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lunedì 4 ottobre 2021

Oggigiorno si porta dire “foliage” …

La parola inglese originale significa, letteralmente e semplicemente, fogliame, ma ormai viene comunemente utilizzata per riferirsi ai cambiamenti di colori delle foglie di alcune specie in autunno, quelle che non passano direttamente dal verde al marrone per poi cadere, ma assumono una infinita tonalità di colori che va dai rossi ai gialli e non solo. Dalle nostre parti i principali attori del foliage sono i faggi (Fagus sylvatica) che, come è o dovrebbe essere noto, ricoprono la maggior parte degli Appennini a quote superiori ai 1.000 metri. Sui Monti Lattari si può quindi godere di tale spettacolo in pieno autunno, a cominciare dall’area fra Monte Faito e il Molare fino a Monte Cerreto e oltre. La differenza con i boschi sottostanti, costituiti per lo più da castagni (Castanea sativa), è evidente in quanto questi non presentano grandi variazioni di colori prima di perdere le foglie.

 
Devo comunque sottolineare che in Penisola Sorrentina abbiamo anche un diverso tipo di foliage ed in tutt’altra stagione. Mi riferisco all’euforbia arborea (Euphorbia dendroides) che ha ciclo inverso, vale a dire che perde tutte le foglie prima dell’estate per poter sopravvivere ai mesi più caldi e, prima di cadere, esse presentano varietà di colori simile a quella dei faggi e altre specie caducifoglie.

Euphorbia dendroides a Punta Campanella

In pieno autunno (quindi nelle prossime settimane) le migliori occasioni le avremo andando al Faito e inoltrandoci nella parte alta della faggeta, vale a dire dall'area dei faggi secolari verso Campo del Pero e quindi Acqua Santa, Castellone, Molare e versante settentrionale della Conocchia, come si può vedere da queste foto scattate a fine ottobre di una quindicina di anni fa.
 

 
Resta il dubbio di quando sarà effettivamente il periodo migliore, considerata la siccità e il caldo anomalo dei mesi scorsi. Comunque, sarà opportuno programmare qualche passeggiata nelle prossime settimane per non correre il rischio di trovare gli alberi già tutti spogli.

giovedì 26 aprile 2018

Tentato "scippo" di Punta Campanella (II parte)

Nella settimana successiva alla fortuita scoperta dell'imminente messa in vendita dell'area demaniale di Punta Campanella si susseguirono a ritmo frenetico sequestro e abbattimento del cancello, dissequestro dell'area e una quantità di dichiarazioni e prese di posizione da ambo i lati (Marina Militare e Comune di Massa Lubrense), tanto da giustificare la pubblicazione di articoli quasi giornalieri, non solo su tutte le testate locali, ma anche su molte di quelle nazionali e anche radio e televisione si interessarono della vicenda.
         
Man mano che i giorni passavano, nuove associazioni si unirono alla pletora di oppositori (vari dei quali, però, probabilmente si aggregarono per puro opportunismo) e anche personalità del mondo politico e artistico (Il Mattino, 16 gennaio 98, sopra a destra) non fecero mancare il loro appoggio alla giusta causa, per lo meno "a chiacchiere".
Tuttavia, fu necessario aspettare quasi fino alla fine dell'anno per raggiungere un risultato quasi definitivo, grazie anche e soprattutto al decisivo intervento dell'allora Ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandri, con la sentenza del TAR che accoglieva il ricorso del Comune di Massa Lubrense contro la messa all'asta dell'area (per lo più di interesse archeologico) di 11.000mq e relativi edifici, inclusa la Torre Minerva. La situazione viene ben esposta nell'articolo apparso su Repubblica il 27 novembre 98 (in basso a sx).
In conseguenza di questa decisione, pur dovendo attendere fino al febbraio 2003, l'Amministrazione Comunale (sindaco Antonio Mosca) poté far valere il suo diritto di prelazione e comprare l'intera area contesa. (vedi articolo sotto a dx, Il Mattino, 27 febbraio 2003).
    
Come scritto nel precedente post, l'atto di acquisto fu infine sottoscritto dal sindaco Leone Gargiulo nel dicembre 2006, quasi 9 anni dopo che suo padre (il sindaco Alfonso Gargiulo, coadiuvato dall'allora suo vice Antonio Mosca) aveva dato inizio a questa lunga battaglia legale.

martedì 24 aprile 2018

20 anni fa rischiammo di perdere l’uso pubblico di Punta della Campanella

L’inizio di questa vicenda, incominciata con un animato “scambio di opinioni” fra due residenti massesi e poi giunta alle più alte cariche dello Stato con il coinvolgimento di vari Ministeri, ve lo posso raccontare in prima persona in quanto io ero uno di quei due. Queste in basso sono le prime righe della lettera (riportata integralmente in calce al post) che mi affrettai a protocollare il 10 gennaio 1998, dopo che il giorno prima avevo assistito alle operazioni quasi conclusive della costruzione di una recinzione attorno alla torre Minerva.

Con il cap. Galano, presidente dell’ass. Mitilianea, ero andato a fare una passeggiata a Punta della Campanella e con mio enorme stupore vidi due recinzioni di rete metallica appena messe in opera, che dalla stradina andavano fino al ciglio delle scarpate a est e a ovest (golfi di Salerno e di Napoli), barriera resa ancor più insuperabile da linee di filo spinato sopra di essa. Proprio in quel momento gli operai stavano “quagliando” il cancello a traverso della strada ai cui pilastri sarebbero poi state agganciate le reti rendendo di fatto inaccessibile l’intera area. Avendo portato a termine nei primi anni ’90 una ricognizione completa di tutte le strade pubbliche di Massa Lubrense per la  redazione del mio Progetto Tolomeo (“per la segnatura di 100km di itinerari pedonali ...”) sapevo con certezza che la strada era comunale e solo le aree ai lati erano del Demanio Marittimo. 
Quindi, salutai i lavoratori e mi infilai fra cancello e rete (non ancora agganciata) per continuare la mia passeggiata lungo la strada comunale. Il capomastro, che mi conosceva ed era al corrente delle mie attività, con una certa arroganza mi disse “Questa è l’ultima volta che passi, ma da domani non passi più”, quasi a sottolineare che mi stesse facendo un piacere concedendomi di raggiungere la torre per l'ultima volta; al che, con simile tono, risposi “Passo adesso e pure domani e dopodomani”.
      
lettera  sottoscritta da 6 associazioni culturali massesi (12 gennaio 1998)

Così cominciò la “sfida” ... nata da uno scambio di battute fra due “civili” e sviluppatasi con un braccio di ferro durato molti mesi fra il Comune di Massa Lubrense (immediatamente sollecitato da quasi tutte le associazioni locali e poi appoggiato anche da quelle di livello nazionale, oltre a Enti, esponenti di partiti politici e personalità della cultura) ed il Ministero della Difesa, Demanio Marittimo, con denunce alla Procura e ricorsi legali, fino a giungere al TAR e ad uno scontro fra i ministri Melandri (Beni Culturali) e Andreatta (Difesa). 
Immediatamente cominciai ad allertare telefonicamente chi pensavo dovesse e potesse intervenire direttamente o almeno far sentire la propria voce, per ruolo istituzionale o per essere rappresentante di associazioni culturali, e la mattina dopo andai a protocollare la summenzionata lettera (scansione in basso).
    
Come anticipato, la risposta a questa "prepotenza" fu immediata, diretta ed efficace grazie alle azioni del comandante della P. M. Marcia che venne a verificare la situazione e procedette al sequestro immediato dell'opera (10/1) dopo aver avuto il via libera dal magistrato di turno, del vice-sindaco Mosca che martedì 13 gennaio emise ordinanza (documento sopra a sinistra) intimando al ten. col. Minervini (direttore del Genio Militare per la Marina di Napoli) l'immediato ripristino dello stato dei luoghi, al sindaco Alfonso Gargiulo che il 15/1 indisse una conferenza stampa da tenersi il sabato (17/1) "al fine di informare correttamente l'opinione pubblica locale e nazionale" (documento in alto a dx).
Così iniziò questa lunga storia che, fra promesse, proclami, delusioni e colpi di scena, andò avanti per quasi 9 anni dopo, fino al 18 dicembre 2006, quando l'area contesa fu definitivamente acquisita al patrimonio comunale di Massa Lubrense. 
Nel prossimo post farò un sunto di questo lungo periodo, successivo ai concitati primi giorni di "scandalo nazionale". Ovviamente, pubblicherò altri documenti e articoli dell'epoca, alcuni dei quali "divertenti".

martedì 3 aprile 2018

Le coste di Sorrento e di Amalfi (eBook gratuito)

