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martedì 2 giugno 2020

Tutti approfittano delle bellezze del territorio lubrense!

Invece di scoraggiare gli escursionisti con inopportuni balzelli, si dovrebbe cercare di difendere l’immagine del territorio per attirarli e certamente si otterrebbero migliori risultati in ambito turistico.

spiaggia piccola di Jeranto - Massa Lubrense

Stamattina, una guida escursionistica sempre molto attenta a ciò che succede lungo tutti i sentieri della Penisola, dalle vette dei Monti Lattari a Punta della Campanella e anche Capri, mi ha segnalato una ennesima grande scorrettezza, aggravata dal fatto dall’essere opera del Parco Regionale dei Monti Lattari.
Baia di Jeranto da Rezzale - Massa Lubrense
A meno che non si scopra che improvvisamente il territorio di Massa Lubrense sia entrato a far parte del suddetto Parco, mi sembra assurdo (e probabilmente illegale) lo spudorato utilizzo di foto di Monte San Costanzo e di Ieranto (con tanto di logo del Parco sovraimpresso) pubblicate sulla loro pagina ufficiale Facebook e spesso poi condivise dallo stesso presidente Tristano Francesco Dello Joio Ravallese (si tratta di una sola persona …).
Come se non bastasse, le didascalie non citano mai esplicitamente Massa Lubrense, il nome è relegato fra gli hashtag (può far sempre comodo). Infine, nella stessa pagina si trovano post relativi a escursioni a Punta Campanella, Crapolla e Monte San Costanzo. A meno che mia sia perso aggiornamenti dell’ultim’ora, l’area del Parco non si spinge oltre Piano di Sorrento, lasciando quindi fuori Sant’Agnello, Sorrento e Massa Lubrense.


sella di San Costanzo - Massa Lubrense
Non sarebbe opportuno far notare la cosa all’Ente Parco e/o al suo Presidente chiedendo, non dico soldi, ma almeno un giusto ritorno pubblicitario per il territorio lubrense specificando in sovraimpressione sulle stesse foto i nomi delle località e il comune nel quale si trovano?
strada com. da Termini a P. Campanella  - Massa Lubrense

Spero che Sindaco e/o assessore al Turismo di Massa Lubrense si attivino al più presto in tal senso, in modo che i potenziali turisti-escursionisti che si imbattano in tali foto sappiano dove andare per ammirare i panorami riprodotti.

domenica 26 gennaio 2020

"Sentiero delle Torri Saracene" - considerazioni personali

Poche ore fa mi è stato segnalato il post fissato sullo screenshot al lato. Al di là della sintassi dello stesso (potrebbe trattarsi di conseguenze di refusi), mi lascia molto perplesso l’idea in sé.
Mi piacerebbe interloquire con “le migliori guide” di Massa Lubrense che, suppongo, siano state precedentemente consultate. O si tratta di idea estemporanea di chi non conosce il territorio?
L'itinerario non mi è del tutto chiaro: "un percorso da Termini a Torca" che va "fino a Crapolla"?
Da quello che mi hanno poi spiegato (non evincendosi chiaramente dalle poche righe del post) il pezzo forte del progetto dovrebbe essere il tratto CampanellaJeranto, o meglio RezzaleSprito, già ipotizzato più volte in passato e, per fortuna, rimasto sempre lettera morta. Quel pendio non è tutto appartenente al Demanio Comunale, il declivio è instabile e perennemente in frana e il percorso includerebbe comunque molti saliscendi per passare fra le pareti a monte dell’alta falesia di Bennuolo. Il problema non è certo il passaggio del Rivo ‘a Falanga (spero non vi siate persi …).
Essendo un sentiero da sistemare ex-novo, qualche Ente dovrà certamente rilasciare autorizzazione e chi mai la firmerà se non si rispettano le “norme di sicurezza”? Un percorso storico esistente - e bene o male battuto - può essere più o meno pericoloso ma è sempre stato così; uno nuovo è tutt’altra cosa. Probabilmente sarebbe richiesta una larghezza minima, contenimento a valle e scalzatura a monte, forse anche un lungo passamano (di quelli tanto amati dalle Amministrazioni). Qualcuno immagina come apparirebbe il pendio fra Purrale e Chiano Piccio con una inevitabile lunghissima linea ondulata che lo taglia trasversalmente?

