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venerdì 27 febbraio 2026

Charla 4: U.S.A. coast-to-coast - anticipazioni


Dopo aver trattato dei viaggi itineranti fra le aree incaiche e naturalistiche del Sudamerica e fra quelle azteche e maya in Messico, Guatemala e Honduras, venerdì 6 marzo racconterò di un altro lungo, lunghissimo soggiorno in America, ma ancora più a nord, in una sola nazione: gli Stati Uniti


Nei quasi 8 mesi di soggiorno ho vissuto esperienze immersive molto diverse, alcune stanziali come il lavoro a Boston e lo studio a Eugene, Oregon, altre più brevi, ma altrettanto interessanti, in California, Las Vegas, Grand Canyon, New Hampshire, Vermont, Washington, Pennsylvania e i viaggi in auto dalla costa est a quella ovest e viceversa.

Pontiac LeMans Grand Am (1973) guidata lungo la State Route 1, aka Pacific Coast Highway (PCH). Classica esagerata muscle car americana di quel periodo, con queste caratteristiche: motore V8 Turbo - cambio automatico 3 velocità – 6.558 cm3 – lunga 540 cm - larga 197cm - consumo 22,6 l/100km = 4.4 km/l

Ben diversa dai mezzi di locomozione degli Amish in Pennsylvania!


Ovviamente, tanti saranno gli aneddoti e le considerazioni sullo stile di vita dei giovani americani degli anni ’80, specialmente nell’ambiente di una cittadina universitaria come Eugene, in uno stato come l’Oregon noto per il suo stile di vita
mellow, vale a dire rilassato, tranquillo, pacifico, secondo una filosofia incentrata sul rallentare i ritmi, riducendo lo stress e privilegiando qualità e benessere psico-fisico, vivendo con calma e riconnettendosi con i ritmi naturali.

I video delle precedenti Charlas viajeras (riprese realizzate da Ludovico) sono disponibili su Vimeo, clicca su Charla 

  • Charla 1 (Francia, Spagna e Portogallo in auto, 1979) 23 gennaio 2026
  • Charla 2 (Ecuador, Perù e Colombia, 1980) 6 febbraio 2026
  • Charla 3 (México, Guatemala e Honduras, 1983) 20 febbraio 2026


Ed ecco i link ai video delle presentazioni pubblicati da Ludovico su Vimeo:

giovedì 6 agosto 2015

In giro per il West: parchi e non solo

Come accennato nel post di qualche giorno fa relativo ai viaggi in auto negli U.S.A. ho attraversato il West due volte, verso fine novembre 1985 in direzione California, lungo la US 8 parallela al confine con il Messico e nell’aprile 1986 più a nord tornando all’est. Al termine del mio lungo soggiorno a Eugene, OR sono tornato in bus a Los Angeles per ritirare una Toyota Celica dell’82 da portare in Ohio, a Cleveland e non Cincinnati come scritto (a memoria) nel post precedente. Questa volta ho fatto più turismo visitando due dei luoghi più famosi non solo del West, ma di tutti gli Stati Uniti: Las Vegas, NV e Grand Canyon, AR.
Come ho spesso raccontato ai miei amici, vivendo o semplicemente viaggiando negli USA si ha la netta impressione di essere calati in un film, ci si sente presto a proprio agio sapendo quasi sempre cosa fare o cosa succederà a breve. Anche chi non ama andare al cinema ha senz’altro visto tanti film e migliaia di ore di serial e telefilm in televisione ed in particolare in luoghi simbolo come New York o le strade del West che si perdono all’orizzonte si vive in uno stato di continuo déjà-vu
Ovviamente, appena giunto a Las Vegas, NV, mi sono diretto alla famosa strip, la strada principale sulla quale si affacciano tutti i locali e casinò più famosi (foto a sin.). Ho cominciato a visitare tutti i più famosi e i personaggi (per lo più avanti con gli anni ed in sovrappeso) appollaiati su sgabelli di fronte alle slot-machine, con al lato enormi secchielli pieni di monete sembravano proprio essere usciti da un film. Dopo la notte passata fra i casinò di Las Vegas raggiungendo una vincita massima di 69$, saggiamente mi accontento di 60$ e alle 3.30am del 19 aprile 1986 riparto in direzione Grand Canyon, AR. Mi fermo a dormire qualche ora in macchina per strada e finalmente arrivo al South Rim nel primo pomeriggio. Dopo aver preso le necessarie informazioni e consultato la cartina mi sono avviato di buon passo (molto buono ...) verso il fondo del canyon, scendendo di un migliaio di metri e risalendo prima che facesse buio. 
Le immagini in questo album Google non rendono assolutamente giustizia alla bellezza del posto, derivando da scansioni di diapositive non in ottime condizioni di circa trent’anni fa, tuttavia penso che rendano l’idea degli spazi e dei colori.
Non penso che il Grand Canyon abbia bisogno di presentazioni particolari, vi ricordo solo che nel tratto più profondo il Colorado scorre oltre 1.500m più in basso dell’altopiano. I sentieri che vengono presentati come “ripidi” e quindi sconsigliati in salita sono molto migliori dei nostri e direi assolutamente non ripidi. Per esempio il South Kaibab Trail, il più ripido, ha un dislivello di 1.480m distribuito su una lunghezza di 10,1km, per una pendenza media inferiore al 15%. Quindi anche chi lo vorrà percorrere nei due sensi nella stessa giornata dovrà sobbarcarsi una escursione di poco più di 20km con meno di 1.500m di dislivello. Per fornire un termine di paragone ai frequentatori dei Monti Lattari, sottolineo che l’ascesa MontepertusoForestaleConocchia ha un dislivello di quasi 1.000m, ma in soli 4km circa, con una pendenza media di poco inferiore al 25%. Quindi la “passeggiata” lungo il largo sentiero zigzagante che si vede in varie foto è più che fattibile, ma state molto attenti alle temperature e ricordate che non c’è acqua. Info qui www.nps.gov/grca/index.htm
   
