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domenica 28 marzo 2021

Tolomeo 2021 (1) - Borghi della Valle di Sorrento

Itinerario 22 - Borghi della Valle di Sorrento (circuito)

Come inizio ideale è stata scelta piazza Tasso dove una volta sorgeva la Porta del Piano (in corrispondenza del ponte che superava il Vallone, dipinto in basso) utilizzata appunto per i collegamenti fra la città e il piano di Sorrento (oggi Sant’Agnello, Piano e Meta); solo a metà ‘800 fu creata la piazza riempendo parte del Vallone di Mulini.

Si tratta di un circuito che transita per i nuclei abitati a monte di Sorrento, percorrendo anche le varie storiche stradine selciate, non ancora convertite in carrabili. Essendo un itinerario circolare, si può chiaramente iniziare da qualunque punto, dal proprio alloggio, dalla stazione o da dove si possa parcheggiare; i camminatori non turisti (probabilmente poco interessati al centro) potranno anche tralasciare la parte urbana tagliando l'itinerario lungo via San Renato (fra via San Valerio e Cesarano, pallini verdi in mappa) riducendolo a soli 3,8km. In tal caso, si percorre comunque tutta la parte più piacevole, tranquilla, rurale e panoramica. Infatti, si starà lontano dal traffico, si costeggeranno giardini, orti e boschetti, si supereranno vari rivoli e si toccheranno punti caratteristici come il rivo Cesarano, San Biagio, il belvedere Casarlano e le sciuscelle (carrubi) di via Casola.

 

Lungo l'itinerario sono state già poste quasi tutte le mattonelle previste, molte delle quali "necessarie" considerato il gran numero di incroci. In ogni caso prestando attenzione ai segnavia a vernice, agli adesivi apposti in via sperimentale e alle indicazioni riportate sulle mattonelle, chiunque potrà affrontare il percorso senza temere di perdersi.

Fra piazza Tasso e il culmine del circuito (a via Cala) si devono affrontare circa 185m di dislivello ma, essendo diversa la distanza fra tali punti a seconda della direzione di percorrenza, chi procederà in senso orario (via Casarlano) troverà una pendenza media di 5,6%, camminando in verso opposto (via Cesarano) la pendenza sarà 9,3% e quindi a qualcuno la passeggiata potrà sembrare più faticosa (in particolare via Palomba).

 

Chi volesse continuare a inerpicarsi verso la parte alta della valle, potrà intraprendere uno dei due itinerari che si staccano da questo circuito e conducono rispettivamente a Sant’Agata (ìtin. 26) e a Colli di Fontanelle (itin. 29), ma di questi scriverò in un prossimo post.

itin. 22 - Borghi della valle di Sorrento (circuito collinare)

Sorrento - Cesarano - Baranica – Casarlano – Sorrento (ca. 5,3 km)

Porta del Piano (piazza Tasso), viale Caruso, via Fuorimura, via Santa Lucia, via Atigliana, via Cesarano, via San Renato, via Cesarano vecchia, via Palomba, via Cala (dall’incrocio con via Atigliana ha inizio itin. 26 per Sant’Agata via Zatri), via Baranica, via Casarlano (dall’incrocio ha inizio itin. 29 per Colli di Fontanelle per via Gradoni e via Campitiello), via Casola, via San Valerio, via San Renato, via Marziale, corso Italia, piazza Tasso

TOLOMEO 2021 è un progetto elaborato da Giovanni Visetti, su incarico di Penisolaverde S.p.A. per conto del Comune di Sorrento

sabato 10 novembre 2018

Gastronomia messicana, qualche novità e i tradizionali mole


Oltre a scegliere più volte piatti con contorno dei miei amati chilaquiles e mangiare un ottimo alambre (carne con peperoni, cipolla e formaggio) ho sperimentato vari nuovi piatti fra i quali rajas de chile poblano (peperoni, cipolla e formaggio, con mais opzionale - foto a sx), nopales fritti (palette di fico d'india, tecnicamente cladodi - non sono foglie), varie insalate con originali combinazioni come mirtillo palustre rosso, noci e formaggio, o chiles güeros  (peperoni oblunghi chiari -  talvolta piccanti), formaggio panela e verdura cruda, e, soprattutto, ho trovato un buon mole poblano (negro).
Penso valga la pena spendere qualche parola in più in merito ai mole in genere, varietà pressoché infinita di salse, dalle ricette tutt'altro che definite. 

I più famosi sono il mole verde, il poblano (di Puebla) e il negro, ognuno con le sue varianti che si distinguono per la predominanza o l’aggiunta di uno o più degli oltre 20 ingredienti di ciascuno di essi, alcuni sempre presenti. 
Quasi tutti includono almeno 4 tipi di peperoni (qualcuno piccante), aglio, cipolla, sesamo (ajonjolí), estratto di canna da zucchero (piloncillo), arachidi (cacahuates), cannella, chiodi di garofano, pepe nero, pomodori, anice, uva passa, mandorle, tortilla, banane (platano macho - tipo utilizzato in cucina e non come frutta - foto a sx), nocciole, brodo di pollo, semi di zucca, strutto o olio, coriandolo e cioccolato.
Ricordo che nel corso del mio viaggio dell'83, nei mercati di qualunque città o pueblo, specialmente a sud della capitale, c'erano una varietà di contenitori pieni dei diversi tipi di mole che emanavano effluvi inebrianti. Non c'era un solo punto di ristoro che non servisse almeno un mole. 
La settimana scorsa ho mangiato un ottimo pollo con mole poblano negro, con predominanza di cacao, ovviamente accompagnato da tortillas, fagioli e crema (panna acida). Nella maggior parte dei casi si presenta come una massa molto densa, pastosa, e talvolta come un semplice misto di spezie macinate. 

Se ben preparato la predominanza di turno è lieve e il sapore complessivo è chiaramente unico, derivando da tanti diversi ingredienti. Tutti i mole sono senz'altro da provare a meno che non siate allergici a uno dei tanti ingredienti o di quelli che anche nei posti più esotici mangiano pizza e pasta (carbonara e bolognese sono ormai in quasi qualunque menù per turisti) rifiutando qualsiasi nuova esperienza culinaria.
Le foto dei mole sono state scattate negli spazi esterni del Museo de las Cuturas Populares a Coyoacàn, che accoglievano tanti stand riservati ai cibi tradizionali in occasione dei giorni festivi del Dia de Muertos, il che spiega la presenza dei teschi (di zuuchero).