lunedì 15 luglio 2019

E sono tornati anche i Macaoni!

Nel post della settimana scorsa mi ero “lamentato” per non aver ancora visto un Macaone quest’anno e sono subito stato accontentato. Ieri, pur battendo le stesse aree, la situazione è molto cambiata e queste grandi, colorate e per questo vistose farfalle erano tante.
Il Macaone (Papilio machaon, Papilionidae) viene spesso indicata come la più grande delle quasi 500 specie di farfalle censite in Europa, primato che si contende con il Podalirio (Iphiclides podalirio, Papilionidae) e Charaxes jasius (Nimphalidae), visto che tutte e tre superano gli 8 cm di apertura alare e varie fonti citano misure fino a 9 cm.

Da ieri è già online un nuovo album con una quindicina di foto, una decina delle quali ritraenti macaoni in varie posizioni con alcuni primi piani che permettono di apprezzare dettagli non visibili ad occhio nudo, in vari momenti di attività, in un paio di casi “in compagnia”. 
Infatti, ho avuto la fortuna di beccare un ragnetto con un interessante dorso in primo piano sullo stesso fiore (foto all lato) e, poco dopo, sono riuscito ad inquadrare un podalirio e un macaone sulla stessa pianta, una valeriana rossa (foto in basso). 
Questa pianta (Centranthus ruber, detta anche Lattarola o Lattarulo in napoletano) sembra essere la preferita da queste due specie di Papilionidae, ma forse è il colore rosa che le attrae visto che le ho viste spesso interessate anche ai molto più piccoli garofanini di scogliera (Dianthus rupicola, Caryophyllaceae).

Nel corso di questa ennesima battuta di caccia fotografica sono riuscito a beccare anche due belle farfalle della famiglia delle Pieridae, una Cedronella (Gonepteryx rhamni, a sinistra) e una Colias crocea (a destra), entrambe piuttosto difficili da fotografare a causa della loro perenne "irrequietezza" ... ci vuole molta pazienza o una buona dose di fortuna. 
   

Nella mia pagina dedicata alle fotografie macro trovate i link agli album di quest'anno, nonché a corpose collezioni degli anni precedenti, riguardanti non solo farfalle, ma anche e soprattutto fiori.

mercoledì 10 luglio 2019

44° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (216-220)

Anche questa seconda cinquina di grandi film del passato è di livello veramente ottimo; tre di essi si trovano fra i primi 100 film di tutti i tempi (classifica IMDb, 16° - 96° - 90°) e c’è anche Gandhi al 231° posto fra i migliori di sempre. Complessivamente hanno ottenuto “appena” 20 Oscar e 16 Nomination, ma c’è da dire che Taxi Driver all'epoca fu assolutamente sottovalutato con le sue sole 4 Nomination a nessun Oscar, quell'anno divisi fra Network, All the President's Men, Rocky e altri di minor rilievo.
Al contrario, per quanto mi concerne, trovo che il film di Scorsese non solo era migliore dei succitati sotto tanti punti di vista (regia, sceneggiatura, interpretazioni, fotografia, ...) ma lo metto al primo posto anche in questa cinquina, preferendolo al pur ottimo Qualcuno volò sul nido del cuculo e allo spettacolare kolossal Lawrence of Arabia che, sebbene assolutamente diversi  e non paragonabili in alcun modo, giudico alla pari fra loro. 
Con questi concorrenti, Gandhi e Easy Rider inevitabilmente risultano inferiori, in particolare il secondo essendo un film troppo legato al suo tempo e, oggettivamente, non un granché pur essendo un cult hippie/pacifista/road movie.

219  Taxi Driver (Martin Scorsese, USA, 1976) * con Robert De Niro, Jodie Foster, Cybill Shepherd, Harvey Keitel * IMDb  8,3  RT 98%  *  4 Nomination (miglior film,  Robert De Niro protagonista, Jodie Foster non protagonista e commento musicale) *  96° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Uno dei miei film preferiti in assoluto, una delle migliori regie di Scorsese non ancora preoccupato di dover produrre e dirigere il “film dell'anno”, il regista realizza uno dei migliori film della sua carriera, con nomi non ancora altisonanti e grande cura della regia. Tutto ciò con un budget ridotto, così come aveva fatto con Mean Streets (mezzo milione di dollari). Giusto per fare un paragone con gli altri capolavori di questo gruppo, Taxi Driver costò 1,3 milioni contro i 4,4 di Qualcuno volò ... dell’anno precedente e i 15 milioni di Lawrence d’Arabia (... nel 1962).
Le scene del taxi che attraversa lentamente i vari quartieri di New York forniscono l'occasione per descrivere, seppur sommariamente, il popolo della notte della Grande Mela. Il commento musicale è perfettamente attinente, l'escalation della follia paranoica di Travis Bickle è narrata in modo succinto, ma preciso, esauriente e senza sbavature.
Gli angoli di ripresa originali, sia quelli con la cinepresa fissata a rotazione in qualsiasi punto del taxi, interno o esterno che sia, le lentissime carrellate, nonché le scene conclusive nelle scale del bordello e le indimenticabili riprese dall'alto della stanza con Robert De Niro sanguinante sul divano sono una vera e propria lezione di cinema.
Non saprei dire quante volte ho già visto Taxi Driver, ma certamente questa non è stata l'ultima! 

   
   
218  One Flew Over the Cuckoo's Nest (Milos Forman, USA, 1975) * con Jack Nicholson, Louise Fletcher, Michael Berryman * IMDb  8,7  RT 95%  *  5 Oscar (miglior film, regia, Jack Nicholson e Louise Fletcher protagonisti, sceneggiatura) e 4 Nomination (Brad Dourif non protagonista, fotografia, montaggio e commento musicale) *  16° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Certamente i personaggi degli ospiti del sanatorio sono sensazionali (ognuno a modo suo) ed interpretati alla perfezione. Fra vari illustri sconosciuti si notano Danny DeVito in una delle sue prime apparizioni, Christopher Lloyd (al suo esordio assoluto, poi divenuto famoso interpretando Dr. Emmett Brown in Back to the Future e sequel), Will Sampson (il grande capo), Scatman Crothers (indimenticabile cuoco in Shining), ma si deve sottolineare la perfetta scelta degli attori visto che anche Louise Fletcher (Oscar) e Brad Dourif (Nomination) erano all'inizio della loro carriera.
Il maggior pregio di questo film quasi corale è una grande sceneggiatura che si dipana alla perfezione fra dramma e commedia, sostenuta da un cast di grande valore, pur contando sul solo Jack Nicholson come star.
Certamente da guardare più di una volta.

216  Lawrence of Arabia (David Lean, UK, 1962) * con Peter O'Toole, Alec Guinness, Anthony Quinn, Omar Sharif * IMDb  8,3  RT 97%  *  7 Oscar (miglior film, regia, fotografia, montaggio, scenografia,  sonoro e commento musicale) e 3 Nomination (Peter O'Toole protagonista, Omar Sharif non protagonista, sceneggiatura) *  90° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Se Qualcuno volò sul nido del cuculo si distingue per sceneggiatura e interpretazioni, Lawrence of Arabia ha dalla sua scenografia e fotografia, senza sottovalutare le prove di Peter O'Toole nei panni di Lawrence e di Anthony Quinn e Omar Sharif (al suo esordio internazionale, ma già star in Egitto) quali suoi alleati/antagonisti.
I paesaggi dei deserti (nel film arabi ed egiziani, in realtà location giordane, marocchine e andaluse) sono esaltati da fotografia e riprese eccezionali che, aggiunte a varie spettacolari scene di massa con centinaia e centinaia di uomini, cavalli e cammelli, formano un film visualmente affascinante.
Anche questo, nonostante le 3 ore e mezza di durata, si lascia ri-guardare con molto piacere ... e consiglio di farlo appena se ne ha l'occasione.

    

220  Gandhi (Richard Attenborough, USA, 1982) * con Ben Kingsley, John Gielgud, Candice Bergen * IMDb  8,1  RT 86%  *  8 Oscar (miglior film, regia, Ben Kingsley protagonista, sceneggiatura,  fotografia, scenografia, montaggio e costumi) e 3 Nomination (sonoro, commento musicale e trucco) *  231° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
A mio modesto parere, sopravvalutato pur essendo un film di ottimo livello. Risulta spesso ripetitivo e troppo incentrato sul personaggio principale, mettendo in luce ben poco della reale (complicatissima) situazione in India verso la fine del periodo coloniale inglese. Si va avanti per singoli episodi distribuiti in luoghi e tempi diversi, con personaggi che, seppur fondamentali, appaiono solo in occasione dei loro incontri con Gandhi. Certamente molto bravo Ben Kingsley, non particolarmente convincente il resto del cast nel suo complesso. Buona la messa in scena (costumi, scenografia, scene di massa), ma appare molto edulcorata e legata ai soliti cliché.
Pur avendo molti  punti in comune con Lawrence of Arabia (fine di domini inglesi in Asia, grandi eventi storici che hanno cambiato la geopolitica del XX secolo, scontri fra masse di persone e pochi soldati, politici che tramano più o meno nell’ombra) trovo che Gandhi sia inferiore sotto ogni punto di vista. 
Interessante ma insufficiente storicamente, in particolare in merito alla tragica e contestata decisione di dividere India e Pakistan suggerisco di guardare Earth (1998), secondo film della trilogia di Deepa Mehta, dopo Fire (1996) e prima di Water (2005), tutti con temi scottanti e controversi.

217  Easy Rider (Dennis Hopper, USA, 1969) * con Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson * IMDb  7,4  RT 89%  *  2 Nomination Oscar (Jack Nicholson non protagonista e sceneggiatura)
Film rappresentativo di un’epoca, quando negli States divampava la rivoluzione giovanile, con le proteste contro la guerra in Vietnam e per i diritti civili, gli hippies erano generalmente malvisti per la loro vita sregolata, i capelli lunghi e l’uso di droghe. Gli stili di vita cambiavano rapidamente, così come la musica e il modo di vestirsi, era quindi normale che i normali attriti fra chi la pensava in modo diverso per questioni morali, politiche  o semplicemente razziste fossero all’ordine del giorno.
Easy Rider fornisce uno spaccato di quegli anni, con un mix di comunità hippy, viaggi on the road con classici chopper, confronti con personaggi dalla mentalità estremamente arretrata che portano all’incredibile tragico epilogo.
In quanto all’originale cast, Peter Fonda è assolutamente incapace di recitare, Jack Nicholson (nonostante già avesse interpretato già una ventina di film nei 10 anni precedenti) è ancora “grezzo”, Dennis Hopper (al suo esordio alla regia) si trova a suo agio nel ruolo di ribelle anticonformista, come è più o meno sempre stato e non a caso il suo primo ruolo sullo schermo fu quello di Goon in Rebel Without a Cause (Nicholas Ray, 1955, tit. it. Gioventù bruciata).
Interessante, ma certamente non un gran film.

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

domenica 7 luglio 2019

Due mattine a caccia di farfalle e giovedì ricominciamo a camminare(?)

Il caldo (e l’umidità) consigliano di non andare troppo in giro e, a chi come me pur avendo tempo non riesce a stare troppo a casa o a non far niente steso al sole in riva al mare, non resta che effettuare solo brevi uscite finalizzate ... nel mio caso le macro sono un’ottima scusa.

Quest’anno la fioritura è stata relativamente breve e, al momento, le mie “prede” più ambite sono le farfalle, che per fortuna mi sembrano più numerose del solito. L’anno scorso si vedevano abbastanza Macaone (la specie più grande in Europa), quest’anno non se ne vedono quasi, in compenso sono apparsi i Podalirio (foto sopra; per apertura alare secondi solo ai Macaone), che non erano ancora nel mio “carniere”, e ce ne sono altre che ho avvistato o fotografato in modo insufficiente (come questa Pontia daplidice, Pieridae), il che mi "costringerà" a tornare sul Monte.
Nel corso di questo week-end sono andato due volte su Monte San Costanzo / Santa Croce e sono tornato con varie decine di scatti decenti, di numerose differenti specie di farfalle, un fiore e un ragnetto come quello beccato lunedì scorso (foto sotto). 
   
