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lunedì 4 settembre 2023

Sentiero Sirenuse - “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”

In attesa che al comune di Sorrento qualcuno si renda conto dell'insensatezza dell’ordinanza n. 276, torno sull'argomento riassumendo alcune incongruenze e riportando una “malignità” che sta circolando e prendendo piede, tenendo conto di quanto soleva ripetere Andreotti. La possibile “malignità” consiste nel pensare che la chiusura imposta tramite ordinanza ai proprietari dei fondi lungo tutto il tratto non comunale e non solo in pochi metri effettivamente più accidentati (certamente non più pericolosi della maggior parte dei sentieri dei Monti Lattari) serva solo per giustificare una futura chiusura da parte di qualche proprietario, in modo da facilitare possibili abusi correndo meno rischi di essere visto e denunciato.


Nella mappa qui in alto è evidenziata la divisione del sentiero così come è indicato nella relazione. Dopo l’inizio in territorio santanellese, si passa a quello sorrentino con il primo tratto (“tra prati, boschi e scarpate naturali”) fino al Pizzettiello; il secondo tratto è definito di “natura più ripida ed accidentata, ...” ma certamente non è mai (e quindi non) a rischio di caduta dalla falesia (a meno che non lo si abbandoni!). Il terzo tratto definito “pericoloso” come il secondo, pur essendo in piano e ben tracciato, abbastanza largo e solido da essere normalmente percorso da quad. Una vera e propria falsità, evidente anche dalle seguenti 3 immagini ricavate da GoogleEarth; chiunque può rendersi conto con assoluta certezza della non pericolosità di quest’ultima sezione, che non è stata “oggetto di ispezione", e non "supporre con ragionevole certezza che sia in cattivo stato manutentivo". Chi deve stendere una relazione va a verificare lo stato dei luoghi, non può supporre!




Fra i tanti commenti ricevuti (in vario modo), quelli più frequenti sono:

  • se si chiude il sentiero per un evento verificatosi al di fuori di esso, si dovrebbero chiudere la ss 145 Sorrentina ogni volta che qualcuno si lancia dal ponte di Seiano, via Caselle per i suicidi dal ponte dell’Annunziata e si potrebbe continuare all’infinito. Quasi ogni giorno si legge di incidenti mortali in montagna in ogni parte d'Italia, ma nessun sentiero viene chiuso. Cosa ha di speciale il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) in questione???;
  • certamente gli interventi del CNSAS sono stati molto più numerosi su altri sentieri dei Lattari, come Ferriere, Monte di Monticchio e area San Costanzo, per non parlare del Sentiero degli Dei, anche se ciò deriva ovviamente da una frequentazione molto maggiore;
  • è stato richiamato l’art. 677 c.p. che però è relativo alla sola “omissione di lavori in edifici o altre costruzioni che minacciano rovina” mentre nell’ordinanza si citano solo particelle del catasto terreni e del sentiero non accatastato. Quale sarebbe il nesso?
  • sono stati sollevati dubbi in merito alla validità della comunicazione tramite la sola pubblicazione all’Albo Pretorio, nei casi in cui residenza, dimora e domicilio del destinatario non siano esattamente individuati;
  • tanti sono tornati sul tema della pericolosità delle staccionate prive di regolare e seria manutenzione e molti di loro sostengono che non dovrebbero essere previste se non in casi molto particolari e quelle esistenti che non possono essere manutenute dovrebbero essere rimosse al più presto.

Non sarebbe forse il caso di riconsiderare l'ordinanza e variarla se non addirittura annullarla per le tante illogicità e imprecisioni?

Inoltre, per tutti, sarebbe opportuno approfondire argomenti quali percezione del rischio e autoresponsabilità in montagna, concetto strettamente correlato alla libera autodeterminazione dell’individuo, tenendo comunque presente che:

  • la montagna è di tutti e ciascuno è libero di affrontarla come crede;
  • l’escursionismo è attività potenzialmente pericolosa nella quale un certo margine di rischio è inevitabile ed ineliminabile;
  • l'ambiente naturale può essere pericoloso, perfino mortale, se affrontato con superficialità e senza un'adeguata preparazione.

mercoledì 31 maggio 2023

1° Gran Tour Sorrento Walks - 17 giugno 2023

Come luogo di ritrovo, partenza e arrivo la scelta è caduta su piazza Veniero al termine del corso Italia (lato ospedale di Sorrento) in quanto in piena area pedonale, abbastanza ampia e in prossimità di fermate bus SITA ed EAV, nonché di un capiente parcheggio.

Come già annunciato, il percorso inizia con la storica via 'e miezo (itin. 13), quindi trav. Capo, via Capodimonte, via Pantano e via Fontanella in territorio sorrentino, poi, superato il rivolo Spartimiento, l’antica strada comunale da San Montano al Ponte Sia Popa, via San Montano e via Molini fin quasi al centro di Massa Lubrense. Considerata anche la chiusura per lavori dell’ultimo tratto, ci si porta direttamente sull’itin. 23 passando per Visigliano e un brevissimo tratto della rot. Massa – Turro. Dopo questi primi 4 chilometri circa, che dopo la salita iniziale presentano solo vari saliscendi, si imbocca quindi via Bagnulo che sarà percorsa nella sua interezza fino all’incrocio con via Arorella e via Montecorbo (km 5,3), dove si abbandona l’itin. 23 del Progetto Tolomeo 2021 e ci si incammina verso Priora passando per Prasiano, con lo spettacolare panorama dai pressi della cappella di San Giuseppe (vedi sotto).


