Pur essendo
stata centrata su un viaggio relativo a destinazioni europee attualmente molto
conosciute e frequentate quali quelle di Spagna e Portogallo, gli intervenuti alla
prima Charla si sono poi sorpresi nel realizzare di conoscere poco o niente di
vari degli argomenti trattati. Per mia curiosità, al termine dell'esposizione
ho proposto un piccolo test con un elenco di 9 argomenti trattati, seppur
velocemente, durante la serata. È risultato che i “viaggiatori più esperti"
ne conoscevano non più di 3, altri addirittura nessuno.
Ciò significa
che sono riuscito a portare a conoscenza degli astanti temi poco conosciuti per
la loro singolarità o attualmente non replicabili per essere scomparsi nel
corso del quasi mezzo secolo intercorso dal 1979 ad oggi. Se questo è
stato per aree europee oggi facili da raggiungere e fruire, certamente
pochissimi sono coloro che hanno avuto esperienze di viaggio in Ecuador e Perù
e, quindi, sono certo che venerdì 6 febbraio sarò in grado di aprire la mente a
molti facendoli vagare
con la fantasia tramite aneddoti, descrizioni e curiosità relative
all'Amazzonia ecuadoriana, alle Galápagos molto prima dell'overtourism, alle
Ande del Perù meridionale, fra Macchu Picchu, Cuzco e Lago Titicaca!
A tutto ciò
aggiungerò la navigazione su piroga fra le mangrovie di San Lorenzo e la
discesa di 130km sul Rio Napo (affluente del Rio delle Amazzoni), spostamenti
inusuali su piccoli bus che corrono su rotaie e e viaggi sul tetto di bus o con
piccoli aerei che riescono ad atterrare e decollare utilizzando piste sterrate
di poche centinaia di metri. Chiaramente, non tralascerò di menzionare qualche
particolarità gastronomica.
Invito i
curiosi, gli aspiranti viaggiatori e quelli che hanno già visitato tali posti in
tempi più recenti a venire ad ascoltare per comprendere come si viaggiava una
volta ... anche se con molte più difficoltà e certamente meno comodità si procedeva
con grande spirito d'avventura, adattamento, apertura mentale e intraprendenza.
Nuova inversione nell'ordine della descrizione dei
miei sentieri preferiti, anticipo Monte Solaro sull'isola di Capri
a discapito di Monte San Costanzo. Come è noto ai più, via Campanella è
ancora chiusa per lavori e di conseguenza il modo ideale di percorrere il
crinale dalla punta al monte risulta poco convenente (si dovrebbe scendere da Vetavole
almeno fino a Rezzale e poi risalire lungo lo stesso percorso). L’itinerario che mi accingo a descrivere (combinazione dei sentieri 6, 5 e 4 della mappa in basso) segue il ciglio della imponente falesia meridionale dell'isola di Capri fra la Guardia e l’Eremo di Cetrella, passando per Migliera, Cocuzzo e Solaro.
Quindi, saltiamo sullo scoglio, andiamo ad Anacapri e proseguiamo fino alla Torre
di Guardia (circa 200m s.l.m.) su tipiche stradine capresi per andare
finalmente ad imboccare il sentiero 6 che
ci guiderà fino alla Migliera. Chi vuole risparmiare circa 700m di
camino ed un centinaio di metri di salita può saltare questo tratto andando
direttamente al Belvedere dellaMigliera, ma si perderà vari
interessanti panorami. Infatti al lato del sentiero che corre all’interno della
pineta all’ombra e mai sul ciglio vero e proprio (nessun problema per chi
soffre di vertigini) sono stati creati vari belvedere, questi sì sul ciglio, ma
dotati di ringhiera metallica.
Intraprendiamo ora il percorso 5 che ci porterà fino a Monte Solaro, vetta
dell’isola con i suoi 587m di quota. Con i suoi quasi 2km di sviluppo è il più
lungo dei tre, presenta una parte centrale molto ripida ed un dislivello
complessivo di quasi 300 metri. L’ascesa a Monte Cocuzzo, vista dalla
zona del Pisco (non vi dimenticate di affacciarvi per vedere il duomo
sui quale incredibilmente proliferano i pini - foto a sx) è impressionante e sembra quasi
impossibile da affrontare (foto a dx) ... ma dopo essere giunti in cima (in effetti ci
vuole meno di quello che si possa pensare) non rimpiangerete certo
l’arrampicata.
Pro e contro di Monte Solaro: troverete molti
turisti (saliti in seggiovia, probabilmente le prime persone che vedrete dopo
aver lasciato la Migliera), ma in compenso c’è il bar (chiuso d’inverno)
situato al punto giusto per una birra, un caffè o altro.
Monte Cocuzzo con Faraglioni e sentiero 5 da Monte Solaro
Da qui e fino a
raggiungere l’Eremo di Cetrella lungo il semplice e piacevole sentiero 4 (700m circa) avrete uno splendido colpo d’occhio
sulla parte orientale di Capri (Faraglioni e Villa Jovis
inclusi) con la Penisola Sorrentina sullo sfondo, dalla vicina Punta
Campanella fino al Molare. Visibilità permettendo, a sinistra si
apre tutto il Golfo di Napoli con le altre isole ed il Vesuvio e a
destra il Golfo di Salerno con Li Galli e ancora più lontano Punta
Licosa.
Sarebbe bene che, a questo punto, aveste già deciso come ritornare a
valle in quanto i tre percorsi (segnati) più frequentati hanno caratteristiche molto diverse. Quello più semplice e tranquillo è la ben battuta antica
mulattiera che vi riporta ad Anacapri ma volendo, prima di arrivare al
centro, potrete anche svoltare direttamente per la Scala Fenicia che vi
conduce al porto. Le altre due discese (1Passetiello e 2Anginola) sono
molto più avventurose e dovrebbero
essere affrontate solo da chi ha una certa esperienza e buona attrezzatura. Da
evitare con pioggia, ghiaccio (d’inverno capita, sono esposte a nord-est) o con
terreno molto umido. Ricordo infine che l’Anginola ha un tratto quasi verticale
che, per fortuna, diventa più semplice e sicuro sostenendosi ad alcune catene e
corde metalliche sistemate all’uopo da qualche anima pia. Per rendervene conto date uno sguardo a questo video
L’itinerario si può fare ovviamente al contrario
(suggerito se si vogliono percorrere Passetiello o Anginola), ma
utilizzando la stradina comunale fra Cetrella e Anacapri trovo
che sia molto meglio percorrerlo come appena descritto. Tutti i sentieri numerati in mappa sono facilmente individuabili sia per essere abbastanza battuti che per avere segnavia di vernice rossa. LINK: