al momento non inseriti fra quelli ufficiali del Parco. 
   

   
Il tempo e la luce sono stati ottimi, solo il cima al Barranco Llano Maja (4 foto in alto), al limite dell'omonima vasta spianata che rappresenta uno dei passi del ciglio della caldera, tirava un vento tale da costringermi a coprirmi utilizzando quasi tutto ciò che avevo a disposizione. Ciò non mi ha impedito di godere dei vastissimi panorami sui campi di lava de las cañadas, con i loro mille colori, i tanti crateri, le sabbie e le rocce, tutto con il Teide parzialmente innevato sullo sfondo.
   
Dopo aver anche colto l'occasione per verificare una traccia che attraversa il Llano de Maja, sono tornato nella caldera percorrendo lo zigzagante sentiero attraverso Arenas Negras (sabbie nere)  e mi sono potuto ri-spogliare ... (poco vento e temperature vicino ai 20°) prima di avviarmi a ovest della rotabile per proseguire nelle mie ricognizioni.
   
Ho così attraversato altre aree con pendenze molto più lievi, con più vegetazione, ma sempre in un ambiente nel quale ogni particolare è inequivocabilmente vulcanico ... ovviamente a cominciare dai crateri disseminati pressoché dovunque (foto sopra). E andando in giro ho notato e mappato due sentieri non ufficiali e ho verificato la mancanza di un tratto di un terzo.

Come avrete capito, questo tipo di ambiente, spesso semidesertico, è comunque sempre affascinante per l'escursionista attento ... e sì, ricordate che per avere le migliori esperienze dovete camminare un po' e non limitarvi a scendere dall'auto e scattare una foro dal mirador di turno!

mercoledì 27 dicembre 2017

Un ottimo Natale, seppur poco convenzionale

Niente pranzo natalizio (o meglio, niente pranzo!) ma solo un piccolo snack a metà della mia splendida camminata di 24km lungo i sentieri del Parque Nacional del Teide
La sera prima avevo molto ben mangiato, e in abbondanza, in piacevole e molto varia compagnia familiare a Casa Tata (la tasca a un metro dalla mia “residenza”). Il menù prevedeva una gran varietà di piatti fra i quali, oltre a quelli classici di mare a gamberoni, gulas, polpo, cozze, (ma mancavano le navajas) c’erano anche un assortimento di formaggi accompagnati da pomodori secchi sott'olio, uova sode con ensaladillail classico brazo gitano di spinaci, patate,  insalata e poi è anche arrivata dell’ottima e tenera carne (al sangue) e salsa di funghi. C’erano anche vari dolci dei quali, come mio solito, ho fatto a meno senza alcun rimpianto.
Visto che le previsioni meteo per il 25 erano pressoché perfette per i miei programmi sono andato a dormire relativamente presto e di buon mattino, dopo un’adeguata colazione, mi sono avviato a prendere la guagua che mi avrebbe portato ai piedi di Montaña Blanca. In cielo non c’era l’ombra di nuvole l’aria era fresca e solo a tratti c’era un po’ di vento ma, avendo previdentemente scelto un percorso interamente al sole, ho potuto camminare quasi tutto il tempo a maniche corte, e ovviamente con i miei soliti short da trekking. L’ascesa fino ai 2.748 m della vetta è stata la parte più “trafficata” in quanto, trattandosi di una pista sterrata poco ripida, è praticamente alla portata di tutti anche se comunque fra andata e ritorno si percorrono 11km.
   
Giunto in cima, i panorami erano affascinanti in qualunque direzione guardassi, come si può notare dalle foto (chiaramente le due a sud e a est quasi in controluce ma ad occhio nudo erano tutt'altra cosa ...). In alto, e con buona luce, ci sono il Teide (ovest) e la Fortaleza e El Cabezon alle spalle del Llano de las Brujas (la piana delle streghe) con il mare sullo sfondo (nord); in basso buona parte de las Siete Cañadas e le pareti orientali della caldera con la sagoma dell'isola di Gran Canaria alle spalle (est) e Los Roques de García con il Llano de Ucanca e le pareti meridionali della caldera (sud).
   
