sabato 22 giugno 2019

Si è concluso il VII Campionato Mondiale di Barracca 'o rutunniello

Giovedì sera (20 giugno 2019), al Barraccorutunniellodromo delle Sirene, si è concluso il VII Campionato Mondiale di Barracca ‘orutunniello (clicca sul link per accedere alla pagina con tutti i risultati, iscritti, Albo d'Oro, video dimostrativo e altro). Le numerose inattese defezioni (circa 30% degli iscritti) non hanno assolutamente condizionato lo svolgimento del torneo e tantomeno la sua qualità visto che è risultato essere uno dei migliori in assoluto anche per l’incertezza del risultato fino all’ultimo lancio.

Basti pensare che Tatore Cappiello e Tonino Cangiano (andati allo spareggio per aggiudicarsi il titolo, con la vittoria del primo) hanno fatto un percorso incredibilmente identico nel corso dell’intera serata. Hanno vinto la semifinale B a pari merito con 19 punti (accedevano alla finale i primi due di ciascuno dei 4 gruppi); dopo il 12° e penultimo lancio della finale si trovavano appaiati al 4° posto con 13 punti; nell’ultimo hanno imbucato 4 monete a testa portandosi a 17 pari e superando Sandro ‘e Osvaldo e Cataldo gnègnè che conducevano con 15 punti e Sergio Cangiano che li seguiva a 14, tutti rimasti, ovviamente, "con un palmo di naso". In teoria, perfino gli ultimi due, fermi a 8 punti, con un en plein (8 monete su 8, certamente difficile, ma già visto anche in questa edizione) avrebbero potuto vincere il Campionato.
Al contrario dell’edizione 2018 nella quale si affermò il giovane outsider Giuseppe Persico (con uno stile di pizzicata al limite, se non fuori, della tradizione, che causò molte polemiche), quest’anno il lotto finale era composto da arzilli uomini maturi (solo uno under 60, ma si andava fino ai 75 anni) che da giovanotti effettivamente hanno giocato nelle stradine, sul sagrato della chiesa, su lastricati sconnessi e su terra battuta, non solo a Barracca ‘o rutunniello, ma anche al Giro d’Italia con i tapparielli, a Nocelle e tanti altri giochi di strada.
Mi sarebbe piaciuto stilare una statistica precisa delle età dei partecipanti, rapportandole anche alle loro prestazioni, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo. Un fatto è tuttavia certo, l’ottantenne Mastu Liberato Maggio è arrivato alle semifinali dopo essersi piazzato al secondo posto assoluto nelle qualificazioni con 34 punti; Tatore Cappiello si è laureato Campione del Mondo (per la seconda volta, dopo aver conquistato il titolo nel 1995) nel giorno del suo 75° compleanno ... la classe non è acqua, gli anni contano (relativamente) poco.

Questo originale resoconto del Campionato è apparso ieri sul settimanale della Penisola Sorrentina Agorà, stilato da Fabrizio Ruggiero che si è voluto cimentare nel gioco ed ha quindi avuto modo di rendersi conto non solo della parte tecnica ma ha saputo cogliere lo spirito con il quale si affronta questo originalissimo Campionato Mondiale. Ha certamente esagerato nel tessere le mie lodi, è quasi un (immeritato) panegirico!

Chi fosse interessato a sapere di più in merito al gioco, può apprendere (quasi) tutto della Barracca 'o rutunniello leggendo il relativo capitolo del libro scaricabile gratuitamente in versione eBook (.mobi e .ePub). 

lunedì 17 giugno 2019

MaraTrail di Agerola ... tanto tuonò che piovve!

... in senso lato, quello della famosa frase attribuita a Socrate. Dono tanti rinvii, spostamenti, cambi di programma e di itinerario per ottimizzare il percorso in base alle condizioni meteo, finalmente abbiamo portato a termine una ennesima più che soddisfacente MaraTrail.

Gruppo contenuto (una dozzina) composto da camminanti allegri e rispettosi del Decalogo FREE, nessun lamentoso nonostante il caldo (ma certamente molto meno di quello sofferto a quote più basse) e qualche tratto in vegetazione densa con qualche ortica e qualche pianta spinosa), tutti autosufficienti e indipendenti, nel senso che sapevano anche allontanarsi un po’ senza i vari aspettatemi ...
Un bel gruppo, molto eterogeneo anche se c'è da sottolineare, per l'ennesima volta, la totale assenza di "giovani" ... le età erano tutte comprese fra i 45 e 65. 
In pratica abbiamo percorso circa 24,5km, rinunciando alla ripida ascesa al Catiello (alle 17 faceva ancora caldo e quel versante è tutto esposto al sole), lasciando il sentiero CAI 351 per andare al monumento eretto lungo i  pendii di Monte Carro, nel luogo dove nel 1947 cadde un areo svedese (17 soldati morti), verificando ancora una volta la Bretella FREE (fra i sentieri CAI 329a e 329d) e poi allungando il percorso con la ricerca di un vecchio bypass di quasi 2km, un sentiero pressoché abbandonato che aggira a sud Colle Sughero, quasi un chilometro in più che però fa risparmiare una salita e una discesa non comodissime.
Resta il rimpianto della visibilità non delle migliori per buona parte della mattinata (vedi foto in basso), che ci fornisce però un buon motivo per ripetere il giro, casomai in una bella giornata di grecale.

Album con una quindicina di foto (incluse queste del post)
In attesa della prossima MaraTrail, ricodo a tutti che stasera inizia il VII Campionato Mondiale di Barracca 'o Rutunniello

sabato 15 giugno 2019

41° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (201-205)

Dopo una pausa di un paio di settimane dovuta a svariate situazioni non connesse fra loro, sono tornato al ritmo di un film/giorno (più o meno) ed ecco 5 nuove microrecensioni. A parte il film francese (per fortuna recuperato dopo la mancata proiezione del mese scorso), tutti gli altri sono diretti da Spielberg e ne seguiranno altri 5, guardati e da guardare in rigoroso ordine cronologico. Tale “retrospettiva” comprende buona parte dei suoi primi film fra i quali alcuni meno conosciuti o molto criticati.

