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mercoledì 18 settembre 2019

Sentiero degli Dei affollato di incapaci e avventurieri

il Sentiero degli Dei com'era una decina di anni fa ... altri tempi
Cogliendo al volo lo spunto fornito dal post di Andrea Perciato (che conosco da quando eravamo solo una decina di guide ambientali ed escursionistiche in tutta la Campaniaoltre a sottolineare la mia pressoché perfetta identità di vedute, aggiungo qualche altra breve considerazione, ma ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia in merito a ciò che si vede, purtroppo, non solo sul Sentiero degli Dei ma anche su tanti altri sentieri dei Lattari, come quelli della Valle delle Ferriere e quelli dell'area di Monte San Costanzo.
Deduco che, per sua fortuna, Andrea frequenta il Sentiero solo saltuariamente, altrimenti si sarebbe disgustato prima. Per quanto mi riguarda, sono ormai 3 anni che non ci metto piede, mi rifiuto categoricamente di accompagnarvi chicchessia e lo sconsiglio vivamente a chi mi chiede informazioni, cercando di dirottarlo su altri sentieri meno affollati e polverosi, che oltretutto non hanno niente da invidiare al “più famoso della Penisola”.
Non riesco ancora a valutare con esattezza quale sia stata la ragione principale mi abbia fatto allontanare dal Sentiero ... le castronerie declamate dalle pseudo-guide dell’ultima ora (autonominatesi GUIDE dalla sera alla mattina) o l’incapacità e l’arroganza dei novelli chiassosi escursionisti che pensano solo a scattare selfie. In quanto alle prime, la miglior esibizione risulta ancora essere quella di chi disse, mostrando un cisto (foto a sx), “Questa è una margherita (al centro) e da lei deriva il nome della famosa pizza!” ... suppongo che l'ultima la conosciate tutti. Ditemi voi quale sarebbe stato il nesso: colore, forma, sapore, odore???
Rimpiango i tempi dei miei primi gruppi composti quasi esclusivamente da sessantenni e settantenni che venivano fisicamente preparati, ben attrezzati con i loro scarponi di cuoio ben ingrassati, con ottime cognizioni di base di flora, fauna, storia, archeologia e via discorrendo. Viaggiatori ed escursionisti con interessanti trascorsi con i quali si riuscivano a intavolare conversazioni più che serie. Al contrario, qualche anno fa - all’estero - sentii un novellino di 30-40 anni che interruppe la guida che forniva informazioni in merito a un fiore dicendo “Vabbé, un altro fiore giallo ... che differenza fa?” ... e questo è il fruitore tipo del Sentiero degli Dei.
Per non parlare di quelli che si presentano alla partenza di un’escursione con infradito, tacchi, suole assolutamente lisce o scarpe nuovissime che provocano vesciche già dopo il primo paio di chilometri.
Molte delle novelle pseudo-guide non si sogna neanche di sfruttare i mesi invernali (quando c’è pochissimo lavoro) per andare ad esplorare altri percorsi o sentieri alternativi a quelli più frequentati, non rendendosi conto che potrebbero risultare molto utili in caso di emergenza (vie di fuga e bypass).
Concludo con un altro aneddoto significativo in merito alle guide improvvisate: la “guida”, scendendo dal mini bus che aveva portato il gruppo a Santa Maria del Castello, chiese sottovoce all’autista “dove si imbocca il sentiero per Positano?”. 
Passando ad altro tipo di “guide”, non certo migliori in quanto a preparazione, proprio l’altrieri - in un noto bar-pasticceria che propone mini-lezioni-assaggi di gelati e simili - ho sentito urlare, in modo che sentissero tutti, “il semifreddo non contiene grassi!” (notoriamente e indiscutibilmente fra gli ingredienti base ci sono uova e panna ... e ho detto tutto!). 
L'improvvisazione regna sovrana e troppi scrivono e parlano a schiovere (a vanvera) senza sapere niente di escursionismo e, probabilmente, senza aver percorso il Sentiero degli Dei

Suggerisco di leggere il post che pubblicai 3 anni fa in merito a chi possa o non possa percorre il Sentiero degli Dei, nonché quest'altro dedicato agli escursionisti improvvisati.

domenica 10 marzo 2019

L’età non è un metro di valutazione! ... in particolare per quanto riguarda l’escursionismo!

Sono stato spinto a scrivere questo post a seguito di un SMS, che si è andato ad aggiungere agli argomenti di interesse escursionistico trattati in due post dei miei colleghi FREE Ruth e Matteo e in un messaggio via email, tutti della settimana scorsa.
... oggi volevo partecipare all’escursione  ... con me ci sono  due bimbi di 7 e 8 anni abituati a camminare, il sentiero è fattibile per loro?
A parte l’insensatezza di tale quesito posto via SMS (visto che la risposta doveva essere articolata) dall'avviso era chiaro che non si conoscesse l'itinerario in quanto l'escursione era così presentata:
... si parte da Termini, giro a sorpresa un paio d'ore. 
Seguiva la solita chiosa:
Prima di aggregarsi ai Camminanti, è importante sapere a cosa si va incontro … pertanto, leggete l’EPTALOGO (che chiarisce vari punti)
Il “camminare” è estremamente soggettivo, ho visto ragazzini di 5 anni tenere il passo degli adulti ed escursionisti navigati di una settantina di anni che hanno partecipato alle mie MaraTrail (42km su sentieri ... a passo allegro) e ai TREK Amalfi-Sorrento, di oltre 100km e tanta salita in 5 giorni, e anche camminato con ultraottantenni in ottima forma. Di un tour che guidai anni fa, faceva parte una famiglia americana, una coppia nella trentina con 2 figli. Il ragazzino tredicenne (sulla carta atletico) si è lamentato per tutta la settimana (12-15 km al giorno) mentre la ragazzina di 7 anni era sempre avanti e attenta a tutto ... eppure erano figli degli stessi genitori. Statisticamente, per mia esperienza, posso dire che i principianti fra i 25 e i 40 sono quelli che creano più problemi. Tante volte in passato persone che non conosco mi hanno chiesto sia se i "loro" figli di X anni fossero in grado di affrontare un certo percorso, ma anche di proporre un percorso adatto ai "loro" genitori di una sessantina di anni (cosa dovrei fare, ritirarmi in un ospizio?). Con criterio, non ci sono limiti di età! 
Simile discorso vale per l’aspetto fisico. Potrei presentarvi decine di escursionisti che in base all’indice di massa corporea (IMC o BMI in inglese) sono definiti sovrappeso (25-30) o leggermente obesi (30-35) e sfidarvi a reggere il loro passo in montagna, anche nelle salite più ripide e accidentate. Andare in palestra e casomai imbottirsi di integratori non rende una persona un buon camminatore. Per di più, sembra che nessuno tenga conto di equilibrio, occhio e coordinazione nei movimenti, per non parlare di almeno minime attrezzature specifiche a cominciare dalle suole delle scarpe.
Purtroppo approssimazione e superficialità regnano anche fra quelli che dovrebbero essere professionisti del settore. Come sottolinea Ruth nel suo post del 6 marzo (in inglese), tante agenzie e perfino “guide”, pur di vendere un’escursione, non menzionano difficoltà, possibili rischi, né ricordano ai clienti che non si tratta di una passeggiata sul corso. Perché poi meravigliarsi quando su sentieri più o meno impervi, o quantomeno sconnessi, si vedono (e poi si devono recuperare) “escursionisti” con mocassini, ballerine, sandali con suola liscia e perfino infradito? (foto in basso)
Purtroppo, come spesso accade con fenomeni di massa (l’escursionismo è ormai una moda) il livello medio dei praticanti continua a calare e molti all’inesperienza e/o incapacità (comprensibili) sommano arroganza e irresponsabilità che mettono a rischio la loro incolumità e spesso creano problemi agli altri.
