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martedì 31 marzo 2026

I video completi delle 5 CHARLAS di VIAGGI IRRIPETIBILI

Il ciclo di Charlas viajeras è terminato ma chi non ha avuto la possibilità di attendere in persona alle chiacchierate può ascoltare quanto ho raccontato e guardare le immagini proiettate alle mie spalle, sul grande schermo della sala multimediale cortesemente concessa dall’Area Marina Protetta Punta Campanella, con l’organizzazione della Sede di Massa Lubrense dell’Archeoclub.

I 5 video sono opera di Ludovico Mosca che ha provveduto alle registrazioni e all’editing e poi li ha resi disponibili sulla piattaforma VIMEO dove sono visibili senza alcun bisogno di registrarsi.

Ecco i link:

  • Charla 1 (Francia, Spagna e Portogallo in auto, 1979) 23 gennaio 2026
  • Charla 2 (Ecuador, Perù e Colombia, 1980) 6 febbraio 2026
  • Charla 3 (México, Guatemala e Honduras) 20 febbraio 2026
  • Charla 4 (U.S.A, lavoro, studio e 2 coast-to-coast 1985/86) 6 marzo 2026
  • Charla 5 (1.750km in kayak su canali e fiumi francesi, 1986) 20 marzo 2026

I racconti di viaggi iniziano con uno itinerante in auto, fino in Portogallo, con soste in Francia e Spagna, sia in andata che al ritorno. Nel corso della Charla 1 ho descritto soprattutto l’ambiente giovanile e studentesco lusitano, soffermandomi sul mio soggiorno nella Real República do Ras Teparta, a Coimbra.

La Charla 2 tratta del mio avventuroso primo viaggio in America Latina, con aneddoti, descrizioni e curiosità relative non solo all'Amazzonia ecuadoriana e alle Galápagos molto prima dell'overtourism, ma anche alle Ande del Perù meridionale, fra Macchu PicchuCuzco Lago Titicaca, senza tralasciare la puntata in Colombia.

La Charla 3 tratta soprattutto del Messico, ma parlo anche della settimana in Guatemala e di un paio di giorni in Honduras, in quasi 3 mesi del 1983. Oltre a tanti siti archeologici precolombiani, ho descritto tanto in merito all’ambiente sociale messicano, includendo abitudini, svaghi, gastronomia, feste tradizionali e tanto altro.

Il viaggio trattato nella Charla 4 si sviluppò interamente in una sola nazione, gli Stati Uniti. Narrazione molto articolata anche se necessariamente riassunta considerato che la permanenza durò quasi 8 mesi, lavorando, studiando e viaggiando coast-to-coast in auto, dal nord-est alla California e di lì in Oregon, per poi ritornare a New York passando per Las Vegas, Grand Canyon e Washington DC.

Infine, la Charla 5 è stata ben diversa, sia per descrivere un viaggio assolutamente unico (più che altro un raid, 1.750km in Kayak, Dunkerque – Bordeaux,) in quanto fatto perlopiù in kayak e canoa. In questo caso sono stato affiancato da 3 dei 6 canoisti che 40 anni fa mi accompagnarono e sono stati numerosi i loro interventi con ricordi e aneddoti.

Potrebbe esserci un seguito ...

domenica 25 gennaio 2026

Non mancate alla CHARLA 2: si va in Ecuador e Perù!

Pur essendo stata centrata su un viaggio relativo a destinazioni europee attualmente molto conosciute e frequentate quali quelle di Spagna e Portogallo, gli intervenuti alla prima Charla si sono poi sorpresi nel realizzare di conoscere poco o niente di vari degli argomenti trattati. Per mia curiosità, al termine dell'esposizione ho proposto un piccolo test con un elenco di 9 argomenti trattati, seppur velocemente, durante la serata. È risultato che i “viaggiatori più esperti" ne conoscevano non più di 3, altri addirittura nessuno. 