In settimana le massime dovrebbero tornare stabilmente sotto i 30° e quindi si potrà ricominciare a camminare piacevolmente. Giovedì sembra essere al momento il giorno più adatto per un'uscita mattutina, probabilmente un semplice Giro di Santa Croce, sperando che nel frattempo alcuni tratti del percorso siano stati effettivamente "disboscati" e ripuliti come il sentiero della sella di San Costanzo (foto sotto). 
In questi tre album Google Foto trovate un'altra quarantina di macro:
domenica 7 (16)    *   sabato 6 (16)   *   lunedì 1 (9)  


venerdì 5 luglio 2019

43° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (211-215)

Ho messo mano ai grandi film del passato procedendo per quanto possibile in ordine cronologico e questa prima cinquina è di livello veramente ottimo, anche non volendo considerare rating, Oscar e Nomination, è comunque al top. Per pura statistica, 4 su 5 si trovano fra i primi 200 film di tutti i tempi (classifica IMDb, 36° - 148° - 164° - 198°) e complessivamente hanno ottenuto 36 Oscar e 17 Nomination, per una media di oltre 7 Oscar e 3 Nomination a testa ... certamente non mi fido ciecamente di questo tipo di dati, ma per tali risultati qualcosa più di un fondo di verità ci deve essere.
Come mio solito, elenco i film in ordine di preferenza e chi mi segue può già immaginare che i primi due sono quelli in bianco e nero noir/drammatici, seguiti dai due kolossal per concludere con il musical (oggettivamente non al livello degli altri).
   

212  Casablanca (Michael Curtiz, USA, 1942) * con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Peter Lorre * IMDb  8,6  RT 97%  *  3 Oscar (miglior film, regia e sceneggiatura) e 5 Nomination (Humphrey Bogart protagonista, Claude Rains non protagonista, fotografia, montaggio e commento musicale) *  36° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Il mio preferito di questo gruppo; essendo un noir (genere che prediligo) ed essendo ottimo praticamente non c’è storia. Nel post scorso avevo sottolineato la pochezza dei dialoghi in vari famosi film di Spielberg, al contrario in questo caso ogni battuta è incisiva, piazzata al momento giusto e piena di sottintesi. I personaggi sono estremamente diversi, accomunati solo dal fatto di trovarsi a Casablanca nello stesso momento ... molti sperano di essere solo di passaggio, gli altri vivono delle loro speranze. Molti caratteri sono indecifrabili, quasi ognuno ha un secondo fine. Tutti perseguono i propri obiettivi, cercando al tempo stesso di sopravvivere quanto meglio possibile.
Sono stato molto soddisfatto della mia ennesima visione, stavolta versione originale restaurata, (in HD) di questo film che tutti avranno visto almeno in parte tante volte, almeno la scena finale all’aeroporto
Imperdibile, da gustare con calma facendo attenzione a tutti i dettagli e ai dialoghi.

214  On the Waterfront (Elia Kazan, USA, 1954) tit. it. “Fronte del porto” * con Marlon Brando, Karl Malden, Lee J. Cobb, Rod Steiger * IMDb  8,2  RT 98%  *  8 Oscar (miglior film, regia, Marlon Brando protagonista, Eva Marie Saint non protagonista, sceneggiatura, fotografia, montaggio, scenografia) e 4 Nomination (Karl Malden, Lee J. Cobb e Rod Steiger non protagonisti, commento musicale) * 148° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Stranamente, questo non l’avevo mai visto per intero e sono contento di averlo recuperato, oltretutto in versione originale HD.
Trama interessante, anche se a tratti scontata, perfettamente messa in scena e ripresa con un bianco e nero eccellente, opera di quel Boris Kaufman che aveva filmato l’intera produzione di Jean Vigo. Avevo subito apprezzato le prove dei vari ottimi attori non protagonisti e poi ho letto che ottennero un Oscar e tre Nomination che, sommate alla statuetta di Marlon Brando, portano a 5 le candidature nel solo cast ... caso piuttosto raro se non unico, possibile solo con attori di altri tempi.
Come scritto per Casablanca, è un film imperdibile, almeno per i cinefili.
  