Prima ho parlato di agenzie e “guide” e proprio una di queste ultime qualche giorno fa mi ha scritto una email chiedendomi (dopo aver elogiato la quantità di informazioni fornite sul mio sito):
Accompagnerò un gruppo a Pasqua da Salerno fino a punta Campanella. Non sono riuscito a trovare però delle tracce gpx dei percorsi. Ormai sono abituato ad utilizzare il cellulare quando vado a camminare. Non ci sono sul suo sito o sono io che non le ho viste?
Ho gentilmente risposto, senza entrare nel merito deontologico:
le tracce non ci sono … io sono pro mappe! Utilizzo il gps solo per ricerche e come contachilometri, ma non “seguo” tracce. Comunque, puoi trovarne parecchie su Wikiloc e sul sito del CAI (ma solo per i sentieri CAI). Buona fortuna.
Oltre ad essere un irresponsabile è anche uno scostumato (qualità che vanno spesso a braccetto) in quanto non ha neanche avuto il buongusto di ringraziare per le informazioni (voleva le tracce o no?). Incrociando date, destinazione e nome, risulta essere "l'accompagnatore di una inedita traversata" (???) venduta da Trekking Italia (teoricamente professionisti del settore) ... chissà se i capoccia (ed i partecipanti) sanno a chi affidano ...!
Ormai i gps non più uno strumento tecnico fra le mani di chi ha un'idea di come e quando utilizzarlo, ma un gadget che viene aggiunto a qualunque apparecchiatura elettronica (auto, cellulari, fotocamere, collari per cani, ecc.). La loro diffusione fa presagire qualcosa di simile a quanto accadde una cinquantina di anni fa con le calcolatrici tipo Texas Instruments ... dopo qualche anno pochi erano in grado di eseguire operazioni basilari con carta e penna o di saper consultare tavole trigonometriche e gli asini non esitavano accettare un coseno di valore -3 (per chi non lo sapesse può solo variare fra -1 e +1, limiti compresi) solo perché tale cifra era apparsa sul display, così come qualcuno oggi non batte ciglio accettando coordinate con latitudini di oltre 90° (la massima, al polo). 
Quanti "esperti del gps" portano sempre con sé una cartina dei luoghi e la sanno interpretare? In presenza di un ostacolo insormontabile e non previsto, e avendo solo la traccia dell'itinerario, quanti saranno in grado di trovare un percorso alternativo o una via di fuga per raggiungere una strada principale? Non sarebbe meglio contare su una mappa visto che è più improbabile perdere la stessa che rimanere senza batteria, cancellare inavvertitamente la traccia o rompere il gps/smartphone?
Con un discorso più generale, è arrivato il post di Matteo (FREE Amalfi) che tocca varie delle problematiche precedentemente esposte:
SALVE A TUTTI ... questa settimana ho ricevuto varie richieste, tante da "fuori porta", di persone che vogliono venire a camminare con noi. Ci chiedono talmente tante cose, partendo dalle caratteristiche del sentiero, quanta salita, quanta discesa, se ripida, quale tempo ci sarà quel giorno (questo lo vogliono sapere anche 5 gg prima) che scarpe usare, se servono o meno i bastoncini, ecc ecc... Mi sorge spontanea una domanda: MA SAPETE COSA VUOL DIRE ANDARE IN MONTAGNA" ???, ci siete mai stati???
Una semplice iscrizione ad un gruppo trekking non vi qualifica "trekkisti esperti", essere soci di una qualche associazione riconosciuta anche in ambito nazionale, non vuol dire che siete esperti "automaticamente" con l'iscrizione. Personalmente vado in montagna anche una "settantina" di volte all'anno e non mi ritengo "esperto di niente" ... .e voi ??? Quante volte ci andate ???
(post completo su FB FREE Amalfi, leggete anche i qualificati commenti).


