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mercoledì 28 agosto 2019

TREK 2020 - circuito B da Agerola: Cervigliano, Catiello e 3 Calli

Dopo aver elaborato e diffuso il progetto di massima del TREK  la settimana scorsa, ora entro più nei dettagli e illustrerò alcune delle numerose opzioni di ciascuna escursione.
Prima di iniziare è però necessario sottolineare che l’ordine di effettuazione sarà stabilito in base alle condizioni meteo e gli effettivi percorsi potranno essere variati anche in corso d’opera, a seconda delle esigenze, anche se ognuno sarà libero di fare le proprie scelte e andare dove vuole, quando vuole. 
Il TREK Amalfi - Sorrento 2020, come tutte le altre edizioni precedenti, è un’occasione di incontro fra camminatori indipendenti ed autosufficienti ... NON si tratta di escursioni guidate. 
verso la vetta di Monte Catiello
Abbiamo sempre avuto escursionisti che hanno partecipato solo ad alcune tappe, altri hanno percorso solo parte di un’escursione, abbandonando prima o aggregandosi (per loro comodità) a metà strada, casomai dopo aver percorso già vari chilometri.
I cardini di questo circuito agerolino erano: accesso all’Alta via dei Monti Lattari (CAI300) dal traforo, giro del Cervigliano e Monte Tre Calli per i suoi indimenticabili panorami. Opzioni erano i belvederi di Mustaculo e Santa Maria dei Monti, nonché la possibilità di salire su Monte Catiello (1.393m, il minore e più orientale dei Tre Pizzi).



Al momento, come prima opzione, abbiamo scelto di abbreviare il percorso a soli 17km con l’idea di raggiungere la vetta del Catiello da nord per poi scendere a Capo Muro lungo il crinale meridionale. Questo tracciato (CAI 329e) è classificato EE, con alcuni tratti esposti. Come appare chiaramente osservando la mappa, c’è comunque l’alternativa di raggiungere Capo Muro affrontando minor dislivello via CAI 329a, classificato E e privo di tratti esposti. In quanto ai tempi di percorrenza, il CAI indica circa 3/4 d’ora di differenza fra i due, il che significa che coloro che sceglieranno l’opzione bassa, se vorranno, potranno aspettare gli altri a Capo Muro o andar loro incontro risalendo parzialmente il crinale o anche avviarsi verso Monte Tre CalliOvviamente si sale sul Catiello solo in caso di visibilità almeno discreta e condizioni meteo favorevoli.
attorno al FUNGO di Capo Muro (Trek 2010, foto di Wim Patry)
Avendo ridotto la lunghezza del percorso per essere più impegnativo e con maggior dislivello, si rinuncia ai 2 belvedere, ma partendo un poco prima e/o accelerando il passo si potrebbe prendere in considerazione di andare solo a quello di Mustaculo (circa 2,5km a/r, dislivello poco rilevante, sentiero scorrevole)

I codici dei sentieri CAI inclusi in toto o in parte in questo circuito sono:
367 dal traforo all’Alta via dei Monti Lattari (300)
300 verso est fino alla sella di Monte Rotondo 
(di lì 301 se si va a belvedere Mustaculo a/r)
322 fino ad Acqua Fredda 
322a per tornare sul 300
300 verso ovest fino poco oltre Colle Garofalo
329a per 500m fino all'inizio del
329e per Monte Catiello e Capo Muro, tralasciando il Canino
(se si va direttamente a Capo Muro, tutto il 329a oppure inizio 329d, bretella FREE, 329a
329 da Capo Muro a Bomerano
dorsale Monte Calabrice - Monte Tre Calli dal sentiero di Monte Catiello

Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF.


TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

circuito A da Agerola (Valle Ferriere) sarà online la settimana prossima

lunedì 17 giugno 2019

MaraTrail di Agerola ... tanto tuonò che piovve!

... in senso lato, quello della famosa frase attribuita a Socrate. Dono tanti rinvii, spostamenti, cambi di programma e di itinerario per ottimizzare il percorso in base alle condizioni meteo, finalmente abbiamo portato a termine una ennesima più che soddisfacente MaraTrail.

Gruppo contenuto (una dozzina) composto da camminanti allegri e rispettosi del Decalogo FREE, nessun lamentoso nonostante il caldo (ma certamente molto meno di quello sofferto a quote più basse) e qualche tratto in vegetazione densa con qualche ortica e qualche pianta spinosa), tutti autosufficienti e indipendenti, nel senso che sapevano anche allontanarsi un po’ senza i vari aspettatemi ...
Un bel gruppo, molto eterogeneo anche se c'è da sottolineare, per l'ennesima volta, la totale assenza di "giovani" ... le età erano tutte comprese fra i 45 e 65. 
In pratica abbiamo percorso circa 24,5km, rinunciando alla ripida ascesa al Catiello (alle 17 faceva ancora caldo e quel versante è tutto esposto al sole), lasciando il sentiero CAI 351 per andare al monumento eretto lungo i  pendii di Monte Carro, nel luogo dove nel 1947 cadde un areo svedese (17 soldati morti), verificando ancora una volta la Bretella FREE (fra i sentieri CAI 329a e 329d) e poi allungando il percorso con la ricerca di un vecchio bypass di quasi 2km, un sentiero pressoché abbandonato che aggira a sud Colle Sughero, quasi un chilometro in più che però fa risparmiare una salita e una discesa non comodissime.
Resta il rimpianto della visibilità non delle migliori per buona parte della mattinata (vedi foto in basso), che ci fornisce però un buon motivo per ripetere il giro, casomai in una bella giornata di grecale.