Dopo aver fatto convertire in formato elettronico il mio libro dei giochi di strada, già online da vari giorni, ecco ora la III edizione di Le coste di Sorrento e di Amalfi, toponomastica antica, moderna e dialettale, in versione eBook, disponibile per il download gratuito nei formati .ePub e .mobi.
Questo libro, certamente più impegnativo e "serio" di Barracca 'o rutunniello, cavallo cavallo mantieneme 'ntuosto, fu il frutto di quasi due anni di ricerche (1989-91) che inclusero interminabili chiacchierate con anziani pescatori e abitanti delle marine della penisola, lunghe letture di testi antichi nelle biblioteche, attenta osservazione di mappe, da quelle di vari secoli fa fino alle contemporanee, e oltre mille chilometri di ricognizioni in kayak.
Pur non avendo variato il testo, fatte salve minime correzioni, questa III edizione è impostata in modo diverso dalle precedenti. 
Infatti, è divisa in capitoli come la versione originale (ma sono tre in più) e non è più un testo unico come la seconda. I dodici capitoli dell'eBook hanno i propri limiti in marine o approdi ben noti con la sola eccezione di Punta Campanella che separa il quinto e il sesto e Punta Sant’Elia - Li Galli fra il settimo e l’ottavo.
In quanto alle mappe a corredo, ho proceduto come per la seconda edizione producendo nuove mappe dettagliate (undici, con area di accavallamento, stampabili in A4 a 250dpi) che tuttavia, per comodità di consultazione e per ottenere un eBook quanto più “leggero” e veloce possibile, non sono inserite nel testo ma caricate in rete. Le undici cartine potranno essere sia consultate online cliccando sui link inseriti all'inizio di ciascun capitolo, sotto al titolo, o riprodotte offline dopo averle scaricate e salvate sul proprio dispositivo. 
In basso, stralcio della mappa 3, costa fra Marina Piccola di Sorrento e Puolo.
Personalmente suggerisco questa ultima opzione in modo da avere sempre a portata di mano l'intera cartografia, consultabile semplicemente cambiando applicazione. Per di più, avendo anche un PC a disposizione (sul quale si siano salvate le mappe), la lettura sarà ancora più comoda tenendo aperta la mappa al massimo della definizione sullo schermo più grande e leggendo l'ebook dal tablet o altro dispositivo. 
Rispetto alle precedenti edizioni ci sono alcune appendici in meno (botanica, biologia marina, ...), ma ho mantenuto quella secondo me più significativa relativa ai “Cenni storici”. Ho inoltre incluso varie recensioni relative alla I edizione.
In basso, stralcio della mappa 4, coste circostanti Punta della Campanella.
Considerata l’attuale diffusione di smartphone e tablet in grado di visualizzare eBook, spero che i tanti “naviganti” che solcano le acque della penisola sorrentino-amalfitana non si lascino scappare l’occasione di avere con sé questa guida, dettagliata per quanto possibile, di facile e rapida consultazione.
Anche a chi è già in possesso di una versione cartacea potrà tornare utile averla con sé nel pratico formato digitale.

Si consiglia la navigazione a velocità ridotta, meglio se a propulsione umana.

venerdì 27 maggio 2016

Campanella: una migliore informazione potrebbe essere utile?

Nell'ottica di contribuire ai tentativi di limitare il transito lungo la stradina che conduce alla Torre Minerva e con il solito spirito di collaborazione (purtroppo non sempre apprezzato) ho adattato la mappa che disegnai in occasione della chiusura di via Campanella per gli ormai famosi lavori, sperando che qualcuno la stampi e la affigga/distribuisca.

La mappa comprende tutto il Monte San Costanzo (quindi anche Punta Campanella e Santa Croce) e include il sentiero per Jeranto, ma penso che sia più che evidente che l'attenzione, a cominciare dal titolo, è tutta rivolta verso la transitabilità di via Campanella.
Ho diviso l’intera via comunale (con sviluppo di circa 3.100 metri) in tre spezzoni con diversa regolamentazione di transitabilità:
  • libera circolazione per tutti fino al già esistente segnale di divieto di transito
  • solo veicoli autorizzati (proprietari e/o conduttori di fondi agricoli e mezzi di soccorso) e pedoni fino all’ultimo podere, cioè fino all’ultima recinzione
  • transito consentito solo ai pedoni 
Seppur in modo molto sintetico, le notizie salienti appaiono in ben 5 lingue ed è anche ricordato l’ammontare della sanzione massima applicabile per infrazioni al divieto di transito. (traduzioni e importo da far controllare ad esperti)
Ci tengo a chiarire che tutto quanto appena esposto non risponde alla lettera alle ordinanze in essere, tuttavia penso che le idee non siano tanto peregrine e, almeno in parte, potrebbero essere prese in considerazione nel momento in cui si preparerà l’ordinanza definitiva. Mi sono assicurato che i segnali inseriti siano internazionali e altri potrebbero essere aggiunti a maggior chiarimento.
   

Ho già mostrato a qualcuno il disegno, mi hanno suggerito alcune modifiche (già effettuate) e consigliato di inserire qualche altro dato come numeri di emergenza e segnalazione dell’impegno richiesto per la risalita del crinale di San Costanzo, facente parte del sentiero CAI 300, Alta via dei Monti Lattari. Una volta decisa l’esatta ubicazione dei cartelli sarà senz’altro aggiunto il classico e spesso utile “voi siete qui”.  Potrebbero essere collocati in piazza a Termini, al bivio Campanella/San Costanzo, al bivio Mitigliano, a Cancello e - quale ultimo avviso - al limite dell’ultimo uliveto, punto dal quale dovrebbe essere consentito solo il transito pedonale. Molti di questi sarebbero leggibili anche rimanendo in sella a un motorino ... senza scendere. Altre idee propositive possono essere esposte nei commenti a questo post. 
L’inusuale formato della cartina (quasi quadrata) deriva dal fatto che in un primo momento ho pensato che, per economia, si potessero “riciclare” i sostegni in legno posizionati nell’area Santa Maria e Annunziata con un progetto di una ventina di anni fa ed attualmente inutilizzati.
Molti sostengono che la gente poco educata rispetta i regolamenti solo se sa di poter essere effettivamente sanzionata ... se viene toccata in un punto sensibile come “la tasca”. Basterebbe elevare le prime tre multe e la voce si spargerebbe rapidamente e la presenza di chiari cartelli informativi lungo il percorso renderebbe poco sostenibile la solita vecchia scusa “Non lo sapevo”.

giovedì 7 aprile 2016

Ritorno alla routine peninsulare: foto ed escursioni

Come anticipato, ho approfittato della prima occasione per ricominciare a battere i sentieri della Penisola Sorrentina, ed in particolare quelli attorno a Monte San Costanzo, lasciando a casa la compatta tascabile utilizzata in viaggio e riprendendo l’obiettivo macro.
Prima destinazione è stata la zona a sud di Cancello, nelle immediate vicinanze della rinnovata via Campanella, che non visitavo da prima dell'inizio dei lavori e conseguente chiusura, e che ho trovato coperta come al solito da vegetazione rigogliosa. 
   
Inoltre, tutte le stazioni di orchidee di mia conoscenza hanno prodotto o stanno producendo i loro fiori, nella norma in quanto a quantità e distribuzione. Nel corso del mio breve sopralluogo ho notato e in parte fotografato varie specie di Ophrys (in fiore e sfiorite), Serapias che, come al solito, sono assolutamente predominanti per quantità e poche Orchis italica (mai state numerose in quell’area, ancorché diffusissime nell’intera penisola).
In questo album Google+: Non solo orchidee (macro) ne propongo solo una minima sia parte per non essere eccessivamente ripetitivo, sia in quanto in molti casi è difficile scattare macro non avendo come e dove piazzare il cavalletto. Per esempio, in cima ad una roccia ho visto una bella e "imponente" Orchis italica di notevoli dimensioni (parliamo comunque di pochi centimetri) che avrei voluto fotografare ma, nonostante vari tentativi, non sono riuscito ad arrivare a “tiro di obiettivo”. 
   
Fra le 20 foto macro ne troverete anche alcune di altre specie come Oxalis, Gladiolus, Linum, Lupinus, Muscari (ora Leopoldia). La buona notizia è quindi per quelli che si sono lasciati suggestionare dalle allarmistiche previsioni di varie associazioni e dei loro super esperti botanici che paventavano desertificazioni, distruzioni ed estinzioni di specie a seguito dei lavori.
Dal canto mio non ho mai creduto che tali opere, limitate ad una striscia di un paio di metri e non particolarmente invasive (seppur esteticamente non proprio di mio gradimento), potessero influire in modo tanto negativo in un’area a monte di esse. Ipoteticamente ciò potrebbe essere vero solo a valle a causa di un eventuale diverso percorso delle acque pluviali. Chiaramente parlo per ciò che ho visto finora, vale a dire la parte alta del progetto (già completata) ma certamente, quando possibile, andrò a continuare la mia perlustrazione fino alla Punta della Campanella e ritornerò quindi sull'argomento. 

Almeno per i prossimi due mesi, gli amanti di foto e fiori potranno recarsi anche ogni settimana negli stessi luoghi trovando ogni volta nuovi fiori e quindi nuovi colori e nuovi profumi. 
A tutti consiglio di non perdete l'occasione di approfittare di questi mesi primaverili che, senza togliere niente agli altri, sono certamente i più affascinanti per i camminatori con interessi naturalistici, in particolare botanici.