Mi piacerebbe interloquire con “le migliori guide” di Massa Lubrense che, suppongo, siano state precedentemente consultate. O si tratta di idea estemporanea di chi non conosce il territorio?
L'itinerario non mi è del tutto chiaro: "un percorso da Termini a Torca" che va "fino a Crapolla"?
Da quello che mi hanno poi spiegato (non evincendosi chiaramente dalle poche righe del post) il pezzo forte del progetto dovrebbe essere il tratto Campanella – Jeranto, o meglio Rezzale – Sprito, già ipotizzato più volte in passato e, per fortuna, rimasto sempre lettera morta. Quel pendio non è tutto appartenente al Demanio Comunale, il declivio è instabile e perennemente in frana e il percorso includerebbe comunque molti saliscendi per passare fra le pareti a monte dell’alta falesia di Bennuolo. Il problema non è certo il passaggio del Rivo ‘a Falanga (spero non vi siate persi …).
Essendo un sentiero da sistemare ex-novo, qualche Ente dovrà certamente rilasciare autorizzazione e chi mai la firmerà se non si rispettano le “norme di sicurezza”? Un percorso storico esistente - e bene o male battuto - può essere più o meno pericoloso ma è sempre stato così; uno nuovo è tutt’altra cosa. Probabilmente sarebbe richiesta una larghezza minima, contenimento a valle e scalzatura a monte, forse anche un lungo passamano (di quelli tanto amati dalle Amministrazioni). Qualcuno immagina come apparirebbe il pendio fra Purrale e Chiano Piccio con una inevitabile lunghissima linea ondulata che lo taglia trasversalmente?
Esistendo già uno spettacolare percorso di crinale con panorama molto migliore e più ampio che abbraccia i due golfi (foto sopra), quale sarebbe il vantaggio di questa enorme spesa? Il risparmio di qualche centinaio di metri di dislivello e qualche chilometro di cammino? E la successiva indispensabile manutenzione? Oggettivamente, considerato che a malapena si trovano i fondi per mantenere una transitabilità appena decente, è concepibile avventurarsi in tale impresa?
Oltre Nerano il percorso ricalcherebbe il CAI 300, a meno che i progettisti non ipotizzino anche un Recommone – Portiglione – Crapolla a quote molto più basse.
Passando ad altro, quando sono andato a guardare il post ho notato l’esistenza di ben 22 di commenti e mi ha fatto piacere pensare che in sole 7 ore già tanti escursionisti ed esperti del territorio si fossero preoccupati dell’assunto, salvo scoprire che non c’era un solo commento tecnico o pratico e la maggior parte riguardavano solo il nome dell’ipotetico sentiero. La diatriba non ha niente a che vedere con l'escursionismo o la sentieristica e, per mettere d'accordo i contendenti sulla definizione delle torri (comunemente ed erronaemante dette "saracene", tecnicamente "vicereali" anche se alcune di impianto di epoca precedente al viceregno) si potrebbe utilizzare l'orrendo termine "anti-saraceni" (o "antisaracene"), che pur viene proposto di tanto in tanto; almeno avrebbe un significato chiaro. Si potrebbe anche aggiungere "costiere" per distinguerle dalle altre non militari e private. I più pignoli potrebbero mettere altra carne a cuocere facendo riferimento alla Flotta Ottomana che, in effetti, spinse ad aggiungere nella seconda metà del '500 molte torri alle preesistenti.
Ma che importanza ha ai fini della realizzazione o meno del percorso?
Mi preoccupa la dichiarazione conclusiva “Ci proveremo e ci riusciremo”.


