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lunedì 3 agosto 2015

Discesa delle Gorges de l’Ardèche in canoa

L’Ardèche è un corso d'acqua tributario del Rhône  (Rodano) e fra Vallon Pont d’Arc e Saint Martin d’Ardèche scorre tortuosamente in un profondo canyon, oggi parco nazionale, e attraverso un arco naturale. 
L’area è frequentatissima sia per la balneazione che per il trekking, ma soprattutto è la destinazione più famosa per canoisti di ogni ordine e grado. Il percorso è lungo (ma si può anche percorrere solo in parte), più che bello, a meno di portata d'acqua eccessiva non troppo complicato o rischioso, divertente e, importantissimo, logisticamente molto ben organizzato. 
Ci sono decine di imprese (che possono anche assistere per l’alloggio) che per meno di 30 Euro in alta stagione, poco più di venti in bassa, vi forniranno non solo una canoa o un kayak a vostra scelta, ma anche il trasferimento fra punto di arrivo e punto d’imbarco. A questo proposito, a quelli che si vorranno cimentare in questa indimenticabile discesa, suggerisco di noleggiare l’imbarcazione a Saint Martin (a valle). Pur trovando un po’ più di traffico lungo il fiume (quelli che prendono la canoa a Vallon partono mediamente prima) avrete l’enorme vantaggio di poter riconsegnare la canoa appena arrivati ed andare subito a fare una doccia calda, fatto importante considerando che vi sarete bagnati e che il sole va via presto. Gli altri dovranno aspettare i ritardatari arrivino, che il pulmino si riempia, che tutte le canoe siano sul carrello a traino e infine quasi un’ora di strada ...  Sono proposti un gran numero di pacchetti dalle mini discese fino a tre giorni con bivacco attrezzato lungo la riva del fiume.
    
Tornando alla perfetta organizzazione, faccio presente che già 30 anni fa si poteva comprare un’ottima e dettagliatissima cartina dell’Ardèche (impermeabile e indistruttibile!), venivano forniti bidoni o sacche stagne per portare con sé cibo, panni asciutti e macchina fotografica, e pur essendo epoca pre-digitale all’arrivo (sul greto dove si approdava per recupero imbarcazioni) si trovava la propria foto a colori 20x25 già stampata, scattata al passaggio di una delle rapide più spettacolari.
   
Le oltre 50 rapide attraversate da chi faceva l’intero percorso (32km) erano classificate in tre categorie: portante, sportiva, tecnica che molto vagamente corrispondevano alle ufficiali di primo, secondo e terzo grado. Queste ultime, a mia memoria, erano tutte evitabili sbarcando a monte di esse e re-imbarcandosi a valle. Sulla già menzionata carta erano indicate con un cerchietto nero e al lato c’era un ingrandimento con dettaglio degli scogli, giri di corrente, pietraie, rotte suggerite. Ogni rapida ha il suo nome, le più famose e temute erano Le CharlemagneLes Troix EauxLe Dent NoirLa ToupineLe Grand Gour 
e, quasi alla fine, La Pastière.

Non esisteva, e penso che tuttora non esista, una assistenza lungo tutto il tragitto, ma c’erano vari punti dai quali era possibile raggiungere la strada e, di norma, c’era una grande solidarietà fra i canoisti, sempre pronti ad assistere i naufraghi e ad aiutarli a svuotare la canoa e a riprendere la discesa.
In questo album di foto (del quale ho anticipato qualche immagine più in alto) ci siamo sia noi della Dunkerque – Bordeaux, sia perfetti sconosciuti, spesso naufraghi, immortalati da Ernesto. Ho inserito anche alcune foto dei preparativi, trasporto e recupero, nonché scansioni dell’intera cartina. Ho anche aggiunto alcuni commenti, talvolta esplicativi in altri casi ironici.
Spero di aver solleticato la fantasia di qualcuno e stimolato il suo spirito di avventura. In rete troverete prezzi, tutte le imbarcazioni noleggiabili, liste di alloggi di ogni tipo, foto e video. Se deciderete di andarci in alta stagione ricordatevi di prenotare in quanto, pur essendoci grande disponibilità di canoe, ci saranno anche varie migliaia di canoisti o aspiranti tali. 

lunedì 27 luglio 2015

1750km in kayak - prima puntata

In attesa di pubblicare il resoconto e le immagini della prima uscita “ufficiale” sul sentiero del Vuallariello, fornisco qualche altra anticipazione in merito al raid canoistico Dunkerque – Arles – Bordeaux portato a termine nel 1986. Ho appena ricevuto i riversamenti su file delle diapositive scattate all’epoca e vi propongo alcune immagini significative.
Qui di seguito vedete il camper nel quale dormivano in 5, mentre gli altri 2 erano in tenda. Per la maggior parte dell’itinerario pagaiavamo lungo tranquilli canali bordati da platani, attraversando caratteristiche cittadine, ma al nord dovevamo condividere le vie d’acqua commerciali con imbarcazioni (peniche) ben più grandi delle nostre.
   

   
Per rapidità, la maggior parte delle volte superavamo le chiuse sbarcando, caricandoci le canoe sulle spalle e rimettendole in acqua dall’altro lato. Nella sequenza qui sotto vedete l’ingresso nella chiusa, il suo riempimento chiudendo la porta a valle e facendo filtrare l’acqua dalla vasca a monte fino a pareggiarne il livello. Quindi si apriva la porta superiore e proseguivamo il nostro viaggio.
   