   

202  Duel  (Steven Spielberg, USA, 1971) * con Dennis Weaver, Jacqueline Scott, Eddie Firestone * IMDb  7,7  RT 87% 
C’è chi lo considera il primo vero film di Spielberg e chi non lo elenca neanche fra i suoi film ... in effetti Duel nacque con film per la TV e 2 anni dopo (con l’aggiunta di 15 minuti) fu distribuito nelle sale, mentre il primo vero lungometraggio (Firelight,1964), girato con pochi mezzi dall’allora 18enne regista, è andato perso; non è chiaro se gli spezzoni oggi disponibili siano effettivamente parti della versione definitiva.
Secondo me, in stretto senso cinematografico, considerato il soggetto e il budget, tenendo conto dei limitati mezzi, del fatto che fu girato in meno di 3 settimane e che in pratica conta su un solo attore, Duel è un ottimo road movie, tendente al thriller, ovviamente un cult da non perdere.
Posso aggiungere che quando nel 1975 gestivo il mio “cineclub”, nella rassegna “Nuovo Cinema Americano” inserii questo e il successivo Sugarland Express subito dopo Vanishing Point (1971, di Richard C. Sarafian), proponendo così un formidabile terzetto di road movies.

203  Sugarland Express  (Steven Spielberg, USA, 1974) * con Goldie Hawn, Ben Johnson, William Atherton, Michael Sacks * IMDb  6,8  RT 91%  * premio per la sceneggiatura e Nomination Palma d’Oro a Cannes
Subito dopo Duel, Spielberg diresse quest’altro road movie, altrettanto particolare ma invece dello psicopatico camionista assassino che segue minacciosamente un’auto, qui quelli più fuori di testa sono gli inseguiti anche se fra l’incredibile numero di poliziotti e simili che li “scortano” quelli sani di mente sono ben pochi.
Ci si può vedere tanto in merito all’uso (indiscriminato) delle armi e nel persistere della mentalità da far west, con giustizieri e posse. Eccellenti alcuni personaggi, anche se hanno piccole parti (deliziosa la coppia di anziani rapinati); anche sceneggiatura e dialoghi sono appropriati e significativi.
Sottovalutato dal pubblico ma apprezzato dalla critica, secondo me è un buon film, certamente meritevole di una visione.

      

205  Close Encounters of the 3rd kind  (Steven Spielberg, USA, 1977) * con Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr * IMDb  7,7  RT 97%  *  Oscar miglior fotografia, 7 Nomination (miglior regia, scenografia, montaggio, Melinda Dillon non protagonista, sonoro, commento musicale, effetti speciali) e Premio Speciale per montaggio effetti sonori
Certamente all’epoca fu innovativo nel campo della fantascienza, che fino ad allora sembrava aver prediletto i viaggi spaziali verso mondi sconosciuti trascurando i temi di possibili arrivi di alieni sulla terra. Anche l’approccio non conflittivo (nonostante lo stretto controllo militare) che pone il film in un ambito “buonista” pose le basi per tanti altri film prodotti con simile ottica, a cominciare da E. T. (1982) dello stesso regista. Qualcuno sostiene che la sceneggiatura è un’elaborazione di Firelight, scritto, diretto e prodotto da Spielberg con soli 500 dollari, proiettato solo in un cinema locale e poi andato in gran parte perso.
Notevoli ed innovativi effetti speciali ed una bella fotografia (anche se le scene e i soggetti sono spesso troppo illuminati) sostengono il film ... la storia è poco avvincente in quanto troppo prevedibile.
Va visto per i suoi aspetti positivi e per essere una pietra miliare nel genere sci-fi, ma non è un certo un capolavoro.

204  Jaws (Steven Spielberg, USA, 1975) * con Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss * IMDb  8,0 RT 97%  *  3 Oscar (montaggio, sonoro e musica) e Nomination come miglior film* 237° nel ranking IMBd
Non per fare il bastian contrario, ma di questi primi 3 film di Spielberg che ho rivisto con piacere, Lo squalo è quello che mi è piaciuto di meno. Nell’essenza ha molto in comune con i precedenti, fra seguimenti/inseguimenti e incombente rischio di vita. Certamente c’è più interazione fra i protagonisti, oltre al vorace pesce i 3 personaggi principali molto diversi fra loro interagiscono in modo interessante.
Tuttavia, devo sottolineare che ha un difetto comune con tanti film in ambiente naturale e soprattutto in quelli girati in mare: l’assoluta evidente mancanza di continuità. Fra campo e controcampo si passa da superficie del mare liscia come l’olio a mare agitato, da cielo azzurro a quasi foschia, rotta dell’imbarcazione che cambia palesemente a giudicare da vento, moto ondoso e sole, distanze e manovre assolutamente poco credibili considerata la presenza di almeno un uomo di mare. A tutto ciò in Jaws si aggiunge il numero di barili gialli che si moltiplicano, la barca semiaffondata che improvvisamente ha il pozzetto asciutto, motori dall’incredibile funzionamento e altro. Nonostante tutto ciò il film regge perfettamente per la tensione continua, l’attesa dell’apparizione dello squalo, le riprese subacquee eccetera, che funzionano a meraviglia, specialmente per i tantissimi che hanno poco a nessuna dimestichezza con il mare aperto.
Più thriller che film d’azione, merita comunque una visione. Nel cast è Robert Shaw quello che emerge.

201  La main du diable  (Maurice Tourneur, Fra, 1943) tit. it. “La mano del diavolo” * con Pierre Fresnay, Josseline Gaël, Noël Roquevert * IMDb  7,5 
Horror/fantasy d’epoca diretto da Maurice Tourneur, padre di quel Jacques Tourneur, apprezzato regista di noir americani (p.e. Out of the PastNightfall, ...) 
Il protagonista è Pierre Fresnay, noto per avere ricoperto ruoli da protagonista in film fondamentali della storia del cinema, non solo francese, come La grande illusione (di Jean Renoir, 1937, con Jean Gabin Eric von Stroheim quali coprotagonisti) e Il corvo (1943, di Henri Georges Clouzot).
Storia interessante e avvincente ben girata e messa in scena, con tanti buoni attori anche se per lo più sconosciuti. Sceneggiatura di Jean-Paul Le Chanois che, nel 1958, dirigerà uno dei migliori adattamenti di Les Miserables, con Jean Gabin nei panni di Jean Valjean.
PS - a proposito di Out of the Past (che è un ottimo noir del 1947, con Robert Mitchum e Kirk Douglas) e delle pessime “libere interpretazioni” che amo citare, tale film fu distribuito in Italia con due titoli diversi, fra i quali non saprei scegliere il più insulso: Le catene della colpa e, in alternativa, La banda degli implacabili (!).

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

mercoledì 12 giugno 2019

Due MaraTrail: logistica Agerola e anticipazioni Faito - Amalfi

Considerata la facilità e la (relativa) breve distanza di questa MaraTrail di Agerola, ce la prenderemo con calma. L’unica parte impegnativa è quella dell’ascesa al Catiello, che però è facoltativa.  
Quindi partenza alle 10.00 dal traforo, accertandoci dell’arrivo del bus delle 8.50 da Castellammare (previsto per 9.45). Camminando ad una comodissima media di 3km/h, il percorso reale sarebbe coperto in meno di 8 ore e, anche considerando 1h30’ di salita e discesa lungo i ripidi pendii del Catiello, dovremmo essere a Bomerano entro le 19.30.
Chi deve rientrare in bus dovrà però considerare che l’ultima corsa per Castellammare è alle 19.10.
Come già anticipato, chi volesse interrompere la camminata potrà farlo praticamente in qualunque momento considerato che ritornare a valle è possibile quasi dovunque, in meno di un’ora.
Il bar all’uscita del traforo è il primo e ultimo punto di ristoro “civile”, poi si dovrà attendere fino all’arrivo a Bomerano. Tuttavia, dopo aver percorso una dozzina di km, incontreremo due sorgenti per rifornirci d’acqua. Indispensabile portarsi qualcosa da mangiare.
Quelli che non hanno fretta potranno prendere in considerazione una pizza conviviale a Bomerano.

Forniti i dettagli della MaraTrail di Agerola, passo a alla MaraTrail Faito - Amalfi, il cui programma è già in fase molto avanzata. Nella precedente edizione del 2011, dopo la dozzina di km più o meno obbligatorio fino a Monte Rotondo (via Palmentiello), si andava fino ai piedi del Cerreto per poi scendere via Ravello e Atrani. Per questa edizione propongo invece di andare a Santa Maria dei Monti, scendere a Campidoglio via Scalandrone, per poi percorrere il sentiero di mezza costa della Valle delle Ferriere, vale a dire Pellagra, Fica'a Noce, Tavernate, Pogerola. In questa frazione di Amalfi, ci ripuliremo e, avendo tempo, potremo gustare un aperitivo prima della facile e piacevole discesa ad Amalfi lungo le rampe dell’antica strada lastricata.
 
   

Logistica
Il percorso rispetto alla precedente edizione è leggermente ridotto (circa 26km) ed in linea di massima in gran parte scorrevole anche se le discese di Palmentiello e Scalandrone non sono da sottovalutare. Se tempo e tempi lo consentiranno, decideremo al momento di includere una deviazione dal 351, salendo al Castello di Scala (CAI 301) e tornando sul 351 via Punta delle Castagne; detour indubbiamente spettacolare, forse non per tutti ... ma resta comunque la possibilità di continuare a procedere sul 351 e ritrovarsi nei pressi dell'incrocio di Campidoglio prima di entrare nella Valle delle Ferriere.
Itinerario vario e affascinante, attraverso ambienti molto diversi, fra boschi, prati, scale, ruderi, prati, vertiginose falesie e ruscelli. Pur essendo vero che il dislivello negativo sarà di 1.000 metri superiore a quello in salita, è bene ricordare che i saliscendi non mancano e che tanta discesa a fine giornata si fa sentire, soprattutto sulle ginocchia.
Per chi non lo sapesse, fra Faito ed Amalfi il percorso stradale più breve è di circa 50km via Positano (tanto traffico), un poco migliore ma più lunga (quasi 60km) la soluzione via Gragnano e Agerola ... certamente non conviene portare auto a nessuna delle estremità; quindi cercheremo di sfruttare nel miglior modo possibile i trasporti pubblici, ideali per le lunghe traversate.
La migliore soluzione che ho trovato è quella della salita al Faito da Vico Equense con il bus delle 9.40 (treno 9.07 da Sorrento), per cominciare a camminare dal bivio Lontra verso le 10.15. Se ce la vorremo prendere con calma e cenare senza fretta, ritorneremo in Penisola Sorrentina con il bus delle 23.00 da Amalfi (ultima corsa, solo feriale); se invece ci spicciamo potremmo prendere il penultimo bus delle 21.20.
Al momento siamo orientati su un giorno infrasettimanale, le date possibili saranno comunicate dopo la MaraTrail di Agerola.
   

domenica 9 giugno 2019

MaraTrail del 16 giugno, ulteriore cambiamento: Agerola

In sostituzione della MaraTrail dal traforo di Agerola a Termini, sconsigliabile per il calore, ho pianificato una III ed. della MaraTrail di Agerola con un percorso che si sviluppa per l’85% oltre i 950m di altitudine e per gran parte in bosco, ma con tanti punti panoramici (vedi foto). Dopo essermi consultato anche con Matteo FREE (che ha approvato in toto), abbiamo anche ipotizzato una piccola deviazione fino alla lapide in memoria dei 21 soldati svedesi deceduti il 18 novembre 1947, nello schianto del loro aereo su Monte Carro, a quota 1.138 m ... storia poco conosciuta e luogo ancor meno frequentato.

Le salite sono ben suddivise e mai lunghe pur accumulando un dislivello complessivo di circa 900m. L'unica salita impegnativa è quella di Monte Catiello (1.383m), terza cima dei Monti Lattari, ma è facoltativa. Infatti, questa ripida ascesa (+305m in 750m, pendenza media circa 40%) è un tratto del sentiero CAI 323e, quindi si tratterà di un a/r e pertanto ciascun camminante potrà percorrerne quanto vorrà o anche non intraprende assolutamente l’ascesa ed aspettare gli altri in un qualunque punto del tratto successivo, il Capo Muro - Monte Tre Calli (CAI 329). Inoltre, il percorso “contorto” permette di ridurre la distanza complessiva in più occasioni, per esempio passando a sud del Cervigliano.


Questo è l'itinerario di massima (adattabile in corso d’opera come da prassi FREE):
traforo di Agerola, Monte S.Angelo, Imbarrata, belvedere Mustaculo-Castello, S. Maria dei Monti, Monte Candelitto, Cervigliano versante nord, Acqua Fredda (sorgente), Acqua di San Giuliano (sorgente), Parate, Crocella, Capo Muro via bretella FREE, (possibile extra Monte Catiello, ognuno arriva fin dove vuole o si avvia al Tre Calli), Monte Tre Calli, Bomerano.

    

Poco dopo aver completato metà percorso, i partecipanti troveranno due provvidenziali sorgenti di acqua freschissima (Acqua Fredda e San Giuliano) a distanza di meno di un chilometro una dall'altra.

Logistica
  • trasporti autonomi fino al traforo
  • cercheremo di organizzarci per portare qualche auto a Bomerano
  • stiamo ipotizzando una pizza finale conviviale.

giovedì 6 giugno 2019

La perfetta manutenzione dei percorsi escursionistici a Massa Lubrense

La parte terminale della Penisola Sorrentina, gran parte della quale ricade in territorio massese, potrebbe essere un paradiso per gli escursionisti vista la grande varietà di ambienti, vegetazione e vedute e, non certo di minore importanza, considerata la posizione centrale rispetto a località come Capri, Positano, Amalfi e Pompei ... una perfetta combinazione di vacanza attiva e classico turismo culturale.
Ho dovuto scrivere "potrebbe" perché, nonostante gli sbandierati investimenti nel settore sentieristica (manutenzione, pulizia e segnaletica), ben poco si fa per rendere più piacevole e sicuro il soggiorno degli escursionisti che, anno dopo anno anno, diventano sempre più numerosi passando così dall'essere un settore di nicchia ad essere un importante volano economico dall’indotto assolutamente non indifferente. 
   

Succede così che:
  • il gazebo al margine di via San Costanzo, abbattuto dal vento lo scorso autunno, dopo 7 mesi giace ancora in loco, così come gli alberi divelti che ostruiscono il sentiero più frequentato per accedere alla cappella in cima al monte  (foto sopra, scattate poche ore fa);
  • chi percorre l'itinerario Sant'Agata - Monticchio - Termini (promosso dal Comune, evidenziato nelle mappe distribuite dall’Ufficio Turistico e dalle Pro Loco) si trova a dover passare fra i rami di un albero caduto almeno 4 mesi fa in via Calella (ancora ieri la situazione non era cambiata rispetto a ciò che potete vedere nelle foto in basso)
  • la segnaletica non viene aggiornata dal 2003 (allora fu pagata dall'AAST Sorrento - Sant'Agnello) mentre le mattonelle segnavia continuano a sparire o essere vandalizzate
  • si spendono 2.696,20 euro (parenti a 2.700) per tagliare l'erba ai margini di una rotabile di 1.350 m (ma pagati come se fossero 1.700, circa il 26% in più) e non si sanano situazioni critiche lungo poche centinaia di metri di sentieri (lavoro giudicato da vari operatori del settore di non più di 3 giornate lavorative)
  • si paga la pulizia di 1.100 m circa di sentiero/stradina (più stradina rotabile che sentiero) pagando per 1.550 m (circa il 41% in più)
  • tali differenze (chi vuole può verificarle ... io posso sbagliare di qualche metro, ma non di tanto) possono sembrare cosa di poco conto, ma diventano onerose se si considera che il Comune per detta pulizia paga euro 0,65/ml oltre I.V.A. (22%). 
  • vale la pena sottolineare l’uso di ml (=millilitro, secondo la legge italiana ed europea!), suppongo "metro lineare" secondo i tecnici del Comune che ignorano il Decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802 e la successiva ratifica europea del 2009, che stabiliscono l'obbligo dell'utilizzo del Sistema Internazionale di unità di misura (SI)
  • similmente è da apprezzare la precisione degli stessi nell’identificazione dei tratti interessati ... “via Vigliano da confine con Sorrento fino al falegname”! Anche la grammatica è notevole.
Tutto i dati riportati li potete verificare nella Determinazione 523 (del 16 aprile u.s.) e sospendo l'elenco per non risultare tedioso e ripetitivo, ma ci sarebbe tanto altro da segnalare.

   
   
In conclusione, l’Assessore al Turismo / vicesindaco non dovrebbe raccontarmi che sono stati stanziati decine di migliaia di euro specificamente per la pulizia sentieri se tale capitolo comprende anche le strade (e per queste per lo più vengono spesi); e tanto meno dire a me (che con i miei colleghi camminanti percorro chilometri e chilometri nel territorio) che i sentieri sono stati tutti puliti visto che ormai non usciamo se non muniti di serracchiello e cesoie
Il Responsabile del Servizio non dovrebbe dirmi che gli alberi non vengono rimossi adducendo come scusa la mancanza di fondi se zazzarea (sperpera) migliaia di euro in altri lavori, pagati (a mio modesto parere) a prezzi esorbitanti.

Nel vedere tali bellezze (e potenziali fonti di reddito) nelle mani di incompetenti arroganti - spesso poco sinceri - piange il cuore a molti e specialmente a me che quasi 30 anni fa redassi il Progetto Tolomeo, inizialmente sottovalutato da tanti che poi con il tempo si sono ricreduti. 
Molti degli itinerari originali sono ancora in essere, vari sono stati abbandonati per essere ormai impraticabili già da anni. Quasi tutte le Amministrazioni hanno iniziato il loro mandato con grandi slogan e promesse, ma successivamente hanno fatto ben poco.

sabato 1 giugno 2019

VII Campionato del Mondo di "Barracca 'o rutunniello"

Ripreso l'anno scorso dopo una lunga sosta di una ventina di anni, torna il Campionato Mondiale di  Barracca 'o rutunniello organizzato dalla F.I.B.O.R. (fantomatica ed inesistente Fed. Italiana Barracca ‘o Rutunnielo). Questa VII edizione, similmente alle precedenti, è concentrata in 4 serate (infrasettimanali), con il seguente calendario:
lunedì 17 e martedì 18 giugno, ore 21,30: serate di qualificazione
mercoledì 19 giugno, ore 21,30: quarti di finale (56 ammessi)
giovedì 20 giugno, ore 21,00: semifinali (32 ammessi) e FINALE a 8


Questa è la pagina di riferimento del Campionato nella quale, oltre a regolamento e ranking per la determinazione delle teste di serie (già online), saranno poi pubblicate le composizioni dei 7 gruppi per ciascuna delle due serate di qualificazione, risultati e tutto quanto concernente questo torneo mondiale.
La "bellezza" di questo torneo (molto pomposamente denominato "Mondiale") consiste non solo nel fatto che riesca a coinvolgere molti vecchi amici che, per vari motivi, non si frequentano regolarmente, ma anche tante persone di qualunque mestiere, età e posizione sociale che, almeno per la durata del torneo, diventano tutti pari, divertendosi, prendendosi in giro e ricordando tempi passati, sapendo stare al gioco e armando anche "feroci polemiche" ma sempre con il giusto spirito e con il sorriso sulle labbra, perché, come recita l'art. 17 del Regolamento: 
"la partecipazione al Campionato è aperta a tutti i maggiorenni che non siano ‘mpicciusi e pattajuoli;"
Il termine "Mondiale" è parzialmente giustificato dal fatto che il gioco, con tali regole e nome, non è conosciuto neanche nei comuni più vicini e perfino in alcune frazioni della stessa Massa Lubrense non c'è nessuno che ne abbia memoria. Questa attività ludica di strada (seppur giocata con monete che ovviamente si potevano vincere o perdere) era già praticamente scomparsa vari decenni fa, eppure fin dalla prima edizione del Campionato ha riscosso grande attenzione fra gli ultrasessantenni di oggi (ma non sono pochi gli over 70) e, per fortuna, anche l'interesse di qualcuno più giovane anche se gli under 40 sono solo una mezza dozzina. 
   
Chi fosse interessato a sapere di più in merito al gioco, può apprendere (quasi) tutto della Barracca 'o rutunniello leggendo il relativo capitolo del libro scaricabile gratuitamente in versione eBook (.mobi e .ePub). 

martedì 28 maggio 2019

40° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (196-200)

Cinquina con tanti morti e con tanta violenza ... ma di quelle che fanno sorridere, praticamente quasi delle commedie splatter (anche se il sangue non è eccessivo). Dopo i due Kitano sequel di Outrage (2010, commentato qualche settimana fa) e la coppia di film firmati da Rodriguez e Tarantino che compongono Grindhouse, ho completato con un film molto particolare di Bergman, fra l’horror e il surreale, genere che pare non gli si addica troppo, si salva solo per le splendide riprese curate dal suo fido direttore della fotografia Sven Nykvist.

   

198  Death Proof (Grindhouse) (Quentin Tarantino, USA, 2007) * con Kurt Russell, Rose McGowan, Rosario Dawson  * IMDb 7,0  RT 83%
Questo è il mio preferito del gruppo, certamente meno serio di Vargtimmen, ma secondo me più creativo, originale, caricaturale sia nei personaggi che nelle situazioni e dialoghi. Apparentemente senza pretese, conta su una delle migliori interpretazioni di Kurt Russel che, oggettivamente, grandissimo attore non è. La sceneggiatura, più che buona, è sostanzialmente divisa in due parti ben distinte, il legame è costituito dal protagonista Stuntman Mike (Russel) e dalla sua macchina assassina Death Proof. Da devoto fanatico cinefilo, Tarantino inserisce nei dialoghi e nella trama tante citazioni, particolarmente importante è quella di Vanishing Point (1971, Richard C. Sarafian, tit. it. Punto zero, con Barry Newman), un vero cult per gli amanti dei road movie, niente a che vedere con lo scadente omonimo del 1997, nel quale il protagonista Kowalsky è interpretato dal pur bravo Viggo Mortensen
Un film da godersi in versione originale, si perde troppo con i sottotitoli e ancor di più nel doppiaggio. Senz'altro un buon lavoro di Quentin Tarantino, autore unico della sceneggiatura e anche interprete nei panni di Warren
Nonostante sia un titolo spesso trascurato e sottovalutato, se minimamente gradite lo stile del regista, non vi perdete questo film.

200  L'ora del lupo (Ingmar Bergman, Sve, 1968) tit. or. “Vargtimmen”  * con Max von Sydow, Liv Ullmann, Gertrud Fridh * IMDb 7,7  RT 89%
Come anticipato nel cappello, si vede che l'horror non è il campo di Bergman e tantomeno il surreale ... non è certo Buñuel! Tuttavia, grazie alla sua coppia di interpreti preferiti di quel periodo (Max von Sydow e Liv Ullmann, sempre ottimi) il film regge in modo più che decente, ma è senza dubbio uno dei lavori meno significativi del regista svedese. Interessante, ma non memorabile, il modo in cui Bergman inserisce nella trama le parti oniriche-surreali da lui stesso ideate (è sceneggiatore unico).
Film da guardare per la buona realizzazione, soprattutto la fotografia in bianco e nero, ma senza aspettarsi molto. 

      


196  Beyond Outrage (Takeshi Kitano, Jap, 2012) tit. or. “Autoreiji: Biyondo”  * con Takeshi Kitano, Toshiyuki Nishida, Tomokazu Miura  * IMDb 6,8  RT 47%
197  Outrage Coda (Takeshi Kitano, Jap, 2017) * con Takeshi Kitano, Toshiyuki Nishida, Tatsuo Nadaka  * IMDb 6,0  RT 60%
Secondo e terzo capitolo della serie Outrage, che vede protagonista lo stesso Kitano (aka Beat Takeshi) nei panni di Otomo, un killer yakuza. Specialmente nell’ultimo lo si vede molto appesantito (ma giustificatamente, avendo 70 anni), abbastanza fuori ruolo, ma tiene comunque bene la scena con il suo fare imperturbabile e la faccia pressoché inespressiva e immobile se non fosse per il suo caratteristico tic. Morti a non finire, alcune esecuzioni sono veramente creative, sorprendono sempre le scene assolutamente vuote ... strade senza traffico, locali vuoti, i giapponesi sembrano essere tutti a casa. In entrambe i film si procede a furia di riunioni, assassinii, tradimenti, esecuzioni, accordi, altre uccisioni, ... non c’è un momento di pausa.
Bisogna essere fan di Kitano per goderseli, ma penso che anche i suoi sostenitori debba ammettere che questi due Outrage non sono certo paragonabili alla maggior parte dei film precedenti del “Tarantino giapponese”.

199  Planet Terror (Grindhouse) (Robert Rodriguez, USA, 2007) * con Rose McGowan, Freddy Rodríguez, Josh Brolin * IMDb 7,1  RT 77%
Robert Rodriguez  è regista estremamente “irregolare”, procede ad alti e bassi. Si fece conoscere con il suo lavoro di esordio El Mariachi (estremamente low cost ... 7.000 dollari!), una genialità per quel budget. Dopo vari film da dimenticare tornò alla ribalta per la sua collaborazione all’ottimo Sin City, per poi passare al divertente e per alcuni versi geniale Machete (solo l’originale, pessimi i sequel) ,con il suo cast eterogeneo di attori famosi che interpretano personaggi opposti a quelli per i quali molti li ricordano.
Questo Planet Terror che fu pensato per essere la metà del double bill Grindhouse , secondo me si aggiunge a quelli da dimenticare, anche perché va in coppia con il buon film di Tarantino del quale ho appena scritto, un perfetto B-movie. Anche io che certo non sono esperto né amante degli horror posso notare che è realizzato veramente male, niente a che vedere con le tante buone parodie del genere prodotte negli ultimi 50 anni.
Non consigliato.  

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

Aggiornamento sito www.giovis.com, soprattutto per le foto

Dovendo ricaricare varie migliaia di foto non più presenti on line a seguito della chiusura di Google+, ho approfittando dei giorni di pioggia non solo per cominciare il lavoro, ma anche per dare una sistemata al sito, ricco di contenuti ma senz’altro troppo affollato.

Ho “alleggerito” la homepage, ho accorpato gruppi consistenti di immagini in nuovi album GoogleFoto e ho cominciato a  ripristinare i link interrotti.
Al momento è già possibile scorrere quasi 5.000 foto di escursioni 2007-2014 (in parte divise per area, il resto per camminate), nonché oltre 1.500 foto macro del 2015. In giornata spero di pubblicare anche le macro 2016-2018, ripartite in consistenti album per gruppi: fiori in genere, orchidee, farfalle e aree al di fuori della Penisola nelle quali sono presenti specie particolari.

Ho anche recuperato buona parte degli album delle grandi camminate quali le varie MaraTrail, Animal Trail, Vagrant Trail e i Trek di più giorni fra Amalfi e Sorrento), ma c'è ancora tanto da sistemare.
Altro settore nel quale devo risistemare solo i link è quello dei viaggi, in quanto gli album sono ancora presenti in GoogleFoto, ma i vecchi link riconducevano ai post descrittivi di accompagnamento.
   

   

   

C'è tanto da recuperare, dalle scansioni di diapositive di quasi 40 anni fa scattate nel sudest asiatico (come queste in alto di Nepal, Birmania e Thailandia) alle tante foto delle decine di escursioni sui terreni vulcanici delle Hawaii (Oahu e Big Island, in basso).
   

   
C'è ancora tanto lavoro da fare! Abbiate pazienza, ci vorrà un po' di tempo.

mercoledì 22 maggio 2019

nuovo rinvio della MaraTrail "traforo di Agerola - Termini"

Come, secondo me si dovrebbe fare in ogni occasione che lo consenta, una camminata che dura quasi l'intera giornata dovrebbe essere confermata solo pochi giorni prima della data prevista, sulla base di previsioni probabilmente certe. Se non ci sono vincoli o obblighi, mi sembra inutile incaponirsi e andare in giro vedendo poco o niente a causa delle nuvole basse, per non parlare del rischio della pioggia che, oltre ad essere poco piacevole, rende anche il terreno particolarmente infido. Visto che si cammina per diletto, meglio rinviare a migliori occasioni! 
Come la Vagrant (che speriamo di poter realizzare in concomitanza dei pleniluni di giugno o luglio) anche la data della traforo di Agerola - Termini sarà confermata solo quando avremo buone possibilità di goderci la giornata. 
Nata per sostituire la Vagrant del 18-19 maggio, sabato scorso è stata sostituita dalla MaraTrail di Termini e San Costanzo che, a sua volta, è stata completamente stravolta a causa delle basse nuvole che hanno avvolto la parte alta del percorso. Sia a Termini che a Sant'Agata la visibilità era infatti limitata a poche decine di metri ... inutile andare sul monte non potendo vedere il mare!

Avevamo sperato di poter effettuare traforo di Agerola - Termini nel prossimo weekend, ma anche stavolta le previsioni meteo sono sfavorevoli, quindi viene rinviata a data da destinarsi ..., prima o poi ci riusciremo.

INFO MaraTrail traforo di Agerola - Termini
Rispetto alle precedenti comunicazioni in merito, dopo aver verificato la percorribilità della bretella FREE e scegliendo di non aggirare Colle Sughero ma seguire il CAI 300 quasi in cima allo stesso (un po’ più di salita, ma 1km in meno), il percorso è ridotto a soli 33,5km fino a Fossa Papa, più 2,5km per Termini, quindi un totale di 36kmIl percorso è ondulato e per lo più scorrevole, senza grandissime salite e quelle poche di un certo rilievo sono ben distribuite. Solo due sono continue con oltre 200m di dislivello:
  • traforo - CAI 300: +229m in 1.200m
  • Capodacqua - Monte Comune: +209m in 900m
Inoltre, il dislivello totale non dovrebbe superare i 1.500m, ma molto, molto distribuiti e quasi sempre con pendenze ridotte, come è evidente dando uno sguardo ai ... praticamente quattro passi, un gioco da ragazzi.



Percorso:  traforo - salita all’Alta Via dei Monti Lattari via CAI 367 - poi Crocella Capo Muro (km 5,7) via bretella FREE - Forestale Santa Maria del Castello (km 11,0 - pausa caffè) - Monte Comune (km 13,3) - Monte Vico Alvano (km 16,1 - pausa snack) - Colli Fontanelle (km 20,3, pausa caffè) - Pizzetiello Torca Santa Maria della Neve - Termini (km 29,6) - Vetavole Rezzale Fossa Papa (km 33,5) Termini   (km 36,0)


LOGISTICA MaraTrail traforo di Agerola - Termini
  • Considerato che fra partenza e arrivo ci sono circa 45km di strada, non conviene lasciare il proprio veicolo ad Agerola in quanto recuperarlo sarebbe lungo e/o dispendioso. Quelli che non hanno la possibilità di essere accompagnati e/o recuperati potranno aggregarsi ai Camminanti che organizzeranno un trasporto collettivo Termini - traforo di Agerola e, se non raggiungono Termini con mezzi propri, al termine della camminata potranno rientrare con mezzi pubblici via Sorrento. Ovviamente, la prenotazione è indispensabile e deve essere regolarizzata un paio di giorni prima. 
  • Ci si potrà liberamente aggregare ai Camminanti o lasciare il gruppo in molti punti; quelli più convenienti, accessibili anche con mezzi pubblici, sono: Santa Maria del Castello (bus EAV da Vico Equense), Colli San Pietro Colli di Fontanelle (EAV da Piano e SITA linea Sorrento-Amalfi)Sant'Agata (EAV da Piano e SITA da Sorrento)Termini (SITA da Sorrento).
  • Prima della conclusione a Termini abbiamo ipotizzato cena collettiva presso l’Agriturismo Fossa Papa (su via Campanella, 2,3km prima di Termini). Anche questa “attività” deve essere ovviamente prenotata, informarsi per menù e prezzo. 

sabato 18 maggio 2019

39° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (191-195)

Cinquina di gran qualità, almeno sulla carta ... Al recupero di 3 film candidati e/o vincitori di Oscar 2019, ho affiancato 2 pellicole del secolo scorso di indiscusso pregio. Mi è sembrato che la fama di quelli moderni sia dovuta più che altro al gran battage pubblicitario.
   

195  Raging Bull (Martin Scorsese, USA, 1980) tit. it. “Toro scatenato” * con Robert De Niro, Cathy Moriarty, Joe Pesci * IMDb 8,2  RT 95% * 2 Oscar (Robert De Niro protagonista e montaggio) e 6 Nomination (miglior film, regia, Joe Pesci e Cathy Moriarty non protagonisti, fotografia, sonoro), al 128° posto nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Come era bravo il giovane Robert De Niro ... tutte (o quasi) le sue migliori interpretazioni sono concentrate in una decina di anni, da Mean Streets (1973, Scorsese) a Once Upon a Time in America (1984, Leone). Fra i gli altri 9 film interpretati in tale periodo ci sono anche: The Godfather: Part II (1974), Taxi Driver (1976) The Deer Hunter (1978) e questo Raging Bull (1980), ... scusate se è poco.
La scene sul ring (che scandiscono la cronistoria della carriera di La Motta) sono mirabilmente abbreviate all’essenziale, proposte in modo quasi teatrale, ma certamente poco credibili in quanto a realismo. Pur volendo considerare ciò una pecca, questa sarebbe probabilmente l’unica di un film quasi perfetto. Infatti, la splendida fotografia b/n di Michael Chapman, l’accattivante colonna sonora (include anche Scapricciatiello che fu tema dominante in Mean Streets), la scenografia, i costumi e le interpretazioni dei tanti goodfellas italoamericani contribuiscono alla costruzione di un film pregevole sotto ogni punto di vista.
A tratti violento, è comunque tanto coinvolgente che anche i più sensibili lo guarderanno fino alla fine, casomai chiudendo gli occhi in qualche occasione. Chi non lo avesse ancora visto dovrebbe correre ai ripari al più presto.

194  Andrei Rublev (Andrei Tarkovski, URSS, 1966) * con Anatoliy Solonitsyn, Ivan Lapikov, Nikolay Grinko  * IMDb 8,2  RT 95% * Premio FIPRESCI a Cannes, al 210° posto nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Alcuni lo giudicano un “mattone”, ma si sa che quella di Andrei Tarkovski non è una cinematografia tradizionale e/o leggera, in quanto si destreggia fra l’artistico e il poetico, e un film in bianco e nero di quasi 3 ore e mezza è senz’altro troppo per chi non lo comprende. Alcuni momenti salienti della vita del pittore di icone Andrei Rublev (fatti avvenuti fra il 1400 e il 1423) sono narrati in 8 parti ben distinte, comprese fra un prologo e un epilogo; quest’ultimo è l’unica parte a colori e mostra alcune opere dell’artista russo.
Le immagini sono (quasi) tutte spettacolari, sia con che senza movimenti di macchina, la qualità della fotografia è ottima, la sceneggiatura (dello stesso Tarkovski insieme con Konchalovsky) è molto ben congegnata. Solo la parte dei tartari mi è sembrata meno convincente.
Ho guardato la versione integrale (3h05’) messa in circolazione a fine secolo scorso dalla Criterion; negli anni precedenti erano state proposte solo le edizioni ridotte una ventina di minuti, ma una per la televisione russa era stata addirittura condensata in appena 1h41’. Di conseguenza, si vedono anche le famose scene censurate che diedero adito ad infinite polemiche in merito al maltrattamento di animali (quella del cavallo la più disturbante).
Un film comunque da guardare, possibilmente con la giusta preparazione e disposizione di spirito.

      

193  Roma (Alfonso Cuarón, USA, 2018) * con Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, Diego Cortina Autrey * IMDb 7,8  RT 96% * 3 Oscar (miglior film non in lingua inglese, regia, fotografia) e 7 Nomination (miglior film, Yalitza Aparicio protagonista, Marina de Tavira non protagonista, sceneggiatura, scenografia, sonoro, mixaggio sonoro)
Buon film, ma non è certo il capolavoro che Netflix ha cercato di vendere nel mondo intero come tale, investendo più per la promozione che per la vera e propria produzione. Inquadrato così è stato quindi deludente. Sembra che ormai quasi tutti quelli che si interessano di cinema si siano convinti che gli Oscar (ancor più che negli anni passati, e nonostante i notevoli cambiamenti nelle composizioni delle giurie) siano manipolati da produttori e lobby varie. Quest’anno in particolare, la lista dei candidati comprendeva titoli a dir poco imbarazzanti.
Venendo al film, mi è sembrato caotico, privo di un filo conduttore pur essendo ben lontano da un film corale. Il sonoro e il mixaggio sonoro (candidati Oscar) saranno pur pregevoli tecnicamente, ma all’atto pratico semplicemente rendono l’audio estremamente confuso, con troppi rumori di fondo e spesso con ragazzetti urlanti, non strettamente necessari. In quanto alla fotografia (Oscar), sembra che Cuarón si intestardisca nei controluce. Se ciò funziona mirabilmente nella sequenza finale sulla spiaggia, rasenta il ridicolo in quelle dell’addestramento del reparto speciale in quanto i numerosi campo/controcampo mostrano le lunghe ombre che si alternano davanti e dietro agli spettatori, lasciando questi sempre non illuminati direttamente.
Altre scene poco credibili, mi sono sembrate quelle degli innumerevoli urti dell’auto, degli innumerevoli escrementi canini nel garage, dell’incendio e anche nella scena finale (che vuole apparire come un lungo piano sequenza) avevo notato che onde e luce cambiavano più volte ... e infatti non si tratta di una vera singola ripresa, ma di un abile e complicato montaggio non completamente mascherato dagli sforzi in fase di editing. Il regista/direttore della fotografia gioca con l’acqua e spesso anche con i riflessi ma, nonostante varie scene effettivamente ammirevoli, è evidente che non è Tarkovski.
Il film che Cuarón ha realizzato è dichiaratamente un film di ricordi e ha quindi inserito tante situazioni e personaggi, vari dei quali quasi del tutto scomparsi: l’uomo proiettile, il suonatore di campanaccio che avvisa della raccolta della spazzatura, la banda militare in giro per la città, l’arrotino in bici che si annuncia con il tradizionale flauto di pan, il venditore di castagne, ... el halconazo (aka Matanza del Jueves de Corpus, 10 giugno 1971, quando il regista aveva 10 anni), ma troppo viene lasciato in sospeso. Quanti colgono tutti questi particolari all’infuori dei messicani?  In patria, in linea di massima il film non è stato particolarmente apprezzato, specialmente da chi ha vissuto quell’epoca. La mia amica cinefila, nata e cresciuta nella capitale, già studentessa all’epoca dei fatti, mi aveva scritto abbastanza polemicamente: “Non mi è chiaro in che consista l’eccezionalità del film”. In sostanza sono d’accordo con lei, è un buon film ma assolutamente non eccezionale.

192  BlacKkKlansman (Spike Lee, USA, 2018) * con John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier * IMDb 7,5  RT 96% * Oscar per sceneggiatura e 5 Nomination (miglior film, regia, Adam Driver non protagonista, montaggio e commento musicale)
Certamente interessante, relativamente ben realizzato e ben interpretato. Come tutti sanno, si tratta di storia vera seppur al limite dell’incredibile, basata sulle memorie del protagonista, poliziotto afroamericano che, facendosi passare per suprematista bianco (al telefono) riesce a infiltrarsi in una sezione del Ku Klux Klan.

191  The Ballad of Buster Scruggs (Ethan Coen, Joel Coen, USA, 2018) * con Tim Blake Nelson, Willie Watson, Clancy Brown * IMDb 7,3  RT 91% * 3 Nomination Oscar (miglior sceneggiatura, costumi, canzone originale)
Molto deludente ... non so a cosa stessero pensando i fratelli Coen, che in linea di massima apprezzo; sarà una conseguenza della produzione Netflix? Fotografia troppo patinata, personaggi e situazioni al limite del ridicolo, si salvano alcuni buoni spunti di humor nero.  
Il film è diviso in 6 storie completamente indipendenti l’una dall’altra, il solo legame è il periodo e il west; il titolo è quello dell’episodio di apertura ... quasi un semplice sketch.

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog.