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martedì 26 febbraio 2019

VAGRANT TRAIL: buone nuove per i titubanti ... 45km vi vanno bene?

Premessa: considerato che non tutti avranno letto l’integrazione/chiarimento al post precedente, ribadisco che i 58 km si riferivano all'ipotesi più lunga, quella certa, con la salita al 300 via Punta d'Aglio e S. Maria dei Monti, mentre lo schizzo del tracciato mostrava l'itinerario che già allora speravo di poter realizzare, con ascesa via Lama dei Gatti. 
Dopo due lunghe conversazioni con il massimo esperto della “sentieristica amalfitana”, dai territori a monte di Agerola a quelli verso Chiunzi, siamo giunti alla conclusione che l’ipotesi Lama dei Gatti, sentiero poco conosciuto ma interessante, sia quella più appetibile. 
Matteo (FREE Amalfi) mi ha menzionato e descritto varie piccole deviazioni possibili lungo la salita da Fic’’a Noce verso Monte Rotondo che, anche nel caso di ostacoli un po’ più consistenti,  ci permetterebbero di raggiungere la sella a quota 1.018 senza troppi problemi e senza dover aggiungere chilometri e meno che mai salita. Comunque, abbiamo anche ipotizzato altri possibili itinerari più o meno conosciuti per la parte iniziale di questa edizione della Vagrant, con possibili passaggi per Acquolella, Pontichito, Cantorate, Colle Sproviere, ecc.
Inoltre, abbiamo approfondito la questione del passaggio Crocella - Capo Muro e siamo sicuri di poter passare dal 329d al 329a risparmiando varie centinaia di metri ed evitando inutili dislivelli. I due sentieri CAI  si trovano a meno di 200m di distanza in linea d’aria e una trentina di anni fa (come si evince dalla aerofotogrammetria base qui sotto) buona parte del sentiero procedeva in quota e non c’era certo bisogno dell’impennata verso il Canino e la successiva ripida discesa (circa 100m di dislivello) dell’attuale sentiero CAI 327a. In occasione della MaraTrail di Agerola del 9 settembre 2012, proprio per evitare il suddetto tratto, pur non riuscendo ad individuare il sentiero in quota, trovammo il modo di passare a valle in modo non ideale, ma comunque molto più conveniente.
Ovviamente, prevediamo di effettuare sopralluoghi percorrendo i suddetti sentieri ad aprile o comunque prima della metà di maggio.
Il resto dell’intero percorso al momento non presenta particolare problematiche e così ho potuto calcolare distanze parziali e dislivelli in funzione della scelta Lama dei Gatti, del percorso “medio” da Crocella verso Capo Muro e di un percorso ideale verso Punta Campanella, fermo restando che specialmente in area massese-sorrentina potremo scegliere fra un'infinità di itinerari senza eccessivi allungamenti. Ho quindi disegnato i relativi profili semplificati, che non tengono conto di tratti ondulati non significativi. Pertanto, ai dislivelli in più casi si dovranno aggiungere metri, ma almeno si può già sapere a che punto del percorso si incontrano le salite e avere un’idea di lunghezza e pendenza media.

Per ora, ho disegnato i due tratti principali, per puro caso quasi di identica lunghezza: circa 20km. Il primo si riferisce al percorso da Pogerola (partenza) a S. Maria del Castello (cena) di sabato 18; il secondo a quello da  Monte Comune  (margine ovest, luogo di pernottamento) a Fossa Papa (pranzo) di domenica 19. Per la continuità e per rimanere nello spirito della Vagrant, a questi 40km si dovranno aggiungere i 2,4km (la vera salita è di poco più di 1km, per 220 m di dislivello) che percorreremo dopo cena, al chiar di luna, da S. Maria del Castello a Monte Comune e i 2,3km da Fossa Papa a Termini per un totale di poco meno di 45km.

Nel primo pomeriggio si arriva quindi a Termini e chi non vorrà percorre gli 8km fino a Sorrento (che porterebbero a 53 il totale da Pogerola), potrà facilmente farsi recuperare da qualcuno, servirsi del trasporto pubblico SITA o dirigersi verso le proprie abitazioni (per chi vive in zona). In effetti, come per le precedenti edizioni, il tratto Termini-Sorrento è inserito solo per consentire ai camminatori che si muovono con mezzi pubblici di raggiungere la stazione circumvesuviana, il porto, il terminal SITA per Amalfi.

In un prossimo post fornirò informazioni in merito al pernottamento, ai trasporti, ai punti più convenienti per aggregarsi ai camminati lungo il percorso e alla imprescindibile parte gastronomica.

domenica 17 febbraio 2019

Ripropongo una delle grandi camminate per epicurei

Torna la Vagrant Trail, ridotta almeno di un paio di km (al più, saranno solo 58), con itinerario più basso in quanto non dormiremo sul Molare (1.444m), ma aggireremo il massiccio del Sant'Angelo a Tre Pizzi lungo il versante sud passando per Capo Muro (1.080m), senza mai giungere a 1.100 metri di quota e di conseguenza ci saranno anche 400m di dislivello in meno.
Non salendo al Faito, cambiano ovviamente le località per l’indispensabile cena conviviale (a S. Maria del Castello) e per il pernottamento all’addiaccio (Monte Comune, 880m, foto sotto). Da quest’ultimo punto (visibilità permettendo) la vista spazierà sui due Golfi, le isole e la Penisola Sorrentina, con le loro luci di notte e poi illuminati dai primi chiarori dell’alba.
Questa edizione primaverile tiene quindi conto della minore durata del giorno e delle (probabili) temperature notturne e, come per le precedenti, si effettuerà solo con buon tempo fondamentale soprattutto per la notte, ma anche per la visibilità indispensabile sia per poter camminare al chiar di luna sia per la piacevolezza della passeggiata.

Descrizione sommaria del percorso (previsto al momento)
per chi conoscesse poco la toponomastica locale, includo i numeri identificativi dei sentieri CAI
NB - vari tratti dell’itinerario non compaiono sulla carta CAI né sulla maggior parte delle altre
Tracciato ben conosciuto e scorrevole fra Pogerola Fic''a Noce lungo il CAI 359 fino a Tavernate e poi il 301. Dalle cascate, dopo aver saltato o guadato il Canneto, inizia la salita più impegnativa e probabilmente con vari ostacoli (alberi caduti e piccoli smottamenti, conseguenza dei vasti incendi di un paio di anni fa). Questo tratto di 3,3km e 550m di dislivello, pendenza media 17,5%, è un sentiero non segnato, conosciuto come Lama dei Gatti, che raggiunge la sella di Monte Rotondo dove incrocia il 300 (Alta Via dei Monti Lattari). Tutto il primo tratto Pogerola - sella coincide con l'inizio della MaraTrail di Pogerola e si può apprezzare nei primi 4'30" del video in basso, ovviamente com'era all'epoca. Dovremo verificare se effettivamente ci convenga utilizzare questo percorso che consente di ridurre la distanza complessiva di circa 5km rispetto a quello via Punta d'Aglio, Scalandrone, S. Maria dei Monti, più lungo (58km) ma  comodamente transitabile. La mappa in alto riporta il percorso "sperato", via Lama dei Gatti. 

I successivi circa 5km sono ondulati (quote fra 900 e 1100m) e molto scorrevoli in quanto in gran parte si stratta di strada sterrata. Fra Crocella e Capo Muro dovremo poi affrontare un altro tratto un po' impiccioso ... il sentiero 329a sale per poi ridiscendere di 100m di dislivello, ma più volte in passato siamo riusciti a passare più a valle risparmiando 600m e circa 50 di dislivello (qualche settimana prima controlleremo). Comunque, in un modo o nell’altro arriveremo a Capo Muro e proseguiremo per Santa Maria del Castello su mulattiere storiche ben tracciate (tranne che per il breve tratto della frana, foto in basso), oggi 329 fino alla Forestale e poi di nuovo sul 300  che viene dalla Conocchia.
   
Dopo la meritata cena, ci si rimette in cammino sull’Alta Via dei Monti Lattari al chiar di luna (piena) per andarci ad “accampare” al margine occidentale del pianoro di Monte Comune (circa 2,5km, 250m di dislivello, foto in basso a destra, quella dell'alba è dell'ed. 2012, dal Molare) e dopo esserci goduti l’aurora continueremo lungo lo stesso sentiero fino a Torca, ma sostando per colazione a Colli di Fontanelle, dove molto probabilmente si aggregheranno vari camminatori giornalieri.
   