Esistendo già uno spettacolare percorso di crinale con panorama molto migliore e più ampio che abbraccia i due golfi (foto sopra), quale sarebbe il vantaggio di questa enorme spesa? Il risparmio di qualche centinaio di metri di dislivello e qualche chilometro di cammino? E la successiva indispensabile manutenzione? Oggettivamente, considerato che a malapena si trovano i fondi per mantenere una transitabilità appena decente, è concepibile avventurarsi in tale impresa?
Oltre Nerano il percorso ricalcherebbe il CAI 300, a meno che i progettisti non ipotizzino anche un RecommonePortiglioneCrapolla a quote molto più basse.

Passando ad altro, quando sono andato a guardare il post ho notato l’esistenza di ben 22 di commenti e mi ha fatto piacere pensare che in sole 7 ore già tanti escursionisti ed esperti del territorio si fossero preoccupati dell’assunto, salvo scoprire che non c’era un solo commento tecnico o pratico e la maggior parte riguardavano solo il nome dell’ipotetico sentiero. La diatriba non ha niente a che vedere con l'escursionismo o la sentieristica e, per mettere d'accordo i contendenti sulla definizione delle torri (comunemente ed erronaemante dette "saracene", tecnicamente "vicereali" anche se alcune di impianto di epoca precedente al viceregno) si potrebbe utilizzare l'orrendo termine "anti-saraceni" (o "antisaracene"), che pur viene proposto di tanto in tanto; almeno avrebbe un significato chiaro. Si potrebbe anche aggiungere "costiere" per distinguerle dalle altre non militari e private. I più pignoli potrebbero mettere altra carne a cuocere facendo riferimento alla Flotta Ottomana che, in effetti, spinse ad aggiungere nella seconda metà del '500 molte torri alle preesistenti.
Ma che importanza ha ai fini della realizzazione o meno del percorso?

Mi preoccupa la dichiarazione conclusiva “Ci proveremo e ci riusciremo”.

mercoledì 22 maggio 2019

nuovo rinvio della MaraTrail "traforo di Agerola - Termini"

Come, secondo me si dovrebbe fare in ogni occasione che lo consenta, una camminata che dura quasi l'intera giornata dovrebbe essere confermata solo pochi giorni prima della data prevista, sulla base di previsioni probabilmente certe. Se non ci sono vincoli o obblighi, mi sembra inutile incaponirsi e andare in giro vedendo poco o niente a causa delle nuvole basse, per non parlare del rischio della pioggia che, oltre ad essere poco piacevole, rende anche il terreno particolarmente infido. Visto che si cammina per diletto, meglio rinviare a migliori occasioni! 
Come la Vagrant (che speriamo di poter realizzare in concomitanza dei pleniluni di giugno o luglio) anche la data della traforo di Agerola - Termini sarà confermata solo quando avremo buone possibilità di goderci la giornata. 
Nata per sostituire la Vagrant del 18-19 maggio, sabato scorso è stata sostituita dalla MaraTrail di Termini e San Costanzo che, a sua volta, è stata completamente stravolta a causa delle basse nuvole che hanno avvolto la parte alta del percorso. Sia a Termini che a Sant'Agata la visibilità era infatti limitata a poche decine di metri ... inutile andare sul monte non potendo vedere il mare!

Avevamo sperato di poter effettuare traforo di Agerola - Termini nel prossimo weekend, ma anche stavolta le previsioni meteo sono sfavorevoli, quindi viene rinviata a data da destinarsi ..., prima o poi ci riusciremo.

INFO MaraTrail traforo di Agerola - Termini
Rispetto alle precedenti comunicazioni in merito, dopo aver verificato la percorribilità della bretella FREE e scegliendo di non aggirare Colle Sughero ma seguire il CAI 300 quasi in cima allo stesso (un po’ più di salita, ma 1km in meno), il percorso è ridotto a soli 33,5km fino a Fossa Papa, più 2,5km per Termini, quindi un totale di 36kmIl percorso è ondulato e per lo più scorrevole, senza grandissime salite e quelle poche di un certo rilievo sono ben distribuite. Solo due sono continue con oltre 200m di dislivello:
  • traforo - CAI 300: +229m in 1.200m
  • Capodacqua - Monte Comune: +209m in 900m
Inoltre, il dislivello totale non dovrebbe superare i 1.500m, ma molto, molto distribuiti e quasi sempre con pendenze ridotte, come è evidente dando uno sguardo ai ... praticamente quattro passi, un gioco da ragazzi.



