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domenica 8 ottobre 2023

A piedi per i Monti Sireniani – circuito del 15 ottobre 2023

Sorrento – Sant’Agata – Guardia – Torca - Casarlano – Sorrento (18,5 km con 900m dislivello ca.)

  • 4,1 km Sorrento – Sant’Agata (4,1 km)
  • 5,5 km Sant’Agata – Guardia (9,6 km)
  • 6,6 km Guardia - Casarlano (16,2 km)
  • 2,3 km Casarlano - Sorrento (18,5 km)
  • + 2,8 km circuito 11 delle Mura (optional)

Attenzione! A causa della dubbia transitabilità del CAI 300 fra Torca e Colli di Fontanelle, nonché dell’incendio di fine settembre che ha bruciato tutta la vegetazione attorno al Pizzetiello, il percorso precedentemente annunciato è stato modificato. Da Torca si andrà a Casarlano via pineta delle Tore e Zatri e, per compensare i km persi, è stato allungato il collegamento fra Sant’Agata e via Pigna, passando per Canale, Calella e S. Maria della Neve.

Lo sviluppo del circuito è minore di quello del sabato (distanze aggiornate sopra), ma presenta maggior dislivello (900m ca.) ed è più movimentato dal punto di vista altimetrico. In considerazione dei numerosi tratti sterrati, talvolta impervi, assicuratevi di calzare scarpe con suole adatte.


Il raduno resta confermato in piazza Tasso (area pedonale, presso la statua del poeta) dalle 9.00, per avere il tempo di godersi un caffè ed eventualmente integrare le scorte alimentari che avrete portato da casa); partenza alle 9.30, puntuali come da tradizione delle escursioni di Camminate.

Si inizia con la prima parte dello storico percorso del Circumpiso per poi deviare, a circa metà di esso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani e quindi attraversare il Nastro Verde per immettersi sul piacevole tratto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella, tradizionale collegamento fra Priora e Sant’Agata fino a mezzo secolo fa.

Lambito il centro della frazione (394m slm), si devia per Canale (antichi lavatoi e sorgente) ma prima di raggiungere Pastena, si svolta verso Monticchio per la Calella (tratto sterrato con passaggio nell’alveo di un rivolo, solitamente asciutto) e, tornati su fondo duro, si inizia a salire verso Santa Maria della Neve (423m) per poi portarsi sul versante salernitano della penisola e a Pedara, tornando così sul percorso originale. Seguita via Pigna fino al termine, si torna su sterrato percorrendo il crinale del Cafariello con i suoi ampi panorami sul Golfo di Salerno e, ovviamente, Li Galli e l’isolotto Isca, portandosi sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) che si seguirà in direzione Campanella per poche centinaia di metri per raggiungere il punto panoramico di La Guardia (197m slm) per la sosta marenna


Dopo la pausa, si torna indietro e si segue l’Alta Via fino a Torca (tratto centrale sterrato e ripido) e quindi con un misto di stradine e sentieri si affronta l’ultimo dislivello (anche questo con tratto centrale ripido, ma asfaltato) per giungere al limite della pineta delle Tore (493m slm) e, superato il crinale, tornare sul versante napoletano.

Un passaggio attraverso un castagneto faciliterà il raggiungimento di via Zatri, collegamento storico fra la zona di Sant’Agata e le frazioni alte di Sorrento a est del vallone Casarufolo (dei mulini). Prima parte asfaltata in comoda discesa, seconda parte con fondo misto, a tratti ripida, al cui termine ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (itin. 22) per seguirlo fino a piazza Tasso passando per Baranica, Casarlano, via delle Sciuscelle e Lavaturo. 

Abbiate inoltre presente che, ritornati a piazza Tasso, i più volenterosi potranno aggiungere i 2,8km del circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11), facile, interessante, sempre su fondo duro e con minimo dislivello, interpretandolo come opportuno defaticamento.


clicca qui per scaricare la mappa pdf in HD

giovedì 29 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani - circuito B, domenica 15 ottobre

Sorrento – S. Agata - Torca – Colli di Fontanelle – Casarlano - Sorrento 

Itinerari Tolomeo nn. 25 – 16 – 15 - 300 – 29 – 22 – 11


Dalla centralissima piazza Tasso di Sorrento si segue la prima parte dello storico percorso del Circumpiso (itin. 25) per poi deviare, a circa metà percorso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani (16), percorso classico fra Sant’Agata e S. Maria del Toro, attualmente interrotto. Quindi lo si segue fin dove possibile e si sale sul Nastro Verde per attraversarlo e immettersi sul 15 che si segue fino a Sant’Agata con tanto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella. Si supera il centro collinare e si inizia a scendere sul versante salernitano percorrendo la prima parte del Giro dell’Isca (Cafariello, foto in alto ) fino a La Guardia sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300). 


