venerdì 8 marzo 2019

Soddisfacente rentrée orientistica, ottima rimpatriata lusitana

Nei seguenti succinti commenti parlo per me, ma penso di interpretare anche i pensieri di Enzo con il quale svernai in Algarve nel 2009, 2010 e 2012 e di lì quasi ogni fine settimana andavamo a correre in Spagna (frontiera a un centinaio di km) o nelle regioni centrali portoghesi. Per essere sempre presenti e spesso gli unici italiani ci conoscevano più o meno tutti e, visto che la chiacchiera non ci è mai mancata, stringemmo parecchie amicizie. 
Per vari anni, risiedendo a un migliaio di km di distanza, ci siamo visti poco  e - per motivi diversi - non abbiamo corso. Quest'anno, approfittando del fatto che il POM (Portugal Orienteering Meeting) si svolgeva in un'area tecnicamente molto interessante e che entrambi avevamo la possibilità di volare direttamente a Lisbona, abbiamo deciso di andare a trovare gli amici portoghesi.
Siamo rimasti soddisfatti per aver completato gare tecnicamente impegnative (come previsto) e inoltre molto fisiche ... non saremmo certo andati fin lì per semplici cartine di un parco giochi come quella del logo della mia prima società (ORME - ORientisti MEridionali). 
Ma la parte migliore era quella dei dopogara, con mangiate esagerate, vino in abbondanza, e tanti divertenti aneddoti che ci ritornavano in mente.
Siamo rientrati:
tutti interi (con un po' di fortuna e di attenzione) anche se con qualche "ricordino" (qualche contusione, graffi e scorticature assortite);
molto soddisfatti per aver completato i percorsi tutt'altro che semplici, con un numero limitato di errori ( per quanto mi riguarda solo uno grave e ancora non ho capito perché ho pascolato per oltre 20 minuti);
felici delle rimpatriate con i tanti conoscenti (non solo portoghesi, ma anche spagnoli, svizzeri e inglesi) che ci hanno visto riapparire dopo un lustro di assenza dai campi di gara. Ne abbiamo incontrati a decine, non solo nella zona arrivo o andando in partenza, ma anche in vari ristoranti ... c'era sempre qualcuno che gridava: "Giovanni!". Fra quasi 2.500 partecipanti, abbiamo anche incontrato gli unici altri 6 italiani, che ovviamente mi conoscevano.
contenti del vero colpo di fortuna che a Figueira da Foz ci ha portato in un alojamento local (Chez Odete, casa antica rimessa a posto e perfettamente funzionale, nel centro storico della città) gestito da una signora simpaticissima e chiacchierona che ci riempiva di attenzioni e preparava colazioni fantastiche tutte naturali (omelette fatte al momento con le uova delle sue galline, sue marmellate biologiche, premute di arance fresche, dolci appena sfornati, ...);
senz'altro ben nutriti ... anzi, direi che più di una volta abbiamo ecceduto con l'ottimo cibo portoghese e non siamo mai restati con la gola secca pur non vedendo mai acqua in tavola;
compiaciuti di aver scelto i posti giusti per mangiare bene e, nella maggior parte dei casi, a prezzi ridicoli. Un paio di volte siamo andati in locali specializzati in leitao (Zé dos Leitões e O Forninho), per ben 3 volte alla Tasca da Lúcia (a due passi da Chez Odete), da Manuel do Evaristo (sulla statale 109 fra Quiaios e Tocha), a Casa Mota, locale di Buarcos molto popolare con simpatici clienti/cantanti.

A Lisbona già sapevamo dove andare, per questioni logistiche abbiamo optato per Cantinho de São José a discapito del Tunel de Alfama, e i nostri amici per il convivio conclusivo ci hanno proposto la fantastica sala della Casa do Alentejo. (nelle foto sopra, a sinistra la sala ristorante, a destra salone delle feste).
   
Questo pranzo, pur essendo - a ragione - più caro della media, è risultato estremamente piacevole non solo per il locale storico ma anche per la eterogenea compagnia, prossima ad essere una babele. 
Infatti, pur essendo solo in sei, non c’era una lingua con la quale tutti si trovassero a proprio agio e quindi a seconda degli interlocutori abbiamo usato portoghese, francese, inglese, spagnolo e raramente l’italiano.
Ci siamo comunque capiti e abbiamo fatto progetti per l'anno prossimo: noi dovremo andare al POM 2020 (a Sines e Santiago do Cacém, Alentejo, 22-25 febbraio) e in cambio Antonio e Dionisio (con me nella foto sopra) si sono impegnati a partecipare ad un nuovo Trek Amalfi-Sorrento a patto che le tappe siano di una ventina di chilometri o poco più. Sarà una buona occasione per celebrare il decennale della piacevolissima edizione 2010 (10-14 maggio), anche quella molto "internazionale".


in questa pagina trovate centinaia di foto del TREK 2010
e ricordatevi di tenervi liberi per il TREK 2020

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