Attraversato il Nastro Verde si torna così in territorio sorrentino e in corrispondenza della chiesa di Sant’Attanasio (km 6,2), si intercetta l’itin. 15 che da qui in avanti ricalca quello che era il collegamento principale con Sant’Agata prima della realizzazione del Nastro Verde verso la metà del secolo scorso (trav. Priora, via Acquacarbone, via Olivella). Per circa 2 chilometri questo storico itinerario si sviluppa ancora in buona parte fra uliveti e boschi misti con pendenza abbastanza regolare e include lunghi tratti sterrati.

via Acquacarbone

Giunti al centro di Sant’Agata (km 8,6), è prevista un'opportuna sosta per rifocillarsi (innumerevoli le possibilità) e poi si riprenderà il cammino percorrendo per intero il panoramico itin. 26 (Zatri), passaggio unico e oggi semisconosciuto verso i borghi collinari di Sorrento. Al termine dell’unico breve tratto di discesa ripida (km 10,6), ci si immette sul circuito dei Borghi della valle di Sorrento (itin. 22) e se ne segue il percorso ondulato fino a Baranica. Qui inizia la discesa verso il centro percorrendo la panoramica e poco trafficata rotabile di Casarlano fino all’omonimo belvedere (km 12,2) dove ha inizio la caratteristica via delle sciuscelle.

Si è ormai alle porte del centro urbano e, dopo essere passati per Lavaturo (toponimo derivante dagli antichi lavatoi pubblici) e a monte dello storico cimitero di Sorrento, via Marziale conduce fino all’attraversamento di via degli Aranci nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Raggiunta in poche centinaia di metri piazza Tasso (km 14,0), l'anello del Gran Tour si completa con la parte nord del circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11) fino a tornare a piazza Veniero (km 15,7).

Scarica la mappa HD con il percorso del Gran Tour

Scarica i profili altimetrici (mattina e pomeriggio)

Coordinamento di SorrrentoWalks, Pro Loco Due Golfi e Camminate

giovedì 25 maggio 2023

Gran Tour SorrentoWalks - sabato 17 giugno 2023

Sto completando la definizione del percorso del I Gran Tour SorrentoWalks di sabato 17 giugno, una passeggiata ad anello di una quindicina di chilometri che unisce tratti più o meno lunghi di sei diversi itinerari del Progetto Tolomeo 2021, già sistemati e segnalati da Penisolaverde oltre un anno fa. 


In partenza da Sorrento si affronta la storica via 'e miezo (itin. 13) fin quasi al centro di Massa Lubrense per poi passare all'altro classico collegamento di Montecorbo (itin. 23). Sfruttando la bretella di Prasiano si torna in territorio sorrentino e si raggiunge Priora da dove si andrà a Sant'Agata seguendo il tracciato della vecchia pedonale di Acquacarbone (itin. 15), collegamento principale fra le due frazioni prima della realizzazione del Nastro Verde verso la metà del secolo scorso. 


Dopo un'opportuna sosta nel centro collinare, si sfrutterà per intero il panoramico itin. 26 (Zatri), passaggio unico e oggi semisconosciuto verso i borghi collinari di Sorrento. Si seguirà quindi il relativo circuito (itin. 22) fino al centro passando per Baranica e le sciuscelle per chiudere infine l'anello con la parte nord del giro delle mura e porte (itin. 11).
In attesa della definizione degli ultimi dettagli, cominciate a segnare la data sul calendario. A breve sarà data notizia di orari, distanze e dislivelli, e sarà pubblicata la mappa con il percorso evidenziato di questa nuova proposta curata da Penisola Verde in collaborazione con SorrrentoWalks, Pro Loco Due Golfi e Camminate.

scarica la nuova mappa del Progetto Tolomeo 2021/23 in HD

martedì 18 ottobre 2022

Borra, Malacoccola o Pizzetiello?

Prendendo spunto dai vari titoli palesemente fuorvianti relativi al fatale incidente di ieri (iniziato in territorio sorrentino e terminato - forse - in territorio santanellese; certamente non massese) e toponimi usati a sproposito, cercherò di chiarire alcuni punti.

Premesso che le varie località hanno perlopiù confini vaghi, quelle attraversate dal CAI 300 (alias Alta via dei Monti Lattari) fra Torca (Massa Lubrense) e Colli di Fontanelle (Sant’Agnello) e, fino alla ss 145, anche dal Circuito delle Sirenuse, sono in sequenza:

  • Monticello – popoloso agglomerato di case, che in un prossimo futuro potrebbe diventare frazione a sé stante;
  • Chiavazzano - area condivisa da Massa Lubrense e Sorrento; il confine si attraversa alla fine del primo tratto sterrato, quello in piano, spesso fangoso, con boschetto a valle. La breve successiva salita con fondo in cemento e i caratteristici grossi fichi d'india a destra è già territorio sorrentino;
  • Borra - toponimo tradizionale, ma solo recentemente assurto a uso comune, specialmente dopo che la località è diventata per mesi meta preferita di tanti evasi dal lockdown. Ricade interamente in territorio sorrentino e giunge, più o meno, fino alla casa rosa (quella del Professore), estendendosi perlopiù a valle del sentiero;
  • Malacoccola - toponimo classico che si ritrova anche su mappe, atti notarili e documenti d'epoca in forme leggermente diverse come Marecoccola (cfr. carta borbonica 1819), Maracoccola e Malecoccola. Come si vede dagli stralci in basso (nell’ordine: carta borbonica, IGM di metà secolo scorso, regionale di un paio di decenni fa, Tolomeo, CAI) si riferisce ai declivi a monte del sentiero, fino a crinale e al piccolo promontorio prominente a quota 489 m, detto …
  • Pizzetiello - come dovrebbe essere evidente, è quindi la sporgenza di forma rotondeggiante dalla quale si gode del più ampio panorama. Lungo il sentiero, il confine con Sant’Agnello si attraversa circa 500 m più in là, in corrispondenza dell’ampia curva che volge a NW.

Stiffa e Colli di Stiffa vengono utilizzati molto, molto raramente.





Nella seguente immagine estratta da GoogleEarth si nota bene l’ultimo tratto descritto (Sorrento) ma c’è da considerare le falesie fungono da confine con Sant’Agnello. Per quanto di mia conoscenza (da fonti ufficiali) il malcapitato escursionista potrebbe essere volato da Sorrento (nei pressi del Pizzetiello) e atterrato a Sant’Agnello. (*** aggiornamento: da testimoni oculari ho appreso che è caduto solo per una decina di metri, quindi è rimasto in territorio sorrentino). Lungi da me il voler ironizzare, ma giuridicamente quale dovrebbe essere indicato come luogo della morte?


Concludendo in modo più leggero, consiglierei di:

  • tornare ad indicare la passeggiata come quella della Malacoccola, come gli escursionisti hanno sempre fatto, e non di Borra;
  • non confondere Borra con il Pizzetiello (in caso di emergenza vi cercherebbero nel posto sbagliato);
  • non abbandonare i sentieri battuti e (relativamente) sicuri per raggiungere posti esposti;
  • non allontanarvi dalla guida o dai compagni di escursione senza prima avvertirli;
  • cercare di sapere sempre i nomi delle località in cui vi trovate e verso le quali vi state dirigendo, in modo da poter comunicare in modo quanto più preciso possibile la vostra posizione in caso di bisogno, anche senza GPS.

mercoledì 22 dicembre 2021

Nuova mappa di Sorrento con gli itinerari del TOLOMEO 2021

È andata in stampa la nuova mappa degli Itinerari pedonali del Comune di Sorrento, aggiornata con i nuovi percorsi aggiunti e/o variati rispetto al precedente Progetto TolomeoOvviamente, la cartina riporta i nuovi codici a due cifre ed i colori che i camminatori già hanno potuto notare sulle quasi 100 mattonelle in ceramica smaltata apposte lungo gli stessi mesi addietro. 


Dei 9 itinerari con origine da Sorrento, due sono circuiti (uno cittadino - 11 - e l’altro collinare - 22) mentre i rimanenti 7 congiungono la cittadina con Sant’Agnello, Massa centro (2), Monticchio e Sant’Agata (3). Ma ci sono ulteriori 4 itinerari che si sviluppano invece nella parte alta del territorio: due hanno origine dal circuito Borghi della Valle di Sorrento e conducono rispettivamente a Colli di Fontanelle e Sant’Agata, mentre gli altri attraversano le zone che si affacciano anche sul versante meridionale. Uno corre lungo lo spartiacque fra i golfi lambendo la Pineta delle Tore e l’altro è la sezione Colli di FontanelleTorca dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300), itinerario di oltre 70km che collega Corpo di Cava (Cava de’ Tirreni) a Termini (Massa Lubrense) ed è stato incluso nel Sentiero Italia (SI), progetto di livello europeo con circa 7.200km fra le Alpi e le isole maggiori.


Il TOLOMEO 2021, nuovo aggiornamento sostanziale dell’originale del 1990, mira alla valorizzazione del centro storico, della zona collinare immediatamente a monte (per lungo tempo colpevolmente trascurata) e dell’area di Priora che, essendo quasi baricentro fra Sorrento, Massa e le sue frazioni Monticchio e Sant’Agata, è ora interessata da vari nuovi itinerari (stralcio nell'immagine di apertura). Non è stata trascurata la parte prospiciente il margine della piana di Sorrento, con il percorso 19 che congiunge piazza Tasso con il centro di Sant’Agnello passando per tutti i belvedere accessibili.


La facciata opposta è occupata invece dalla ristampa della mappa del centro, aggiornata e arricchita con l’evidenziazione del circuito urbano 11 delle Mura e Porte di Sorrento. Di questo itinerario è in corso la progettazione della segnatura, certamente più problematica di quelle degli itinerari extraurbani ... comunque è già interamente percorribile servendosi della mappa.

venerdì 16 luglio 2021

Much Ado About Nothing (1599, William Shakespeare)

La versione italiana di questa commedia è intitolata Molto rumore per nulla, che mi sembra commento adatto a quanto involontariamente innescato dalle mie poche righe scritte per Camminate, accompagnate dalla foto in basso. Infatti ciò che volevo sottolineare era semplicemente la pessima comunicazione di tanti giornalisti (potendo usare il corsivo non ho bisogno delle in-colpevoli virgolette del post originale) sia televisivi che della carta stampata che, per scopi commerciali e/o pubblicitari, propongono al grande pubblico una serie di attività non sempre adatte veramente a tutti o che comunque necessitino di un minimo di preparazione e/o attrezzatura adatta.

