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lunedì 4 settembre 2023

Sentiero Sirenuse - “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”

In attesa che al comune di Sorrento qualcuno si renda conto dell'insensatezza dell’ordinanza n. 276, torno sull'argomento riassumendo alcune incongruenze e riportando una “malignità” che sta circolando e prendendo piede, tenendo conto di quanto soleva ripetere Andreotti. La possibile “malignità” consiste nel pensare che la chiusura imposta tramite ordinanza ai proprietari dei fondi lungo tutto il tratto non comunale e non solo in pochi metri effettivamente più accidentati (certamente non più pericolosi della maggior parte dei sentieri dei Monti Lattari) serva solo per giustificare una futura chiusura da parte di qualche proprietario, in modo da facilitare possibili abusi correndo meno rischi di essere visto e denunciato.


Nella mappa qui in alto è evidenziata la divisione del sentiero così come è indicato nella relazione. Dopo l’inizio in territorio santanellese, si passa a quello sorrentino con il primo tratto (“tra prati, boschi e scarpate naturali”) fino al Pizzettiello; il secondo tratto è definito di “natura più ripida ed accidentata, ...” ma certamente non è mai (e quindi non) a rischio di caduta dalla falesia (a meno che non lo si abbandoni!). Il terzo tratto definito “pericoloso” come il secondo, pur essendo in piano e ben tracciato, abbastanza largo e solido da essere normalmente percorso da quad. Una vera e propria falsità, evidente anche dalle seguenti 3 immagini ricavate da GoogleEarth; chiunque può rendersi conto con assoluta certezza della non pericolosità di quest’ultima sezione, che non è stata “oggetto di ispezione", e non "supporre con ragionevole certezza che sia in cattivo stato manutentivo". Chi deve stendere una relazione va a verificare lo stato dei luoghi, non può supporre!




Fra i tanti commenti ricevuti (in vario modo), quelli più frequenti sono:

  • se si chiude il sentiero per un evento verificatosi al di fuori di esso, si dovrebbero chiudere la ss 145 Sorrentina ogni volta che qualcuno si lancia dal ponte di Seiano, via Caselle per i suicidi dal ponte dell’Annunziata e si potrebbe continuare all’infinito. Quasi ogni giorno si legge di incidenti mortali in montagna in ogni parte d'Italia, ma nessun sentiero viene chiuso. Cosa ha di speciale il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) in questione???;
  • certamente gli interventi del CNSAS sono stati molto più numerosi su altri sentieri dei Lattari, come Ferriere, Monte di Monticchio e area San Costanzo, per non parlare del Sentiero degli Dei, anche se ciò deriva ovviamente da una frequentazione molto maggiore;
  • è stato richiamato l’art. 677 c.p. che però è relativo alla sola “omissione di lavori in edifici o altre costruzioni che minacciano rovina” mentre nell’ordinanza si citano solo particelle del catasto terreni e del sentiero non accatastato. Quale sarebbe il nesso?
  • sono stati sollevati dubbi in merito alla validità della comunicazione tramite la sola pubblicazione all’Albo Pretorio, nei casi in cui residenza, dimora e domicilio del destinatario non siano esattamente individuati;
  • tanti sono tornati sul tema della pericolosità delle staccionate prive di regolare e seria manutenzione e molti di loro sostengono che non dovrebbero essere previste se non in casi molto particolari e quelle esistenti che non possono essere manutenute dovrebbero essere rimosse al più presto.

Non sarebbe forse il caso di riconsiderare l'ordinanza e variarla se non addirittura annullarla per le tante illogicità e imprecisioni?

Inoltre, per tutti, sarebbe opportuno approfondire argomenti quali percezione del rischio e autoresponsabilità in montagna, concetto strettamente correlato alla libera autodeterminazione dell’individuo, tenendo comunque presente che:

  • la montagna è di tutti e ciascuno è libero di affrontarla come crede;
  • l’escursionismo è attività potenzialmente pericolosa nella quale un certo margine di rischio è inevitabile ed ineliminabile;
  • l'ambiente naturale può essere pericoloso, perfino mortale, se affrontato con superficialità e senza un'adeguata preparazione.

martedì 18 ottobre 2022

Borra, Malacoccola o Pizzetiello?

Prendendo spunto dai vari titoli palesemente fuorvianti relativi al fatale incidente di ieri (iniziato in territorio sorrentino e terminato - forse - in territorio santanellese; certamente non massese) e toponimi usati a sproposito, cercherò di chiarire alcuni punti.

Premesso che le varie località hanno perlopiù confini vaghi, quelle attraversate dal CAI 300 (alias Alta via dei Monti Lattari) fra Torca (Massa Lubrense) e Colli di Fontanelle (Sant’Agnello) e, fino alla ss 145, anche dal Circuito delle Sirenuse, sono in sequenza:

  • Monticello – popoloso agglomerato di case, che in un prossimo futuro potrebbe diventare frazione a sé stante;
  • Chiavazzano - area condivisa da Massa Lubrense e Sorrento; il confine si attraversa alla fine del primo tratto sterrato, quello in piano, spesso fangoso, con boschetto a valle. La breve successiva salita con fondo in cemento e i caratteristici grossi fichi d'india a destra è già territorio sorrentino;
  • Borra - toponimo tradizionale, ma solo recentemente assurto a uso comune, specialmente dopo che la località è diventata per mesi meta preferita di tanti evasi dal lockdown. Ricade interamente in territorio sorrentino e giunge, più o meno, fino alla casa rosa (quella del Professore), estendendosi perlopiù a valle del sentiero;
  • Malacoccola - toponimo classico che si ritrova anche su mappe, atti notarili e documenti d'epoca in forme leggermente diverse come Marecoccola (cfr. carta borbonica 1819), Maracoccola e Malecoccola. Come si vede dagli stralci in basso (nell’ordine: carta borbonica, IGM di metà secolo scorso, regionale di un paio di decenni fa, Tolomeo, CAI) si riferisce ai declivi a monte del sentiero, fino a crinale e al piccolo promontorio prominente a quota 489 m, detto …
  • Pizzetiello - come dovrebbe essere evidente, è quindi la sporgenza di forma rotondeggiante dalla quale si gode del più ampio panorama. Lungo il sentiero, il confine con Sant’Agnello si attraversa circa 500 m più in là, in corrispondenza dell’ampia curva che volge a NW.

Stiffa e Colli di Stiffa vengono utilizzati molto, molto raramente.





Nella seguente immagine estratta da GoogleEarth si nota bene l’ultimo tratto descritto (Sorrento) ma c’è da considerare le falesie fungono da confine con Sant’Agnello. Per quanto di mia conoscenza (da fonti ufficiali) il malcapitato escursionista potrebbe essere volato da Sorrento (nei pressi del Pizzetiello) e atterrato a Sant’Agnello. (*** aggiornamento: da testimoni oculari ho appreso che è caduto solo per una decina di metri, quindi è rimasto in territorio sorrentino). Lungi da me il voler ironizzare, ma giuridicamente quale dovrebbe essere indicato come luogo della morte?


Concludendo in modo più leggero, consiglierei di:

  • tornare ad indicare la passeggiata come quella della Malacoccola, come gli escursionisti hanno sempre fatto, e non di Borra;
  • non confondere Borra con il Pizzetiello (in caso di emergenza vi cercherebbero nel posto sbagliato);
  • non abbandonare i sentieri battuti e (relativamente) sicuri per raggiungere posti esposti;
  • non allontanarvi dalla guida o dai compagni di escursione senza prima avvertirli;
  • cercare di sapere sempre i nomi delle località in cui vi trovate e verso le quali vi state dirigendo, in modo da poter comunicare in modo quanto più preciso possibile la vostra posizione in caso di bisogno, anche senza GPS.

giovedì 12 settembre 2019

TREK 2020 - doppio anello E da S. Agata: Sirenuse e Passeggiata rurale

Il circuito E deTREK Amalfi - Sorrento 2020 (occasione di incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidate) consiste in effetti di 2 anelli ben distinti per area e tipologia, ma di quasi identico sviluppo (9 km ciascuno); entrambi hanno origine al centro di Sant'Agata dove, di conseguenza, fra l'uno e l'altro ci godremo una comoda pausa pranzo più caffè. 
   
sopra: MaraTrail di Termini sul Pizzetiello (ripresa da TV3France - operatore sulla roccia)
sotto: Li Galli (alias Sirenuse): Gallo LungoCastelluccia La Rotonda
La mattina è previsto il sentiero delle Sirenuse, con lunghi tratti fra arbusti e alberi della macchia mediterranea e nella grande (per quest'area) pineta delle Tore, il pomeriggio un adattamento della Passeggiata rurale, che si percorrerà in salita, dopo essere scesi fin quasi a Massa via Schiazzano Santa Maria.
Si parte quindi in comoda e leggera discesa verso Nula, Torca e poi Monticello, dove inizia lo sterrato quasi in piano (sempre attorno ai 350m di quota) che conduce ai piedi della ripida ascesa al Pizzetiello (489m), dalla cui vetta si apprezzerà un vastissimo panorama che spazia da Vettica di Praiano, a tutto il Golfo di Salerno fino a Punta Licosa, con ovviamente Li Galli (le Sirenuse) al centro. Verso ovest si ammirano invece le ripide balze meridionali dell'estremità della Penisola, i Tre Pizzi di Jeranto Capri sullo sfondo. 
   
Si ridiscende quindi aggirando la collina e, dopo un brevissimo tratto sulla ss145 Sorrentina, si sale verso la pineta delle Tore di Sorrento. Come anticipato, in questo caso non ci sarà picnic in ambiente naturale come per tutti gli altri giorni, ma ognuno potrà scegliere cosa e dove mangiare visto che a Sant'Agata ci sono ristoranti, snack bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e negozi di alimentari.
videoguida della Passeggiata rurale (seppur descritta nella direzione opposta)
Dopo il caffè, si riparte in discesa passando per Canale (con i suoi caratteristici lavatoi tutt'oggi in uso), CalellaMonticchioSchiazzanoS. Maria e quindi, con vari saliscendi, si andrà a intercettare il tracciato della Passeggiata rurale a BagnuloSi rientra a Sant'Agata per Prasiano, Priora, Acquacarbone (recuperata un paio di anni fa dopo decenni di abbandono) e Olivella.
Per questo doppio circuito, dei sentieri CAI si percorrono solo il 300 da Torca alla ss145 Sorrentina e brevissimi tratti del 355 e 343 nei pressi di Santa Maria. Per questi, trovate tracce e info sono su www.caimontilattari.it, come per le precedenti escursioni. 

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

l'escursione F da S. Agata (San Costanzo e Jeranto) sarà online fra qualche giorno

venerdì 19 gennaio 2018

Commenti relativi agli “Escursionisti della domenica”