Ai lati della sterrata che con una decina di tornanti porta in cima Montaña Blanca si possono ammirare una quantità di enormi e originali pietre nere di forma quasi sferica, conosciute come Piedras Negras o anche Huevos del Teide, che si formano similmente alla palle di neve. Bombe vulcaniche o pezzi di lava incandescenti cadono su un pendio di materiale minuto (lapilli, ceneri, pomici) e rotolano verso valle "assorbendoli" e assumendo il loro aspetto rotondeggiante, con il diametro che cresce fin quando la loro temperatura abbastanza elevata. 
   
Approfittando delle ottime condizioni meteo ed essendo in anticipo sulla mia tabella di marcia, invece di dirigermi subito verso El Portillo ho fatto una deviazione di un paio di km per salire in cima a Montaña Rajada , a mio parere affascinante e con ottime viste, ma fuori delle destinazioni abituali in quanto non ha nessun percorso ufficiale e segnato, pur avendo una comoda pista di accesso. Un misto di nere rocce "affilate" che sporgono da un mare di lapilli o, meglio, una montagna di lava dalle forme estremamente irregolari parzialmente coperta da una coltre di lapilli.  

Dalla cima altri panorami pressoché unici, come quello delle Minas de San José (sotto a sx) e le pareti orientali della caldera del Teide, e lungo l'ascesa singolari viste dei pendii di lapilli, quasi rosacei.
   
Dirigendomi poi verso El Portillo i panorami sono cambiati per l'ennesima volta con la presenza di numerosi arbusti a differenza dei terreni quasi del tutto  desertici attraversati fino a quel momento. Alla mia sinistra ho ammirato ancora una volta la Montaña de los Tomillos (foto a destra) dove prima o poi andrò.
   
Arrivato con largo anticipo alla fermata della guagua, ho voluto aggiungere un giro attorno all'Alto de Guamaso, sapendo che dal versante nord, da quasi 2.100 metri di quota, avrei potuto approfittare dell'ottima visibilità per scattare una foto della valle di Orotava e della costa settentrionale dell'isola, da Puerto de la Cruz a Santa Ursula e oltre, a valle della distesa di pino canario del Parque Natural de Corona Forestal.

Oltre a queste poche foto proposte, limitandomi, ne ho scattate un altro paio di centinaia. La sera, dopo i 24 chilometri percorsi fra i 2.000 e i 2.748 metri nel Parco del Teide ed altri 3 in città, ho recuperato con un abbondante cena casalinga il "pranzo natalizio" volontariamente evitato. 

Un ottimo Natale "solitario", tranquillo ed estremamente soddisfacente! 
Spero di replicare il 1° gennaio, le previsioni al momento sono buone.

lunedì 11 dicembre 2017

Itinerario lineare, molto piacevole e vario, a sudest del Teide

Il sentiero 39 è stato di recente aperto con il preciso scopo di collegare la fitta rete di sentieri del settore a NE della cima del Teide con quelli del sud, evitando di dover camminare lungo la strada stretta e trafficata. Pertanto, alla prima occasione sono andato a verificarne la qualità (fondo, segnaletica, difficoltà e, soprattutto, bellezza e interesse) e ho aggiunto ai suoi circa 6 km una serie di altri percorsi che già conoscevo e che sapevo mi avrebbero consentito di raggiungere El Portillo in tempo per la guagua (bus) di ritorno a Puerto de la Cruz.

L’itinerario che propongo ha il vantaggio di poter essere portato a termine utilizzando i mezzi pubblici pur non essendo configurato ad anello, attraversa ambienti diversi, nella parte finale (abbastanza semplice) presenta varie alternative che consentono di ottimizzare i tempi (non rischiare di perdere la guagua e non aspettare troppo). Considerando che mediamente si riesce ad arrivare verso le 11.00 al Teleférico (l’unico bus, 348, parte da Puerto alle 9.30 di ogni giorno dell’anno) e  si deve essere a El Portillo prima delle 16.30 per il bus di ritorno, si può contare su 5 ore abbondanti per godersi la passeggiata.
Come è intuibile osservando la mappa in alto, la prima parte si sviluppa lungo la strada e l’unico interesse è il bel panorama di cui si gode, avvantaggiati dal trovarsi più in alto della caldera. Attraversata la strada principale TF-21 si percorre l’itinerario S-16 per 600 metri e si giunge all’effettivo inizio del nuovo S-39. Questo, oltre ai già citati meriti logistici, ha il pregio di attraversare un'area priva di altri sentieri, offrendo inconsuete ed ottime viste del Teide e Montaña Blanca a monte e una gran porzione della parte più bassa della caldera a valle, fino alla ripida parete alta mediamente 300-400 metri che la limita a sud.
altre foto della ruta S-39 (Teleférico- Minas de San José) 
Procedendo relativamente in costa fra i 2.200 e i 2.400m (ma con tanti saliscendi, anche ripidi) si attraversano microambenti che variano in continuazione, dalle sabbie vulcaniche ad aree pietrose, da zone pressoché desertiche ad altre coperte da una bassa e fitta macchia, fra nere rocce basaltiche o campi di lava quasi impassabili se non su questo sentiero. Dovendo superare trasversalmente colate e vallette relativamente profonde nel modo più conveniente, il percorso risulta molto tortuoso e con tanti cambi di pendenza, su fondo vario, inclusi varie scalinate in pietra. Dopo circa 3 km, metà del suo sviluppo, il sentiero risale fino al livello della strada in corrispondenza dell’inizio dell’itinerario S-7 Montaña Blanca (fermata guagua e parcheggio) per poi ridiscendere e infine risalire con qualche tratto ripido a Las Minas de San José.

