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domenica 20 ottobre 2013

Curiosità naturalistiche: secondo Regalaecus glesne in California, in una settimana

Questa volta il pesce remo di quasi 4 metri e mezzo è stato ritrovato (già morto) sulla spiaggia, a differenza del primo che giaceva su un basso fondale della costa californiana.
Pur essendo una curiosa coincidenza, non dovrebbe essere un segnale premonitore di un terremoto in quanto, come scritto nel mio primo post relativo al Regalecus, la leggenda giapponese narra che 
"si spiaggia volontariamente per avvisare di un imminente terremoto". 
Staremo a vedere. 

sabato 24 agosto 2013

Curiosità naturalistiche: il pesce più lungo del modo

Nel caso qualcuno se la fosse persa, vi segnalo questa notizia del ritrovamento di un "mostro marino" che ha fatto il giro del mondo data la rarità dell’evento. Il Regalecus glesne (regaleco, pesce remo o re di aringhe) è il pesce dallo scheletro osseo più lungo al mondo. Eccovi vari link, ma come al solito nel web potete trovare molto altro:
Quasi tutti sono concordi nell'affermare che i rari avvistamenti o ritrovamenti di Regalecus sono all'origine delle leggende relative al serpente di mare.
In particolare per i giapponesi è un Messaggero proveniente dal Palazzo del Re del Mare e secondo la tradizione popolare risale dalle profondità del suo ambiente naturale (200-1.000m) e si spiaggia volontariamente per avvisare di un imminente terremoto.
E' un mito, ma come tutti i miti ha un fondo di verità. Qualcuno ha scritto che non c'è alcuna relazione scientifica fra gli spiaggiamenti e i terremoti, ma qualcun altro ha risposto che il fatto che non sia stata ancora scoperta non significa che non esista. 
Sia come sia, in concomitanza con i recenti terremoti in Giappone, Haiti e Cile ne furono ritrovati a dozzine. Altri studi (statistici) hanno associato ai terremoti anche gli spiaggiamenti di massa di altri animali marini in particolare che vivono sul fondale. 
Per concludere voglio ricordare qualcosa di molto simile avvenuto nei pressi di Marina di Cassano (Piano di Sorrento), della quale ho conoscenza diretta come riportato anche nel mio libro "Le Coste di Sorrento e di Amalfi":
" .... La notte fra il 22 e 23 novembre 1980, quindi poco più di dodici ore prima del terremoto con epicentro in Irpinia, furono pescati circa 150 chili di polpi e i pescatori raccontano che la pesca miracolosa fu facilitata dal fatto che tutti questi cefalopodi, abbandonate le loro tane, si dirigevano in massa verso la costa." 
Questo è quanto, e ognuno continui a pensarla come vuole .....