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martedì 28 maggio 2019

Aggiornamento sito www.giovis.com, soprattutto per le foto

Dovendo ricaricare varie migliaia di foto non più presenti on line a seguito della chiusura di Google+, ho approfittando dei giorni di pioggia non solo per cominciare il lavoro, ma anche per dare una sistemata al sito, ricco di contenuti ma senz’altro troppo affollato.

Ho “alleggerito” la homepage, ho accorpato gruppi consistenti di immagini in nuovi album GoogleFoto e ho cominciato a  ripristinare i link interrotti.
Al momento è già possibile scorrere quasi 5.000 foto di escursioni 2007-2014 (in parte divise per area, il resto per camminate), nonché oltre 1.500 foto macro del 2015. In giornata spero di pubblicare anche le macro 2016-2018, ripartite in consistenti album per gruppi: fiori in genere, orchidee, farfalle e aree al di fuori della Penisola nelle quali sono presenti specie particolari.

Ho anche recuperato buona parte degli album delle grandi camminate quali le varie MaraTrail, Animal Trail, Vagrant Trail e i Trek di più giorni fra Amalfi e Sorrento), ma c'è ancora tanto da sistemare.
Altro settore nel quale devo risistemare solo i link è quello dei viaggi, in quanto gli album sono ancora presenti in GoogleFoto, ma i vecchi link riconducevano ai post descrittivi di accompagnamento.
   

   

   

C'è tanto da recuperare, dalle scansioni di diapositive di quasi 40 anni fa scattate nel sudest asiatico (come queste in alto di Nepal, Birmania e Thailandia) alle tante foto delle decine di escursioni sui terreni vulcanici delle Hawaii (Oahu e Big Island, in basso).
   

   
C'è ancora tanto lavoro da fare! Abbiate pazienza, ci vorrà un po' di tempo.

martedì 19 marzo 2019

VAGRANT TRAIL 18-19 maggio - percorso inedito e logistica (I parte)

L’itinerario mostrato sulla mappa in basso è, al momento, la nostra prima scelta fra Pogerola e Capo Muro, ma il percorso effettivo sarà deciso in base alle condizioni climatiche e alle situazione ambientali. Ho pensato di pubblicare solo questa parte (nel complesso inedita) visto che tutto il resto dovrebbe essere noto ai più, almeno a quelli che camminano. Comunque, come norma generale, avendo la possibilità di abbreviare o allungare il cammino di varie centinaia di metri in più occasioni, confidiamo nel fatto di poter comunque raggiungere Santa Maria del Castello percorrendo una ventina di chilometri che (a una media “comoda” di 3,5km/h) equivalgono a poco meno di 6 ore. Di conseguenza possiamo ipotizzare una partenza fra de 14.00 e le 14.30, ma ciò dipenderà anche dalla organizzazione della “cena”.
arrivo a Capo Murosullo sfondo Monte Calabrice e Monte Tre Calli
L’itinerario (in parte molto poco frequentato anche dagli escursionisti) è stato già percorso da Matteo, ma per sicurezza a inizio maggio sarà effettuato un secondo sopralluogo dei tratti Acquolella-Imbarrata e Crocella-Capo Muro per accertarci che niente sia cambiato nel frattempo (è ancora epoca di tagli).
Per gli altri sentieri (ultrabattuti e storici) a meno di sorprese non dovrebbero esserci ostacoli. Infatti, si proseguirà per frana e Forestale lungo il percorso classico e poi, da Santa Maria del Castello, lungo l’Alta via dei Monti Lattari fino a TorcaL’ultima parte in area lubrense offre infinite alternative e considerato che lì siamo di casa dovremmo essere a conoscenza di eventuali problemi.
Come avevo precedentemente annunciato (e nel frattempo ho anche ricevuto varie specifiche richieste in merito), ecco i punti nei quali sarà più semplice aggregarsi o lasciare il gruppo potendo contare su trasporto pubblico visto che si tratta di escursione lineare a non di un circuito.
Sabato chi non parte da Pogerola (bus SITA da Amalfi) può aggregarsi a:
* Palommelle (linea SITA da Amalfi - Agerola - Castellammare, fermata uscita sud traforo e poi 1,2km su sentiero CAI 367)
* Santa Maria del Castello (bus EAV poco frequente, in alternativa fermata * Anaro su via Bosco e poi per Gradoni, parte del sentiero CAI 338). Chi arrivasse nel tardo pomeriggio e volesse fare due passi, può andare incontro agli altri verso la Forestale (CAI 300).
Domenica chi non ha dormito a Monte Comune può aggregarsi a:
* Sella di Arola (Cancello) (circolare EAV fino ad Arola e poi 1,6km lungo via Veterina - parte del sentiero CAI 342)
* Colli San Pietro (linea SITA Sorrento-Amalfi)
* Colli di Fontanelle (linea SITA Sorrento-Amalfi via Sant’Agata)
* Sant'Agata (fermata Farmacia - linee SITA Sorrento - Sant'Agata e poi 400m a piedi)
Di lì in avanti sarà possibile aggregarsi in una infinità di punti visto che saremo spesso in vicinanza di centri abitati o strade principali. Anche per la parte precedente ci sono altri punti dai quali, specialmente chi ha la possibilità di essere accompagnato, dai quali facendo un certo cammino a piedi sarà possibile  raggiungere il gruppo.  


mappa generale agiornata al 19 marzo

Post precedenti relativi alla VAGRANT TRAIL 

AVVERTENZA GENERALE: in tale tipo di percorso è normale che si debbano affrontare tratti ripidi, anche molto ripidi, sia in salita che in discesa, terreno impervio, tratti esposti (non adatti a chi soffre di vertigini), passaggi attraverso vegetazione più o meno fitta, e altri intoppi tipici dell’escursionismo. 
Inoltre, è opportuno sottolineare che non è previsto alcun tipo di assistenza, ognuno dovrà essere autosufficiente e tener presente che in più tratti saremo ben lontani da centri abitati e/o rotabili e quindi per lunghi tratti non sarà neanche possibile rifornirsi di acqua.

martedì 26 febbraio 2019

VAGRANT TRAIL: buone nuove per i titubanti ... 45km vi vanno bene?

Premessa: considerato che non tutti avranno letto l’integrazione/chiarimento al post precedente, ribadisco che i 58 km si riferivano all'ipotesi più lunga, quella certa, con la salita al 300 via Punta d'Aglio e S. Maria dei Monti, mentre lo schizzo del tracciato mostrava l'itinerario che già allora speravo di poter realizzare, con ascesa via Lama dei Gatti. 
Dopo due lunghe conversazioni con il massimo esperto della “sentieristica amalfitana”, dai territori a monte di Agerola a quelli verso Chiunzi, siamo giunti alla conclusione che l’ipotesi Lama dei Gatti, sentiero poco conosciuto ma interessante, sia quella più appetibile. 
Matteo (FREE Amalfi) mi ha menzionato e descritto varie piccole deviazioni possibili lungo la salita da Fic’’a Noce verso Monte Rotondo che, anche nel caso di ostacoli un po’ più consistenti,  ci permetterebbero di raggiungere la sella a quota 1.018 senza troppi problemi e senza dover aggiungere chilometri e meno che mai salita. Comunque, abbiamo anche ipotizzato altri possibili itinerari più o meno conosciuti per la parte iniziale di questa edizione della Vagrant, con possibili passaggi per Acquolella, Pontichito, Cantorate, Colle Sproviere, ecc.
Inoltre, abbiamo approfondito la questione del passaggio Crocella - Capo Muro e siamo sicuri di poter passare dal 329d al 329a risparmiando varie centinaia di metri ed evitando inutili dislivelli. I due sentieri CAI  si trovano a meno di 200m di distanza in linea d’aria e una trentina di anni fa (come si evince dalla aerofotogrammetria base qui sotto) buona parte del sentiero procedeva in quota e non c’era certo bisogno dell’impennata verso il Canino e la successiva ripida discesa (circa 100m di dislivello) dell’attuale sentiero CAI 327a. In occasione della MaraTrail di Agerola del 9 settembre 2012, proprio per evitare il suddetto tratto, pur non riuscendo ad individuare il sentiero in quota, trovammo il modo di passare a valle in modo non ideale, ma comunque molto più conveniente.
Ovviamente, prevediamo di effettuare sopralluoghi percorrendo i suddetti sentieri ad aprile o comunque prima della metà di maggio.
Il resto dell’intero percorso al momento non presenta particolare problematiche e così ho potuto calcolare distanze parziali e dislivelli in funzione della scelta Lama dei Gatti, del percorso “medio” da Crocella verso Capo Muro e di un percorso ideale verso Punta Campanella, fermo restando che specialmente in area massese-sorrentina potremo scegliere fra un'infinità di itinerari senza eccessivi allungamenti. Ho quindi disegnato i relativi profili semplificati, che non tengono conto di tratti ondulati non significativi. Pertanto, ai dislivelli in più casi si dovranno aggiungere metri, ma almeno si può già sapere a che punto del percorso si incontrano le salite e avere un’idea di lunghezza e pendenza media.

Per ora, ho disegnato i due tratti principali, per puro caso quasi di identica lunghezza: circa 20km. Il primo si riferisce al percorso da Pogerola (partenza) a S. Maria del Castello (cena) di sabato 18; il secondo a quello da  Monte Comune  (margine ovest, luogo di pernottamento) a Fossa Papa (pranzo) di domenica 19. Per la continuità e per rimanere nello spirito della Vagrant, a questi 40km si dovranno aggiungere i 2,4km (la vera salita è di poco più di 1km, per 220 m di dislivello) che percorreremo dopo cena, al chiar di luna, da S. Maria del Castello a Monte Comune e i 2,3km da Fossa Papa a Termini per un totale di poco meno di 45km.

Nel primo pomeriggio si arriva quindi a Termini e chi non vorrà percorre gli 8km fino a Sorrento (che porterebbero a 53 il totale da Pogerola), potrà facilmente farsi recuperare da qualcuno, servirsi del trasporto pubblico SITA o dirigersi verso le proprie abitazioni (per chi vive in zona). In effetti, come per le precedenti edizioni, il tratto Termini-Sorrento è inserito solo per consentire ai camminatori che si muovono con mezzi pubblici di raggiungere la stazione circumvesuviana, il porto, il terminal SITA per Amalfi.