Le due guide (non citate visto che evidenziavo una situazione di carattere generale) che accompagnavano la giornalista hanno scatenato un putiferio interpretando erroneamente il mio scritto, considerandolo come un attacco personale e avviando con altri anche una diatriba in merito alle qualifiche di guida (alpina, vulcanologica, escursionistica, di media montagna, ...) sfociata quasi in rissa. A farli desistere non sono bastati vari pacati e attenti commenti attinenti alla giusta interpretazione del post, che, ripeto, era critico soprattutto dei media in generale. 

Beh, se uno è capace lo può fare anche in trampoli, ma ciò non toglie che i rischi aumentino (scioccamente) e che la TV pubblica dovrebbe presentare quel tipo di sentiero camminando con equipaggiamento adeguato. (Giulio Terminiello in risposta a Vincenzo Somma)

Penso che non si sia capito cosa Visetti volesse puntualizzare nel post. Il sentiero degli Dei oramai è super conosciuto, nel momento in cui la Rai o comunque una rete pubblica decide di fare un servizio, non è una passerella di moda di Milano, c’è un abbigliamento che va scrupolosamente consigliato dalle guide, non deve passare un messaggio di leggerezza, soprattutto su un canale nazionale. La montagna va vissuta con consapevolezza. Non si discute né su chi o quale associazione, solo di SICUREZZA. (Maria Buonocore)

Virgolettare i nomi comuni, non significa sminuirli (ve lo siete creato da soli questo preconcetto) come in questo caso "giornalista" e "guida", che al di là del fraintendimento sta a sottolinearne il ruolo che queste due figure professionali hanno senza citare i nomi dei diretti interessati. Perché appunto di professionisti si tratta. Se il messaggio che passa è quello di un sentiero su cui si può andare vestiti così, bisogna comprendere da dove nasce l'errore, che va avanti da anni, di far passare l'escursione al sentiero CAI 327 come facile. (Gaia Gargiulo)

Oltretutto, sarebbe bastato sottolineare che i componenti della troupe, nonostante fossero stati debitamente istruiti, come notoriamente spesso accade avevano voluto fare di testa loro, fatto in parte confermato dallo stesso Giovanni Caci, subito dopo avermi accusato di "usare le virgolette in maniera dispregiativa" (sua illazione):

Che poi come il servizio è presentato non dipende da noi, non facciamo noi il montaggio e non inseriamo la voce fuori campo, io sono responsabile solo di ciò che ho detto!

Comunque una parte di responsabilità in merito alla sottovalutazione delle difficoltà e rischi legati all’escursionismo in genere (non solo Sentiero degli Dei, ma anche Molare, Campanella, San Costanzo, Solaro via Cocuzzo, ecc.) deve essere attribuita anche a chi, per intascare una provvigione (operatori del settore turistico, accoglienza, trasporti, …) manda turisti allo sbaraglio raccomandando come facile e tutto in discesa il Sentiero degli Dei o consigliando un bagno a Crapolla con risalita subito dopo pranzo, nella canicola e senza un filo d’ombra. 

Infine, tornando all’inizio, sarebbe raccomandabile un più attento screening della clientela da parte delle agenzie e delle guide stesse, anche al momento della partenza. Per fare un esempio, non si può avere idea di certi personaggi che mi affidavano alcune compagnie americane, quando ancora lavoravo; nonostante, su mia raccomandazione, richiedessero esplicitamente una discreta preparazione fisica, visto che per una settimana avrebbero dovuto percorrere almeno una decina di km al giorno con un discreto dislivello e tante scale, dalle schede personali poi apprendevo che la loro attività fisica settimanale si limitava a tre sedute di yoga o un’ora al giorno di … giardinaggio! Preparazione perfetta!

In sostanza, si tratta del solito discorso della prevenzione (che si dovrebbe ripetere all'infinito) per cercare di evitare, per quanto possibile, almeno una parte dei soccorsi a incidentati o ricerche di dispersi. 

Discorso che le guide dovrebbero approvare e condividere, non contestare.

giovedì 4 giugno 2020

Libero accesso all’approdo (aka fiordo) di Crapolla

Del diritto di libero accesso alle aree del Demanio Marittimo ho già parlato nel post precedente e quanto esposto ovviamente vale anche per Crapolla, considerato che anche tale spiaggia è demaniale (foglio 10, Part. 518). Questa situazione però differisce da quella di Ieranto per essere raggiunta direttamente tramite la lunga scalinata, gli oltre 700 scalini della parte inferiore della strada comunale da Sant’Agata a Crapolla.
Quindi, fermo restando che non si possa imporre un pedaggio per il transito, anche in questo caso il cosiddetto sentiero per Crapolla è certamente più utilizzato da escursionisti-non-bagnanti che da coloro che scendono fino alla spiaggia. Infatti, il tratto che va dal ponticello sul rivo Iarito alla Guardia (dove inizia la scalinata) fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) e di conseguenza anche del Sentiero Italia (SI S21S
) e perciò utilizzato dai tanti che ne percorrono l’ultima tappa, da Colli di Fontanelle a Termini, passando per Torca, Recommone, Cantone, Nerano, San Costanzo, Campanella


Nella mappa in basso il dettaglio del tratto Torca – Cantone, sopra la tappa completa del Sentiero Italia, progetto di livello europeo che raggruppa quasi 7.000km di percorsi ad accesso gratuito che attraversano tutte le 20 regioni italiane e include anche brevi estensioni in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.


