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lunedì 5 gennaio 2015

"Assistenza (?) clienti" ... "Customer care" all'italiana

L'Assistenza clienti, per molte grandi aziende italiane, è spesso ben lontana dalla "Customer care", che in altri paesi è talvolta addirittura un po' assillante. La ben nota TIM (tanto per fare un esempio) chiama i clienti e li riempe di SMS proponendo fantastiche tariffe e occasioni imperdibili, ma nel momento in cui si ha un problema è latitante.
Immediatamente dopo Natale il segnale per la mia chiavetta TIM (che uso per navigare in Internet) era ottimo come al solito ma la ricezione dati è stata talmente lenta che non si riusciva neanche ad aprire completamente la pagina iniziale. Ho provato più volte a comunicare il disservizio via 119, ma come quasi tutti gli utenti TIM parlare con un operatore è quasi impossibile. Chi non usa TIM o non ci crede può provare a digitare "Parlare con operatore TIM" e vedrà quanto suggerimenti ci sono per non parlare per pagine e pagine di insulti e improperi su blog e forum.
Comunque sia, torniamo a questa mia ultima esperienza. Il 29/12 ho scritto un messaggio dal sito TIM. Ma anche arrivare alla pagina giusta del sito TIM, modo suggerito dalla voce registrata del 119, non è facile. Oltretutto se un utente chiama per segnalare un problema della chiavetta, come pensano che possa collegarsi ad Internet??? Nella risposta immediata, ma solo perché era automatica del tipo no-reply, mi comunicavano di aver preso nota e che sarei stato contattato. E in effetti dopo solo 5 giorni (il 3 gennaio), dopo che il problema era stato evidentemente risolto, mi hanno scritto:

Gentile cliente,
in riferimento alla sua mail, desideriamo informarla che, da verifiche effettuate sulla sua linea non presenta alcuna anomalia di rete.
Le riportiamo che, per ulteriori ed eventuali verifiche tecniche da dover effettuare, l'unica modalità, per competenza e per risoluzione, rimane quella che le riportiamo. I colleghi hanno la possibilità di effettuare delle prove direttamente in linea con Lei ed hanno gli strumenti per poter fornirle assistenza.
La invitiamo a contattare, da altra utenza, sempre prepagata Tim o rete fissa Telecom, il nostro servizio clienti 119. Un nostro operatore le fornira' tutte le indicazioni a lei necessarie trasferendola all'assistenza tecnica, orario di servizio dalle ore dalle ore 09:00 alle 22:00 circa tutti i giorni.
Rinnovando la nostra piena disponibilità per ogni sua futura esigenza, le ricordiamo che, per informazioni o aggiornamenti sulle nostre proposte commerciali, può visitare il sito www.tim.it, oppure chiamare gratuitamente il Servizio Clienti 119, a sua disposizione 7 giorni su 7.
L’occasione è gradita per porgerle i nostri distinti saluti.
Cordialmente,
Servizio Clienti 119

In pratica dal 119 rimandano al sito e dal sito (dopo 5 giorni) rimandano al 119 senza aver risposto e senza aver richiamato (cosa che sono prontissimi a fare se si manifesta un interesse a comprare servizi o prodotti). Ho quindi risposto con un po' di sarcasmo (ma qualcuno ci farà caso?) tanto è una partita persa ...

Gentile Servizio Clienti 119,
la velocità di connessione è ritornata normale giovedì 1 gennaio, non so per caso e perche “i colleghi” sono intervenuti.
Nel ringraziare per la sollecitudine nella risposta (solo 5 giorni), vorrei che mi spiegaste come si fa a parlare con un operatore del 119. Anni fa esisteva l’opzione “0” per parlare con un operatore. Nonostante nei giorni scorsi abbia provato più volte e con varie sequenze non sono più riuscito ad arrivare a quel punto e quindi a parlare con qualcuno.
In ogni caso, penso che un servizio clienti degno di tale nome, ricevuto il reclamo ed avendo il mio recapito telefonico (TIM), avrebbe dovuto e potuto chiamarmi e non invitarmi a contattare il 119, in particolare vista la difficoltà (ben nota) di parlare con un operatore e che oltretutto la chiamata non sarebbe stata certo un costo per la TIM.
In attesa di avere risposta ai miei commenti (se vorrete) e senz'altro al quesito relativo alla procedura da seguire per parlare effettivamente con un operatore del 119,
porgo distinti saluti.
Giovanni Visetti

PS – mi permetto di suggerire di rivedere il testo (suppongo standard) della risposta, in particolare quello del secondo paragrafo.

La cosa che trovo più grave e sconcertante è il lasso di tempo intercorso fra richiesta e risposta (non automatica) che in giorni lavorativi non dovrebbe mai superare le 24h anche volendo sorvolare sulla difficoltà di parlare con un operatore. Infatti, ci sono tanti sistemi (perfettamente funzionanti) che prevedono la segnalazione di un disservizio o di una qualunque richiesta via email o registrando il messaggio in una segreteria telefonica. L'operatore ha quindi tempo di "prepararsi" o di inoltrare il messaggio alla persona giusta che, a breve, richiamerà l'utente.
Ma nel caso della TIM sospetto che non si tratti di semplice disorganizzazione, di incapacità o di stupidità (eccola di nuovo) ma di pura malafede che, in ogni caso, commercialmente non è indice di grande intelligenza, né di furbizia.

PS - Mi sembra superfluo sottolineare che non ho ancora ricevuto risposta all'ultimo messaggio.

giovedì 26 giugno 2014

Frigo sul Sentiero degli Dei - 3^, speriamo ultima, puntata

Ho appena ricevuto comunicazione e relativa foto (ripeto, meraviglia di Internet quando utilizzato in modo utile e opportuno) della sparizione del frigorifero.
Evidentemente il novello barista si è reso conto di aver un po' esagerato. 
Personalmente apprezzo il fatto che abbia "ritirato" l'ingombrante e assolutamente inopportuno frigorifero e gli auguro di iniziare una proficua attività simile in luogo più appropriato.
Al contempo ringrazio quanti condividendo, rilanciando, commentando e inoltrando la notizia hanno contribuito a farla diventare di pubblico dominio e quindi giungere ad una serena e pacifica risoluzione del problema.
Infine invito i colleghi camminatori che nel corso delle loro escursioni si imbatteranno non solo in contesti simili, ma anche e soprattutto in situazioni di possibile pericolo per altri escursionisti a segnalarlo attraverso i loro canali, quindi siti e newsletter delle loro associazioni, pagine FB personali, email e via discorrendo. In mancanza dei suddetti mezzi di comunicazione, potrete anche inviare comunicazione a me ed io, come in questo caso del frigo, provvederò a diffondere la notizia per quanto possibile.
Attenzione! Ho parlato di pericoli e cose "serie", non di un po' di rovi o cardi o altro che è assolutamente normale in sentieri di montagna quasi totalmente privi di manutenzione. Queste ultime comunicazioni sarebbero illimitate!

giovedì 26 settembre 2013

Escursionismo: turisti dispersi e segnaletica, di chi è la colpa?

Qualche giorno fa l'ennesimo improvvido escursionista (?) si è perso nella Valle delle Ferriere. Nel breve articolo su PositanoNews si sottolinea che la scarsa e, a dir poco, vaga segnaletica contribuisce a creare queste situazioni di pericolo.
Ma ciò che sembra mancare del tutto è il buonsenso di quelli che (spesso da soli, altro errore) si avventurano in un'area sconosciuta, senza una cartina, seppur essenziale.
Recentemente mi è capitato di leggere un articolo nel quale l'autore sosteneva che in un mondo ideale, avendo buone cartine ed escursionisti che le sappiano interpretare, non ci sarebbe bisogno né di indicatori né di segnavia. 
Purtroppo ciò è pura utopia e sarebbe quindi opportuno predisporre una segnaletica adeguata, non eccessiva o invasiva, ma doverosamente precisa. 
Ed ecco, a mio parere, alcuni criteri fondamentali da seguire:

  • uniformare quanto più possibile la segnaletica
  • scrivere sempre tempi e distanze in modo che siano chiaramente comprensibili
  • aggiungere, dove possibile, le mete (destinazioni)
  • consultarsi con quelli che frequentano i sentieri (associazioni locali, CAI, guide, ecc.) in merito a distanze, tempi e punti critici
  • evitare segnali inutili (p.e. quelli del Sentiero Giustino Fortunato che, oltre a non fornire indicazioni, sono assolutamente brutti con il loro sostegno in acciaio e tabella in pietra lavica smaltata! e chissà quanto sono costati ...)
A prescindere da tutto ciò, io continuo a sostenere che non c'è assolutamente responsabilità da parte di chi non segnala i sentieri, ma solo eventualmente da parte di chi fornisce indicazioni errate. 
Quelli che si perdono (e quindi non sono neanche capaci di tornare sui propri passi) sono i soli e unici responsabili delle loro disavventure. Chi non è capace si faccia accompagnare.

lunedì 19 agosto 2013

Altri Mondi: buche nel manto stradale

Nel corso di uno dei miei viaggi mi è capitato di percorrere una strada con numerose buche, di varia forma e grandezza, quasi tutte potenzialmente pericolose.
Non volendo o non potendo riparare il manto stradale, o in attesa di farlo (tutte considerazioni secondarie), gli amministratori locali avevano pensato bene di far “evidenziare” i margini delle buche con spray fluorescente rosso vivo, molto ben visibile anche di notte.
Pur non essendo assolutamente una soluzione definitiva o ottimale, trovo che, in mancanza di meglio, sia una magnifica idea per cercare di limitare i rischi di incidenti, rotture di sospensioni e cadute di motociclisti o ciclisti.
Essendo oltretutto economica e facile da realizzare dovrebbe essere presa in seria considerazione visto che (in tutta Italia) ci sono tante buche e pochi soldi.