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sabato 10 giugno 2023

Carnaval de Santa Cruz de Tenerife


Pur coinvolgendo migliaia di persone è una festa ordinata, molto piacevole, organizzata per il godimento di protagonisti e spettatori, ariosa, allegra, colorata e rumorosa al punto giusto. Ma la cosa più bella è che effettivamente è una festa per tutti e di tutti e traspare chiaramente l’enorme lavoro, fatto con passione, che c'è alle spalle. Ed è ancora più bello vedere la partecipazione convinta e sentita di persone di ogni genere e professione che probabilmente in tante altre parti del mondo sarebbero forse più "riservate".

Sfilavano tipi di tutte le età, razze, peso, sesso, stazza, avvenenza o bruttezza, altezza, dai ballerini acrobatici ai portatori di handicap, dagli ottuagenari ai lattanti (comunque in costume) in passeggino. Molti, a giudicare dal portamento e dalla considerazione nella quale erano tenuti, davano l'idea di essere nella vita stimati professionisti o persone di successo, ma a Carnevale a Santa Cruz sono tutti uguali.

 

I gruppi in costumi molto colorati - in maggioranza “sontuosi” e ottimamente realizzati, di livello teatrale - si alternavano con ballerini che eseguivano coreografie di tutti i generi, gruppi infantili, scolastici, corali con musicisti al seguito, gruppi di tercera edad. E nessuno si preoccupava del proprio aspetto fisico, peso, età, altezza o forma; ognuno dei partecipanti era assolutamente a suo agio nel costume carnevalesco che indossava con gran disinvoltura.

Non era presente né la volgarità né l'ostentazione del travestimento. Tutti si miscelavano alla perfezione: ballerine ampiamente sovrappeso, drag queen ottuagenarie, infanti e adolescenti, immigrati, distinti esponenti della terza età e signore raffinatissime che procedevano con un incedere sicuro dal quale traspariva il gran numero di sfilate alle quali avevano partecipato.

 

 

Oserei definirli professionisti del Carnevale, ma riferendomi esclusivamente alla professionalità con la quale ricoprono il proprio ruolo e non certo perché percepiscono un compenso, al contrario quasi sicuramente ci rimettono di tasca propria. 
E si può essere certi che fra poco già cominceranno a pensare al carnevale 2015, se non lo stanno già facendo.

Scorrendo le oltre 50 foto di questo album, suggerisco di osservare i particolari e anche i protagonisti che sono ai margini dell’inquadratura, meritano tutti.

venerdì 10 gennaio 2020

“Riesumati” parte dei contenuti del primo www.massalubrense.it

Scavando nei miei archivi per l’operazione di recupero delle foto scomparse con la chiusura di Google+, è tornato a galla anche il backup del mio primo sito, così com’era a fine settembre 2004. Lo registrai e pubblicai il 20 marzo 2000 (quasi 20 anni fa!) per poi cederne proprietà e gestione il 1° ottobre 2004. Non esistevano certo i social e neanche il sito istituzionale del Comune e (quasi sicuramente, mi corregga se sbaglio) nemmeno le pagine del benemerito Lello Acone. Eravamo agli albori dei siti di interesse locale e, probabilmente anche per mancanza di concorrenza, ebbe un notevole successo, con numeri invidiabili da molti ancora oggi: 24.353 visite nel 2001, 33.181 nel 2002, 45.557 nel 2003 e oltre 42.000 nei soli primi 9 mesi del 2004, quindi una proiezione annuale di quasi 60.000 visite, considerando la costante crescita e l’aumento visite a fine anno.


Così, anche se non sarà cosa semplicissima, ho pensato di adattare una parte delle pagine dell’epoca che ritengo ancora interessanti. Alcune perché atemporali (leggende, tradizioni, artigianato, …) altre per lo sfizio di alcuni di potersi rivedere “come eravamo” (p.e. sfilate, competizioni ludiche e sportive, acc.). E a tal proposito ho scelto di iniziare con le foto di tre Carnevale a Termini (ed. 2002-2004). 
Vari di questi giovani di allora sono oggi genitori e i loro figli sfileranno nel prossimo Carnevale, fra poco più di un mese.




Erano i primi anni della fotografia digitale accessibile (penso che il formato max fosse 800x600) e le foto si pubblicavano in dimensioni ancora minori altrimenti sarebbero state troppo pesanti per essere visualizzate! Quindi accettatele così come sono, relativamente piccole e non di eccelsa qualità, guardatele per pura curiosità. Nella pagina ho riassunto poche note descrittive e i titoli della maggior parte dei carri e gruppi. Nei prossimi giorni metterò online altre foto e comincerò a pubblicare vari testi.
Per essere aggiornati in merito alle prossime pubblicazioni visitate la homepage delle pagine recuperate dal mio vecchio sito massalubrense.it, inclusa nel mio sito giovis.com o seguite la pagina FB Epicureismo Eclettico.

venerdì 5 febbraio 2016

Portogallo settentrionale: Porto, Guimarães e Braga

Essendo stato abbastanza fortunato con il tempo (ma non sarei arrivato fin qui se non avessi intravisto buone possibilità) sono riuscito ad effettuare le due escursioni a Braga e a Guimarães in due giornate calde relativamente alle medie invernali, asciutte e soleggiate, con un bel cielo terso. Dopo la parziale delusione di Porto, mi sono forse apparse ancora più piacevoli queste due cittadine a poco più di un'ora di treno (locale, puntuale, pulito e accogliente, solo 3,10 euro a tratta - pensate a come viaggiano i pendolari italiani).
Delle due Guimarães è più piccola, con il suo centro storico di dimensioni molto ridotte attraversato da stradine acciottolate e dominata dal Palacio de los Duques de Bragança (foto a sx) a sua volta poco più in basso del piccolo castello che sorge sulla sommità della collina(foto a dx), attualmente in ottime condizioni essendo giunti quasi al termine i lavori di restauro. La cittadina  è indissolubilmente legata ad eventi fondamentali della nascita della nazione e questo è il motivo per il quale sulle mura di una antica torre all’ingresso del centro storico si legge "Aqui nasceu Portugal", praticamente il motto della città.
   
La maggior parte del tempo di visita si passa fra la visita del castello e quella più approfondita del Palacio de los Duques de Bragança nel quale sono stati perfettamente restaurati tutti gli ambienti interni, arricchiti da arazzi, mobilio pezzi d'arte, armi e suppellettili varie, entrambi molto interessanti.
Al contrario, Braga è quasi una città, molto piacevole e organizzata, ampia area pedonale piena di giovani in quanto è sede della Universidade do Minho e tanti interessanti edifici, sia religiosi che civili, "sparsi" e non concentrati.
   

Fra questi se ne trovano alcuni in ottimo stato, di differenti epoche e spesso abbastanza singolari come questo della foto a destra, ufficialmente Palácio do Raio ma comunemente detto Casa do MexicanoPiù distante, a circa 5 km ma visibile dal centro, si vede il Santuario del Bom Jesus do Monte, con la sua inconfondibile scalinata. 
   

Nel mio tanto camminare a casaccio, anche stavolta ho trovato soggetti, certamente non segnalati su guide o in rete, interessanti o curiosi per le mie foto come per esempio il postino di Guimarães (nella foto a sinistra notate il perfetto abbigliamento con lo stemma del CTT sul giubbotto e sul polsino, logo presente anche sulla borsa laterale e sulla canna della bici elettrica) mentre a Braga ho trovato bambini vestiti con abiti tradizionali per il carnevale e la caffetteria mobile su Ape 50 al centro di Braga (trovata geniale, c'è da pensare che la burocrazia portoghese sia più flessibile di quella italiana ...).
   
Meteo e foto
Appena avrò tempo pubblicherò molte altre foto di Braga, Guimarães e Porto, ma se continuasse ad essere asciutto non sarà questione di pochi giorni e a fine viaggio avrò una caterva di foto da editare e pubblicare. 
Infatti a quelle già in sospeso - anche dell'Algarve - se ne aggiungerebbero tante altre visto che a Sintra ne prevedo varie centinaia della Quinta da Regaleira e del Palacio da Pena
Se invece la settimana prossima il tempo dovesse peggiorare scatterò meno foto e, potendo andare in giro di meno, avrò tempo di ridurre l'arretrato. 
Per ora accontentatevi di queste poche.

