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domenica 31 maggio 2020

Sentieri a pagamento: non c’è niente di ufficiale.

‘o strummolo a tiritippete e ‘a funicella corta
La congiunzione di due condizioni negative non porta a grandi risultati.
* Titoli e contenuti di post e articoli non sempre coincidono nella sostanza, con il testo che in pratica contraddice titolo e/o cappello
* Molti lettori tendono a prendere per buono il titolo o si limitano a leggere le prime due righe dell’articolo/post e quindi partono lancia in resta parlando di fatti campati in aria visto che, di solito, solo nella seconda parte gli autori approfondiscono gli argomenti e parlano di fatti più vicini alla realtà.

Mi sono stati segnalati vari post e commenti che danno per certa la chiara affermazione contenuta del titolo di Agorà non avendo letto l’articolo con tanti condizionali, forse, probabile, … vale a dire niente di certo; altri hanno tirato in ballo la fruizione delle spiagge che, pur avendo dei punti in comune, presenta tutt’altra problematica.
Non a caso il mio post di ieri contiene 2 punti interrogativi nel titolo ed una lista non esaustiva di quesiti nel testo. Inoltre in apertura sottolineo che (dell’argomento) “non vedo traccia sui canali ufficiali” e concludo dicendo “Attendo impaziente di leggere quanto sarà messo ufficialmente nero su bianco per poi commentare con cognizione di causa.”
Ciò premesso, ben venga l’occasione di confrontarsi civilmente in merito all’opportunità o meno di far pagare chi voglia percorrere i 3 sentieri (strade comunali) in questione. Se e quando saranno rese note ordinanze e convenzioni si potrà discutere dei dettagli, sia in termini filosofici, che pratici o anche legali. Per ora limitiamoci ai primi, per puro spirito speculativo (filosofico) e in tal senso ricordo che affrontai il tema nel Topic 2 del Forum, il 3 febbraio
Già allora feci riferimento all’unico caso di “sentieri a pagamento” che mi risulti, quello del Parco Nazionale delle 5 Terre. Tuttavia, bisogna tener presente che si parla di “accesso all’area Parco” e che la TREKKING CARD è del tipo multiservizi, con una varietà di formule (per numero di giorni e di persone) e con la possibilità di includere gli spostamenti in treno. Quindi situazione assolutamente diversa da quella ipotizzata a Massa Lubrense.
Qui in basso i servizi inclusi nella carta base.

sabato 30 maggio 2020

Tanto tuonò che piovve? Sentieri a pagamento?

Dopo una settimana di voci che davano per certo che l’Amministrazione Comunale lubrense stesse lavorando in tal senso, ecco la notizia! 
Anticipata da Agorà come titolo di testa sulla sua locandina per Massa Lubrense (ripresa dal sito online) ma della quale al momento non vedo traccia sui canali ufficiali del Comune (sito e Facebook) né sul parallelo lelloacone.com.
  • Esiste già l’ordinanza?
  • C’è una convenzione?
  • Da quando entreranno in vigore?
  • Quali sono i limiti orari e spaziali?
  • Quali sarebbero le associazioni?
  • ....?
Attendo impaziente di leggere quanto sarà messo ufficialmente nero su bianco per poi commentare con cognizione di causa. Al momento della pubblicazione (7.45am, ora italiana) non si trova ancora niente di certificato online, c'è solo il titolo Agorà.

Comunque, è opportuno cominciare a preoccuparsi e stare all'erta!

giovedì 23 gennaio 2020

'o fieto 'o miccio (ex-cava di Jeranto, puntata 9)

Qualcuno di buon naso aveva già percepito 'o fieto quasi 3 settimane fa, qualcun altro avvertiva “qui gatta ci cova” o, in inglese “there’s something fishy about this” (tanto per tornare a strani odori).
Senza voler certamente suggerire - e tantomeno minacciare - rimedi estremi come quelli di “murare vivi i due amanti nella camera stessa dove erano stati trovati a fare la schifezza” (da Questi fantasmi, di Eduardo de Filippo), sarebbe opportuno che chi di dovere chiarisse una volta e per tutte qual è la situazione e comunicasse con certezza quando sarà finalmente riaperta l’area. 
Ben 40 giorni dopo il maltempo ancora si adduce la scusa di rami pericolanti?
Un qualunque conduttore di fondo agricolo avrebbe risolto il problema in un paio di giorni ... al massimo. Al FAI, nonostante i suoi potenti mezzi, non sono bastati nè i 10 giorni concessi (con manica larga) dal Comune, né gli altri 30.
Pertanto, gli interrogativi senza risposta sono ancora tanti.
Oggi, 4 giorni dopo la scadenza dei termini previsti, il cancello di accesso alla piana è ancora chiuso e né Comune né FAI hanno comunicato alcunché. 
Domanda:
il FAI ha provveduto a rimuovere i “rami spezzati e pericolanti”?
Possibili risposte:
(e allora perché non ha provveduto ad aprire il cancello?)
No (e allora perché il Comune non è ancora intervenuto?)

Avranno visto giusto i sospettosi? Nel post del 6 gennaio già si leggeva: 
…  voci di corridoio più che credibili … sostengono che l'intenzione sarebbe quella di diradare la pineta
Questo infinito temporeggiare (= prendere tempo in attesa che giunga il momento favorevole per agire, da Treccani.it) non promette nulla di buono, anzi è quasi presagio di peggiori sventure e quindi ripropongo l’aforisma attribuito a Giulio Andreotti, già proposto nel post del 6 gennaio:
"A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"

Per chi avesse perso qualche puntata, riassumo i fatti salienti:
* verso la fine dicembre fu casualmente scoperta l’inopinata chiusura della piana della ex cava di Jeranto (vietata dalla Convenzione stipulata fra Comune e FAI)
* dopo essere divenuta di pubblico dominio, il 3 gennaio il FAI si decise a comunicarla ufficialmente (più o meno) con un post sulla pagina Facebook FAI - Baia di Ieranto, invece di scrivere direttamente al Comune, cosa che avrebbe dovuto fare subito dopo gli eventi di metà dicembre.
* il 9 gennaio, a seguito di un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi, il Comune di Massa Lubrense emise un comunicato in merito, poi pubblicato il giorno successivo sul sito istituzionale
Le parti salienti ai fini della vicenda si racchiudono in poche righe:
… omissis …
il Comune ha stabilito come tecnicamente congruo per la messa in sicurezza dell’area il termine perentorio di dieci giorni.
… omissis …
Nella ipotesi in cui tutto ciò non dovesse accadere il Comune si vedrà costretto alla emissione di una Ordinanza sindacale vincolante e cogente

venerdì 10 gennaio 2020

“Riesumati” parte dei contenuti del primo www.massalubrense.it

Scavando nei miei archivi per l’operazione di recupero delle foto scomparse con la chiusura di Google+, è tornato a galla anche il backup del mio primo sito, così com’era a fine settembre 2004. Lo registrai e pubblicai il 20 marzo 2000 (quasi 20 anni fa!) per poi cederne proprietà e gestione il 1° ottobre 2004. Non esistevano certo i social e neanche il sito istituzionale del Comune e (quasi sicuramente, mi corregga se sbaglio) nemmeno le pagine del benemerito Lello Acone. Eravamo agli albori dei siti di interesse locale e, probabilmente anche per mancanza di concorrenza, ebbe un notevole successo, con numeri invidiabili da molti ancora oggi: 24.353 visite nel 2001, 33.181 nel 2002, 45.557 nel 2003 e oltre 42.000 nei soli primi 9 mesi del 2004, quindi una proiezione annuale di quasi 60.000 visite, considerando la costante crescita e l’aumento visite a fine anno.


Così, anche se non sarà cosa semplicissima, ho pensato di adattare una parte delle pagine dell’epoca che ritengo ancora interessanti. Alcune perché atemporali (leggende, tradizioni, artigianato, …) altre per lo sfizio di alcuni di potersi rivedere “come eravamo” (p.e. sfilate, competizioni ludiche e sportive, acc.). E a tal proposito ho scelto di iniziare con le foto di tre Carnevale a Termini (ed. 2002-2004). 
Vari di questi giovani di allora sono oggi genitori e i loro figli sfileranno nel prossimo Carnevale, fra poco più di un mese.