Per sentieri e stradine secondarie si raggiungerà Termini e quindi via Vuallariello si torna ancora una volta sul 300 in località Vetavole, per scendere verso Punta Campanella fino a Rezzale e quindi iniziare la risalita passando per Fossa Papa dove è prevista la sosta pranzo.
Nel corso degli ultimi 10 km fino a Sorrento si potranno effettuare tante scelte diverse, anche in considerazione di quelli che probabilmente (e giustamente) lasceranno il gruppo a seconda di come prevedano di tornare a casa (mezzi pubblici, qualcuno che li prelevi o deviazioni per chi abita in zona).

Per ora questo è quanto, prossimamente mappe più dettagliate, foto, suggerimenti, avvisi e aggiornamenti ... sempre su questo blog.

Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola...
Salutandovi indistintamente ... senza nulla a pretendere.
In data odierna.
(dalla famosa lettera di Totò e Peppino)

venerdì 21 luglio 2017

Aggiornamento conseguenze incendi

Stamane sono andato a dare un'occhiata più da vicino alle aree a monte della statale Amalfitana interessate dagli incendi dei giorni scorsi. La situazione, abbastanza tragica in generale, stavolta è peggiore del solito dal punto di vista escursionistico. Infatti, molti degli alberi già indeboliti o bruciati (ma ancora in piedi) dagli incendi degli anni scorsi sono caduti a traverso del sentiero rendendolo praticamente intransitabile. Certo i più agili e intraprendenti possono scavalcarli o aggirarli, ma così facendo è quasi impossibile non graffiarsi ed è assolutamente impensabile non farsi neri di fuliggine.
Personalmente sono riuscito a percorrere solo poche centinaia di metri verso la Forestale e altrettanti verso Erbatenera, prima di dover rinunciare per i succitati motivi.
A valle di Santa Maria del Castello, è andato a fuoco il versante orientale di Valle Pozzo, mentre a monte è quello occidentale ad essere andato in fumo. Più avanti il fuoco non ha risparmiato quasi niente a valle di Conocchia e Sant’Angelo a Tre Pizzi (Molare, Canino e Catiello). 
   
Stamattina c’era un solo piccolo focolaio a ovest della croce di Vagnulo e verso mezzogiorno è arrivato un elicottero. A tal proposito ho notato una singolare novità: al lato del breve sentiero che collega la rotabile al belvedere di Santa Maria del Castello è stata sistemata una piscina smontabile (vedi foto) non a scopo “balneare” bensì per velocizzare i rifornimenti di acqua degli elicotteri antincendio. 
A ovest di Positano (Monte Comune e Capodacqua, foto a dx) per fortuna non è successo niente.
   
In nottata c’è stato un incendio del sottobosco in un'area molto ridotta della pineta delle Tore di Sorrento, un triangolo ben delimitato fra ingresso occidentale, strada e sentiero di accesso dall'ex tiro al piattello. Verso le 19.00 c'era ancora fumo ma le autorità preposte erano già state avvertite e una squadra era in arrivo.
   

mercoledì 29 ottobre 2014

S. Maria del Castello - Forestale - frana ... e non solo

Domenica scorsa sono andato per l’ennesima volta a passeggiare lungo questo sentiero che, nonostante la “devastazione” causata dall'incendio di un paio di anni fa, è senz'altro da annoverare fra percorsi più piacevoli e panoramici dei Monti Lattari. Limitandosi ad andare alla frana e tornare, è assolutamente alla portata di tutti e, in termini di distanza e dislivello, è più o meno equivalente al Nocelle-Colle La Serra (CLS) a/r che è senz'altro il miglior modo di percorrere la parte più interessante del Sentiero degli Dei senza dover affrontare interminabili e inaffidabili viaggi con mezzi pubblici.
Il primo è un percorso più graduale, senza tanti saliscendi e, anche se la differenza di quota assoluta è maggiore, in quanto a dislivello complessivo (la sommatoria di tutte le salite) i due sono pressoché identici e anche le distanze sono molto simili: 3.700m per SMC-frana (7,4km a/r) e 3.850m per Nocelle-CLS (7,7km a/r).
Questo schizzo essenziale nel quale metto a confronto i profili dei due percorsi semplificati, quindi senza indicare i tanti saliscendi del Sentiero degli Dei, evidenziano questa similitudine. L'unica vera differenza consiste nel fatto che il sentiero della Forestale si sviluppa ad un'altitudine di qualche centinaio di metri maggiore. 
Come il Sentiero degli Dei, anche il sentiero per la frana via Forestale è esposto a sud ed è riparato dai venti freddi settentrionali (l’inverno si avvicina) dal massiccio di Monte S. Angelo a Tre PizziIl tracciato è evidente e ben battuto, e nei pochi tratti di larghezza ridotta ci sono anche dei passamano che non sono strettamente necessari né è consigliabile fidarsi troppo (vedi post precedente). 
E' un percorso che consiglio a tutti ricordando che a S. Maria del Castello (SMC) non avrete mai problemi di parcheggio ed esiste anche un bar/ristorante (Zi’ Peppe) per rifocillarsi. Il sentiero fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e lascia la strada rotabile circa 400m prima del ristorante, nel punto in cui la strada spiana.  
In questa galleria Google+ trovate varie foto che mostrano quale sia la situazione attuale (tronchi carbonizzati) e anche numerosi notevoli panorami non solo verso la costa ma anche (soprattutto nella parte fra Forestale e frana) verso l’alto.
Ultima nota … la foto in basso mostra il rischioso passaggio che è ciò che è rimasto dell’originale sentiero. Qualcuno ci passa, verso est è un po’ meno rischioso che verso ovest, ma non lo consiglio certamente a nessuno. Questo è uno dei punti (si tratta di una decina di metri scarsi) nei quali un intervento “serio” affidato a gente che di montagna ne capisce e non a chi, come spesso accade, pur avendo titoli simili (ingegneri, architetti, geometri) non ha alcuna esperienza specifica.
  
In giro per il mondo in situazioni paragonabili a questa ho visto cavi di sicurezza, passerelle o ponti sospesi che in un modo o nell'altro hanno risolto il problema rendendo il passaggio più facile e sicuro. Il suo ripristino eviterebbe agli escursionisti degli inutili saliscendi e soprattutto l'attraversamento dei cumuli di rocce della frana che a molti crea più di un problema.
Ma chi dovrebbe muoversi in tal senso? Non si tratta di trovare un volontario che metta una semplice scaletta o corda di aiuto (come dicevo nel precedente post), ma di un effettuare un intervento che sia ben fatto e duraturo. Comuni? Regione? Parco? Comunità Montana? Il CAI dovrebbe/potrebbe sollecitarli?

venerdì 22 agosto 2014

Sentiero degli Dei e collegamenti con Praiano nel 1819

Vi propongo un ennesimo stralcio della carta borbonica del 1819 che include l’intero percorso dell’attuale Sentiero degli Dei (nome affibbiatogli parecchi anni dopo) fra Nocelle e Vomerano (sic).
Nel corso della lunga chiacchierata a proposito dei collegamenti fra Nocelle e la costa, le mie fonti nocellesi mi confermarono che fino a gran parte del secolo scorso si svolgevano regolari commerci sia con Moiano (Vico Equense, passando per S. Maria del Castello) sia con Agerola, in particolare con Bomerano per essere l’abitato della valle più vicino. Questo secondo percorso era appunto quello che oggi è frequentato da migliaia di escursionisti.

In questa prima immagine ho incluso l’intero itinerario evidenziando il Sentiero con linea parallela rossa. Considerando che si tratta di una carta in scala 1:25.000, il Sentiero è abbastanza fedelmente rappresentato.
Il pallino rosso indica il punto di partenza nell'angolo sudoccidentale della piazza di Bomerano (Vomerano in carta) perfettamente delineata. Ho aggiunto i toponimi C. Serra (Colle la Serra) e Cannati come punti di riferimento.
Ho evidenziato invece in verde il percorso di Paipo (toponimo che è riportato per ben tre volte, sottolineato in rosso) che viene disegnato correttamente, includendo sia il passaggio nella sella a nord dell’altura sia quello che lo aggira a sud, come l’odierna rotabile.
Al lato del “Paipo” centrale, si nota l’edificio oblungo tutt’ora esistente a valle della strada.
Nella parte sudest dello stralcio ho evidenziato in azzurro le varie diramazioni dell’itinerario che dalla piazza di Bomerano coincide per qualche centinaio di metri con quello per Nocelle e poi resta a est del Vallone della Praja. Dopo essere passato per Santa Barbara si dirama sia verso Sant’Elia sia verso Prajano.
Aggiungo questo secondo stralcio, ingrandito, per trattare dell’area fra il Sentiero degli Dei (tanto per capirci) e Vettica Maggiore (Praiano).
Il percorso principale Bomerano - Nocelle è qui evidenziato in azzurro mentre il tratto rosso indica il percorso che tuttora lo collega con Vettica Maggiore passando per Santa Maria di Castro, oggi più comunemente conosciuta come San Domenico.
La linea verde indica invece un percorso che parte da Vettica/Prajano, percorre la parte bassa del crinale di Colle la Serra (è chiaramente rappresentata l’altura - 627m - che crea il passo) e quindi poggia a ovest senza più salire ripidamente. Non si collega ad alcun altro sentiero …
Sia per l’andamento che per le pendenze descritte non può essere la mulattiera che ancora si percorre fra Santa Maria di Costantinopoli e Colle la Serra (incrocio dove sorge la recentissima fontana).
Quindi, basandosi sulle sole informazioni ricavabili dalla carta, si deduce che da Bomerano o si scendeva via S.a M.a di Castro  giungendo al limite occidentale di Vettica o si scendeva via Santa Barbara per arrivare a Prajano o alla parte alta e orientale di Vettica.
Pur essendo più che probabile che il collegamento diretto con Colle la Serra esistesse e fosse frequentato, questo non doveva avere la stessa importanza degli altri itinerari.

mercoledì 6 agosto 2014

La Penisola Sorrentina in un articolo del 1927

Ho recuperato fra le mie carte il vecchio album “artigianale” dal titolo Ricordi di una escursione nella Penisola Sorrentina (14 e 15 luglio 1927)
Gino Doria, mio prozio, e molto probabilmente promotore della suddetta due giorni, compose un piccolo libretto incollando l’articolo a sua firma, che fu pubblicato sul quotidiano il Giorno il 20 dello stesso mese, prima di una ventina di foto scattate da uno dei suoi compagni di escursione, Guido Spinazzola. Del gruppo facevano parte anche Sergio Ortolani e Aldo de Rinaldis che appaiono in una foto “appollaiati” sulle rocce di Santa Maria del Castello.
    
L’articolo, che potete leggere nelle tre scansioni allegate, non è una mera cronaca della gita, ma affronta il problema ambientale evidentemente già esistente e percepito come tale quasi ottanta anni fa. Come si evince dal testo, il primo giorno fu dedicato ad una lunga passeggiata in barca da Sorrento fin quasi a Positano, mentre nel corso del secondo i quattro amici si aggirarono non solo sulle alture a monte di Massa e Sorrento, ma si spinsero fino a Santa Maria del Castello.
 
 
Ho provveduto ad effettuare sia le scansioni dell’articolo, che vi propongo subito insieme con la “copertina” e la foto di gruppo, sia quelle degli altri scatti da terra e da mare che pubblicherò domani reputando necessario commentare buona parte di esse.
Le immagini non sono estremamente notevoli dal punto di vista strettamente fotografico in quanto realizzate con attrezzatura non professionale e trattandosi per lo più di panorami distanti, ad esclusione di quella di Crapolla già pubblicata e di quella della Grotta Perciata, risaltano soprattutto i profili della costa e delle alture.
Eppure quasi ognuna di esse contiene qualche particolare interessante. Infatti, osservandole attentamente, chi ha una certa familiarità con i luoghi rappresentati noterà numerosi elementi non più visibili o esistenti e vedrà anche come sono cresciuti a dismisura gli edifici e, anche se ora non sono più in attività, le cave.