Il 20 poi, dopo essere passato attraverso la Monument Valley (al confine fra Utah e Arizona, foto in alto), ho visitato un parco molto meno conosciuto: Mesa Verde NP, CO. Il suo maggior interesse non è l’ambiente naturale, seppur notevole, bensì l’archeologia. Infatti, nelle caratteristiche cavità naturali dell’area i native americans avevano costruito un villaggio rupestre di notevoli dimensioni che fu abitato dal VII al XIV secolo. Info qui www.nps.gov/meve/index.htm
Escursionisti ... nel SW ci sono decine e decine di parchi splendidi, solo per citarne qualcuno: Bryce, Zion, Escalante, Death Valley, Canyonlands, Arches, Petrified Forest, Saguaro, Joshua Tree. Sono per tutti i gusti, per tutte le gambe e per tutte le stagioni ... se siete abbastanza avventurosi e ne avete la possibilità, non ve li perdete!

mercoledì 29 luglio 2015

U.S. on the road: memorie e idee per viaggiatori

Insieme con le dia del raid canoistico in Francia, ho fatto digitalizzare anche qualche centinaio di vecchie foto di viaggio. Fra queste anche quelle del lungo viaggio/soggiorno negli Stati Uniti (settembre 1985 - aprile 1986) che incluse il percorso da costa a costa in entrambe i sensi. Dopo un paio di mesi in New England passati da quasi turista a New York e dintorni (un paio di settimane) e a Boston (6 settimane di lavoro come scaricatore/magazziniere), alla prima gelata decisi che era ora di trasferirmi in regioni più calde e ovviamente non mi lasciai sfuggire l’occasione di andarci in macchina.
Allora chi traslocava da uno stato all’altro di norma inviava la propria auto facendola guidare a qualcuno disposto a stare ore e ore al volante senza superare il famoso ridottissimo limite di velocità di 55 mph (88,5 km/h). Molte volte si mandava la vecchia auto ai figli che si erano trasferiti al college. Avendo tempo a disposizione, era senz’altro una esperienza indimenticabile, in particolare se si trovava una macchina decente da consegnare sulla costa opposta. Questo servizio è fornito ancora oggi dalle driveaway agencies anche se pare che non si trovino più tante ottime occasioni come 30 anni fa. In epoca pre-internet si cercavano gli annunci sui quotidiani e poi si andava a contrattare il viaggio di persona. La prassi era semplicissima (come quasi tutto in USA, almeno all’epoca) e consisteva nel trovare una destinazione interessante, negoziare un poco sul “contributo benzina” e sulla data entro la quale consegnare l’auto, esibire passaporto e patente internazionale, versare 50 dollari di cauzione, firmare un paio di documenti.
Fui abbastanza fortunato da trovare subito il viaggio perfetto per le mie esigenze: da Orange, New Jersey (una ventina di km a ovest di New York) a San Diego, California (dove avevo un “appuntamento”), quasi 3.000 miglia, poco meno di 5.000km! Anche la macchina era perfetta in quanto era piccola e con il cambio manuale (una Toyota Celica) e a causa di ciò l’agenzia aveva non pochi problemi in quanto quasi tutti gli americani avevano familiarità solo con quello automatico. Seppi che l’auto era in attesa da già quasi un mese e ciò mi consentì di ottenere 60 dollari per la benzina (più del normale) e 3 giorni in più per il viaggio (era prassi calcolare 350-400miglia al giorno) e quindi invece di 8 giorni ne ebbi a disposizione 11. C’erano un altro paio di condizioni, una