C’è da aggiungere che quei circa 450 metri fra il ponticello e la Guardia sono inclusi anche in vari itinerari più brevi (di solito anelli) che utilizzano i vicini percorsi di Cafariello, Corbo, vic. Monti per via Spina, mentre altri si spingono oltre San Pietro, fin quasi alla spiaggia ma senza necessariamente raggiungerla, per poi risalire verso Torca passando per la torre e il Monte di Torca. Fra i succitati circuiti c’è anche il recentemente proposto Giro dell’Isca, al quale dedicai specifico post, e questo breve foto-video di presentazione.
Al di là del pagamento (come visto non ammissibile), anche il contingentamento non dovrebbe interessare la strada comunale, ma i controlli dovrebbero essere limitati alla spiaggia per non bloccare gli escursionisti non interessati alla balneazione. Considerati il notevole dislivello e l’esposizione a sud che nelle giornate calde rende la scalinata (assolutamente senza zone d’ombra) un forno, a mio parere i controllori dovrebbero giungere via mare.

Non si dovrebbero mai confondere i diritti dei bagnanti con quelli degli escursionisti e, di conseguenza, anche disciplina ed eventuali limitazioni dovrebbero essere ben distinte.

venerdì 29 maggio 2020

Sentiero degli Dei: escursioni al tramonto ... senza tramonto

Premessa: non esercito più l'attività di guida escursionistica, quindi il discorso che segue è puramente accademico e vuole essere una messa in guardia nei confronti di tanti che da un giorno all’altro sono diventati “guide” nonché esperti dei sentieri dei Monti Lattari. Il mercato (in senso positivo) dell’escursionismo tira e per questo motivo è diventato un mercato (in senso negativo) dove ci si imbatte sempre più spesso in avventurieri e ciarlatani.
Foto scattata da Colle la Serra sul Sentiero degli Dei a fine gennaio; il sole avrebbe continuato nella sua discesa in diagonale, “ammarando” nei pressi dei Faraglioni di Capri. Dal solstizio d'inverno (dicembre) a quello d'estate (giugno) il punto di tramonto si sposta in senso orario (verso destra) per poi tornare al punto di partenza nei sei mesi successivi. Per gran parte dell'anno, quindi, non è possibile vedere il sole immergersi in mare stando sul Sentiero degli Dei, scompare alla vista dietro il crinale dei Monti Lattari.

Eppure, mi è stata segnalata un’escursione pomeridiana programmata per domenica 14 giugno sul Sentiero degli Dei, nel cui programma si sottolinea:
Si suppone che una “guida” che proponga un percorso ne conosca il contesto geografico ma, anche se si trattasse di una “prima”, dovrebbe essere certo di quanto afferma. Un semplice escursionista degno di tal nome che volesse ammirare un tramonto, da una certa area, un determinato giorno, consulta le effemeridi e, in questo caso avrebbe scoperto che il 14 giugno il sole tramonta con azimut 302°, alle 20:35. (vedi tabella, da www.marcomenichelli.it).
Di conseguenza, rientrando ad Agerola alle 20:00 come annunciato, sarà impossibile ammirare “il sole che lentamente si allontana fino a scomparire dietro le isole de li Galli” e ciò dovrebbe essere chiaro anche ai più sprovveduti. Ma c’è di più … trovandosi sul Sentiero degli Dei il sole scomparirà alla vista degli escursionisti nella sella di Santa Maria del Castello (Vico Equense) ben prima delle 20:35. Per ammirare il sole che tramonta oltre Li Galli (a 239°) si dovrà attendere la seconda metà di dicembre, nelle settimane prossime al solstizio d’inverno, situazione ovviamente molto differente da quella di una settimana prima del solstizio d’estate. Per evidenziare quanto detto, ho disegnato questo schizzo che spero possa chiarire l’argomento anche ai meno esperti.
Ripeto che non so né voglio sapere chi sia l'autore di questo annuncio che sembra realizzato sulla scia di uno simile che già l'anno scorso circolava fra le guide in termini ironici. Tuttavia, credo che chi si propone come guida di una escursione al tramonto debba conoscere non solo l'itinerario, ma anche dove e quando si prevede la calata del sole e per saperlo non c’è bisogno di essere scienziati, bastano i concetti basilari di astronomia.

domenica 1 marzo 2020

GPS, metri e piedi ... consigli dettati soprattutto dal buon senso

Ogni volta che c'è qualcosa di singolare in campo escursionistico, qualcuno mi contatta chiedendo lumi o invitandomi a segnalare a chi di dovere. Ieri ho ricevuto (da vari mittenti) la scheda dati riportata in basso, presumo pubblicata a corredo di descrizioni di escursioni vendute di come Sentiero degli Dei, anche se lo percorrono solo in parte limitandolo all’anello fra Colle la Serra e Cisternuolo.
Non so chi sia l’autore, né mi interessa appurarlo, il discorso che segue è puramente accademico considerato che errori simili sono ricorrenti in molti siti di escursionisti improvvisati. Tutto quanto vado a esporre deriva quindi da deduzioni e dalla discreta conoscenza che ho dell’area. Il motivo dell’invio è evidentemente l’esagerato dislivello, un assoluto sproposito. Spero che chi abbia pubblicato questi dati se ne sia già accorto e che abbia provveduto a rettificarli o che, se non si fosse ancora reso conto della castroneria, qualcuno provveda ad avvisarlo al più presto.
Chi ha notato l'errore ha ritagliato solo il tabellino (forse per non farne una questione personale e quindi è così che sta circolando fra le guide) e questo vado a commentare con beneficio di inventario, ma è verosimile che ad un certo momento sia stato effettivamente online. Affronto il tema dell’utilizzo dei dati ricavati da GPS e della loro in attendibilità in genere e torno ancora una volta delle unità di misura. Non dimenticate i pini oltre 5 metri di circonferenza che si troverebbero a Jeranto. Del resto anch'io ho più volte preso ad esempio schede dati da pagine di percorsi proposti su wikiloc o siti simili per evidenziare cattive prassi a prescindere dall’autore.
Visto il punto d’incontro proposto, è facile ipotizzare che la scheda si trovasse in una pagina web di qualche "nuova guida” dell’area sorrentina. Essendo appassionato di enigmistica, mi sono poi posto il problema dell'origine di tali valori. Qualunque escursionista con un minimo di esperienza sa che un dislivello di 1.000 metri è certamente impegnativo e, visto che mediamente si calcola un’oretta per ogni 350-400 metri, la sola andata avrebbe richiesto circa 3 ore e la discesa (con tale pendenza media, circa 31%) non sarebbe stata molto più veloce a meno di non rotolare a valle. A prima acchito avevo ipotizzato che non si trattasse del Sentiero degli Dei, ma di un’ascesa al Molare (cima oltre 1.000 metri più in alto di Nocelle) e quindi, aggiungendo i vari inevitabili saliscendi, diventava congrua la cifra di 1.161m, ma non mi sarei trovato con la distanza in quanto assolutamente insufficiente. Ciò è stato anche causato dalla difficoltà EE (per escursionisti esperti) del percorso. Strano in quanto il Sentiero degli Dei (CAI 327) è invece classificato E, quindi escursionistico. La classificazione è quella adottata dal CAI e se qualcuno volesse interpretarla differentemente dovrebbe almeno chiarire. Oltretutto, i presunti problemi dovrebbero trovarsi fra Cisternuolo e Nocelle, visto che l’anello restante è comune ai due itinerari proposti. Comunque, meglio così che leggere descrizioni che lo definiscono facilissimo e adatto a tutti.

A merito dell’autore si deve dire che almeno indica i valori assoluti dei dislivelli identici e non, come tanti altri che si limitano a copiare i dati del GPS, numeri diversi. Questa bestialità abbastanza comune deriva dalla nota inaffidabilità dei GPS in merito all’altimetria; sembra che molti non si rendano conto che per itinerari circolari o a/r partenza e arrivo coincidono e devono per forza avere la stessa quota, anche se il GPS, per un identico posto, registra una altitudine in partenza ed una diversa all’arrivo. 
Avendo redatto la scheda in inglese, l’autore dovrebbe decidere se usare il sistema metrico decimale (SI, per legge obbligatorio in Europa, UK compresa) o lo United States customary system (USCS). Oltre alle diverse unità di misura, sorge il problema della scrittura: nel primo ci sarà la , prima dei decimali e il . come separatore di migliaia, nel secondo si fa il contrario con la , come separatore di migliaia e il . prima dei decimali. Di conseguenza o si scrive 7.5 e 1,161 o 7,5 e 1.161. Tale incongruenza mi ha suggerito la probabile causa dell’errore, derivato dal riportare in metri un valore indicato in piedi … 1.161 piedi equivalgono a 354m circa, il che è più plausibile, anche se secondo me esagerato (ma è noto che i GPS producono profili seghettati anche lungo una salita continua). Similmente i 738 piedi di dislivello diventano 225m, anche questo valore plausibile ma come l'altro, secondo me, sovrastimato.
Le distanze sono invece corrette (con la dovuta approssimazione) considerato che, per consuetudine, le distanze superiori al chilometro si arrotondano ai 100m. L’escursionista vuole avere un'idea generale e non la precisione al metro (m e non ml, leggi questi due post: segnaletica3 e segnaletica4).
Morale: chi vuole trarre dati dal GPS deve stare molto attento a controllare che nella traccia non ci siano salti (a volte anche di parecchie centinaia di metri) derivanti da perdita di segnale, che il profilo non sia seghettato in modo eccessivo e anomalo (indice di una sopravvalutazione del dislivello complessivo) e che le unità di misura siano quelle giuste. Tra piedi e metri e miglia e chilometri c'è molta differenza e non è corretto né sensato fornire informazioni fasulle ai potenziali clienti.
Le guide che si propongono di lavorare con il pubblico americano dovrebbero essere abituati a convertire (almeno approssimativamente) metri in piedi e km in miglia e quarti di miglio, e non dovrebbero fare confusione. Per facilitare i calcoli si possono considerare 1.000 piedi per ogni 300 metri di dislivello e 400m per ogni quarto di miglio, 800m per mezzo e 1,6km per 1 miglio.
Chi è fra quelli che hanno litigato con la matematica già ai tempi della scuola e ora si fidano ciecamente della tecnologia è bene che stia ben attento a controllare quali tasti pigi, perché all’apparire di cifre fantastiche non se ne renderà conto e il fatto che vengano scritte sul display non lo giustifica.

Escursionisti, ricordate che esistono le mappe, che il GPS non è vangelo e che i dati vanno interpretati.  Se ai margini di errore del GPS aggiungiamo i nostri rischiamo di comunicare numeri al lotto.

lunedì 27 gennaio 2020

Sentiero delle Torri Saracene (riepilogo)

Visto che la discussione in merito all’immaginato suddetto percorso si è sviluppata su varie pagine FB e blog, ho pensato fosse interessante condensare quanto di pertinente ho letto (sicuramente c’è anche altro in rete), soprattutto sulle pagine FB Azione in Comune, FB Camminate e questo blog Discettazioni Erranti. Le opinioni salienti di seguito riassunte chiaramente escludono tutto ciò che è stato detto a proposito del nome, non essendo di alcun interesse pratico.
Prima di passare a riportare stralci di commenti ai post originali, devo sottolineare che Azione in Comune ha provveduto a pubblicare un chiarimento che tuttavia, oltre a ridimensionare quanto precedente scritto, contiene una nuova errata informazione o, almeno, interpretazione: “Un sentiero che unisce tutte le torri della nostra costa, di fatto esisterebbe già”. Infatti, come si evince dallo schizzo qui in basso, non c'è modo di racchiuderli in un solo itinerario senza includere deviazioni (a/r), con circa 200m di dislivello ciascuna, e non ci sono grandi alternative essendo sentieri ciechi verso il mare. I principali percorsi CAI che attraversano il versante meridionale massese sono evidenziati in rosso e quelli che interessano le torri sono:
300 passa al lato della T. Recommone e T. Minerva, a monte di T. Fossa Papa
344 arriva in prossimità della T. Crapolla
339 arriva in prossimità di T. Mont'Alto

Sembrano esservi convinti che il percorso a mezzacosta fra Campanella e il rivolo San Costanzo sia praticamente irrealizzabile, non solo per le difficoltà oggettive e per non essere tutto pubblico, ma soprattutto per ricadere in un’area segnalata dal Ministero dell'Ambiente fra quelle soggette a franosità diffusa (evidenziate nell'immagine in basso). In conseguenza di ciò, non è assolutamente ipotizzabile chiedere di creare un percorso in quella zona se non prevedendo grandissimi e costosissimi lavori di messa in sicurezza.
Passando ai contenuti dei commenti, molti sono stati gli inviti generici ad abbandonare i mega progetti a favore della manutenzione dei percorsi esistenti che, senza dubbio, necessitano di una migliore e più continua attenzione.

Per esempio:
* Lasciamo questo meraviglioso tratto di costa a MADRE NATURA. Ogni intervento, al fin di creare solo una traccia, arrecherebbe stravolgimenti ad un ecosistema di valore inestimabile (Anonimo)

* Alla luce delle tue osservazioni sono assolutamente d’accordo sul percorso da te indicato. (Michele Pollio, rivolto a me)

* ... mi limito a precisare e ribadire che non ho indicato alcun percorso, ho semplicemente sottolineato le incongruenze ed enormi problematiche del vostro "immaginato" itinerario. Ci sono già tanti sentieri spettacolari e molti di essi sono anche corredati di segnavia (del CAI e/o comunali). La priorità dovrebbe essere quella di manutenere l'esistente e pubblicizzarlo correttamente. (mia risposta a Michele Pollio)

* Manutenzione, facciamo manutenzione del territorio: è come avere una bella casa e non fare mai una riimbiancata alle pareti! (Salvatore Donnarumma)

* Con tante cose da fare sui sentieri esistenti, sembra veramente assurdo immaginare di poter realizzare una cosa del genere. Iniziamo dalle piccole cose solo così possiamo raggiungere i grandi obiettivi, nell’ottica delle possibilità reali e sulla base delle giuste conoscenze territoriali e geomorfologiche. (Maria Buonocore)

In quanto al percorso "contestato":
* … E vogliamo parlare del fatto che oltre la metà di questo "sentiero" passerebbe in aree a franosità diffusa? (Maurizio Fiorentino)

* La volontà di ricerca di itinerari ex novo quando basterebbe rivalorizzare quelli già presenti e chiaramente tracciati, (e che sono vendibili anche sotto forma di prodotti turistico finito) rischia di arenarsi in uno di quei progetti senza seguito come molti altri che sono stati annunciati in pompa magna poi forzatamente varati e che non riusciranno probabilmente mai trovare un' attuazione, quando in sostanza Massa Lubrense parte da una solida base di partenza già avviata: una rete sentieristica approntata da gente seria e competente diversi anni addietro con l' aiuto di tecnici e appassionati locali (Giovanni Gargiulo)

* Proporsi e proporre va bene sempre, soprattutto per il territorio, ma ipotizzare un’idea sulla base del nulla e poi concludere con il “Ci riusciremo” è tutt’altro cosa. Spero anch’io che vi attiviate per risolvere quelli che sono i problemi del quotidiano sui sentieri. (Maria Buonocore a Michele Pollio)

* Premetto che è bello leggere commenti di persone ben più esperte di noi! Tuttavia volevo invitare a leggere il post di Azione in Comune con attenzione. Volutamente non avevamo indicato nessun itinerario, consapevoli che ogni proposta andasse preventivamente valutata con persone ben più esperte di noi. Pertanto penso che molti commenti non sono assolutamente giusti. (Michele Pollio)

* ... quello che dici è vero, ma devo mio malgrado sottolineare che il post inizia con "immaginate per un attimo" (non c'è nulla da immaginare i percorsi per unire le torri costiere già ci sono a meno che non si voglia fare un collegamento ex novo) e sono delineati alcuni dei punti collegabili come a confermare l'equivocità del post per poi culminare con "ci riusciremo".
… mi dispiace che le vostre buone intenzioni si rendessero vane per un progetto di impossibile attuazione come hanno fatto le precedenti amministrazioni con progetti faraonici, per poi non spendere poche migliaia di euro per tagliare qualche ramo sulla pineta a San Costanzo o rimuovere i pini caduti.
Forse sì, ho frainteso quale sia stato il progetto e te ne rendo conto, a tal proposito vi invito a proseguire per questa strada e dare il giusto rilievo alla cura del nostro territorio e ai suoi collegamenti. Vedendo questa realtà turistica tutti i giorni vi posso confermare che vi ripagherà. (Giovanni Gargiulo a Michele Pollio)

A breve pubblicherò altri post relativi a sentieristica ed escursionismo, con l'obiettivo di fornire idee ai candidati alle prossime elezioni comunali e con la speranza che qualcuno, di qualunque lista, prenda a cuore la situazione e si impegni con promesse (che poi ci si augura vorrà mantenere). 

domenica 26 gennaio 2020

"Sentiero delle Torri Saracene" - considerazioni personali

Poche ore fa mi è stato segnalato il post fissato sullo screenshot al lato. Al di là della sintassi dello stesso (potrebbe trattarsi di conseguenze di refusi), mi lascia molto perplesso l’idea in sé.
Mi piacerebbe interloquire con “le migliori guide” di Massa Lubrense che, suppongo, siano state precedentemente consultate. O si tratta di idea estemporanea di chi non conosce il territorio?
L'itinerario non mi è del tutto chiaro: "un percorso da Termini a Torca" che va "fino a Crapolla"?
Da quello che mi hanno poi spiegato (non evincendosi chiaramente dalle poche righe del post) il pezzo forte del progetto dovrebbe essere il tratto CampanellaJeranto, o meglio RezzaleSprito, già ipotizzato più volte in passato e, per fortuna, rimasto sempre lettera morta. Quel pendio non è tutto appartenente al Demanio Comunale, il declivio è instabile e perennemente in frana e il percorso includerebbe comunque molti saliscendi per passare fra le pareti a monte dell’alta falesia di Bennuolo. Il problema non è certo il passaggio del Rivo ‘a Falanga (spero non vi siate persi …).
Essendo un sentiero da sistemare ex-novo, qualche Ente dovrà certamente rilasciare autorizzazione e chi mai la firmerà se non si rispettano le “norme di sicurezza”? Un percorso storico esistente - e bene o male battuto - può essere più o meno pericoloso ma è sempre stato così; uno nuovo è tutt’altra cosa. Probabilmente sarebbe richiesta una larghezza minima, contenimento a valle e scalzatura a monte, forse anche un lungo passamano (di quelli tanto amati dalle Amministrazioni). Qualcuno immagina come apparirebbe il pendio fra Purrale e Chiano Piccio con una inevitabile lunghissima linea ondulata che lo taglia trasversalmente?

Esistendo già uno spettacolare percorso di crinale con panorama molto migliore e più ampio che abbraccia i due golfi (foto sopra), quale sarebbe il vantaggio di questa enorme spesa? Il risparmio di qualche centinaio di metri di dislivello e qualche chilometro di cammino? E la successiva indispensabile manutenzione? Oggettivamente, considerato che a malapena si trovano i fondi per mantenere una transitabilità appena decente, è concepibile avventurarsi in tale impresa?
Oltre Nerano il percorso ricalcherebbe il CAI 300, a meno che i progettisti non ipotizzino anche un RecommonePortiglioneCrapolla a quote molto più basse.

Passando ad altro, quando sono andato a guardare il post ho notato l’esistenza di ben 22 di commenti e mi ha fatto piacere pensare che in sole 7 ore già tanti escursionisti ed esperti del territorio si fossero preoccupati dell’assunto, salvo scoprire che non c’era un solo commento tecnico o pratico e la maggior parte riguardavano solo il nome dell’ipotetico sentiero. La diatriba non ha niente a che vedere con l'escursionismo o la sentieristica e, per mettere d'accordo i contendenti sulla definizione delle torri (comunemente ed erronaemante dette "saracene", tecnicamente "vicereali" anche se alcune di impianto di epoca precedente al viceregno) si potrebbe utilizzare l'orrendo termine "anti-saraceni" (o "antisaracene"), che pur viene proposto di tanto in tanto; almeno avrebbe un significato chiaro. Si potrebbe anche aggiungere "costiere" per distinguerle dalle altre non militari e private. I più pignoli potrebbero mettere altra carne a cuocere facendo riferimento alla Flotta Ottomana che, in effetti, spinse ad aggiungere nella seconda metà del '500 molte torri alle preesistenti.
Ma che importanza ha ai fini della realizzazione o meno del percorso?

Mi preoccupa la dichiarazione conclusiva “Ci proveremo e ci riusciremo”.

sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?