In
quanto all’incidente del turista francese, sembra che ancora non ci sia alcuna
certezza su come sia arrivato lì, né su come o perché sia precipitato, eppure
in tanti hanno scritto senza conoscere la zona, fornendo notizie “certe”
assolutamente contrastanti fra loro e molti hanno pontificato senza aver mai messo piede su un
sentiero di montagna o costiero che sia. Di qui la solita storia della messa
in sicurezza, proposte di passamano e parapetti (che se non manutenuti a dovere precipiterebbero insieme con il primo che vi si appoggi) e altre idee
estemporanee e astruse.
Praticare
l’escursionismo implica dei rischi come andare per mare, non bisogna avere
paura di andarci, ma affrontare gli ambienti naturali con cognizione di causa e
possibilmente in compagnia, sapendo da dove si parte e dove si pensa di arrivare,
avendo un progetto di itinerario e - possibilmente - sapere dove ci si trova in ogni
momento, avendo attrezzatura adatta e sapendola utilizzare.
Specialmente
in montagna e in luoghi impervi in genere, muoiono tante persone ogni anno,
anche valenti guide alpine con esperienze di anni, per cause spesso fortuite ma
ogni escursionista di buonsenso dovrebbe cercare di limitare per quanto possibile i
rischi intrinsechi e comunque poi assumersi le proprie responsabilità ... nessuno può ergersi a maestro e comunque è insensato scaricare la colpa sulla
montagna o sui sentieri. Se questi non sono alla propria portata non li si percorre.
Nel
secondo passo sottolineato cita la rete sentieristica spesso pericolosa di circa
100km, ma dimentica (o ignora) che solo poche decine sono veri sentieri
sterrati; il resto è composto da vie, stradine e viottoli, censiti come strade
comunali e vicinali che, in quanto tali, sono sotto il controllo degli uffici municipali che quindi dovrebbero provvedere alla manutenzione delle prime e garantire transitabilità delle seconde. In quanto ai pericoli, vale quanto appena scritto, mentre per la manutenzione mi preme sottolineare che già nel 2002, nella
proposta di aggiornamento del Progetto Tolomeo, segnalai alcuni interventi da effettuare con una certa
urgenza, eppure da allora non è stato fatto niente. Fra i tanti c'erano, per esempio: via Sant’Aniello vecchio (tratti di muro di contenimento crollati), via Calella (sistemazione passaggio nel rivolo, via Vicinale Pozzillo (ripristino della parte
inferiore).
Sottolineavo
inoltre che, mio malgrado, avevo dovuto eliminare alcuni itinerari più che interessanti che nel frattempo erano diventati impraticabili e non se ne vedeva una via d'uscita. L’esempio più
eclatante è quello di via
Sant'Anna che unisce la cappella omonima al centro di Santa Maria passando al lato del unico corso d'acqua perenne (ormai
poco più di un rigagnolo) di Massa
Lubrense, una volta pomposamente denominato Rio Grande dell'Annunziata. Il tracciato di detta strada comunale
fu interessato da uno smottamento oltre 20 anni fa e non è mai stato
ripristinato. Eppure lo stesso autore dell'articolo una decina di anni fa era Assessore al Turismo e poi, se la memoria non mi inganna, proprio alla Manutenzione ... solo oggi si accorge dello "stato pietoso della nostra rete sentieristica"?
Infine se effettivamente seguisse la pagina FB Camminate avrebbe visto che (seppur dopo molto penare) molti sentieri e qualche stradina sono stati ripuliti e diserbati, anche se al termine della stagione primaverile e comunque c'è ancora tanto da fare.

Avanzo
un umile suggerimento a tutti coloro che si candideranno alle elezioni
comunali dell’anno prossimo:
prima di tirare in ballo il Progetto Tolomeo o l’escursionismo in Penisola in genere, promettere interventi, criticare antagonisti per promesse non mantenute, vantarsi di interventi realizzati (ma quali e quando?), documentatevi, percorrete almeno parte degli itinerari e, se foste già stati assessori o consiglieri, mettetevi una mano sulla coscienza in merito a ciò che NON avete fatto negli anni passati. Qualcuno ha fatto poco, altri niente, altri ancora mi hanno addirittura messo i bastoni fra le ruote ...
Concludo
ricordando che l’unico che ha sostenuto effettivamente ed efficacemente il Progetto
Tolomeo è stato Franco Simioli il quale nel 2002/3 si adoperò per estendere
ufficialmente la rete sentieristica a Sorrento e Sant’Agnello e da allora
nessun altro intervento sostanziale è stato finanziato!