la rispettai, l’altra no. Era concesso un surplus di miglia (in percentuale, in modo da consentire deviazioni dall’itinerario più breve) che permettevano di fare un po' di turismo, ma la macchina doveva essere consegnata entro 24 ore dall’ingresso nello stato di destinazione. Feci questo primo coast-to-coast senza quasi fermarmi e senza deviazioni, ma arrivato in California tenni la macchina per quasi una settimana percorrendo tutte le miglia disponibili ... Alla consegna ricevetti i 110 dollari (50 di deposito + 60 per il carburante) ed ottenni un passaggio per la stazione degli autobus (i famosi Greyhound).
Ora molto è cambiato, ma dal mid-west alle coste del Pacifico si attraversa ancora il vecchio west, quello dell’immaginario collettivo, delle strade infinite in mezzo al niente, o meglio, a paesaggi desrtici ma pieni di fascino. Nel mio viaggio, da Dallas in poi, dopo aver percorso le affollate highways del nordest fra New York, Philadelphia e Washington, quelle più tranquille del centro lambendo Memphis, Nashville e Little Rock, guidai per ore e ore incrociando pochissimi veicoli e passando per luoghi simbolo del Far West come Pecos, El Paso, Tucson, Yuma
Questa pagina (in inglese) fornisce quasi tutte le informazioni necessarie (le condizioni sono molto cambiate) mentre in quest'altra potete farvi un’idea delle auto da trasferire e delle destinazioni
Qui ci sono gli itinerari degli altri due trasporti che feci: 
* Los Angeles, CA Eugene, OR 
* Los Angeles, CACincinnati, OH
Nel primo caso guidai una enorme Pontiac LeMans del 1971 della quale non ricordo la cilindrata esatta, ma di quel tipo esistevano solo 2 versioni 350 e 400 cu in, vale a dire 5.735 e 6.555 cc, rispettivamente 320 e 355 cavalli, con cambio automatico (foto in basso, non scaricata da internet, è proprio quella che guidai). Percorrere con tale classica macchina americana degli anni '70 la mitica Pacific Coast Highway, alias California State Route 1, la tortuosa strada costiera californiana che avrete visto in migliaia di film e telefilm, non è cosa di tutti i giorni.


Concludo ricordando che il terzo trasporto mi consentì di fermarmi una notte a Las Vegas, passandola fra quasi tutti i locali più famosi, ma solo per giocare alle slot machine più economiche, da 1/4 di dollaro, e vincendo comunque 60 dollari. Di effettuare un paio di escursioni memorabili scendendo nel Grand Canyon e visitando il Parco Nazionale di Mesa Verde, prima di andare a Cincinnati.

Ci sarebbe tanto altro da raccontare e ci vorrebbe molto tempo per parlare del selvaggio west, del passaggio attraverso un tumbleweed storm, delle soste nei truck stops, cafeterias e diners nel bel mezzo del deserto frequentati solo ed unicamente da camionisti o di quando (al primo distributore self-service) non trovavo il tappo del serbatoio! nascosto dietro la targa, che si abbassava, impossibile da vedere o immaginare. 
Pur non potendo garantire che sia ancora piacevole fare una cosa simile al giorno d’oggi, senz’altro suggerisco ai più avventurosi di approfondire l’argomento e prendere in considerazione un coast-to-coast così. A seconda dei vostri interessi, capacità di guida, fortuna nel trovare auto e percorsi giusti e familiarità con l'inglese, con un po' di pianificazione e pochi soldi potreste realizzare il viaggio della vita.