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mercoledì 19 ottobre 2022

Capo di Mondo, altro pasticcio toponomastico

Questo toponimo, già presente su mappe di un secolo fa ma non effettivamente utilizzato in Penisola, è venuto alla ribalta con la pubblicazione del percorso della sesta tappa del Giro d’Italia 2023, circuito con partenza e arrivo a Napoli in programma giovedì 11 maggio. In meno di 24h, una mezza dozzina di amici mi hanno interrogato in merito all'effettiva esistenza dello stesso e li ho rimandati al post precedente a questo, visto che, per pura casualità, il toponimo appare nelle varie mappe lì pubblicate. Chiaramente è stato utilizzato da persone non locali, visto che in zona è sempre stata conosciuta come la salita di Picco(lo) Sant'Angelo. Tuttavia, colgo l’occasione per fare un discorso più ampio, che comprende vari punti.


Quasi certamente il toponimo è corruzione di uno dei tanti Capodimonte, come il Capodarco, fra Termini e Casa (Massa Lubrense), lo dovrebbe essere di Capodacqua (come l’area a monte di Positano) e vari altri. Volendolo interpretare in tal senso, è logico che sia relativo al punto più alto di quella zona, vale a dire la piccola altura (localmente detta Isola, 526m) a est della Pineta delle Tore; posizionato con precisione sulla CTR al 10.000 e abbastanza correttamente sulla precedente tavoletta IGM degli anni ’50 e la successiva carta regionale al 25.000, mentre viene spostato ancora più a ovest sulla mappa CAI, finendo nella Pineta, oltretutto modificato in Capo del Mondo. Ecco gli stralci delle mappe nello stesso ordine in cui sono state elencate.





La deriva dei toponimi sulle mappe è un annoso problema causato dal fatto di non seguire (per necessità o per scelta deliberata) le stesse norme, che non sono obbligatorie ma seguono delle convenzioni internazionali accettate dalla maggior parte dei cartografi. Riprendendo toponimi da mappe precedenti e inserendoli a proprio piacimento si corre il rischio (dopo ripetuti passaggi) di trovarli da tutt’altra parte. 
Un caso emblematico di traslazione di toponimi lo trovai (o almeno così penso) nel corso delle indagini per la stesura del mio saggio Le coste di Sorrento e di Amalfi.

Nella carta borbonica del 1819 (vedi sotto) viene invece evidenziato come su tale altura (Capo di Mondo o Isola che dir si voglia) fosse posizionato un telegrafo ottico Depillon e lo stesso, per viciniorità, denominato della Marecoccola,  anche se nell'elenco ufficiale delle postazioni appare come Maracoccola sopra Sorrento (vedi le due immagini al fondo).


 

martedì 23 giugno 2020

Rientro e metto subito mano ... anzi piede

Ansioso di ricominciare a camminare in Penisola con i miei sodali Camminanti, ho pianificato una passeggiata realizzabile con quasi qualunque condizione meteo (in particolare si devono temere le temperature) per evitare cambiamenti sostanziali nell'ultimo minuto. Abbiamo rinunciato ad altre ipotesi di percorsi lineari di una trentina di km fra l'area di Amalfi o del Faito e quella a monte di Sorrento (che avevo ipotizzato e proposto pensando di poter rientrare ad metà aprile come d programma) in quanto sono meno adattabili in corso d'opera e abbiamo ripiegato sulla una semplice MaraTrail Lubrense di lunghezza ridotta (24,5 km) ed estremamente variabile, pur senza modificare il percorso. Sì, è proprio così! Avendo il vantaggio di avere tre centri principali raggiungibili anche con mezzi pubblici (Sant’Agata, Termini e Massa centro), ognuno può chiudere il circuito che preferisce in bus, anche senza percorrere un anello vero e proprio.
Ed ecco la descrizione dell’itinerario da Sant'Agata a Massa centro (vedi mappa essenziale in alto) accompagnata da alcuni suggerimenti. Per limitare il più possibile il rischio caldo, ci incammineremo sul circuito delle Sirenuse relativamente presto (alle 7:30) da Sant'Agata in modo da affrontare quanto prima possibile l'unico vero strappo della giornata, vale a dire l’ascesa relativamente breve ma ripida al Pizzetiello (nelle 2 foto sotto), che prevediamo di raggiungere entro le 8:30.
Sulla via del ritorno c’è un’altra salita ripida, ma più breve, regolare e in linea di massima al fresco del castagneto di San Martino. L’anello si chiude percorrendo oltre un km nella pineta delle Tore prima di iniziare la discesa a Sant’Agata dove si dovrebbe giungere poco prima delle 10:00. Qui chi si accontenta dei 9 km potrà proseguire per il mare (o in altra direzione) lasciando il gruppo al quale si aggregheranno invece ritardatari e pigri che non si sono voluti svegliare presto.
Si ripartirà alle 10 alla volta di Termini da dove affronteremo il Giro di Santa Croce insieme con chi vorrà risparmiarsi questi 5km partendo da Termini, ma qualche “furbo” potrà anche prendere in considerazione la possibilità di farli su ruota con l’idea di percorrere esclusivamente i giri Sirenuse e Santa Croce e a conclusione del secondo avere l’auto o moto a Termini. In dipendenza di temperatura, sole e vento, sceglieremo il luogo più adatto per una breve sostaperitivo tra Vetavole e cappella di San Costanzo.

