Visualizzazione post con etichetta Ziro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ziro. Mostra tutti i post

sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?

domenica 1 settembre 2019

TREK 2020 - itinerario A da Agerola: valle delle Ferriere e torre dello Ziro

Come per il post scorso, inizio sottolineando che l’ordine di effettuazione delle 3 escursioni da Agerola sarà stabilito in base alle condizioni meteo e che gli effettivi percorsi potranno essere variati anche in corso d’opera, a seconda delle esigenze, fermo restando che ognuno sarà libero di fare le proprie scelte e andare dove vuole, quando vuole. 

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020, come tutte le altre edizioni precedenti, è un’occasione di  incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti ... NON si tratta di una serie di escursioni guidate.
Dando un’occhiata alla mappa, il percorso ipotizzato può sembrare molto contorto, un groviglio, eppure dovrebbe essere uno dei migliori modi di toccare tutti i punti di maggior interesse, tenendo conto del gran numero di scalini (ostici per molti), cercando di affrontare le poche salite al fresco e considerando il tempo per le “visite” quali area di torre dello ZiroRiserva Naturale e forse altro.
   
Inoltre, questo sarà probabilmente un giorno di quasi relax, dovendo percorrere poco meno di 20km, con più discesa che salita (circa 400m di differenza di quota fra partenza e arrivo) e al momento c’è l’ipotesi di cenare a Pogerola e poi tornare ad Agerola con un transfer privato, e in tal caso non ci sarà alcuna fretta.
Il percorso inizia in modo classico affrontando la salita di Radicosa (CAI 369), con una lunga scalinata, ma poi per molti km l’itinerario sarà in discesa o ondulato. Aggirata la cima di Monte Murillo (369a), ci si immette sul CAI 301 e si prosegue per questo percorso principale e quasi obbligato che conduce da Agerola alla valle delle Ferriere e la attraversa, passando per sella Molegnano, sorgente Acquolella, Paradiso, Fic’’a noce e Pellagra, dove lo si abbandona continuando senza grandi dislivelli lungo il CAI 357 fino a Campidoglio, restando sempre attorno a quota 500m. Pensiamo di raggiungere quindi Pontone percorrendo  un tratto di rotabile fino a Minuta (per risparmiare alle ginocchia centinaia di scalini) e poi le inevitabili scale ammirando (almeno dall’esterno) la chiesa dell’Annunziata, nella cui cripta si trovano affreschi medievali, e i ruderi della Basilica di S. Eustacchio (sotto a sx) ma, in caso si ritenesse opportuno, dal 357 si può andare direttamente a Pontone via CAI 323.
   
Da questa frazione di Scala (dove troveremo bar e fontana pubblica) è prevista una puntata a Torre dello Ziro (nella foto sopra a dx, l'ultimo bastione) che, essendo un’andata e ritorno, è quindi facoltativa.
Per la parte finale della camminata si rientra nella valle percorrendo il 323a, che corre parallelo al 301 ma a una quota di circa 200m inferiore. Dopo aver superato la Ferriera, si prosegue sul 325 fino alla Riserva Naturale Orientata, che dovremmo poter visitare. Tornati sui propri passi per poche centinaia di metri, si imbocca il 325a affrontando l’ultima salita che terminerà in località Paradiso, a pochi metri dal 301 percorso in mattinata. Di qui si percorre il 359 fino a Pogerola, passando per Tavernate e Santa Scolastica.
Come scritto in apertura, la prima scelta sarà quella di cenare presso la Trattoria Rispoli e poi ritornare ad Agerola con trasporto privato, ma chi vorrà potrà facilmente scendere ad Amalfi e/o salire ad Agerola con bus di linea SITA. In teoria, il lunedì dovrebbe essere il giorno più opportuno presupponendo un minor affollamento dei sentieri bassi della Valle delle Ferriere e per avere certezza di un posto a tavola ... dalle sorelle Rispoli. I sentieri che costituiscono le altre due escursioni della prima terna sono normalmente poco frequentati e si prevede colazione al sacco e cena ad Agerola, quindi dovrebbero essere due escursioni meno  problematiche, anche se intraprese nel weekend.
I sentieri di questo itinerario sono tutti normalmente ben battuti e facili, con la sola eccezione del 325a, che comprende un breve tratto un po' esposto (foto sotto) e spesso è ristretto da vegetazione invasiva e ostacolato da qualche albero caduto. 

Riassumendo, ecco i codici dei sentieri CAI che costituiscono questo itinerario:
369 da San Lazzaro a Monte Murillo
369a da Monte Murillo al 301
301 fino a Pellagra 
357 fino a Campidoglio da dove si prosegue su rotabile per Minuta
351 fino a Pontone 
351a Pontone - Torre dello Ziro a/r
323 fino alla Ferriera
325 fino alla Riserva Naturale 
325a fino a Paradiso
359 per Pogerola
  
Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF.
Alcune foto di questa pagina sono tratte da quelle che scattai nel corso dell'escursione abbastanza simile del TREK 2010, clicca qui per guardarle.