Ciò significa che sono riuscito a portare a conoscenza degli astanti temi poco conosciuti per la loro singolarità o attualmente non replicabili per essere scomparsi nel corso del quasi mezzo secolo intercorso dal 1979 ad oggi. 
Se questo è stato per aree europee oggi facili da raggiungere e fruire, certamente pochissimi sono coloro che hanno avuto esperienze di viaggio in Ecuador e Perù e, quindi, sono certo che venerdì 6 febbraio sarò in grado di aprire la mente a molti facendoli vagare con la fantasia tramite aneddoti, descrizioni e curiosità relative all'Amazzonia ecuadoriana, alle Galápagos molto prima dell'overtourism, alle Ande del Perù meridionale, fra Macchu Picchu, Cuzco e Lago Titicaca


A tutto ciò aggiungerò la navigazione su piroga fra le mangrovie di San Lorenzo e la discesa di 130km sul Rio Napo (affluente del Rio delle Amazzoni), spostamenti inusuali su piccoli bus che corrono su rotaie e e viaggi sul tetto di bus o con piccoli aerei che riescono ad atterrare e decollare utilizzando piste sterrate di poche centinaia di metri. Chiaramente, non tralascerò di menzionare qualche particolarità gastronomica. 

Invito i curiosi, gli aspiranti viaggiatori e quelli che hanno già visitato tali posti in tempi più recenti a venire ad ascoltare per comprendere come si viaggiava una volta ... anche se con molte più difficoltà e certamente meno comodità si procedeva con grande spirito d'avventura, adattamento, apertura mentale e intraprendenza. 

Charla 2: Ecuador e Perù
venerdì 6 febbraio

mercoledì 27 luglio 2022

Paola Hermosín, musicologa e chitarrista geniale

Nel mio sporadico girovagare alla ricerca di video di musica etnica e tradizionale, un paio di giorni fa mi sono imbattuto in uno dei tanti prodotti da Paola Hermosín, giovane e abilissima chitarrista interessata soprattutto alla ricerca, didattica e divulgazione. In quasi ogni suo video (5-10 minuti di durata media) dedica la prima metà del tempo ad una accurata e chiara introduzione che, a seconda del pezzo proposto nella seconda parte, può essere indirizzato prevalentemente alla tecnica di esecuzione (spesso con precisa dimostrazione pratica), alle origini di un determinato genere musicale o del singolo brano, riferimenti alle danze associate e loro evoluzione nel tempo, brevi biografie degli autori e/o interpreti originali, aneddoti e altro, o una bilanciata miscela di tutto ciò, il tutto arricchito da immagini di dipinti d'epoca, foto storiche, poster e altre curiosità che aggiungono interesse al filmato.

Nel video in basso ne potete apprezzare un esempio, nel quale Paola Hermosín illustra anche l’origine dei nomi / titoli dei pezzi spiegando, fra l’altro, la curiosa relazione fra El Vito e il cosiddetto Ballo di San Vito. Oltre alla cultura musicale spagnola ed in particolare del flamenco, le sue ricerche e i suoi arrangiamenti originali spaziano da brani di musica classica (di Beethoven, Mozart, HoffmannChopin, …), a ritmi rioplantensi quali tango e milonga, andini, latini del centroamerica e Messico, ma anche italiani, greci e perfino giapponesi, senza trascurare perfino tutorial per suonare l'ukulele. 

Come se tutto ciò non fosse stato sufficiente per irretirmi (data il mia annosa curiosità in merito alla musica etnica e tradizionale) ci sono altre due particolarità che mi hanno quasi affascinato: l'essenzialità dei video girati in casa (senza inutili fronzoli scenografici eppure perfettamente realizzati) e la sua particolare parlata andalusa. Paola Hermosín conquista a prima vista non solo per la sua simpatia, allegria e sorriso, ma anche per la padronanza che dimostra nell'eloquio e nell'esposizione e per la chiarezza del discorso sia esso di interesse storico, musicale o prettamente tecnico.

In merito alla dizione, risaltano la pronuncia delle t e di alcune coppie di consonanti che diventano quasi z, le classiche contrazioni dei participi passati, la troncatura di alcune parole e la cadenza sivigliana (non essendo un linguista, la descrizione è poco precisa, ma penso di aver resol'idea). A beneficio di chi non è abituato a tutto ciò, nei video sono comunque disponibili i sottotitoli in spagnolo e, in pochi casi, la traduzione in inglese. Comunque, leggendo le didascalie, si evince la correttezza dei termini, della sintassi e della grammatica, e la mia impressione è stata confermata da una madrelingua …

al termine di questo video potrete anche apprezzare la sua ironia ....

(breve bio tratta dal sito www.paolahermosin.com)

Paola Hermosín (Alcalá de Guadaíra, Sevilla, 1995) è una chitarrista, cantante, compositrice, ricercatrice, poetessa e scrittrice alcalareña. Diplomata con lode sia al Conservatorio Profesional Francisco Guerrero che al Conservatorio Superior Manuel Castillo (entrambi di Sevilla), nel 2019 ha concluso il Master in Investigación y Análisis de Flamenco, ancora una volta con il massimo dei voti. Oltre al canale YouTube (ormai con quasi 800.000 followers), pubblica i suoi vari album musicali su Spotify, Apple Music e altre piattaforme nonché partiture, tablaturas (intavolature) e i suoi arrangiamenti originali per chitarra. Oltre ai già citati YouTube e sito personale, è attiva anche su vari altri social fra i quali Twitter, Instagram e Facebook .

venerdì 13 novembre 2015

30 febbraio, 38 luglio, ventordici ottembre

Date strane, inesistenti, eppure la prima è stampata sul mio passaporto degli anni ’80.

Copacabana (Bolivia), 30 febbraio (!!!) 1980

Nel corso del mio primo viaggio oltreoceano, dall’Ecuador mi spinsi a sud percorrendo tutto il Perù fino ad Arequipa ed al Lago Titicaca
Da Puno, città più importante sulle rive occidentali del lago, decisi poi di effettuare una escursione in Bolivia, accedendo da Copacabana, cittadina di frontiera a sud della parte più grande del bacino, ad oltre 3.800m di altitudine. Sappiate, per pura curiosità, che la estremamente più famosa Copacabana brasiliana (quartiere e spiaggia di Rio de Janeiro) deve il suo nome proprio a questa cittadina andina in quanto nel XVIII secolo venne costruita cappella dedicata alla Virgen de la Candelaria de Copacabana, patrona della Bolivia, che ha uno dei più importanti santuari a lei dedicati proprio vicino alle acque del Lago Titicaca.
Tornando alla mia escursione, sappiate che non sono mai riuscito a raggiungere la cattedrale in quanto le disposizioni dell’epoca, emanate allo scopo di tentare di contrastare il contrabbando, prevedevano che chi attraversava la frontiera, prima di rientrare in Perù, dovesse rimanere in Bolivia almeno 48 ore. Tutto ciò lo scoprii solo dopo che mi ebbero timbrato il passaporto e, dopo aver spiegato che non potevo restare in quanto senza alcun bagaglio, praticamente fui “espulso” dopo aver effettuato un breve giro nella terra di nessuno fra le due frontiere. 
Solo per questo motivo sul timbro triangolare di ingresso in Bolivia fu annotato con pennarello verde “Anulado” e non perché qualcuno si fosse reso conto della data insistente. Comunque, avevano sforato di un solo giorno poiché il 1980 era bisestile e quindi il 29 febbraio esisteva, ma certamente non il 30. Nell’immagine delle due pagine intere del passaporto si può vedere chiaramente il timbro dell’Ecuador con la data reale: 1 marzo 1980.

Altre date “strane” sono state invece inventate di sana pianta e qualcuna è anche diventata abbastanza famosa, come per esempio il “38 luglio” (video YouTube)  titolo di una delle più famose canzoni degli Squallor. Questo gruppo musicale demenziale produceva testi fra l’assurdo e il surreale che venivano più recitati che cantati e incredibilmente vari loro versi diventarono una specie di tormentone che molti giovani dell’epoca usavano.
Dato che il loro linguaggio scivolava quasi sempre nello scurrile, o quanto meno nel molto equivoco e allusivo, erano praticamente banditi dalle radio nazionali e non si esibirono mai in pubblico. Penso che la foto a destra sia abbastanza significativa ...
Facevano parte del gruppo famosi parolieri come Daniele Pace e Giancarlo Bigazzi, ma di tanto in tanto collaborarono con loro vari personaggi noti come Gianni Boncompagni e Gigi Sabani.
In questo post del blog The voice of voiceless, troverete molte notizie sugli Squallor e potrete anche ascoltare vari loro pezzi. I nostalgici ed i curiosi troveranno facilmente tanto altro materiale in rete.

L’ultima data citata nel titolo (ventordici ottembre) è ancora più particolare in quanto non solo non esiste quel giorno sul calendario, ma nemmeno il numero e il mese. Non penso si conoscano i geni che hanno creato questi neologismi spacciati per numero e mese (probabilmente la stessa mente scellerata) eppure hanno avuto grande successo, in particolare il primo. 
In effetti in questa pagina Nonciclopedia viene riportata una storia relativa all’origine di ventordici (la grafia "corretta" è qui a sinistra), ma suggerirei di non prenderla troppo sul serio. Al contrario, alcune delle tante peculiarità del numero - elencate nella stessa pagina - sono molto interessanti e dimostrano che chi l'ha creato sa anche di matematica.
  • È l'ultimo dei numeri primi e il primo dei numeri ultimi
  • Non è divisibile nemmeno per se stesso
  • Moltiplicato per 1 dà 0
Anche ottembre ha la sua pagina Nonciclopedia nella quale si apprende il vero calendario di 19 mesi, anche se nella stessa pagina si ipotizza che possano essere settordici.
Sembra che i due vocaboli qui brevemente presentati siano stati i primi e sono certamente i più conosciuti della serie che conta tanti altri numeri e mesi. 
I loro nomi sono stati scelti per club, pagine FB, nickname e avatar.
  
Né la demenza creativa né la creatività demenziale hanno limiti o confini, ma almeno questi tipi di follia provocano danni molto limitati ... se ne causassero alcuno .

venerdì 12 dicembre 2014

Greenpeace danneggia le linee di Nazca

Brevissimo post per invitarvi a leggere quanto accaduto in Perù, ed esattamente nell'area delle famose e misteriosissime Linee di Nazca. Trovate tutto in questa pagina del gruppo "Italia unita per la scienza" (per la corretta informazione scientifica) dala quale ho estratto questa foto come anticipazione. L'articolo è esaustivo, ben scritto, chiaro e basato su dati seri e scentifici (e non poteva essere altrimenti).

Stamattina, mentre la maggior parte di voi dormiva, ho letto un po' di articoli e commenti sulla stampa internazionale, visto che in Italia sono apparse solo poche righe e qualche foto accompagnata da altre non pertinenti. Quindi mi limito ad un commento esclusivamente personale che però é in linea con la maggior parte dei commenti, sia ufficiali (dell'ambiente politico e della comunità scientifica) sia di semplici lettori. Sembra che Greenpeace, come molte altre associazioni che operano anche in campi diversi (qualcuno ha tirato in ballo PETA, Femen, animalisti estremisti che si oppongono a qualunque tipo di ricerca, ecc.) sia sempre più orientata ad operazioni sensazionali, assolutamente incuranti di "danni collaterali" materiali e offese alla religione di un paese per non menzionare il fatto di essere assolutamente fuorilegge.
Con la suddetta operazione hanno centrato tutti i tre succitati obiettivi: hanno danneggiato le millenarie Linee di Nazca (Patrimonio dell'Umanità), hanno offeso i sentimenti dei Peruviani (per i quali le linee sono sacre) e sono entrati in zona assolutamente vietata a chiunque, anche al Presidente della Repubblica.
E non contenti di cio hanno falsificato le mmagini sostnendo di non aver arrecato danni! e se ne sono usciti con un laconico "ci dispiace".
Questi sono solo esibizionisti che vogliono comparire nelle news. Avete mai pensato a quanto costa mandare in giro per il mondo questi buffoni che non producono assolutamente niente e spesso danneggiano (illegalmente) luoghi, attività commerciali (legali fino a prova contraria) e persone? 
Meditate ... perfino il più nobile degli ideali non può giustificare simili azioni inutili, idiote e fuorilegge perpetrate da uno sparuto gruppo di imbecilli senza né arte né parte. Penso che a breve ci sarà qualche cambiamento anche ai vertici di Greenpeace (chi ha avuto questa brillante idea "sucida"?) e spero che qualcuno degli attivisti si goda un piacevole soggiorno nelle galere peruviane.