Chi non si è perso niente, tornato a Termini avrà percorso 18,9km e con i restanti 5,6km del percorso Li Padri, S. Maria, l’Annunziata, San Liberatore, Massa completerà i 24,5 km dell’itinerario “ufficiale” verso le 14.30. Questo è un altro vantaggio della partenza mattiniera, vale a dire poter pranzare in famiglia o con amici ed avere tutto il pomeriggio a disposizione.

Da Massa si può tornare a Sant’Agata (o andare a Sorrento) in bus, ma i più volenterosi, dopo aver messo qualcosa nello stomaco, potranno anche decidere di risalire al punto di partenza lungo l’itinerario della cosiddetta Passeggiata Rurale, meno di 6 km quasi tutti in salita ma senza grandi pendenze e per lo più al fresco. Nella foto in basso uno degli scorci più suggestivi.
Nello schema qui in basso sono evidenziate varie possibilità che dovrebbero poter soddisfare tutte le gambe ma, chiaramente, ci sono tante altre possibilità.
Gli highlight della passeggiata, tecnicamente alla portata di tutti, sono certamente i "sentieri selvaggi" (consentitemi la citazione cinefila, film di John Ford del 1959) della parte bassa delle Sirenuse (fra Monticello e la statale) e dell'intero tratto del Vuallariello e crinale di San Costanzo da Vetavole alla cappella ma, sotto un aspetto più rurale, saranno molto piacevoli e spesso panoramici i percorsi fra Canale e le Tore di Termini e l’intero Termini - Massa.
Chi pensa di partecipare e percorrere il Giro di Santa Croce non dimentichi (oltre a tutte le altre cose indispensabili) il proprio snack/aperitivo.

giovedì 12 settembre 2019

TREK 2020 - doppio anello E da S. Agata: Sirenuse e Passeggiata rurale

Il circuito E deTREK Amalfi - Sorrento 2020 (occasione di incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti e NON una serie di escursioni guidate) consiste in effetti di 2 anelli ben distinti per area e tipologia, ma di quasi identico sviluppo (9 km ciascuno); entrambi hanno origine al centro di Sant'Agata dove, di conseguenza, fra l'uno e l'altro ci godremo una comoda pausa pranzo più caffè. 
   
sopra: MaraTrail di Termini sul Pizzetiello (ripresa da TV3France - operatore sulla roccia)
sotto: Li Galli (alias Sirenuse): Gallo LungoCastelluccia La Rotonda
La mattina è previsto il sentiero delle Sirenuse, con lunghi tratti fra arbusti e alberi della macchia mediterranea e nella grande (per quest'area) pineta delle Tore, il pomeriggio un adattamento della Passeggiata rurale, che si percorrerà in salita, dopo essere scesi fin quasi a Massa via Schiazzano Santa Maria.
Si parte quindi in comoda e leggera discesa verso Nula, Torca e poi Monticello, dove inizia lo sterrato quasi in piano (sempre attorno ai 350m di quota) che conduce ai piedi della ripida ascesa al Pizzetiello (489m), dalla cui vetta si apprezzerà un vastissimo panorama che spazia da Vettica di Praiano, a tutto il Golfo di Salerno fino a Punta Licosa, con ovviamente Li Galli (le Sirenuse) al centro. Verso ovest si ammirano invece le ripide balze meridionali dell'estremità della Penisola, i Tre Pizzi di Jeranto Capri sullo sfondo. 
   
Si ridiscende quindi aggirando la collina e, dopo un brevissimo tratto sulla ss145 Sorrentina, si sale verso la pineta delle Tore di Sorrento. Come anticipato, in questo caso non ci sarà picnic in ambiente naturale come per tutti gli altri giorni, ma ognuno potrà scegliere cosa e dove mangiare visto che a Sant'Agata ci sono ristoranti, snack bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie e negozi di alimentari.
videoguida della Passeggiata rurale (seppur descritta nella direzione opposta)
Dopo il caffè, si riparte in discesa passando per Canale (con i suoi caratteristici lavatoi tutt'oggi in uso), CalellaMonticchioSchiazzanoS. Maria e quindi, con vari saliscendi, si andrà a intercettare il tracciato della Passeggiata rurale a BagnuloSi rientra a Sant'Agata per Prasiano, Priora, Acquacarbone (recuperata un paio di anni fa dopo decenni di abbandono) e Olivella.
Per questo doppio circuito, dei sentieri CAI si percorrono solo il 300 da Torca alla ss145 Sorrentina e brevissimi tratti del 355 e 343 nei pressi di Santa Maria. Per questi, trovate tracce e info sono su www.caimontilattari.it, come per le precedenti escursioni. 

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

l'escursione F da S. Agata (San Costanzo e Jeranto) sarà online fra qualche giorno

venerdì 19 gennaio 2018

Commenti relativi agli “Escursionisti della domenica”

Avendo ricevuto commenti “tardivi” al post Escursionisti della domenica che biasimano altri per i propri errori (non che ci sia niente di male, ma gli oltre 500 utenti che aveva già letto il post se li sono  persi), ne propongo le frasi salienti aggiungendo qualche commento e chi li vorrà leggere integralmente li trova ancora in calce all’originale.
Purtroppo mi dovrò riferire all’”Anomimo” delle xxx e delle xxx visto che i commenti più insulsi arrivano quasi sempre da utenti rigorosamente anonimi e  ciò potrebbe far presupporre che almeno un po’ si vergognano ... ma continuo a non comprendere qual è il loro “problema” se esprimono, civilmente e argomentando come in questi casi, un dissenso o un proprio punto di vista. Ciò comporta che non si possa neanche sapere se si tratti sempre dello stesso “Anonimo” o siano diversi. Costa tanto (pur mantenendo l’anonimato) concludere il commento con un nome, seppur di fantasia? Il primo commento, per esempio, compare come Anonimo ma è firmato.
In sostanza, secondo me è impensabile segnare tutti i sentieri e, oltretutto, la gente si perde anche sulle stradine pavimentate. La manutenzione è tutt'altro argomento, e non sempre è un problema se si tratta di "sentieri" che dovrebbero rimanere “naturali”, senza scalini "inventati" e spesso mal costruiti, cemento, ringhiere e passamano, questi ultimi nella maggior parte dei casi inutili, se non pericolosi per conferire una falsa sicurezza.
Il CAI si assume l'impegno di segnare esclusivamente i percorsi individuati dalle sue varie sezioni locali. In particolare, gli itinerari dei Monti Lattari sono tutti ben descritti sul loro sito www.caimontilattari.it  dal quale sono gratuitamente scaricabili descrizioni, tracce gps e mappe, anche se queste non sempre sono sufficienti.
Soprattutto nei casi nei quali i sentieri attraversino proprietà private (Monte Comune, Marecoccola, Spina - Recommone, ...) le Amministrazioni come Comuni e Regione non possono  intervenire in quanto aree non pubbliche.
Parallelo: se uno che non sa nuotare si tuffa in mare (casomai molto mosso e da una spiaggia isolata) e si trova in difficoltà, non penso che possa lamentarsi della mancanza della "bandiera rossa".
Un minimo, ma molto minimo, di buonsenso suggerirebbe di frequentare spiagge sorvegliate e tuffarsi solo con il mare calmo. 

Si deve proprio spiegare tutto e mettere in guardia i cittadini di qualunque possibile eventualità? 
  
Anonimo18 gennaio 2018 09:26:00 CET
Ciao G...mi piace questa tua risposta a questo signore "confuso"...
...certo non è facile spiegare che così muovendosi... "è da incompetenti..!!!".
Saluto, MatteoFREE

Anonimo19 gennaio 2018 10:53:00 CET
il problema di queste zone è che la segnaletica (verticale soprattutto)scarseggia ed è facile confondersi, quante volte abbiamo sentito di escursionisti stranieri e non che si sono persi

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 11:05:00 CET
Il problema della segnaletica carente è vecchio e ben noto, ma non giustifica errori marchiani come quello di DAMEN.
Oltretutto, chi non è in grado di andare in giro da solo in sicurezza (con ausilio di mappe che deve saper leggere eventualmente abbinate a gps se le tracce provengono da fonte affidabile e le sa interpretare) si "deve" aggregare a qualche gruppo o far accompagnare da qualcuno capace.

Anonimo18 gennaio 2018 09:26:00 CET
Ciao G...mi piace questa tua risposta a questo signore "confuso"...
...certo non è facile spiegare che così muovendosi... "è da incompetenti..!!!". Saluto, MatteoFREE

Anonimo19 gennaio 2018 11:32:00 CET
io la penso diversamente nel senso che al di là del caso specifico di damen (che è evidente si riferisse all'altro sentiero e non all'alta via), chiunque dev'essere messo in grado se volesse di poter fare un'escursione sui monti lattari anche dei semplici ragazzini non provvisti di mappe e quant'altro. per cui chi di dovere (comuni regione associazioni private) ...

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 11:44:00 CET
... "anche dei semplici ragazzini non provvisti di mappe e quant'altro" ... NESSUNO dovrebbe andare in giro in luoghi che non conosce senza una mappa o una guida.
Quando vi deciderete a prendervi le vostre responsabilità e smetterete di pretendere servizi assolutamente non dovuti?

Anonimo19 gennaio 2018 12:13:00 CET
... la montagna è di tutti e non dev'essere preclusa la possibilità di fruirne a nessuno....
... dev'essere messo in condizioni di farlo da parte di chi è preposto alla manutenzione dei sentieri, ...

Giovanni Visetti19 gennaio 2018 14:29:00 CET
Se si segnassero tutti i sentieri in bianco/rosso (segnavia del CAI, che ha scelto un certo numero di percorsi, forse già più del necessario), come si farà a sapere quale itinerario si sta seguendo??? = CAOS

mercoledì 17 gennaio 2018

Escursionisti della domenica che biasimano altri per i propri errori

Nello screenshot vedete il commento al mio video di presentazione del Sentiero delle Sirenuse e la mia relativa risposta. 

E questo è il video postato il 13 agosto 2013.
Per chi non conoscesse l'area, ecco anche la cartina nella quale è evidente l'interruzione fra i sentieri tratteggiati neri, in basso a destra fra i toponimi Pizzetiello e Punta Sant'Elia, mentre il tracciato pubblicizzato corre molto più in alto ed è evidenziato in rosso, con tratto più spesso. Il cancello al quale si riferisce damen (sarà un caso che tanti di questi che sollevano immotivate polemiche siano più o meno anonimi?) si trova alla fine del moncone orientale, quello che proviene da Belvedere (cfr. la seconda mappa).
Come tutti possono rendersi conto (tranne, sembra, damen)  il Sentiero delle Sirenuse (percorso in senso antiorario) passa per Torca, Monticello e prosegue più o meno in quota fra i 330 e i 370m di altitudine. Per trovarsi di fronte al cancello l'escursionista della domenica deve scendere molto più in basso, fino a circa 100m s.l.m. lungo un tracciato dall'andamento ben diverso.

Se invece il nostro sprovveduto camminatore avesse voluto sperimentare il percorso procedendo in senso orario, da Colli di Fontanelle (comunque a valle del circuito delle Sirenuse), invece di scendere a sinistra, avrebbe dovuto salire a destra della statale lungo il vecchio tracciato che taglia i moderni tornanti ... ma per lui destra o sinistra e salita o discesa sembrano essere concetti vaghi e strettamente personali. 
Come è chiaro al resto del mondo, il Sentiero delle Sirenuse non passa per Belvedere (non si è reso conto di aver camminato su una rotabile asfaltata per 700m?) da dove inizia il sentiero con tanti scalini che scende verso Sant'Elia e dopo 1,7 km finalmente raggiunge il cancello. 
Qui in basso ecco la vecchia mappa relativa al Progetto Tolomeo nel quale il Sentiero Sant'Elia (E6) veniva proposto come un'andata e ritorno, e la la segnaletica indicava chiaramente che si suggeriva di limitare la passeggiata a poco più di un km (tratto evidenziato in giallo, fino al Pizzo 'e Cardillo, quasi a quota 150m) per evitare ulteriore dislivello. 

Ovviamente, per lui è tutta colpa del cartografo (che ha anche editato e postato il video) e le migliaia di altri escursionisti che in questi quasi 5 anni hanno percorso il Sentiero delle Sirenuse senza problemi e senza trovare cancelli sono stati fortunati a INDOVINARE il tracciato giusto per la Marecoccola e la pineta delle Tore.
Propongo di organizzare una colletta per comprare una sostanziosa quantità di sale e poi distribuirla (gratuitamente, ben inteso) a tutti quelli che vorrebbero scaricare sugli altri le proprie responsabilità, in modo che ognuno possa mettersene un poco nella zucca!

venerdì 21 luglio 2017

Aggiornamento conseguenze incendi

Stamane sono andato a dare un'occhiata più da vicino alle aree a monte della statale Amalfitana interessate dagli incendi dei giorni scorsi. La situazione, abbastanza tragica in generale, stavolta è peggiore del solito dal punto di vista escursionistico. Infatti, molti degli alberi già indeboliti o bruciati (ma ancora in piedi) dagli incendi degli anni scorsi sono caduti a traverso del sentiero rendendolo praticamente intransitabile. Certo i più agili e intraprendenti possono scavalcarli o aggirarli, ma così facendo è quasi impossibile non graffiarsi ed è assolutamente impensabile non farsi neri di fuliggine.
Personalmente sono riuscito a percorrere solo poche centinaia di metri verso la Forestale e altrettanti verso Erbatenera, prima di dover rinunciare per i succitati motivi.
A valle di Santa Maria del Castello, è andato a fuoco il versante orientale di Valle Pozzo, mentre a monte è quello occidentale ad essere andato in fumo. Più avanti il fuoco non ha risparmiato quasi niente a valle di Conocchia e Sant’Angelo a Tre Pizzi (Molare, Canino e Catiello). 
   
Stamattina c’era un solo piccolo focolaio a ovest della croce di Vagnulo e verso mezzogiorno è arrivato un elicottero. A tal proposito ho notato una singolare novità: al lato del breve sentiero che collega la rotabile al belvedere di Santa Maria del Castello è stata sistemata una piscina smontabile (vedi foto) non a scopo “balneare” bensì per velocizzare i rifornimenti di acqua degli elicotteri antincendio. 
A ovest di Positano (Monte Comune e Capodacqua, foto a dx) per fortuna non è successo niente.
   
In nottata c’è stato un incendio del sottobosco in un'area molto ridotta della pineta delle Tore di Sorrento, un triangolo ben delimitato fra ingresso occidentale, strada e sentiero di accesso dall'ex tiro al piattello. Verso le 19.00 c'era ancora fumo ma le autorità preposte erano già state avvertite e una squadra era in arrivo.
   

lunedì 26 ottobre 2015

La lenta natura talvolta procede più velocemente degli uomini ...

Massa Lubrense, lunedì 26 ottobre

Come altre volte, pubblico in questo blog un post di interesse prettamente locale, anche se si pò facilmente leggere in senso quasi universale.
Nei giorni scorsi ho profittato del bel tempo per andare a effettuare una ricognizione su un paio di sentieri interessati dagli incendi dei mesi scorsi. In linea di massima si può ben dire che la natura fa il suo buon corso e che anche dalla maggior parte dei cespugli più rovinati dalle fiamme i nuovi germogli stanno crescendo bene.
Sabato pomeriggio ho percorso il giro di Santa Croce e ho constatato che le strade vicinali Le Selve e Vuallariello (sentiero da Cercito a Vetavole) sono ormai ben battute ed evidenti e, finora, le piogge non lo hanno reso né fangoso, né scivoloso.
    
I danni dell’incendio vanno scomparendo e, come potete vedere in queste foto, sia il pendio a valle del radar che quello a valle della cappella si stanno colorando di nuovo di verde.
Qui ci sono anche altre foto dell'escursione.  
   
Anche lungo il Sentiero delle Sirenuse, in particolare nell’area circostante il Pizzetiello, la nuova foglie sono ben evidenti ma, purtroppo ho dovuto constatare che i lavori di ripristino del sentiero, degli scalini e del passamano in legno si sono fermati. Dopo il buon  inizio del mese scorso, sembra che non ci sia stato alcun avanzamento in tutto ottobre e i paletti forniti per la realizzazione degli scalini giacciono ancora inutilizzati in cima alla ripida salita.
   
Speriamo che i lavori riprendano a breve e che il percorso sia ripristinato al più presto.
Infine, segnalo che nella pineta delle Tore sono stati assemblati tavoli e panchine costituiti da pezzi di tronchi spaccati a metà longitudinalmente. 
   
Speriamo che sopravvivano ai dementi, novelli Attila. 

lunedì 9 marzo 2015

Confronto tracce GPS (es. Sentiero Sirenuse)

Come preannunciato, ho inserito in un unico file le tracce rilevate il primo marzo e ne ho aggiunte un altro paio inviatemi da amici. Le ho chiaramente colorate in modo diverso per distinguerle facilmente e, tranne che negli evidenti punti totalmente discordanti per essere tracce relative a varianti dell’itinerario principale, posso assicurare che sono stati seguiti gli stessi sentieri. Lo scopo era quello di evidenziare i soliti classici punti critici che, anche in un sentiero aperto come questo, ci sono e risultano evidenti.

Da questa prima immagine complessiva si notano immediatamente i tratti nei quali le tracce differiscono maggiormente. Ho evidenziato le maggiori discrepanze tracciando un linea nera limitata da barrette fra le due tracce più esterne al fascio e al lato ho aggiunto la distanza in metri.
In qualunque senso si percorra il Sentiero delle Sirenuse, non si può contare più di tanto sull’affidabilità del gps attraversando l’area urbana di Sant’Agata. Infatti è risaputo che procedendo a ridosso di edifici di due e più piani perdiamo i segnali dei satelliti da quel lato e se le strade sono strette li perdiamo da entrambe i lati e restano “visibili” solo quelli davanti e dietro di noi. La cosa dovrebbe essere ben nota e chi ha letto nel manuale dell’utente gli avvertimenti in merito alla precisione del proprio gps. Nell’immagine, a parte il percorso a pallini azzurri (via Nastro Azzurro), gli altri seguono via Termine e quindi  la distanza fra le tracce non dovrebbero superare i 2 metri in quanto tale è la larghezza approssimativa della stradina. Si osserva invece un intrico di linee con brusche deviazioni e angoli acuti che si distanziano fino ad allontanarsi fino a 62m le une dalle altre. 

Un altro classico caso in cui la ricezione é scarsa è quello dell'attraversamento dei rivoli abbastanza infossati, spesso delimitati da pareti rocciose pressoché verticali. Puntualmente ciò si è verificato in prossimità del valloncino a est di Monticello, quello con la ripida rampa in cemento. Le tracce qui si dividono e curiosamente 3 vanno da un lato e tre dall'altro, distanziandosi fino a un massimo di 60m. Eppure, possiamo essere più che certi che i 6 rilevatori sono passati lungo quel tratto - non essendoci alternativa - e che quindi non possono essersi allontanati più di 2 metri gli uni dagli altri.
Probabilmente, già osservando i tracciati completi in scala ridotta, avrete avuto l'impressione che le tracce per un lungo tratto a est del Pizzetiello sono assolutamente sovrapposte e avete visto bene. Infatti, dal cocuzzolo fin quasi all'ingresso nel castagneto, si attraversa un'area aperta e si procede fra bassi cespugli che non creano in benché minimo disturbo alla ricezione. Le tracce si incrociano e sovrappongono continuamente, ma non si allontanano più di tanto dalla traccia media e la distanza fra quelle più esterne non supera mai i 5 metri. 
Al contrario, giunti sulla statale, nel seppur breve passaggio ai piedi della parete rocciosa fra il tornante e l'inizio della salita di San Martino, la distanza ancora una volta supera i 20 metri.
L'ultima situazione "critica", comune ma spesso sottovalutata dai più, è quella che si verifica nei boschi, in particolare quelli con alberi alti e/o fogliame molto fitto che creano una specie di schermo. Infatti nell'immagine in basso è evidente che attraversando la pineta delle Tore lungo il vialone centrale, costituito da due tratti assolutamente rettilinei che formano un angolo poco accentuato in prossimità della “fu” capanna, nessuna delle tracce rappresenta una vera dirittura in quanto tutte si sviluppano molto a zig-zag distanziandosi fra loro anche di oltre 30m e anche questo saltava all'occhio già nella cartina complessiva.


In conclusione, ribadisco per l'ennesima volta che, a mio modesto parere, il gps può senz’altro essere utile ma solo se utilizzato con criterio, tenendo sempre ben presente la sua limitata precisione in ambito urbano, in prossimità di alte falesie, nei valloni e nei boschi di alberi alti e/o molto frondosi. E comunque è assolutamente sconsigliato avventurarsi lungo nuovi percorsi affidandosi esclusivamente al gps. Le stesse case produttrici specificano che dovrebbero essere utilizzati in combinazione con una carta topografica.