In un prossimo post fornirò informazioni in merito al pernottamento, ai trasporti, ai punti più convenienti per aggregarsi ai camminati lungo il percorso e alla imprescindibile parte gastronomica.

domenica 17 febbraio 2019

Ripropongo una delle grandi camminate per epicurei

Torna la Vagrant Trail, ridotta almeno di un paio di km (al più, saranno solo 58), con itinerario più basso in quanto non dormiremo sul Molare (1.444m), ma aggireremo il massiccio del Sant'Angelo a Tre Pizzi lungo il versante sud passando per Capo Muro (1.080m), senza mai giungere a 1.100 metri di quota e di conseguenza ci saranno anche 400m di dislivello in meno.
Non salendo al Faito, cambiano ovviamente le località per l’indispensabile cena conviviale (a S. Maria del Castello) e per il pernottamento all’addiaccio (Monte Comune, 880m, foto sotto). Da quest’ultimo punto (visibilità permettendo) la vista spazierà sui due Golfi, le isole e la Penisola Sorrentina, con le loro luci di notte e poi illuminati dai primi chiarori dell’alba.
Questa edizione primaverile tiene quindi conto della minore durata del giorno e delle (probabili) temperature notturne e, come per le precedenti, si effettuerà solo con buon tempo fondamentale soprattutto per la notte, ma anche per la visibilità indispensabile sia per poter camminare al chiar di luna sia per la piacevolezza della passeggiata.

Descrizione sommaria del percorso (previsto al momento)
per chi conoscesse poco la toponomastica locale, includo i numeri identificativi dei sentieri CAI
NB - vari tratti dell’itinerario non compaiono sulla carta CAI né sulla maggior parte delle altre
Tracciato ben conosciuto e scorrevole fra Pogerola Fic''a Noce lungo il CAI 359 fino a Tavernate e poi il 301. Dalle cascate, dopo aver saltato o guadato il Canneto, inizia la salita più impegnativa e probabilmente con vari ostacoli (alberi caduti e piccoli smottamenti, conseguenza dei vasti incendi di un paio di anni fa). Questo tratto di 3,3km e 550m di dislivello, pendenza media 17,5%, è un sentiero non segnato, conosciuto come Lama dei Gatti, che raggiunge la sella di Monte Rotondo dove incrocia il 300 (Alta Via dei Monti Lattari). Tutto il primo tratto Pogerola - sella coincide con l'inizio della MaraTrail di Pogerola e si può apprezzare nei primi 4'30" del video in basso, ovviamente com'era all'epoca. Dovremo verificare se effettivamente ci convenga utilizzare questo percorso che consente di ridurre la distanza complessiva di circa 5km rispetto a quello via Punta d'Aglio, Scalandrone, S. Maria dei Monti, più lungo (58km) ma  comodamente transitabile. La mappa in alto riporta il percorso "sperato", via Lama dei Gatti. 

I successivi circa 5km sono ondulati (quote fra 900 e 1100m) e molto scorrevoli in quanto in gran parte si stratta di strada sterrata. Fra Crocella e Capo Muro dovremo poi affrontare un altro tratto un po' impiccioso ... il sentiero 329a sale per poi ridiscendere di 100m di dislivello, ma più volte in passato siamo riusciti a passare più a valle risparmiando 600m e circa 50 di dislivello (qualche settimana prima controlleremo). Comunque, in un modo o nell’altro arriveremo a Capo Muro e proseguiremo per Santa Maria del Castello su mulattiere storiche ben tracciate (tranne che per il breve tratto della frana, foto in basso), oggi 329 fino alla Forestale e poi di nuovo sul 300  che viene dalla Conocchia.
   
Dopo la meritata cena, ci si rimette in cammino sull’Alta Via dei Monti Lattari al chiar di luna (piena) per andarci ad “accampare” al margine occidentale del pianoro di Monte Comune (circa 2,5km, 250m di dislivello, foto in basso a destra, quella dell'alba è dell'ed. 2012, dal Molare) e dopo esserci goduti l’aurora continueremo lungo lo stesso sentiero fino a Torca, ma sostando per colazione a Colli di Fontanelle, dove molto probabilmente si aggregheranno vari camminatori giornalieri.
   
Per sentieri e stradine secondarie si raggiungerà Termini e quindi via Vuallariello si torna ancora una volta sul 300 in località Vetavole, per scendere verso Punta Campanella fino a Rezzale e quindi iniziare la risalita passando per Fossa Papa dove è prevista la sosta pranzo.
Nel corso degli ultimi 10 km fino a Sorrento si potranno effettuare tante scelte diverse, anche in considerazione di quelli che probabilmente (e giustamente) lasceranno il gruppo a seconda di come prevedano di tornare a casa (mezzi pubblici, qualcuno che li prelevi o deviazioni per chi abita in zona).

Per ora questo è quanto, prossimamente mappe più dettagliate, foto, suggerimenti, avvisi e aggiornamenti ... sempre su questo blog.

Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola...
Salutandovi indistintamente ... senza nulla a pretendere.
In data odierna.
(dalla famosa lettera di Totò e Peppino)

giovedì 25 gennaio 2018

Nuova mappa del Teide (3.718m) - free download

Questa ulteriore mappa della caldera del Teide, include la zona più ardua, panoramica e spettacolare grazie all'altitudine, non per questo escursionisticamente migliore delle altre, ma certamente molto più impegnativa ... assolutamente NON per tutti, a causa dei forti dislivelli e dell'altitudine. 
Sto parlando delle pendici del cono vulcanico (Pico del Teide, 3.718m) lungo le quali si inerpicano 4 itinerari:
7 - fra rotabile TF21 e Mirador de la Fortaleza (3530m, in mappa i 5,7 km superiori)
9 - fra rotabile TF38 e Mirador de Pico Viejo (3500m, in mappa i 4,9 km superiori)
23 - dal 3 Roques de García al 9 a est di Pico Viejo (incluso per intero, 5,2 km)
28 - da rotabile TF38 al 9 a est delle Narices del Teide  (in mappa i 4,6 km superiori)

A qualunque mirador si giunga, si deve poi andare alla Rambleta (3550m, nei pressi della stazione superiore del funivia, foto sopra) da dove si può raggiungere la vetta lungo il ripido percorso 10 Telesforo Bravo (pendenza media 26%), ma ricordate che per accedere a questo breve sentiero (650m ca) bisogna richiedere in anticipo apposito permesso al Parque, via internet.
Trattandosi di un area relativamente vasta, con pendenze più o meno costanti e pochi ed evidenti sentieri, in più parti ho scelto di delineare solo le isoipse maestre (100m) aggiungendo quelle con equidistanza 20 metri solo dove richiesto dalla morfologia del terreno.
Le pagine delle 4 mappe sono raggiungibili dalla pagina principale del Teide (nella quale è inserito un quadro d'unione interattivo) ed in ciascuna di esse sono elencati i percorsi inclusi per intero o in parte ed è possibile scaricare le relative mappe. 

El cuarto mapa del Parque Nacional del Teide (TeideWestá online. 
Como se trata de un amplia área con pendientes más o menos regulares y con pocos y evidentes itinerarios, en unas partes he elegido dibujar solo las curvas maestras (100m) añadiendo las de 20m solo donde requerido por la morfología del terreno.
En esta pagina hay un mapa interactivo, enlazado con las 4 paginas, cada una con su mapa y lista de los senderos que incluye. 

The fourth map of the Teide National Park (TeideW) is online.
As it covers a pretty vast area, with more or less constant gradients and just a few, and evident routes, in some parts I have chosen to draw just the index contours (100m) adding the 20m ones only when needed due to the particular morphology of the terrain.
You can access the pages of the 4 maps from the main one, where there is an interactive index. In each one of them there is the list of the itineraries represented (totally or partially) and the links to download the maps as .jpg or .gif

domenica 6 agosto 2017

La versione beta di “giovistrailmaps.com” è online

La visualizzazione per PC è quasi definitiva, su quella per smartphone stiamo ancora lavorando, ma i contenuti sono visibili in entrambe le modalità. Potete cominciare a navigare e scaricare cartine.
Il mio nuovo sito giovistrailmaps.com è dedicato esclusivamente all’escursionismo, essenziale e per lo più estratto da www.giovis.com, ma con mappe ampliate, aggiornate e rese più idonee all’utilizzo con tablet e smartphone.
Il lavoro è rivolto ai camminatori e quindi le mappe sono generalizzate nelle aree urbane e più dettagliate in quelle non antropizzate. Non vi dovrete quindi meravigliare se troverete rappresentate tracce di sentiero appena visibili (se funzionali come per collegamenti fra sentieri, vie di fuga o di accesso a punti particolari) e non stradine e vicoli non importanti nei centri abitati. Altrettanto volutamente ho tralasciato alcuni sentieri (qualcuno anche segnalato dal CAI) in quanto con destinazioni fuori carta o per essere troppo a rischio per i meno esperti.

In sintesi, ecco le caratteristiche essenziali e novità del sito:
  • le mappe sono tutte in formato GIF, che restituisce la migliore leggibilità, pur essendo più “leggero” di pdf e jpg delle stesse dimensioni grafiche
  • le mappe sono liberamente e gratuitamente scaricabili
  • considerato che ormai sono pochi quelli che se le stampano, non mi sento più “costretto” a dimensionarle per riprodurle in formato A4 e quindi ho potuto ampliare le aree attento solo a non creare file troppo grandi
  • ho individuato le 7 aree di maggior interesse escursionistico e le ho evidenziate in apertura in un quadro d'unione in modo da rendere facile la loro localizzazione anche a chi non conosce perfettamente il territorio
  • delle 7 mappe Capri (map 1) è per forza “isolata” (nel vero senso della parola)
  • 3 non sono contigue ad altre: il classico comprensorio Campanella, San Costanzo, Santa Croce e Jeranto (map 2), il quasi adiacente lungo tratto fra Marina del Cantone e Colli di Fontanelle (map 3, ma in effetti per congiungerla alla 2 manca solo il brevissimo e inequivocabile collegamento Nerano-Cantone) e la Valle delle Ferriere di Scala e Amalfi (map 7) opportunamente ampliata a nord fino al Cervigliano e Santa Maria ai Monti e a ovest fino a San Lazzaro
  • le restanti tre (map 4, 5 e 6) sono connesse fra loro e hanno parti in comune per facilitare il passaggio da una all’altra. Coprono tutta l’area compresa fra Colli San Pietro (valico stradale fra piana sorrentina e Positano, ss 163 Amalfitana) e la valle di Agerola spingendosi a nord fino a tutto il Faito e Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444m) e includendo Positano a sud
  • tranne Capri e San Costanzo/Campanella (disegno originale in scala maggiore), tutte le mappe nascono in scala 1:15.000 e sono state convertite in GIF con gli stessi dpi, quindi sono di medesime proporzioni e leggibilità
  • ho aggiornato la numerazione dei sentieri CAI (Club Alpino Italiano), operazione resasi necessaria a seguito della revisione sostanziale di qualche anno fa con la quale sono stati proposti nuovi itinerari, alcuni vecchi numeri sono stati cambiati non limitandosi ad aggiungere il 3 all’inizio, molti sentieri hanno ora varianti e bretelle con lo stesso numero base seguito da una lettera
  • i numeri saranno comodi per cercare le relative tracce dei sentieri, ma accertatevi di scaricare quelle giuste e ricordate che per definizione le tracce gps non sono mai precise e affidabili al 100%
  • non tutte le sette mappe hanno esattamente la stessa simbologia essendo state redatte con finalità diverse, in diversi momenti, per diversi committenti, a diversa scala. La cartina dell’isola di Capri (che include anche tutte le aree urbane, con toponomastica stradale) è quella che più differisce dalle altre e la numerazione degli itinerari è della rete sentieristica caprese ... non quella del CAI
  • il territorio rappresentato nelle map 2 e 3 (Campanella e Sirenuse) è incluso in quello del mio Progetto Tolomeo (1990, successivamente rielaborato e aggiornato più volte) e pertanto, oltre ai relativamente pochi sentieri CAI presenti, sono evidenziati anche altri itinerari come ad esempio il Giro di Santa Croce, il Sentiero delle Sirenuse e via discorrendo, evidenziati con tratteggio colorato parallelo
  • ciascuna mappa è inserita in una diversa pagina (dalla quale è scaricabile) ed è accompagnata da un testo descrittivo generale dell’area, con suggerimenti e idee di itinerari di vario impegno
  • oltre alle 7 pagine con le mappe, c’è quella delle NEWS contenente brevi avvisi, dai prossimi appuntamenti per camminate a chiusure di sentieri, da incontri a nuove pubblicazioni. Tutto ciò è elencato nella prima colonna, in continua evoluzione, e anticipazioni delle notizie più recenti e importanti sono riportate anche nella pagina HOME. Nella seconda ci sono link ai percorsi di Maratrail e Trek, altre cartine, video, post di interesse escursionistico, ecc.