Erano i primi anni della fotografia digitale accessibile (penso che il formato max fosse 800x600) e le foto si pubblicavano in dimensioni ancora minori altrimenti sarebbero state troppo pesanti per essere visualizzate! Quindi accettatele così come sono, relativamente piccole e non di eccelsa qualità, guardatele per pura curiosità. Nella pagina ho riassunto poche note descrittive e i titoli della maggior parte dei carri e gruppi. Nei prossimi giorni metterò online altre foto e comincerò a pubblicare vari testi.
Per essere aggiornati in merito alle prossime pubblicazioni visitate la homepage delle pagine recuperate dal mio vecchio sito massalubrense.it, inclusa nel mio sito giovis.com o seguite la pagina FB Epicureismo Eclettico.

lunedì 6 gennaio 2020

Jeranto: la serie (non televisiva, ma social)

Post da leggere e guardare fino in fondo
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (Giulio Andreotti)
Le voci corrono e si rincorrono, si avanzano tante ipotesi ma poche sono le certezze, molti i sospetti in merito ai veri motivi della chiusura, peraltro non ancora comunicata al Comune (con il quale il FAI ha sottoscritto convenzione) e neanche giustificata da foto o altra documentazione.
La telenovela è iniziata dalla pagina bilingue FB Sorrento Amalfi Walk With Us sulla quale è apparso un post (immagine a sx) con la foto del cartello affisso sul cancello d’ingresso della ex cava, ed il testo iniziava con “Why?” e poi “Perché?” nella versione italiana.
Vari geni hanno suggerito di chiedere (il punto interrogativo era ben chiaro ma evidentemente non per loro) e solo dopo varie condivisioni e commenti il FAI (proprietario e gestore dell’area ex ILVA) ha pubblicato il post molto vago che potete vedere qui in basso, ma non ha ancora risposto ad Andrea Milano che per due volte ha chiesto se ci fossero foto. Da notare anche che la foto del FAI è stata scattata in modo che non fosse chiaro che, almeno nella prima parte, non ci fossero ostacoli di sorta ... e non si legge neanche il testo sul cartello. 


In sostanza hanno chiuso 2 cancelli impedendo l’accesso alla piana della cava e alla piattaforma di carico materiale senza avvisare nessuno e tantomeno il Comune con il quale, come è noto, esiste convenzione per il diritto di passaggio. I sentieri sono quindi equiparati ad una vicinale e pertanto, se vogliono impedire il passaggio (qualunque sia il motivo) devono avvisare il Comune e provvedere al più presto alla riapertura.
La cosa puzza molto non solo a prescindere, ma anche perché, come è stato sottolineato in vari commenti:
  • hanno apposto un cartello metallico o comunque duro, come quelli che resistono da anni lì alle intemperie, con logo nazionale ecc. … che non ha niente di provvisorio
  • dicono che ci sono pericoli per danni ai fabbricati e alberatura ma sono stati notati solo un paio di grossi rami caduti e qualche frasca, ma nessun danno evidente agli edifici
  • hanno pubblicato la notizia sul loro Facebook solo dopo che è stata scoperta la magagna 
  • perché hanno messo solo la foto del cartello sul cancello e nessuna dei “danni”???
Come chiunque può vedere dalle foto che seguono la cima spezzata del pino mostrata nelle prime due foto un paio di persone possono spostarla facilmente ma basterebbe uno solo degli operai che hanno potato l'intero uliveto per tagliarlo e spostarlo senza ulteriori aiuti ... e gli altri non sono neanche rami, li definirei frasche; il sentiero è assolutamente sgombro e sicuro. Dicono che i “danni” risalgono al 15 dicembre … in oltre 3 settimane non sono riusciti a rimuovere i rami?  
 