Dal punto panoramico di La Guardia (foto sopra) si torna indietro e si segue la suddetta Alta Via fino a Colli di Fontanelle, passando per Torca, Monticello, Marecoccola e Pizzetiello. 
Si prosegue quindi lungo l’itinerario 29 per Sant’Angelo e Gradoni fino a Casarlano, dove ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (22) per seguirlo fino a Piazza Tasso passando per la via delle sciuscelle e Lavaturo. Lo sviluppo dell'anello principale è di circa 17km, ma con maggior dislivello (900m ca.) rispetto all’escursione A del sabato e con gran parte dell’itinerario lungo i pendii su sentieri sterrati fra tanta gariga e macchia mediterranea. Dalla stessa piazza Tasso, ai più volenterosi verrà offerta la possibilità di aggiungere il circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11) per arrivare ad una ventina di chilometri complessivi.

Probabile pausa marenna (picnic) sul Pizzetiello (foto sopra)

Anche in questo secondo giorno si propongono quindi una gran varietà di ambienti, rurali, storici, urbani e naturalistici, lungo vari sentieri panoramici che portano a punti dai quali la vista può spaziare sui 2 Golfi e le loro isole.


Sviluppo circuito B: 17km (+2,8 opzionali) (con dislivello di ca. 900m) 

  • 4,7 km Sorrento – Sant’Agata (4,7 km)
  • 2,6 km Sant’Agata – Guardia (7,3 km)
  • 5,1 km Guardia – Colli di Fontanelle (12,4 km)
  • 4,6 km Colli di Fontanelle - Sorrento (17,0 km)
  • 2,8 km circuito 11 (facoltativo) (19,8 km)

giovedì 4 giugno 2020

Libero accesso all’approdo (aka fiordo) di Crapolla

Del diritto di libero accesso alle aree del Demanio Marittimo ho già parlato nel post precedente e quanto esposto ovviamente vale anche per Crapolla, considerato che anche tale spiaggia è demaniale (foglio 10, Part. 518). Questa situazione però differisce da quella di Ieranto per essere raggiunta direttamente tramite la lunga scalinata, gli oltre 700 scalini della parte inferiore della strada comunale da Sant’Agata a Crapolla.
Quindi, fermo restando che non si possa imporre un pedaggio per il transito, anche in questo caso il cosiddetto sentiero per Crapolla è certamente più utilizzato da escursionisti-non-bagnanti che da coloro che scendono fino alla spiaggia. Infatti, il tratto che va dal ponticello sul rivo Iarito alla Guardia (dove inizia la scalinata) fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e di conseguenza anche del Sentiero Italia (SI S21S
) e perciò utilizzato dai tanti che ne percorrono l’ultima tappa, da Colli di Fontanelle a Termini, passando per Torca, Recommone, Cantone, Nerano, San Costanzo, Campanella


Nella mappa in basso il dettaglio del tratto Torca – Cantone, sopra la tappa completa del Sentiero Italia, progetto di livello europeo che raggruppa quasi 7.000km di percorsi ad accesso gratuito che attraversano tutte le 20 regioni italiane e include anche brevi estensioni in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.


C’è da aggiungere che quei circa 450 metri fra il ponticello e la Guardia sono inclusi anche in vari itinerari più brevi (di solito anelli) che utilizzano i vicini percorsi di Cafariello, Corbo, vic. Monti per via Spina, mentre altri si spingono oltre San Pietro, fin quasi alla spiaggia ma senza necessariamente raggiungerla, per poi risalire verso Torca passando per la torre e il Monte di Torca. Fra i succitati circuiti c’è anche il recentemente proposto Giro dell’Isca, al quale dedicai specifico post, e questo breve foto-video di presentazione.
Al di là del pagamento (come visto non ammissibile), anche il contingentamento non dovrebbe interessare la strada comunale, ma i controlli dovrebbero essere limitati alla spiaggia per non bloccare gli escursionisti non interessati alla balneazione. Considerati il notevole dislivello e l’esposizione a sud che nelle giornate calde rende la scalinata (assolutamente senza zone d’ombra) un forno, a mio parere i controllori dovrebbero giungere via mare.