Avendo ricevuto commenti “tardivi” al post Escursionisti della domenica che biasimano altri per i propri errori (non che ci sia niente di male, ma gli oltre 500 utenti che aveva già letto il post se li sono  persi), ne propongo le frasi salienti aggiungendo qualche commento e chi li vorrà leggere integralmente li trova ancora in calce all’originale.
Purtroppo mi dovrò riferire all’”Anomimo” delle xxx e delle xxx visto che i commenti più insulsi arrivano quasi sempre da utenti rigorosamente anonimi e  ciò potrebbe far presupporre che almeno un po’ si vergognano ... ma continuo a non comprendere qual è il loro “problema” se esprimono, civilmente e argomentando come in questi casi, un dissenso o un proprio punto di vista. Ciò comporta che non si possa neanche sapere se si tratti sempre dello stesso “Anonimo” o siano diversi. Costa tanto (pur mantenendo l’anonimato) concludere il commento con un nome, seppur di fantasia? Il primo commento, per esempio, compare come Anonimo ma è firmato.
In sostanza, secondo me è impensabile segnare tutti i sentieri e, oltretutto, la gente si perde anche sulle stradine pavimentate. La manutenzione è tutt'altro argomento, e non sempre è un problema se si tratta di "sentieri" che dovrebbero rimanere “naturali”, senza scalini "inventati" e spesso mal costruiti, cemento, ringhiere e passamano, questi ultimi nella maggior parte dei casi inutili, se non pericolosi per conferire una falsa sicurezza.
Il CAI si assume l'impegno di segnare esclusivamente i percorsi individuati dalle sue varie sezioni locali. In particolare, gli itinerari dei Monti Lattari sono tutti ben descritti sul loro sito www.caimontilattari.it  dal quale sono gratuitamente scaricabili descrizioni, tracce gps e mappe, anche se queste non sempre sono sufficienti.
Soprattutto nei casi nei quali i sentieri attraversino proprietà private (Monte Comune, Marecoccola, Spina - Recommone, ...) le Amministrazioni come Comuni e Regione non possono  intervenire in quanto aree non pubbliche.
Parallelo: se uno che non sa nuotare si tuffa in mare (casomai molto mosso e da una spiaggia isolata) e si trova in difficoltà, non penso che possa lamentarsi della mancanza della "bandiera rossa".
Un minimo, ma molto minimo, di buonsenso suggerirebbe di frequentare spiagge sorvegliate e tuffarsi solo con il mare calmo. 

Si deve proprio spiegare tutto e mettere in guardia i cittadini di qualunque possibile eventualità? 
  
Anonimo18 gennaio 2018 09:26:00 CET
Ciao G...mi piace questa tua risposta a questo signore "confuso"...
...certo non è facile spiegare che così muovendosi... "è da incompetenti..!!!".
Saluto, MatteoFREE

Anonimo19 gennaio 2018 10:53:00 CET
il problema di queste zone è che la segnaletica (verticale soprattutto)scarseggia ed è facile confondersi, quante volte abbiamo sentito di escursionisti stranieri e non che si sono persi

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 11:05:00 CET
Il problema della segnaletica carente è vecchio e ben noto, ma non giustifica errori marchiani come quello di DAMEN.
Oltretutto, chi non è in grado di andare in giro da solo in sicurezza (con ausilio di mappe che deve saper leggere eventualmente abbinate a gps se le tracce provengono da fonte affidabile e le sa interpretare) si "deve" aggregare a qualche gruppo o far accompagnare da qualcuno capace.

Anonimo18 gennaio 2018 09:26:00 CET
Ciao G...mi piace questa tua risposta a questo signore "confuso"...
...certo non è facile spiegare che così muovendosi... "è da incompetenti..!!!". Saluto, MatteoFREE

Anonimo19 gennaio 2018 11:32:00 CET
io la penso diversamente nel senso che al di là del caso specifico di damen (che è evidente si riferisse all'altro sentiero e non all'alta via), chiunque dev'essere messo in grado se volesse di poter fare un'escursione sui monti lattari anche dei semplici ragazzini non provvisti di mappe e quant'altro. per cui chi di dovere (comuni regione associazioni private) ...

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 11:44:00 CET
... "anche dei semplici ragazzini non provvisti di mappe e quant'altro" ... NESSUNO dovrebbe andare in giro in luoghi che non conosce senza una mappa o una guida.
Quando vi deciderete a prendervi le vostre responsabilità e smetterete di pretendere servizi assolutamente non dovuti?

Anonimo19 gennaio 2018 12:13:00 CET
... la montagna è di tutti e non dev'essere preclusa la possibilità di fruirne a nessuno....
... dev'essere messo in condizioni di farlo da parte di chi è preposto alla manutenzione dei sentieri, ...

