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lunedì 9 marzo 2020

Eventi musicali ed escursioni sono attività completamente diverse

Tradizionalmente Turismo e Spettacolo venivano abbinati da un punto di vista amministrativo, ma erano epoche in cui l’escursionismo quasi non esisteva o era settore di nicchia che contava ben poco. Ora lo si dovrebbe separare certamente dagli Spettacoli, ma forse anche dal Turismo e, volendolo abbinare ad altro, certamente un settore molto più affine sarebbe l’Ambiente.

Turismo e Spettacolo  .......  Escursionismo e Ambiente

L’escursionismo, o sentieristica che dir si voglia, non è spettacolo
Al contrario, è silenzio e tranquillità, non musica, casomai amplificata.
 
Qualcuno riuscirà mai a capacitare l’assessore al Turismo che l’escursionismo si promuove con interventi strutturali, continui e coordinati e non con feste e festicciolle, sagre o spettacoli che invece hanno la loro sede naturale e appropriata nei teatri, nelle piazze e negli stadi? Oltretutto, se gli eventi proposti nel programma Natura in concerto richiamassero effettivamente molta gente, ci si rende conto del conseguente notevole danno ambientale? L’operazione è un assoluto controsenso ed uno spreco di risorse in quanto si dovrebbe sperare che ci siano solo pochi spettatori. Più sono e più si calpesterà l'erba al di fuori dei sentieri battuti, ci saranno quelli che ci si stenderanno sopra schiacciando (distruggendo) fiori e piante, altri incivili abbandoneranno bottigliette di plastica, fazzolettini e altri rifiuti che dovranno essere poi raccolti da personale comunale, quindi con ulteriori costi. 
Con gli stessi soldi si potrebbero invece pagare guide locali per condurre varie decine di escursioni (gratuite per i partecipanti) che sarebbero sì una vera pubblicità, non solo per la località visitata, ma per l'intero territorio massese, considerato che una qualunque buona guida parlerà anche di storia, architettura, gastronomia e prodotti locali. 
Oltretutto, si favorirebbero concretamente un certo numero di giovani locali, volenterosi e preparati, invece di pagare migliaia di euro a pochi “artisti” che, per un impegno di un'ora o poco più, ricevono anche rimborso spese viaggio, vitto e alloggio.
 
Quante volte è stato raccontato agli escursionisti che non si poteva fare molto a causa dei pochi soldi disponibili e ora che ci sono (somma oltretutto non attinta dalle casse comunali, ma dalla Città Metropolitana) li si sprecano in manifestazioni singole che durano poche ore e alle quali assistono poche persone, in maggioranza locali ... quindi, come attrattori turistici, non valgono un bel niente
Al contrario, sarebbe opportuno, come dovrebbe suggerire il buonsenso, investire quanto più possibile in elementi che durino nel tempo, quali segnaletica, mappe, sito web ben realizzato in più lingue e via discorrendo. Invece di invitare artisti, perchè non portare in giro giornalisti specializzati, fotografi, webmaster di siti di escursionismo e autori di guide? Libri e riviste durano anni se non decenni, quanto pubblicato in Internet è teoricamente eterno.
Mi riservo di parlare di dei “sentieri parlanti tramite delle placchette metalliche” e del “catasto dei sentieri”, quando e se saranno forniti ulteriori dettagli … al momento mi sembrano entrambi argomenti poco sensati.

domenica 25 agosto 2019

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

In merito all’articolo a firma Lello Staiano apparso ieri su Agorà (riportato in calce) ci sarebbe tanto da commentare e contestare, ma mi limiterò ai punti salienti. Molto altro aggiungerò nel corso dell'incontro sul tema dei Cammini massesi, previsto per la seconda settimana di settembre.

In quanto all’incidente del turista francese, sembra che ancora non ci sia alcuna certezza su come sia arrivato lì, né su come o perché sia precipitato, eppure in tanti hanno scritto senza conoscere la zona, fornendo notizie “certe” assolutamente contrastanti fra loro e molti hanno pontificato senza aver mai messo piede su un sentiero di montagna o costiero che sia. Di qui la solita storia della messa in sicurezza, proposte di passamano e parapetti (che se non manutenuti a dovere precipiterebbero insieme con il primo che vi si appoggi) e altre idee estemporanee e astruse.
Praticare l’escursionismo implica dei rischi come andare per mare, non bisogna avere paura di andarci, ma affrontare gli ambienti naturali con cognizione di causa e possibilmente in compagnia, sapendo da dove si parte e dove si pensa di arrivare, avendo un progetto di itinerario e - possibilmente - sapere dove ci si trova in ogni momento, avendo attrezzatura adatta e sapendola utilizzare.
Specialmente in montagna e in luoghi impervi in genere, muoiono tante persone ogni anno, anche valenti guide alpine con esperienze di anni, per cause spesso fortuite ma ogni escursionista di buonsenso dovrebbe cercare di limitare per quanto possibile i rischi intrinsechi e comunque poi assumersi le proprie responsabilità ... nessuno può ergersi a maestro e comunque è insensato scaricare la colpa sulla montagna o sui sentieri. Se questi non sono alla propria portata non li si percorre.
Nel secondo passo sottolineato cita la rete sentieristica spesso pericolosa di circa 100km, ma dimentica (o ignora) che solo poche decine sono veri sentieri sterrati; il resto è composto da vie, stradine e viottoli, censiti come strade comunali e vicinali che, in quanto tali, sono sotto il controllo degli uffici municipali che quindi dovrebbero provvedere alla manutenzione delle prime e garantire transitabilità delle seconde. In quanto ai pericoli, vale quanto appena scritto, mentre per la manutenzione mi preme sottolineare che già nel 2002, nella proposta di aggiornamento del Progetto Tolomeo, segnalai alcuni interventi da effettuare con una certa urgenza, eppure da allora non è stato fatto niente. Fra i tanti c'erano, per esempio: via Sant’Aniello vecchio (tratti di muro di contenimento crollati), via Calella (sistemazione passaggio nel rivolo, via Vicinale Pozzillo (ripristino della parte inferiore).
Sottolineavo inoltre che, mio malgrado, avevo dovuto eliminare alcuni itinerari più che interessanti che nel frattempo erano diventati impraticabili e non se ne vedeva una via d'uscita. L’esempio più eclatante è quello di via Sant'Anna che unisce la cappella omonima al centro di Santa Maria passando al lato del unico corso d'acqua perenne (ormai poco più di un rigagnolo) di Massa Lubrense, una volta pomposamente denominato Rio Grande dell'Annunziata. Il tracciato di detta strada comunale fu interessato da uno smottamento oltre 20 anni fa e non è mai stato ripristinato. Eppure lo stesso autore dell'articolo una decina di anni fa era Assessore al Turismo e poi, se la memoria non mi inganna, proprio alla Manutenzione ... solo oggi si accorge dello "stato pietoso della nostra rete sentieristica"?
Infine se effettivamente seguisse la pagina FB Camminate avrebbe visto che (seppur dopo molto penare) molti sentieri e qualche stradina sono stati ripuliti e diserbati, anche se al termine della stagione primaverile e comunque c'è ancora tanto da fare.
   
Nel corso degli ormai quasi 30 anni del mio Progetto Tolomeo, le varie liste e gran parte dei politici personalmente lo hanno inserito nei loro programmi elettorali ma poi, una volta insediatisi nel Palazzo, ben poco hanno fatto anche quando ne hanno avuto la possibilità (e oserei dire il dovere) essendo Sindaci, Ass. al Turismo, ai Lavori Pubblici o alla Manutenzione. Ogni quinquennio, nell’ultimo anno di mandato, quelli in carica realizzano qualcosa e i membri dell’opposizione (che spesso avevano ricoperti gli stessi ruoli senza concludere molto) li attaccano accusandoli di non aver mantenuto le promesse (dimenticandosi di aver agito in modo identico in precedenza) ... ma, onestamente, questo è l’andazzo a qualunque livello.
Avanzo un umile suggerimento a tutti coloro che si candideranno alle elezioni comunali dell’anno prossimo:
prima di tirare in ballo il Progetto Tolomeo o l’escursionismo in Penisola in genere, promettere interventi, criticare antagonisti per promesse non mantenute, vantarsi di interventi realizzati (ma quali e quando?), documentatevi, percorrete almeno parte degli itinerari e, se foste già stati assessori o consiglieri, mettetevi una mano sulla coscienza in merito a ciò che NON avete fatto negli anni passati. Qualcuno ha fatto poco, altri niente, altri ancora mi hanno addirittura messo i bastoni fra le ruote ...
Concludo ricordando che l’unico che ha sostenuto effettivamente ed efficacemente il Progetto Tolomeo è stato Franco Simioli il quale nel 2002/3 si adoperò per estendere ufficialmente la rete sentieristica a Sorrento e Sant’Agnello e da allora nessun altro intervento sostanziale è stato finanziato!

giovedì 6 giugno 2019

La perfetta manutenzione dei percorsi escursionistici a Massa Lubrense

La parte terminale della Penisola Sorrentina, gran parte della quale ricade in territorio massese, potrebbe essere un paradiso per gli escursionisti vista la grande varietà di ambienti, vegetazione e vedute e, non certo di minore importanza, considerata la posizione centrale rispetto a località come Capri, Positano, Amalfi e Pompei ... una perfetta combinazione di vacanza attiva e classico turismo culturale.
Ho dovuto scrivere "potrebbe" perché, nonostante gli sbandierati investimenti nel settore sentieristica (manutenzione, pulizia e segnaletica), ben poco si fa per rendere più piacevole e sicuro il soggiorno degli escursionisti che, anno dopo anno anno, diventano sempre più numerosi passando così dall'essere un settore di nicchia ad essere un importante volano economico dall’indotto assolutamente non indifferente. 
   

Succede così che:
  • il gazebo al margine di via San Costanzo, abbattuto dal vento lo scorso autunno, dopo 7 mesi giace ancora in loco, così come gli alberi divelti che ostruiscono il sentiero più frequentato per accedere alla cappella in cima al monte  (foto sopra, scattate poche ore fa);
  • chi percorre l'itinerario Sant'Agata - Monticchio - Termini (promosso dal Comune, evidenziato nelle mappe distribuite dall’Ufficio Turistico e dalle Pro Loco) si trova a dover passare fra i rami di un albero caduto almeno 4 mesi fa in via Calella (ancora ieri la situazione non era cambiata rispetto a ciò che potete vedere nelle foto in basso)
  • la segnaletica non viene aggiornata dal 2003 (allora fu pagata dall'AAST Sorrento - Sant'Agnello) mentre le mattonelle segnavia continuano a sparire o essere vandalizzate
  • si spendono 2.696,20 euro (parenti a 2.700) per tagliare l'erba ai margini di una rotabile di 1.350 m (ma pagati come se fossero 1.700, circa il 26% in più) e non si sanano situazioni critiche lungo poche centinaia di metri di sentieri (lavoro giudicato da vari operatori del settore di non più di 3 giornate lavorative)
  • si paga la pulizia di 1.100 m circa di sentiero/stradina (più stradina rotabile che sentiero) pagando per 1.550 m (circa il 41% in più)
  • tali differenze (chi vuole può verificarle ... io posso sbagliare di qualche metro, ma non di tanto) possono sembrare cosa di poco conto, ma diventano onerose se si considera che il Comune per detta pulizia paga euro 0,65/ml oltre I.V.A. (22%). 
  • vale la pena sottolineare l’uso di ml (=millilitro, secondo la legge italiana ed europea!), suppongo "metro lineare" secondo i tecnici del Comune che ignorano il Decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802 e la successiva ratifica europea del 2009, che stabiliscono l'obbligo dell'utilizzo del Sistema Internazionale di unità di misura (SI)
  • similmente è da apprezzare la precisione degli stessi nell’identificazione dei tratti interessati ... “via Vigliano da confine con Sorrento fino al falegname”! Anche la grammatica è notevole.
Tutto i dati riportati li potete verificare nella Determinazione 523 (del 16 aprile u.s.) e sospendo l'elenco per non risultare tedioso e ripetitivo, ma ci sarebbe tanto altro da segnalare.

   
   
In conclusione, l’Assessore al Turismo / vicesindaco non dovrebbe raccontarmi che sono stati stanziati decine di migliaia di euro specificamente per la pulizia sentieri se tale capitolo comprende anche le strade (e per queste per lo più vengono spesi); e tanto meno dire a me (che con i miei colleghi camminanti percorro chilometri e chilometri nel territorio) che i sentieri sono stati tutti puliti visto che ormai non usciamo se non muniti di serracchiello e cesoie
Il Responsabile del Servizio non dovrebbe dirmi che gli alberi non vengono rimossi adducendo come scusa la mancanza di fondi se zazzarea (sperpera) migliaia di euro in altri lavori, pagati (a mio modesto parere) a prezzi esorbitanti.

Nel vedere tali bellezze (e potenziali fonti di reddito) nelle mani di incompetenti arroganti - spesso poco sinceri - piange il cuore a molti e specialmente a me che quasi 30 anni fa redassi il Progetto Tolomeo, inizialmente sottovalutato da tanti che poi con il tempo si sono ricreduti. 
Molti degli itinerari originali sono ancora in essere, vari sono stati abbandonati per essere ormai impraticabili già da anni. Quasi tutte le Amministrazioni hanno iniziato il loro mandato con grandi slogan e promesse, ma successivamente hanno fatto ben poco.

domenica 15 luglio 2018

Sentieristica: se ne parla tanto, ma si fa molto poco

Ancora una volta sono i volontari che suppliscono alle carenze dell'Amministrazione Pubblica ... e ciò (purtroppo) avviene in tanti campi ed in molte parti d’Italia, ma veniamo a noi.
Molti sapranno che da poche settimane viene distribuita una ennesima edizione della mia cartina escursionistica che comprende i territori di Massa Lubrense e Sorrento, aggiornata a maggio 2018, visto che la precedente del 2013 era esaurita (contando tutte le edizioni ne sono state prodotte e distribuite ben oltre un milione!). Come mia abitudine, in occasione delle ristampe, non solo aggiorno la mappa in base allo stato di strade e sentieri, ma cerco anche di proporre nuovi itinerari o varianti (migliorative) per quelli già in essere. In particolare in questa edizione 2018 ho inserito 2 itinerari estremamente interessanti, "recuperati" un paio di anni fa e già pubblicizzati, frequentati e molto apprezzati quali il giro di Santa Croce (che include il Vuallariello) e il Sant'Agata - Sorrento via Acquacarbone e Crocevia.

