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lunedì 15 maggio 2017

Serendipity: come è bello trovare qualcosa di inatteso

Ne ho parlato più volte, nell’accezione moderna il termine inglese “serendipity” viene definito così dalla Treccani:
"capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, spec. in campo scientifico, mentre si sta cercando altro.
Quasi ogni giorno ognuno ha occasioni favorevoli, ma tantissimi non sono abbastanza attenti a notare il diverso e restano passivamente nell’ordinario e nella routine, focalizzandosi solo su quanto programmato.
Per quanto mi riguarda, sono arrivato a fare tante scoperte, a venire a conoscenza di nuove attività, a prendere in considerazione destinazioni insolite, a praticare sport semisconosciuti o semplicemente sottovalutati fino a quel momento. Ovviamente, più ci si muove, si viaggia, si cammina, si legge, si parla con la gente, più ci sono occasioni di essere sorpresi e affascinati.  
Nella fattispecie mi riferisco ad una passeggiata di un paio di giorni fa, a pochi chilometri da casa, armato di obiettivo macro e cavalletto. 
Partito per andare a fotografare qualche Centaurium erythraea (Centauro, foto a sinistra), non comunissimo dalle nostre parti e meno che mai quest’anno con la siccità che stiamo soffrendo, ho poi deciso di fotografare un interessante fiore di cardo (foto in basso a sinistra), affiancato da un altro pronto a sbocciare e, all’improvviso, si è presentata un’ape molto socievole, quasi esibizionista, che si è lasciata fotografare in tutte le pose possibili e immaginabili.
   
Grazie al macro si riescono ad osservare tanti particolari dell’animale assolutamente non rilevabili ad occhio nudo, per esempio, osservate quelle specie di "uncini" con i quali l'ape si aggancia al fiore mentre sugge il nettare. 
Nel caso vi possano interessare, altre foto macro del "bottino" dell'escursione di sabato scorso sono nella mia raccolta Google Foto macro, per lo più fiori, e comprendono valeriana rossa, euforbia arborea, becco di gru, rosolaccio, ...

domenica 24 aprile 2016

Per quanto ci si sforzi di trovare qualcosa, la si trova solo per caso

Perfino il titolo di questo post mi è giunto per caso e con piacere l’ho utilizzato rimpiazzando il precedente e forse più banale Natura, foto e serendipity. Si tratta di una citazione dal film “Ba wang bie ji” (Addio mia concubina, di Kaige Chen, Cina, 1993) quindi tradotta dal mandarino, ma l’argomento del caso e dei suoi effetti sulle nostre vite in genere è stato ampiamente trattato e discusso da pensatori e filosofi già vari millenni fa.
Tutte le azioni umane hanno una o più di queste sette cause: caso, natura, costrizione, abitudine, ragione, passione e desiderio. (Aristotele , il "caso" citato per primo ... è solo un caso?)
L’aforisma cinese può suonare strano, ma riflettendo (e speculando) ha una sua logica se si danno i giusti valori alle parole. Se sappiamo dov'è una cosa, non la cerchiamo ...  l’andiamo semplicemente a prendere. Se abbiamo solo un’idea di dove possa essere cominceremo a cercare secondo una certa logica, a memoria (che spesso inganna), in ordine da un lato all’altro, ma solo per caso la troveremo subito o ... mai.

Natura, foto e serendipity

Questo era l’argomento e titolo originale nel quale avevo unito tre fattori che, ben combinati, possono fornire grandi soddisfazioni, a patto di avere almeno uno dei tre interessi e chiaramente l’assunto è applicabile ad altre triadi ed in altri campi restando intrinsecamente veritiero.
La natura è un mondo da esplorare anche per i più esperti, è in continuo cambiamento ed evoluzione e, fatte salve alcune leggi fondamentali, le anomalie, eccezioni, varianti e rarità sono all'ordine del giorno. 
La fotografia è un ottimo modo per fissare le immagini e quindi avere successivamente  la possibilità di identificare specie, osservare particolari, condividere le "scoperte". 
La serendipity (“Fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista, mentre se ne stava cercando un’altra”, Anonimo) amplia le possibilità a dismisura a patto di essere attenti, flessibili e un po' avventurosi.
So di tornare su argomenti già trattati, ma penso che siano importanti per le persone attente e curiose, e rammentarli o semplicemente parlarne può giovare agli “esploratori-ricercatori-osservatori-fotografi”, specialmente a quelli meno esperti. Per le nostre osservazioni, indipendentemente da quanto sia acuta la nostra vista, fino l’udito e sensibile l’olfatto, saranno molto utili nozioni scientifiche, logica e serendipityLe prime aiutano certo a notare anomalie, differenze, particolarità, fioriture fuori stagione, misure inusuali e via discorrendo, ma per tutto ciò sono necessarie un po’ di letture (non per forza studio) e molta esperienza. La logica è un po’ più difficile da applicare e per ottenere buoni risultati è utile avere conoscenze varie più che approfondite. Infine la serendipity unisce e ottimizza nozioni e logica “guidandoci” (anche se siamo noi che dobbiamo seguire gli indizi) verso scoperte assolutamente inaspettate, riferendomi chiaramente alle “sorprese” anche se molte vere “scoperte” sono veramente conseguenza della serendipity.
   
Per la prima uscita menorquina di questo mio terzo soggiorno sull’isola avevo scelto una piccola area al limite di Mahon, solo attraversata in precedenza. Meno di un chilometro quadrato, assolutamente incolto, pieno di muretti a secco, antichi canali in rovina e tanta vegetazione spontanea. Sono partito alla ricerca di Ophrys (piccole orchidee, spesso difficili da notare nel mare verde) e dopo una mezz’ora senza trovarne alcuna ho visto un bel campo di Sulla (foto sopra a sx, le prime che vedevo). Ma nei pressi ho anche visto (e mangiato) qualche asparago selvatico e continuando la ricerca-raccolta lungo i muretti a secco ho trovato una simpatica e affascinante Locusta (foto di apertura). Avvistate delle piccole macchie gialle ho scavalcato un muretto e, oltre a fotografare i Centaurium maritimum (foto sopra a dx), mi sono trovato al margine di un campo di orchidee, non quelle che cercavo inizialmente, ma le Anacamptis pyramidalis, specie che qui a Menorca assume tutte le tonalità di colore comprese fra il rosa e il bianco (foto sotto).
   
Se avessi continuato a cercare solo le Ophrys camminando lungo le tracce più o meno battute e concentrando lo sguardo nel tentativo di avvistare le piantine poco appariscenti non avrei trovato le Sulla, né mangiato gli asparagi, né incontrato la Locusta che mi ha concesso di scattare macro ottime (a mio giudizio) che mi hanno permesso di studiarne tanti dettagli non apprezzabili ad occhio nudo, né approfittato del campo di Anacamptis, né fotografato tanti altri fiori ... che non cercavo. 
Questi continui cambi di direzione e piani hanno trasformato un’escursione che poteva essere deludente in una passeggiata molto soddisfacente.
Tante altre foto sono nella mia raccolta giovis.com/macro.htm.