Infine, a sostegno di quanto sostiene in chiusura Matteo, ricordo che per diventare soci dell'HTMC (Hawaiian Trail & Mountain Club, associazione seria della quale feci parte nel 2008) si doveva partecipare ad almeno tre escursioni di livello 2 (su 3, caratteristiche vagamente simili a T, E ed EE del CAI) e poi si poteva presentare domanda di iscrizione. Questa doveva essere sottoscritta da due soci che garantivano per lui, avendolo osservato in azione nel corso delle suddette escursioni. Solo ad accettazione avvenuta si diventava member e si poteva partecipare anche ad escursioni di livello 3, members only hike (uscita per soli soci).
Nella foto al lato, la terza e ultima vetta del famoso percorso di Olomana, classica escursione prenatalizia dell'HTMC. Anche in quel caso, come quasi sempre accadeva,  l'età media era prossima alla sessantina. Il puntino chiaro prossimo alla vetta è un escursionista. 
In basso Olomana2 e Olamana3, viste da Olomana1.   
A quanto si vede in giro, ed al contrario dell'HTMC, perfino associazioni specificamente escursionistiche accettano chiunque (basta che paghi la sua quota) e non si preoccupano minimamente di attrezzature o di sicurezza.
Così va il mondo ...!

martedì 1 ottobre 2013

Escursionismo: guide, accompagnatori, volontari ... che confusione!

In questo articolo pubblicato su PositanoNews (clicca sul titolo per leggerlo) fra l'altro è scritto:
"A tal proposito va ricordato che la legge prevede che gli accompagnatori di media montagna (a differenza delle guide alpine che, invece, sono soggette ad un albo e la cui figura è contemplata come mestiere) possono ricevere un contributo solo ed esclusivamente sotto forma di “rimborso spese”
A quale legge si riferisce? Rimborso spese? Quali spese? E' il solito vecchio trucco per prendere soldi senza pagare le tasse? Trovo grave che il presidente della G.E.A. sia così poco informato e contribuisca alla disinformazione dilagante. Sul sito ufficiale delle Guide Alpine www.guidealpine.it si legge:
"L’Accompagnatore di Media Montagna è un professionista in grado di condurre trekking e trasmettere conoscenze, valori e insegnamenti relativamente al territorio montano non innevato e senza l’uso di attrezzatura alpinistica per la progressione. In Italia la sua attività è regolata dalla Legge n.6/89 (artt. 21 e 22, n.d.r.), in base alla quale si raggiunge l’abilitazione dopo aver effettuato uno specifico percorso formativo (al quale si accede attraverso prove attitudinali di selezione), un esame abilitante e la successiva iscrizione nell'elenco speciale tenuto da un Collegio regionale delle Guide alpine. ……  "
Alle Regioni spetta di stabilire i termini per corsi, esami e albi, ma la Campania non ha ancora legiferato in merito in merito. Inoltre, stesso sul sito della F.I.E., alla quale la G.E.A. è affiliata, si legge: 
“Per dare una forte valenza ai Corsi di Escursionismo,alla F.I.E. è sorta la necessità, all'inizio degli anni ’80, di attivare la nuova figura dell’Accompagnatore Escursionistico, individuo che rispecchia la figura di accompagnatore di media montagna ma proiettato verso il volontariato e nell'ambito della F.I.E. stessa.” 
Si chiarisce quindi che l'Accompagnatore F.I.E. è un volontario che svolge un'attività simile a quella dell'Accompagnatore di Media Montagna che è invece un professionista a tutti gli effetti.
Infine esiste l'Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (A.I.G.A.E.) che nell'homepage del suo sito ufficiale informa di essere l'unica Associazione di categoria, in Italia, che rappresenta chi per professione accompagna in Natura i propri clienti, illustrando loro le caratteristiche ambientali e culturali dell’area visitata. 
Per ora mi sembra di aver messo abbastanza carne a cuocere e spero di aver chiarito qualche punto fondamentale (con riferimenti precisi). Seguiranno altri post in merito ...