Visualizzazione post con etichetta preferiti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preferiti. Mostra tutti i post

giovedì 7 gennaio 2016

I miei sentieri preferiti (8) - crinale di Monte San Costanzo

da Punta Campanella ai sentieri attorno Monte Santa Croce

Ultima descrizione delle mie aree preferite per passeggiare godendo di natura abbastanza incontaminata e vasti panorami, come le precedenti lontana da aree troppo antropizzate (quantomeno non a vista), è probabilmente la più conosciuta delle sette.

Il percorso è quasi completamente visibile dal mare e in buona parte da Punta Campanella, per apprezzarne il profilo il sentiero di Jeranto (zona Sprito, prima di iniziare la discesa) è pressoché perfetto, ma molti lo guardano, si "spaventano" e rinunciano. Eppure, non è niente di impossibile visto che è relativamente breve: appena 1500m fino a Campo Vetavole dove la salita si può considerare conclusa e anche la parte più spettacolare.
Se deciderete di percorrerlo nel migliore dei modi (almeno secondo il mio parere) inizierete dall'area a monte della Torre Minerva, dove finisce la strada. Salendo al limite della falesia giungerete ben presto alla curva a gomito della stradina di cemento (alternativa venendo da Termini): il belvedere di Rezzale (dal quale avrete questa vista). 

Da questo punto dovete lasciare la stradina e non percorrerla fino al temine, seguite invece i segni bianco/rossi del CAI
Assodato che per la prima parte dell'ascesa non avete praticamente scelte, o la fate o non la fate, spenderò qualche parola in più per aiutarvi a scegliere il sentiero per tornare a Termini direttamente o passando per la sella fra Santa Croce e San CostanzoDurante la ineludibile pausa di riflessione-meditazione fra le rocce del punto panoramico a quota 391, avrete tempo di decidere, nel caso non l'aveste ancora fatto, quale sentiero seguire dopo ... ce ne sono ben quattro, tutti interessanti e panoramici, ma ognuno di essi offre il meglio di sé solo in determinate ore o condizioni.
Come dovrebbe risultare ben chiaro osservando la cartina completa, o solo lo stralcio a a destra, risalendo il crinale lungo il CAI300 troverete tre bivi, tutti a sinistra, in quest’ordine:
  • vicinale Vuallariello, quasi perfettamente in quota, perfetto per godersi il tramonto. Vi porterà fino allo spettacolare imbocco della vic. Le Selve percorrendo la quale arriverete a Cercito, a poche centinaia di metri da Termini.
  • sentiero per il belvedere/piattaforma di cemento in cima alla frana di Mitigliano (1973), il più tranquillo per andare alla strada di San Costanzo, anche questo ottimo per apprezzare i tramonti
  • vecchio percorso CAI00 che segue il crinale fino alla recinzione del "radar" e poi poggia a destra seguendo la rete poco più a valle. Forse il più impegnativo, certamente quello con maggior dislivello. Prima di iniziare a costeggiare la rete potrete godere di uno dei migliori panorami su Capri.
Tralasciando queste tre biforcazioni rimarrete sull’attuale CAI 300 e, abbandonato il crinale, procedete praticamente in quota fino alla pineta. Il sentiero è il più esposto dei quattro percorsi possibili, ma certamente non lo definirei pericoloso, anche se chi soffre di vertigini la può pensare diversamente.
   
Sconsiglio di percorrere il crinale in discesa, in particolare ai meno esperti e/o allenati, molto meglio salire con calma tanto sicuramente avrete ottime scuse per fermarvi ad ammirare il panorama (e riprendere fiato) concedendovi anche tempo per scattare fotografie.
video del circuito di Athena completo (escursione del 29 agosto 2012)
Per completare il classico Circuito di Athena (Termini - Campanella - San Costanzo - Termini) si dovrà aspettare la riapertura di via Campanella, ma non dovrebbe mancare molto. Non ho seguito l’andamento dei lavori sono ancora all’estero, ma a quanto ne so, entro la fine del 2015 doveva essere stato completato almeno l’80% dei lavori previsti dal progetto. Pertanto, se non proprio imminente, la riapertura non dovrebbe essere lontana. Spero che, anche se si dovrà aspettare un po’ di più per l’area circostante la Torre Minerva (ulteriori lavori) almeno sia concesso il transito pedonale per Rezzale da dove sarà possibile immettersi su sentiero CAI300.
Spero di fornire informazioni a riguardo nel corso della prossima settimana.

martedì 8 dicembre 2015

I miei sentieri preferiti (5) -Bandera

Sentieri attorno Punta Bandera (Faito)

Ultimo percorso in altura, per noi 1000 metri bastano per dire altura ...
Bandera, molti non sanno neanche dove sia esattamente essendo posto poco conosciuto ed ancor meno frequentato, certamente il meno noto dei miei sette percorsi preferiti.
Per illuminare gli escursionisti neofiti dei Lattari e chi non vive in Penisola/Costiera (questi ovviamente giustificati) spero sia sufficiente questa cartina estratta dalla mia carta generale del Faito e Sant'Angelo a Tre Pizzi, debitamente modificata, per spiegare di quale area andrò a parlare. Tecnicamente il toponimo completo dovrebbe essere Punta Bandera e si riferisce allo sperone roccioso, quasi completamente coperto da pini, che si distingue chiaramente da qualunque punto della Conocchia, da S. Maria del Castello e da tante altre zone della parte occidentale dei Lattari. Quando si parla del sentiero omonimo comunemente ci si riferisce invece a quello che si sviluppa al limite superiore della imponente falesia che limita a nord il Vallone (dell’Acqua) del Milo da 500m a nord della Punta fino al margine del vallone di Campo del Pero. Consiglio di percorrerlo nella suddetta direzione, in leggera salita, e quindi così lo descriverò. Considerato che l'ho inserito fra i magnifici 7 dovrebbe essere superfluo sottolineare la sua panoramicità seppur limitata dal correre in costa.
   
E ora una buona e una cattiva notizia.
Buona: al termine del percorso panoramico, come già anticipato, è possibile aggiungere, in continuità, il crinale di Monte Cerasuolo che proprio in quanto percorso di cresta offre visioni più ampie seppur talvolta limitato dagli alberi verso nord, ma non certamente più “entusiasmanti” e quasi meditative di quelle del sentiero Bandera.
Cattiva: la parte più bella è "apparentemente" molto esposta. Ciò significa che, pur non essendo assolutamente sentiero più pericoloso di tanti altri tratti bordati dalla falsa sicurezza conferita da passamano dei quali non ci si dovrebbe fidare o cortine di cespugli che semplicemente mascherano uno strapiombo, per chi ha problemi di acrofobia (vertigini) potrebbe essere più stressante che piacevole o addirittura non percorribile.
Pur essendo il meno noto del gruppo, è uno dei più facili da raggiungere. Infatti si può arrivare in auto fin nei pressi della Latteria e percorrendo solo poco più di 300m di facile sentiero fra castagni si arriva al margine del bosco e all’inizio del sentiero panoramico ... e che panorami! Consiglio di effettuare questa brevissima escursione (circa 700 a/r) anche a chi non vuole o non può percorrere l’intero sentiero ... ne vale la pena.
Da lì ci sono varie tracce da seguire, ma non veri e propri sentieri, i poco esperti o poco sicuri farebbero bene ad andare in compagnia se non vogliono perdere tempo prima di trovare quello giusto.
Come si vede dalla cartina, per 600m si procede in costa in direzione sud per giungere alla Punta e cambiare versante. Fin lì si vede la costa da Vico Equense a Sorrento e le isole del Golfo di Napoli, poi si passerà ad affacciarsi sugli strapiombi del Vallone del Milo e verso il Golfo di Salerno per la rimanente parte di circa un chilometro. In questi 1.600m si guadagnano appena 100m di altitudine, il dislivello complessivo in salita è solo di poco superiore dovendo aggiungere alcuni minimi saliscendi; l’impegno fisico è minimo.
Giunti alla fine del tratto in direzione est si potrà scegliere se tornare direttamente alla strada più vicina (Campo del Pero è distante 600m, attraverso la faggeta) o proseguire nel percorso panoramico portandosi in vetta al Monte Cerasuolo (1.213m) seguendo il limite del bosco all’interno di esso o all’esterno, fra bassi cespugli (puntinato rosso in carta). Non esiste un sentiero vero e proprio, ma dovendo raggiungere il punto più alto e avendo gli alberi come riferimento direi che è veramente difficile perdersi.
Chi giunge in vetta proseguirà lungo una traccia (tratteggio rosso in carta) che percorre il crinale fino ad un piccolo spiazzo molto panoramico (foto sopra) dal quale parte (verso destra, in piano) un sentiero evidente che dopo pochi metri diventa una ampia sterrata carrabile (800m fino a Campo del Pero).
Come per i preferiti precedenti, aggiungo che chi ha gambe e buona volontà ha numerose possibilità per inserire questi sentieri in percorsi più lunghi. Per esempio:
  • da Piazzale dei Capi, Funivia o addirittura da Moiano (via Villaggio Sportivo) si accede al sentiero come descritto (lato Latteria/sorgente Lontra) si prosegue fino a Campo del Pero (includendo o meno il Cerasuolo) e si chiude il giro combinando a proprio piacimento i soliti sentieri (Conocchia, Acqua Santa, Molare) e infine tornando al punto di partenza via Porta di Faito o nel caso di Moiano si scende Conocchia e si torna via Anaro.
  • giri ancora più lunghi da est possono includere Palmentiello per salire o scendere dal Sant’Angelo a Tre Pizzi