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 14:29:00 CET
Se si segnassero tutti i sentieri in bianco/rosso (segnavia del CAI, che ha scelto un certo numero di percorsi, forse già più del necessario), come si farà a sapere quale itinerario si sta seguendo??? = CAOS

mercoledì 17 gennaio 2018

Escursionisti della domenica che biasimano altri per i propri errori

Nello screenshot vedete il commento al mio video di presentazione del Sentiero delle Sirenuse e la mia relativa risposta. 

E questo è il video postato il 13 agosto 2013.
Per chi non conoscesse l'area, ecco anche la cartina nella quale è evidente l'interruzione fra i sentieri tratteggiati neri, in basso a destra fra i toponimi Pizzetiello e Punta Sant'Elia, mentre il tracciato pubblicizzato corre molto più in alto ed è evidenziato in rosso, con tratto più spesso. Il cancello al quale si riferisce damen (sarà un caso che tanti di questi che sollevano immotivate polemiche siano più o meno anonimi?) si trova alla fine del moncone orientale, quello che proviene da Belvedere (cfr. la seconda mappa).
Come tutti possono rendersi conto (tranne, sembra, damen)  il Sentiero delle Sirenuse (percorso in senso antiorario) passa per Torca, Monticello e prosegue più o meno in quota fra i 330 e i 370m di altitudine. Per trovarsi di fronte al cancello l'escursionista della domenica deve scendere molto più in basso, fino a circa 100m s.l.m. lungo un tracciato dall'andamento ben diverso.

Se invece il nostro sprovveduto camminatore avesse voluto sperimentare il percorso procedendo in senso orario, da Colli di Fontanelle (comunque a valle del circuito delle Sirenuse), invece di scendere a sinistra, avrebbe dovuto salire a destra della statale lungo il vecchio tracciato che taglia i moderni tornanti ... ma per lui destra o sinistra e salita o discesa sembrano essere concetti vaghi e strettamente personali. 
Come è chiaro al resto del mondo, il Sentiero delle Sirenuse non passa per Belvedere (non si è reso conto di aver camminato su una rotabile asfaltata per 700m?) da dove inizia il sentiero con tanti scalini che scende verso Sant'Elia e dopo 1,7 km finalmente raggiunge il cancello. 
Qui in basso ecco la vecchia mappa relativa al Progetto Tolomeo nel quale il Sentiero Sant'Elia (E6) veniva proposto come un'andata e ritorno, e la la segnaletica indicava chiaramente che si suggeriva di limitare la passeggiata a poco più di un km (tratto evidenziato in giallo, fino al Pizzo 'e Cardillo, quasi a quota 150m) per evitare ulteriore dislivello. 

Ovviamente, per lui è tutta colpa del cartografo (che ha anche editato e postato il video) e le migliaia di altri escursionisti che in questi quasi 5 anni hanno percorso il Sentiero delle Sirenuse senza problemi e senza trovare cancelli sono stati fortunati a INDOVINARE il tracciato giusto per la Marecoccola e la pineta delle Tore.
Propongo di organizzare una colletta per comprare una sostanziosa quantità di sale e poi distribuirla (gratuitamente, ben inteso) a tutti quelli che vorrebbero scaricare sugli altri le proprie responsabilità, in modo che ognuno possa mettersene un poco nella zucca!

domenica 27 settembre 2015

Monte Vico Alvano una settimana dopo il devastante incendio

Ancora una volta un post di interesse locale anche se gli incendi sono più o meno simili dovunque.
Come programmato sono andato a rendermi conto dei danni provocati dal vasto e prolungato incendio che ha interessato Monte Vico Alvano poco più di una settimana fa. Si è detto che l’incendio stavolta è stato innescato dall’auto andata a fuoco nei pressi di Tordigliano (statale Amalfitana), ma pur essendo vero ed accertato il fortuito incendio della vettura, mi restano dei dubbi su come il fuoco abbia potuto fare tanto cammino apparentemente senza una vera continuità, salendo lungo le pendici meridionali dei Lattari e ridiscendendo il versante ovest. Non ho elementi certi per affermarlo, ma l’ipotesi di “qualcuno” che abbia approfittato di un incendio fortuito per appiccarne un altro voluto e mirato non mi sembra del tutto lontana dalla realtà.
Passando ora all’argomento della fruizione del sentiero principale (facente parte dell’Alta Via dei Monti Lattari, CAI300) comincio col dire che la transitabilità non è stata in alcun modo compromessa. C’era da aspettarselo in quanto non ci sono tratti esposti, non ci sono parti soggette a frane o caduta massi ed era estremamente improbabile che qualche albero caduto potesse bloccare il sentiero. Tuttavia le conseguenze di questo incendio sono un po’ diverse dagli altri occorsi di recente come nell’area San Costanzo e Marecoccola. In questo caso la superficie andata a fuoco è più vasta (anche se in buona parte ripidissima, priva di qualunque traccia percorribile) e la sezione di sentiero interessata (bordata da vegetazione arsa) è lunga ben oltre i 3 chilometri.
   
Il paesaggio è più desolante degli altri simili ed il sentiero (anche a causa delle recenti piogge) mi è apparso più pietroso del solito. I panorami “a lunga gittata” restano senz’altro belli e affascinanti, ma allo stato attuale nelle immediate vicinanze degli escursionisti c’è ben poco da ammirare. I frequentatori abituali del sentiero che speravano che almeno si fosse ottenuto un vantaggio trovando il passaggio fra gli arbusti (che spesso quasi “chiudono” le tese) allargato e senza frasche invadenti rimarranno delusi. Che possa far piacere o meno questa situazione non è assolutamente migliorata. (foto del percorso da Colli San Pietro al cancellodi Arola)
Fin qui le cattive notizie conseguenti all’incendio (pessima notizia), ma come avevo anticipato nell’introduzione dell’album di foto scattate  Per certi versi i danni sono stati maggiori di quanto mi aspettassi, per altri minori di quanto temessi.” e quindi ora spiego cosa intendessi dire. Pur essendo vero che la devastazione è quasi totale e che le ceneri coprono quasi tutto, mediamente gli arbusti sono apparentemente in condizioni migliori di quelli della Marecoccola e San Costanzo. Ciò lascia molto ben sperare vista la velocissima ripresa della vegetazione negli altri due casi (foto "dimostrative" in questo album).
   
Osservando ciò che è rimasto o anche semplicemente comparando le foto si può dedurre che lungo le pendici di Monte Vico Alvano il fuoco è passato tanto velocemente da non riuscire a carbonizzare gli arbusti. Di conseguenza, se lungo il sentiero della Marecoccola (Sirenuse) folti gruppi di verdi germogli sono già spuntati fra ramoscelli completamente neri e senza una sola foglia c’è da aspettarsi che i cespugli di Monte Vico Alvano appena anneriti e ancora con frasche, seppur secche, si riprendano più che bene ed in tempi rapidi.
Staremo a vedere ...

sabato 15 agosto 2015

Integrazioni ai post precedenti (incendi e animali pericolosi, ma protetti)

Incendi in Penisola Sorrentina
Ho pubblicato le foto dello sconfortante e deprimente paesaggio di parte del Sentiero delle Sirenuse e delle pendici meridionali di Monte San Costanzo.
Entrambe gli incendi si sono protratti per molte ore. Infatti, nonostante l'impegno di uomini e l'ausilio di Canadair ed elicotteri, non si riuscì ad estinguere del tutto il fuoco non essendo possibile un intervento meticoloso data la particolare natura del terreno e della vegetazione. In particolare, queste foto mostrano come il fuoco possa rimanere sotto la corteccia di un pino e dopo varie ore, con l'aiuto di una semplice brezza, re-innescare le fiamme. (foto scattate alle 15.13)
   
Potete anche confrontare le immagini del video della passeggiata mattutina (nel quale si vedono entrambe i sentieri a valle del radar" (a sud) ancora non raggiunti dalle fiamme) con le foto scattate nel pomeriggio che mostrano come nel corso della mattinata il fuoco li abbia superati entrambi giungendo fino alla recinzione. 


Prima di proporvi alcuni articoli di cronaca apparsi su quotidiani nazionali dopo il mio post dell’8 agosto, e prima che qualcuno commenti a sproposito, ribadisco che non ce l’ho con i cani, né con chi li detiene in modo corretto ed appropriato e che apprezzo chi ne ha cura. Egualmente non ho niente contro i cinghiali, solo critico chi ha contribuito a creare una situazione di emergenza e non fa niente per porvi rimedio, anzi ostacola chi ci prova.
     
Cani mordaci (che possono procurare danni molto seri)
Uno degli articoli di seguito linkati riporta una sfilza di incidenti simili scelti fra quelli che arrivano alla stampa, quindi elenco parziale. Ma tutti questi eventi devono pur avere qualche punto in comune ... ci deve essere qualcosa che non va. Certamente esistono varie concause e oltre ai proprietari “poco attenti” (solito eufemismo) penso che quelli che fanno giocare i propri figli con cani di razze potenzialmente pericolose, privi di museruola, siano dei veri irresponsabili e avranno molto da rimproverarsi per il resto della loro vita (se hanno un minimo di coscienza). 
Sottolineo che questi sono tre casi avvenuti in soli 4 giorni, dopo la pubblicazione del mio post. I tanti cinofili civili e responsabili dovrebbero far sentire la loro voce su questo tema, sulla mancanza di controllo e di educazione in particolare per specie di grossa taglia, sul mancato rispetto dell'obbligo di microchip, sul fatto che pochi raccolgono quello che i loro cani lasciano sui marciapiedi o sulle spiagge (per fare qualche esempio) e non lamentarsi quando poi qualcuno li critica (seppur ingiustamente) facendo di ogni erba un fascio.

Fauna selvatica fuori controllo
Si parla di nuovo di cinghiali ed in particolare quelli del Parco del Cilento. Qualcuno ha valutato che ormai in Campania ce ne siano circa 2.000.000 (due milioni) che, pur causando molti danni, sono "intoccabili" come in gran parte delle altre regioni. Il Sindaco di Ottati ne aveva autorizzato temporaneamente la caccia, ma è stato subito attaccato dal WWF e bloccato dal Prefetto. Quindi tanti continueranno a subire danni, pochi saranno risarciti per l’effettivo valore, comunque tutti pagheremo (denaro pubblico) e non ci resta che sperare che almeno non ci scappi qualche altro morto.

