martedì 15 ottobre 2019

Conocchia, TREK 2020 ed altri percorsi

Domenica, come molti avranno visto (guarda l’album fotografico), sono andato a fare un bel giro con i Camminanti affrontando la “famigerata” ascesa della Conocchia; per intenderci il tratto che funge da deterrente per molti è quello da quota 1.070 fin quasi alla cima della Croce della Conocchia (1.386m, nella foto). 


Ovviamente, non sono certo i circa 300m di dislivello in salita che “fanno male”, ma la pendenza … costantemente vicina al 50%, su scaloni di pietra alti e irregolari, talvolta instabili. Il passamano posto al lato della traccia vari anni fa è in gran parte crollata o inaffidabile, soprattutto per mera incuria. Molti “vecchi” frequentatori dell’area sostengono che il sentiero originale, ripido ma con pochissimi scalini, era più comodo e sicuro pur non avendo passamano.
Tuttavia, per chi ha buona volontà e discrete gambe, è un percorso spettacolare imperdibile, considerato che anche la parte bassa, a partire da Santa Maria del Castello o dalla Forestale, offre panorami unici. Non dimenticate che il dislivello minimo da superare è di circa 700m (se a fine salita si svolta a sinistra per Casa del Monaco) e che il percorso è sconsigliato in discesa … specialmente allo stato attuale.  
  
   

La passeggiata di domenica mi ha fatto quindi riconsiderare il previsto circuito C  del TREK 2020 che prevedeva di scendere proprio dalla Croce della Conocchia alla Forestale. Infatti, dopo aver constatato lo stato pietoso in cui si trova il tratto alto, sto ipotizzando un giro più articolato e sostanzioso del Faito ed una discesa per le Tese di Pimonte (versante nord) o addirittura via funivia a Castellammare. In entrambe i casi si organizzerebbe un trasporto per Agerola, chiudendo così il circuito che aveva inizio dal Macello per accedere alla salita di Palmentiello (CAI 300).
Tornando allo spettacolare percorso di accesso al Sant'Angelo a Tre Pizzi (Molare, Canino e Catiello) lungo le precipite balze meridionali, c'è da dire che il punto di passaggio obbligato e la fantastica terrazza a quota 925m, dove si riuniscono i sentieri provenienti dalla Forestale (CAI 300) e il cosiddetto sentiero di Erbatenera, molto meno conosciuto e quindi frequentato, non segnato, che si stacca dall'Alta Via dei Monti Lattari un centinaio di metri dopo le ultime case di Santa Maria del Castello


Da dovunque si approcci la salita, un fatto è certo: i panorami sono unici, con Positano ai nostri piedi (sotto a sx) e la Conocchia che incombe (a dx)!

   

Una volta giunti in cima, le possibilità sono tante ed ognuno deciderà in base al tempo ancora a disposizione, ai propri interessi e alle residue forze. 
Fra le mie mete preferite, fra Faito e Molare, ci sono: BanderaMonte Cerasuolo, Castellone e Casa del Monaco
Purtroppo combinare tutto in una sola escursione è abbastanza difficile sia perché il percorso sarebbe estremamente contorto sia perché diventerebbe molto lungo e con i tanti inevitabili saliscendi i dislivelli alla fine cominciano a pesare. Suggerisco di prevedere più di una uscita sul massiccio e, non essendo necessario salire ogni volta dalla Conocchia, si potrà iniziare a camminare anche dal piazzale Funivia (raggiungibile anche in bus EAV o con mezzi propri) o, per esempio, da Campo del Pero.



Dovunque si vada, anche gli escursionisti abituali e della zona restano sempre sbalorditi e affascinati dall'ambiente circostante che varia continuamente.

venerdì 11 ottobre 2019

60° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (296-300)

Oltre a non essere certo fra i migliori film di Scorsese, Gangs of New York è capitato in un girone di ferro e, giustamente, nonostante l’indubbia relativa qualità e le 10 Nomination (ma nessun Oscar) finisce all'ultimo posto in questa cinquina molto varia. Questa scelta è stata facile in quanto i due muti sono capolavori dell’espressionismo tedesco (che non mi stancherò mai di ri-guardare) e gli altri due sono molto particolari, completamente differenti per stile, produzione e generi, ma senz'altro degli ottimi cult.
Nessuno dei 5 è stato per me una novità, e le nuove visioni dei primi 4 mi hanno assolutamente soddisfatto per l'ennesima volta avendo potuto apprezzare ulteriori dettagli; in quanto all’ultimo l’ho trovato complessivamente ancor più deludente ed esagerato, pur riconoscendo delle che ci sono ottime soluzioni registiche e una pregevole interpretazione di Daniel Day-Lewis.
Comincio con i due muti.

   

297  Metropolis (Fritz Lang, Ger, 1927, restauro 2010) * con Brigitte Helm, Alfred Abel, Gustav Fröhlich * IMDb  8,3  RT  100%  * 108° nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
Nei dati ho ritenuto necessario aggiungere "restauro 2010" in quanto le versioni proposte al pubblico fino ad allora erano di qualità abbastanza scadente e, soprattutto, molto più corte. Nel 2008 fu trovata una pellicola (quasi) integrale in Argentina; a partire da questa e con varie integrazioni derivanti dagli altri montaggi manipolati e accorciati, la più che benemerita Murnau Foundation di Wiesbaden ha messo insieme questa versione alla quale dovrebbero mancare ormai solo poche scene rispetto all'originale. 
Le immagini e la sceneggiatura sono estremamente attuali e sfido qualunque appassionato dei film sci-fi e/o distopici a non riconoscerei quante scene, riprese e scenografie di film di tali generi sono riprese o citazioni di Metropolis. Decine sono le rappresentazioni di una città futuristica a sviluppo verticale, con tanti grattacieli, strade sopraelevate, megafabbriche, videocontrollo e via discorrendo.
Ciò che fa la differenza e deve essere presa per quella che è, è la recitazione, classica del muto ed in particolare dell'espressionismo tedesco. 
Meraviglia pensare che questa produzione è di quasi un secolo fa, realizzata nei primi decenni della storia del cinema e senza sonoro!
Assolutamente imperdibile, anche per quelli che non sopportano né i muti, né il bianco e nero. 

296  Nosferatu (F. W. Murnau, Ger, 1922) * con Max Schreck, Greta Schröder, Ruth Landshoff * IMDb  8,0  RT  100%  nella classifica IMDb dei migliori film di tutti i tempi
A differenza di Metropolis (un vero e proprio kolossal per l'epoca) questo è molto più contenuto, senza grandi scenografie, senza scene di massa, prodotto con un budget molto più ridotto. Eppure ha fatto scuola, rimanendo uno dei più famosi film del genere vampiresco, forse il capostipite, insieme con la pellicola dello stesso regista Phantom (1922, F. W. Murnau) e con il successivo Vampyr (1932, Carl Th. Dreyer). Inoltre, si tratta del film del quale nel 1979 Werner Herzog mise in scena un remake molto fedele, quasi un omaggio all'originale, con Klaus Kinski, Bruno Ganz e Isabelle Adjani come protagonisti. I giochi d'ombra, ombre che diventano protagoniste, atmosfere tetre e angoscianti, tengono con il fiato sospeso anche lo spettatore dei giorni nostri, immaginatevi quelli di un secolo fa. 
Altro film da guardare con attenzione, anche se tutti sanno come va a finire. 


   

300  Paris, Texas (Wim Wenders, Ger/Fra, 1984) * con Harry Dean Stanton, Natasha Kinski, Dean Stockwell * IMDb  8,1  RT  100%  * 244°
Uno dei migliori film di Wim Wenders fra quelli successivi al suo periodo prettamente tedesco, quello dell'innovatico stile Film und Drang dei vari Herzog, Schlondorff, von Trotta, Fassbinder, ecc.
Conta non solo sull'ottima sceneggiatura di Sam Shepard (lo stesso che una quindicina di anni prima aveva firmato quella di Zabriskie Point, 1970, Michelangelo Antonioni), ma anche e soprattutto sull'incredibile interpretazione di un attore che, forse per le sue caratteristiche, non ha mai avuto i giusti riconoscimenti a Hollywood, vale a dire Harry Dean Stanton.
In particolare la prima parte del film, che si svolge nel Mojave Desert (in California, confine con Nevada e Arizona) è affascinante per i paesaggi spettacolari e l'atmosfera surreale, egregiamente commentata dalla peculiare musica di Ry Cooder
Un film certamente drammatico, ma carico di umanità, con il rapporto fra i fratelli, il bambino con "due padri", e tutti gli altri protagonisti "di contorno" ma fondamentali nel contesto della storia.
Film da non perdere.

298  Así en el cielo como en la tierra  (José Luis Cuerda, Spa, 1995) * con Fernando Fernán Gómez, Luis Ciges, Francisco Rabal, Jesús Bonilla * IMDb  6,8  RT  89%p 
Commedia arguta a sfondo religioso, apprezzabile anche ad una lettura minimalista e superficiale, ancor più geniale se si conoscono un po' le Sacre Scritture (in particolare l'Apocalisse), i personaggi del Vangelo, agiografia e struttura della Chiesa. 
Cuerda, già autore di Amanece, que no es poco (1989, altro cult surreale) non risparmia nessuno, ma non si mostra mai né acido né irriverente, riuscendo a prendere in giro un po' tutti, sollevando problemi irrisolvibili, riproponendo domande alle quali nessuno può rispondere con chiarezza, creando nuove situazioni ancor più complicate, tendenti al paradosso, in quanto puramente surreali.
Non ne cito nessuna per evitare spoiler, ma aggiungo che, chi ha dimestichezza con la lingua di Cervantes, si delizierà anche nell'ascoltare una caterva di espressioni popolari e modi di dire. In quanto agli assurdi quesiti proposti, c'è da dire che potrebbero essere ottimi spunti per disquisizioni e speculazioni filosofiche, basate sulla logica, pur essendo assolutamente non plausibili ... in effetti lo schema di qualunque religione ...
Notevole anche il cast, che comprende i migliori attori e caratteristi spagnoli dell'epoca.
Anche questo imperdibile, purtroppo penso che non si trovi in italiano ... peccato per tanti!


299  Gangs of New York (Martin Scorsese, USA, 2002) * con Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis * IMDb  7,5  RT  75%   *  10 Nomination (miglior film, regia, Daniel Day-Lewis protagonista, sceneggiatura, fotografia, scenografia, montaggio, costumi, sonoro, canzone originale)
Come già sottolineato in apertura nonostante il cast, la sapiente regia di Scorsese, alcune ottime interpretazioni, scenografia di grande impatto, costumi certamente originali, questo film non riesce a convincere, soprattutto per una sceneggiatura troppo esagerata, poco credibile e l'eccessiva violenza che lo portano ad essere quasi uno splatter
Il personaggio di Cameron Diaz mi è sembrato assolutamente forzato e fuori luogo, molti altri sono poco credibili, il soggetto (sotto alcuni aspetti corrispondente a eventi reali) è stato troppo esagerato a fini chiaramente scenografici e di impatto sul pubblico.
Visto ai tempi dell'uscita nelle sale, ho concesso al film una nuova chance ma al termine resto dell'idea che i buoni registi dovrebbero sempre lavorare con budget limitati e concentrarsi sull'aspetto strettamente cinematografico, che non ha bisogno né di grandi nomi né di cifre esagerate (100 milioni di dollari nel 2002 erano veramente tanti!).

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

lunedì 7 ottobre 2019

Sentieri fra il CAI 300 e via Spina

post lungo, da leggere con attenzione (se interessati);
di quasi nessun interesse per i non escursionisti e non locali

Questa zona, per quanto bella e panoramica, ha sempre sofferto della mancanza di sentieri chiari e comodi essendo spesso invasi da vegetazione. A ciò si aggiungano i periodici incendi, qualche crollo di murecina e piccoli smottamenti e si capisce perché la traccia è stata variata più volte e si incontrano segnavia "dimenticati", per anni coperti dalla vegetazione. 
Nelle ultime settimane, fra ricognizioni (CAI 300 da Recommone alla Guardia) segnatura provvisoria Cafariello, pulitura e disboscamento avevo percorso più volte i sentieri in oggetto con i soliti amici scoprendo ogni volta alcuni punti potenzialmente ingannevoli. 
Proprio nel corso dell’escursione “inaugurale” del circuito dell’Isca di venerdì scorso notammo l’esistenza di due tratti di sentiero di poche decine di metri, paralleli ed entrambe segnati. Sembrerebbe una sciocchezza ma non lo è affatto in quanto da quello più a monte ha inizio la bretella per via Spina ... chi imbocca quello inferiore salta il bivio e lo cercherà (inutilmente) più avanti. Ciò ha spinto Ludovico (che partecipò all’escursione) a commentare il mio post scrivendo:

Prestare attenzione in alcuni tratti (di fronte l'Isca e prima di raggiungere il sentiero 355) a causa della presenza di segnatura CAI a volte fuorviante. La camminata odierna ha anche evidenziato ancora una volta (coppia di escursionisti stranieri un po’ disorientati, incontrati nei pressi di Guardia, provenienti dai Colli di San Pietro, ed accodatisi al ns gruppo per raggiungere Spina) che per queste attività non ci si può affidare esclusivamente al proprio smartphone e/o gps in quanto anche percorsi apparentemente poco insidiosi possono rivelarsi particolarmente ostici se non ci si è preliminarmente ed adeguatamente documentati e preparati. (Ludovico Mosca)
Considerato che già mi ero accorto che il CAI 355 non corrispondeva alla bretella proposta vari anni fa (sulle mappe dal 2014) per lasciare il CAI 300 ed evitare la bruttissima discesa a Recommone, per cercare di fare chiarezza ieri pomeriggio ho convocato i volontari e siamo andati a fare un sopralluogo accurato, per quanto possibile.

Siamo partiti dalla curva di via Spina (A) da dove partono entrambe i sentieri e abbiamo scelto di scendere seguendo i pallini rossi usati come segnavia per questo tratto del CAI 355. La prima parte è in fondo duro, rotabile e segue la vicinale Monte per quasi 200m fino ad uno slargo (B). Qui c’è la prima discrepanza: la traccia gps fornita dal CAI segue la vicinale (poco chiara e ripida fra gli ulivi) mentre i pallini seguono uno stradone sterrato privato per poi ricongiungersi poco dopo il secondo tornante (D, foto d’insieme 1). Prima di giungervi (foto d’insieme 1), al punto  C si presenta la possibilità di un altro errore in quanto ci sono due frecce rosse (evidenziate con linee gialle nella f.2) che indicano di proseguire lungo lo stradone, ma verso l’esterno della curva su una pietra (f. 3) c'è una freccia rossa (più fresca) insieme con un pallino. Lo stradone largo termina poche decine di metri più in basso e può valere la pena per percorrerlo solo per approfittare della bella vista verso la baia di Nerano con Mortella, i Tre Pizzi e Monte San Costanzo sullo sfondo.
    

Di qui in avanti il tracciato con i punti rossi (apposti in numero sufficiente) coincide con la traccia gps e prosegue con andamento irregolare fino ad entrare nella valletta del rivolo, dove si trova la baracca E.
Poco prima di scendere nella stretta gola, fino a una dozzina di anni fa c'era un passaggio che costeggiava il rivolo a sinistra e giungeva presso le scalette M, sulla dir. F della vic. Monte ma si passava sempre con difficoltà a causa dei rovi. Con la sistemazione (si spera definitiva) di detta derivazione il tratto che segue (tanti anni fa segnato in verde) serve da collegamento con il CAI 300, passando attraverso la pineta.
L'innesto di questa traccia sul 300 non è segnalato chiaramente (non ho visto la classica bandierina bianco/rossa con numero del sentiero) e le tracce gps si incrociano riportando il termine del 355 più a valle del 300. Ciò deriva probabilmente dal fatto che effettivamente esistono due percorsi paralleli e che, a seconda della meta successiva, gli escursionisti tendono a girare in anticipo a destra o sinistra. Comunque, la differenza è poca e solo chi dal percorso principale volesse arrivare alla Spina potrebbe avere minori possibilità di notare i primi pallini rossi.
    

Tornati su traccia unica e procedendo verso est, dopo un centinaio di metri troviamo il bivio ingannevole G. In questa direzione è più difficile imboccare distrattamente la traccia di valle (foto sopra a sx), al contrario dell’altra estremità (I) dove i segnavia di monte, come si vedrà, sono poco evidenti. Questo, come anticipato è un problema non da poco in quanto il punto in cui abbiamo segnato la bandiera di inizio della variante Spina 355 (autorizzati dal CAI Stabia) si trova sulla traccia superiore lungo la quale ci sono segnavia un po' sbiaditi. Al centro di quella inferiore ce n’è invece uno fresco (H, sopra a dx). 
   

Chi procede verso Recommone, se non vede freccia rossa e segnavia sbiadito (quasi occultati da un cespuglio, foto sopra) al punto I, probabilmente imbocca il percorso più in basso e sarà rassicurato nel vedere il segnavia H e, ovviamente, chi prenda la traccia bassa (anche nell'altra direzione) non troverà il bivio mostrato nella foto in basso (K). La traccia gps fornita dal CAI sembra passare a monte.

Fatta questa dovuta descrizione oggettiva preventiva, passo ai problemi da risolvere:
  1. si dovrebbe decidere in via definitiva quale collegamento fra la pineta del monte di Monticchio e via Spina si voglia evidenziare, la vicinale Monte più un tratto in proprietà privata prima di giungere nella pineta demaniale o la sua derivazione F (tutta pubblica e negli ultimi anni sempre manutenuta) e poi, in qualunque caso uniformare andamento della traccia gps, segnatura al suolo e evidenza sulle mappe. In ultima analisi, potrebbero anche rimanere entrambi segnati, ma si dovrebbe fare una netta distinzione
  2. eliminare i percorsi doppioni paralleli che, guarda caso, si trovano in prossimità delle due suddette bretelle. Nel caso si optasse per il tratto basso I-K, si dovrà spostare necessariamente la bandierina inizio sentiero appena apposta. In qualunque caso, si dovrebbero cancellare o coprire i segnavia (vecchi o recenti che siano) dei tratti “dismessi” e rinforzare la segnatura in corrispondenza dei bivi.
  3. resta da risolvere il problema delle frecce rosse che talvolta sono utili in quanto rafforzano le indicazioni CAI, ma in altri casi sono assolutamente fuorvianti. Per esempio, quella accompagnata dalla sigla VIS (non apposta da me e non penso che si riferisca a me, anche se molti lo pensano) ben visibile su una roccia in alto (J), nei pressi dell'uscita dal vallone detto Scrivanessa (ma dovrebbe essere Comunaglia). Non ho avuto ancora modo di controllarla ma suppongo che conduca direttamente alla baracca (L).
Scusate per le foto, scattate con cell e con cielo nuvoloso. Ho ricontrollato il testo, ma qualche errore può sempre scappare. Sarò grato a chi me ne volesse segnalare.

domenica 6 ottobre 2019

59° gruppo di 5 micro-recensioni 2019 (291-295)

Cinquina tutta hollywoodiana e di questo secolo, con tre film diretti da Clint Eastwood (in uno anche protagonista assoluto), uno da Ridley Scott e uno (quasi sperimentale) da Sean Baker, che l’anno scorso si è fatto conoscere su scala internazionale con The Florida Project (2017, Nomination per Willem Dafoe).

   


Due buoni film di Clint Eastwood, quasi alla pari in quanto a mio gradimento; scrivo “quasi” poiché la differenza la fanno le sceneggiature. Molto più articolata, con più ruoli principali, sorprese e credibilità la prima, un po’ scontata e con troppi stereotipi la seconda.

292  Mystic river  (Clint Eastwood, USA, 2003) * con Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Marcia Gay Harden, Laurence Fishburne * IMDb  7,9  RT  88%  * 2 Oscar (Sean Penn protagonista e Tim Robbins non protagonista) e 4 Nomination (miglior film, regia, sceneggiatura e Marcia Gay Harden non protagonista)
Questo, il mio preferito fra i due, conta anche su un solido cast (2 Oscar e 1 Nomination) anche se non sono tanto convinto dei meriti di Sean Penn ... troppe smorfie. La spina dorsale del film è senza dubbio la sceneggiatura, adattata dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane, una perfetta miscela di crime, mistery e dramma costruita su due periodi ben distinti, con i tre protagonisti adolescenti, grandi amici, che si ritrovano dopo una ventina d’anni dopo aver intrapreso strade completamente diverse e, per forza di cose, i rapporti fra loro non sono più gli stessi.
Fino alla fine i sentimenti cambiano, i familiari rivestono un ruolo importante se non decisivo, alla fine risultano tanti perdenti ... senz’altro una storia amara.
Da non perdere.

293  Gran Torino (Clint Eastwood, USA, 2008) * con Clint Eastwood, Bee Vang, Christopher Carley  * IMDb  8,1  RT  81%  * 174° nella classifica IMDb dei migliori film di sempre
A differenza di Mystic river, questo piace nel complesso ma, come già scritto in apertura, i dialoghi e la maggior parte delle interazioni fra i protagonisti sono quasi risibili. Soggetto e sceneggiatura sono la sua palla al piede. Il personaggio forse più interessante, e diverso dai soliti, appare essere il giovane sacerdote testardo più di un mulo, ma la sua ostinata pervicacia (voluta ripetizione) può più del suo poco senso pratico. Lo spaccato della comunità Hmong trapiantata nel midwest, sommato agli insensati dialoghi fra il protagonista (interpretato da Clint Eastwood) e il suo barbiere, nonché i rapporti con i figli tendono spesso alla commedia, distaccandosi dalla parte drammatica. Il mix che funziona alla perfezione in Mystic river non riesce qui ad amalgamarsi e neanche ad avere almeno una parvenza di omogeneità.
Piacevole, ma inferiore all’altro. Da guardare comunque.

      

295  Tangerine  (Sean Baker, USA, 2015) * con Kitana Kiki Rodriguez, Mya Taylor, Karren Karagulian * IMDb  7,1  RT  96% 
Film della nuova frontiera cinematografica, girato in tre settimane utilizzando tre comuni iPhone 5S con un budget di appena 100.000 dollari!!! Ma ciò non aggiunge o sottrae niente ai suoi meriti, in quanto si tratta di una brillante commedia dark, ambientata fra transgender, prostitute e omosessuali, ma senza alcuna volgarità gratuita, solo gli atteggiamenti e lo slang che ci si aspetta si usino in tale ambiente. Certamente non adatto ad educande (se ancora esistono) o a orecchie troppo caste.
Ha vinto numerosi premi e raccolto ancor più nomination, è anche stato presentato al Festival di Torino, spero in versione originale. Sarebbe un sacrilegio doppiarlo facendo perdere allo spettatore i veri toni di ogni battuta ed ogni insulto.
Non si intuisce subito come i vari personaggi che si seguono all’inizio possano poi entrare nella trama e i colpi di scena non mancano fino alla fine, anche quando talvolta può sembrare che si sia giunti ad un punto morto. Umanità molto varia che va dal tassista armeno ai passeggeri casuali che carica a bordo e a sua suocera “più armena” di lui, dalla tenutaria di un bordello di infimo ordine in un piccolo squallidissimo appartamento alla ragazza orientale che gestisce il piccolo locale nel quale si riuniscono verso la fine molti dei protagonisti. Bei colori (ovviamente trattati), musica perfetta e ben distribuita e, ovviamente, tanta camera (iPhone) a mano.
Questo è il "red band trailer" (= non censurato) originale ... giusto per dare un’idea.
Significativo il 96% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, e non su poche ma su 145!
Chiunque abbia un buon senso dello humour e non sia un bacchettone, non dovrebbe perderselo!

291  American gangster  (Ridley Scott, USA, 2007) * con Denzel Washington, Russel Crowe, Chiwetel Ejiofor * IMDb  7,8  RT  79% 
Basato su una storia vera, la scceneggiatura narra di una sfida apparentemente impossibile: un poliziotto troppo onesto (osteggiato anche da molti suoi colleghi) dà la caccia ai vertici dello spaccio di droga proveniente dal sud-est asiatico, negli ultimi anni della guerra in Vietnam. In effetti, per gran parte del film Russel Crowe non si rende neanche conto che Denzel Washington è il suo uomo (non è uno spoiler, gli spettatori lo sanno dall’inizio).
Buon poliziesco, anche se sembra un po’ esagerato nella messa in scena ... ma non è detto che le cose non fossero realmente così.

294  Invictus  (Clint Eastwood, USA, 2009) * con Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge  * IMDb  7,3  RT  76%  *  2 Nomination Oscar (Morgan Freeman protagonista e Matt Damon non protagonista)
Pieno di buoni sentimenti, nobili valori, basato su eventi nell’essenza certamente veri (ma dubito che i fatti si siano svolti esattamente così) inizia con il primo giorno da presiedente di Nelson Mandela. Pur essendo il rugby il perno della storia, sono dell’idea  che siano state inserite troppe scene di gioco per un film che, comunque, non è da classificare fra quelli del genere sportivo - agonistico. Al contrario, ben poco viene mostrato di quanto accadde realmente nel primo anno di governo di Mandela (dopo tanti anni di apartheid) ... e certamente le cose non furono così semplici.
Ottimo Morgan Freeman, ma certamente Matt Damon non sfigura.
Storia emblematica, con qualche scena che tende al commovente, ma non mi sembra che riesca a coinvolgere veramente gli spettatori.

Le oltre 1.400 precedenti micro-recensioni dei film visti a partire dal 2016 sono sul mio sito www.giovis.com; le nuove continueranno ad essere pubblicate su questo blog. 

martedì 1 ottobre 2019

Circuito dell’Isca, altro affascinante giro escursionistico

Non si tratta di niente di veramente nuovo, ma di una eccellente combinazione di sentieri rurali con un lungo tratto sterrato (3,5km) molto panoramico. Questo si sviluppa interamente lungo le pendici meridionali del territorio lubrense, iniziando dal promontorio del Cafariello, continuando sul’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) da Iarito alla pineta del Monte di Monticchio (passando per Guardia, Cuparo e Scrivanessa) e lasciandola con la variante Spina (CAI 355). Il ritorno a Sant’Agata via Caprile, Calella e Canale, offre altri passaggi caratteristici e interessanti.



Il punto di partenza suggerito è Sant’Agata (facilmente raggiungibile anche con bus pubblici di linea); lo sviluppo complessivo è di 8km, con meno di 300m di dislivello. Ciò rende il Circuito dell’Isca (così battezzato per le viste sull'isolotto che fu di Eduardo de Filippo ma in effetti, geograficamente parlando, si gira attorno all'altura di S. Maria della Neve) una classica camminata di mezza giornata, adatta praticamente a qualunque escursionista in quanto a distanza e dislivello, ma non proprio a tutti per avere alcuni passaggi che richiedono passo sicuro, qualche tratto esposto e vegetazione talvolta invasiva ... ma qualche graffio viene presto dimenticato ammirando i panorami sull’Isca e i Tre Pizzi di Jeranto da est e sull’Isca, Vetara e Li Galli da ovest.



Entrando nel dettaglio, dal centro di Sant’Agata si scende verso la Pigna su stradina asfaltata e, al termine si imbocca lo sterrato di via Cafariello che, in dolce discesa, conduce ad un belvedere naturale fra uliveti, qualche fico d’india e tantissime orchidee in primavera. Una relativamente ripida discesa, fra arbusti della macchia mediterranea, porta gli escursionisti ad un altro uliveto per poi entrare in un castagneto al limite del rivo Iarito. Tutta questa parte era inclusa nel circuito C5 del Progetto Tolomeo del 1991, percorso poi eliminato in occasione dell’aggiornamento del 2003 a causa delle cattive condizioni del sentiero del Cafariello. Nei pressi del suddetto corso d’acqua Iarito, che va a sfociare nel fiordo di Crapolla, ci si immette sull’Alta Via dei Monti Lattari che in questo tratto coincide con il sentiero comunale che conduce alla cappella di San Pietro e quindi a quella che una volta era una vera e propria marina di pescatori. 



Pochissimi metri dopo aver passato la panchina panoramica della Guardia, appena scesi i primi dei circa 700 scalini di pietra che portano in riva al mare, inizia il tratto più accidentato del circuito che però ha il vantaggio di essere più o meno in quota, pur includendo brevi ripide salite. 

Dopo aver superato due valloni (Cuparo e Scrivanessa) si giunge in vista della pineta del Monte di Monticchio e, prima di raggiungerla, si devia a destra lungo la vic. Monti (CAI 355) che dopo 600m giunge sulla rotabile via Spina
Si procede quindi fino a Caprile (unico attraversamento di strada principale) e quindi per Calella e Canale con la sua nota sorgente e i suoi caratteristici lavatoi (foto a sinistra), tutt’oggi in uso. Altri 500 comodi metri e si ritorna al punto di partenza!

Nel corso delle ultime settimane, insieme ai miei amici Camminanti, ho percorso varie volte ed in entrambe le direzioni questi sentieri provvedendo al tempo stesso a "disboscare" per quanto possibile, a segnare provvisoriamente il Cafariello (il cui tracciato, dopo l'incendio di qualche mese fa, non è di facile individuazione) e ad evidenziare bivio e prima parte del sentiero CAI 355 - Variante Spina.

Andando incontro alle stagioni più fredde, tutto il circuito dovrebbe rimanere praticabile ed evidente almeno per i prossimi 6 mesi ... approfittatene e, così facendo, contribuirete a mantenerlo battuto e pulito.

PS - Tempo permettendo, nel corso del weekend i Camminanti percorreranno l'intero circuito partendo da Sant'Agata (farmacia). 
Conferma e dettagli su www.facebook.com/camminatecamminate