Visualizzazione post con etichetta puerto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta puerto. Mostra tutti i post

domenica 20 novembre 2016

Ficus macrophylla f. columnaris, un albero eccezionale

Si tratta di un baniano (famiglia Moraceae, genus Ficus) che, come vari altri suoi stretti parenti, crescendo produce numerose radici avventizie. Queste hanno origine dai rami, giungono fino al suolo, piantano vere radici e con il tempo si trasformano in veri e propri tronchi supplementari, spessi e robusti come colonne, da cui il nome di questa sub specie.

I Ficus macrophylla f. columnaris sono endemici della piccola Isola di Lord Howe (nel sud Pacifico, circa 600km a est dell’Australia), ma per essere molto particolari nei secoli scorsi furono piantati (con evidente successo) in numerosi Giardini Botanici.

Questo é uno degli alberi più affascinanti fra quelli che conosco e che ho avuto occasione di ammirare in più di una occasione. Oltre la sua imponenza, colpisce la sua struttura composita e articolata, che conferisce a ciascun esemplare un aspetto diverso, ma sempre spettacolare.
L'albero delle foto si trova in quello che comunemente è conosciuto come Orto Botanico di Puerto de la Cruz (Tenerife), ma che in effetti è il Jardín de Aclimatación de La Orotava, fondato nel 1788, secondo Orto Botanico di Spagna dopo il Real Jardín Botánico de Madrid.
Fu creato con l'obiettivo di far adattare piante delle Americhe al clima della penisola iberica, veniva inteso come una tappa intermedia fra i climi tropicali e quelli temperati dell’Europa meridionale, ma questa idea non aveva alcun vero fondamento scientifico.
     
Non vi fate ingannare dalle foto: si tratta di un unico albero, si potrebbe dire con molteplici tronchi. Un esemplare di baniano, avendo il supporto di un sufficiente numero di “colonne”, può raggiungere un’altezza di varie decine di metri e arrivare a coprire una superficie di 2 ettari. In varie religioni, a cominciare dal buddismo, i  baniani sono ritenuti sacri forse anche per la loro longevità. Per esempio, Lo Sri Maha Bodhi è un baniano (Ficus religiosa) che si trova a Anuradhapura, nello Sri Lanka. È un discendente diretto dell'albero di Bodhi piantato nel 288 a.C. ed è l’albero più antico del quale si conosca “la data di nascita”.
Queste ed altre foto sono in questo album Google+

domenica 30 ottobre 2016

Il turismo salva, uccide o sfrutta le tradizioni?

Questo post non è una “discettazione” (ammesso che le altre lo siano), ma un semplice input, il rilancio di una “sollecitazione” avanzata nel corso di un incontro presso l’Instituto de Estudios Hispánicos de Canarias. L’occasione era fornita dalla presentazione del breve documentario “Cabreros” (caprai o caprari che dir si voglia) incentrato soprattutto sul tradizionale baño de las cabras che si effettua il giorno di San Giovanni (24 giugno) al muelle di Puerto de la Cruz (Tenerife, Canarie).
   
Dopo la proiezione del filmato, che includeva non solo i momenti nei quali le capre venivano portate in mare, è iniziata un’interessante discussione in merito ai problemi che i pastori incontrano nello spostare le greggi da un pascolo all’altro dovendo attraversare aree abitate e talvolta strade o luoghi turistici.
Molti si oppongono e chiamano la polizia che in alcuni comuni è molto fiscale e crea mille ostacoli, in altri consente il passo degli animali che, ovviamente, lasciano “scie profumate”. 
Per avere un’idea di ciò che avviene, guardate questo breve filmato:
Ma l’argomento, anticipato nel titolo, non è neanche questo. 
Una guida escursionistica tedesca ha candidamente chiesto “Io guido i miei gruppi in programmi di due settimane, per tutta l’isola, e raramente vediamo capre. La domanda più frequente che i clienti mi pongono è: dove sono le capre dal cui latte si producono tutti i formaggi?”. Per esperienza diretta, devo dire che quasi tutti i formaggi (ottimi) prodotti a Tenerife sono caprini o quanto meno misti.
Dopo aver brevemente discusso dell’opportunità di favorire “l’incontro fra escursionisti, capre e pastori” uno degli astanti (isolano e attento alle tradizioni), riferendosi in particolare al baño, ha detto: “Non lo fate diventare uno spettacolo, se lo diventasse, morirebbe la tradizione!”.
   
Chiaramente, a questa richiesta/grido di allarme, estendibile a tanti casi di vario genere ed in ogni parte del mondo, non è possibile fornire una risposta univoca e definitiva, eppure reputo il quesito estremamente interessante. Ad ognuno di noi possono venire in mente una quantità pressoché infinita di feste popolari modernizzate in modo quasi osceno, cibi e piatti tradizionali travisati, processioni e riti spettacolarizzati e allo stesso tempo svuotati di ogni significato religioso, e si potrebbe continuare ancora per molto.
Certamente è vero che in molti casi ne è derivato un notevole ritorno economico derivante da nuovi flussi turistici anche se talvolta limitati a determinate date.
  • Si dovrebbe salvaguardare la tradizione senza alcun adattamento o farla conoscere attraverso repliche non proprio fedeli? 
  • Di ogni festa se ne potrebbe organizzare una originale per soli locali e/o fedeli e una moderna e “pagana” ... turistica?
Pensateci, ma, come già detto, sono sicuro che nessuno sarà in grado di fornire una risposta valida che vada bene per tutti, in ogni paese, per qualunque religione, per qualsiasi ambiente umano.
  
Commenti con considerazioni, idee e, perché no, critiche saranno più che mai apprezzati. 

PS -  Prima di pubblicare questo post ho per caso dato un’occhiata a La Repubblica e guardate quale titolo ha attirato la mia attenzione: Bergamo, centinaia di pecore invadono la città: lo spettacolo della transumanza
Mai coincidenza è stata più opportuna!

mercoledì 25 febbraio 2015

Carnaval de dia, l’attesa (Puerto de la Cruz)

A Tenerife i festeggiamenti del Carnaval durano 10 giorni, dalla Cabalgata Anunciadora del venerdì prima del martedì grasso fino alla domenica successiva ad esso. Ciò vale sia per quello più famoso della capitale Santa Cruz (secondo solo a quello di Rio) sia per il “fratello minore” di Puerto de la Cruz. In entrambe i casi il carnevale vero e proprio è notturno e infatti quasi ogni giorno (ossia notte) la musica suona a tutto volume fino alle 6 di mattina, come da programma, ma non vanno un minuto oltre. Tuttavia durante il giorno ci sono sempre altre attività come sfilate per bambini, concorsi canori, carros locos (tricicli e quadri cicli carnevaleschi, a breve le foto), la corsa di ragazzotti che calzano scarpe con tacchi esagerati (Mascarita ponte tacones), ecc. 

Per quest’ultimo classico suggerisco di fare una ricerca in rete fra le immagini e ne troverete tante (c’erano circa 200 partecipanti), alcune sensazionali sia per i travestimenti molto elaborati e trasbordanti sia per le situazioni. 
Da vari anni c'è anche il cosiddetto Carnaval de dia che prevede la sfilata diurna dei carri, dei gruppi musicali, murgas, comparsas, ballerine e ballerini, Reina del Carnaval, Damas de honor ecc. Questo carnevale, pur perdendo il fascino della notte e delle luci, è particolarmente frequentato e amato non solo dagli stranieri, sia residenti che svernanti, ma anche dai tanti turisti di passaggio e dalle famiglie con bambini piccoli.
Uno dei tanti aspetti singolari e positivi è la partecipazione di quasi tutti gli spettatori nel senso che anche chi non sfila si travestono con costume completo o almeno con una parrucca o cappello originale e appariscente. Alcune comunità straniere hanno addirittura i loro gruppi che sfilano ed anche un palco d'onore riservato (lo noterete facilmente fra le foto). In particolare i finlandesi anche se forse non sono i più numerosi sono senz'altro i più attivi. Ma penso che siano proprio i più numerosi almeno a giudicare dai bar, ristoranti e circoli che espongono bandiere finlandesi e propongono non solo menù tradotti in finlandese, ma anche tipiche pietanze finniche. Quest'anno il loro gruppo sfilava al seguito di una sauna mobile con un folto seguito e chi non era in costume da bagno vestiva di bianco e azzurro, i colori nazionali e non poteva ovviamente mancare Babbo Natale. 

Questo è l'album Google+ con tutte le foto del pre-sfilata, l'altro sarà online a breve. Le foto che ho scattato sabato pomeriggio sono divise in due diversi album, il primo comprende quelle precedenti l'inizio della sfilata e l'altro quelle scattate con i gruppi completi e in movimento. 
Era mia intenzione fornire un'idea dell'ambiente festoso, familiare e assolutamente sereno. Spero di esserci riuscito anche se il cielo molto nuvoloso non mi ha certo facilitato il compito. Penso che comunque riuscirete a notare l'estrema rilassatezza dei partecipanti mentre si ritrovano nell'ordine prestabilito, completano i travestimenti, noterete famiglie al completo anche con infanti e cani, tutti in perfetta sintonia. Ho inserito qualche commento alle foto ma certo non potevano essere troppo lunghi. Cercate di osservare anche i dettagli e persone sullo sfondo, ce ne sono sempre di molto interessanti.

venerdì 13 febbraio 2015

Barrio de la Ranilla, Puerto de la Cruz, Tenerife

Questo quartiere, per secoli abitato quasi esclusivamente da pescatori, è ora in buona parte pedonalizzato e con i suoi tanti ristoranti, cafeterias, cervecería y tapas fa una grande concorrenza alla vicina e più famosa Plaza del CharcoAl piacere di una tranquilla passeggiata fra i suoi vicoli bordati per lo più da basse case si aggiunge quello dell'essere circondati da un ambiente variopinto, dalla grande varietà di colori delle facciate e, da pochi mesi, anche da tanti grandi murales.
Nei giorni scorsi avevo già pubblicato delle foto su Google+, precedute da brevi introduzioni, e ora ho aggiunto una quarta serie tematica dedicata a balconi in legno, aperti, chiusi o solo coperti, e alle caratteristiche persiane.

Balconi e persiane
Tutte le persiane erano completamente chiuse, senza fessure, ma avevano degli sportellini superiori con cerniere verticali e nella parte inferiore delle ante centrali le gelosie con cerniere orizzontali. 
In particolare le gelosie erano quelle che consentivano di arieggiare le stanze senza far entrare neanche un raggio di sole e quindi mantenendo freschi gli ambienti. 
Nelle foto notate anche i gocciolatoi, anch’essi in legno di pino, dei balconi.
Qui riporto anche i link e i brevi testi introduttivi degli album precedenti riguardanti questo caratteristico quartiere di Puerto de la Cruz

Murales
Al di là del puro aspetto artistico, in genere piacevole e interessante, i murales hanno ulteriormente accentuato il già variopinto impatto visivo del Barrio de La Ranilla. Date le dimensioni dei murales e la loro posizione (spesso scomoda) che talvolta non permettono di apprezzare a dovere i dettagli, nell’album ho inserito sia foto d’insieme che di particolari che ritenevo significativi o, quantomeno, singolari.
   

Le case
Come detto, la maggior parte delle antiche case dei pescatori del Barrio de la Ranilla sono state ristrutturate e ridipinte. In particolare per quelle che, pur rimodernate, hanno conservato la struttura originale (solo pianterreno, tetto spiovente di tegole) sono stati usati colori spesso forti e vivaci senza tener conto delle tinte delle facciate circostanti. La gamma di colori è estremamente varia e ci si imbatte in interessanti contrasti anche fra pareti e infissi di uno stesso edificio. In qualche decorazione ed in alcuni particolari (foto iniziale) appare chiaro che i professionisti non si sono limitati a realizzare solo i murales.

    
Infine ho raccolto poche foto di esemplari di una grossa lucertola endemica dell’isola, il Lagarto de Canarias occidental, localmente conosciuto come Lagarto tizón (Gallotia galloti). La sua testa (e solo quella) si vede spesso sporgere fra le nere pietre di origine vulcanica con le quali sono costruiti i tipici muri a secco. I maschi, più grandi, hanno una caratteristica colorazione azzurra sotto la gola. Le femmine, di dimensioni più piccole sono di colore marrone scuro con striatura longitunale sul dorso.
  
Supplemento di foto di un paio di murales e Lagarto tizón (femmine).

Considerato che le superfici disponibili sono ancora tante, sarà interessante seguire i futuri sviluppi in quanto a colori delle facciate delle case e murales.