domenica 3 gennaio 2016

Musica in piazza! Puerto de la Cruz

Ieri sera c’erano ben tre gruppi in Plaza del Charco, centro vitale di Puerto de la Cruz (Tenerife). Ciò è cosa abbastanza comune, in particolare nei week-end e nel corso delle festività.
Il primo nel quale mi sono imbattuto è stato il Grupo musical Amatista, composto da tre ragazzi tinerfeños molto bravi (almeno a parer mio) che eseguivano solo pezzi strumentali con violino, chitarra e cajón flamenco. Si erano sistemati nel parco giochi al centro della piazza. Mai visti finora, li ho ascoltati per un poco e, assodato che il loro genere mi piaceva, sono rimasto. Ho effettuato una brevissima ripresa (qui in basso, giusto per mostrarveli) e sono andato a cenare. Dopo oltre un’ora erano ancora lì, il pubblico era aumentato di molto e gridava “Otra! Otra! ...” (bis).

Ci sono molti altri loro video in rete, migliori di questo fatto ieri sera (2 gennaio 2015) e hanno appena aperto un loro canale YouTube. Nella loro semplicità, secondo me meritano.
Al solito incrocio all’inizio di calle Quintana si era sistemata invece la Parranda el Ratito (quasi gli stessi componenti di quella che l’anno scorso si chiamava “Falta uno”) e si esibiva nel suo solito piacevolissimo repertorio di musica canaria e centroamericana. Peccato che continuano ad amplificare solo alcuni strumenti e non le voci ...
Infine c’era il gruppo itinerante di Pasacalles che girava per tutte le strade del centro in costume tradizionale canario cantando soprattutto pezzi natalizi a cominciare dal classicissimo “Los peces en el rio” (breve pezzo nel video in basso). In rete troverete mille altri video della canzone completa e anche i testi. Appartiene ad un genere musicale e poetico ben preciso, popolare in Spagna e Portogallo a partire dal XV secolo: il villancico.
Più distanti dalla piazza, ma si faceva sentire egualmente, provava un gruppo di batucada che, battendo furiosamente sui  tamburi, si preparava al Carnevale (ecco un brevissimo esempio) 

A tutto ciò aggiungete i tanti solisti “girovaghi” o stanziali presso alcuni dei tanti ristoranti e cafeterias all’aperto, come anche qualche duo e trio. Uno dei miei preferiti suona ogni sera al ristorante El Arado (dove si mangia un'ottima carne di cabra, l’unica che può competere con quella di Casa Tata) e si tratta de Los  Soles de Paraguay. Ovviamente musica sudamericana ed uno dei due suona la classica arpa paraguaya. Per chi non la conoscesse ho inserito questo video (in basso) del maestro Alcides Ovelar che esegue uno dei pezzi per arpa più famosi: Pajaro Campana.

Penso che abbiate capito che di sera a Puerto de la Cruz non ci si annoia, è piacevole girovagare ascoltando musiche dal vivo di vari generi e non importa se cantanti e musicisti non sono i migliori al mondo e l'acustica non è perfetta.

domenica 18 ottobre 2015

Ultimo post tinerfeño (per ottobre)

Puerto de la Cruz, domingo 18 de octubre de 2015

Due settimane di sole e di caldo (28-31° durante il giorno) mi hanno tenuto lontano dalle escursioni, in particolare quelle attorno al Teide, senza un filo d’ombra, e quindi mi sono per lo più “adattato” a passeggiare in riva al mare approfittandone, ovviamente, per fare anche qualche nuotata. Ciò fra un’attività culturale e un’altra, fra qualche caña e vari spuntini.
A mio giudizio trovo che l’accessibilità al mare di Puerto de la Cruz sia veramente ottima. Ci si può bagnare in tanti posti diversi facilmente raggiungibili a piedi, per lo più lungo itinerari solo  pedonali.
   
A sinistra la foto satellitare del centro di Puerto, con il frequentatissimo Paseo di San Telmo e il lago Martianez, un complesso di una piscina enorme e una mezza dozzina più piccole. Questo è l’unico posto che prevede il pagamento di un biglietto di ingresso, tutte le atre spiagge e spiaggette sono libere ma – badate bene – regolarmente sorvegliate dagli addetti del salvamento (con evidenti divise rosse), pulite, con docce e rubinetto basso per levarsi la sabbia dai piedi. L’unica spesa che potreste voler fare è quella di un “lettino” (di buona qualità) che vi costerà la bellezza di 3 Euro! Dal Charco de los Piojos (alla base del paseo) si può entrare in acqua molto comodamente utilizzando le varie scalette d’acciaio e qualche scala in pietra, oltre che dal piccolo arenile di ciottoli. Semplicità e funzionalità e tutti sono contenti, dai bambini agli ottuagenari.
   
A ovest del centro (foto satellitare in alto a destra) ci sono tre spiagge nere  ben più lunghe, con la più lontana che termina a ridosso delle case di Punta Brava, a quasi due km di distanza. Conosciute nel loro insieme come Playa Jardin, sono limitate da un lungo e comodo passeggio (privo di barriere architettoniche) che corre fra gli arenili e le aree a giardino ricche di fiori, cespugli, cactacee e alberi, chiuse a monte dalla strada. Non mancano bar e caffetterie e panchine in quantità.
   
Personalmente, fra tutte le spiagge che non siano quelle bianche tropicali, le nere vulcaniche sono fra le mie preferite in quanto la maggior parte delle altre sono troppo polverose, basta un po’ di vento per spargere sabbia dovunque e qualche onda per intorbidire l’acqua.
Penso che con l’aggiunta di questo post sia chiaro, se non lo fosse stato abbastanza in precedenza, che Puerto de la Cruz è un posto che mi piace per essere vivibile, organizzato (trasporti pubblici, mercato, bagni, ecc.), ha tanto verde e tanto mare, offre una certa varietà di attività culturali, temperature primaverili nell’arco dell’intero anno, prezzi accessibili e, non da ultimo, vi si svolge un ottimo Carnevale. A questo proposito non pensiate che sia un fatto di pochi giorni in quanto i festeggiamenti ufficiali durano quasi due settimane, ma già adesso ci sono gruppi di giovani che percorrono le strade del centro a ritmo di batucada, battendo furiosamente i loro tamburi di tanti tipi diversi, accompagnati da qualche ballerina).
Ci saranno altre occasioni per parlare di Puerto de la Cruz e di Tenerife in genere, spero delle cañadas del Teide in particolare.

mercoledì 8 luglio 2015

Entierro de la Sardina

Letteralmente significa “Sepoltura della sardina”, ma nella maggior parte dei casi ciò che la simboleggia viene bruciato e non sepolto. Si tratta di una festa abbastanza conosciuta e seguita in Spagna ed America Latina e si celebra nel corso del Carnevale, di solito il mercoledì delle ceneriLe origini non sono certe e ci sono numerose correnti di pensiero che, ovviamente, difendono a spada tratta le proprie teorie, ma le più accreditate sono due.
La prima ha una sua motivazione coerente con il significato del Carnevale in quanto la sardina che seppelliva era in effetti una cerdina (si pronuncia “serdina” e deriva da cerdo = maiale), vale a dire delle costate. L’Entierro simbolizzava quindi il vero significato di Carnevale la cui etimologia è appunto carnem levare = togliere la carne. I sostenitori di questa teoria dicono che, con la diffusione di descrizioni e racconti relativi a questa festa caratteristica dell’area di Madrid, passando di bocca in bocca la cerdina sia diventata sardina. Queste feste popolari che si svolgevano nei campi erano talmente amate e seguite da spingere Goya a farne un quadro nella seconda decade dell’800. (a sinistra)
L’altra storia vede invece come protagoniste delle vere sardine e l’aneddoto che avrebbe generato questa festa è certamente più divertente e, di conseguenza, più spesso accettato e sostenuto.
Un anno il re Carlo III decise di celebrare la fine del Carnevale con il popolo, la plebe, e fece portare una enorme quantità di sardine nel luogo della festa. Purtroppo fu una giornata inusitatamente calda e i pesci cominciarono a deteriorarsi molto rapidamente non essendo freschissimi. Madrid si trova a varie centinaia di chilometri dal mare e quindi avevano già fatto un bel viaggio in chissà quali condizioni. Per non rovinare completamente la festa, il Re, constatato l’insopportabile puzzo che le già maleodoranti sardine emanavano, ordinò di interrarle immediatamente. Questa decisione provocò la delusione e lo sconforto dei poveri cittadini che in mente loro già assaporavano i pesci arrostiti. Rimasero a bocca asciutta e quindi sparsero fiumi di lacrime a causa dell’effettiva sepoltura di vere sardine.
In tantissime tradizioni la fine del Carnevale (ma anche altri cambi significativi di stagione, semina, raccolto) viene celebrata con l’incendio di pupazzi o altri simboli per rappresentare la fine del periodo di festa e l’inizio del digiuno. Questa cerimonia conclusiva viene spesso preceduta da cortei in costume, lettura del testamento, “preghiere carnevalesche”, balli e libagioni.
In alcuna città spagnole l’Entierro de la sardina è diventata l’evento più seguito dell’intero Carnevale. Murcia è una di queste e alla Sardina ha addirittura dedicato un monumento di notevoli dimensioni collocato in un luogo singolare. Infatti si tratta della rappresentazione dall’aspetto molto realistico di una sardina affiorante dalle acque del Rio Segura che attraversa la città.

