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giovedì 25 novembre 2021

Interessanti e ottime proposte di film NOIR su Criterion

Sempre alla ricerca di buoni titoli, seguo vari siti e social di cineteche, piattaforme di streaming e distributori di film arthouse (anche se non disponibili in Italia) e, pur avendone guardati migliaia, trovo sempre qualcosa di nuovo e interessante o mi riportano alla mente film guardati vari decenni fa. Una raccolta di una settantina di titoli di qualità è apparsa di recente sul sito Criterion. Suggerisco di dare una scorsa ai titoli di questa pagina dedicata specificamente ai noir (per me specialmente interessante essendo appassionato del genere), non solo i classici americani in b/n degli anni ‘40 e ’50, ma anche più recenti fino agli anni ’90, oltre ad una buona collezione di giapponesi degli anni ‘60/70 e qualche europeo (dispiace non vedere titoli messicani … ce ne sono numerosi della Epoca de Oro che non hanno nulla da invidiare ai suddetti). I noir rappresentano uno stile più che un genere che ha avuto successo durante quali l’intera storia del cinema, tanto da meritarsi saggi, studi e perfino enciclopedie! 

 

Vi propongo anche questo video che esalta non solo i noir ma anche le potenzialità della fotografia in bianco e nero. Per chi non conoscesse Criterion, sappia che dal 1984 si dedica al recupero e distribuzione di film internazionali di qualità e da vari anni li rende disponibili anche in streaming, purtroppo ancora limitato a USA e Canada. In attesa di potere usufruire anche in Italia è comunque utile seguirlo per nuovi spunti, così come si seguono le programmazioni delle cineteche e di vari Festival, sia che si tratti di nuove uscite che di retrospettive. A Criterion è legato anche il distributore Janus Films (attivo dal 1956) che conta oltre 1.000 titoli internazionali (per lo più del secolo scorso) fra i quali tanti classici di Antonioni, Eisenstein, Bergman, Fellini, Kiarostami, Kurosawa, Sembène, Tarkovsky, Truffaut e Ozu.

Per trovare tanti altri buoni film si può visitare il sito MUBI che, ormai già da qualche anno, consente lo streaming anche in Italia a prezzi accessibilissimi. Oltre ad una regolare programmazione giornaliera di film che restano online per 30 giorni, propone tanti altri titoli divisi in varie categorie come La top 1000 di MUBI, film dei Festival di Cannes e Locarno, Palme, Leoni e Orsi d’Oro, retrospettive dedicate a singoli registi (ora online ci sono Ozu, Bergman, Tarkovsky, Varda, Kieslowsky).

Altro sito da seguire (ma solo per prendere spunto dal catalogo visto che le visioni sono purtroppo limitate al territorio UK) è quello del British Film Institute (BFI). Tante altre idee si possono avere seguendo le programmazioni di cineteche come quelle di Parigi, Madrid, Lisbona, Bologna, Ginevra, Ciudad de Mexico e infinite altre, di solito con un occhio di riguardo alla cinematografia del proprio paese.

domenica 3 ottobre 2021

Micro-recensioni 271-275: ultimo gruppo di World Cinema (per ora)

Vi rientrano ben 2 film africani, di cinematografie quasi o del tutto sconosciute; se Ousmane Sembène ha la sua meritata fama, e non solo come regista ma anche come scrittore senegalese, il cinema marocchino è stato per me novità assoluta. Completano la cinquina tre film al limite dell’avanguardia – sperimentazione, prodotti in paesi certamente con una più lunga tradizione alle spalle: Colombia, Francia e USA.

 
Duelle (Jacques Rivette, 1976, Fra)

Fra i primi esponenti della Nouvelle Vague, Rivette è quello che nel tempo è rimasto più fedele alle (allora) nuove interpretazioni della cinematografia e non ha mai inseguito il facile successo di pubblico … e quindi è attualmente fra i meno noti (quasi tutti conoscono solo i nomi di Truffaut e Godard). La costruzione del film è veramente inusuale e si avvantaggia del fatto di essere un fantasy lasciando quindi spazio a una messa in scena raramente realistica. Fino a oltre metà film si vedono i protagonisti (una mezza dozzina) affrontarsi a due o tre per volta, a volte sono complici e/o amanti, altre nemici che si minacciano. Anche se ci sono due figure dominanti, le loro mire e aspettative non sono ben chiare e tutto è sempre rimandato al confronto finale. Originale il commento sonoro, spesso realizzato in scena da un pianista inquadrato sullo sfondo. Secondo me, è un vero film da Nouvelle Vague, di ottimo livello, e quindi la visione è indispensabile per chi fosse interessato alla sperimentazione e voglia andare oltre i soliti Truffaut e Godard.

You Were Never Really Here (Lynne Ramsay, 2017, UK)

Noir, ma non tanto, un poco splatter, il solitario protagonista psicotico, calmo ma all’occorrenza violento, si trova immischiato in una trama politico-pedofila. In effetti la sceneggiatura ha molte lacune e non le trovo eccezionale, ma è la narrazione per immagini che distingue questo film da tanti altri semplicemente violenti. Pur avendo avuto scarsa risonanza, ha ottenuto ben 25 vittorie e 76 candidature in festival internazionali, fra cui premio miglior attore per Joaquim Phoenix e miglior sceneggiatura (dissento) per Lynne Ramsay, nonché Nomination Palma d’Oro a Cannes. Riprese, colori, commento sonoro, montaggio e brevi flashback ben gestiti rendono questo film quasi unico nel suo genere e per questo motivo troverete tante recensioni che lo esaltano e altre che lo stroncano (IMDb 6,8, RT 89%). Realizzazione molto interessante, direi da guardare con attenzione e poi giudicare. Suggerisco la lettura di questo ottimo articolo che approfondisce vari elementi del film

  
Mandabi (The Money Order) (Ousmane Sembène, 1968, Sen)

Secondo dei soli 9 film diretti da Ousmane Sembène, il primo in assoluto ad essere parlato in Wolof, idioma non solo del Senegal ma anche di varie regioni limitrofe in Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Mali e Mauritania. Come nella maggior parte dei suoi lavori (romanzi e film) l’autore centra la sua attenzione sulla difficile transizione dalla società tribale a quella occidentale, sulla corruzione dei vari travet della pubblica amministrazione, sulla differenza di casta derivante fra chi parla anche francese e da chi non sa neanche leggere e scrivere. Emblematico è il caso del protagonista (con 2 mogli e 7 figli ma senza un soldo) che riceve un vaglia da un nipote che lavora a Parigi e tenta di incassarlo. Appena si sparge la voce della probabile disponibilità di denaro, molti si fanno avanti per chiedere aiuti, riscuotere crediti pregressi, tentare di ottenere tangenti per l’incasso che nell’immediato è impossibile per mancanza di un documento di identità. Si mettono in risalto tutte le fisime di chi vuole apparire ricco (non essendolo per niente) e di chi vuole approfittare spudoratamente dell’ingenuità di altri. Interessante visione di una società in rapida evoluzione che, penso, ben pochi conoscono (se non i francesi).

Los hongos (Óscar Ruiz Navia, 2014, Col)

Altro film che classificherei sperimentale, soprattutto per la mancanza di una trama ben definita. Inizia con il licenziamento di un giovane operaio di cantiere poiché viene scoperto a rubare vernice, anche se non per interesse economico ma per realizzare murales e graffiti. Si associa ad un altro ragazzo con simili interessi e la storia segue i due fra incontri con altri sodali, radio libere rivoluzionarie, repressioni da parte della, polizia, musica alternativa, un po’ di sesso e fumo, trans che si prostituiscono, ecc. con il padre di uno che è un apprezzato cantante tradizionale che si esibisce anche in tv mentre il ragazzo accudisce amorevolmente la nonna che dispensa pillole di saggezza. Una volta tanto, un film colombiano che non tratta solo di narcos e tragedie familiari, ma offre uno spaccato della società di Cali, né straricca, né borghese, né poverissima.

About Some Meaningless Events (Mostafa Derkaoui, 1974, Mar)

Anche se devo ammettere che l’idea originale sia buona (una specie di documentario che si trasforma in film), in fin dei conti la realizzazione lascia molto a desiderare. Troppa camera a mano con primissimi piani (la lunghissima parte nel bar è oltremodo noiosa e conclude ben poco), dialoghi scadenti se non addirittura insensati e poco plausibili, si rivelano la palla al piede di un film realizzato da un gruppo di studenti di buona volontà ma con poche idee e poco brillanti.