Non si dovrebbero mai confondere i diritti dei bagnanti con quelli degli escursionisti e, di conseguenza, anche disciplina ed eventuali limitazioni dovrebbero essere ben distinte.

lunedì 7 ottobre 2019

Sentieri fra il CAI 300 e via Spina

post lungo, da leggere con attenzione (se interessati);
di quasi nessun interesse per i non escursionisti e non locali

Questa zona, per quanto bella e panoramica, ha sempre sofferto della mancanza di sentieri chiari e comodi essendo spesso invasi da vegetazione. A ciò si aggiungano i periodici incendi, qualche crollo di murecina e piccoli smottamenti e si capisce perché la traccia è stata variata più volte e si incontrano segnavia "dimenticati", per anni coperti dalla vegetazione. 
Nelle ultime settimane, fra ricognizioni (CAI 300 da Recommone alla Guardia) segnatura provvisoria Cafariello, pulitura e disboscamento avevo percorso più volte i sentieri in oggetto con i soliti amici scoprendo ogni volta alcuni punti potenzialmente ingannevoli. 
Proprio nel corso dell’escursione “inaugurale” del circuito dell’Isca di venerdì scorso notammo l’esistenza di due tratti di sentiero di poche decine di metri, paralleli ed entrambe segnati. Sembrerebbe una sciocchezza ma non lo è affatto in quanto da quello più a monte ha inizio la bretella per via Spina ... chi imbocca quello inferiore salta il bivio e lo cercherà (inutilmente) più avanti. Ciò ha spinto Ludovico (che partecipò all’escursione) a commentare il mio post scrivendo:

Prestare attenzione in alcuni tratti (di fronte l'Isca e prima di raggiungere il sentiero 355) a causa della presenza di segnatura CAI a volte fuorviante. La camminata odierna ha anche evidenziato ancora una volta (coppia di escursionisti stranieri un po’ disorientati, incontrati nei pressi di Guardia, provenienti dai Colli di San Pietro, ed accodatisi al ns gruppo per raggiungere Spina) che per queste attività non ci si può affidare esclusivamente al proprio smartphone e/o gps in quanto anche percorsi apparentemente poco insidiosi possono rivelarsi particolarmente ostici se non ci si è preliminarmente ed adeguatamente documentati e preparati. (Ludovico Mosca)
Considerato che già mi ero accorto che il CAI 355 non corrispondeva alla bretella proposta vari anni fa (sulle mappe dal 2014) per lasciare il CAI 300 ed evitare la bruttissima discesa a Recommone, per cercare di fare chiarezza ieri pomeriggio ho convocato i volontari e siamo andati a fare un sopralluogo accurato, per quanto possibile.

Siamo partiti dalla curva di via Spina (A) da dove partono entrambe i sentieri e abbiamo scelto di scendere seguendo i pallini rossi usati come segnavia per questo tratto del CAI 355. La prima parte è in fondo duro, rotabile e segue la vicinale Monte per quasi 200m fino ad uno slargo (B). Qui c’è la prima discrepanza: la traccia gps fornita dal CAI segue la vicinale (poco chiara e ripida fra gli ulivi) mentre i pallini seguono uno stradone sterrato privato per poi ricongiungersi poco dopo il secondo tornante (D, foto d’insieme 1). Prima di giungervi (foto d’insieme 1), al punto  C si presenta la possibilità di un altro errore in quanto ci sono due frecce rosse (evidenziate con linee gialle nella f.2) che indicano di proseguire lungo lo stradone, ma verso l’esterno della curva su una pietra (f. 3) c'è una freccia rossa (più fresca) insieme con un pallino. Lo stradone largo termina poche decine di metri più in basso e può valere la pena per percorrerlo solo per approfittare della bella vista verso la baia di Nerano con Mortella, i Tre Pizzi e Monte San Costanzo sullo sfondo.
    

