Nel 2019 ricorreva il 500° anniversario della partenza di Magellano (portoghese) da un porto spagnolo (Sanlúcar de Barrameda) con 5 imbarcazioni battenti bandiera spagnola, alla ricerca di una rotta occidentale per raggiungere le Molucche (alias Isole delle spezie), disputate fra spagnoli e portoghesi, e - in subordine - completare la circumnavigazione del globo terrestre.
In Portogallo celebrarono l'evento anche se Fernão de Magalhães (nome
originale lusitano, Fernando o Hernando de
Magallanes in spagnolo) non completò quel viaggio in quanto il 27 aprile 1521 fu ucciso nelle Filippine in uno scontro con indigeni, mentre il comandante dell'unica nave che tornò
in Spagna quasi 3 anni dopo fu lo spagnolo Juan
Sebastián Elcano.
Del caso si occuparono storici, geografi ed accademici vari, con conferenze, articoli e interviste. Cosa avessero da commemorare i portoghesi non è chiaro ... forse il progetto di Magellano, prima rigettato dalla corte e poi ostacolato in ogni possibile modo? Gli spagnoli, ovviamente, cominciarono a mettere i puntini sulle i.
Ma sussiste un ulteriore dilemma “filosofico” ...
cosa si intende per “giro del mondo”? Ci sono sostanzialmente due punti
di vista: c’è chi intende tornare al punto di partenza procedendo sempre nella
stessa direzione (verso est o verso ovest non importa) e chi semplicemente
attraversare tutti i meridiani, anche in viaggi diversi.
Nel primo caso Elcano e i
pochi sopravvissuti furono senz'altro i primi, nel secondo Magellano "potrebbe"
essere stato il primo in quanto una decina di anni prima aveva navigato vari
anni fra India e isole della Sonda, dove ritornò
nel ’21 poi provenendo da est. Ho evidenziato "potrebbe"
poiché, proprio in uno dei precedenti viaggi, nel porto malese di Malacca aveva
comprato un giovane schiavo, da allora detto Enrique de Malaca (o el
Negro) che poi portò sempre con sé utilizzandolo anche come interprete.
Questi era di probabile origine filippina e quindi, in tal caso, sarebbe stato
lui il primo ad aver attraversato tutti i meridiani nel momento in cui la
spedizione giunse nei suo arcipelago natale, a est delle acque più
orientali precedentemente solcate da Magellano.
Pur essendo stato per quanto possibile conciso, penso di aver chiarito che, pur basandosi su dati certi e prove inconfutabili di date ed eventi, la questione non è di facile soluzione. Da appassionato geografo, lascio la suddetta diatriba e passo discettare dei risultati più concreti ed interessanti del viaggio:
- la
scoperta del passaggio navigabile fra Atlantico e Pacifico sud
della Patagonia che ancora oggi porta il nome di Magellano.
Per individuarlo nel labirinto di isole che costituisco la parte estrema
dell’America meridionale fu necessario un lungo e complesso lavoro
esplorativo lungo oltre un mese (21 ott - 27 nov 1520)
- dimostrazione
pratica e definitiva della sfericità del globo terrestre
- la
questione del cambio di data, cioè il guadagnare o perdere un giorno al
completare un giro del mondo viaggiando rispettivamente verso est o verso
ovest. Questo fatto fu molto dibattuto e utilizzato perfino in
speculazioni filosofiche metafisiche ma, curiosamente, divenne di
effettivo dominio pubblico, a tutti i livelli, solo grazie a Verne che lo
utilizzò per il colpo di scena finale nel suo famoso romanzo Il
giro del mondo in 80 giorni.
- la
temporanea ripartizione di rotte commerciali, oggetto dei secolari
contrasti ispano-lusitani. Nel XVI secolo i portoghesi dominavano nel
sudest asiatico avendo importanti colonie (Goa, Ceylon, Malacca, Timor, Macao,
...) mentre gli spagnoli, che allora dominavano nelle
Americhe, giungendo da est si impossessarono di tante isole del Pacifico, quali Caroline, Marianne, Salomone, Guam, Palau, ...) ma soprattutto delle Filippine.
Completo con qualche nota su flotta ed equipaggio. Da Sanlúcar de Barrameda salparono 5 imbarcazioni di piccola stazza (caracche, mediamente più piccole delle 3 caravelle di Colombo che erano di 150, 140 e 100t) sulle quali si imbarcarono 239 uomini, fra equipaggio e soldati.
- Victoria (85t) -
unica giunta a destinazione, con 18 persone a bordo. Altri 12 membri
dell’equipaggio, fatti prigionieri nelle Isole di Capo Verde, tornarono qualche
settimana più tardi dopo essere stati trasferiti a Lisbona e quindi liberati.
Fra i 18 sopravvissuti a tante peripezie c'era anche il vicentino Pigafetta,
il quale era giunto alla corte spagnola al seguito del vescovo e nunzio
pontificio Francesco Chiericati. Entusiasmato dai resoconti dei viaggi di
esplorazione e conquista, ottenne di potersi aggregare alla spedizione di Magellano come
soprannumerario (chi fa parte dell’equipaggio, ma senza compiti relativi alla
navigazione) e in questo suo ruolo redasse una dettagliata relazione del
viaggio, dal nome Relazione del primo viaggio intorno al mondo.
A sinistra, il pannello maiolicato realizzato a Sanlúcar de
Barrameda in memoria dell'impresa, con i nomi dei componenti
dell'equipaggio, Pigafetta è l'ultimo della lista.
- Trinidad (110t)
- inizialmente l’ammiraglia, sotto il comando di Magellano; catturata dai
portoghesi alle Molucche, mentre tenta di ritornare via Pacifico
- San Antonio (120t)
- la più grande; l’equipaggio si ammutinò durante le esplorazioni in Patagonia (nov
’20) e tornò indietro approdando in Spagna nel maggio 1521
- Concepción (90t) -
abbandonata e bruciata alle Filippine, per mancanza di equipaggio
- Santiago (75t) - naufragata nel 1520




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