Sapendo che gli itinerari evidenziati in mappa sono marcati con segnavia colorati, dovrebbe essere lapalissiano anche per i meno esperti che, cambiando i percorsi, è necessario aggiornare di conseguenza la segnaletica, cancellando i vecchi segni lungo tratti non più usati e aggiungendo quelli indispensabili per guidare gli escursionisti lungo i nuovi segmenti. Ciononostante, conoscendo "i miei polli", nella lettera nella quale specificavo i termini della fornitura del file di stampa della cartina (protocollata il 19 aprile) sottolineai la necessità di provvedere con urgenza in tal senso:
"Si rammenta che, a seguito dei suddetti cambiamenti, sarà indispensabile aggiornare al più presto la segnatura dei percorsi, quantomeno per la parte variata"
Leggendo questo preambolo, avrete già inteso che in questi quasi 3 mesi niente è stato fatto e quindi i soliti volontari, appassionati escursionisti, oculati promotori del territorio, in collaborazione con la Pro Loco 2 Golfi di Sant’Agata e col sostegno dei responsabili della sentieristica sorrentina, hanno provveduto ad aggiornare la segnaletica del percorso Sant’Agata - Sorrento via Acquacarbone (antico collegamento che per decenni è stato assolutamente impraticabile e quindi neanche riportato sulle precedenti mappe), che sostituisce quello via Li Schisani, impraticabile da anni a causa di uno smottamento (indicato in rosso nella nuova mappa) che nessuno ha ancora sistemato (pare ci sia un contenzioso in corso). 
Intanto, la variante del Giro di Santa Croce è ancora priva di segnaletica!
Questo andazzo del nascondere i problemi sperando che passino nel dimenticatoio e del rimandare sine die i lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione è purtroppo riscontrabile in tante aree della Penisola e in vari campi, non solo in questo dell'escursionismo. Eppure, come già scritto nel precedente post del 18 giugno u.s., le Amministrazioni sono sempre pronte a vantarsi delle vedute, degli ambienti e degli scenari (straordinari ma non certo per loro merito) e a pubblicizzare sentieri più o meno famosi e “battezzati” con riferimenti altisonanti come Dei, Athena, Sirenuse, ma non investono in manutenzione e segnaletica contando sulla notorietà di detti itinerari. 
Veramente credono che tour operator, gruppi ed escursionisti indipendenti continuino ad accorrere numerosi? Purtroppo per tutti, non solo per i camminatori ma anche per i residenti che vivono di turismo, non sarà così! ... ci sono numerose altre aree interessanti molto meglio attrezzate e tanti, pur sapendo di perdere qualcosa,  ben presto opteranno per altre mete, certi di passeggiare più tranquillamente e piacevolmente. Traffico per raggiungere i sentieri, mancanza di parcheggi adeguati, mancanza di servizi, segnaletica scadente, manutenzione quasi inesistente, pulizia scarsissima, sono elementi che incidono sulle valutazioni e, in mancanza di interventi seri, ricorrenti e programmati, allontaneranno gli escursionisti (e non solo loro) dal territorio. 
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso in termini lusinghieri dei Monti Lattari e dei vari Comuni della Penisola Sorrentina, ed in particolare di Massa Lubrense, su giornali, riviste ed anche su reti televisive nazionali (soprattutto in trasmissioni come Linea BluSereno variabile e Parola di pollice verde). I temi ricorrenti sono la gastronomia, l’Area Marina Protetta (AMP) Punta Campanella, che a dispetto delle critiche iniziali continua ad operare estremamente bene e certamente ha avuto il suo peso nell’ottenimento delle tante Bandiere Blu, e l’escursionismo che sfrutta al meglio la biodiversità e grande varietà degli ambienti naturali e dei sentieri panoramici ... tantissimi, dalle passeggiate più facili ai percorsi per esperti, tutti spettacolari per quanto riguarda i panorami.
Ma in quanto all'escursionismo “ci si dimentica” che il Sentiero degli Dei (il più famoso di tutti) è ancora interdetto per frana da circa 9 mesi, senza che il Comune di Positano abbia fatto nulla oltre a emettere l’ordinanza di divieto, tanti tratti dei sentieri dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e relative varianti e bretelle sono stati quasi fagocitati dalla vegetazione, solo pochi percorsi  sono adeguatamente segnalati grazie al CAI e/o associazioni, in alcune aree (in particolare fra Faito e alture a monte di Agerola) branchi di cani inselvatichiti mettono a rischio l’incolumità degli escursionisti, gli accumuli di rifiuti abbondano.
Volendo focalizzare il discorso sui percorsi storici e rurali fra Massa Lubrense e Sorrento, essenza della rete sentieristica tanto apprezzata dagli stranieri, ecco un piccolo elenco di interruzioni lungo i collegamenti fra i due comuni o nelle immediate vicinanze, molte delle quali in essere da decenni: via Paradisiello, via Fontanella, via Li Schisani, Montecorbo-Li Simoni, Colli Acquara-Priora, San Francesco-San Giuseppe, Pontone-Sant’Angelo, Sant’Agata-Colli, .... e più nel cuore del territorio lubrense il caso eclatante di via Sant’Anna, già inserita nel progetto Tolomeo originale (1991). Uno smottamento di limitate dimensioni troncò detta strada comunale fra l’antico ponticello sul Rio dell’Annunziata e Sant’Anna e quindi l’interessantissimo itinerario (che includeva una possibile visita al un mulino) fu giocoforza soppresso. Un paio di anni fa lo inserii nell’itinerario della Camminata fra i Casali 2017, visto che l’Amministrazione Comunale (che ufficialmente organizzava il tradizionale evento) diede per certo il ripristino di detto tratto entro i primi mesi dell’anno ... a tutt’oggi tutto è rimasto com’era!
Eppure, proprio un paio di giorni fa e per l'ennesima volta, come puntualmente riportato dal consigliere comunale di maggioranza Raffaele Acone sul suo blog lelloacone.com:
“La Vicesindaco ha parlato di come stiamo impiegando i proventi della Tassa di soggiorno che versano i sempre più numerosi ospiti attratti dalle nostre bellezze: oltre al servizio di linea potenziato, anche corse per Marina Lobra e serali da Sorrento, la sentieristica, i parchi giochi (entro qualche giorno  i nuovi giochi di quello di Massa Turro con altalena  anche per i diversamente abili) , la manutenzione di strade e gli eventi estivi di grido che vengono presentati senza spillare un soldo ai cittadini.” 
Se sono veri gli eventi estivi di grido (valutazioni più o meno soggettive) che costano decine e decine di migliaia di euro, lo sono molto meno gli interventi, comunque molto più economici, a favore della sentieristicaEppure si continua a spendere per eventi una tantum invece che per "infrastrutture" che durano anni e anni. (in basso, mattonella segnavia fotografata ieri, posizionata nel 2003!)

Qualcuno veramente crede che l'indotto del turismo mordi e fuggi (come quello derivante da spettacoli e sagre) valga quello dell'escursionismo che attira  per molti mesi se non per l'intero anno turisti che soggiornano in zona, spendono in negozi e ristoranti, comprano servizi e fanno buona pubblicità al territorio tramite social e passaparola?

mercoledì 7 febbraio 2018

“Non ti preoccupare della trave nel tuo occhio, fai notare le pagliuzze negli occhi degli altri!”

Antico detto dei sudditi dell’Impero Britannico che, ovviamente, si sono sentiti in dovere di cambiare l’originale della Bibbia: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?" (Luca 6,41)

E’ dai tempi in cui un altro “giornalista” inglese (Jamie Oliver) fornì la ricetta della paella con chorizo che non c’era stato simile sollevamento popolare in difesa della vera identità spagnola. Stavolta si tratta dell’improvvido Chris Haslam, caporedattore della sezione viaggi del quotidiano The Times, il quale con il suo articolo “How to be Spanish” è diventato (probabilmente involontariamente) una stella del web scatenando commenti, ripicche e prese in giro a più non posso su tutti i social.
La maggior parte dei lettori l’hanno visto come una ridicola, se non offensiva, raccolta di cliché assolutamente fuori dal tempo. Dice che gli spagnoli praticano il turpiloquio e giustamente (ahah) si sente spesso joder e coño, ma nessuno ha mai sentito dire fuck (e varianti) a un inglese! Essendo un grande enologo - come quasi tutti gli inglesi - accusa gli spagnoli di bere il vino rosso freddo (provate a berlo a temperatura ambiente in un’estate andalusa ... a 40° e oltre). Consiglia una giusta abbronzatura per confondersi con i locali (che secondo lui passano le ore stesi al sole a non far niente) ... ma non sono gli inglesi che arrivano bianco latte e dopo un paio di giorni di lettino sono rosso peperone o arancione aragosta? Gli spagnoli sono morenitos originali e nelle ore più assolate stanno (saggiamente) a fare la siesta ... all’ombra.
   
Il problema della mancata ironia del pezzo di Haslam è che, come sottolinea il suo compatriota e collega Simon Hunter (da 18 anni in Spagna), si dà la zappa sui piedi, essendo artefice di clamorosi autogol a iniziare dall’imperdonabile affermazione: “Forget Anglo-Saxon notions of politeness, discretion and decorum.” (dimenticate le nozioni di educazione, discrezione e decoro anglo-sassoni). In merito a ciò Hunter gli chiede se sia mai stato a Magaluf (Maiorca, Baleari) in alta stagione, se hai mai cercato video di “balconing” e/o “mamading” (non approfondite il secondo termine se siete pudichi ...), attività conseguenti ai loro indecenti modi di bere e alla loro “educazione, discrezione e decoro” .... 
Al lato, manifestazione a Barcellona contro il turismo de borrachera (turismo alcolico, letteralmente "di ubriacatura", nel quale gli inglesi eccellono)
Qualcuno si è anche sentito in dovere di sottolineare la “cultura” degli inglesi (che a loro discolpa possono dire di discendere da popolazioni barbare), i quali rappresentano ben lo 0,35% dei visitatori del Prado (il museo più importante di Madrid) contro il 9,71 degli italiani e il 5,30 dei francesi.
Si deve tuttavia onestamente riconoscere che Haslam, messo alle strette e di fronte alle evidenze, ha scritto un ulteriore articolo scusandosi e dicendo che il suo humor (tutto britannico) era stato frainteso ...
Si potrebbe continuare, fra botte e risposte, fra il serio e il faceto, fra atteggiamenti pericolosi o assolutamente innocui, con l’accusa di mangiare a colazione pane e sobrasada (ottima) dimenticando che l’English Breakfast include uova fritte, salsicce, pudding, pancetta, fagioli e altro, di avere la mania di mangiare tutto ciò che c’è nel piatto (che male c’è?) cosa che Haslam giustifica con il fatto che in Spagna si pativa la fame (???), di abbracciare e baciare altri clienti in un bar e, se donna, la necessità di avere un ventaglio!
   
In qualunque (in)civiltà ci sono buoni e cattivi, nessuno si può atteggiare a maestro di vita ... e specialmente gli inglesi!

venerdì 14 ottobre 2016

Siete “selfisti”, “posisti” o ...

... di quelli che pazientemente aspettano di poter scattare una foto “pulita” dell’opera d’arte o del panorama?
Non scatto selfie, ma non ho niente in contrario nei confronti di questa mania a meno che il selfista di turno non si metta a scattarne 10 davanti ad un quadro, monumento o panorama ostruendo la visuale a tutti gli altri e anche se, in linea di massima, la preparazione ed esecuzione dello scatto si esaurisce in pochi secondi è pur vero che, in luoghi particolari o di fronte ad un’opera, spesso si forma una fila di altri aspiranti autoritrattisti, in ansiosa attesa.
   
"io a te e tu a me", questi due si scattarono varie decine di foto ...
sarà il "fascino della divisa"? scena monopolizzata per un quarto d'ora!
Peggio di loro sono le coppie di “innamorati” che si scattano infinite foto a vicenda con la conseguente dilatazione dei tempi che si moltiplicano per 4, 5 o 10 volte. In questi casi, infatti, c’è la consolidata prassi di controllare lo scatto insieme - incontrandosi a metà strada e quindi restando in campo - e commentarlo senza mai “uscire di scena”, di scambiarsi i ruoli più volte e, visto che notoriamente al peggio non c’è mai fine, il problema si aggrava in presenza di “registi”. 
   
Questi, in particolare quelli che sono convinti di poter scattare una foto creativa o artistica, pretendono di dirigere i modelli fornendo istruzioni come “più di profilo”, “sposta gli occhiali”, “piega la gamba”, “testa all’indietro” e via discorrendo, scattare, osservare e non essere mai veramente soddisfatti. 
Un paio di coppie così riescono a monopolizzare uno sfondo (di qualunque tipo) per minuti interi.
    
quale visione preferite? quella di sinistra o quella di destra? 
Al di là della questione del buon gusto c’è anche quella della mancata considerazione per il resto dei turisti o semplici fotografi e, nel caso di opere d’arte ancor più grave, è il mancato rispetto della scultura o quadro che quindi, seppur involontariamente, rischia di essere danneggiata, spesso irrimediabilmente.
Negli ultimi anni si è letto spesso, ma meno frequentemente di quanto in effetti accade, di parti di statue spezzate o monumenti naturali distrutti da stupidi climbers, il tutto sempre ben documentato da foto e talvolta video.
alla fine sono riuscito a scattare qualche foto ... evviva! 
   
Quale esempio basato su esperienza personale, propongo alcune foto scattate ad Amsterdam, in una piazza alberata, nella quale sono stati replicati tridimensionalmente i personaggi del famoso dipinto di Rembrandt “Ronda di notte”. Per fortuna il progettista aveva considerato il pericolo e quindi ha optato per statue di ottima fattura e a grandezza naturale in bronzo, lega molto resistente in grado di sopportare l’assalto di selfisti e modelli.
a tutto il resto, spesso si aggiunge il cattivo gusto

mercoledì 20 luglio 2016

Imparate qualche altra lingua ... meglio premunirsi

Un paio di giorni fa su quasi tutti i giornali sono apparsi articoli in merito alle previsioni dell’uso degli idiomi nei prossimi anni. Il dato che veniva evidenziato da tutti era il notevole calo dell’utilizzo dell’inglese che, pur rimanendo lingua franca dominante, viene avvicinato da cinese e spagnolo che entro il 2020 dovrebbero far registrare incrementi notevoli. Si prevede che anche altri idiomi facciano grossi balzi in avanti potendo contare su popolazioni numericamente significative, seppur non sempre parimenti importanti a livello economico.
Con la sempre maggior diffusione di internet, anche in paesi fino a pochi anni fa quasi del tutto fuori dalla rete e lontani dall’esponenziale aumento della popolazione collegata, ci saranno significativi balzi in avanti del cinese (+58%), russo (+73%), portoghese/brasiliano (+50%), spagnolo (+27%), turco (+36%) e anche arabo (+39%).
Al contrario paesi economicamente solidi, ma con popolazioni meno significative o lingua parlata in poche nazioni, si troveranno con fette di mercato minori come per il tedesco (-25%), giapponese (-10%), italiano (-14%), olandese (-31%). Il francese rimarrebbe invariato, mentre l’inglese, come anticipato, passerebbe dall’attuale 42,4 a 33,1 con una perdita quindi del 22%.
Pur sembrandomi assolutamente esagerate le previsioni dell’abbandono della lingua di Albione come standard internazionale, in particolare in rete, queste previsioni statistiche nel loro complesso dovrebbero almeno dimostrare chiaramente che conoscere un’altra lingua oltre l’indispensabile inglese può portare notevoli vantaggi.
Nel corso dei prossimi anni le persone intraprendenti, dinamiche e, soprattutto, lungimiranti faranno bene a mirare ad essere un po’ più poliglotti per veder aumentare le loro possibilità di carriera, studio e/o successo.
In base allo studio ripreso a mezzo stampa, l’ipotesi che una conseguenza della globalizzazione potesse portare il mondo intero a parlare una lingua unica sembra allontanarsi. Dopo che l’ipotesi esperanto, vecchia di oltre un secolo, sembra definitivamente tramontata (pare che al giorno d’oggi solo 1,6milioni di persone siano in grado di parlarlo) ora sembra che anche l’inglese (principale candidato in tempi più recenti) stia perdendo punti.
Se i dati si rivelassero veritieri (non c’è da attendere molto ... solo 4 anni) molti fra quelli la cui lingua madre non compare ai primi posti della “classifica” dovranno correre ai ripari. Ciò vale in quasi tutti i campi, non solo nel commercio, ma anche nel turismo, nella ricerca, nella politica, nelle arti.
A fronte di questo relativamente lungo preambolo, si deve purtroppo registrare la ritrosia di molti giovani ad applicarsi nello studio di lingue straniere. Anche se qualcuno si vanta di “parlare solo italiano” dovrebbe essere evidente a tutti che in un paese come il nostro, che vive anche (e tanto) di turismo, la conoscenza di più idiomi è un plus non indifferente. 
Qualunque siano le mansioni, il poter comprendere almenosemplici frasi e fornire altrettanto semplici informazioni in inglese, francese, tedesco, spagnolo, ecc. apre tante porte e, una volta entrati nell’ambiente, starà alle capacità di ognuno il fare una brillante carriera.
Nel corso dei quasi 25 anni di attività di guida escursionistica ho incontrato tante persone che, senza aver fatto nessuno studio particolare, molti solo con licenza media, erano in grado di svolgere il proprio lavoro avendo a che fare con turisti di tutto il mondo, anche con quelli che non conoscevano una parola di inglese. Ci vuole solo la buona volontà ... non ci prendiamo in giro.
Il consiglio che mi sento di dare ai giovani, qualunque siano i loro obiettivi, capacità, preparazione e settori di lavoro è quello di imparare quante più lingue possibile, quantomeno faciliteranno i loro viaggi all’estero ... a chi non piace viaggiare?

Nota conclusiva
Ancor più autolesionista del rifiuto di apprende altri idiomi, mi sembra l’idiosincrasia che tantissimi manifestano nei confronti delle scienze esatte ed in particolare della matematica. 
Trovo incredibile che ci sia tanta gente, in particolare giovani, che anche per semplicissime addizioni o sottrazioni debba ricorrere a calcolatrici e nel caso battano un tasto sbagliato e esca un “numero al lotto” non battano ciglio ... e spesso il risultato errato è a loro danno.
I numeri, che vi piaccia o meno, sono alla base di tutto!

lunedì 16 maggio 2016

Aumentare i flussi turistici è sempre produttivo?

Qui di seguito espongo una serie di dati e considerazioni e pongo alcuni quesiti ... alla rinfusa in quanto risulta difficile posizionarli in ordine poiché tutti sono collegati e ognuno di essi è importante. La lista, pur essendo lunga, ovviamente non ha la pretesa di essere esaustiva.
  • Qual è il limite del turismo sostenibile, ovverosia quello che non stravolge la vivibilità di un’area?
  • Come si determina la quantità di turisti che si possono accogliere/ospitare senza destabilizzare gli equilibri esistenti (ammesso che ci siano)?
  • Bisogna mirare ad incrementare le permanenze di 3 o più giorni o è più remunerativo aumentare la capacità di turismo giornaliero?
  • Quale carico di traffico extra può assorbire la viabilità esistente?
  • Il noleggio auto, conseguenza di soggiorni settimanali o mensili non sovraccarica i trasporti pubblici, ma crea traffico e problemi di parcheggio.
  • Limitando la mobilità al trasporto collettivo, dalla circolazione di troppi autobus conseguono altrettanti problemi di viabilità (seppur di tipo diverso) e necessità di creare ampi parcheggi adatti alle loro dimensioni.
  • A ciò si deve aggiungere che molti “stranieri” non sono abituati agli stili di guida locali e non conoscono le strade e quindi rallentano ulteriormente il flusso veicolare.
  • La parte di turisti (specialmente i gruppi) che utilizzano linee locali spesso impediscono di fatto la normale fruibilità da parte dei residenti.
  • Qual è la soluzione?
   
  • Le imposte di soggiorno sono giuste o solo remunerative nell’immediato?
  • Stanno diventando sempre più frequenti anche le tasse di sbarco o di ingresso che vanno a “colpire” il turisti giornalieri, quelli del mordi e fuggi.
  • Le suddette, riescono a coprire effettivamente le spese straordinarie relative a pulizia, sicurezza, controllo traffico, e via discorrendo?
  • Per quanto riguarda le aree costiere, quali sono le reali conseguenze dell’arrivo di navi da crociera?
  • Considerando nel complesso sia le ricadute economiche che ambientali, sono un bene o un male?
  • Quanti danni provocano all’ambiente marino costiero le navi da crociera nel corso del loro avvicinamento ai punti di sbarco e/o navigazione troppo ravvicinata?
  • Lo sbarco di varie migliaia di crocieristi porta senz’altro beneficio immediato al commercio e al settore ristorazione, ma crea enormi problemi di mobilità e “spaventa” i turisti che alloggiano per più giorni in alberghi o altre strutture ricettive.
  • Ho letto che molti proprietari di seconde case, frequentatori da anni di dette località, stanno pensando di "migrare" in posti più tranquilli. Quale sarebbe la ricaduta sul mercato immobiliare locale?
  • L’articolo che ho letto sulla stampa internazionale, e che mi ha spinto a queste considerazioni, si riferiva in particolare alle Baleari ma simili problemi si riscontrano in tante altre isole e aree costiere, mediterranee e non, e fare paralleli è inevitabile.
  • Per esempio, quest’anno a Palma attraccheranno oltre 500 navi da crociera che equivale ad una media di circa 3 al giorno se si considera la limitatezza della stagione turistica.
  • I più timorosi e maniaci della sicurezza sottolineano anche la scarsezza di controlli durante lo sbarco e reimbarco dei crocieristi ... sarebbe estremamente facile far passare qualsiasi cosa da un porto all’altro. Chi conosce la lentezza dei controlli negli aeroporti si rende conto di come sia quasi impossibile effettuare uno screening accurato dovendo trattare con migliaia di persone in tempi limitatissimi.
  • La capacità teorica di 66 voli/giorno per l’aeroporto di Palma è stata superata e si prevede che nel corso di questa stagione turistica atterreranno fino a 100 aerei in un solo giorno.
  • Sempre a Palma ci sono 60.000 (sessantamila!) auto da noleggio che vanno a intasare la già limitata viabilità di Maiorca ed a riempire rapidamente i parcheggi delle località turistiche e delle spiagge.
  • Molti casi di sovraffollamenti in Spagna, Italia, Grecia e sud del Portogallo sono esplosi quasi all’improvviso, dopo un momentaneo minimo calo di presenze, a seguito delle situazioni instabili se non pericolose delle classiche alternative più economiche come Egitto, Tunisia e recentemente anche Turchia. 
  • Qualcuno ha saputo gestire il maggior flusso bene e a proprio vantaggio, altri si trovano in un mare di problemi e la parte di residenti che non è direttamente coinvolta in attività turistiche si è posta sul piede di guerra.

Molti dei suesposti interrogativi hanno risposte o soluzioni semplici (se considerate da un solo punto di vista o una per una) che spesso però sono in contrasto se non del tutto incompatibili con altre.
Il problema turistico, visto nel sua totalità, è estremamente complesso e sfaccettato e la soluzione che soddisfi tutti probabilmente (quasi sicuramente) non esiste.

In conclusione: non è possibile salvare capra e cavoli. 

mercoledì 11 novembre 2015

Un po' di "filosofia" del viaggiare

“Viaggiare è fatale per i pregiudizi, l’intolleranza e la ristrettezza mentale. Nessuno acquisisce una visione ampia, generosa e salutare se rimane in un angolo della sua terra per tutta la vita.” (Mark Twain)
Viaggiando in rete fra blog di viaggi e viaggiatori mi sono imbattuto in uno che descrive dal didentro Madrid, vista con gli occhi di un “madrileño de nacimiento y de corazón”.

Pur non essendo incentrato sui viaggi in senso lato, il blogger Titinet nelle sue informazioni personali si presenta come un viaggiatore da sempre e ne dà merito a suo padre che soleva dire “Viaggiare dovrebbe essere materia obbligatoria in qualunque piano di studi” e aggiunge “Viaggiare ti arricchisce, ti aiuta ad essere più tollerante nei confronti di altre culture e religioni e anche ad avere una mente più aperta e ricettiva. Viaggiare apporta qualcosa che libri e ore di studio, per quanto ti possano dare, non potrà mai essere eguagliato”.
Non c’è molto da argomentare in merito a tutto ciò e ovviamente sono perfettamente d’accordo così come i tanti altri che nei secoli, da Sant’Agostino a Maometto e Lao Tzu, hanno sostenuto gli stessi concetti. Eppure attorno al viaggiare si può continuare a discutere pressoché all’infinito senza parlare di alcuna destinazione né di alcun mezzo di trasporto. Per esempio, Patricia Almarcegui scrittrice, filosofa e tanto altro, esperta di Medio Oriente, nel corso del suo intervento al Festival Periplo propose affermazioni insolite come:
viaggiare è “amorale” (prescindere dalla propria morale) il che non corrisponde in alcun modo ad essere “immorale”.
Sottolineò anche una differenza storico-culturale (certamente generalizzata, tuttavia interessante) in merito al confronto con il resto del mondo spiegando all’attenta platea che “gli orientali tendono a leggere ed ascoltare, mentre gli occidentali vogliono guardare, possibilmente di persona”. Le enormi distanze fra città e culture di Medioriente ed Asia comparate con la ricchezza di diversità della piccola Europa hanno certamente influito.

Ci sono anche altri concetti che meriterebbero ampia discussione ed approfondimenti, sostanziali per i viaggiatori consapevoli, come per esempio:
  • viaggiare non solo con il corpo ma anche con l’anima
  • disponibilità ad incontrare “altri” e volontà di tentare di comunicare
  • analisi delle tre fasi del viaggio: partenza (allontanarsi dalle sicurezze fornite dal proprio ambiente), trasferimento e arrivo (in un ambiente nuovo, geografico, sociale, culturale e umano), ritorno (vita più di routine, ma arricchiti della nuova recente esperienza).

Un'altra considerazione che fu portata all’attenzione del pubblico nel corso del PERIPLO, più attinente al suo argomento centrale “Literatura de Viajes y Aventuras”, è la sostanziale divisione delle tre esperienze, profondamente diverse ma assolutamente indissolubili: viaggiare - scrivere - leggere.
Le prime due azioni hanno necessariamente lo stesso soggetto, ma anche la terza (in questo caso) si riferisce allo scrittore-giornalista-blogger che rivive, anche a distanza di anni, i suoi viaggi intrapresi nel passato.
Dalla mia pur limitata esperienza in quanto a stesura di testi di viaggio, aiutato dalle verifiche oggi possibili con ricerche in rete che confermano le mie idee, soglio affermare che un buon viaggiatore ricorda buona parte di ciò che ha visto o vissuto ma certamente non tutto e che la memoria di alcuni eventi viene arricchita (in totale buona fede) da particolari che probabilmente non sono del tutto precisi e veritieri.
Restano tuttavia inalterati i concetti, la vicende, talvolta le “morali” degli avvenimenti e, sopratutto, il piacere di condividere le proprie esperienze con chi ha la voglia o la bontà di ascoltare o leggere. Le percezioni e i ricordi, in particolare di tempi e distanze, dopo vari anni possono essere assolutamente differenti. Le persone, o meglio i personaggi, sono più reali e veritieri però anch’essi talvolta vengono associati ad altre situazioni o luoghi.
Ma visto che non si è su un banco di testimoni in tribunale, va bene così.
Ci sono quelli che ovviamente “ci marciano” raccontando spesso gli stessi episodi e storie (anche non di viaggio) e le persone attente che l’ascoltano più volte colgono i continui arricchimenti che man mano vengono aggiunti nel tentativo di catturare l'attenzione. Molte di queste storie, di entrambe le tipologie, ripetute tante volte e passate di bocca in bocca con ulteriori arricchimenti e mescolanze sono spesso all’origine di alcune leggende metropolitane delle quali a un certo punto si cambiano (o non si conoscono) luogo, data, protagonisti e addirittura l’essenza dell’evento originale.

Il viaggio non è morto, non tutto è turismo.