In spagnolo per charla (pronuncia ciarla) si intende di solito semplicemente chiacchiera, conversazione, colloquio; charlar equivale, quindi, a chiacchierare amichevolmente.
Il secondo significato più comune si riferisce, invece, a
una «dissertazione pubblica, senza solennità, né eccessive preoccupazioni
formali»; anche sinonimo di conferenza, discorso. (RAE)
In italiano ciarla (da cui ciarlatano) è prevalentemente denigratorio
intendendosi come «Notizia falsa, diceria messa in giro con o senza
intenzione maligna: c’è una c. in giro; spargere una c.; c’era la c. che stesse
per fallire; al plurale, genericamente, chiacchiere inutili, discorsi vani e
pettegoli.» (Treccani)
Dovrebbe adesso essere chiaro che, anche se avranno in
comune i viaggi, non si tratterà di monologhi incentrati su un unico tema. Si
parlerà di tradizioni, arte, musica, gastronomia, esperienze personali e
trasporti lasciando anche aperta la porta a interazioni. Ecco un paio di esempi di eventi simili, abbastanza comuni in Spagna.
Si parlerà di soupe à
l'oignon, haras, capanne celtiche, Real Repúblicas di Coimbra, leitão, fado, torresmos,
bacalhau, percebes, forcados, peixe espada preto e branco, al-Andalus, flamenco
e altro.
Si comincia alle 18.30 in punto, nella sala multimediale dell’Area Marina Protetta Punta Campanella.


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