DISCLAIMER
Attenzione! Considerate le tante piccole variazioni (aggiunte, adeguamenti, uniformazione di simboli, adattamenti e aggiornamenti numerazioni) è molto probabile che potrete trovare alcuni errori o imprecisioni. Visto che uno dei lati positivi della cartografia in formato elettronico è quello di poter aggiornare o correggere le mappe anche più volte al giorno - senza aspettare anni per una nuova edizione cartacea - siete invitati a segnalare dati o porzioni di disegno palesemente errati che potrebbero creare confusione o fornire indicazioni sbagliate inviando un messaggio a giovis@giovis.com.

Ringrazio fin d’ora chi vorrà collaborare a migliorare le mappe.

lunedì 19 giugno 2017

Escursionisti "della domenica" = aspiranti dispersi

Ormai l’escursionismo è di moda e molti pensano che basti comprare un’attrezzatura  più o meno specifica per potersi avventurare dovunque. Invece non è assolutamente così e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti quelli che vanno in giro con criterio.
Ieri mattina, mentre mi aggiravo solitario nella pineta di Monte San Costanzo cercando punti di osservazione inusuali per scattare qualche foto un po’ diversa dalle solite, mi sono imbattuto in un signore che risaliva fra gli alberi, fuori sentiero. Ad attenderlo, poche balze più su, due signore in tenuta più balneare che da escursionismo. Mi hanno chiesto se erano sulla strada giusta per la Baia di JerantoA chi non sa di cosa parlo, faccio presente che il punto dove ho incontrato i 3 è a circa 440m s.l.m. e che il mare (ovviamente, ma non per loro) si trova quindi 440 metri più in basso (foto: il luogo di destinazione visto dalla pineta). 

Devo inoltre ricordare che il sentiero per la baia (strada comunale, ancorché in parte selciata ed in parte sterrata) ha origine dalla frazione di Nerano (168m s.l.m.). Ho spiegato ai tre che dovevano quindi recarsi a Nerano e di lì imboccare il sentiero ma mi hanno risposto che da quella frazione stavano venendo. Per fortuna si sono ben presto convinti di aver fatto una stupidaggine seguendo i segni che li avevano portati (inutilmente) 270 metri più in alto. Considerata la non facile percorribilità del sentiero (se ne erano resi conto) ho consigliato di non scendere lungo lo stesso ma di andare via Termini, in modo molto più comodo.
Non passano 5 minuti e vedo altre tre persone (questi “travestiti” da escursionisti) che salgono fra i pini. Con mia somma sorpresa, mi fanno la stessa domanda dei precedenti ottenendo simile risposta ma poi, invece di “ritirarsi in buon ordine”, hanno cominciato a lamentarsi della mancanza di segnalazioni chiare e dello stato del sentiero. Considerato non solo l’abbigliamento da “professionisti” della montagna ma anche e soprattutto l’arroganza con la quale cercavano di scaricare su altri le responsabilità del loro errore (attribuibile solo alla loro stupidità), mi sono sentito in dovere di spiegare che per andare in escursione (specialmente in luoghi non conosciuti) non basta armarsi di zaino, scarponi e bastoncini (vanno molto di moda, ma pochissimi li sanno usare), ma ci si deve informare, si deve avere una mappa (o cartina che dir si voglia), che non si dovrebbe lasciare un sentiero largo, evidente ed in gran parte selciato per uno impervio e poco battuto visto che ci si dirige verso una baia ormai “famosa”, oltretutto ai margini di un’area FAI, e per di più si tratta di via comunale con tanto di tabella toponomastica. Infine, che il mare si trova a QUOTA ZERO e quindi, da dovunque si parta, tendenzialmente si deve scendere e non salire fin quasi alla sommità della cima più alta della zona!
La “capofila” avrebbe quasi voluto replicare, ma i suoi accoliti l’hanno convinta a desistere rendendosi conto della solidità delle mie argomentazioni, eppure sono certo che, fra loro, la discussione non sia finita lì. Probabilmente i due che incautamente la seguivano avevano già espresso qualche perplessità in merito alla direzione presa durante la ripida, assolata e, soprattutto, insensata ascesa.

A loro (molto) parziale discolpa, c’è da dire che lungo molti percorsi turistici della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, ai classici segnavia bianco-rossi del CAI si sono aggiunti quelli di varie compagnie che mandano guide inesperte, di associazioni di qualunque tipo e, per finire, una marea di punti arancioni e frecce bianche (vedi foto sopra) che indicano i percorsi delle gare di Trail che, ovviamente, non sempre coincidono con gli itinerari turistici.
Capita quindi spesso che gli ignari, inesperti e distratti escursionisti della domenica seguano le frecce o altre segnalazioni estemporanee, abbandonando “la retta via” e rendendosi conto di aver sbagliato strada solo dopo vari chilometri.

Certo, se i bravi organizzatori delle gare di Trail eliminassero tutte le indicazioni di percorso immediatamente dopo ciascuna gara (come prescritto dal regolamento della loro Federazione e come di solito i Comuni stabiliscono) si conterebbero vari “dispersi” (seppur assolutamente per loro negligenza) in meno. 

venerdì 23 settembre 2016

THE GREAT TRAIL ... cicloturisti, non vi fate abbindolare, non è solo per voi!

Ennesima bufala, ripresa da varie testate nazionali (La Repubblica,La Stampa, ...) e innumerevoli siti e blog.
Sembra che la ricerca dei record e delle grandi cifre attiri sempre l'attenzione di un certo tipo di "giornalismo" e che, fra superficialità e cattive traduzioni, si propongano notizie errate o "numeri al lotto".
Nei giorni scorsi ho letto del Great Trail e, da viaggiatore e sportivo, mi sono incuriosito e ho ritenuto opportuno saperne un po' di più, ma già sospettavo la "bufala". Infatti vari l'hanno presentato come un coast-to-coast di 24.000km, ma fra Atlantico e Pacifico non ci sono più di 8.000km procedendo nei territori meridionali del Canada
Il percorso ciclabile più lungo del mondo? È il Great trail canadese: 24 mila chilometri di pista ininterrotta e libera dalle macchine, che collega fra loro 15 mila comunità, dal Labrador a Vancouver, dall’Oceano Pacifico al Mar Glaciale Artico. Ci sono voluti 25 anni di lavoro per realizzarlo e verrà ufficialmente inaugurato nel 2017, in occasione del 150° anniversario della fondazione della Canada.(La Stampa, 22/9/16)
Non èuna pista ininterrotta”, non èesclusiva per le due ruote” e neanche condividendo la strada con mezzi a motore è possibile completarne il percorso in bici considerato che oltre 6.000km sono su acqua! Nonostante quanto affermi La Stampa

Anche La Repubblica non esita ad etichettarlo come "la pista ciclabile più lunga del mondo", a definirlo "un sentiero" (cosa che non è, includendo tante strade minori, tratti urbani e vie d'acqua) e ad affermare che sia "un percorso dedicato esclusivamente alle due ruote" (invece viene pubblicizzato anche come percorso escursionisticoequestre, per sci di fondo e slitte ... siamo in Canada, per non parlare dei tratti su acqua, per kayak e canoe).

Osservando la mappa in alto (dal sito ufficiale thegreattrail.ca) dovrebbe essere evidente a chiunque che non si tratta di un percorso unico e lineare. Inoltre, si può notare che l'itinerario è riportato in tre colori diversi:
  • verde = sezioni al momento già fruibli
  • rosso = collegamenti da completare (circa 3.000km, il 13% del totale)
  • azzurro = vie d'acqua (quindi niente bici) per oltre 6.000km

In effetti nel 1992 fu presentato il progetto del Trans Canada Trail per le celebrazioni del 125imo anniversario del Canada con la mira di divenire la più estesa rete di percorsi ricreativi, che includeva “itinerari sia su terraferma che su acqua, attraverso ambienti urbani, rurali e selvaggi”. Avrebbe unito sotto uno stesso nome/logo tutti i grandi percorsi canadesi già realizzati e, entro l’anno prossimo, dovrebbe riuscire a connetterli tutti fra di loro oltre ad inglobarne alcuni minori, per un totale di circa 500 singoli itinerari. 
Dal 2016 il Trans Canada Trail viene pubblicizzato con il nuovo nome/logo The Great Trail. Quando sarà completato raggiungerà uno sviluppo complessivo di quasi 24.000km, dei quali circa il 26% (oltre 6.000km) su acque interne (laghi e fiumi). Il punto di partenza "Mile zero" si trova presso l’ingresso del Railway Coastal Museum di St. John's, Newfoundland, sulla costa del nord Atlantico.

A prescindere dalle inesattezze riportate, il progetto è eccellente, sarà tutto ben segnalato, al di fuori delle aree urbane prevede punti di sosta (tipo rifugi) e offre a tutti gli sportivi, in particolare a quelli amanti dell'outdoor, infinite possibilità di svago e divertimento in ambiente naturale.

lunedì 23 maggio 2016

Via Campanella e plastica del Trail (aggiornamenti)

Quanto resisterà la nuova pavimentazione di via Campanella?
Ben poco se non si prendono provvedimenti per impedire che continuino ad arrivare frotte di motorini, scooter e moto fin giù allo spiazzale alla fine della strada. Ed essendoci ancora la rampa al lato delle scale che scendono verso la torre, non mi meraviglierei se li vedessi ancora più giù.


Non avrei voluto tornare su questi argomenti ampiamente trattati appena una dozzina di giorni fa, ma penso che sia importante seguirne gli sviluppi, specialmente in prospettiva futura. Ieri una mia lettrice mi ha scritto:
"... oggi andando a fare una "passeggiata" a punta Campanella ... autostrada per motorini fino alla punta."
Nel tardo pomeriggio ho percorso anch'io via Campanella quale parte iniziale del circuito di Athena e, nonostante l'ora, c'erano ancora almeno una quindicina di motoveicoli oltre i due segnali di divieto di transito, uno dei quali su transenna a traverso della stradina, quindi impossibile non vederlo, certamente possibile ignorarlo
   
Ma c'è di più ... in questi pochi giorni il continuo traffico ha già dissestato varie pietre al margine dei tratti lastricati. Bisogna rendersi conto che le moto di grossa cilindrata (anche queste scendono fino alla punta) più il centauro o i centauri possono facilmente superare i 3 quintali di peso complessivo e quindi non c'è da stupirsi che smuovano le pietre, per quanto grandi siano.
Urge prendere provvedimenti! altrimenti in breve appariranno di nuovo solchi e buche e il lavoro (tanto contestato da alcuni, ma a mio avviso necessario e in effetti per niente malvagio, se non per le strisce di cemento) andrà perso. 
Cancelli, dissuasori, sbarre, catene, telecamere, controlli diretti da parte delle forze dell'ordine, volontari, guardiani o qualunque altra cosa decidano i tecnici può andare bene, ma certamente così non si può andare avanti considerata "la scarsa educazione civica di pochi, che tuttavia è sufficiente a causare tanti danni". 

Nastri segnavia del Trail Jeranto-Campanella

Sabato Ruth ha pubblicato sul suo blog (in inglese) un post dal titolo “Panorami, fiori, farfalle e ... nastri di plastica” nel quale, dopo aver entusiasticamente commentato la prima parte della sua passeggiata di venerdì 20 maggio, scrive:
“... e poi sono apparsi i primi nastri di plastica che sventolavano annodati a rami e cespugli, scelti in modo strategico  lungo il sentiero. Credetemi, la plastica bianco/rossa non è bella fra tanta bellezza naturale. Evidentemente erano una sgradevole eredità della gara Jeranto-Campanella Trail tenutasi quasi due settimane fa. In tutta franchezza non è la prima volta che queste gare lasciano dietro di loro brutti ricordi a chiunque altro percorra quei sentieri. Appena una settimana fa Giovanni Visetti ha scritto di aver trovato (e rimosso) molti nastri lungo un diverso tratto del percorso della stessa gara.
Gli organizzatori non dovrebbero essere responsabili e garanti della pulizia una volta terminata la gara?
E’ così difficile trovare un paio di persone che vadano lungo il percorso dopo l’ultimo partecipante rimuovendo i nastri?
Quante volte abbiamo sentito dire che sarebbero stati rimossi “dopo” o “domani” o “fra qualche giorno”, cosa che poi non avviene e se si verifica è in modo parziale e molto raramente completo?
Perché non farlo subito, o al più tardi l’indomani, stando attenti a seguire con cura l’intero percorso dall’inizio alla fine?
Per quanto ne so, i nastri di plastica non sono biodegradabili e rimarranno lì per sempre a meno che il vento non li strappi dai rami e li porti più lontano, il che naturalmente non risolve il problema ma semplicemente lo sposta da un’altra parte. Qualcuno potrebbe dire “che fanno pochi nastri di plastica?”. Non si tratta solo di proteggere l’ambiente (ogni piccola cosa conta), ma anche una questione di educazione. Personalmente, passando nel giardino di un estraneo io non lascerei rifiuti.”  
Quindi le rassicurazioni verbali della settimana scorsa sono rimaste parole al vento, similmente ai nastri che continuavano a sventolare ben 12 giorni dopo la gara e chissà per quanto tempo sarebbero rimasti lì se escursionisti responsabili non li avessero rimossi. 
Spero che per la prossima edizione della gara, o in occasione di eventi simili, chi concede l’autorizzazione faccia in modo da garantire la rimozione di tutta la segnaletica (di qualunque tipo essa sia) accollandosene direttamente l’onere a fronte di un congruo pagamento o facendo versare agli organizzatori un altrettanto congruo deposito di garanzia, da restituire solo dopo l’effettiva pulizia del percorso. 

mercoledì 11 maggio 2016

Via Campanella è aperta ... resoconto della mia visita

Dall’inizio di maggio la strada è di nuovo liberamente percorribile fino al faro (a piedi) e quindi dopo pochi giorni dal mio rientro sono andato finalmente a rendermi conto dei lavori che hanno sollevato tanto polemiche, anche da parte di chi non è mai stato sul posto. Ora quelli che non ci sono ancora andati possono almeno cominciarsi a fare un’idea della consistenza e della qualità dei lavori, comunque li si voglia vedere.
   
Il nuovo muretto di protezione (lato valle) lungo via Campanella inizia appena dopo il  bivio di via Mitigliano e prosegue, quasi ininterrotto, fino alla punta. Costruito in pietra calcarea e (visto che lo scopo è quello di garantire la sicurezza) consolidato con malta cementizia. 
Al contrario, i muri e muretti a monte sono discontinui, ce ne sono di vecchi, recenti e del tutto nuovi, pochi con cemento, quasi tutti a secco. 
Alcuni dei più antichi (a secco) sono in cattive condizioni (spanciati = abbuffati) e pronti a cadere. La strada è quasi completamente lastricata, dico quasi in quanto nei casi in cui a monte non è limitata da un muro, esiste una sottile striscia di terra battuta.
In questo album trovate 46 foto, incluse le poche inserite in questo post, esattamente nell’ordine nel quale le ho scattate procedendo in direzione di Punta Campanella. Per maggior precisione ho aggiunto anche qualche commento chiarificatore.
Tornando alla strada, si può dire che fino a poco oltre Cancello non è cambiato molto il quanto è stato solo sostituito l’asfalto con la nuova pavimentazione in pietra e parte del muretto a valle in pietra e cemento era già stato costruito con un precedente intervento nel quale si provvide anche a lastricare un centinaio di metri poco a valle dell’edicola di Cancello, nei pressi della quale è stato apposto un secondo cartello di divieto di transito.
Si prosegue per il lungo tratto quasi pianeggiante sempre accompagnati da muretti (pietre e cemento a valle, solo pietre - a secco - a monte) interrotti solo per mantenere gli accessi ai vari fondi. Per quelli solo pedonali a monte sono stati costruiti alcuni scalini in pietra calcarea.
   
Come si vede dalle foto sono state preservate tutte le pietre antiche (lavorate e mediamente ben più grandi delle moderne) e quelli che già conoscevano il percorso alla loro prima visita noteranno che quelle adesso visibili (e calpestabili) sono aumentate considerevolmente. Inoltre ne sono state scoperte alcune al lato della strada (lato mare) in corrispondenza del bivio per Rezzale dove, per questo motivo, il muretto si interrompe e la protezione è garantita da balaustra in pali di castagno. (vedi foto in basso)
   
Già da vari anni, dove non c’erano le pietre, si era creato un profondo solco che in taluni punti creava qualche problema ai meno agili e a quelli con passo poco sicuro (e non sono mancati gli incidenti). Tutti questi tratti sono stati riempiti e coperti con cemento che va ad affiancarsi al basolato romano nei punti in cui questo è parziale (di solito solo lato mare).
La precedente pavimentazione in pietra esistente già da un paio di decenni nel tratto finale non è stato toccata e una volta giunti lì si vede finalmente la Torre Minerva e l’isola di Capri senza più la bruttura dell’edificio fatiscente che fu costruito d’urgenza dopo l’esplosione del vecchio faro (foto in basso), ed è per questa demolizione che fu portata la ruspa a Punta Campanella e non per altri motivi come capziosamente suggerito da alcuni.

Anche se mi sarebbe piaciuto un percorso più “arioso”, senza il continuo muretto a valle (personalmente sono contrario anche ai passamano in legno a meno di pericolosità effettiva), non mi è apparso un gran disastro, almeno fino all’inizio della discesa finale. Questa se da un lato ha “guadagnato” superficie lastricata originale a vista, riempiti i profondi solchi e livellati i vari salti (anche oltre mezzo metro) dall’altro ora presenta lunghe strisce di cemento a vista che così come appaiono adesso sono veramente orrende. Tuttavia, mi è stato detto che sembra si stia pensando ad una soluzione per migliorarne l’aspetto ... e spero che sia così.
Infine, ho notato che i pali di sostegno delle linee aree ENEL/Telecom sono molto diminuiti di numero, ma non saprei valutare il numero esatto, e ora ne rimangono relativamente pochi ancora in piedi.

Ulteriore sopralluogo
Approfittando della bellissima giornata e trovandomi già a Punta Campanella ho deciso di tornare via Rezzale, Vetavole, Vuallariello, Selva, Cercito anche per vedere quale impatto avesse avuto il passaggio dei circa 200 partecipanti alla gara di domenica 8 maggio (Trail Ieranto - Campanella).
Risalendo quindi lungo il sentiero CAI 300 del crinale, superato il belvedere di Rezzale ho trovato un paio di nastri di segnalazione bianco/rossi a una certa distanza fra loro e ho pensato che distrattamente li avessero dimenticati lì.
Proseguendo ne ho trovati invece molti altri e fino alla fine del secondo tratto ripido (in prossimità del belvedere dal quale la Baia di Jeranto appare come un lago a forma di cuore, foto in alto) ne ho contati e rimossi almeno 30. Di lì in poi, fino all’inizio del sentiero Vuallariello, solo altri 2 e ho pensato ad una mancanza di organizzazione o di comunicazione nella pianificazione della ripulitura del percorso avvalorato dal fatto che lungo via Campanella ne avevo notato solo uno e successivamente nella discesa della vicinale Selva assolutamente nessuno.

Sapendo che gli organizzatori sono attenti alla rimozione dei nastri ho chiesto ad alcuni e mi hanno riferito che l’avrebbero fatto mercoledì (oggi) e che anche in altri tratti del percorso non erano stati ancora recuperati. Sono certo che sarà così e che non vogliano lasciare alcun ricordo negativo di una bella gara che ha richiamato tanti amanti della corsa in ambiente naturale nella zona. Tuttavia non capisco il motivo per il quale non si sia provveduto immediatamente visto che dopo la conclusione della gara c’erano  ancora molte ore di luce e che sarebbero bastate un paio di persone per ripulite tutto in meno di tre ore. Ma gli stessi “assistenti/controllori”, lasciando le loro postazioni, avrebbero potuto eseguire il lavoro rientrando a Termini sempre che non fosse previsto il cosiddetto “fine-corsa” che senza percorrere un metro in più avrebbe risolto comunque il problema.
Spero che il vento di oggi non porti in giro plastica bianco/rossa.