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martedì 17 febbraio 2026

Charla 3: México, Guatemala e Honduras - anticipazioni

Venerdì 20 febbraio racconterò di un altro lungo viaggio in America Latina, ma stavolta a nord dell'equatore, essendosi sviluppato soprattutto in Messico, un po' in Guatemala e pochi giorni a Copan in Honduras. 

Gli argomenti principali saranno i siti archeologici maya, aztechi, olmechi e totonachi, ma si parlerà anche molto di feste tradizionali e di tradizionali attività antropologiche come il Carnaval chamula, la festa Parachicos a Chiapa de Corzo, i voladores di Papantla.


Ovviamente, come suo solito, parlerò anche di musica, arte e cibo e arricchirò la chiacchierata con aneddoti di vario genere, fra i quali alcuni relativi alle serate passate a Ciudad de México, in Plaza Garibaldi con i mariachi o al Frontón México per gli incontri di Jai alai, e il fantastico cine itinerante a Holbox.

In ambito naturalistico citerò il Canyon del Sumidero, le Lagunas de Montebello, le spiagge del Pacifico allora semideserte, la misteriosa di Holbox, il Lago Atitlan circondato da vulcani.

La chiacchierata sarà ovviamente accompagnata da un buon numero di foto originali dell'epoca e, in mancanza di queste, varie prese dalla rete in modo da evidenziare anche quanto siano cambiati i luoghi e l'ambiente a distanza di oltre 40 anni.



martedì 26 maggio 2020

Cacahuatl, cacao, chocolate e cioccolata

Anche se apprezzate una buona tazza di cioccolata, forse non sapete abbastanza delle sue origini.
Nel 2013 a Quito (Ecuador) una equipe di archeologi dimostrarono che il cacao si coltivava e consumava già 5.500 anni fa nell’Amazonia ecuadoriana. Nello stesso studio si trovarono anche numerose prove di scambi commerciali. Parallelamente l’Instituto Nacional de Antropología e Historia de México appurò la presenza di vasellame contenente cacao risalente al 1750 a. C. (3.770 anni fa). Ricerche in Honduras confermano che già nel 1000 a. C. il chocolate si consumava abitualmente in quella regione e che furono gli Olmechi della costa quelli che ne scoprirono il processo per la preparazione. Successivamente divenne bevanda preferita dei nobili e potenti Maya e ciò è molto ben documentato e recipienti colmi di bevande a base di cacao si ponevano perfino nelle tombe dei re maya. Gli Aztechi, stabiliti in aree più alte non adatte alla coltivazione del cacao, proprio per tale motivo andarono a conquistare le basse terre costiere fra Chiapas e Guatemala dove se ne produceva in abbondanza e di ottima qualità. Fu solo dopo l’arrivo degli spagnoli (che promossero la coltivazione della canna) che lo zucchero fu aggiunto alla bevanda originale rendendola più somigliante a quella moderna e presto si diffuse anche in Europa grazie soprattutto agli ordini religiosi.
In Messico ancora oggi sono proposte tre diverse bevande a base di cacao: il pozol e due tipi di chocolate, alla española e alla francesa.
Il prima è la più simile alla bevanda originale, di solito dicendo solo pozol si intende quello di cacao, anche se ne esistono altri tipi. Nei mercati, se non venduta come bevanda da consumare sul posto (foto sopra), la combinazione di mais e cacao viene commercializzata sotto forma di una pasta molto densa da diluire successivamente. Si possono aggiungere zucchero, latte o l’onnipresente chile (peperoncino).
Le altre due si distinguono per il liquido utilizzato: latte per la francesa e acqua (addensata con farina di mais) per la española. A differenza di tè e caffè, in centroamerica la cioccolata è sempre servita con qualche tipo di dolce, tipicamente con i famosi churros, e spesso aromatizzata con cannella.
Ma si dovrebbe dire cioccolata o cioccolato? Si può usare l’uno o l’altro termine ma, come spiegato in modo preciso dall’Accademia della Crusca in questo articolo pieno di riferimenti storici, la versione femminile è comunemente associata alla bevanda e la maschile alle forme solide.
E infine, quale pianta fornisce il cacao? Si tratta di un albero di 5-10 metri di altezza, Theobroma cacao, attualmente più diffuso nelle aree tropicali africane che in quelle originarie centroamericane, in particolare Ecuador. La polvere di cacao si estrae dai suoi semi, contenuti nel frutto di forma ovale (come una palla da rugby) e ricoperti da un sottile strato di dolcissima polpa biancastra commestibile (foto sopra). Si mette in bocca l’intero seme e si succhia la polpa fino a rimuoverla tutta prima di sputare la parte dura, il seme vere o proprio (provata in Amazzonia, ottima).