Altre foto le trovate in questo album di immagini assortite estrapolate da vari set relativi ad escursioni dal 2009 al 2013, effettuate in occasione delle MaraTrail del Faito, Trek Amalfi-Capri o con i FREE.

martedì 1 dicembre 2015

I miei sentieri preferiti (4)

Crinale dalla Conocchia verso il Molare

Terza descrizione, ma questa volta più che di un sentiero mi riferisco ad un’area di cresta dove si è abbastanza liberi di spostarsi di qua e di là per raggiungere i punti di osservazione migliori. 
Sto parlando del crinale che va dai pendii a ovest della Croce della Conocchia fino alla vecchia antenna in disuso, caduta qualche anno fa. Come già anticipato nell’introduzione ai "miei sentieri preferiti", chiaramente suggerisco anche di “allungarsi” fino al Molare (Monte San Michele) che con i suoi 1.443,6m è la cima più alta dei Monti Lattari.

Da questa cartina ritagliata da quella Faito-Molare, e appositamente modificata e ingrandita, dovrebbe appari più chiaro quanto detto in precedenza. Ho colorato in verde le zone percorribili (in linea di massima e sempre con buonsenso e con la massima cautela), ho lasciato in rosso i sentieri più battuti come il CAI 300, ho aggiunto linee puntinate verdi giusto per suggerire qualche fuori-sentiero.
L’approccio alla Conocchia da ovest è possibile da quasi qualunque punto, ma i due percorsi più esterni sono senz’altro i più panoramici. Entrambi dominano tutta la parte terminale della Penisola Sorrentina con Capri sullo sfondo, ma quello più a nord (sentiero Casa del Monaco - Conocchia) ha viste privilegiate sulla Valle del Milo e Monte Cerasuolo mentre quello a sud si affaccia vertiginosamente sulla costa fra Positano e Praiano, oltre 1.300m più in basso, ma in pianta distante appena un paio di km.
Procedendo verso il Molare lungo il percorso CAI al margine della faggeta, di tanto in tanto spostatevi verso sud o portatevi in cima a qualcuna delle piccole alture che dal sentiero ostruiscono la visuale. Superata la zona antenna, prima di iniziare la discesa verso l’Acqua Santa è senz’altro un’ottima idea proseguire verso il Molare, che non starò qui a descrivere. Anche quelli che non vogliono andare fino in vetta potranno godere di splendidi panorami, in particolare se non soffrono di vertigini. 
   
A sud del Molare c’è un cocuzzolo (1.398.m, in primo piano nella foto a sx) che è raggiungibile con relativa facilità percorrendo il sentierino indicato in nero nello schizzo e poi raggiungendone la cima arrampicandosi in direzione Molare. Chi non si sente sicuro avrà comunque l’occasione di apprezzare una vista di Positano (foto a dx) e delle ripide balze del versante sud dei Lattari che molti si perdono pur passando a pochi metri di distanza.
L’accessibilità a quest’area è garantita dal sentiero Campo del Pero (strada) - Casa del Monaco - Conocchia e da quello Santuario (strada) - Acqua Santa - Molare. I percorsi, spesso tortuosi, che includano il crinale Conocchia - Molare sono pressoché infiniti e tutti estremamente vari ed interessanti sotto ogni punto di vista.

Ci vediamo a Punta Bandera.

venerdì 20 novembre 2015

I miei sentieri preferiti (2)

Nel titolo ho scritto (2) anche se questo è il primo post specifico. Ho considerato come (1) l'introduzione al tema che inserii in calce alle considerazioni sull'esistenza de "il migliore".
Gli attenti lettori, e ancor di più gli escursionisti navigati, avranno notato che nella mia lista 5 delle 7 preferenze vanno a zone di crinale e le rimanenti 2 si sviluppano con pendenze poco significative, quasi in costa, lungo pendii molto 
scoscesi se non a tratti verticali che consentono di avere magnifiche viste, non solo verso il basso ma anche alzando lo sguardo. Pertanto, in quasi tutti i casi è bene avere passo sicuro e non soffrire di vertigini anche se non li definirei in alcun modo "pericolosi".
Ne consegue che appare evidente, anche a chi non mi conoscesse, la mia predilezione per i panorami vasti, per i luoghi un po' distanti dall'invadente antropizzazione, per gli ambienti aperti, senza tuttavia disdegnare le uscite in ambienti boschivi o nelle valli e nelle forre , in particolare quelle in cui corre ancora acqua (sorgiva ...).
Tre Calli - Capo Muro (+Monte Catiello)
Comincio con questa area (schizzo a sx, estratto dal mio planner) in quanto è la più orientale e proseguirò muovendomi verso ovest approdando sull'isola di Capri per la settima descrizione.
In linea di massima preferisco pianificare escursioni più lunghe evitando inutili andirivieni, ma in questo caso i più pigri (molto relativamente considerati i dislivelli) potranno ridurre all'osso la passeggiata partendo imboccando il sentiero CAI in prossimità del crocifisso al lato del tornante della strada di Paipo, ascendere al Tre Calli, proseguire fino a Capo Muro e lì decidere se vorranno anche affrontare gli ulteriori 300m circa di dislivello per la cima di Monte Catiello. A quest'ultimo tratto (necessariamente andata e ritorno a meno di affrontare percorsi strani fuori sentiero) l'anno scorso dedicai un breve post e qui in basso c'è il video di quell'escursione (10 maggio 2014) (FOTO).
Il tratto principale che è l'effettivo motivo dell'inclusione nella lista è quello fra Capo Muro e il crinale a sud del Tre Calli, vale a dire quello che si spinge verso Paipo. La parte di sentiero segnata, di conseguenza la più battuta, si sviluppa a momenti lungo il crinale ma più spesso aggira le varie piccole alture poco pronunciate fra la sella a nord del Tre Calli e Capo Muro. Il mio consiglio-suggerimento è quello di lasciare la traccia di tanto in tanto per raggiungere migliori punti di osservazione e alcuni dei miei preferiti sono quelli che si raggiungono di scendendo il crinale verso Paipo, ma fermandosi prima che diventi troppo scosceso (ricordandosi che si deve tornare in cima).
Altri due punti forti sono i panorami verso Positano, Li Galli e Capri, simili ad altri ma praticamente unici in quanto hanno il vantaggio della quota (circa 1.100m) e della prominenza verso il mare, e le viste del massiccio di Sant'Angelo a Tre Pizzi da quasi qualunque posto del crinale ed in particolare dalla pietraia fra Monte Calabrice e Capo Muro.
La foto a sx fu scattata in occasione del concerto Alba Magica 2013, che praticamente concluse la Notte dei Tammurrianti.
Osservando la cartina qui in basso si possono prendere altri spunti circa il come accedere all'area da ovest e notare che, anche se c'è modo di scendere da Capo Muro verso la strada di Paipo per poi percorrerla quasi interamente verso Bomerano (Agerola), in questo caso pur essendo "nemico" delle andata-e-ritorno vale senz'altro la pena percorre il crinale nei due sensi, è molto ma molto meglio ...