Di qui in avanti il tracciato con i punti rossi (apposti in numero sufficiente) coincide con la traccia gps e prosegue con andamento irregolare fino ad entrare nella valletta del rivolo, dove si trova la baracca E.
Poco prima di scendere nella stretta gola, fino a una dozzina di anni fa c'era un passaggio che costeggiava il rivolo a sinistra e giungeva presso le scalette M, sulla dir. F della vic. Monte ma si passava sempre con difficoltà a causa dei rovi. Con la sistemazione (si spera definitiva) di detta derivazione il tratto che segue (tanti anni fa segnato in verde) serve da collegamento con il CAI 300, passando attraverso la pineta.
L'innesto di questa traccia sul 300 non è segnalato chiaramente (non ho visto la classica bandierina bianco/rossa con numero del sentiero) e le tracce gps si incrociano riportando il termine del 355 più a valle del 300. Ciò deriva probabilmente dal fatto che effettivamente esistono due percorsi paralleli e che, a seconda della meta successiva, gli escursionisti tendono a girare in anticipo a destra o sinistra. Comunque, la differenza è poca e solo chi dal percorso principale volesse arrivare alla Spina potrebbe avere minori possibilità di notare i primi pallini rossi.
    

Tornati su traccia unica e procedendo verso est, dopo un centinaio di metri troviamo il bivio ingannevole G. In questa direzione è più difficile imboccare distrattamente la traccia di valle (foto sopra a sx), al contrario dell’altra estremità (I) dove i segnavia di monte, come si vedrà, sono poco evidenti. Questo, come anticipato è un problema non da poco in quanto il punto in cui abbiamo segnato la bandiera di inizio della variante Spina 355 (autorizzati dal CAI Stabia) si trova sulla traccia superiore lungo la quale ci sono segnavia un po' sbiaditi. Al centro di quella inferiore ce n’è invece uno fresco (H, sopra a dx). 
   

Chi procede verso Recommone, se non vede freccia rossa e segnavia sbiadito (quasi occultati da un cespuglio, foto sopra) al punto I, probabilmente imbocca il percorso più in basso e sarà rassicurato nel vedere il segnavia H e, ovviamente, chi prenda la traccia bassa (anche nell'altra direzione) non troverà il bivio mostrato nella foto in basso (K). La traccia gps fornita dal CAI sembra passare a monte.

Fatta questa dovuta descrizione oggettiva preventiva, passo ai problemi da risolvere:
  1. si dovrebbe decidere in via definitiva quale collegamento fra la pineta del monte di Monticchio e via Spina si voglia evidenziare, la vicinale Monte più un tratto in proprietà privata prima di giungere nella pineta demaniale o la sua derivazione F (tutta pubblica e negli ultimi anni sempre manutenuta) e poi, in qualunque caso uniformare andamento della traccia gps, segnatura al suolo e evidenza sulle mappe. In ultima analisi, potrebbero anche rimanere entrambi segnati, ma si dovrebbe fare una netta distinzione
  2. eliminare i percorsi doppioni paralleli che, guarda caso, si trovano in prossimità delle due suddette bretelle. Nel caso si optasse per il tratto basso I-K, si dovrà spostare necessariamente la bandierina inizio sentiero appena apposta. In qualunque caso, si dovrebbero cancellare o coprire i segnavia (vecchi o recenti che siano) dei tratti “dismessi” e rinforzare la segnatura in corrispondenza dei bivi.
  3. resta da risolvere il problema delle frecce rosse che talvolta sono utili in quanto rafforzano le indicazioni CAI, ma in altri casi sono assolutamente fuorvianti. Per esempio, quella accompagnata dalla sigla VIS (non apposta da me e non penso che si riferisca a me, anche se molti lo pensano) ben visibile su una roccia in alto (J), nei pressi dell'uscita dal vallone detto Scrivanessa (ma dovrebbe essere Comunaglia). Non ho avuto ancora modo di controllarla ma suppongo che conduca direttamente alla baracca (L).
Scusate per le foto, scattate con cell e con cielo nuvoloso. Ho ricontrollato il testo, ma qualche errore può sempre scappare. Sarò grato a chi me ne volesse segnalare.

