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venerdì 16 giugno 2017

Uscito a caccia di farfalle , sono tornato con una pelle di serpente

Come spesso mi accade, vado in escursione con un preciso obiettivo e ottengo diverse (e inaspettate) soddisfazioni.
Ieri sono andato a (cercare di) fotografare delle specie di farfalle - missione fallita - ma la delusione è stata ampiamente ripagata dal rinvenimento di questa esuvia perfetta, lunga 113 centimetri ed assolutamente intera.
L’esùvia, o exùvia è lo strato cheratinoso esterno della pelle che tutti i serpenti periodicamente perdono. A seconda delle specie, dell’età e della velocità di crescita, il processo di muta avviene ad intervalli che possono essere di poche settimane, in taluni casi solo annualmente.
Questa che ho ritrovato è di un biacco (Coluber viridiflavus), comunissimo ed assolutamente innocuo serpente, per lo più nero. La pelle dei serpenti nel complesso è ricoperta di squame accavallate unite da una pelle più fine e forma delle pieghe che assicurano l’elasticità e la dilatazione necessaria per muoversi ed ingoiare prede voluminose. Tuttavia, non è elastica, né si rigenera e quindi ad un certo punto “diventa stretta” per l’animale. La nuova pelle si forma sotto la vecchia e una secrezione lattiginosa separa interamente i due strati, occhi inclusi. Di conseguenza, in questa fase che dura circa una settimana, il serpente diventa quasi cieco e riduce la sua attività. Appena è pronto per “spogliarsi” comincia a contorcersi e, strofinandosi su rocce o rami, esce dalla sua vecchia pelle rivoltandola come un calzino. A dimostrazione di ciò, nella foto a sinistra notate la parte la parte ventrale ha curvatura opposta a quella normale. In quella a destra si vede chiaramente che l'esuvia ricopriva perfettamente l'intero corpo, occhi inclusi. 
   
Come qualunque altra attività dei serpenti, anche l’esuviazione (muta) è stata oggetto di leggende e superstizioni. Ricercando notizie in merito,mi sono imbattuto in questo interessantissimo e lungo articolo (viverelamontagna.it) che vale la pena di leggere con attenzione.
Pur essendo riferito ad un territorio molto diverso da quello che frequento io (Prealpi vs Penisola Sorrentina) e quindi parlando spesso di vipere (praticamente inesistenti dalle mie parti) chi conosce qualcosa della “mitologia locale” dei serpenti troverà molti punti in comune come, per esempio, il fatto che vadano a succhiare il latte da vacche e anche neo-mamme o che possano addentare la propria coda formando una ruota e quindi rotolare velocemente lungo i pendii!
  
Altre immagini nella mia raccolta di foto macro

venerdì 30 settembre 2016

Un tasso e un cervone, animali che difficilmente si vedono in giro

Comincio con quello più raro in Penisola Sorrentina, quasi impossibile da incontrare: un tasso europeo (Meles meles). Ne è stato trovato uno nella nottata di ieri 29 settembre a Roncato (Termini, Massa Lubrense), purtroppo morto, quasi sicuramente investito. Ecco la foto, precedentemente annunciata, scattata da Aldo Ercolano, che ieri mi ha segnalato l'evento:
Non mi sembra possano esserci dubbi in merito all’identificazione considerato il suo aspetto pressoché unico, caratterizzato dalla livrea brizzolata e dal muso a strisce bianche e nere, queste ultime sugli occhi. Un esemplare adulto può raggiungere i 70cm di lunghezza e i 12kg di peso. Questa in basso è invece una foto scaricata da internet, di tre simpatici esemplari per loro fortuna vivi e vegeti.
Non è certo il primo tasso censito in Penisola Sorrentina, quindi non è una novità, ma è una conferma del fatto che i tassi sono ancora sono presenti in quest’area. Parlandone al bar un qualcuno mi ha anche raccontato di altri avvistamenti pochi anni fa in zona Santa Maria della Neve, descrivendo l’animale (non conosciuto da tutti) con precisione, prima di aver visto la foto, ... indicazione che reputo affidabile e quindi riporto. Non come le tante segnalazioni di vipere lunghe ben oltre il metro (per molti qualunque serpente è una vipera) anche se gli esemplari adulti raggiungono solo i 60cm circa e solo in casi eccezionali arrivano ad essere qualche centimetro più lunghi.
Gli avvistamenti di tassi (mustelidi assolutamente non pericolosi) sono estremamente rari in quanto sono animali attivi quasi esclusivamente in ore notturne e passano la maggior parte della loro vita nelle gallerie-tana che essi stessi scavano. A chi volesse approfondire la conoscenza dei tassi (abitudini, distribuzione, alimentazione, ...), suggerisco di leggere questo interessante edettagliato articolo specifico pubblicato sul sito altovastese.it

L’altro avvistamento, non raro come il precedente ma senz’altro poco comune (in vita mia, con tutti i chilometri percorsi ne ho visti non più di 10), è quello di un cervone (Elaphe quatorlineata), colubride quasi mitico il zona dove è conosciuto con il nome di scurzunaro. L’ho visto io stesso su Monte San Costanzo (Termini, Massa Lubrense) martedì 27 settembre, in zona molto aperta, ma si è subito  “dato alla macchia” (letteralmente). 
Sono riuscito a scattare una foto al volo riprendendo però solo la coda del cervone che scappava. Per quanto pessima possa essere, si distinguono le linee longitudinali, chiaramente simili a quelle della foto “buona” scaricata da internet (in alto). Di conseguenza, anche a freddo, ho avuto conferma della mia prima e immediata identificazione fatta in base al colore brunastro, la lunghezza e , soprattutto, per le distintive striature dorsali dalle quali deriva l’appellativo quatorlineata (con quattro linee).
Viene indicato come il più grande serpente italiano, robusto e talvolta lungo oltre 2 metri. Ha dato adito a numerose leggende fra le quali la più comune era quella che sosteneva che andasse a succhiare latte direttamente dalle mammelle delle vacche. Personalmente l’ho sentita in Penisola, ma ho letto che tale “fantasia” (di fatto impossibile) è diffusa anche in Calabria. Gli erpetologi descrivono il cervone come uno dei serpenti più mansueti che, neanche se infastidito, minaccia, attacca e tantomeno morde.
Non c’è alcun bisogno di ucciderlo!

martedì 31 maggio 2016

3 incontri umani - animali: finisce in parità

In questo post non filosofeggio e neanche mi dilungo sul nostro rapporto con gli animali, ma racconto brevemente di 3 distinti incontri verificatesi a poche ore l’uno dall’altro in tre continenti diversi, in ambienti che non hanno niente in comune fra loro. 
Ognuno potrà valutare autonomamente solo la correttezza e l’opportunità delle decisioni prese dagli uomini (che si reputano in grado di pensare) in quanto in tutti i casi esposti gli animali, molto diversi fra loro, si sono limitati ad agire naturalmente. Ecco i risultati:
  1. Gorilla vs guardie zoo                   0 - 1
  2. Coccodrillo vs nuotatrice               1 - 0
  3. Biacco (serpente) vs Giovanni (io)  0 - 0
Zoo di Cincinnati (Ohio, USA), 28 maggio

Bambino di 4 anni cade nel fossato dei gorilla. Uno di questi, Harambe di 18 anni, lo avvicina senza mostrare alcuna aggressività e “apparentemente” lo soccorre amorevolmente. I responsabili dello zoo decidono che il bimbo è in pericolo e ordinano ai servizi di sicurezza di abbattere il primate. 
Sono seguite grandi polemiche in merito alla sicurezza delle recinzioni, all’utilità degli zoo, alla effettiva necessità di uccidere il gorilla (nato in cattività e reputato assolutamente mansueto e non aggressivo) e infine, ma soprattutto, sono state tante le critiche e gli insulti indirizzati alla madre del piccolo. Più o meno ironicamente molti hanno suggerito di farle fare la stessa fine del gorilla o almeno metterla in gabbia al posto suo. 


Daintree National Park (Queensland, Australia), 29 maggio
   
Una donna è scomparsa, e si suppone sia morta, a seguito di una nuotata notturna in acque notoriamente infestate da coccodrilli. Dopo aver passeggiato lungo la riva insieme ad un’amica, la signora ha deciso di tuffarsi. La superstite ha raccontato di averla vista fra le fauci del coccodrillo che, nonostante il suo tentativo di liberarla, l’ha trascinata via. Il corpo non è stato ancora trovato.
Il rappresentante locale del governo federale ha detto di sperare che non ci sia una “vendetta” contro i coccodrilli del parco. “Non si può legiferare contro la stupidità umana. Questa è una tragedia ma era evitabile. Ci sono cartelli di avviso dovunque nel parco”. Si parla in modo specifico di stare in guardia per la presenza di coccodrilli assassini ... “Se vai a nuotare alle 10 di sera, diventi la loro cena. Le persone dovrebbero essere più responsabili.”.

via del Monte (Massa Lubrense NA, Italia), 29 maggio

Domenica, dopo aver passato poco più di un’ora sul versante occidentale di Monte Santa Croce scattando queste foto macro, sono tornato al mio veicolo, ho staccato la macchina fotografica dal cavalletto, ho riposto tutto nello zaino e ho intrapreso la via del ritorno. Fatti pochi metri, all’inizio del primo rettilineo, ho visto davanti a me un bel biacco (Coluber viridiflavus, serpente assolutamente innocuo) lungo poco più di un metro che imprudentemente aveva appena attraversato la strada e raggiunto la cunetta a monte. Forse spaventato dal mio sopraggiungere, ancora più imprudentemente ha deciso di tornare nei prati a valle della strada e quindi lentamente (sull’asfalto c’è poca presa) ha ri-attraversato via del Monte. Notato il sopraggiungere di un’auto, mi sono rapidamente portato al centro della strada e ho fatto chiari segni invitando il conducente a fermarsi. Quindi la scena era questa: io fermo sul motorino a centro strada (in discesa), l’auto con una coppia a bordo ferma di fronte a me (in salita) e fra noi il biacco che “serpeggiando”  si avviava lentamente verso la salvezza, almeno momentanea. Ho ringraziato il conducente dell’auto, questi con un cenno ha fatto intendere di aver compreso le mie motivazioni e di averle apprezzate, ma non ci è dato di conoscere i pensieri del biacco. 





cavalletta, una delle macro scattate il 29/5 (guarda le altre foto) 

Ricordate che l’unico serpente velenoso e "potenzialmente" (e relativamente) pericoloso che vive in Italia è la vipera che, fino a prova contraria, in Penisola Sorrentina e sui Monti Lattari si trova solo in aree più remote e a quote più alte.
A prescindere da ciò, non c’è nessun motivo per uccidere i serpenti ... a parte, ovviamente, la becera ignoranza.

giovedì 3 luglio 2014

Natura e Serendipity: non fatevi sfuggire le buone occasioni fotografiche

Se un fiore è relativamente facile da fotografare, non si può dire lo stesso per gli animali. Ci vuole pazienza, occhio e spesso una buona dose di fortuna.
Tempo fa lessi di un fotografo del National Geographic che, avendo notato un alce che andava spesso a “pascolare” all'alba in un posto adatto per una buona foto, decise di scattarla così come la immaginava. Quindi si creò una postazione ben mimetizzata, sistemò il cavalletto e per quasi un mese aspettò l’animale ogni mattina fin quando un giorno non lo vide spuntare dal posto giusto e mettersi nella giusta posizione quando la luce, le ombre e il colore del cielo erano proprio quelli che voleva.
Ma sto parlando di un professionista, abbastanza ben pagato da giustificare la sua permanenza in quel luogo lontano da tutto e da tutti per quasi un mese. Questo sistema per fare belle foto (ammesso che si abbiano le capacità e l’attrezzatura adatta) non è certo per tutti, quindi bisogna accontentarsi di risultati più modesti, anche se soddisfacenti, e necessariamente per scattare foto non troppo banali si deve saper cogliere l’occasione e spesso anche l’istante: fortuna e serendipity. Anche se non è quello che cercavamo o ci aspettavamo è importante rendersi conto della singolarità di una certa circostanza insolita e non farsi sfuggire l’occasione di scattare delle foto che resteranno per noi più o meno uniche.
Un paio di notti fa, mentre mi apprestavo ad andare a dormire, ho notato un piccolo Geco (Tarentola mauritanica) appostato sul lato esterno del vetro della finestra. Non è difficile scattare foto ai gechi, ma non sempre capita di poter fotografare la parte ventrale mentre il rettile è ancora vivo e vegeto (seppur, in questo caso, privo di coda, molto probabilmente persa per autotomia). Quindi mi sono armato di macchina fotografica e con un po’ di pazienza …
Vi ricordo che i gechi non sono velenosi, non sono in nessun modo pericolosi e dovrebbero essere i benvenuti nelle vostre case visto che si cibano anche di zanzare.

Fra le tante situazioni rare nelle quali mi sono imbattuto ricordo una Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata) che non sono riuscito a fotografare in quanto stava diluviando, così come non ho avuto tempo di immortalare l’unica Vipera (Vipera aspis) che ho visto sui Lattari in circa 25 anni di escursioni (purtroppo per molti ogni serpente è una vipera e quindi uccidono tutti i serpenti), ma sono riuscito nell'intento quando ho avvistato questi due Biacchi (Coluber viridiflavus). 

Ovviamente, in nessuno dei succitati casi stavo cercando salamandrine, vipere o gechi. 
Gli amanti della fotografia stiano sempre allerta e con la macchina pronta!

martedì 3 settembre 2013

Escursionismo: segnatura sentieri + vipera

Segnatura sentieri
Sono iniziati i lavori di ri-segnatura dei sentieri C.A.I. (Club Alpino Italiano) della Valle delle Ferriere e dintorni, eseguiti dal Comune di Amalfi con l'ausilio di volontari appartenenti ai gruppi escursionistici della zona, tra i quali i FREE (Free Ramblers, Escursionisti Epicurei). 
Sono stati già completati i sentieri: 
325 (Amalfi-Riserva Naturale-Tavernate) 
359 (Amalfi-Pogerola-Tavernate)
Nei prossimi giorni saranno "rinfrescati" i segnavia dei sentieri:
301 (cicuito Valle delle Ferriere), 
323 (Amalfi-Pontone-innesto 357), 
351 (Campidoglio-S. Maria ai Monti), 
353 (S. Caterina-S. Maria ai Monti), 
357 (S. Pietro-innesto 301), 
361 (via Maestra dei Villaggi), 
361a (Amalfi-Pogerola-Madonna dei Fondi)

Vipera (Vipera aspis)
domenica, nella parte terminale della salita Pimonte - Porta di Faito, all'incirca a quota 1.000, ho incontrato la mia prima vipera (certissima) viva e vegeta. Disegno distintivo sul dorso molto netto ed inequivocabile. Bell'esemplare di notevole grandezza, fra i 50 e 60 cm di lunghezza (le vipere più lunghe molto raramente arrivano a 70 cm). 
Ha lasciato lentamente il sentiero emettendo potenti soffi ed è sparita fra le pietre. 
Ricordo a tutti che la vipera non è pericolosa come si crede, non attacca mai gratuitamente (significa che potrebbe farlo nel caso qualcuno tenti di ucciderla o colpirla) e quindi è molto più saggio e sicuro per tutti che ognuno prosegua per la sua strada.
E' assolutamente inutile e stupido ammazzare i serpenti in genere ed in particolare nelle nostre zone. Quelli che avendone terrore li uccidono con la "scusa" del potenziale pericolo (veleno) sappiano che nel 99% dei casi hanno ucciso un biacco (Coluber viridiflavus) o una meno comune biscia (Natrix, varie specie) - tutti assolutamente innocui - e non una vipera!
E per concludere in merito al rischio vipera (quasi) zero sui Monti Lattari, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana faccio presente che in circa 25 anni di escursioni in zona ne ho vista solo una (uccisa) su Monte Cerasuolo e quella di domenica scorsa, su un sentiero molto raramente frequentato, è stata la seconda.
In Italia l'ultimo decesso a seguito di un morso di vipera si è verificato nel 1954, quasi 60 anni fa.