lunedì 2 marzo 2015

Buone nuove dal Sentiero delle Sirenuse

Come preannunciato, domenica 1 marzo siamo andati ad effettuare un sopralluogo per verificarne lo stato. A parte il solito tratto molto fangoso al limite orientale di Monticello, dove inizio lo sterrato, non ho rilevato alcun problema e, al contrario, nel complesso mi è sembrato in ottime condizioni.
Andiamo per ordine, affrontando il percorso il senso antiorario. Da S. Agata al tratto appena citato si procede come al solito senza alcun problema.
Superato abbastanza facilmente il fango (con tutta la pioggia caduta nelle settimane scorse mi aspettavo di peggio) si continua speditamente fino alla “casa rosa” che si deve superare a valle e seguendo i nuovi segni, ben evidenti. Saliti i pochi scalini al limite del castagneto si deve girare a destra lungo il percorso “ufficiale e storico” segnato dal CAI da anni e ripassato con grande abbondanza di vernice (foto a dx) l’anno scorso. Da allora in poi la maggior parte degli escursionisti non passano più attraverso il castagneto e di conseguenza il loro frequente transito ha fatto sì che il passaggio fra gli arbusti si sia mantenuto evidente e facile. Oltretutto in questo modo si torna a godere delle piacevoli viste transitando più vicini al margine del pianoro pieno di cisti e altri arbusti.
La salita fino al Pizzetiello non presenta problemi di sorta ed è anche stato ridotto il rischio di imboccare per sbaglio il sentiero verso la grotta del Brigante in quanto qualcuno ha “costruito” una specie di muretto (poche pietre sovrapposte) in modo da indicare chiaramente che non è quello il sentiero da seguire. Al contrario, chi non conosce il sentiero per la grotta e vi volesse andare, ora sa con esattezza dove lasciare il CAI 300. A questi ricordo che comunque è un percorso da fare andata e ritorno e che nell’ultimo tratto potrebbero trovare la traccia quasi completamente ostruita dalla vegetazione.
   
Dal Pizzetiello alla ss 145 al momento è ancora una piacevolissima e semplicissima passeggiata grazie alla discussa (ma solo da alcuni ipercritici) pulizia dell’anno scorso della quale parlai in un post del 4 settembre 2014
Le foto in alto evidenziano lo stato del tratto in piano a est del Pizzetiello che negli anni scorsi era spesso appena transitabile fra la bassa gariga (con rami duri). Questi in basso sono invece due scatti (verso monte e verso valle) che ben illustrano lo stato della discesa attraverso il castagneto verso la rotabile. Grazie alle ridotte dimensioni dei castagni (tagliati pochi anni fa) e all'assenza di fogliame il suddetto tratto non è scivoloso e tantomeno fangoso. 
   
A partire dalla statale, dopo il tratto selciato, abbiamo percorso senza grandi problemi anche il resto della comunale San Martino (a destra del castagneto e addossato al muro). Resta chiaramente umido e dissestato, ma è assolutamente transitabile rendendo quindi inutile il più lungo aggiramento del castagneto a sinistra. Giunti alla sella si torna su fondo duro e di sterrato fino a Sant’Agata resta solo l’attraversamento della pineta sempre possibile, facile e piacevole.
Lungo il percorso l’erica sta iniziando a fiorire e si possono notare anche tante altre avvisaglie della imminente primavera (mancano solo 3 settimane). 
Fra qualche giorno seguirà un commento relativo al rilievo gps.

mercoledì 4 settembre 2013

Escursionismo: la MaraTrail di Termini sulla televisione francese

Venerdì 6 settembre su France3, alle 20.45,  andrà in onda la puntata di Thalassa comprendente anche alcune riprese della MaraTrail di Termini.
In questa pagina di presentazione ci sono i trailer dell’introduzione, NAPLES, LA BELLE ET LA BAIE nel quale ci sono un paio di secondi della MaraTrail al passaggio sulla Malacoccola, e dei cinque reportage che seguono. 
Il trailer di quello che ci riguarda (LA TERRE DES OBSTINÉS) è però dedicato solo a Positano.
Il filo conduttore dei "nostri" 10 minuti è la verticalità del territorio. 
Si inizia con una ripresa aerea su Jeranto e Montalto che continua fino ad Amalfi. La prima immagine a terra è la presentazione della MaraTrail alla partenza da Termini. 
Seguono varie scene con gli escursionisti: a Termini nel verde, a Monticchio, all'arrivo a Canale e infine sulla Marecoccola. 
Le scene non sono consecutive, ma guidano nei luoghi di vari incontri:  lavatoi di Canale, Giuseppe Gargiulo pescatore di Torca, limoneto a Schiazzano. Altre immagini aeree portano a Nocelle e Positano dove sono ambientate un paio di interviste e infine si parte per Procida.
France3 trasmette su satellite, ma è anche possibile seguire la trasmissione su internet http://www.france3.fr/direct