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

circuito C da Agerola (S. Angelo a Tre Pizzi) sarà online fra qualche giorno

giovedì 28 agosto 2014

Sentieri: com'erano e come sono - Valle dei Mulini di Amalfi

Continuando a confrontare sentieri e luoghi di vari anni fa e odierni, vi propongo un caso di intervento assolutamente necessario. 
Non parlo di oggi, ma mi riferisco ad alcuni avvenimenti di quasi 11 anni fa, parte dei quali quasi tutti ricordano. Gli escursionisti di vecchia data ricordano ancora meglio gli audaci passaggi su roccia (in particolare quando era bagnata e si procedeva verso Amalfi) ai quali erano quasi costretti se volevano percorrere il sentiero tradizionale.
Domenica 28 settembre 2003 alle 3.30 circa iniziò il lunghissimo blackout che interessò tutte le regioni italiane tranne la Sardegna. Un albero in Svizzera cadde su una linea elettrica principale e con un inesorabile effetto domino il blackout si propagò fino alle regioni più meridionali che rimasero senza energia fin quasi a mezzanotte. 
Le piogge furono abbondanti in tutta Italia, in Campania il Sarno tracimò e una frana interruppe la strada per Agerola. Fra i mille altri smottamenti minori che interessarono la Costiera voglio ricordare il crollo della scala (allora stretta e un po’ curva) al lato di questo salto d’acqua nella Valle dei Mulini di AmalfiIn questa foto (8 aprile 2005) si nota che la scala, allora da poco ricostruita ed allargata, ha ancora un passamano provvisorio. 
Vita vissuta … la domenica (giorno di arrivo del gruppo che avrei dovuto guidare durante quella settimana) fu chiaramente problematica per i trasporti e qualcuno non riuscì ad arrivare a Ravello. Durante la notte la pioggia, accompagnata da tanti rumorosissimi tuoni, fu abbondante e solo il lunedì mattina cominciò la “tregua”. Iniziammo passeggiando lungo i viali pressoché allagati di Villa Cimbrone e, dopo una piacevole puntata alla Torre dello Ziro ci fermammo per pranzo a Pontone. Aveva smesso di piovere anche se c’erano ancora tante nuvole minacciose e quindi guidai il gruppo tranquillamente verso Amalfi, via Ferriera.
Ma grande fu la mia sorpresa quando arrivato al lato della cascatella suddetta, mi trovai quasi di fronte al vuoto. Durante la notte la parte inferiore della scala era completamente scomparsa!  Questa era la situazione il 25 gennaio 2004
 
Chiaramente non mi avventurai in questa discesa con il mio gruppo, ma tornai al bivio dell’acquedotto e aggirai l’ostacolo. Fino alla fine della stagione turistico/escursionistica si andava fino alla Ferriera, si tornava al bivio dell’acquedotto per poi percorrere il sentierino lungo il quale corre la tubazione e bypassare così la scala mancante. Durante la primavera 2004 si ripristinò il passaggio al lato della cascata con questa scalinata (molto) di fortuna. 
 
Se qualcuno fosse in possesso di una foto della vecchia scala, prima del crollo,  gli sarei molto grato se me la mandasse (giovis@giovis.com) in modo da poterla pubblicare e condividere. Nel mio archivio ne ho trovate varie della cascata, ma purtroppo tutte con la scala fuori campo. Grazie.

lunedì 25 agosto 2014

Atrani del 1931 nelle opere di Escher

Dopo il post nel quali ho "presentato" Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico geniale e quello di ieri, Atrani compare nelle Metamorfosi, vi propongo oggi un paio di opere molto meno conosciute, ma altrettanto affascinanti e, a seguire, altre immagini di ottima qualità di lavori più noti. 
Dilapidated houses in Atrani (Case in rovina in Atrani, 1931)
Bellissimo e assolutamente insolito scorcio dell’abitato di Atrani, con un pezzetto dell’unica strada esistente che fu creata coprendo il letto del torrente Dragone. Sullo sfondo, in alto a destra, si intravedono chiesa e campanile della Maddalena.
La seconda è ancor più singolare in quanto rappresenta un pressoché anonimo incrocio di vicoli coperti, dei tanti che tuttora si possono percorrere ad Atrani salendo e scendendo infinite scalinate. Già nel 1968 qualcuno si prese la briga di andarlo ad individuare e qui in basso vedete la relativa foto pubblicata in rete.
 