      

215  Ben Hur (William Wyler, USA, 1959) * con Charlton Heston, Jack Hawkins, Hugh Griffith, Omar Sharif, Stephen Boyd * IMDb  8,1  RT 88%  *  11 Oscar (miglior film, regia, Charlton Heston protagonista, Hugh Griffith non protagonista, fotografia, montaggio, scenografia, costumi, sonoro, effetti speciali, commento musicale) e Nomination per la sceneggiatura * 198° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Se ci avessero risparmiato l’ultima parte religiosa/miracolosa sarebbe stato comunque un ottimo film epico di azione e non sarebbe durato 3 ore e mezza. Già nel corso delle prime 3 ore non erano mancati i riferimenti alla vita di Gesù, a cominciare dalla nascita, con l’adorazione dei magi (Baldassarre, avrà un ruolo anche successivamente). A parte questa scelta che mi è sembrata superflua, Ben Hur è un classico kolossal, con scenografie immense, scene di massa e, ovviamente, la corsa di cavalli più famosa della storia del cinema. Tuttavia, con la mia “pignoleria”, devo sottolineare l’inconsistenza di dette scene non solo per le solite ombre le cui lunghezze cambiano troppe volte, ma anche in fatti strettamente numerici come i giri di pista e le bighe (la somma di quelle ancora in corsa e quelle fuori gioco è sempre maggiore delle 9 che si vedono in partenza) ... comunque gara spettacolare e avvincente.
Gli 11 Oscar, o almeno gran parte di essi, furono certamente meritati.

211  Gone with the wind  (Victor Fleming, USA, 1939) tit. it. “Via col vento” * con Clark Gable, Vivien Leigh, Thomas Mitchell, Hattie McDaniel, Olivia de Havilland * IMDb  8,2  RT 94%  *  8 Oscar (miglior film, regia, Vivien Leigh protagonista, Hattie McDaniel non protagonista, fotografia, scenografia, montaggio e sceneggiatura) e 5 Nomination (Clark Gable protagonista, Olivia de Havilland non protagonista, sonoro, effetti speciali e commento musicale) * 164° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Altro film che, nonostante la fama, non avevo mai visto ... non mi ha mai ispirato. Una volta guardato, devo dire che sono rimasto quasi deluso, trovandolo in linea di massima sopravvaluto, pur comprendendo che per nel 1939 fu qualcosa di eccezionale.
In occasione degli Oscar, fu consegnato a William Cameron Menzies un Premio Speciale per “l’eccezionale uso del colore ...”, motivazione che non mi trova tanto d’accordo, in quanto i troppi sfondi arancione - rossastri, tutti molto simili e distribuiti nell’arco dell’intero film, sono esagerati, assolutamente non reali e alla lunga stancano. Vivien Leigh è brava nel riuscire a interpretare alla perfezione la protagonista Scarlett O’Hara, archetipo di donna insopportabile, arrogante, volubile, egoista e chi più ne ha più ne metta; al contrario Clark Gable sembra essere troppo gigione. Anche la sceneggiatura mi è sembrata più vicina a un romanzo d’appendice che a un trama seria.
213  An American in Paris (Vincent Minelli, USA, 1951) tit. it. “Un americano a Parigi” * con Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant * IMDb  7,2  RT 95%  *  6 Oscar (miglior film, fotografia, scenografia, costumi, commento musicale e sceneggiatura) e 2 Nomination (miglior regia e montaggio)
Commedia leggera e abbastanza scontata, comunque portata degnamente avanti da Gene Kelly e dalla debuttante Leslie Caron. Non particolarmente coinvolgenti le coreografie, molte delle quali concentrate nella parte finale. Al contrario, mi sono sembrate pregevoli fotografia e scenografia che, insieme con i costumi, forniscono una  piacevole immagine della Parigi bohémienne di metà secolo scorso, seppur probabilmente poco reale.

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog.