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venerdì 2 ottobre 2026

Genesi del mio "Viaggio di San Brandano" (2)

Il mio interesse per questa cronaca nacque nel 2015 a Puerto de la Cruz, Tenerife. Nei locali dell’Instituto de Estudios Hispánicos de Canarias fu allestita una mostra di disegni del giovane artista Jorge Perez Rodriguez incentrati su Borondón (spagnolo per Brandano), anche nome di una fantomatica ottava isola delle Canarie. Il santo navigatore nacque in Irlanda verso la fine del V secolo e visse fra i 93 e i 99 anni e ha sempre goduto di notevole popolarità, non solo nel mondo anglosassone, ma universalmente, soprattutto per il suo famoso viaggio alla ricerca dell'Eden durato ben sette anni, nel corso del quale toccò numerose isole sconosciute. Si è ampiamente speculato nel voler identificare queste o quelle terre e le tesi sostenute (perlopiù molto deboli) lo hanno fatto sbarcare quasi dovunque nel Nord Atlantico e perfino alle Antille. Nessuna ipotesi è da rigettare del tutto e ogni soluzione intermedia è altrettanto possibile; del resto sono anni che si discute di un effettivo sbarco dei Vichinghi in Nordamerica nel primo millennio, secoli prima di Colombo.

Is. St. Brandano in alto, a nord delle Canarie (Insulae Fortunatae)

Nella narrazione del Viaggio di San Brandano viene menzionata un'isola, che isola non è, rivelandosi essere il dorso di una enorme creatura marina (Jasconius) la quale, disturbata dai monaci che lì si erano accampati e avevano acceso un fuoco, si muove e li fa scappare. Alle Canarie quest’isola che non c’è, una non-isola vivente, è stata identificata e adottata quale ottava isola dell'arcipelago: la Isla de San Borondón. In effetti, il nome del santo celtico è stato semplicemente associato ad una fantomatica saltuaria terra già presente in una simile antica leggenda guanche (etnia originaria delle Canarie, assoggettata dagli spagnoli nel XVI secolo).

L'isola comparirebbe e scomparirebbe, gli avvistamenti sarebbero stati numerosi, qualcuno ha sostenuto di esserci sbarcato e, per dare l'idea di quanti (reputati affidabili) hanno certificato la sua esistenza nel corso dei secoli è opportuno sottolineare che è stata riportata perfino in varie carte nautiche (assolutamente realistiche per tutto il resto) fino al XVIII secolo (lo stralcio in basso è estrapolato da una mappa francese del 1707). 

Isle de St. Borondón a ovest (sx) delle Canarie 

Proprio per essere mobile, oltre che saltuaria, venne posizionata in zone diverse e, dopo centinaia di successivi avvistamenti, fu quasi dimenticata, ma "riapparve" nel 1953 e poi il 10 agosto 1958, occasione nella quale fu anche fotografata. Considerata l'origine vulcanica dell'arcipelago delle Canarie, si potrebbe pensare ad un fenomeno simile a quello che nell’estate del 1831 fece sorgere al largo della Sicilia l’isola Ferdinandea che raggiunse un’altezza di circa 60m e 1 chilometro di circonferenza, ma poi si ridusse velocemente e prima della fine di quell’anno scomparve del tutto fra i flutti. Altra supposizione ricorrente e plausibile è che si tratti di fenomeni ottici simili ai miraggi nel deserto.

Artisti moderni (come Jorge Beda) continuano a reinterpretare fantasiosamente la descrizione dell'enorme creatura e dello sbarco dei frati sul suo dorso