Covered alley in Atrani (Vicolo coperto, 1931) * foto del 1968
Poi ho trovato quest'altra vista dall'alto di Atrani da un punto di osservazione simile a quello delle Metamorphosis II e III, vale a dire dal sentiero per Torre dello Ziro. Grazie alla buona qualità del file, si possono apprezzare numerosi dettagli di questa litografia del 1931. Oltre ai tanti particolari architettonici che rendono tuttora riconoscibilissimi molti edifici, ci sono anche tante persone che sostano davanti alla chiesa, che camminano lungo i vicoli e sulla strada dove Escher ha ritratto anche un calesse.
Da un punto di vista simile, ma più alto e più arretrato (direi la strada di Pontone, all'epoca una mulattiera) ce n'è ancora un altro. Il taglio è verticale e la visuale più ampia, tanto da includere il margine della falesia orientale del Monte Aureo. Purtroppo non ho trovato immagini di qualità migliore di questa:
Per concludere quest post vi (ri)propongo due immagini in alta definizione di Atrani così come appare nelle MetamorfosiLa prima (4134x990pixels) ritrae interamente la Metamorphosis I essendo  di dimensioni minori (circa 90cm). Si nota che non è colorata e che non appare il ponte, la torre e la scacchiera. La trasformazione è solo a monte di Atrani
Questo secondo dettaglio  (4724x1181pixels) è invece solo parte delle  Metamorphosis II III  ben più lunghe della prima in quanto quasi di 4 e 7 metri rispettivamente. Come vedete, Atrani si trova ora inserita nella lunga serie di trasformazioni e la visuale è opposta rispetto alla prima. Oltre ad aver inserito ponte, torre e scacchiera con numerosi pezzi, queste metamorfosi sono anche parzialmente colorate.
Nei prossimi giorni proporrò ulteriori opere di Escher, questa volta relative a Ravello e dintorni, paesaggi e dettagli.

domenica 24 agosto 2014

Maurits Cornelis Escher - Atrani compare nelle Metamorfosi

Questa in basso è la prima delle Metamorfosi, datata 1937, nella quale spicca la sagoma della Chiesa della Maddalena - ben evidente con il suo inconfondibile ottagonale campanile in tufo - vista da est, come appare a chi scende le scale dal lato di Castiglione.
Metamorphosis I (1937) 908mm x 195mm

Nelle due successive Metamorfosi la vista è occidentale, quindi dal lato opposto, come se l'osservatore stesse sul promontorio della Torre dello Ziro e Atrani non si trova più al limite del disegno, ma nella parte centrale. Per dare continuità alle trasformazioniEscher aggiunse quindi una torre a pianta circolare, circondata dal mare e collegata alla terraferma per mezzo di un ponte, ma allo stesso tempo si trova su una scacchiera sulla quale, procedendo verso destra, appaiono anche altri pezzi.
Le Metamorfosi sono di lunghezza crescente, passando dai circa 91cm della prima ai quasi quattro metri della seconda, mentre la terza si approssima ai sette, mantenendo la stessa altezza di 19,2cm.
Nel sito http://www.mcescher.com/  fra le tante ci sono anche le immagini  di ottima qualità delle due composizioni non inserite in questo post e aventi dimensioni rispettivamente di 6083x300 pixels (500KB) e 10631x300 pixels (769KB). Ecco i link diretti

Metamorphosis II (1940) 3895mm x 192mm 

Metamorphosis III (1967-68) 6800mm x 192mm

Come già anticipato nel precedente post Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico geniale, scorci della Costiera Amalfitana sono stati i soggetti di varie altre opere dell'artista olandese delle quali vi proporrò una selezione nei prossimi giorni.

martedì 1 luglio 2014

Escursionismo: altre novità sul Sentiero degli Dei

Questa volta, per fortuna, di stampo diverso rispetto alle recenti apparizioni e sparizioni di chioschi/bar e frigoriferi.
Mi hanno appena informato che è stato pavimentato il bivio inferiore di Colle la Serra, vale a dire dove, provenendo da Bomerano, a sinistra iniziano le scale per S. Maria di Costantinopoli (Vettica di Praiano) e a destra la variante bassa del Sentiero degli Dei.
... hanno sostituito il cartello in legno con questa fontana in pietra con due mattonelle in terracotta indicanti Praiano Nocelle-Positano; un'altra cattedrale nel deserto. Inoltre hanno lasciato il tubo alzato da terra che se non presti attenzione ci inciampi dentro. Invece di fare le cose necessarie si pensa sempre a fare cose inutili.
  
Pur non essendo opere indispensabili, in merito all'ultima affermazione mi permetto di dissentire in quanto i segnavia in pietra dovrebbero durare più a lungo dei cartelli (sappiamo bene che fine fanno). Inoltre la fontanella potrà avere la sua utilità (pur essendocene già un'altra poco più a monte) a patto che l'acqua effettivamente sgorghi dal rubinetto e non diventi come quelle a Torre dello Ziro (Pontone, Scala) che sono a secco da anni!