martedì 1 ottobre 2019

Circuito dell’Isca, altro affascinante giro escursionistico

Non si tratta di niente di veramente nuovo, ma di una eccellente combinazione di sentieri rurali con un lungo tratto sterrato (3,5km) molto panoramico. Questo si sviluppa interamente lungo le pendici meridionali del territorio lubrense, iniziando dal promontorio del Cafariello, continuando sul’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) da Iarito alla pineta del Monte di Monticchio (passando per Guardia, Cuparo e Scrivanessa) e lasciandola con la variante Spina (CAI 355). Il ritorno a Sant’Agata via Caprile, Calella e Canale, offre altri passaggi caratteristici e interessanti.
Il punto di partenza suggerito è Sant’Agata (facilmente raggiungibile anche con bus pubblici di linea); lo sviluppo complessivo è di 8km, con meno di 300m di dislivello. Ciò rende il Circuito dell’Isca (così battezzato per le viste sull'isolotto che fu di Eduardo de Filippo ma in effetti, geograficamente parlando, si gira attorno all'altura di S. Maria della Neve) una classica camminata di mezza giornata, adatta praticamente a qualunque escursionista in quanto a distanza e dislivello, ma non proprio a tutti per avere alcuni passaggi che richiedono passo sicuro, qualche tratto esposto e vegetazione talvolta invasiva ... ma qualche graffio viene presto dimenticato ammirando i panorami sull’Isca e i Tre Pizzi di Jeranto da est e sull’Isca, Vetara e Li Galli da ovest.
Entrando nel dettaglio, dal centro di Sant’Agata si scende verso la Pigna su stradina asfaltata e, al termine, si imbocca lo sterrato di via Cafariello che, in dolce discesa, conduce ad un belvedere naturale fra uliveti, qualche fico d’india e tantissime orchidee in primavera. Una relativamente ripida discesa, fra arbusti della macchia mediterranea, porta gli escursionisti ad un altro uliveto per poi entrare in un castagneto al limite del rivo Iarito. Tutta questa parte era inclusa nel circuito C5 del Progetto Tolomeo del 1991, percorso poi eliminato in occasione dell’aggiornamento del 2003 a causa delle cattive condizioni del sentiero del Cafariello. Nei pressi del suddetto corso d’acqua Iarito, che va a sfociare nel fiordo di Crapolla, ci si immette sull’Alta Via dei Monti Lattari che in questo tratto coincide con il sentiero comunale che conduce alla cappella di San Pietro e quindi a quella che una volta era una vera e propria marina di pescatori. 
Pochissimi metri dopo aver passato la panchina panoramica della Guardia, appena scesi i primi dei circa 700 scalini di pietra che portano in riva al mare, inizia il tratto più accidentato del circuito che però ha il vantaggio di essere più o meno in quota, pur includendo brevi ripide salite. 
Dopo aver superato due valloni (Cuparo e Scrivanessa) si giunge in vista della pineta del Monte di Monticchio e, prima di raggiungerla, si devia a destra lungo la vic. Monti (CAI 355) che dopo 600m giunge sulla rotabile via Spina
Si procede quindi fino a Caprile (unico attraversamento di strada principale) e quindi per Calella e Canale con la sua nota sorgente e i suoi caratteristici lavatoi (foto a sinistra), tutt’oggi in uso. Altri 500 comodi metri e si ritorna al punto di partenza!
Nel corso delle ultime settimane, insieme ai miei amici Camminanti, ho percorso varie volte ed in entrambe le direzioni questi sentieri provvedendo al tempo stesso a "disboscare" per quanto possibile, a segnare provvisoriamente il Cafariello (il cui tracciato, dopo l'incendio di qualche mese fa, non è di facile individuazione) e ad evidenziare bivio e prima parte del sentiero CAI 355 - Variante Spina.

Andando incontro alle stagioni più fredde, tutto il circuito dovrebbe rimanere praticabile ed evidente almeno per i prossimi 6 mesi ... approfittatene e, così facendo, contribuirete a mantenerlo battuto e pulito.

lunedì 23 settembre 2019

Escursione G a Capri: Anginola, Cetrella, Solaro, Migliera, Arco Naturale e altro

Ultima descrizione delle escursioni del TREK Amalfi - Sorrento 2020, ma non è detto che debba essere effettuata per ultima né che la si riesca a fare, anche se lo speriamo vivamente. Ad aprile - statisticamente - c’è rischio pioggia 1 o 2 volte per settimana ma spesso per sola mezza giornata, quindi, nel complesso, teniamoci pronti ad accorciare una escursione e forse rinunciare ad un altra. Per Capri dovremo anche considerare lo stato del mare, ma ad aprile raramente si interrompono i collegamenti con l’isola.
L’effettivo circuito previsto sull'isola di Capri è di19km, ma modificabile quasi dovunque ed in particolare dovremmo adattare l'itinerario se trovassimo ancora chiusa la famosa via Krupp a causa dei lavori di messa in sicurezza della falesia sovrastante, che vanno avanti da anni e non si sa quando si concluderanno. A detti 19km, chi vorrà scendere da Sant’Agata a Sorrento a piedi ne aggiungerà 3, percorrendo lo storico Circumpiso (‘o cierco d’o ‘mpiso = la quercia dell’impiccato); chiunque altro si voglia aggregare si farà trovare al porto di Sorrento o anche a quello di Capri se per esempio viene da Napoli o Amalfi.
questa mappa verrà ridotta in automatico da blogger e quindi risulterà poco leggibile;
tuttavia, dalla pagina del TREK sul mio sito potete scaricarla in HD, come tutte le altre
Si prevede di andare a Capri con il traghetto Caremar delle 9.25 (arrivo previsto alle 9.50) e quindi, contando di cominciare a camminare per le 10, avremo oltre 8 ore per goderci la maggior parte dei sentieri dei punti  più belli dell’isola (l'ultima corsa per Sorrento parte alle 18.45)Chiariti questi pochi ma essenziali argomenti logistici, eccoci alla sommaria descrizione del percorso, riportata anche in mappa. 
Partendo dal livello del mare e avendo come meta la cima più alta dell’isola (Monte Solaro, 589m) è chiaro che la prima ora e mezza sarà tutta in salita, all’inizio dolce e comoda su stradine con fondo duro, poi più ripida e “selvaggia” con la ripidissima ascesa alla "giungla" della valle dell’Anginola (foto sotto a dx) per giungere alla quale ci si aiuta con cavi e catene (foto sotto a sx), ma saranno segnalate alternative più comode. Prima della spettacolare salita finale al Solaro, sosta d’obbligo all’eremo di Cetrella, sperando di trovarlo aperto. Dopo una breve sosta sulla spianata artificiale in cima, probabilmente affollata da turisti giunti in seggiovia, ma in compenso ci sono bar e servizi), si torna a camminare in quasi assoluta solitudine lungo la discesa che ci porterà quasi 400m più in basso, procedendo per lo più parallelamente al ciglio della quasi verticale falesia meridionale, fin nei pressi della torre di Guardia, passando per Monte Cocuzzo e Migliera. Chi non soffre di vertigini godrà di viste a picco sul mare, gli altri potranno comunque mantenersi più all'interno.
   
Al termine della discesa, in alcuni tratti abbastanza ripida, si torna a camminare in salita lungo le caratteristiche stradine capresi fino ad centro di Anacapri e si continua con la prima parte della scala fenicia abbarbicata alla roccia (foto sotto a sx) e quindi per Aiano, chiudendo così il circuito anacaprese nei pressi dell’ospedale (Due Golfi). Da qui si andrà ai Giardini di Augusto passando per via Mulo e via Krupp - se questa sarà aperta - o per il dedalo delle viuzze della parte occidentale del centro storico di Capri.
   
Dai Giardini si andrà a Tragara passando a monte della Certosa di S. Giacomo e quindi, salendo per Dentecala, al Belvedere delle Noci da dove ci si affaccia su quella che fu la villa di Curzio Malaparte (foto a sopra a dx) e infine all’Arco Naturale (foto d'apertura)A questo punto non resterà che scendere al porto passando per la famosa piazzetta, calcolando bene i tempi per non perdere il traghetto o per approfittare per aggiungere qualche altro chilometro.
Se qualche parte dell'itinerario descritto fosse impraticabile, per qualunque motivo, si avranno comunque tante alternative, da una visita Villa Jovis (che fu residenza dell’Imperatore Tiberio) sulla cima più vicina alla terraferma, a soli 5 km da Punta della Campanella, al sentiero dei fortini (lungo la costa ovest) e/o alla soprastante Villa Damecuta, anch'essa fatta costruire da Tiberio.
   
     Cala di Matermania         ***          i Faraglioni da Tuoro   
Questa sarà senza dubbio una giornata lunga, con più trasporti del solito ma, considerati i luoghi che si raggiungono e i sentieri che si percorrono, certamente nessuno si lamenterà delle complicazioni e attese che gli spostamenti via mare inevitabilmente comportano.

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020 è un’occasione di incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidate!

a breve sarà online il riepilogo generale, con ulteriori info logistiche 

domenica 15 settembre 2019

Escursione F da Sant’Agata: San Costanzo, Jeranto e tanto altro

L'escursione F è l’ultima su terraferma, la settima sarà quella sull'isola di Capri (speriamo di poterla effettuare). Proseguendo il nostro cammino verso l’estremità della penisola, questa tappa è stata ideata in due versioni più o meno simili sia per lunghezza che per dislivello, con 2/3 dello sviluppo in comune e due tratti ciascuno diversi fra loro. Il tratto più impegnativo della 1 è il suo secondo (crinale di San Costanzo a partire da Punta Campanella), quello meno scorrevole dell’altra inizia dopo appena 1km dalla partenza con il Cafariello e poi con il sempre un po’ ostico 300 fra Guardia e pineta del Monte di Monticchio
Non è detto che tutti debbano scegliere lo stesso percorso, i partecipanti potranno anche dividersi in due gruppi e darsi appuntamento direttamente a Vetavole, dopo una decina di chilometri, dove sarà effettuata la sosta picnic.
Nel dettaglio, come si può evincere anche osservando la mappa, ecco i due percorsi, per comodità indicati 1 (18,5km, via Torvillo e Campanella) e 2 (18km, via Monte di Monticchio e Vuallariello).
Si parte comunque insieme da Sant'Agata e ci si dirige verso la Pedara, dove il percorso 1 prosegue in piano per varie centinaia di metri, sale a Santa Maria della Neve e scende per Torvillo fino alla strada della Spina.
Invece, il percorso 2 si percorre tutta via Pigna e poi il Cafariello per immettersi sul 300 nei pressi pel ponticello sul Rivo Iarito. Si segue quindi l’Alta Via dei Monti Lattari passando per Guardia, Cuparo e Monte di Monticchio e la si abbandonerà per ricongiungersi all’altro tracciato a metà via Spina, tramite la bretella 355.
Da qui a Termini e poco oltre il percorso è identico per entrambe i percorsi; questi si divideranno a Cercito, con l’1 che prosegue fino a punta della Campanella per poi risalire a Vetavole via Rezzale e crinale mentre il 2 (più impegnativo nella prima parte) raggiunge lo stesso posto percorrendo i comodi sentieri delle Selve e del Vuallariello. Se si scegliesse di procedere in due gruppi diversi, chi arriva prima aspetta gli altri per mettere mano a cibarie e libagioni.
   
Dopo il meritato ristoro e dopo aver effettuato una breve puntata alla Cappella di San Costanzo (3 possibili itinerari, da scegliere al momento), ci aspetta una parte non proprio facile ma almeno di poco impegno fisico ... la discesa del 300 verso Nerano. La prima parte è poco pendente e panoramica, si prosegue quasi in piano per i faraglioni di Nerano e infine arriva l'ultima parte in bosco lungo un sentiero molto ripido che potrebbe essere scivoloso quindi si dovrà prestare massima attenzione.
Alla fine della discesa (a pochi metri da Nerano) si devia a destra sul sentiero per Jeranto (339) che percorreremo fino alla fine e visiteremo i vari punti notevoli: la piana della ex-cava, Penna (l'ultimo dei Tre Pizzi di Jeranto), il belvedere presso la Torre di Mont’alto. L'ordine di visita dei suddetti posti sarà deciso al momento e si può aggiungere anche la discesa alla spiaggia ... vari vorranno mettere i piedi a mare, ma non credo che qualcuno oserà anche una nuotata (ad aprile l’acqua è fredda). Comunque, ognuno è libero di fare come gli pare.
Si ritorna quindi a Nerano lungo lo stesso percorso e poi si raggiunge Sant'Agata con bus di linea. Sarà una giornata relativamente tranquilla, ma molto panoramica e varia.

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020 è un’occasione di incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidate!

Sul sito www.caimontilattari.it trovate tracce e info dei sentieri CAI 300355 e 339.

l'escursione G sull'isola di Capri sarà online fra qualche giorno

mercoledì 22 maggio 2019

nuovo rinvio della MaraTrail "traforo di Agerola - Termini"

Come, secondo me si dovrebbe fare in ogni occasione che lo consenta, una camminata che dura quasi l'intera giornata dovrebbe essere confermata solo pochi giorni prima della data prevista, sulla base di previsioni probabilmente certe. Se non ci sono vincoli o obblighi, mi sembra inutile incaponirsi e andare in giro vedendo poco o niente a causa delle nuvole basse, per non parlare del rischio della pioggia che, oltre ad essere poco piacevole, rende anche il terreno particolarmente infido. Visto che si cammina per diletto, meglio rinviare a migliori occasioni! 
Come la Vagrant (che speriamo di poter realizzare in concomitanza dei pleniluni di giugno o luglio) anche la data della traforo di Agerola - Termini sarà confermata solo quando avremo buone possibilità di goderci la giornata. 
Nata per sostituire la Vagrant del 18-19 maggio, sabato scorso è stata sostituita dalla MaraTrail di Termini e San Costanzo che, a sua volta, è stata completamente stravolta a causa delle basse nuvole che hanno avvolto la parte alta del percorso. Sia a Termini che a Sant'Agata la visibilità era infatti limitata a poche decine di metri ... inutile andare sul monte non potendo vedere il mare!

Avevamo sperato di poter effettuare traforo di Agerola - Termini nel prossimo weekend, ma anche stavolta le previsioni meteo sono sfavorevoli, quindi viene rinviata a data da destinarsi ..., prima o poi ci riusciremo.

INFO MaraTrail traforo di Agerola - Termini
Rispetto alle precedenti comunicazioni in merito, dopo aver verificato la percorribilità della bretella FREE e scegliendo di non aggirare Colle Sughero ma seguire il CAI 300 quasi in cima allo stesso (un po’ più di salita, ma 1km in meno), il percorso è ridotto a soli 33,5km fino a Fossa Papa, più 2,5km per Termini, quindi un totale di 36kmIl percorso è ondulato e per lo più scorrevole, senza grandissime salite e quelle poche di un certo rilievo sono ben distribuite. Solo due sono continue con oltre 200m di dislivello:
  • traforo - CAI 300: +229m in 1.200m
  • Capodacqua - Monte Comune: +209m in 900m
Inoltre, il dislivello totale non dovrebbe superare i 1.500m, ma molto, molto distribuiti e quasi sempre con pendenze ridotte, come è evidente dando uno sguardo ai ... praticamente quattro passi, un gioco da ragazzi.



Percorso:  traforo - salita all’Alta Via dei Monti Lattari via CAI 367 - poi Crocella Capo Muro (km 5,7) via bretella FREE - Forestale Santa Maria del Castello (km 11,0 - pausa caffè) - Monte Comune (km 13,3) - Monte Vico Alvano (km 16,1 - pausa snack) - Colli Fontanelle (km 20,3, pausa caffè) - Pizzetiello Torca Santa Maria della Neve - Termini (km 29,6) - Vetavole Rezzale Fossa Papa (km 33,5) Termini   (km 36,0)


LOGISTICA MaraTrail traforo di Agerola - Termini
  • Considerato che fra partenza e arrivo ci sono circa 45km di strada, non conviene lasciare il proprio veicolo ad Agerola in quanto recuperarlo sarebbe lungo e/o dispendioso. Quelli che non hanno la possibilità di essere accompagnati e/o recuperati potranno aggregarsi ai Camminanti che organizzeranno un trasporto collettivo Termini - traforo di Agerola e, se non raggiungono Termini con mezzi propri, al termine della camminata potranno rientrare con mezzi pubblici via Sorrento. Ovviamente, la prenotazione è indispensabile e deve essere regolarizzata un paio di giorni prima. 
  • Ci si potrà liberamente aggregare ai Camminanti o lasciare il gruppo in molti punti; quelli più convenienti, accessibili anche con mezzi pubblici, sono: Santa Maria del Castello (bus EAV da Vico Equense), Colli San Pietro Colli di Fontanelle (EAV da Piano e SITA linea Sorrento-Amalfi)Sant'Agata (EAV da Piano e SITA da Sorrento)Termini (SITA da Sorrento).
  • Prima della conclusione a Termini abbiamo ipotizzato cena collettiva presso l’Agriturismo Fossa Papa (su via Campanella, 2,3km prima di Termini). Anche questa “attività” deve essere ovviamente prenotata, informarsi per menù e prezzo.