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venerdì 13 marzo 2015

Nuovi indicatori CAI?

Ho ricevuto un messaggio "misterioso" (per non avere avuto seguito) con il quale sono stato messo al corrente di una proposta di aggiornamento della segnaletica verticale lungo i percorsi CAI (Club Alpino Italiano). Lungi dall'essere stato approvato, il progetto raccoglie molte idee e prospetta varie possibilità non solo in merito alle tabelle/frecce riportanti destinazioni e tempi, ma anche ad altri cartelli informativi. 

Dovrebbe essere superfluo dire che sono assolutamente d'accordo con la proposta nel suo complesso (anche se non ho voce in capitolo) e spero che in particolare vengano adottate le tabelle, come questa in alto, riportanti gli orari teorici di percorrenza preceduti almeno da una bella hma apprezzerei soprattutto l'inserimento della seconda riga con le distanze (misure assolute) al di sotto di quella dei tempi (soggettivi).
Non mi dite che non sono mai contento o sono ipercritico, ma perché non copiare semplicemente la giusta scrittura da anni utilizzata in Svizzera (freccia in alto) e combinarla quello che si fa in Spagna (freccia in basso) dove si limitano a segnalare (correttamente) le distanze? 
In particolare mi preme sottolineare che per i tempi, pur non inserendo min per minuti, almeno dopo le ore ci sono i due punti.
Avete presente le tabelle in legno lungo il sentiero fra Pontone ed Amalfi via Ferriera con indicazioni del tipo 0,40 che, a essere rigorosi, significa 40/100 (quaranta centesimi) che equivalgono a 24min? In quel caso anche la semplice indicazione 40', seppur non del tutto corretta, sarebbe stata una miglior soluzione visto che è comunemente accettata ed è senz'altro più chiara.
Tutte le proposte incluse nel progetto sono migliorative e quindi, comunque andrà a finire (a patto che si porti effettivamente a termine quanto sarà stabilito), gli escursionisti dovrebbero trarne vantaggio. 
Anche la semplice decisione di preporre h ai tempi, seppur senza min e senza indicare le distanze, mi sembra un passo avanti rispetto al passato (a destra indicatore sull'Altopiano di Asiago). Mi fa piacere che alla fine qualcuno se ne sia reso conto.
Questi sono vari post di oltre un anno fa relativi alla segnaletica (spesso errata):

giovedì 16 ottobre 2014

Nuova segnaletica verticale sui sentieri dei Lattari

Come forse qualcuno avrà notato, fra le foto scattate domenica scorsa andando a Monte Calabrice ho inserito un paio di foto di un abbondante segnale posizionato pochi metri a sud del fungo di Capo Muro, in prossimità del bivio Paipo / Monte Tre Calli.
Le indicazioni delle destinazioni dei sentieri sono accompagnate dal tempo stimato per raggiungerle e, per fortuna, questa volta viene espressa l’unità di misura (h). Devo sottolineare che i tempi sono molto più realistici e proporzionati fra loro di quelli riportati sugli indicatori finora visti lungo i sentieri dei Lattari, anche se personalmente continuo a sostenere che sarebbe molto meglio indicare distanza e dislivelli che sono valori assoluti. Inoltre i tempi di percorrenza di uno stesso tratto con dislivelli significativi dovrebbero essere diversi in discesa e in salita ... o no?
Ci sono ben 5 frecce che indicano la direzione da prendere per raggiungere Monte Catiello, Caserma Forestale, Crocella, Monte Tre Calli e Paipo. Fra le prime due c’è una tabella rettangolare che informa che ci si trova a Capo Muro e che la quota è di 1.100 s.l.m. (sic).
In merito a quest’ultima informazione fornita, penso che riportando una quota sarebbe opportuno che la misura coincidesse (o si approssimasse quanto più possibile) con quelle riportate sulle carte, almeno le più diffuse e affidabili. In questo caso per guida e carta del C.A.I. (che utilizzò come carta base l’edizione dell’I.G.M. del 1960, rilievi degli anni ’50 - scala 1:25.000 ridotta a 1:30.000, equidistanza 25m) la quota è di 1.072, mentre per la più precisa e moderna Carta Tecnica Regionale (foto e rilievi degli anni ’70 - scala 1:5.000, equidistanza 5m) è di 1.079,3m.
Non capisco l’inutile arrotondamento di 20 o più metri, posso solo pensare che il redattore abbia abbinato alla sella di Capo Muro (dove si trova la tabella) la quota della piccola altura a meno di 100m a sud-sudest che viene riportata a 1.102 dall’I.G.M. (anche su carte più moderne) e 1.101,4 sulla Carta Tecnica
Altra ipotesi è quella che qualcuno abbia creduto ai numeri al lotto forniti dal gps, in particolare per le quote. Questa non vuole essere una questione di lana caprina, ma potrebbe fuorviare qualcuno che, attento solo ed esclusivamente alle quote in mappa o al gps, potrebbe pensare di trovarsi in un luogo piuttosto che in un altro e cercare inutilmente un bivio che non è lì. 
E a proposito di bivi e di dove cercarli, sappiate che l’incrocio dei sentieri per Monte Catiello, Crocella e Caserma Forestale si trova a nord del fungo e non esattamente dove è posizionato il paletto con gli indicatori.
Suggerirei infine, finché si è a tempo, di colorare le lettere e le cifre in quanto con la sola incisione alcune già adesso sono poco leggibili. Con il sole l'ombra che si crea nel solco le rende leggibili, ma in caso di cielo coperto o quando sono in ombra non si riescono a leggere. Per esempio nella foto in alto è difficile capire quanto tempo ci voglia per raggiungere Monte Catiello. Immaginiamole fra un paio di anni sempre che qualche vandalo (imbecille più che vandalo) non abbia già abbattuto i segnali. 
Comunque è un’opera senz’altro meritoria che potrà essere di ausilio agli escursionisti che non conoscono il territorio a menadito e, nonostante le imperfezioni, si dovrebbero ringraziare gli autori di questo lavoro anche se non so chi siano (non ho visto simboli o sigle).

PS - Nel corso dell’escursione di domenica ho notati anche altri indicatori, ma finché non avrò modo di appurare chi coordini questo progetto non sarò in grado di sapere lungo quali altri sentieri e fino a dove sono stati apposti gli indicatori. 

giovedì 2 ottobre 2014

Altri Mondi: segnaletica a Menorca

Avendo già scritto in merito alla marcatura e manutenzione dei sentieri di Menorca, parlo ora di come è invece la segnaletica per quanto riguarda le aree urbane e gli attraversamenti dei piccoli centri abitati e zone balneari. Nelle cittadine come Mahòn, per esempio, in prossimità della maggior parte degli incroci c’è un palo apposito che sostiene varie piccole tabelle indicatrici (talvolta anche nelle quattro direzioni) che vi indirizzano verso gli edifici e servizi principali (ufficio turistico, stazione autobus). Inoltre più in basso, ad altezza occhio per facilitare la lettura, c’è una dettagliata mappa, completa di punti di interesse e toponomastica, che vi mostra il luogo in cui vi trovate. Nel caso si trovi lungo il percorso del GR223, c’è anche la doppia striscia bianco/rossa attorno al palo.
  
All'inizio e fine di ogni attraversamento urbano l’escursionista trova invece una cartina con il percorso consigliato e varie utili indicazioni accessorie. La carta qui in basso di Cala en Porter, per esempio, mostra il luogo in cui è affissa la carta, la fermata autobus, il percorso più panoramico/piacevole, l'accesso alla spiaggia e anche il punto nel quale gli escursionisti troveranno il prossimo Panel de Etapas, vale a dire cartina e informazioni relative al successivo tratto del GR223
Per altri percorsi in ambito cittadino, di piacere o di trekking urbano, l'Ayuntamiento di Mahòn ha invece utilizzato un altro tipo di di segnaletica, vale a dire dei mattoni con la sagoma che ricorda l'impronta di un piede nudo inseriti nella pavimentazione. Ma attenzione, non si tratta di una vera e propria pianta di piede, bensì della sagoma dell'isola di Menorca alla quale sono stati opportunamente aggiunti 5 pallini di dimensioni crescenti a rappresentare le dita e una linea curva dal lato del tallone per completare la somiglianza.
  
Visto che in alcuni tratti del percorso si deve per forza procedere lungo una rotabile, ci sono appositi segnali che avvisano della presenza delle auto e indicano con precisione (abbastanza estrema e in questo caso inutile, ma meglio troppo che niente) della lunghezza del tratto in comune.
   
Esistono anche sezioni condivise con i percorsi ciclabili (alcuni per bici da strada altri solo per mountainbike) ed anche in questo caso c'è una evidente e utile segnaletica per evitare pericoli, specificare a quale tipo di bici sono consigliati e indicare le deviazioni dal percorso escursionistico.
  

domenica 21 settembre 2014

Altra isola, altri sentieri, altra ottima segnaletica

Verrà mai il giorno in cui anche sui Monti Lattari si potrà usufruire di una segnaletica semplice, precisa, solida e funzionale?
Quella che oggi sottopongo alla vostra attenzione è quella del Camì de Cavalls, GR 223 - Menorca, Baleari (Spagna), percorso recuperato da pochi anni basandosi sui sentieri e piste che collegavano le torri costiere dell'isola. Come per le nostre torri cavallare, ci si spostava a cavallo da cui il nome attribuito all'intero percorso circolare di circa 200km.
Spero che fra coloro che leggeranno questo post ci siano anche alcuni dei responsabili della futura (la speranza non muore mai) segnaletica della rete sentieristica della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana. Propongo le foto e la breve descrizione solo per fornire ulteriori idee in merito oltre a quelle già discusse in precedenti post.
Chiaramente ogni ambiente ha le sue esigenze e i suoi limiti e di conseguenza segnavia, indicatori e materiali devono essere adattati. Nel caso del Camì de Cavalls, per gran parte del percorso si procede fra vegetazione bassa e le rocce capaci offrire un supporto visibile e duraturo per i segnavia sono rare o del tutto assenti. Quindi i segnavia a vernice sono sporadici mentre molto più frequenti sono i paletti che vedete nella foto in basso. I numeri dipinti in bianco sulla faccia che guarda il sentiero indicano la tappa (in tutto sono 20) ed il numero progressivo per quella tappa.
  

Ogni incrocio principale ha i suoi indicatori (uno per direzione) mentre quelli secondari sono evidenziati solo dai paletti segnavia.Le due foto qui sopra mostrano i chiari ed evidenti indicatori con le prossime mete (di quella tappa) e le distanze indicate in km. Come qualcuno ricorderà, questo è un punto che sostengo da sempre in quanto le distanze espresse in chilometri sono misure assolute mentre i tempi sono relativi in quanto dipendono dalla velocità di ogni singolo escursionista. Inoltre, se proprio si volessero indicare i tempi, le cifre dovrebbero essere accompagnate dall'unità di misura (vedi post del 22 agosto 2013). 
  
Per quanto riguarda il disegno base dei tabelloni con la rappresentazione del percorso di ciascuna tappa è stata scelta la foto satellitare a discapito della cartina. Io propendo per la seconda soluzione, ma in questo caso il risultato è comunque chiaro, visto che non ci sono rilievi significativi che rendano indispensabile l'utilizzo delle isoipse.  
 
Concludo con una curiosità. Non avendo a disposizione i nostri castagni o i pini di altre aree, per i passamano/balaustre si utilizzano piante della macchia. 
I tronchetti e i rami utilizzati sono ben più sottili e contorti, ma assolutamente resistenti e conferiscono un aspetto più naturale a queste protezioni.
 

lunedì 26 agosto 2013

Escursionismo: segnaletica (2) indicatori incongruenti e/o errati

1) Questo si trova nei pressi della mattonella di emergenza n. 2 e al lato del cartello "località Grotte", a circa 600 m dalla fine del Sentiero degli Dei (Bomerano-Nocelle). Come evidenziato in un precedente post, il Club Alpino Italiano (CAI), in assenza di grandi dislivelli, calcola tempi ragionevoli assumendo una velocità di 3.5 km/h e li indica al limite destro del cartello.
Ma in effetti chi ha progettato questo ha calcolato una velocità di 0,6 km/h per la prima ora (fino a Nocelle) e di 6,1 km/h da Nocelle a Montepertuso per la successiva mezz’ora (3,650 - 0,600 = 3,050 km da percorrere in mezz’ora - 1.30-1.00=0.30). Infine da Montepertuso a Positano l’unico dato plausibile, 1.350 m in 30’ pari a una velocità di 2,7 km/h.
L’assoluta incongruenza delle indicazioni ha spinto qualche anima pia ad indicare le reali distanze (dati oggettivi) e a barrare i tempi (di fantasia). Questa non è certo la soluzione giusta (pensate a cosa succederebbe se ognuno volesse correggere tutti i cartelli a suo parere errati), ma il biasimo maggiore va a chi ha messo l'indicatore, con chissà quali costi ....
2) Questo si trova all'inizio del Sentiero degli Dei, punta nella direzione opposta del precedente e chiaramente il dato relativo al primo tratto Nocelle-Grotte è egualmente errato (vedi sopra). 
Ma l'indicazione più fuorviante è quella sottostante. Agerola non ha un vero "centro" essendo solo il nome del Comune composto da 6 frazioni (San Lazzaro, Campora, Santa Maria, Pianillo, Ponte, Bomerano). La prima frazione che si raggiunge percorrendo il Sentiero degli Dei è Bomerano, mentre San Lazzaro è la più orientale. Di conseguenza è impensabile passare prima per San Lazzaro (che fa parte di Agerola) per poi raggiungere Agerola stessa (quale punto?) 40 minuti più tardi .... Al di là dell'ordine sbagliato, anche in questo caso i tempi sono poco reali.
3) Entrambe gli indicatori riportavano il numero 00, poi corretto a 300, che doveva riferirsi alla numerazione CAI e quindi all'Alta Via dei Monti Lattari, ma il Sentiero degli Dei era il sentiero 27 ed ora è il 327.
4) Quasi tutti gli indicatori di questa serie (della ex Comunità Montana Penisola Amalfitana - C.M.P.A.) danno informazioni di questo tipo e addirittura il cartello posto di fronte alla Forestale indicava 3.00 (ore) per raggiungerla (prima della solita correzione a mano). E' possibile che nessuno abbia mai pensato di rivolgersi, se non al CAI, come sarebbe stato logico, almeno ad una guida o finanche a un semplice escursionista con un minimo di esperienza? Si sarebbero evitate brutte figure e gli escursionisti avrebbero potuto avere informazioni più veritiere ed affidabili.

giovedì 22 agosto 2013

Escursionismo: segnaletica su sentieri (1) - tempi di percorrenza

In Italia fa scuola, giustamente, il CAI (Club Alpino Italiano) e i loro “indicatori” (le frecce che indicano destinazioni e tempi di percorrenza) sono questi:
 
Come si vede vengono indicati destinazioni e tempi presunti per raggiungerle, ma per i neofiti e stranieri non è chiaro che si parli di tempi (tanti pensano che si tratti di distanza e quindi di km). L’Ente Svizzero pro Sentieri (ESS) indica egualmente i tempi, ma almeno in modo chiaro con l’uso dell’h per le ore e min per i minuti (così come si insegna a scuola)
Inoltre calcola i tempi di percorrenza in modo molto più preciso ricavandoli da questo grafico che tiene conto di distanza e pendenza. La tabella è considerata un punto di riferimento anche al di fuori della Svizzera ed è inserita in vari manuali del CAI.
Per l’ESS in un’ora si possono percorrere fino a 4.530m (quindi oltre 4,5km) percorrendo un sentiero con pendenza costante in discesa del 5%. In piano si percorrono solo 4.200m e se la pendenza del 5% fosse in salita circa 3.600. Con una pendenza media del 10% in salita si percorrono solo 3km guadagnando chiaramente 300m di quota. Per il calcolo esatto, ogni sentiero dovrebbe essere sezionato in tratti con pendenza più o meno costante e poi sommare tutti i tempi trasformando così i dati in tempo di percorrenza. 
Questo invece è un calcolo empirico proposto dal CAI sul QUADERNO DI ESCURSIONISMO N. 1 (Edizione 2010):
Un escursionista mediamente allenato, in un'ora di cammino su facile sentiero, in salita, guadagna in quota circa 350 metri, mentre in discesa si abbassa di circa 500 metri.Se l'itinerario si svolge a quote superiori ai 2800-3000 metri percorre rispettivamente 250-300 metri in salita e 400-450 metri in discesa.Se il percorso è ondulato o piano e non presenta difficoltà che richiedano particolari attenzioni, il tempo di percorrenza deve fare riferimento ai chilometri percorsi; 3,5-4 km l'ora.I tempi calcolati sono effettivi e non tengono conto delle soste.
Quindi il CAI propone un velocità un po’ inferiore rispetto all’ESS, ma con pendenza del 10% indica un guadagno di quota superiore. Dalla mia esperienza, in particolare per i sentieri dei Lattari, trovo la velocità "svizzera" un po' alta mentre, per quanto riguarda i dislivelli in salita, penso che si possano tranquillamente considerare 350-400 m/ora.
Come è evidente, non esiste un metodo unico e preciso per determinare i tempi di percorrenza in quanto ognuno di essi si basa su una ipotetica velocità media relativa ai frequentatori abituali di quei sentieri e al tipo di terreno. 
Anche la tabella ESS (pur essendo abbastanza precisa) ha un limite evidente nel non considerare le diverse tipologie di sentieri (pietroso, fangoso, stretto, esposto, sabbioso, presenza di scale ....). 
In molti paesi indicano invece solo le distanze, ma non sempre l'unità di misura 
Io sono fautore dell’idea che sarebbe più opportuno indicare le distanze e i dislivelli invece che i tempi, lasciando all'escursionista l’onere della conversione in tempo in base alla propria esperienza, al proprio stato di forma e alla propria capacità o volontà di procedere più o meno velocemente, fermo restando che l’optimum sarebbe indicare distanze, dislivello e tempi seppur approssimativi.

Nel prossimo post tratterò degli indicatori lungo i sentieri della Penisola.