Album con una quindicina di foto (incluse queste del post)
In attesa della prossima MaraTrail, ricodo a tutti che stasera inizia il VII Campionato Mondiale di Barracca 'o Rutunniello

mercoledì 12 giugno 2019

Due MaraTrail: logistica Agerola e anticipazioni Faito - Amalfi

Considerata la facilità e la (relativa) breve distanza di questa MaraTrail di Agerola, ce la prenderemo con calma. L’unica parte impegnativa è quella dell’ascesa al Catiello, che però è facoltativa.  
Quindi partenza alle 10.00 dal traforo, accertandoci dell’arrivo del bus delle 8.50 da Castellammare (previsto per 9.45). Camminando ad una comodissima media di 3km/h, il percorso reale sarebbe coperto in meno di 8 ore e, anche considerando 1h30’ di salita e discesa lungo i ripidi pendii del Catiello, dovremmo essere a Bomerano entro le 19.30.
Chi deve rientrare in bus dovrà però considerare che l’ultima corsa per Castellammare è alle 19.10.
Come già anticipato, chi volesse interrompere la camminata potrà farlo praticamente in qualunque momento considerato che ritornare a valle è possibile quasi dovunque, in meno di un’ora.
Il bar all’uscita del traforo è il primo e ultimo punto di ristoro “civile”, poi si dovrà attendere fino all’arrivo a Bomerano. Tuttavia, dopo aver percorso una dozzina di km, incontreremo due sorgenti per rifornirci d’acqua. Indispensabile portarsi qualcosa da mangiare.
Quelli che non hanno fretta potranno prendere in considerazione una pizza conviviale a Bomerano.

Forniti i dettagli della MaraTrail di Agerola, passo a alla MaraTrail Faito - Amalfi, il cui programma è già in fase molto avanzata. Nella precedente edizione del 2011, dopo la dozzina di km più o meno obbligatorio fino a Monte Rotondo (via Palmentiello), si andava fino ai piedi del Cerreto per poi scendere via Ravello e Atrani. Per questa edizione propongo invece di andare a Santa Maria dei Monti, scendere a Campidoglio via Scalandrone, per poi percorrere il sentiero di mezza costa della Valle delle Ferriere, vale a dire Pellagra, Fica'a Noce, Tavernate, Pogerola. In questa frazione di Amalfi, ci ripuliremo e, avendo tempo, potremo gustare un aperitivo prima della facile e piacevole discesa ad Amalfi lungo le rampe dell’antica strada lastricata.
 
   

Logistica
Il percorso rispetto alla precedente edizione è leggermente ridotto (circa 26km) ed in linea di massima in gran parte scorrevole anche se le discese di Palmentiello e Scalandrone non sono da sottovalutare. Se tempo e tempi lo consentiranno, decideremo al momento di includere una deviazione dal 351, salendo al Castello di Scala (CAI 301) e tornando sul 351 via Punta delle Castagne; detour indubbiamente spettacolare, forse non per tutti ... ma resta comunque la possibilità di continuare a procedere sul 351 e ritrovarsi nei pressi dell'incrocio di Campidoglio prima di entrare nella Valle delle Ferriere.
Itinerario vario e affascinante, attraverso ambienti molto diversi, fra boschi, prati, scale, ruderi, prati, vertiginose falesie e ruscelli. Pur essendo vero che il dislivello negativo sarà di 1.000 metri superiore a quello in salita, è bene ricordare che i saliscendi non mancano e che tanta discesa a fine giornata si fa sentire, soprattutto sulle ginocchia.
Per chi non lo sapesse, fra Faito ed Amalfi il percorso stradale più breve è di circa 50km via Positano (tanto traffico), un poco migliore ma più lunga (quasi 60km) la soluzione via Gragnano e Agerola ... certamente non conviene portare auto a nessuna delle estremità; quindi cercheremo di sfruttare nel miglior modo possibile i trasporti pubblici, ideali per le lunghe traversate.
La migliore soluzione che ho trovato è quella della salita al Faito da Vico Equense con il bus delle 9.40 (treno 9.07 da Sorrento), per cominciare a camminare dal bivio Lontra verso le 10.15. Se ce la vorremo prendere con calma e cenare senza fretta, ritorneremo in Penisola Sorrentina con il bus delle 23.00 da Amalfi (ultima corsa, solo feriale); se invece ci spicciamo potremmo prendere il penultimo bus delle 21.20.
Al momento siamo orientati su un giorno infrasettimanale, le date possibili saranno comunicate dopo la MaraTrail di Agerola.
   

domenica 9 giugno 2019

MaraTrail del 16 giugno, ulteriore cambiamento: Agerola

In sostituzione della MaraTrail dal traforo di Agerola a Termini, sconsigliabile per il calore, ho pianificato una III ed. della MaraTrail di Agerola con un percorso che si sviluppa per l’85% oltre i 950m di altitudine e per gran parte in bosco, ma con tanti punti panoramici (vedi foto). Dopo essermi consultato anche con Matteo FREE (che ha approvato in toto), abbiamo anche ipotizzato una piccola deviazione fino alla lapide in memoria dei 21 soldati svedesi deceduti il 18 novembre 1947, nello schianto del loro aereo su Monte Carro, a quota 1.138 m ... storia poco conosciuta e luogo ancor meno frequentato.

Le salite sono ben suddivise e mai lunghe pur accumulando un dislivello complessivo di circa 900m. L'unica salita impegnativa è quella di Monte Catiello (1.383m), terza cima dei Monti Lattari, ma è facoltativa. Infatti, questa ripida ascesa (+305m in 750m, pendenza media circa 40%) è un tratto del sentiero CAI 323e, quindi si tratterà di un a/r e pertanto ciascun camminante potrà percorrerne quanto vorrà o anche non intraprende assolutamente l’ascesa ed aspettare gli altri in un qualunque punto del tratto successivo, il Capo Muro - Monte Tre Calli (CAI 329). Inoltre, il percorso “contorto” permette di ridurre la distanza complessiva in più occasioni, per esempio passando a sud del Cervigliano.


Questo è l'itinerario di massima (adattabile in corso d’opera come da prassi FREE):
traforo di Agerola, Monte S.Angelo, Imbarrata, belvedere Mustaculo-Castello, S. Maria dei Monti, Monte Candelitto, Cervigliano versante nord, Acqua Fredda (sorgente), Acqua di San Giuliano (sorgente), Parate, Crocella, Capo Muro via bretella FREE, (possibile extra Monte Catiello, ognuno arriva fin dove vuole o si avvia al Tre Calli), Monte Tre Calli, Bomerano.

    

Poco dopo aver completato metà percorso, i partecipanti troveranno due provvidenziali sorgenti di acqua freschissima (Acqua Fredda e San Giuliano) a distanza di meno di un chilometro una dall'altra.

Logistica
  • trasporti autonomi fino al traforo
  • cercheremo di organizzarci per portare qualche auto a Bomerano
  • stiamo ipotizzando una pizza finale conviviale.

martedì 11 luglio 2017

Mappe aggiornate, uniformate e ampliate

Dopo una lunga pausa, ancora con tanti arretrati, ecco un nuovo post per annunciare una novità (più che altro un aggiornamento e un adeguamento alle tecnologie moderne) che dovrebbe incontrare il gradimento dei camminatori. In previsione dell’apertura di un nuovo sito (vai alla mappa interattiva), dedicato esclusivamente all’escursionismo, ho messo mano alle cartine già online da anni su www.giovis.com per renderle più compatibili con tablet e smartphone. Considerato il quasi totale abbandono delle stampe non sono più “costretto” a creare mappe poi facilmente riproducibili in formato A4, quindi non devo limitare le aree, né devo dividere lunghi percorsi lineari in più mappe, né ridurre la scala per far rimanere il disegno in un solo foglio.

Ho quindi individuato le 7 aree di grande interesse essere escursionistico (vedi quadro d'unione qui sopra), tre delle quali connesse fra loro. Delle altre quattro Capri è per forza “isolata” (nel vero senso della parola) e le altre 3 sono il classico comprensorio Campanella, San Costanzo, Santa Croce e Jeranto, il quasi adiacente lungo tratto che si affaccia sul mare fra Marina del Cantone e Colli di Fontanelle (in effetti per congiungere le 2 manca solo il brevissimo e inequivocabile collegamento Nerano-Cantone) e la Valle delle Ferriere di Scala e Amalfi che ho opportunamente (penso che faccia piacere ai più) ampliato a nord fino al Cervigliano e Santa Maria ai Monti (con le relative ascese di Scalandrone e bosco Santa Maria) e a ovest fino a San Lazzaro includendo quindi Acquolella, Cospita e Murillo.
Chi conosce seppur minimamente il territorio dei Monti Lattari avrà già capito che le tre rimanenti carte, come anticipato collegate fra loro, coprono quasi interamente le alture fra i due “passi” stradali Colli San Pietro (311m, fra l’area sorrentina e Positano) e traforo di Agerola (701m, fra Castellammare e Amalfi), spingendosi a nord fino a tutto il Faito e Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444m) e quindi includendo centinaia di chilometri dei sentieri che attraversano i pendii meridionali. Per non eccedere nelle dimensioni delle due più in basso le ho divise (e accavallate) lungo l’asse Santa Maria del Castello - Positano e quindi anche i due collegamenti fra dette località (Tese e Valle Pozzo) sono rappresentate per intero in entrambe.
A mo' di esempio, vi propongo in anteprima la mappa 5 (da S. M. Castello a Bomerano) che oltre i suddetti collegamenti include Forestale-Conocchia, frana, M. Tre Calli, M. Catiello, Vagnulo, sentiero Dei).
questa è la versione ridotta da blogger.com; scaricate la versione HD qui 


Tranne Capri e San Costanzo/Campanella (a scala maggiore) i file GIF di tutte le altre cartine sono stati prodotti a partire da una stessa scala (1:15.000) e con gli stessi dpi. Di conseguenza, tranne che per piccole modifiche intervenute dopo il taglio, sono uniformi e le tre che si accavallano dovrebbero poter essere facilmente montate (ma non so quanto convenga).
Ultima nota, rispetto alle versioni precedenti ho aggiunto, per quanto possibile, la numerazione aggiornata dei sentieri CAI (Club Alpino Italiano).

Camminatori, all’érta! 

mercoledì 25 novembre 2015

I miei sentieri preferiti (3)

Caserma Forestale - frana da Monte Catiello (4 gennaio 2002)

Terza puntata, terzo tratto fra i miei sentieri preferiti; il secondo tratto, crinale Conocchia - Molare, sarà oggetto del prossimo post in modo da rimanere poi in zona Faito per il quarto: Bandera.
Come nel caso precedente, e come spesso accade, i percorsi più spettacolari non hanno origine nelle immediate vicinanze di una strada. Ognuno potrà scegliere come raggiungere il punto di partenza (uno o l’altro capo) e l’itinerario per tornare alla propria auto/moto o raggiungere un luogo dove poter usufruire di un trasporto. A chiusura del post elencherò vari suggerimenti in merito.

Ma perché è tanto interessante? Di tutto il percorso da Santa Maria del Castello a Capo Muro, questa è la parte più varia in quanto è la più alta, passa ai piedi di imponenti falesie, attraversa (in quota) profonde forre che pur essendo esposte a sud ricevono molta poca luce, in particolare nella porzione occidentale comprende tratti aperti che aprono allo sguardo ampi panorami ed in quella orientale viste dell’impressionante frana del 2002 da diverse angolazioni. Come se tutto ciò non bastasse, proprio a causa di questa varietà di ambienti anche la vegetazione cambia spesso e di molto: dalla gariga al bosco, dai cipressi alle querce, e non mancano orchidee ed altre specie non proprio comuni.
   
Il percorso non presenta difficoltà di sorta e solo volendo attraversare la frana i timorosi e quelli meno agili o con pochissimo equilibrio potranno incontrare problemi (foto sopra). Tuttavia, anche per loro c’è la possibilità pi percorre il tratto limitandosi al minimo indispensabile, vale a dire andare da S. Maria del Castello al margine della frana e ritorno. Questa non è certo la soluzione perfetta per chi ha gambe e tempo ma riduce al minimo distanza complessiva e dislivello. Un paio di chilometri per la Forestale.(bivio Conocchia), 700m per traversa che si ricongiunge al sentiero che dalla Forestale scende alla strada Montepertuso-Nocelle e altri 1200 per la frana. In totale circa 4km “buon peso” con circa 300m di dislivello.

Questa cartina, seppur essenziale, può fornire varie idee per comporre circuiti o comunque non limitarsi al solo suddetto tragitto andata/ritorno.
In sostanza ci sono tre punti relativamente comodi raggiungibili in auto e anche con trasporto pubblico:
  • S. Maria del Castello (pochi bus fin lì, ma frequenti poco più in basso - scendere ad Anaro, fra Moiano e Ticciano)
  • strada fra Montepertuso e Nocelle (linea bus Positano-Nocelle, quasi ogni ora)
  • Bomerano (bus), in auto si può arrivare fin oltre Paipo.
Da qualunque posto si voglia partire la cosa più logica è quella di includere il Sentiero degli Dei, quasi parallelo al tratto in questione, ma dai 300 ai 400m più in basso. Aiutandosi ancora una volta con il planner si potranno scegliere le bretelle (chiaramente abbastanza ripide) che uniscano i due tratti che i buoni camminatori considerano quasi in piano vista le loro limitate pendenze.
Volendo limitare la distanza si rinuncia al Sentiero degli Dei e dalla frana ci si collega direttamente a Nocelle passando per Vagnulo. Il tratto basso in quota necessario per chiudere l'anello è lungo poco più di 1 chilometro, ed è su strada o lungo il sentiero completamente cementato che si immette sulla rotabile in prossimità del ponte. 
In teoria, partendo da più distante, esistono tanti altri circuiti ma senza allontanarsi troppo chi ha buone gambe potrebbe prendere in considerazione il giro attorno al Sant’Angelo a Tre Pizzi

Parte alta del crinale della Conocchia, fuori sentiero percorso da pochi

Partendo da qualunque posto della zona Faito si può scendere per Palmentiello, nei pressi di Crocella svoltare verso Capo Muro, proseguire fino alla Forestale via frana e risalire per la Conocchia. Si può anche percorrere in senso inverso ma la Conocchia se è tosta in salita, in discesa distrugge le ginocchia di parecchi!
Questo sarebbe l’optimum come spettacolarità in quanto si può includere anche il prossimo tratto della mia lista, vale a dire crinale Conocchia - Molare, ma anche tutto il resto merita.

venerdì 20 novembre 2015

I miei sentieri preferiti (2)

Nel titolo ho scritto (2) anche se questo è il primo post specifico. Ho considerato come (1) l'introduzione al tema che inserii in calce alle considerazioni sull'esistenza de "il migliore".
Gli attenti lettori, e ancor di più gli escursionisti navigati, avranno notato che nella mia lista 5 delle 7 preferenze vanno a zone di crinale e le rimanenti 2 si sviluppano con pendenze poco significative, quasi in costa, lungo pendii molto 
scoscesi se non a tratti verticali che consentono di avere magnifiche viste, non solo verso il basso ma anche alzando lo sguardo. Pertanto, in quasi tutti i casi è bene avere passo sicuro e non soffrire di vertigini anche se non li definirei in alcun modo "pericolosi".
Ne consegue che appare evidente, anche a chi non mi conoscesse, la mia predilezione per i panorami vasti, per i luoghi un po' distanti dall'invadente antropizzazione, per gli ambienti aperti, senza tuttavia disdegnare le uscite in ambienti boschivi o nelle valli e nelle forre , in particolare quelle in cui corre ancora acqua (sorgiva ...).
Tre Calli - Capo Muro (+Monte Catiello)
Comincio con questa area (schizzo a sx, estratto dal mio planner) in quanto è la più orientale e proseguirò muovendomi verso ovest approdando sull'isola di Capri per la settima descrizione.
In linea di massima preferisco pianificare escursioni più lunghe evitando inutili andirivieni, ma in questo caso i più pigri (molto relativamente considerati i dislivelli) potranno ridurre all'osso la passeggiata partendo imboccando il sentiero CAI in prossimità del crocifisso al lato del tornante della strada di Paipo, ascendere al Tre Calli, proseguire fino a Capo Muro e lì decidere se vorranno anche affrontare gli ulteriori 300m circa di dislivello per la cima di Monte Catiello. A quest'ultimo tratto (necessariamente andata e ritorno a meno di affrontare percorsi strani fuori sentiero) l'anno scorso dedicai un breve post e qui in basso c'è il video di quell'escursione (10 maggio 2014) (FOTO).
Il tratto principale che è l'effettivo motivo dell'inclusione nella lista è quello fra Capo Muro e il crinale a sud del Tre Calli, vale a dire quello che si spinge verso Paipo. La parte di sentiero segnata, di conseguenza la più battuta, si sviluppa a momenti lungo il crinale ma più spesso aggira le varie piccole alture poco pronunciate fra la sella a nord del Tre Calli e Capo Muro. Il mio consiglio-suggerimento è quello di lasciare la traccia di tanto in tanto per raggiungere migliori punti di osservazione e alcuni dei miei preferiti sono quelli che si raggiungono di scendendo il crinale verso Paipo, ma fermandosi prima che diventi troppo scosceso (ricordandosi che si deve tornare in cima).
Altri due punti forti sono i panorami verso Positano, Li Galli e Capri, simili ad altri ma praticamente unici in quanto hanno il vantaggio della quota (circa 1.100m) e della prominenza verso il mare, e le viste del massiccio di Sant'Angelo a Tre Pizzi da quasi qualunque posto del crinale ed in particolare dalla pietraia fra Monte Calabrice e Capo Muro.
La foto a sx fu scattata in occasione del concerto Alba Magica 2013, che praticamente concluse la Notte dei Tammurrianti.
Osservando la cartina qui in basso si possono prendere altri spunti circa il come accedere all'area da ovest e notare che, anche se c'è modo di scendere da Capo Muro verso la strada di Paipo per poi percorrerla quasi interamente verso Bomerano (Agerola), in questo caso pur essendo "nemico" delle andata-e-ritorno vale senz'altro la pena percorre il crinale nei due sensi, è molto ma molto meglio ... 


giovedì 16 ottobre 2014

Nuova segnaletica verticale sui sentieri dei Lattari

Come forse qualcuno avrà notato, fra le foto scattate domenica scorsa andando a Monte Calabrice ho inserito un paio di foto di un abbondante segnale posizionato pochi metri a sud del fungo di Capo Muro, in prossimità del bivio Paipo / Monte Tre Calli.
Le indicazioni delle destinazioni dei sentieri sono accompagnate dal tempo stimato per raggiungerle e, per fortuna, questa volta viene espressa l’unità di misura (h). Devo sottolineare che i tempi sono molto più realistici e proporzionati fra loro di quelli riportati sugli indicatori finora visti lungo i sentieri dei Lattari, anche se personalmente continuo a sostenere che sarebbe molto meglio indicare distanza e dislivelli che sono valori assoluti. Inoltre i tempi di percorrenza di uno stesso tratto con dislivelli significativi dovrebbero essere diversi in discesa e in salita ... o no?
Ci sono ben 5 frecce che indicano la direzione da prendere per raggiungere Monte Catiello, Caserma Forestale, Crocella, Monte Tre Calli e Paipo. Fra le prime due c’è una tabella rettangolare che informa che ci si trova a Capo Muro e che la quota è di 1.100 s.l.m. (sic).
In merito a quest’ultima informazione fornita, penso che riportando una quota sarebbe opportuno che la misura coincidesse (o si approssimasse quanto più possibile) con quelle riportate sulle carte, almeno le più diffuse e affidabili. In questo caso per guida e carta del C.A.I. (che utilizzò come carta base l’edizione dell’I.G.M. del 1960, rilievi degli anni ’50 - scala 1:25.000 ridotta a 1:30.000, equidistanza 25m) la quota è di 1.072, mentre per la più precisa e moderna Carta Tecnica Regionale (foto e rilievi degli anni ’70 - scala 1:5.000, equidistanza 5m) è di 1.079,3m.
Non capisco l’inutile arrotondamento di 20 o più metri, posso solo pensare che il redattore abbia abbinato alla sella di Capo Muro (dove si trova la tabella) la quota della piccola altura a meno di 100m a sud-sudest che viene riportata a 1.102 dall’I.G.M. (anche su carte più moderne) e 1.101,4 sulla Carta Tecnica
Altra ipotesi è quella che qualcuno abbia creduto ai numeri al lotto forniti dal gps, in particolare per le quote. Questa non vuole essere una questione di lana caprina, ma potrebbe fuorviare qualcuno che, attento solo ed esclusivamente alle quote in mappa o al gps, potrebbe pensare di trovarsi in un luogo piuttosto che in un altro e cercare inutilmente un bivio che non è lì. 
E a proposito di bivi e di dove cercarli, sappiate che l’incrocio dei sentieri per Monte Catiello, Crocella e Caserma Forestale si trova a nord del fungo e non esattamente dove è posizionato il paletto con gli indicatori.
Suggerirei infine, finché si è a tempo, di colorare le lettere e le cifre in quanto con la sola incisione alcune già adesso sono poco leggibili. Con il sole l'ombra che si crea nel solco le rende leggibili, ma in caso di cielo coperto o quando sono in ombra non si riescono a leggere. Per esempio nella foto in alto è difficile capire quanto tempo ci voglia per raggiungere Monte Catiello. Immaginiamole fra un paio di anni sempre che qualche vandalo (imbecille più che vandalo) non abbia già abbattuto i segnali. 
Comunque è un’opera senz’altro meritoria che potrà essere di ausilio agli escursionisti che non conoscono il territorio a menadito e, nonostante le imperfezioni, si dovrebbero ringraziare gli autori di questo lavoro anche se non so chi siano (non ho visto simboli o sigle).

PS - Nel corso dell’escursione di domenica ho notati anche altri indicatori, ma finché non avrò modo di appurare chi coordini questo progetto non sarò in grado di sapere lungo quali altri sentieri e fino a dove sono stati apposti gli indicatori. 

giovedì 18 settembre 2014

Una cartina con descrizione dell'itinerario aiuta sempre? (2^ parte, Faito)

Come avevo preannunciato nel precedente post, ecco il commento alla all’itinerario 3. Il Monte Faito e il “Molare” pubblicizzato sul depliant del Parco Regionale dei Monti Lattari.
La spiegazione risulta molto confusa nella seconda parte e non congruente con la mappa tratta dalla cartina del Parco (immagine più in basso), molto di fantasia in quell'area. Il percorso evidenziato è in parte errato e si ferma molto prima del Molare (meta dell’escursione) che oltretutto resta fuori carta.

A onor del vero, il testo delle prime due colonne è in effetti giusto con la sola eccezione della menzione della funivia - inesattezza motivata dal fatto che il dépliant fu realizzato prima della sua chiusura - e lasciava ben sperare. Ma se la descrizione è corretta, non lo è la carta. Infatti la linea giallo-rossa dal tornante a valle del Santuario scende fino al penultimo della strada proveniente da Campo del Pero per poi risalire al “piazzale di cava”, indicazione errata e inutile deviazione in quanto si può procedere linearmente verso l’Acqua Santa.
Giunti nei pressi della (vera) biforcazione - Palmentiello e Crocella a sinistra e Molare e Conocchia a destra -cominciano i grandi problemi sia in carta che nella descrizione. Nel testo infatti si pone il suddetto bivio dopo l’Acqua Santa e dato che leggo che “in qualche caso (il sentiero Palmentiello n.d.r.) è chiuso perché ritenuto pericoloso” suppongo che l’autore si sia confuso con il sentiero - effettivamente molto pericoloso - che va verso il Canino e poi termina a Capo Muro.
stralcio dell carta del Parco riprodotta (parzialmente e in scala ridotta) sul depliant









Devo riconoscere che anche sulla carta CAI il tratto San Michele-Crocella è mal rappresentato, ma in quella del Parco la situazione è aggravata dal fatto che la carta base è ben peggiore ancorché più recente. Posso garantire, così come chiunque altro lo abbia percorso, che il sentiero del Palmentiello non include quella vertiginosa discesa verso nord-est abbassandosi fino a quasi 600m di altitudine, ma rimane sempre al di sopra dei 1000m. Anche i devoti al gps (che alla base di quelle alte falesie è meno affidabile che altrove) potranno confermare che il percorso che ho rappresentato nella mia carta essenziale dell’area seppur non precisissimo è molto più vicino alla realtà procedendo verso sud, dirigendosi poi a sud-est ed infine ad est a mo’ di una grande curva.
La sovrimpressione in rosso indicante il sentiero del Palmentiello sulla carta CAI è certamente mal posizionata e non di poco, ma se chi ha prodotto quella del Parco si fosse degnato di consultare qualche socio CAI o meglio i responsabili della sezione di Castellammare di Stabia, questi senz'altro avrebbero segnalato gli errori in quanto ne sono a conoscenza. 
Vari altri errori sono talmente evidenti che si sarebbero potuti evitare anche senza mai essere stati sul posto e inoltre:
* la quota di Monte San Michele (Molare) viene indicata a 1372m, ma in effetti sono 1444m (come tuttavia indicato nel testo) e 72m di dislivello non sono pochi
* Monte Catiello non è alto 1326m bensì 1393m,
* il sentiero 50 non passa dal tornante indicato in carta, ma dal “piazzale di cava” in corrispondenza del tornante più in alto a sud-est di esso e non termina in mezzo al nulla ma in cima al Molare
* l’Acqua delle Scorchie ovviamente non si trova in cima a Castellone
* il tratto Acqua Santa - Conocchia del CAI 300 (ex 00) non ha l’andamento indicato in carta e scollina a oltre 1280m e non a 1257m
Last but not least, sorprende che la "difficoltà" del percorso sia definita con questa dizione: “facile, per tutti”. Se questa valutazione può essere accettabile per la prima parte del percorso, certamente l’ascesa al Molare (e ancor più la discesa) non è proprio per tutti e personalmente non descriverei l’ultimo tratto come “sentiero che sale zigzagando fra facili roccette”. Conosco parecchi escursionisti che arrivati alla base del Molare si godono il panorama da lì, “rifiutandosi” di salire in quanto non si sentono sicuri.
Ripeto la domanda: “Mi sbaglio, sono troppo pignolo o effettivamente ci sono troppi errori?”
Ed evito di soffermarmi su quanto è costata questa carta … 

PS - ringrazio coloro che hanno commentato il precedente post su FB Camminate per il "sostegno morale" fornitomi :-)
In particolare Enrico ha colto il motivo di queste mie analisi: cercare di evitare che, per colpa di persone superficiali e poco professionali, qualche escursionista si perda, metta sé stesso e/o altri in condizioni di pericolo o semplicemente percorra vari chilometri a vuoto o accumuli dislivello inutilmente.
Non mi illudo certo di far improvvisamente cambiare il triste andazzo con post di questo tenore, ciononostante penso sia importante tenere informati gli escursionisti di cosa si riesca a fare ... con i soldi pubblici, quindi nostri. 

lunedì 11 agosto 2014

S. Angelo a Tre Pizzi nella carta borbonica del 1819

Quanti sanno che l'originale oratorio di San Michele Arcangelo al Faito si trovava in cima al Molare e non dove vedono oggi la chiesa moderna?
In questa pagina (Santuario di San Michele al Faito) trovate un cumulo di notizie in merito alla storia dei Santi Catello e Antonino, alla costruzione del primo oratorio, all'incendio del 1818 e alla costruzione del nuovo Santuario, completato nel 1950, sull'altura dove lo si vede oggi.
Pur se piccolo e non in muratura, l'Oratorio aveva una tale importanza religiosa da spingere gli ufficiali cartografi a riportarlo sulla carta borbonica del 1819 (al centro del cerchietto rosso).
In questo stralcio ho ripetuto alcuni toponimi poco leggibili e ho evidenziato, tracciandovi attorno un ellisse, due simboli non meglio identificati che dovrebbero essere attinenti al contiguo toponimo le Capanne (rifugio per i pellegrini? o per eremiti?).
Le Capanne, qualunque cosa fossero e qualunque destinazione avessero, sono state ubicate in carta nella valletta al di sotto delle antenne. Per essere più chiaro, ad uso di chi conosce i luoghi e di chi pensa di andarci, circa 400m dopo l’Acqua Santa, superato il tratto più ripido dopo l’inizio del sentierino per la sella sud di Castellone, si nota che il pendio si addolcisce ed il sentiero in alcuni tratti corre pressoché in piano. 
Effettuando le debite triangolazioni con i punti circostanti più attendibili, si deduce che le Capanne dovessero presumibilmente sorgere ai lati di questa parte del percorso, dove si notano varie piazzole e piccole depressioni (come piccole neviere).  
Accanto al Monte di Mezzo (Canino) è riportato il toponimo Cavajola, mentre gli altri due "pizzi" non sono esplicitamente nominati. La cima del Molare (Monte San Michele) è riconoscibile per il simbolo con la croce (cerchiato in rosso) e ho evidenziato le altre due con un pallino rosso aggiungendo anche, per maggior chiarezza, il toponimo Catiello
Altri toponimi interessanti sono Bocca dell'Inferno, scritto con caratteri molto grandi e agganciato alla sella fra i pizzi di Canino e Catiello
Scalandrone è toponimo comunissimo sui Monti Lattari e ha di solito origine dalla struttura a "scaloni" di qualche ripa o crinale.

venerdì 16 maggio 2014

Escursionismo: video HD dell’ascesa a Monte Catiello (Monti Lattari)

Dopo il precedente post con le foto e la descrizione dell’escursione del 10 maggio 2014 da S. Maria del Castello alla vetta di Monte Catiello e ritorno (passando per Forestale, frana e Capo Muro) ecco il video HD visibile e scaricabile su due piattaforme diverse:
YouTube: http://youtu.be/1gio0_70o_8           Vimeo: https://vimeo.com/95990840
Le riprese si riferiscono quasi esclusivamente all'ascesa da Capo Muro alla cima; solo qualche immagine iniziale riprende Monte Catiello dal sentiero frana - Capo Muro.
Lo strato compatto di nuvole fino ai 900-1000 metri ha reso la giornata particolare, ma per fortuna al di sopra di esso la visibilità era ottima.
Ho comunque in programma di tornarci in un giorno con basso tasso di umidità in cui si potrà vedere anche la costa.

domenica 11 maggio 2014

Escursionismo: Monte Catiello (Monti Lattari)

Sono andato in cima a Monte Catiello, il più orientale dei Tre Pizzi di Monte Sant’Angelo, salendo da Capo Muro. Bellissima escursione nonostante le nuvole (per fortuna sotto i 1.000m - vedi foto), ci tornerò in una giornata di migliore visibilità. 
Il percorso (non si tratta di un sentiero) è stato segnato di recente con segnavia bianco/rossi un po’ più sottili degli standard CAI, al momento ben visibili. Sono abbastanza frequenti, ma a causa della vegetazione e della mancanza di tracce evidenti di passaggio (spesso si cammina su roccia e pietre) in alcuni punti potreste non vedere il segno successivo. 
Sappiate che bisogna mantenersi sempre vicini al crinale e che comunque si passa quasi sempre dappertutto, quindi non è un gran problema se saltaste qualche segnavia. 
L’unico passaggio da segnalare è quello per superare il grosso spuntone roccioso poco a monte di Capo Muro (foto in basso). In salita va superato a sinistra, quindi lato ovest, almeno lì sono i segni ed è abbastanza comodo; non si passa fra le rocce dove c’è l’alberello.
Avendo letto una discussione in merito all'altezza del Monte Catiello, mi permetto di precisare che a quanto risulta dalla cartografia in mio possesso, la cima ha una quota di 1.393,5m. L’altra quota talvolta riportata (1.326m) si riferisce allo spuntone della frana del 2002.
Allego stralcio della carta che dovrebbe essere precisa in quanto più moderna della tavoletta IGM e in scala 5 volte maggiore (1:5.000). Ho evidenziato le quote più interessanti:
1.393,5m - cima di Monte Catiello 
1.334,5m - sella fra Monte Catiello e Monte di Mezzo (Canino) 
1.327,5m - sella poco pronunciata, alla radice dello spuntone della frana 
1.331,5m - cima dell spuntone della frana del gennaio 2002   
A breve pubblicherò anche un breve video dell’escursione, al momento in fase di montaggio.