altre foto de Las Minas de San Josè
Qui ci si trova in una specie di deserto con lievissima pendenza dove il sentiero non è segnato in modo evidente, ma per andare a imboccare l’itinerario S-30 Los Valles (5 km) basta percorrere qualche centinaio di metri verso destra e verso la strada (NNE) e si vedranno subito i segnavia. Questo sentiero è più semplice e meno faticoso del precedente scendendo più o meno costantemente e dolcemente dai 2300m delle Minas de San José ai 2060m della Cañada de las Pilas, dove si immette sul percorso S-4 Siete Cañadas nelle vicinanze di Risco Verde
altre foto della ruta S-30 Los Valles 
Si procede quindi verso nord sulla larga strada di servizio sterrata Portillo - Parador (S-4), con dislivelli quasi inesistenti, per circa 4km fino all’inizio di una diramazione recentemente tracciata (4.1 - Ramal de Siete Cañadas; come i sentieri dal 38 al 41 non si trova sulle mappe dell’anno scorso), circa mezzo km dopo dopo aver superato l'inizio di S-2 Arenas Negras (a dx).
A questo punto, calcolate quanto tempo vi resta per non perdere la guagua, considerate le vostre forze, osservate la situazione meteo e decidete cosa fare sapendo che sostanzialmente avete 3 scelte:
  • guagua a Portillo Alto raggiungendo la fermata via 4.1 (500m)
  • guagua a El Portillo proseguendo lungo il 4 fino al Centro de Visitantes (1,2km) e per 300m lungo la strada
  • guagua a El Portillo raggiungendo il Centro de Visitantes da nord percorrendo i sentieri 4.1-24-(6)-1 e poi 300m lungo la strada (4 km totali)
salendo lungo S-24 verso Roque del Peral si avrà La Fortaleza di fronte
Chiaramente l’ultima soluzione è quella più soddisfacente e interessante ... ma calcolate bene i vostri tempi!
L’itinerario che ho seguito, con grande soddisfazione e quindi lo suggerisco, è così riassumibile: Teleférico - Minas de San José - Los Valles - Risco Verde - Portillo Alto - Roque del Peral - El Portillo, percorrendo circa 20 km lungo i sentieri 16 - 39 - 30 - 4 - 4.1 - 24 - 1 (tutti ben segnalati)

Nota: all’inizio del 16 si può effettuare una breve deviazione a dx salendo in cima a Montaña Majúa per apprezzare un bel panorama verso Sanatorio, Parador, Guajara, Ucanca, ...

domenica 1 ottobre 2017

Seconda mappa del Teide (settore sud)

Ho impostato anche la mappa dell’altra area più ricca di percorsi segnalati nella Caldera del Teide (Parco Nazionale, isola di Tenerife, Canarie), vale a dire la parte sud compresa fra il Teleférico e Guajara. Pur essendo mediamente meno spettacolare di quella di NE e meno ricca di sentieri che si intersecano offrendo agli escursionisti tante possibilità di itinerari ad anello, questo settore offre un paio di eccellenze imperdibili come l’accessibilissimo breve circuito de Los Roques de García (spettacolari, simboli del Parco e di Tenerife, foto sotto a sx) e la cima di Guajara (vista dalla vetta, foto a dx) che, con i suoi 2.718m di altezza, è seconda solo al Pico del Teide (3.718).
   
Oltre ai suddetti itinerari, è notevole anche il Llano de Ucanca (foto sotto) praticamente un deserto quasi del tutto pianeggiante (si tratta del fondo della caldera) limitato a NE da Los Roques de García e da altri imponenti torrioni rocciosi (come la Catedral e la Isla) che spuntano dalla sabbia appunto come degli isolotti.
I percorsi segnalati e interamente inclusi in mappa sono:
3 - Los Roques de García 
5 - Degollada de Guajara
15 - Alto de Guajara
16 - Sanatorio
19 Majúa
26 - Llano de Ucanca
Sono inoltre inclusi:
* i primi 4 km del percorso 4 -Siete Cañadas (dal Parador a Portillo, 16,4 km)
l’attacco del percorso 8 - El Filo (il più lungo di tutti) che dalla Degollada de Guajara corre lungo la cresta che delimita la caldera a sudest
l’attacco del 23 per Pico Viejo (dal 3 - Los Roques de Garcia)
i primi 3 km del 31 Cumbres de Ucanca

Questa seconda mappa si posiziona a sudest dell'altra e copre un'area di quasi 25 kmq (quindi circa la metà della prima). Anche stavolta per il disegno mi sono basato su altre mappe, guide, foto satellitari e tracce gps (mie e scaricate da internet) e, appena un paio di giorni fa, nel ricercare notizie aggiornate in merito alla numerazione degli itinerari segnalati dal Parco, ho scoperto che negli ultimi mesi sono stati aggiunti i seguenti 4 percorsi, portando il totale a 41:
38 - Cuevas Negras
39 - Teleférico - Montaña Blanca - Minas de San José
40 - Llano de Ucanca - Boca Tauce
41 - Barranco de Erques
Essendo così recenti, ovviamente non li ho mai percorsi e non ho neanche trovato notizie precise ed affidabili in merito al loro preciso andamento, ma già il semplice nome del 39 e la sua sommaria descrizione evidenziano che potrà essere utilizzato per un comodo passaggio fra Teleférico e Minas de San José e quindi fra le due mie mappe, senza dover camminare per quasi 3 km al margine della strada, pericolosa e poco piacevole (soprattutto comparata a tutto il resto). 
stralcio della mappa Teide sud, clicca qui per la cartina intera HD 

Pertanto, appena sarò in possesso di dati sufficienti, amplierò la mappa NE verso sud fino al Teleférico e quella meridionale verso nord fino a Montaña Blanca e Minas de San José in modo da inserire in entrambe il passaggio dall'area nordest a quella sud o, più probabilmente, ne creerò una terza, centrale e di dimensioni limitate, che si accavalli alle altre in modo da dare continuità al disegno
Comunque, chi si trovasse in loco può senz’altro cominciare a scaricare la cartina HD (gif 2176x2536 pixel) ed usarla anche prima che vada a revisionarla di persona 

mercoledì 13 settembre 2017

Mappa della Caldera del Teide (settore NE)

In previsione di un nuovo soggiorno tinerfeño (a Tenerife) e delle conseguenti ennesime escursioni nella caldera del Parque Nacional del Teide, fra lave, pomici, lapilli, sabbie e materiali vulcanici vari, aree punteggiate da radi cespugli o assolutamente desertiche limitate a nord dai boschi della Corona Forestal, ho deciso di abbozzare una nuova cartina della parte secondo me più interessante a varia dei 190 kmq del territorio di competenza del Parco, quella che vedete nella parte inferiore della foto satellitare (visione da NE).

Andando in giro con il mio solito spirito serendipitista, mi piace sapere sempre dove mi trovo (e non mi riferisco alle mere coordinate geografiche ormai fornite non solo dai gps ma anche da cellulari e da tanti altri dispositivi) in modo da poter cambiare programma in qualunque momento sapendo cosa c’è attorno a me, come possa passare rapidamente da un sentiero all’altro o - in caso di emergenza - raggiungere la strada nel minor tempo possibile, cosa troverò oltre le alture a vista, cosa mi posso aspettarmi di vedere seguendo una traccia, e via discorrendo. 
A prescindere dalle mie abitudini, sono fermamente convinto che chiunque si avventuri in un ambiente non familiare debba avere con sé una mappa dei luoghi, anche se non precisissima almeno realistica.

Per tutte le suddette ragioni, e prevedendo di effettuare più escursioni in quell'area, ho quindi deciso di riassumere le informazioni e dati importanti su carta creata ad hoc che, come al solito, condividerò con altri appassionati. Ho cercato di combinare al meglio essenzialità e precisione, dando la giusta importanza alle curve di livello, ma senza sovraccaricare il disegno di linee inutili. I sentieri li ho tracciati confrontando e interpolando dati tratti da carte esistenti con tracce GPS rilevate personalmente e scaricate dalla rete e, in alcuni casi, verificando il tutto con foto satellitari. Per i tratti meno acclivi dovrò certamente verificare in loco l’attendibilità delle isoipse ma, considerato che in linea di massima non ci sono ostacoli insormontabili, è un problema di minore importanza.
Al momento la mappa (estendibile in futuro) rappresenta quei 50 kmq della parte nordorientale del Parco che comprendono Portillo, Fortaleza, Montaña Blanca (foto in alto), Risco Verde, Arenas Negras (foto a sx), Huevos del Teide (in basso a sx) e Montaña Rajada (in basso a dx), includendo integralmente ben 11 sentieri segnalati e connessi fra loro in modo da formare una fitta rete di percorsi. Oltre a questi, che già da soli permettono la realizzazione di una marea di itinerari di lunghezza e impegno adattabili alle capacità di ciascuno, altri 5 sono rappresentati solo in parte in quanto, seppur connessi alla suddetta rete, terminano in località fuori carta. 
Gli 11 sentieri (indicati con la numerazione ufficiale del Parco) sono:
1 - la Fortaleza (5,3 km) (sullo sfondo nella foto sotto a sx, dal sent. 7) 
2 - Montaña de las Arenas Negras (7,9 km) (foto sopra)
6 - Montaña de los Tomillos (7,5 km)
14 - Alto de Guamaso (2,9 km)
22 Lomo Hurtado (5,0 km)
24 Portillo Alto (1,5 km)
25 Recibo Quemado (2,0 km)
27 Montaña Rajada (2,1 km)  (foto sotto a dx)
30 Los Valles (5,0 km)
33 Montaña Negra (3,1 km)
36 Alto de La Fortaleza (2,7 km)
       
I 5 sentieri rappresentati parzialmente sono:
4 - Siete Cañadas (6,2 di 16,3 km)
7 - de Montaña Blanca al Pico del Teide (5,5 di 8,3 km)
8 - El Filo (2,3 di 18,8 km)
29 - Degollada del Cedro (0,7 di 2,0 km)
37 - Cerrillar - Carnicería (0,4 di 2,7 km)

In attesa del momento in cui sarà pronta la versione "definitiva" (che non potrà mai essere tale in quanto ogni mappa è in continua evoluzione) i frequentatori abituali della Caldera e quelli che pensano di andarci anche una sola volta (per i camminatori che si trovano a Tenerife una escursione è praticamente d’obbligo) possono già cominciare a scaricare la bozza e salvarla sul proprio smartphone o strumento simile e anche stamparla in uno o più fogli a proprio piacimento. 

Questo sopra è solo uno stralcio della mappa sulla quale sto lavorando. La bozza completa è qui http://www.giovis.com/maps/TeideNE.gif, in formato GIF in alta definizione. 
Datele anche un semplice sguardo ma, se la scaricate così com'è, ricordate poi di scaricare anche i futuri aggiornamenti.
Coloro che notassero errori sostanziali o incongruenze, o volessero suggerire migliorie, sono invitati a contattarmi via email  giovis@giovis.com

martedì 13 settembre 2016

Pianificare un'escursione senza affidarsi a chi non ci conosce (1)

Dopo il caldo torna la stagione dell’escursionismo e ricomincio a ricevere tante email con richieste di informazioni e anche con tante domande insulse. Nell’ultima, giunta stamane, una madre mi chiedeva se il sentiero della Valle delle Ferriere (indicazione già di per sé molto vaga) fosse adatta ai suoi figli di 6 e 10 anni ...
Avendo una persona davanti, indipendentemente dalla sua età, non è semplice rispondere a quesiti del genere, impensabile farlo via email e per dei ragazzini (oltretutto senza neanche una foto). Un medico potrebbe mai fare una diagnosi a seguito di una semplice richiesta del tipo “Mi fa male una spalla, a cosa è dovuto?” o “Stanotte ho dormito male, perché?”.

Molti adulti avanzano richieste simili per sé fornendo la loro età (che ovviamnete non è indicativa) e io puntualmente rispondo “Ho accompagnato ultraottantenni in perfetta forma e nelle ascese abbiamo dovuto aspettare quelli di neanche 50 anni, spesso anche fra i 20 e i 30, che arrancavano parecchi metri più in basso.”
A questi si aggiungono (mi sembra di averne già parlato) quelli che pianificano passeggiate senza alcun criterio, del tipo 30 km con 2.000 metri di dislivello, da fare in 6 ore (sulla cartina a loro sembra breve e dimenticano salite e discese) o come l’idea di un gruppo di scout che sottoponendomi un programma mi scriveva “Terzo giorno ci spostiamo da x a y” due località distanti soli 3km e collegate da facile sentiero, mentre il giorno prima avevano previsto oltre 20km e oltre 1.000m di dislivello, ovviamente con zaino in spalla.
Pur conscio che ciò che scriverò non sarà letto o sarà semplicemente snobbato da tutti quelli che invece dovrebbero prenderne buona nota, mi accingo a descrivere comunque come organizzo le mie escursioni, metodo certamente non unico o perfetto ma sufficiente a limitare i rischi e giungere a destinazione sano, salvo e soprattutto contento e soddisfatto.

Questo solo post non sarà chiaramente sufficiente, ma almeno comincio a fornire le basi per poter poi approfondire l’argomento successivamente. Quale esempio, ne ho scelto uno reale e attuale visto che sto programmando nuove escursioni nel Parque Nacional del Teide, il vulcano più alto d’Europa (ma solo amministrativamente, in quanto trovandosi a Tenerife, Canarie, geograficamente è africano) che sorge all’interno di una enorme di circa 190kmq di superficie. Attorno al cono vulcanico ci sono decine e decine di sentieri, che possono essere facilmente combinati fra loro in modo da creare circuiti di anche oltre 20km o semplici traversate, e all’esterno del parco esistono ancora vari “tratturi”, una volta utilizzati dai pastori, che consentono di scendere a valle, lungo differenti versanti.
Capirete bene che un escursionista intraprendente e indipendente deve “solo” scegliere volta per volta un itinerario di suo gradimento, calcolando bene il tempo a disposizione (in particolare se vuole usufruire del trasporto pubblico), i chilometri che pensa di poter percorrere in quel tempo (è bene calcolare sempre almeno mezzora in meno), tenendo ben presente i dislivelli, le pendenze ed il fondo dei sentieri (da non sottovalutare ... guarda le 3 foto) e non dimenticando l’obiettivo principale (raggiungimento di una cima o di un punto panoramico, osservazione di flora e fauna, fotografia, ...). 
Il compito non è sempre semplice ma, se fa tutto per bene e con criterio, il saggio escursionista ha grandi probabilità di godersi un’altra bella escursione; se invece improvvisa e va troppo all’avventura, rischia di rovinarsi la giornata e, forse, di rovinarla anche ad altri.
Si deve indispensabilmente iniziare raccogliendo materiale ed informazioni da fonti affidabili (almeno si suppone che lo siano) vale a dire Parque Nacional, Turismo Tenerife, Turismo Canarias, guide, gruppi escursionistici e via discorrendo.

A chi volesse seguirmi in questa elaborazione, suggerisco di cominciare ad effettuare qualche ricerca in rete, rendendosi conto di cosa si possa vedere, del tipo di ambiente, delle medie climatiche (come vestirsi? anche se la decisione sarà sempre e solo last minute), osservare qualche mappa e scaricarne un paio fra quelle più leggibili, controllare come raggiungere il Parco con trasporto pubblico e altro che si reputi necessario.
Nel prossimo post comincerò ad analizzare vari possibili itinerari e coloro che avranno “fatto i compiti” potranno seguire le mie elucubrazioni più facilmente e, successivamente, applicare il modello a qualunque altra area. 
Per facilitare loro il compito (ma tutti ne possono approfittarne) consiglio di dare anche un’occhiata alle gallerie di foto già pubblicate negli anni scorsi e riunite in questa raccolta:  Cañadas del Teide, Tenerife, Parque Nacional