   
Nella prossima foto a sinistra osservate bene quella macchia scura con centro bianco che qualcuno potrebbe pensare essere una ruota per facilitare il trasporto della canoa a terra. Niente di tutto ciò, eppure era un elemento fondamentale  che avevamo quasi sempre a bordo, in particolare quando non prevedevamo di pranzare (pasta) nel camper ma per questioni logistiche portavamo il cibo in canoa. Era un contenitore per vino da 5 litri che comprammo pieno la prima volta e poi frequentemente riempivamo di nuovo in una delle tante onnipresenti cantine francesi che vendevano vino sfuso. Quanto facevamo a litro non l’ho mai calcolato con esattezza ... 
   
Nella foto a destra lo si vede già pronto sul tavolo mentre si preparano i “panini” (spesso flûte – simili alle baguette, ma di diametro maggiore – con camembert e pâté o terrine de campagne) che, nel caso fossero previsti oltre 40km, venivano accompagnati da un buon numero di uova sode ... il vino rosso ci “azzeccava” proprio. 
Alla prossima puntata ...

sabato 25 luglio 2015

1750km in kayak, da Dunkerque a Bordeaux (1986)

I pochi che hanno letto di quella che ho citato come “impresa memorabile” nel mio profilo Google+ sanno che nel 1986 organizzai e guidai una spedizione canoistica in Francia attraversandola da nord a sud e poi a nordovest. Anche quelli che all’epoca bazzicavano per Massa e soprattutto navigavano lungo le coste lubrensi se ne ricorderanno o almeno ricorderanno le decine di kayak che ogni giorno lasciavano il porticciolo della Lobra pagaiando verso Puolo e Sorrento, ma sopratutto verso sud per andare a Mitigliano, Jeranto o Marina del Cantone anche se non mancavano quelli che si spingevano ben oltre fino a Crapolla, Li Galli, Positano e – lungo altra rotta, a Capri.
L’idea di questo lungo raid sull’acqua, a forza di braccia, risale al 1983, pochi anni dopo aver cominciato a pagaiare. A giugno feci un tentativo (abbastanza azzardato) di andare da Dunkerque (sulla Manica) ad Arles (quasi sul Mediterraneo) in solitario, ma una volta in Francia scoprii che, al contrario di quanto mi era stato riferito, il passaggio delle chiuse in kayak non era garantito e talvolta addirittura proibito. Essendo impensabile trasbordare ad ogni passaggio di chiusa, oltretutto con una canoa abbastanza piena e quindi pesante, rinunciai all’impresa senza dare neanche il primo colpo di pagaia, ma prima di rientrare in Italia raccolsi informazioni, comprai varie guide specifiche e fotocopiai le mappe e i dati delle chiuse dei tratti non compresi nelle guide. Già allora ero ben deciso a portare a termine il raid, in un modo o nell’altro.
Negli anni successivi il club FoKa (Folgore Kayak) crebbe, feci tanta esperienza e mi abituai a percorrere lunghe distanze in mare e, oltre a pianificare dettagliatamente il percorso, cominciai cercare compagni di avventura. Il tratto Arles-Bordeaux (dal Mediterraneo all’Atlantico, opzionale nell’83) divenne parte integrante del progetto e l’altro elemento nuovo e certo era quello di viaggiare con un camper appoggio.
Finalmente nella primavera del 1986 il progetto era pronto, avevo cartine dettagliate di tutti i canali e fiumi da percorrere, avevo stretto rapporti di collaborazione con Andrea Alessandrini (canoe ASA) il quale si impegnò a fornirci i kayak, durante il mio soggiorno a Eugene, Oregon (U.S.A.) avevo studiato una dieta con l’aiuto di una allenatrice di livello nazionale, c’era anche qualche sponsor e il gruppo era in via di formazione. 
Da maggio ad agosto aumentammo le distanze medie delle uscite in mare, ci fu qualche defezione, trovammo sostituti (una veramente all’ultimo momento, come si può notare sul flyer di presentazione) e a inizio settembre partimmo.
Se qualcuno si sta chiedendo perché solo ora parlo di questo raid (che fornì grandi soddisfazioni e divertimento a tutti i partecipanti) ecco il motivo: dopo quasi 30 anni ho riordinato le varie centinaia di diapositive, quasi tutte scattate da Ernesto, e ne ho fatto eseguire delle buone scansioni. Nelle prossime settimane ne pubblicherò una buona parte, in gruppi di immagini in qualche modo connesse fra loro, accompagnati da post di approfondimento (vita lungo i canali, funzionamento delle chiuse, turismo fluviale, l'incredibile costruzione del Canal du Midi, deviazione alle Gole dell'Ardeche, ...) o da post descrittivi sui quali probabilmente (spero) i miei compagni di viaggio di allora avranno qualche commento da fare.
      
Per ora allego il flyer che comprendeva la copertina (di presentazione), un saluto/augurio del Sindaco, un breve scritto di Carlo Franco e un mio commento in qualità di promotore/organizzatore. Prossimamente aggiungerò una rassegna stampa e forse il filmato del servizio del TG3 sulla 1750km in kayak.