Percorso:  traforo - salita all’Alta Via dei Monti Lattari via CAI 367 - poi Crocella Capo Muro (km 5,7) via bretella FREE - Forestale Santa Maria del Castello (km 11,0 - pausa caffè) - Monte Comune (km 13,3) - Monte Vico Alvano (km 16,1 - pausa snack) - Colli Fontanelle (km 20,3, pausa caffè) - Pizzetiello Torca Santa Maria della Neve - Termini (km 29,6) - Vetavole Rezzale Fossa Papa (km 33,5) Termini   (km 36,0)


LOGISTICA MaraTrail traforo di Agerola - Termini
  • Considerato che fra partenza e arrivo ci sono circa 45km di strada, non conviene lasciare il proprio veicolo ad Agerola in quanto recuperarlo sarebbe lungo e/o dispendioso. Quelli che non hanno la possibilità di essere accompagnati e/o recuperati potranno aggregarsi ai Camminanti che organizzeranno un trasporto collettivo Termini - traforo di Agerola e, se non raggiungono Termini con mezzi propri, al termine della camminata potranno rientrare con mezzi pubblici via Sorrento. Ovviamente, la prenotazione è indispensabile e deve essere regolarizzata un paio di giorni prima. 
  • Ci si potrà liberamente aggregare ai Camminanti o lasciare il gruppo in molti punti; quelli più convenienti, accessibili anche con mezzi pubblici, sono: Santa Maria del Castello (bus EAV da Vico Equense), Colli San Pietro Colli di Fontanelle (EAV da Piano e SITA linea Sorrento-Amalfi)Sant'Agata (EAV da Piano e SITA da Sorrento)Termini (SITA da Sorrento).
  • Prima della conclusione a Termini abbiamo ipotizzato cena collettiva presso l’Agriturismo Fossa Papa (su via Campanella, 2,3km prima di Termini). Anche questa “attività” deve essere ovviamente prenotata, informarsi per menù e prezzo. 

mercoledì 15 maggio 2019

Le roi est mort, vive le roi! Rinviata la Vagrant, ecco un paio di MaraTrail

Visto il perdurare delle basse temperature notturne, la VAGRANT di maggio (weekend 18-19) viene definitivamente annullata, speriamo di poterla effettuare a giugno (weekend 15-16). In alternativa, avevo quindi proposto quindi la quasi-MaraTrail Traforo di Agerola - Termini da effettuare sabato 18 maggio, tempo permettendo. Visto il perdurare di freddo e tempo incerto, anche questo programma è stato scartato perché non è piacevole farsi parecchie ore di cammino bagnati (per tutta la prima metà non c'è alcun riparo) e sostanzialmente inutile camminare in una nuvola perdendosi il panorama. 
Non volendo rinunciare ad una lunga camminata ma senza correre il rischio di farsi sorprendere dalla pioggia lungo sentieri senza possibilità di fuga, ho pertanto pianificato la IV MaraTrail di Termini e San Costanzo, 27km ca. mediamente più impegnativi dei 35km della Agerola - Termini, senza tuttavia abbandonare l'idea di quest'ultima che viene rimandata di una settimana.
Quindi, ecco il calendario della grandi Camminate primaverili:
  • sabato 18 maggioIV MaraTrail di Termini e S. Costanzo, 27km ca. 
  • sabato 25 maggio - Traforo di Agerola - Termini, 35km ca. 
  • sabato 15 e domenica 16 giugno - IV Vagrant Trail, 55km ca. 
Questo itinerario, certamente molto aggrovigliato, è stato pianificato in modo da avere sempre la possibilità di raggiungere un riparo in meno di un'ora e di poter cambiare percorso in tante occasioni scegliendo la soluzione più sicura ed opportuna.

IMPORTANTISSIMO - LOGISTICA
  • La conferma dell’effettuazione di questa camminata sarà possibile solo venerdì 17, sulla base di previsioni "probabilmente certe".
  • Gli orari dei passaggi e delle soste indicati a margine della mappa sono puramente indicativi e ricordo a tutti gli interessati che il percorso potrebbe essere cambiato anche in modo drastico a seconda delle condizioni meteo. 
  • Chi si vuole aggregare per strada dovrà comunque chiamarmi (339/6942911) per verificare la posizione del gruppo dei camminanti.
  • Prima della conclusione a Termini abbiamo ipotizzato una cena collettiva presso l’Az. Fossa Papa (su via Campanella, 2,3km prima di Termini, al km 25) a vista di Capri e del tramonto a mare. Questa attività deve essere ovviamente prenotata, chiamando il 338/8819737. Solo un numero molto limitato di camminanti potranno prenotare anche a Termini, prima della partenza. 

domenica 16 ottobre 2016

Via Campanella, aggiornamenti del 16 ottobre 2016

Alcune delle cattive notizie, per fortuna non tutte, sono ulteriormente peggiorate; in compenso le buone sono sempre migliori.
Andiamo per ordine, come nel precedente post di 10 giorni fa.
La sbarra è finalmente abbassata (anche se quando sono passato non c’era il catenaccio), ma lo stato del fondo stradale nella ripida discesa finale è sempre più disastroso!
   

   
In compenso, del nero del dopo-incendio non c’è quasi più traccia, almeno ad uno sguardo generale. Risalendo il crinale, il verde dei nuovi germogli è nettamente predominante e solo osservando più attentamente si notano alcuni arbusti e cespugli con le parti inferiori.
Seguire il sentiero è ora di nuovo semplice, sia perché è meglio delimitato dal nuovo verde, sia perché volenterosi volontari (ma non esperti pittori) hanno ripassato i vecchi e sbiaditi segnavia CAI e ne hanno aggiunti altri.
   
Alla fine della salita più impegnativa, si giunge a Campo Vetavole verde come non mai. 
   

   
Accettate un consiglio? Approfittando del buon tempo previsto per le prossime settimane, se avete buone gambe andate a percorrere il Sentiero di Athena (circuito Termini, Campanella, Rezzale, Vetavole, San Costanzo, Termini); se volete qualcosa più soft, ripiegate sul Circuito di Santa Croce (Termini, Cercito, Vuallariello, crinale, San Costanzo, Termini). 

giovedì 6 ottobre 2016

Aggiornamenti da via Campanella

Cattive notizie:
1) non c’è ancora nessuna traccia dell’annunciata (da vari mesi) barriera-slalom antimoto che comunque dovrebbe essere superabile dalle carrozzine dei disabili
2)  a seguito delle piogge dei giorni scorsi e del persistente passaggio di motocicli, il fondo stradale si è ulteriormente rovinato (evidente guardando le foto). Se ci saranno ancora acquazzoni prima che qualcuno provveda ad intervenire in modo serio, il deterioramento del sentiero avanzerà rapidamente, i solchi diventeranno ancora più profondi e altre pietre scenderanno verso la Campanella, che quindi resterà comunque non accessibile alle carrozzine ... e nei prossimi giorni sono previsti altri temporali ...

   

   

Buone notizie:
1) come nella parte alta del Monte, anche la vegetazione andata a fuoco a  Rezzale a fine agosto si sta riprendendo e si vede molto verde
   
2) lungo il percorso del crinale Campanella - San Costanzo (parte dell’Alta Via dei Monti Lattari, CAI 300) sono stati aggiunti vari segnavia in quanto, con la mancanza della vegetazione, ai non conoscitori sembrava di vagare in un mare di rocce e in molti si erano già lamentati di aver avuto difficoltà ad individuare il sentiero che con la vegetazione è inequivocabile ma senza è facile trovarsi fuori tracciato 
   
3) al belvedere di Rezzale è stato anche evidenziato nuovamente il segnavia all’inizio della parte sterrata e il chiaro invito a non proseguire lungo la striscia di cemento che termina dopo un centinaio di metri. Molti di coloro che in passato hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine e della Protezione Civile si “persero” proprio per aver superato l’attacco della salita e, incoscientemente,  tentarono di proseguire arrampicandosi in mezzo alla macchia, in zona di elevata pendenza.

mercoledì 11 maggio 2016

Via Campanella è aperta ... resoconto della mia visita

Dall’inizio di maggio la strada è di nuovo liberamente percorribile fino al faro (a piedi) e quindi dopo pochi giorni dal mio rientro sono andato finalmente a rendermi conto dei lavori che hanno sollevato tanto polemiche, anche da parte di chi non è mai stato sul posto. Ora quelli che non ci sono ancora andati possono almeno cominciarsi a fare un’idea della consistenza e della qualità dei lavori, comunque li si voglia vedere.
   
Il nuovo muretto di protezione (lato valle) lungo via Campanella inizia appena dopo il  bivio di via Mitigliano e prosegue, quasi ininterrotto, fino alla punta. Costruito in pietra calcarea e (visto che lo scopo è quello di garantire la sicurezza) consolidato con malta cementizia. 
Al contrario, i muri e muretti a monte sono discontinui, ce ne sono di vecchi, recenti e del tutto nuovi, pochi con cemento, quasi tutti a secco. 
Alcuni dei più antichi (a secco) sono in cattive condizioni (spanciati = abbuffati) e pronti a cadere. La strada è quasi completamente lastricata, dico quasi in quanto nei casi in cui a monte non è limitata da un muro, esiste una sottile striscia di terra battuta.
In questo album trovate 46 foto, incluse le poche inserite in questo post, esattamente nell’ordine nel quale le ho scattate procedendo in direzione di Punta Campanella. Per maggior precisione ho aggiunto anche qualche commento chiarificatore.
Tornando alla strada, si può dire che fino a poco oltre Cancello non è cambiato molto il quanto è stato solo sostituito l’asfalto con la nuova pavimentazione in pietra e parte del muretto a valle in pietra e cemento era già stato costruito con un precedente intervento nel quale si provvide anche a lastricare un centinaio di metri poco a valle dell’edicola di Cancello, nei pressi della quale è stato apposto un secondo cartello di divieto di transito.
Si prosegue per il lungo tratto quasi pianeggiante sempre accompagnati da muretti (pietre e cemento a valle, solo pietre - a secco - a monte) interrotti solo per mantenere gli accessi ai vari fondi. Per quelli solo pedonali a monte sono stati costruiti alcuni scalini in pietra calcarea.
   
Come si vede dalle foto sono state preservate tutte le pietre antiche (lavorate e mediamente ben più grandi delle moderne) e quelli che già conoscevano il percorso alla loro prima visita noteranno che quelle adesso visibili (e calpestabili) sono aumentate considerevolmente. Inoltre ne sono state scoperte alcune al lato della strada (lato mare) in corrispondenza del bivio per Rezzale dove, per questo motivo, il muretto si interrompe e la protezione è garantita da balaustra in pali di castagno. (vedi foto in basso)
   
Già da vari anni, dove non c’erano le pietre, si era creato un profondo solco che in taluni punti creava qualche problema ai meno agili e a quelli con passo poco sicuro (e non sono mancati gli incidenti). Tutti questi tratti sono stati riempiti e coperti con cemento che va ad affiancarsi al basolato romano nei punti in cui questo è parziale (di solito solo lato mare).
La precedente pavimentazione in pietra esistente già da un paio di decenni nel tratto finale non è stato toccata e una volta giunti lì si vede finalmente la Torre Minerva e l’isola di Capri senza più la bruttura dell’edificio fatiscente che fu costruito d’urgenza dopo l’esplosione del vecchio faro (foto in basso), ed è per questa demolizione che fu portata la ruspa a Punta Campanella e non per altri motivi come capziosamente suggerito da alcuni.

Anche se mi sarebbe piaciuto un percorso più “arioso”, senza il continuo muretto a valle (personalmente sono contrario anche ai passamano in legno a meno di pericolosità effettiva), non mi è apparso un gran disastro, almeno fino all’inizio della discesa finale. Questa se da un lato ha “guadagnato” superficie lastricata originale a vista, riempiti i profondi solchi e livellati i vari salti (anche oltre mezzo metro) dall’altro ora presenta lunghe strisce di cemento a vista che così come appaiono adesso sono veramente orrende. Tuttavia, mi è stato detto che sembra si stia pensando ad una soluzione per migliorarne l’aspetto ... e spero che sia così.
Infine, ho notato che i pali di sostegno delle linee aree ENEL/Telecom sono molto diminuiti di numero, ma non saprei valutare il numero esatto, e ora ne rimangono relativamente pochi ancora in piedi.

Ulteriore sopralluogo
Approfittando della bellissima giornata e trovandomi già a Punta Campanella ho deciso di tornare via Rezzale, Vetavole, Vuallariello, Selva, Cercito anche per vedere quale impatto avesse avuto il passaggio dei circa 200 partecipanti alla gara di domenica 8 maggio (Trail Ieranto - Campanella).
Risalendo quindi lungo il sentiero CAI 300 del crinale, superato il belvedere di Rezzale ho trovato un paio di nastri di segnalazione bianco/rossi a una certa distanza fra loro e ho pensato che distrattamente li avessero dimenticati lì.
Proseguendo ne ho trovati invece molti altri e fino alla fine del secondo tratto ripido (in prossimità del belvedere dal quale la Baia di Jeranto appare come un lago a forma di cuore, foto in alto) ne ho contati e rimossi almeno 30. Di lì in poi, fino all’inizio del sentiero Vuallariello, solo altri 2 e ho pensato ad una mancanza di organizzazione o di comunicazione nella pianificazione della ripulitura del percorso avvalorato dal fatto che lungo via Campanella ne avevo notato solo uno e successivamente nella discesa della vicinale Selva assolutamente nessuno.

Sapendo che gli organizzatori sono attenti alla rimozione dei nastri ho chiesto ad alcuni e mi hanno riferito che l’avrebbero fatto mercoledì (oggi) e che anche in altri tratti del percorso non erano stati ancora recuperati. Sono certo che sarà così e che non vogliano lasciare alcun ricordo negativo di una bella gara che ha richiamato tanti amanti della corsa in ambiente naturale nella zona. Tuttavia non capisco il motivo per il quale non si sia provveduto immediatamente visto che dopo la conclusione della gara c’erano  ancora molte ore di luce e che sarebbero bastate un paio di persone per ripulite tutto in meno di tre ore. Ma gli stessi “assistenti/controllori”, lasciando le loro postazioni, avrebbero potuto eseguire il lavoro rientrando a Termini sempre che non fosse previsto il cosiddetto “fine-corsa” che senza percorrere un metro in più avrebbe risolto comunque il problema.
Spero che il vento di oggi non porti in giro plastica bianco/rossa. 

giovedì 7 gennaio 2016

I miei sentieri preferiti (8) - crinale di Monte San Costanzo

da Punta Campanella ai sentieri attorno Monte Santa Croce

Ultima descrizione delle mie aree preferite per passeggiare godendo di natura abbastanza incontaminata e vasti panorami, come le precedenti lontana da aree troppo antropizzate (quantomeno non a vista), è probabilmente la più conosciuta delle sette.

Il percorso è quasi completamente visibile dal mare e in buona parte da Punta Campanella, per apprezzarne il profilo il sentiero di Jeranto (zona Sprito, prima di iniziare la discesa) è pressoché perfetto, ma molti lo guardano, si "spaventano" e rinunciano. Eppure, non è niente di impossibile visto che è relativamente breve: appena 1500m fino a Campo Vetavole dove la salita si può considerare conclusa e anche la parte più spettacolare.
Se deciderete di percorrerlo nel migliore dei modi (almeno secondo il mio parere) inizierete dall'area a monte della Torre Minerva, dove finisce la strada. Salendo al limite della falesia giungerete ben presto alla curva a gomito della stradina di cemento (alternativa venendo da Termini): il belvedere di Rezzale (dal quale avrete questa vista). 

Da questo punto dovete lasciare la stradina e non percorrerla fino al temine, seguite invece i segni bianco/rossi del CAI
Assodato che per la prima parte dell'ascesa non avete praticamente scelte, o la fate o non la fate, spenderò qualche parola in più per aiutarvi a scegliere il sentiero per tornare a Termini direttamente o passando per la sella fra Santa Croce e San CostanzoDurante la ineludibile pausa di riflessione-meditazione fra le rocce del punto panoramico a quota 391, avrete tempo di decidere, nel caso non l'aveste ancora fatto, quale sentiero seguire dopo ... ce ne sono ben quattro, tutti interessanti e panoramici, ma ognuno di essi offre il meglio di sé solo in determinate ore o condizioni.
Come dovrebbe risultare ben chiaro osservando la cartina completa, o solo lo stralcio a a destra, risalendo il crinale lungo il CAI300 troverete tre bivi, tutti a sinistra, in quest’ordine:
  • vicinale Vuallariello, quasi perfettamente in quota, perfetto per godersi il tramonto. Vi porterà fino allo spettacolare imbocco della vic. Le Selve percorrendo la quale arriverete a Cercito, a poche centinaia di metri da Termini.
  • sentiero per il belvedere/piattaforma di cemento in cima alla frana di Mitigliano (1973), il più tranquillo per andare alla strada di San Costanzo, anche questo ottimo per apprezzare i tramonti
  • vecchio percorso CAI00 che segue il crinale fino alla recinzione del "radar" e poi poggia a destra seguendo la rete poco più a valle. Forse il più impegnativo, certamente quello con maggior dislivello. Prima di iniziare a costeggiare la rete potrete godere di uno dei migliori panorami su Capri.
Tralasciando queste tre biforcazioni rimarrete sull’attuale CAI 300 e, abbandonato il crinale, procedete praticamente in quota fino alla pineta. Il sentiero è il più esposto dei quattro percorsi possibili, ma certamente non lo definirei pericoloso, anche se chi soffre di vertigini la può pensare diversamente.
   
Sconsiglio di percorrere il crinale in discesa, in particolare ai meno esperti e/o allenati, molto meglio salire con calma tanto sicuramente avrete ottime scuse per fermarvi ad ammirare il panorama (e riprendere fiato) concedendovi anche tempo per scattare fotografie.
video del circuito di Athena completo (escursione del 29 agosto 2012)
Per completare il classico Circuito di Athena (Termini - Campanella - San Costanzo - Termini) si dovrà aspettare la riapertura di via Campanella, ma non dovrebbe mancare molto. Non ho seguito l’andamento dei lavori sono ancora all’estero, ma a quanto ne so, entro la fine del 2015 doveva essere stato completato almeno l’80% dei lavori previsti dal progetto. Pertanto, se non proprio imminente, la riapertura non dovrebbe essere lontana. Spero che, anche se si dovrà aspettare un po’ di più per l’area circostante la Torre Minerva (ulteriori lavori) almeno sia concesso il transito pedonale per Rezzale da dove sarà possibile immettersi su sentiero CAI300.
Spero di fornire informazioni a riguardo nel corso della prossima settimana.

venerdì 14 novembre 2014

C'è già del nuovo verde su Monte San Costanzo

Nella mia terza perlustrazione nell’area dell’incendio del 5 novembre scorso, ho più o meno percorso il crinale da Rezzale fino in cima ma mantenendomi sempre a valle del sentiero (tanto per ora si passa dovunque) e ho rilevato che gli sviluppi della situazione, pur restando nell’ambito della sciagura, vanno oltre le mie più rosee aspettative. Come avevo anticipato, abbastanza piante sono sopravvissute al rapido passaggio delle fiamme e guardate cosa è successo in solo 9 giorni!
   
Potete vedere in questo paio di foto che molte piante presentano già vari centimetri di foglie nuove, infatti fra il margine bruciato del colletto (penso di chiami così, comunque avrete capito di cosa parlo) e le cime delle foglie anch’esse bruciate spicca un bel verde vivo. In altri casi ci sono foglioline che spuntano isolate dal terreno ed in linea di massima nella parte alta (a valle di Campo Vetavole) si cominciano già a vedere ampie aree punteggiate di verde. Oltre a vari esempi di questa ripresa della flora, in questo album Google+ ho inserito anche foto con viste d’insieme e panoramiche, alcune riprese da punti di vista molto poco usuali come questa.
Chiudo lanciando un’idea che spero sia opportunamente valutata da chi di dovere. Fra le tante attività proposte dalle scuole potrebbe essere utile, similmente a come si propongono incontri con le forze dell'ordine per la legalità, organizzarne alcuni non in aula, ma sul campo. Senza dover necessariamente percorrere tutto il crinale, non adatto a chiunque, ci si può limitare a percorsi più semplici nella parte alta (Vetavole) o quella bassa (Rezzale). In una sola attività didattica si farebbero conoscere un itinerario a portata di mano (che molti giovani residenti non conoscono), la bellezza dei panorami, le devastanti conseguenze degli incendi e, nei prossimi mesi, soprattutto come le piante riescano a rigenerarsi quasi come l'Araba Fenice che rinasceva dalle proprie ceneri.