La festa è entrata nel novero di quelle di "interesse turistico internazionale" ed ha un suo cerimoniale ufficiale, con l'intervento delle autorità, che va dalla presentazione del manifesto specifico per ciascuna edizione, a premi, conferenze ecc.. Esistono le agrupaciones sardineras che organizzano gran parte delle attività e collaborano con i gruppi carnevaleschi. Anche se al corteo funebre molti partecipano indossando lo stesso costume del carnevale, il gruppo più caratteristico è quello è in testa alla sfilata, subito dopo il "feretro". Ci sono sacerdoti benedicenti, vedove disperate e vedovi affranti, tutti vestiti di nero, che procedono urlando e piangendo nella migliore tradizione delle prèfiche.
Per avere un'idea di quante attività sono correlate all'evento, suggerisco di guardare questo video dell’Entierro de la Sardina di Murcia 2013

domenica 1 marzo 2015

Carnaval de dia vs Carnaval de noche

Per dare un'idea della carnavaldipendenza dei tinerfeños vi dico che le radio non solo continuano a parlare del Carnevale appena terminato, delle sfilate, dei resoconti relativi alla sicurezza e assistenza (entrambe perfette) con interventi veramente minimi (meno di 300 in 10 giorni per una festa che ha toccato picchi di oltre 150.000 persone nei giorni più affollati) e ciò grazie anche e soprattutto alla collaborazione dei cittadini e turisti e dello spirito con il quale affrontano la festa. Veramente un carnevale per tutti. Anche se esiste una ovvia differenza rispetto alle città più grandi, ricordiamo quello che purtroppo succede ogni anno nel corso di altri famosi Carnevale di oltreoceano come quelli di Rio, Sao Paulo, Trinidad, Haiti, … morti, feriti e reati di ogni genere.

Tenerife sono ancora una volta soddisfatti di come sono andate le cose e hanno già cominciato il conto alla rovescia, a “soli” 340 giorni dal prossimo martedì grasso che cadrà il 9 febbraio e quindi la Cabalgada Anunciadora (apertura del Carnaval) è prevista per venerdì 5 febbraio 2016.
Ma le discussioni dominanti (interminabili e irrisolvibili) sono ancora una volta quelle fra gli irremovibili fanatici del Carnevale notturno e quelli che invece plaudono all'iniziativa, cominciata nel 2008, del Carnevale di giorno che favorisce la partecipazione delle famiglie e facilita la presenza dei turisti. Le sfilate diurne si svolgono la domenica prima di Carnevale e il sabato seguente (sábado de piñata).
Fra questi, oltre all’apoteosi del martedì grasso, si inserisce anche un’altra festa tradizionale in tutta la Spagna, anche dove non si organizzano feste di Carnevale importanti, vale a dire l’Entierro della Sardina del mercoledì delle ceneri, ma di questo ne parlerò in altra occasione. 
C’è chi dice “jamas de dia” (mai di giorno!), mentre altri più o meno giovani con prole, tessono le lodi di quello diurno che consente loro di partecipare con i figli, anche in tenerissima età (come evidenziano le foto). 
C'è poi un terzo gruppo costituito da isolani che non sopportano la folla e tantomeno il frastuono che, autorizzato, invade le strade del centro fino all'alba. Per questo motivo i voli da e per l'isola sono affollati prima e dopo il carnevale, in entrambe le direzioni. Infatti molti residenti colgono l'occasione dei giorni di festa per volare alla volta della Península (così si riferiscono alla Spagna continentale) per turismo o per visitare amici e parenti ... e per dormire sonni tranquilli. 
Un'altra simpatica abitudine è quella di andare a mangiare con famigliari e amici dopo la sfilata, senza ovviamente cambiarsi. Si vedono interessantissimi gruppi, sabato ne ho visto uno seduto a un tavolo all’aperto di un elegante ristorante del centro composto da un cardinale, una suora (un po’ discinta), un pirata e una ballerina. Costumi perfetti e "interpreti" perfettamente a loro agio. 

mercoledì 25 febbraio 2015

Carnaval de dia, l’attesa (Puerto de la Cruz)

A Tenerife i festeggiamenti del Carnaval durano 10 giorni, dalla Cabalgata Anunciadora del venerdì prima del martedì grasso fino alla domenica successiva ad esso. Ciò vale sia per quello più famoso della capitale Santa Cruz (secondo solo a quello di Rio) sia per il “fratello minore” di Puerto de la Cruz. In entrambe i casi il carnevale vero e proprio è notturno e infatti quasi ogni giorno (ossia notte) la musica suona a tutto volume fino alle 6 di mattina, come da programma, ma non vanno un minuto oltre. Tuttavia durante il giorno ci sono sempre altre attività come sfilate per bambini, concorsi canori, carros locos (tricicli e quadri cicli carnevaleschi, a breve le foto), la corsa di ragazzotti che calzano scarpe con tacchi esagerati (Mascarita ponte tacones), ecc. 

Per quest’ultimo classico suggerisco di fare una ricerca in rete fra le immagini e ne troverete tante (c’erano circa 200 partecipanti), alcune sensazionali sia per i travestimenti molto elaborati e trasbordanti sia per le situazioni. 
Da vari anni c'è anche il cosiddetto Carnaval de dia che prevede la sfilata diurna dei carri, dei gruppi musicali, murgas, comparsas, ballerine e ballerini, Reina del Carnaval, Damas de honor ecc. Questo carnevale, pur perdendo il fascino della notte e delle luci, è particolarmente frequentato e amato non solo dagli stranieri, sia residenti che svernanti, ma anche dai tanti turisti di passaggio e dalle famiglie con bambini piccoli.
Uno dei tanti aspetti singolari e positivi è la partecipazione di quasi tutti gli spettatori nel senso che anche chi non sfila si travestono con costume completo o almeno con una parrucca o cappello originale e appariscente. Alcune comunità straniere hanno addirittura i loro gruppi che sfilano ed anche un palco d'onore riservato (lo noterete facilmente fra le foto). In particolare i finlandesi anche se forse non sono i più numerosi sono senz'altro i più attivi. Ma penso che siano proprio i più numerosi almeno a giudicare dai bar, ristoranti e circoli che espongono bandiere finlandesi e propongono non solo menù tradotti in finlandese, ma anche tipiche pietanze finniche. Quest'anno il loro gruppo sfilava al seguito di una sauna mobile con un folto seguito e chi non era in costume da bagno vestiva di bianco e azzurro, i colori nazionali e non poteva ovviamente mancare Babbo Natale. 

Questo è l'album Google+ con tutte le foto del pre-sfilata, l'altro sarà online a breve. Le foto che ho scattato sabato pomeriggio sono divise in due diversi album, il primo comprende quelle precedenti l'inizio della sfilata e l'altro quelle scattate con i gruppi completi e in movimento. 
Era mia intenzione fornire un'idea dell'ambiente festoso, familiare e assolutamente sereno. Spero di esserci riuscito anche se il cielo molto nuvoloso non mi ha certo facilitato il compito. Penso che comunque riuscirete a notare l'estrema rilassatezza dei partecipanti mentre si ritrovano nell'ordine prestabilito, completano i travestimenti, noterete famiglie al completo anche con infanti e cani, tutti in perfetta sintonia. Ho inserito qualche commento alle foto ma certo non potevano essere troppo lunghi. Cercate di osservare anche i dettagli e persone sullo sfondo, ce ne sono sempre di molto interessanti.

lunedì 10 marzo 2014

Altri Mondi: Carnaval di Santa Cruz de Tenerife (2)

Ecco alcuni commenti esplicativi relativi al secondo gruppo di foto del Carnevale.
http://www.giovistravels.com/14Tenerife/carnavalSC2.htm 
In mattinata concerto il piazza di alcuni dei gruppi canori che poi hanno anche preso parte alla sfilata. La Lechera (lattaia) era una perfetta replica di una nota statua situata all’ingresso di un mercato di Santa Cruz. 
I partecipanti già pronti si intrattenevano chiacchierando davanti alle sedi delle varie murgas, comparsas e rondallas (tipologie dei gruppi a seconda della prevalenza dell’ironia, ballo o canto nelle loro esibizioni).
Impossibili foto ricordo con bambini ingovernabili in prima fila con quelli in piedi che si volevano sedere, quelli con la maschera se la volevano togliere, c'era chi voleva suonare la grancassa e chi si precipitava verso la madre che puntualmente lo riportava in prima fila con gli altri, c'era anche chi si godeva il suo ciucciotto estraneandosi dal caos che lo circondava.
C’è il palco costruito in piazza incorporando le palme e la Reina della Terzà Età; fra le carrozzine ce n’erano di quelle spinte dai padri (!), quelle non certo desiderate e quelle molto desiderate …
Il gruppo senegalese, non si è dovuto sforzare molto per portare colore, ritmo e allegria. La serie di foto si conclude con vari dei personaggi (ce n’erano a centinaia) che si aggiravano liberamente fra gruppi e carri.
Si va da Fidel Castro a Shrek e Fiona, dall’improbabile coppia costituita da Scrooge e Cappuccetto Rosso a una perfetta “coppia single” passando per una biglietteria di cinema, dalle drag queens a Don Quijote y Sancho Panza accompagnati dai mulini a vento.
 

venerdì 7 marzo 2014

Altri mondi: Carnevale di Santa Cruz de Tenerife (1)

Pur coinvolgendo migliaia di persone è una festa ordinata, molto piacevole, organizzata per il godimento di protagonisti e spettatori, ariosa, allegra, colorata e rumorosa al punto giusto. Ma la cosa più bella è che effettivamente è una festa per tutti e di tutti e traspare chiaramente l’enorme lavoro, fatto con passione, che c'è alle spalle.
Ed è ancora più bello vedere la partecipazione convinta e sentita di persone di ogni genere e professione che probabilmente in tante altre parti del mondo sarebbero forse più "riservate".
Sfilavano tipi di tutte le età, razze, peso, sesso, stazza, avvenenza o bruttezza, altezza, dai ballerini acrobatici ai portatori di handicap, dagli ottuagenari ai lattanti (comunque in costume) in passeggino. Molti, a giudicare dal portamento e dalla considerazione nella quale erano tenuti, davano l'idea di essere nella vita stimati professionisti o persone di successo, ma a Carnevale a Santa Cruz sono tutti uguali.
I gruppi in costumi molto colorati - in maggioranza “sontuosi” e ottimamente realizzati, di livello teatrale - si alternavano con ballerini che eseguivano coreografie di tutti i generi, gruppi infantili, scolastici, corali con musicisti al seguito, gruppi di tercera edad. E nessuno si preoccupava del proprio aspetto fisico, peso, età, altezza o forma; ognuno dei partecipanti era assolutamente a suo agio nel costume carnevalesco che indossava con gran disinvoltura.
Non era presente né la volgarità né l'ostentazione del travestimento. Tutti si miscelavano alla perfezione: ballerine ampiamente sovrappeso, drag queen ottuagenarie, infanti e adolescenti, immigrati, distinti esponenti della terza età e signore raffinatissime che procedevano con un incedere sicuro dal quale traspariva il gran numero di sfilate alle quali avevano partecipato.
Oserei definirli professionisti del Carnevale, ma riferendomi esclusivamente alla professionalità con la quale ricoprono il proprio ruolo e non certo perché percepiscono un compenso, al contrario quasi sicuramente ci rimettono di tasca propria.
E si può essere certi che fra poco già cominceranno a pensare al carnevale 2015, se non lo stanno già facendo.
Qui http://www.giovistravels.com/14Tenerife/tener.htm potrete godervi numerose foto. Vi suggerisco di osservare i particolari e anche i protagonisti che sono ai margini dell’inquadratura, meritano tutti.
A breve pubblicherò un secondo post sul tema, con ulteriori informazioni, considerazioni e, ovviamente altre foto.