 

Tutto ciò ha alimentato i sospetti e le illazioni in merito a cosa vogliano fare lontani da occhi indiscreti sono state numerose. C’è chi dice che vogliano realizzare qualche abuso edilizio, altri sostengono che vogliano semplicemente fare una “chiusura invernale” che, una volta che sia stata “tacitamente accettata”, potrebbe poi diventare definitiva, facendo cadere nel dimenticatoio la convenzione con il Comune. Questa Amministrazione, già informata dei fatti da una settimana (ma non dal FAI) non dovrebbe richiedere ufficialmente motivo della chiusura (che comunque avrebbero dovuto comunicare prima di chiudere e non dopo 20gg). Non potrebbe mandare un vigile o un tecnico a fare un sopralluogo e verificare se i “danni” giustificano la chiusura? Se un albero o un cornicione è (effettivamente) pericolante in ambito urbano, o ci sono lavori ad una facciata di un edificio, si provvede a delimitare la zona a rischio ma non si chiude l’intera strada. 
Da fonte ufficiale (riportata) “confermano che la chiusura è relativa solo al tratto della cava ed è dovuta ai danni provocati dalla tempesta prima di Natale. Hanno coinvolto un agronomo per mettere in sicurezza una decina di pini e c'è una casa colonica che ha subito danni alla copertura in tegole e alla struttura. Contano a breve di riaprire ma la chiusura che non coinvolge i sentieri è dovuta solo a problemi di sicurezza.
Ma voci di corridoio più che credibili (vengono da fonti diverse e affidabili e coincidono nella sostanza; agli amici viene aperto il cancello e con questi entrano anche amici di amici) sostengono che l'intenzione sarebbe quella di diradare la pineta (non “mettere in sicurezza” che significa ben poco) che circonda l'info point. Ma anche in questo caso torna la domanda “Perché?”. Non hanno certo bisogno di spazio (né al coperto né all’esterno) e quindi perché abbattere parte dei pini piantati poco dopo la donazione (inizio anni ’90) con un contributo del Ministero dell’Ambiente per il recupero vegetazionale dell’area? Non ci vuole forse un’autorizzazione? Mi chiedo, il WWF, sempre pronto a contrastare i tagli immotivati, avendo in questo caso di fronte i “colleghi” del FAI da che parte sì schiererà: taglio no o taglio sì
E la casa colonica non si trova molto più a monte?
Nel corso delle prossime settimane, se vi troverete a Jeranto e sentirete rumore di motoseghe, già sapete di che si tratta.


PS - mentre apportavo le ultime correzioni a questo post, mi è stata inoltrata le serie di immagini inserita sotto (evidentemente screenshot da un video smartphone) che dimostra che il sentiero nella pineta è completamente libero salvo il parziale ingombro della cima dell'albero caduta fra cancello per la piattaforma e locale compressori.
    
   
   
Speriamo si riesca ad ottenere anche il video originale!

giovedì 6 giugno 2019

La perfetta manutenzione dei percorsi escursionistici a Massa Lubrense

La parte terminale della Penisola Sorrentina, gran parte della quale ricade in territorio massese, potrebbe essere un paradiso per gli escursionisti vista la grande varietà di ambienti, vegetazione e vedute e, non certo di minore importanza, considerata la posizione centrale rispetto a località come Capri, Positano, Amalfi e Pompei ... una perfetta combinazione di vacanza attiva e classico turismo culturale.
Ho dovuto scrivere "potrebbe" perché, nonostante gli sbandierati investimenti nel settore sentieristica (manutenzione, pulizia e segnaletica), ben poco si fa per rendere più piacevole e sicuro il soggiorno degli escursionisti che, anno dopo anno anno, diventano sempre più numerosi passando così dall'essere un settore di nicchia ad essere un importante volano economico dall’indotto assolutamente non indifferente. 
   

Succede così che:
  • il gazebo al margine di via San Costanzo, abbattuto dal vento lo scorso autunno, dopo 7 mesi giace ancora in loco, così come gli alberi divelti che ostruiscono il sentiero più frequentato per accedere alla cappella in cima al monte  (foto sopra, scattate poche ore fa);
  • chi percorre l'itinerario Sant'Agata - Monticchio - Termini (promosso dal Comune, evidenziato nelle mappe distribuite dall’Ufficio Turistico e dalle Pro Loco) si trova a dover passare fra i rami di un albero caduto almeno 4 mesi fa in via Calella (ancora ieri la situazione non era cambiata rispetto a ciò che potete vedere nelle foto in basso)
  • la segnaletica non viene aggiornata dal 2003 (allora fu pagata dall'AAST Sorrento - Sant'Agnello) mentre le mattonelle segnavia continuano a sparire o essere vandalizzate
  • si spendono 2.696,20 euro (parenti a 2.700) per tagliare l'erba ai margini di una rotabile di 1.350 m (ma pagati come se fossero 1.700, circa il 26% in più) e non si sanano situazioni critiche lungo poche centinaia di metri di sentieri (lavoro giudicato da vari operatori del settore di non più di 3 giornate lavorative)
  • si paga la pulizia di 1.100 m circa di sentiero/stradina (più stradina rotabile che sentiero) pagando per 1.550 m (circa il 41% in più)
  • tali differenze (chi vuole può verificarle ... io posso sbagliare di qualche metro, ma non di tanto) possono sembrare cosa di poco conto, ma diventano onerose se si considera che il Comune per detta pulizia paga euro 0,65/ml oltre I.V.A. (22%). 
  • vale la pena sottolineare l’uso di ml (=millilitro, secondo la legge italiana ed europea!), suppongo "metro lineare" secondo i tecnici del Comune che ignorano il Decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802 e la successiva ratifica europea del 2009, che stabiliscono l'obbligo dell'utilizzo del Sistema Internazionale di unità di misura (SI)
  • similmente è da apprezzare la precisione degli stessi nell’identificazione dei tratti interessati ... “via Vigliano da confine con Sorrento fino al falegname”! Anche la grammatica è notevole.
Tutto i dati riportati li potete verificare nella Determinazione 523 (del 16 aprile u.s.) e sospendo l'elenco per non risultare tedioso e ripetitivo, ma ci sarebbe tanto altro da segnalare.

   
   
In conclusione, l’Assessore al Turismo / vicesindaco non dovrebbe raccontarmi che sono stati stanziati decine di migliaia di euro specificamente per la pulizia sentieri se tale capitolo comprende anche le strade (e per queste per lo più vengono spesi); e tanto meno dire a me (che con i miei colleghi camminanti percorro chilometri e chilometri nel territorio) che i sentieri sono stati tutti puliti visto che ormai non usciamo se non muniti di serracchiello e cesoie
Il Responsabile del Servizio non dovrebbe dirmi che gli alberi non vengono rimossi adducendo come scusa la mancanza di fondi se zazzarea (sperpera) migliaia di euro in altri lavori, pagati (a mio modesto parere) a prezzi esorbitanti.

Nel vedere tali bellezze (e potenziali fonti di reddito) nelle mani di incompetenti arroganti - spesso poco sinceri - piange il cuore a molti e specialmente a me che quasi 30 anni fa redassi il Progetto Tolomeo, inizialmente sottovalutato da tanti che poi con il tempo si sono ricreduti. 
Molti degli itinerari originali sono ancora in essere, vari sono stati abbandonati per essere ormai impraticabili già da anni. Quasi tutte le Amministrazioni hanno iniziato il loro mandato con grandi slogan e promesse, ma successivamente hanno fatto ben poco.

domenica 11 gennaio 2015

Commento tardivo e replica necessaria

Poche ore fa Antonio ha commentato il post di giovedì scorso. Visto che arriva con molto ritardo e quindi chi aveva già letto il mio testo non si sarebbe neanche accorto del commento, lo riporto (in rosso) e replico brevemente intercalando le risposte.
Caro Antonio, non intendo dove vuoi andare a parare con questo commento. Capisco che sei poco informato e oltretutto mi sembra che non hai colto il senso del post (ma forse sono io a non essere stato abbastanza chiaro). Ti rispondo brevemente, se vorrai maggiori chiarimenti mi scrivi, ci incontriamo e, a tavolino e vis-à-vis, ti spiego tutto quello che vuoi. 
Carissimi, è vero che avevo richiamato l'attenzione al punto 34 del programma di spesa triennale pubblicato sul sito del Comune: e questo per dire innanzitutto che evidentemente qualcuno sta sbagliando: o Giovanni nel ritenere questo un sentiero non di pertinenza del Comune; o il Comune nel preventivare interventi che non gli spetterebbero.
Il sentiero CAI 300, da Cava alla Campanella, attraversa molte aree private spesso con il tacito consenso dei proprietari, ma non sempre. Un Comune non può intervenire su un terreno privato a meno che ci sia una convenzione specifica. Ti suggerisco di chiedere chiarimenti al Comune in merito al punto 34.
Ma al di là di questo, vorrei porre anche l'attenzione sulle ultime frasi del post: mi sembra esagerato e poco intelligente perdere (che sia il Comune o il CAI) un pezzo di sentiero: perchè a perderlo saremmo solo noi appassionati escursionisti.
Sei caduto nello stesso equivoco di Paolino o non hai letto il mio post di ieri. Non ho detto che voglio perdere quel pezzo di sentiero, ma così com'è è impresentabile e, dimostrato dai fatti, pericoloso. Quindi si deve prendere qualche provvedimento. Personalmente, negli ultimi 20 anni ho percorso quel tratto solo una mezza dozzina di volte e non mi ha mai soddisfatto, ma trovo affascinante tutta la restante parte verso Torca. Per ulteriore chiarezza: è solo la ripida discesa verso Recommone la parte della quale potrei tranquillamente fare a meno, ma se si rimettesse a posto sarebbe senz’altro una buon sentiero. Penso che sia poco intelligente lasciarlo nello stato attuale
E dunque mi vien da chiedere: Giovanni, sei o no uno di noi - un appassionato escursionista dei sentieri massesi? Se no, ma perchè mai collabori assiduamente con il Comune nella realizzazione delle mappe se nei tuoi intenti non c'è il battersi per la riqualificazione e il mantenimento costante di quello che a conti fatti è la nostra vera ricchezza territoriale? Per rispetto di tutti questi soldi, quelli preventivati dal Comune, ma soprattutto anche per quelli già spesi per la realizzazione delle tue mappe, …
Non capisco assolutamente il discorso cartine … a meno che non mi stia suggerendo che avrei dovute cederle gratuitamente, invece che “quasi gratis”. Tempo fa già ci fu un commento simile, forse sei lo stesso e ritorni alla carica. Ne deduco che certamente tu lavori per la gloria e che rifiuti qualunque tipo di compenso per la tua attività, qualunque essa sia. Complimenti, hai tutta la mia ammirazione!
… e visto che sul sentiero di cui parla Matteo è già stata scritta con la bomboletta (sic!) indicazioni VIS, mi chiedo: 1. perchè è indicata quella direzione? c'è autorizzazione per quella deviazione?
La scritta con spray non è mia, né l’ho mai vista, anche se ne conosco l’esistenza in quanto già varie persone me ne avevano parlato. La deviazione per la Spina (se a quella ti riferisci) fu autorizzata e realizzata con una collaborazione fra Comune, Comunità Montana, CAI e alcuni volontari (fra i quali c’ero anch’io, ma non mi ricordo di nessun Antonio) e ricalca una strada vicinale. Ma se dubiti della liceità del fatto, devi chiedere all’Amministrazione, non a me. Comincio a sospettare che tu sia uno di quelli che ama la sterile polemica.
2. perchè sulla cartina nuova - quella posta a S.Agata nei pressi della farmacia- di cui sei stato collaboratore, non è segnalato il sentiero per Recommone con dettagli circa la difficoltà di percorso?; 3. credi che i soldi già spesi siano stati inutili? 
La cartina a Sant’Agata (identica a quelle sistemate a Massa e a Termini) non è nuova, ma è una semplice riproduzione delle precedenti (ed è stata concessa gratuitamente).
Io credo che dovremmo guardare in faccia la realtà ma anche spronare chi di competenza perchè si attivi, a beneficio esclusivo della collettività, e non per altri interessi di parte...Antonio
Per quanto mi riguarda penso di fare la mia parte informando chi legge il mio Blog delle conseguenze degli incendi (per quanto possibile con continuità e precisione), descrivendo sentieri, mettendo a disposizione di tutti gli escursionisti cartine scaricabili (gratuitamente), adoperandomi attivamente per far rimuovere i tralicci abbattuti (anche se centinaia di escursionisti li hanno visti, non mi sembra che qualcuno si sia mosso), richiamando l’attenzione sulla pericolosità e l’abbandono del sentiero oggetto del post, e potrei ancora continuare.
Alla prossima occasione, per favore, facci sapere “chi di competenza” stai spronando ed in merito a quali questioni, a meno che il tuo commento non fosse solo improntato alla polemica. 
Sarebbe bene informarsi prima di parlare “a schiovere” (a vanvera).


PS - ricordo che “tecnicamente” un commento non dovrebbe includere domande (hai inserito ben 6 “?”).

lunedì 19 maggio 2014

Escursionismo e Musica: concerti sul Sentiero degli Dei

Continua il programma di concerti I Suoni degli Dei, eventi ideati e realizzati ormai da parecchi anni dal Comune di Praiano e l'Associazione Pelagos.
I concerti si tengono il mercoledì alle 10.45 in punti diversi del Sentiero degli Dei
I prossimi appuntamenti saranno il 21 maggio a Colle la Serra (nei pressi della mattonella segnavia 11 - guarda la cartina in calce al post) e il 28 maggio a Cannati (fra la 9b e la 10b) con il seguente programma:

domenica 23 marzo 2014

Escursionismo: abbiamo già cominciato con gli escursionisti in difficoltà

Un paio di giorni fa c’è stato il primo “disperso” dell’anno lungo i sentieri della Penisola, poi recuperato con l’ausilio di un elicottero. Ho letto e ascoltato varie versioni del fatto, saggi suggerimenti (già ripetuti più volte) e commenti vaneggianti.
L’escursionista in questione si è avventurato nell'area fra Spina e Recommone che, da almeno 20 anni, è il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari più soggetto a sparire coperto dalla vegetazione. Spesso si passa dove si può e gli sporadici segnavia visibili appaiono qui e lì senza continuità in quanto apposti in epoche diverse da volontari che hanno percorso rotte differenti. 
I vari incendi e crolli di muretti a secco non hanno certo migliorato la situazione. 
Da molto tempo sconsiglio quel tratto ai poco esperti e a chi non è pratico della zona. Ormai da anni sul mio sito si può leggere questa breve informazione:
L'ultima parte di questa tappa dell'Alta Via è molto malandata, a tratti mal segnata e non è neanche lontanamente bella e spettacolare come il tragitto fin qui percorso.” 
Non è mancato il solito commento insulso
“la colpa è del comune di MASSALUBRENSE perchè bisogna pulire e segnalare i sentieri ......”. 
Pur non essendo un grande sostenitore e/o paladino delle P.A. in genere ed in particolare del Comune di Massa Lubrense (tutte quelle maiuscole sono inutili, non aumentano l'ipotizzata colpa dell'Amministrazione, ed il nome del Comune è errato), vorrei ricordare al “commentatore” che:
  • non esiste nessun obbligo (per fortuna) di “segnalare” i sentieri da parte dei Comuni, è solo una scelta "politica" di promozione turistica;
  • il tratto di sentiero in questione non è una strada comunale e neanche vicinale e di conseguenza il Comune non ha titolo per intervenire;
  • l’area è privata e i proprietari gentilmente tollerano il passaggio degli escursionisti che quindi la attraversano a  proprio rischio e pericolo come avviene anche in tante altre parti dei Monti Lattari;
  • la segnatura dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) è compito del Club Alpino Italiano, ma non è certo un obbligo;
  • i volontari che si occupano della segnatura vanno ringraziati e non biasimati, in particolare da chi non è in grado di procedere autonomamente.
Fatti salvi i rari casi di pura malasorte, la colpa di ciò che accade lungo i sentieri è degli escursionisti improvvidi, incauti e imprudenti che si avventurano in aree non conosciute o pericolose. Oltretutto si deve tener presente che in molte aree lontane dai centri abitati la copertura delle rete telefonica è scarsissima o addirittura assente e ciò contribuisce ad aumentare i rischi degli escursionisti e i problemi dei soccorritori.
In particolare in queste zone, ripetiamolo per l’ennesima volta, è assolutamente sconsigliato andare da soli. 
Il gps da solo non è sufficiente per una sicura navigazione, ci vuole comunque la cartina, eventualmente la bussola e una sufficiente dose di buonsenso, che spesso sembra mancare quasi del tutto. Ciò non toglie che, come in questo caso, il gps sia utilissimo per comunicare la propria posizione in caso di emergenza.
L’immagine in basso è tratta dal materiale didattico dal corso “IL GPS IN ESCURSIONISMO” organizzato dalla Lega Montagna UISP, ma di documenti simili in rete se ne trovano a centinaia.