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giovedì 19 marzo 2020

I miei post "orientistici" vi hanno incuriosito? Ecco la vostra occasione!

A molti Camminanti ed escursionisti in genere tornerebbe utile approfondire la conoscenza dell'orientamento, vale a dire uso di carta e bussola e soprattutto di logica. Quale modo migliore se non partecipare a qualche gara di orienteering, anche se si procederà lentamente e con cautela, sia che si tratti di prova in ambiente naturale o intricato centro storico. 
Ai più "avventurosi" segnalo la prossima edizione del POM, che di terrà a Lisbona dal 12 al 16 febbraio 2021. Si potrà scegliere fra 6 gare in 5 giorni. Infatti, la manifestazione per la prima volta prevede 2 competizioni diverse, di tre prove ciascuna, con classifiche separate. L’Urban POM prevede tre gare sprint in ambiente cittadino, fra centri storici e aree verdi, il cui esito si baserà sulla somma dei punti ottenuti in queste tre gare:
12 feb Parque dos Poetas (Oeiras)
13 feb Vila de Cascais (Cascais)
14 feb Alfama (Lisboa) (WRE?) (stralcio di mappa qui sotto)
La gara di apertura è quindi prevista a Oeiras (pochi km a ovest di Lisbona) e il giorno seguente ci sarà un doppio impegno a Cascais per chi partecipa a tutte le gare: mattina nel bosco per la lunga distanza e nel pomeriggio il centro urbano della nota località turistica, che comprende Estoril. La terza e ultima gara sarà quella più attesa, essendo oltretutto candidata come prova valida per il ranking mondiale (WRE), nel famoso intricatissimo dedalo di viuzze e scalinate del quartiere di Alfama, una volta malfamati bassifondi, oggi rigenerato e ripulito dal turismo e capitale del tradizionale fado
Invece, le 3 gare Forest POM si svolgeranno in ambiente naturale, due avranno luogo nell'enorme parco forestale di Monsanto (a Lisbona, circa 10kmq) e una nei boschi presso Cascais; secondo questo calendario:
13 feb Pedra Amarela (Cascais) gara long
15 feb Parque de Monsanto (Lisboa) middle (WRE?)
16 feb Parque de Monsanto (Lisboa) middle 
Si tratta di un’occasione imperdibile per gli escursionisti che vogliano migliorare le proprie capacità di orientamento divertendosi e approfittando dell'eccezionale contorno sociale, culturale e gastronomico! Uno dei pregi dell'Orienteering, vero sport per tutti, è che la IOF (International Orienteering Federation) stabilisce che in ogni gara, anche nei Campionatii Mondiali, siano previste anche varie categorie per principianti o per chi voglia solo rilassarsi. Ciò significa che chiunque può iscriversi e partecipare senza troppi patemi d'animo a quante e quali gare desideri non essendo necessario farle tutte, se ne può scegliere anche solo una.


Questo è il breve video di presentazione del POM 2021nal quale vengono mostrati scorci del Parque Forestal de Monsanto e del caratteristico groviglio di vicoli e scalinate di Alfama. Trovandosi in una delle più interessanti capitali europee, nel tanto tempo libero non ci sarà certo tempo di annoiarsi e, al contrario, si sarà impegnatissimi fra attività culturali e percorsi enogastronomici. Ai più volenterosi offro preparazione tecnica durante i prossimi mesi e assistenza a chi vorrà partecipare.

Aggiungo un video appena visto, del NAOM 2020 (Norte Alentejano Orienteering Meeting), Se non avete la pazienza di guardarlo per intero (15') saltellate qui e là per apprezzare le belle immagini da drone e vedere come anche una qualunque gara internazionale si svolga in silenzio, nel rispetto degli altri e ognuno al suo passo (se sa dove andare …). La prima e l'ultima parte si riferiscono alle gare di media e lunga distanza, fra prati e aree con densa vegetazione, fra le fante spesso enormi pietre caratteristiche della regione che creano non pochi problemi di interpretazione e navigazione. La parte centrale si riferisce alla gara nel centro storico di Alegrete. Nel complesso ben illustra due aspetti fondamentali della Corsa di Orientamento
  • anche i terreni aperti (privi di boschi) possono essere altamente tecnici e proprio per questo da affrontare come sfida personale
  • gli organizzatori riescono a proporre sempre e comunque percorsi alla portata di bambini, principianti, anziani e famiglie che vogliono svagarsi … usando il cervello
La bontà è la varietà della cucina lusitana, da sole, giustificano un viaggio a Lisbona, ma c'è anche il fascino di una città ricca di storia e cultura ... io ho già comprato il biglietto! 

venerdì 28 febbraio 2020

Nuove avventure lusitane (3): il POM e l'Orienteering

Qui tratto dell’eccellenza della Corsa di Orientamento (internazionalmente orienteering) dal punto di vista sportivo, nel vero senso della parola, e brevemente dell'aspetto tecnico agonistico. Nella lingua originale, lo sport è “un gioco, una gara o attività che richiede impegno fisico e abilità e che viene praticato secondo regole, per divertimento o lavoro”. Ormai antiquato, esisteva anche un altro uso del sostantivo sport, ancor più significativo, riferito ad una persona “amabile, positiva e generosa, che non si lamenta di quanto richiesto di fare o di sconfitte”. Le due definizioni calzano a pennello all’orienteering, visto che tutti si divertono, tutti corrono per quanto glielo consentono età, acciacchi e stato di forma, tutti fanno autocritica per gli errori commessi (piccoli o grandi che siano) e nessuno biasima altri, né concorrenti, né arbitri (che non ci sono). Veramente uno sport per TUTTI, nel quale la testa ha più importanza del fisico e dell'età (il nostro amico Cesare, a dx, ha 78 anni).
Anche in una manifestazione della portata del POM (quasi 2.500 partecipanti) non si assiste a un litigio, nessuno alza la voce se non per incitare un “avversario” (che non è considerato un “nemico”) e per richiamare l’attenzione di qualcuno che non vede da tempo.
In particolare nelle gare internazionali di più giorni (il POM è la prima europea) si ritrovano orientisti già conosciuti in precedenti occasioni, essendo divisi in categorie per età si compete spesso con gli stessi orientisti con i quali poi si discute dei propri errori e delle proprie disavventure, senza alcuna differenza fra campioni (anche loro sbagliano) e ultimi. Per esempio, ho rivisto Francesco (ticinese, Campione del Mondo qualche anno fa e vincitore del Day1) che conosco dal ’93 e abbiamo scherzato sulla striscia di sangue che lasciavo andando dall’arrivo all’infermeria il primo giorno; entrambi ci siamo poi complimentati con Manuel (decine di volte Campione Portoghese) per la sua vittoria nella seconda prova. Lo stesso Manuel il giorno successivo ha fatto un erroraccio tanto da superarmi solo fra l’ottava e la nona lanterna (pur partendo appena 2 minuti dopo di me) e finendo inaspettatamente 52° … per poi raccontare praticamente a chiunque lo conoscesse la sua “bestialità” e insieme si scherzava o si ricordavano errori simili.
Passando ad una brevissima descrizione tecnica dello sport (per i tanti che non lo conoscono), una gara di Orienteering consiste nel raggiungere un certo numero di punti di controllo (variabile a seconda della gara) nell’ordine stabilito, ma senza alcuna limitazione di scelta di percorso. Si corre a cronometro con concorrenti di una stessa categoria (età e sesso) che partono a distanza di 2 o 3 minuti (in genere), ma anche oltre una decina di partecipanti possono partire allo stesso minuto avendo percorsi diversi, a partire dalla prima. Tutto si svolge in relativo silenzio, in prossimità della partenza i concorrenti attendono che il proprio minuto appaia sul display del grande cronometro, entrano nel primo box dove viene controllato punzone elettronico e pettorale, poi passano al secondo nel quale prendo la "descrizione punti" (lista dei codici delle lanterne ed elementi presso i quali sono posizionate), nel terzo box si posizionano accanto al cestello della propria categoria (foto sotto) dal quale prenderanno la carta solo al bip del cronometro e solo allora sapranno dove si trovano e dove devono andare … con il solo ausilio della bussola e (possibilmente) del proprio cervello. Come si può vedere nei video, gran parte delle lanterne sono comuni a più percorsi e quindi sono raggiunte da concorrenti che provengono da diverse direzioni e ripartono in direzioni egualmente differenti. 
Guardate il video del Day2 (long WRE, valida per il ranking mondiale) per rendervi conto di come corrano fianco a fianco atleti di età e capacità estremamente diverse in un ambiente naturale nel quale sono state solo posizionate le poco invasive lanterne (che individuano il punto di controllo) che vengono rimosse immediatamente al termine della gara. In questo del giorno conclusivo si vede il tipico ambiente delle sugherete alentejane (vedi post precedente). 
Nella pagina ufficiale FB del POM i più curiosi potranno trovare altri video e migliaia di foto. 

mercoledì 26 febbraio 2020

Nuove avventure lusitane (1): l’Alentejo litorale

L’Alentejo è la più vasta delle regioni portoghesi (un terzo dell’intero territorio), una delle due meridionali (l’altra è l’Algarve), con superficie del 20% maggiore della Sicilia, con solo 3 città oltre 20.000 abitanti, complessivamente meno di 1 milione (750.000ca). Non ci sono montagne né deserti ma una serie infinita di colline con pascoli, quercete (per lo più da sughero) e pinete, dove si vedono molti più animali da allevamento (bovino, pecore, capre e maiali) che esseri umani.
Con il mio collega orientista Enzo, avevamo già corso quasi dovunque nella parte alta e centrale, ma la subregione Alentejo litoral ci mancava. Abbiamo trovato la solita squisita accoglienza, il rilassato ritmo di vita, tracce di un ricco passato, cibo genuino, e ottima organizzazione. 
 
Giovedì 20, pur giungendo a Santiago quasi 2 ore dopo il limite per il check-in nel singolare alojamento local Havana Vintage, Josè (il proprietario) è venuto ad accoglierci e, avendogli chiesto se ci fosse ancora un posto aperto dove poter mangiare qualcosa, ci ha accompagnato in uno dei pochi locali aperti ed è apparso un ottimo coniglio alla cacciatora nonostante la cucina stesse in fase di chiusura. Alla gastronomia locale dedicherò altro post con foto e qualche dettaglio in merito a preparazione e ingredienti.
I trascorsi di José (gestiva un bar a La Habana per 10 anni in epoca Fidel), giustificano il nome dell’appartamento e sono evidenti all’interno arredato in stile anni 60-80 (veramente vintage) e con alle pareti un’infinità di foto del Che e tanti manifesti e locandine di vecchi film cubani.

 
Da viaggiatori navigati, abbiamo esplorato la cittadina non solo alla ricerca di cibi particolari ma anche con un occhio ad architettura, azulejos, stradine selciate nonché castello e chiesa matrice (foto in basso) in cima alla collina che sovrasta l’abitato.
 
Nei giorni successivi siamo poi andati anche a Sines e a Vilanova de Milfontes, entrambe sulla costa atlantica e, negli ultimi anni, divenute meta di turismo non solo estivo ma anche stanziale e non sono pochi quelli che si sono trasferirti definitivamente, attirati dalla piacevolezza dei luoghi, la bontà del cibo, la mitezza del clima e, non da ultimo, l’economicità della vita.
 
In questo video del Day 1 del POM potete vedere un po’ di quello che circa 2.400 orientisti hanno fatto nel primo dei 4 giorni di gara e anche un po’ di Santiago do Cacem … ma al POM dedicherò altro post specifico.

venerdì 8 marzo 2019

Soddisfacente rentrée orientistica, ottima rimpatriata lusitana

Nei seguenti succinti commenti parlo per me, ma penso di interpretare anche i pensieri di Enzo con il quale svernai in Algarve nel 2009, 2010 e 2012 e di lì quasi ogni fine settimana andavamo a correre in Spagna (frontiera a un centinaio di km) o nelle regioni centrali portoghesi. Per essere sempre presenti e spesso gli unici italiani ci conoscevano più o meno tutti e, visto che la chiacchiera non ci è mai mancata, stringemmo parecchie amicizie. 
Per vari anni, risiedendo a un migliaio di km di distanza, ci siamo visti poco  e - per motivi diversi - non abbiamo corso. Quest'anno, approfittando del fatto che il POM (Portugal Orienteering Meeting) si svolgeva in un'area tecnicamente molto interessante e che entrambi avevamo la possibilità di volare direttamente a Lisbona, abbiamo deciso di andare a trovare gli amici portoghesi.
Siamo rimasti soddisfatti per aver completato gare tecnicamente impegnative (come previsto) e inoltre molto fisiche ... non saremmo certo andati fin lì per semplici cartine di un parco giochi come quella del logo della mia prima società (ORME - ORientisti MEridionali). 
Ma la parte migliore era quella dei dopogara, con mangiate esagerate, vino in abbondanza, e tanti divertenti aneddoti che ci ritornavano in mente.
Siamo rientrati:
tutti interi (con un po' di fortuna e di attenzione) anche se con qualche "ricordino" (qualche contusione, graffi e scorticature assortite);
molto soddisfatti per aver completato i percorsi tutt'altro che semplici, con un numero limitato di errori ( per quanto mi riguarda solo uno grave e ancora non ho capito perché ho pascolato per oltre 20 minuti);
felici delle rimpatriate con i tanti conoscenti (non solo portoghesi, ma anche spagnoli, svizzeri e inglesi) che ci hanno visto riapparire dopo un lustro di assenza dai campi di gara. Ne abbiamo incontrati a decine, non solo nella zona arrivo o andando in partenza, ma anche in vari ristoranti ... c'era sempre qualcuno che gridava: "Giovanni!". Fra quasi 2.500 partecipanti, abbiamo anche incontrato gli unici altri 6 italiani, che ovviamente mi conoscevano.
contenti del vero colpo di fortuna che a Figueira da Foz ci ha portato in un alojamento local (Chez Odete, casa antica rimessa a posto e perfettamente funzionale, nel centro storico della città) gestito da una signora simpaticissima e chiacchierona che ci riempiva di attenzioni e preparava colazioni fantastiche tutte naturali (omelette fatte al momento con le uova delle sue galline, sue marmellate biologiche, premute di arance fresche, dolci appena sfornati, ...);
senz'altro ben nutriti ... anzi, direi che più di una volta abbiamo ecceduto con l'ottimo cibo portoghese e non siamo mai restati con la gola secca pur non vedendo mai acqua in tavola;
compiaciuti di aver scelto i posti giusti per mangiare bene e, nella maggior parte dei casi, a prezzi ridicoli. Un paio di volte siamo andati in locali specializzati in leitao (Zé dos Leitões e O Forninho), per ben 3 volte alla Tasca da Lúcia (a due passi da Chez Odete), da Manuel do Evaristo (sulla statale 109 fra Quiaios e Tocha), a Casa Mota, locale di Buarcos molto popolare con simpatici clienti/cantanti.

A Lisbona già sapevamo dove andare, per questioni logistiche abbiamo optato per Cantinho de São José a discapito del Tunel de Alfama, e i nostri amici per il convivio conclusivo ci hanno proposto la fantastica sala della Casa do Alentejo. (nelle foto sopra, a sinistra la sala ristorante, a destra salone delle feste).
   
Questo pranzo, pur essendo - a ragione - più caro della media, è risultato estremamente piacevole non solo per il locale storico ma anche per la eterogenea compagnia, prossima ad essere una babele. 
Infatti, pur essendo solo in sei, non c’era una lingua con la quale tutti si trovassero a proprio agio e quindi a seconda degli interlocutori abbiamo usato portoghese, francese, inglese, spagnolo e raramente l’italiano.
Ci siamo comunque capiti e abbiamo fatto progetti per l'anno prossimo: noi dovremo andare al POM 2020 (a Sines e Santiago do Cacém, Alentejo, 22-25 febbraio) e in cambio Antonio e Dionisio (con me nella foto sopra) si sono impegnati a partecipare ad un nuovo Trek Amalfi-Sorrento a patto che le tappe siano di una ventina di chilometri o poco più. Sarà una buona occasione per celebrare il decennale della piacevolissima edizione 2010 (10-14 maggio), anche quella molto "internazionale".


in questa pagina trovate centinaia di foto del TREK 2010
e ricordatevi di tenervi liberi per il TREK 2020

lunedì 25 febbraio 2019

Lo spirito degli irriducibili veri orientisti epicurei ... sempre "in cerca di guai"

Ansiosi di crearci grattacapi, torniamo all'Orienteering di alto livello.
Dopo 4 anni di lontananza da gare impegnative di orientamento, torniamo a metterci in gioco senza troppi patemi d'animo, tuttavia seriamente e con impegno, con il vero spirito dell'orientista non di prima fascia. Il mio collega semielvetico ed io ormai mezzo canario, ci ritroveremo in Portogallo per il POM (Portugal Orienteering Meeting), che da 18 anni è la prima competizione europea importante della stagione visto che quasi tutto il resto del continente soffre ancora di temperature basse e molti terreni sono coperti di neve o sono campi di fango. Per questo sono sempre presenti varie selezioni nazionali e anche tanti atleti élite in quanto la terza della 4 gare è valida per il ranking mondiale. 
Non essendo più tesserati in Italia, correremo come FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei) il nostro gruppo di camminatori (virtuale e virtuoso) che non ha patria né confini.
    
Quest’anno ci ritroveremo con altri 2.400 orientisti provenienti da 31 paesi (inclusi alcuni di oltreoceano) diversi a Figueira da Foz, presso la foce del Mondego, a 50km dalla storica città di Coimbra, per competere nelle pinete costiere pochi km più a nord. Queste fanno parte della fascia quasi ininterrotta di centinaia di km di foreste che coprono le dune sabbiose fino a pochi metri dall’Oceano Atlantico. Per chi partecipa alle gare i problemi principali sono costituiti dalla visibilità spesso limitata dal sottobosco (foto sopra a destra), che impedisce una immediata lettura dei microrilievi, e dalla grande quantità di elementi simili. Per esempio, nei seguenti due stralci di mappe (equidistanza 2,5m) le linee tratteggiate - ausiliarie - indicano dislivelli di 1,25m, difficili da valutare in mezzo ai cespugli e ai tanti "cocuzzoli" di simile altezza rappresentati dai punti marrone. In pratica, chi non è bravo e abituato a tale tipo di terreno può essere certo che avrà problemi di navigazione.

   
Personalmente, anche quando gareggiavo 25-30 volte per anno, ho sempre avuto difficoltà su questo tipo di carte e con l'equidistanza 2,5m, ma una delle peculiarità degli orientisti è proprio quella di tornare a gareggiare nei terreni nei quali si sono avuti più problemi, per avere poi la soddisfazione di riuscire a portare a termine una prova degna ... una vera e propria doppia sfida, alla cartina e a sé stessi. Non è raro sentire dire “ho un conto in sospeso" con un certo posto, nel senso di volersi togliere gli schiaffi da faccia” o una pietra dalla scarpa”, ma non sempre ci si riesce al primo tentativo. Fra i terreni che più attirano i “testardi” ci sono quelli carsici della Slovenia, con le loro centinaia di depressioni di ogni dimensione e migliaia di rocce che fanno venire il mal di testa solo a guardare le carte (vedi esempi in basso, mappa e boschi). 

Ci si torna per rimettersi in gioco, fare nuovi errori, poi autocriticarsi fino a insultarsi, ma in fondo prendendosela allegramente. Il dopogara spesso si risolve nel confrontare gli sbagli con gli amici/avversari, prendersi in giro a vicenda, “vantarsi” delle proprie bestialità e poi finire a mangiare e bere tutti insieme ... domani chi riuscirà a far peggio?
   

Nessuno è immune da errori, ma i campioni li misurano in secondi e quelli della seconda parte della classifica in minuti o decine di minuti persi a pascolare (gergo per "girare a vuoto senza essere certi della propria posizione"), sempre che non si vada inavvertitamente fuori carta e lì sono dolori. Molte volte i problemi sorgono per l'assenza di forme evidenti ed inequivocabili o per l'abbondanza di elementi simili e quanto più difficili sono carte, terreni e percorsi, tanto maggiore sarà la soddisfazione se si riesce ad ottenere un buon risultato (per il proprio livello, non in assoluto). Agli orientisti "seri" piace affrontare sfide impegnative pur sapendo già in partenza che alla fine si dovrà fare un mea culpa in quanto, a differenza di tanti altri sport, le scuse da accampare, se esistono, sono pochissime. 
Se vari anni fa ci difendevamo più o meno degnamente, dopo questa lunga sosta il rientro si prevede impegnativo, non solo sotto l'aspetto atletico ma anche, e forse soprattutto, per quello tecnico. Persa l’abitudine a leggere e interpretare velocemente cartine per niente semplici, il rischio di “perdersi” aumenta e chi si "perde" (nel senso che non sa dove si trovi esattamente) è "perduto" (cioè rischia di pascolare per molti minuti). Dovremo certamente abbassare l'asticella, ma l'importante è mettersi in gioco e divertirsi. E in quanto a ciò contiamo sui nostri amici lusitani che, come noi, dopo le gare non disdegnano abbondanti mangiate a base di leitão, bacalhau, jaquezinhos, secreto, carapaus, ecc. annaffiate da buon vino portoghese. 
io, o Dionisio, o Antonio e o José, sul "terrazzino" al lato del Sentiero degli Dei
Le peregrinazioni gastronomiche continueranno poi a Lisbona con le immancabili soste al Tunel de Alfama e O Cantinho de José, dove si aggregheranno altri "colleghi", alcuni dei quali nel 2010 vennero a partecipare al Trek Amalfi - Capri (foto sopra, tante altre nel link), 105km con 5.000m di dislivello in 5 giorni.