lunedì 6 gennaio 2020

Jeranto: la serie (non televisiva, ma social)

Post da leggere e guardare fino in fondo
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (Giulio Andreotti)
Le voci corrono e si rincorrono, si avanzano tante ipotesi ma poche sono le certezze, molti i sospetti in merito ai veri motivi della chiusura, peraltro non ancora comunicata al Comune (con il quale il FAI ha sottoscritto convenzione) e neanche giustificata da foto o altra documentazione.
La telenovela è iniziata dalla pagina bilingue FB Sorrento Amalfi Walk With Us sulla quale è apparso un post (immagine a sx) con la foto del cartello affisso sul cancello d’ingresso della ex cava, ed il testo iniziava con “Why?” e poi “Perché?” nella versione italiana.
Vari geni hanno suggerito di chiedere (il punto interrogativo era ben chiaro ma evidentemente non per loro) e solo dopo varie condivisioni e commenti il FAI (proprietario e gestore dell’area ex ILVA) ha pubblicato il post molto vago che potete vedere qui in basso, ma non ha ancora risposto ad Andrea Milano che per due volte ha chiesto se ci fossero foto. Da notare anche che la foto del FAI è stata scattata in modo che non fosse chiaro che, almeno nella prima parte, non ci fossero ostacoli di sorta ... e non si legge neanche il testo sul cartello. 


In sostanza hanno chiuso 2 cancelli impedendo l’accesso alla piana della cava e alla piattaforma di carico materiale senza avvisare nessuno e tantomeno il Comune con il quale, come è noto, esiste convenzione per il diritto di passaggio. I sentieri sono quindi equiparati ad una vicinale e pertanto, se vogliono impedire il passaggio (qualunque sia il motivo) devono avvisare il Comune e provvedere al più presto alla riapertura.
La cosa puzza molto non solo a prescindere, ma anche perché, come è stato sottolineato in vari commenti:
  • hanno apposto un cartello metallico o comunque duro, come quelli che resistono da anni lì alle intemperie, con logo nazionale ecc. … che non ha niente di provvisorio
  • dicono che ci sono pericoli per danni ai fabbricati e alberatura ma sono stati notati solo un paio di grossi rami caduti e qualche frasca, ma nessun danno evidente agli edifici
  • hanno pubblicato la notizia sul loro Facebook solo dopo che è stata scoperta la magagna 
  • perché hanno messo solo la foto del cartello sul cancello e nessuna dei “danni”???
Come chiunque può vedere dalle foto che seguono la cima spezzata del pino mostrata nelle prime due foto un paio di persone possono spostarla facilmente ma basterebbe uno solo degli operai che hanno potato l'intero uliveto per tagliarlo e spostarlo senza ulteriori aiuti ... e gli altri non sono neanche rami, li definirei frasche; il sentiero è assolutamente sgombro e sicuro. Dicono che i “danni” risalgono al 15 dicembre … in oltre 3 settimane non sono riusciti a rimuovere i rami?  
 
 

Tutto ciò ha alimentato i sospetti e le illazioni in merito a cosa vogliano fare lontani da occhi indiscreti sono state numerose. C’è chi dice che vogliano realizzare qualche abuso edilizio, altri sostengono che vogliano semplicemente fare una “chiusura invernale” che, una volta che sia stata “tacitamente accettata”, potrebbe poi diventare definitiva, facendo cadere nel dimenticatoio la convenzione con il Comune. Questa Amministrazione, già informata dei fatti da una settimana (ma non dal FAI) non dovrebbe richiedere ufficialmente motivo della chiusura (che comunque avrebbero dovuto comunicare prima di chiudere e non dopo 20gg). Non potrebbe mandare un vigile o un tecnico a fare un sopralluogo e verificare se i “danni” giustificano la chiusura? Se un albero o un cornicione è (effettivamente) pericolante in ambito urbano, o ci sono lavori ad una facciata di un edificio, si provvede a delimitare la zona a rischio ma non si chiude l’intera strada. 
Da fonte ufficiale (riportata) “confermano che la chiusura è relativa solo al tratto della cava ed è dovuta ai danni provocati dalla tempesta prima di Natale. Hanno coinvolto un agronomo per mettere in sicurezza una decina di pini e c'è una casa colonica che ha subito danni alla copertura in tegole e alla struttura. Contano a breve di riaprire ma la chiusura che non coinvolge i sentieri è dovuta solo a problemi di sicurezza.
Ma voci di corridoio più che credibili (vengono da fonti diverse e affidabili e coincidono nella sostanza; agli amici viene aperto il cancello e con questi entrano anche amici di amici) sostengono che l'intenzione sarebbe quella di diradare la pineta (non “mettere in sicurezza” che significa ben poco) che circonda l'info point. Ma anche in questo caso torna la domanda “Perché?”. Non hanno certo bisogno di spazio (né al coperto né all’esterno) e quindi perché abbattere parte dei pini piantati poco dopo la donazione (inizio anni ’90) con un contributo del Ministero dell’Ambiente per il recupero vegetazionale dell’area? Non ci vuole forse un’autorizzazione? Mi chiedo, il WWF, sempre pronto a contrastare i tagli immotivati, avendo in questo caso di fronte i “colleghi” del FAI da che parte sì schiererà: taglio no o taglio sì
E la casa colonica non si trova molto più a monte?
Nel corso delle prossime settimane, se vi troverete a Jeranto e sentirete rumore di motoseghe, già sapete di che si tratta.


PS - mentre apportavo le ultime correzioni a questo post, mi è stata inoltrata le serie di immagini inserita sotto (evidentemente screenshot da un video smartphone) che dimostra che il sentiero nella pineta è completamente libero salvo il parziale ingombro della cima dell'albero caduta fra cancello per la piattaforma e locale compressori.
    
   
   
Speriamo si riesca ad ottenere anche il video originale!

4 commenti:

  1. Maurizio Fiorentino7 gennaio 2020 09:00:00 CET

    Per fugare ogni dubbio basterebbe postare una semplice serie di foto inerenti questi danni talmente "complessi" da giustificare l'interdizione al passaggio, ancorché momentanea( secondo quanto affermano!). Colpisce, in ogni caso, la tempistica del loro "comunicato", fatto solo dopo che è stato pubblicato il post "why": perché è così difficile pretendere il rispetto di una comunicazione trasparente con l'ente pubblico competente, come risulta da apposita convenzione? Contando sulla buona fede dei diretti interessati, vediamo se avranno l'accortezza di riparare a questa "svista".

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  2. Speriamo che il comune faccia il suo dovere e vada a controllare!

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  3. Ho lasciato un terzo messagggio: verimme Pasquale a ro' vo' arrivà. Basterebbe un minuscolo post per fugare i dubbi della comunità di escursionisti...

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  4. Quando ho messo il post su Sorrento Amalfi Walk With Us veramente non credevo di scatenare un "Caso". Trovo inquietante il silenzio tombale del FAI che ancora non ha fornito evidenza dei gravi danni/pericoli della zona chiusa. Inquietante tutta la situazione.

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