Per adesso, vi auguro buona lettura.

mercoledì 30 luglio 2014

Escursionismo e Cartografia: sentiero parallelo al Fiume Pozzo

Vi propongo un altro stralcio del foglio 15 della Carta dei contorni di Napoli redatta dagli Ufficiali Borbonici nel secondo decennio dell’800.
Si tratta della zona a monte di Positano, quindi adiacente a quella di Nocelle esaminata qualche giorno fa per la quale le indagini sono in corso. Come già accennato su FB Camminate, anche in questo caso c’è un quesito da risolvere,
Per facilitare i riferimenti ai vari elementi rappresentati, sulla carta ho affiancato alle sottili linee nere originali linee colorate evitando la sovrapposizione in modo da poter osservare il disegno.
Potete facilmente notare che sono chiaramente descritti i collegamenti con Montepertuso (in rosa, in basso a destra) e, seppur di difficile lettura a causa dei tanti tratti di pendenza, sono rappresentate anche le Tese e la bretella da queste alla Croce di Capodacqua evidenziati anch'esse in rosa nella parte centrale della carta, verso sinistra. La viabilità principale di Santa Maria del Castello è praticamente identica a quella attuale (tratteggiate marroni). 
Il percorso Montepertuso - Corvo (con linea verde a monte) è più che evidente ed ha andamento molto simile alla attuale rotabile.
Ora veniamo all'argomento di questo post, la perplessità che mi è sorta interpretando la carta che in linea generale è affidabile nelle parti che sono rimaste simili fino ad oggi.
Non essendo esperto della zona e non avendo mai sentito parlare di un collegamento che corresse parallelo al Fiume Pozzo fra l'attuale strada di Montepertuso e la statale mi ha incuriosito, e non poco, la parte centrale di questo stralcio (pallini rossi).
Osservate la zona fra T. Gianmarino (posta sul pinnacolo calcareo poco a valle della fontana di Montepertuso) e la scritta POSITANO
Valle Pozzo è inequivocabilmente identificata con la linea nera un po’ tremolante (evidenziata dalla mia azzurra, usata anche per gli altri corsi d'acqua) che passa sotto la C di S. M. a Castello e continua fino alle case fra la T e la A di POSITANO per poi scomparire (ma la valle è comunque leggibile con i trattini di pendenza) e riapparire nei pressi del mulino (c’è il simbolo della ruota).
Da nordest arriva un’altra sottile linea nera (molto più diritta di quella di Pozzo) che interseca il sentiero Montepertuso - Corvo (in verde) poco a nord della T della TorreE qui sorge il dilemma: la suddetta linea sembra attraversare il Fiume Pozzo e poi volgere verso sud-sudovest e continuare parallela a Valle Pozzo. Ma è impossibile che due corsi d’acqua possano correre paralleli in una stretta forra, l’acqua può solo scorrere sul fondovalle.
Inoltre si deve osservare che la linea più occidentale (pallini rossi) corre attraverso i trattini di pendenza (quindi in costa) e non alla loro base, quindi non dovrebbe rappresentare un corso d’acqua.
Questa è l'incongruenza alla quale accennavo nel post di lunedì su FB Camminate
Quindi la domanda è: esisteva un collegamento fra il sentiero Montepertuso - Corvo e la zona a nordovest de Li Parlati che correva parallelo a occidente del Fiume Pozzo? O si tratta di un marchiano errore dell'incisore nel copiare i rilievi degli ingegneri? Nel caso fosse esistito sarebbe stato estremamente pendente e avrebbe dovuto essere una ripida scalinata o avrebbe dovuto comprendere numerosi tornati. 
In entrambe i casi dovrebbero esserne rimaste tracce. 
Il tornate della statale con il quale si supera il fiume Pozzo si trova a quota 127m, la corrispondente curva a gomito della strada di Montepertuso dalla quale dovrebbe partire l'ipotetico sentiero è a 285m. Quindi si sarebbe dovuto coprire un dislivello di ben 158m in meno di 170m (in pianta), vale a dire una pendenza media prossima al 100%.
Ho avuto modo di consultare le carte catastali di una sessantina di anni fa e di questo percorso non esiste traccia, né come strada vicinale e tantomeno come comunale. 
Vista l'orografia penso che, anche se fosse stato possibile effettuare il percorso in questione, non sarebbe certamente stato un itinerario principale avendone altri su ambo i lati molto più comodi e quindi non doveva essere riportato in carta.
Sarebbe stata, almeno per me, una scoperta interessante, ma purtroppo comincio a pensare che stavolta la (da me) tanto decantata carta borbonica del 1819 riporti indicazioni errate. 
Nel caso che qualcuno abbia invece notizie certe dell'esistenza del percorso sarò ben lieto di ricredermi e fare pubblica ammenda.

domenica 6 luglio 2014

Escursionismo: qualche idea per lunghe escursioni

Facendo seguito alla presentazione della cartina comprendente i sentieri strategici di Palmentiello, Tese di Pimonte e Colle Garofalo - Capo Muro, mi permetto di suggerire qualche itinerario che sfrutti appunto questi collegamenti.
parte alta delle Tese di Pimonte
Da Pimonte salite via Tese al Faito dove vi organizzerete un bel giro a seconda dei vostri interessi e delle vostre forze (Molare, Cerasuolo, Conocchia, Castellone, ecc.). Poi potrete scendere via Palmentiello e giunti a Colle Garofalo raggiungere il traforo (via Colle Sughero) o Bomerano via Capo Muro e Tre Calli. Il tratto Agerola Pimonte potrete farlo in bus la mattina (consigliato) o a fine escursione, ma dovrete stare attenti agli orari. 
Il collegamento Colle Garofalo - Capo Muro può anche essere sfruttato per un percorso più breve e con minor dislivello, vale a dire il giro alto della valle di Agerola, fra il Murillo, a monte di San Lazzaro, e il Tre Calli, a monte di Bomerano. Anche in questo caso è possibile chiudere il circuito utilizzando un trasporto pubblico.
Palmentiello
Il collegamento Capo Muro - Colle Garofalo cade a fagiolo anche per quelli che amano le lunghe traversate in quanto consente di superare Agerola rimanendo in quota. Per esempio il percorso di una edizione della E poi si vede Trail aveva origine da Colli San Pietro per andare all'Imbarrata, sul crinale a nord di Agerola, via Monte Comune, S. Maria del Castello, Forestale, Capo Muro e Colle Garofalo. 
L'incrocio dell'Imbarrata fu scelto per la sua posizione strategica in quanto di lì si può scegliere fra un'infinità di percorsi per scendere ad Amalfi e quindi ritornare al punto di partenza (Colli San Pietro) con qualunque bus diretto a Sorrento (ce ne sono fino a tardi).
Le possibili scelte, giusto per citarne qualcuna, includono:
- S. Maria ai Monti, Scalandrone, Scala, Amalfi
- S. Maria ai Monti, Bosco Annunziata, Scala, Amalfi
- Monte Rotondo, Fic' 'a noce, Pogerola, Amalfi
- Pontichito, Acquolella, Pogerola, Amalfi
- Megano, Brusara, Ravello, Amalfi
e per ognuna di queste ci cono tante possibili varianti.
il Fungo di Capo Muro
Infine suggerisco un interessantissimo anello che, in quanto tale, non è subordinato ad un trasporto pubblico. Si tratta di un giro che ha come estremi Faito e Capo Muro e che utilizza i collegamenti Conocchia-Forestale-frana da un lato e Palmentiello-Colle Garofalo dall'altro. Può essere percorso in entrambe i sensi e la scelta sarà fatta non solo  considerando il vostro stato di forma e la tenuta delle vostre ginocchia (discesa della Conocchia), ma anche la temperatura.
L'itinerario di base è lungo una dozzina di chilometri con un dislivello di circa 1.000m. Se non volete partire dal Faito, aggiungendo qualche chilometro potrete iniziare la vostra escursione da qualunque punto di Agerola o da S. Maria del Castello.
Ovviamente questi sono semplici spunti e vogliono solo essere un uteriore invito a mettersi in cammino. 
Avendo una minima conoscenza del territorio e con l'ausilio di una cartina, potrete facilmente adattare i percorsi alle vostre esigenze e, scegliendo con cura itinerari e orari di partenza, tutti i summenzionati percorsi possono essere molto piacevoli anche nel periodo estivo. 
Cartine, profili altimetrici, foto, video e altre info su www.giovis.com.
Buona passeggiata!