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sabato 18 gennaio 2020

Ultima novità per l’escursionismo: il COPYRIGHT sui percorsi!!! © ®

Fra pseudo giornalisti (vedi post del 13 gennaio), fuffoguide, associazioni fantasma, ciarlatani e cialtroni, 1 ne fanno e 100 ne pensano!
Pur essendo ben lontano dai sentieri nostrani, mi piace essere informato ed informare in merito a problemi di transitabilità, escursioni di amici ed altri gruppi e quindi vado a leggere avvisi e proposte varie. Stamane mi sono imbattuto su un avviso di una “misteriosa” escursione da Ravello. Non si sa chi sarà la guida, non c’è l’itinerario ma semplicemente punto di partenza e una meta intermedia, non c’è una faccia, né una sede, né un cognome … solo tale Antonio da contattare per la prenotazione (obbligatoria). Non è chiaro se Trekkingreen (si trova solo una pagina FB) sia un’associazione, bacheca per avvisi escursioni o altro. Ma ciò che mi ha colpito è stata la smisurata lunghezza del Regolamento che (dopo molti punti con tanti obblighi e qualche consiglio) si conclude così:



Ma dove vive questa gente? Associazioni e persone qualificate pubblicano da anni tracce e cartine disponibili per il download gratuito … per tutti
Quali percorsi misteriosi si percorreranno con Antonio (o altra guida) tanto segreti da non poter essere divulgati? 
Perfino il più smemorato e distratto degli escursionisti "seri" della Costiera (anche senza essere GUIDA) conosce a memoria tutti i sentieri e soprattutto le scale fra Ravello, Amalfi, Atrani e Minori
Sul sito www.caimontilattari.it si trovano informazioni e file scaricabili (*.gpx, *.kml e *.pdf) dei numerosi sentieri della zona; la cartina dettagliata dei sentieri fra Pontone e Torre dello Ziro (al lato) è sul mio sito dal 2003, vale a dire già da 17 anni! 
Pensano che il gravoso compito della guida sia solo quello di indicare un percorso che solo lui o loro conoscono e quindi vogliono proteggere i loro importantissimi “segreti professionali” con un © copyright?
Non pensano che invece una vera guida debba conoscere tradizioni, essenze locali e loro uso culinario e officinale, storia, fauna, geologia, ecc. e che i sentieri sono bene comune da condividere? 
O si tratta di GRANDI GUIDE dell'ultima ora che conoscono solo due o tre percorsi (Sentiero degli Dei, Valle delle Ferriere e Punta Campanella ... dove è pressoché impossibile perdersi) e ora pensano di essere al top per aver "scoperto" una scalinata poco transitata che vorrebbero mantenere sconosciuta ai più? 
Mi dovrò affrettare a procurami il copyright i percorsi che ho ideato in passato, dal quello di Athena a quello delle Sirenuse, dal Giro di Santa Croce (Vuallariello) al Circuito dell'Isca, le passeggiate come la Camminata dei 23 Casali, i trekking come Vagrant Trail e varie MaraTrail, anche se sono online da anni, con cartine dettagliate, a disposizione di TUTTI (e gratis).

Avrà forse avuto ragione Umberto Eco quando affermò:

E per “visitare alcuni monumenti di Ravello” non sarebbe meglio considerare anche l'intervento di una guida turistica autorizzata, ammesso che ci sia quella escursionistica?

mercoledì 1 gennaio 2020

Cattive notizie dai sentieri della Valle delle Ferriere

Cominciamo male il 2020 anche se, in effetti, tutti gli smottamenti sono relativi alle conseguenze dei diluvi delle settimane scorse.
Riporto alla lettera quanto comunicatomi dalla Guida Escursionistica Luigi Esposito (con il quale ho condotto gruppi per molti anni), professionista competente che molti di voi conoscono di fama o di fatto, ritenendolo assolutamente affidabile e preciso. 
Sue sono anche tutte le foto inviatemi a corredo.

Volevo segnalarti la presenza di numerose frane lungo i sentieri "amalfitani". Un importante smottamento, con notevole ristringimento del sentiero si trova sul sentiero alto Valle delle Ferriere poco prima del primo rivolo, partendo da Pogerola.

 

 

Alla Fic’ ‘a Noce pure c'è stata una frana molto grande che ha trascinato grossi alberi e terra mista a pomice, però si riesce a passare senza problemi.” (video e foto in basso)


 

La grossa frana che ha colpito Pontone impedisce il collegamento tra Punta d'Aglio e Pontone per cui per raggiungere la Ferriera è necessario deviare per il bosco di San Marciano

(Luigi si riferisce ad una frana che ha reso impraticabile il sentiero CAI 323 che dal centro di Pontone conduce al sentiero alto della Valle delle Ferriere CAI 357, intercettandolo nei pressi di Punta d'Aglio.
L'interruzione è proprio alle porte dell'abitato pertanto chi proviene per esempio da Fic' 'a Noce e voglia raggiungere Pontone percorrerà solo la prima parte del 323 per poi deviare attraverso il Bosco San Marciano - sentiero tratteggiato nero - portandosi sul 323a a quota 308m, il punto più alto del sentiero della Ferriera.)

Il ponte di legno fra la Ferriera e la centrale idroelettrica è crollato

 

Altra grossa frana nei pressi della seconda cartiera (scendendo)

 

 

Questo è quanto ... e mi sembra abbastanza. Chiaramente si presume che lungo le altre centinaia di chilometri si sentieri dei Lattari ci saranno altre emergenze.
Non potendo occuparmene personalmente, visto che sono a migliaia di km di distanza, sarò grato a chi vorrà segnalarmi interruzioni e/o situazioni di pericolo con precisione e con qualche foto in modo che almeno possa fungere da tramite con gli altri camminatori. Eventuali ulteriori notizie saranno pubblicate su questo blog e poi condivise su FB Camminate

Auguri a tutti i camminatori

domenica 1 settembre 2019

TREK 2020 - itinerario A da Agerola: valle delle Ferriere e torre dello Ziro

Come per il post scorso, inizio sottolineando che l’ordine di effettuazione delle 3 escursioni da Agerola sarà stabilito in base alle condizioni meteo e che gli effettivi percorsi potranno essere variati anche in corso d’opera, a seconda delle esigenze, fermo restando che ognuno sarà libero di fare le proprie scelte e andare dove vuole, quando vuole. 

Il TREK Amalfi - Sorrento 2020, come tutte le altre edizioni precedenti, è un’occasione di  incontro tra camminatori indipendenti ed autosufficienti ... NON si tratta di una serie di escursioni guidate.
Dando un’occhiata alla mappa, il percorso ipotizzato può sembrare molto contorto, un groviglio, eppure dovrebbe essere uno dei migliori modi di toccare tutti i punti di maggior interesse, tenendo conto del gran numero di scalini (ostici per molti), cercando di affrontare le poche salite al fresco e considerando il tempo per le “visite” quali area di torre dello ZiroRiserva Naturale e forse altro.
   
Inoltre, questo sarà probabilmente un giorno di quasi relax, dovendo percorrere poco meno di 20km, con più discesa che salita (circa 400m di differenza di quota fra partenza e arrivo) e al momento c’è l’ipotesi di cenare a Pogerola e poi tornare ad Agerola con un transfer privato, e in tal caso non ci sarà alcuna fretta.
Il percorso inizia in modo classico affrontando la salita di Radicosa (CAI 369), con una lunga scalinata, ma poi per molti km l’itinerario sarà in discesa o ondulato. Aggirata la cima di Monte Murillo (369a), ci si immette sul CAI 301 e si prosegue per questo percorso principale e quasi obbligato che conduce da Agerola alla valle delle Ferriere e la attraversa, passando per sella Molegnano, sorgente Acquolella, Paradiso, Fic’’a noce e Pellagra, dove lo si abbandona continuando senza grandi dislivelli lungo il CAI 357 fino a Campidoglio, restando sempre attorno a quota 500m. Pensiamo di raggiungere quindi Pontone percorrendo  un tratto di rotabile fino a Minuta (per risparmiare alle ginocchia centinaia di scalini) e poi le inevitabili scale ammirando (almeno dall’esterno) la chiesa dell’Annunziata, nella cui cripta si trovano affreschi medievali, e i ruderi della Basilica di S. Eustacchio (sotto a sx) ma, in caso si ritenesse opportuno, dal 357 si può andare direttamente a Pontone via CAI 323.
   
Da questa frazione di Scala (dove troveremo bar e fontana pubblica) è prevista una puntata a Torre dello Ziro (nella foto sopra a dx, l'ultimo bastione) che, essendo un’andata e ritorno, è quindi facoltativa.
Per la parte finale della camminata si rientra nella valle percorrendo il 323a, che corre parallelo al 301 ma a una quota di circa 200m inferiore. Dopo aver superato la Ferriera, si prosegue sul 325 fino alla Riserva Naturale Orientata, che dovremmo poter visitare. Tornati sui propri passi per poche centinaia di metri, si imbocca il 325a affrontando l’ultima salita che terminerà in località Paradiso, a pochi metri dal 301 percorso in mattinata. Di qui si percorre il 359 fino a Pogerola, passando per Tavernate e Santa Scolastica.
Come scritto in apertura, la prima scelta sarà quella di cenare presso la Trattoria Rispoli e poi ritornare ad Agerola con trasporto privato, ma chi vorrà potrà facilmente scendere ad Amalfi e/o salire ad Agerola con bus di linea SITA. In teoria, il lunedì dovrebbe essere il giorno più opportuno presupponendo un minor affollamento dei sentieri bassi della Valle delle Ferriere e per avere certezza di un posto a tavola ... dalle sorelle Rispoli. I sentieri che costituiscono le altre due escursioni della prima terna sono normalmente poco frequentati e si prevede colazione al sacco e cena ad Agerola, quindi dovrebbero essere due escursioni meno  problematiche, anche se intraprese nel weekend.
I sentieri di questo itinerario sono tutti normalmente ben battuti e facili, con la sola eccezione del 325a, che comprende un breve tratto un po' esposto (foto sotto) e spesso è ristretto da vegetazione invasiva e ostacolato da qualche albero caduto. 

Riassumendo, ecco i codici dei sentieri CAI che costituiscono questo itinerario:
369 da San Lazzaro a Monte Murillo
369a da Monte Murillo al 301
301 fino a Pellagra 
357 fino a Campidoglio da dove si prosegue su rotabile per Minuta
351 fino a Pontone 
351a Pontone - Torre dello Ziro a/r
323 fino alla Ferriera
325 fino alla Riserva Naturale 
325a fino a Paradiso
359 per Pogerola
  
Sul sito www.caimontilattari.it  potete trovare dati tecnici, classificazioni difficoltà, avvertenze e descrizioni sommarie di ciascun sentiero, e potrete anche scaricare i relativi file GPX, KML e PDF.
Alcune foto di questa pagina sono tratte da quelle che scattai nel corso dell'escursione abbastanza simile del TREK 2010, clicca qui per guardarle.

TREK 2010: itinerari, mappe, profili, distanze e tante foto

circuito C da Agerola (S. Angelo a Tre Pizzi) sarà online fra qualche giorno

domenica 31 maggio 2015

Acquabona è la Farmhouse di Escher

Finalmente ho avuto occasione di andarlo a verificare di persona e vari particolari fondamentali mi sono stati illustrati dai proprietari. Uno di loro commentò il mio post del 9 settembre 2014 precisando che
“Quella di Escher è una xilografia che quando è stata passata su tela è stata stampata al contrario. Il piano superiore (il terzo) è stato buttato giù negli anni ‘60 in seguito a ristrutturazione.”
A sinistra la xilografia acquerellata (rara), a destra la più comune incisione in nero stampata nel verso errato. Comparando le due immagini (ma si tratta di un'unica incisione del 1931 del maestro M. C. Escher) è chiaro che molte delle mie osservazioni erano completamente sbagliate essendo basate su questa seconda immagine.
   

Per esempio, facevo notare che a destra dell’edificio non c’erano quei muri, né traccia di quell’evidente arco. Invece esiste a sinistra nella realtà e la vasca di raccolta dell’acqua (‘a peschera) al suo interno è tuttora utilizzata. La stradina che collega San Lorenzo e Pontone passa poco più a monte. 
   

Infine, ho appreso che il nome Acquabona, attribuito a tutto il fondo agricolo e alla fontana tuttora esistente (foto in basso a destra), deriva dall’esistenza di un antico monastero risalente al VI secolo d.C. che a sua volta deriva dalla qualità delle acque della sorgente. 
S. Maria de Aquabona era il più antico monastero di suore benedettine, dei quattro esistenti nel comune di Scala”
   
Sono altresì tuttora riconoscibili le due aperture nel muro a valle dell’edificio e il terrazzamento più a destra, sullo stesso livello dell’ingresso dell’agriturismo.
   

venerdì 6 febbraio 2015

Valle delle Ferriere - avvisi e suggerimenti

Dopo le precisazioni relative al Sentiero degli Dei, tratto ora brevemente della cartina della Valle delle Ferriere a monte di Amalfi che, dal punto di vista escursionistico, è certamente più complessa e ricca di sentieri. Questa sua caratteristica permette l'organizzazione di innumerevoli itinerari, di difficoltà e impegno molto vari, ma conta anche tanti incroci non sempre chiari e bivi che "invitano" a seguire la traccia sbagliata. 
La mappa che ho compilato non comprende tutti i sentieri (impresa impossibile a questa scala), ma fornisce un'idea generale delle distanze, dislivelli (importanti), degli andamenti dei sentieri principali e degli incroci ai quali è necessario prestare attenzione.
I percorsi più frequentati sono quelli che ho sempre indicato come basso, fra Pontone e Amalfi (con deviazione fino alla Riserva), e alto fra Pogerola e Scala (Campidoglio, Minuta o Pontone) e quindi, in questa sede, mi limiterò a parlare di essi. Una analisi, per quanto essenziale, delle numerose varianti, scorciatoie, raccordi e sentieri principali segnati dal CAI che dalla valle conducono a San Lazzaro, Megano, S. Maria ai Monti, Mustaculo, ecc. richiede certamente più spazio e forse più di un post.

Avvisi e suggerimenti agli escursionisti
  • L'attraversamento del Canneto (il corso d'acqua che sfocia ad Amalfi) lungo il percorso alto, in località Fic' 'a noce, non è sempre semplice ed in caso di notevole portata d'acqua può risultare difficile non bagnarsi. Passare sulle pietre (spesso scivolose) a fior d'acqua sarà più semplice per chi usa i bastoncini, ma chi non vuole rischiare di camminare per il resto dell'escursione con le scarpe zuppe potrà affidarsi alla tecnica più sicura: levarsi le scarpe e guadare (la profondità è minima, ma a causa della corrente aspettatevi di bagnarvi fin oltre i malleoli).
  • Il bivio più ingannevole è quello che si presenta a chi vuole andare a Pogerola provenendo da Fic''a noce, a nord di Punta Cianfone (indicato dalla freccia rossa nello stralcio a destra). Prestare attenzione! Se si prosegue diritto lungo il sentiero (più largo e in piano, ma solo all'inizio) si finisce nella parte bassa della valle incrociando il percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e TavernatePer Pogerola si dovrà invece seguire il sentiero a destra che molti addirittura non notano. Eppure ci sono dei segnavia CAI bianco/rossi che indicano il breve e ripido percorso, stretto fra la vegetazione, che vi condurrà ad un punto panoramico (in carta corrisponde all'indicazione di quota 468).
  • La sezione del succitato percorso Giustino Fortunato fra la Riserva e Tavernate non è consigliata a chi soffre di vertigini e presenta un paio di passaggi che richiedono attenzione, in particolare quando la roccia è bagnata o semplicemente umida, ovviamente ancor di più se percorsi in discesa. Le vostre calzature, in particolare le suole, possono influire molto.
  • Un altro bivio "ingannevole", ma meno del precedente, si incontra andando da Pontone verso la Ferriera. Poco dopo aver terminato il tratto lastricato tralasciate un evidente sentiero che scende in direzione opposta verso la valle e salite invece per qualche decina di metri a destra della piccola costruzione dell'acquedotto. Subito dopo scendete a sinistra percorrendo un paio di tornantini e proseguite in piano attraversando il vecchio ponticello che avrete già notato. Un paio di centinaia di metri vi separano dalla Ferriera.
  • Ricordate che la Riserva è recintata e la visita regolamentata. Informatevi circa le modalità di accesso qualche giorno prima di andarci. Cambiano di anno in anno … non so niente per il 2015.

Per tutto il resto il buonsenso dovrebbe essere più che sufficiente per tenervi lontani dai problemi e non correre inutili rischi.

NB - Questo post, così come il precedente, è chiaramente rivolto a chi ha intenzione di andare in giro autonomamente o con amici, senza affidarsi ad una guida o aggregarsi ad altri e non certo agli esperti frequentatori abituali della Valle. Tuttavia questi ultimi, ove ne ravvisassero l'opportunità, potrebbero integrare i suesposti avvisi portando all'attenzione di tutti eventuali aggiornamenti significativi.

martedì 9 settembre 2014

ESCHER: identificate la chiesa di San Giovanni e (forse) la Farmhouse

A conclusione del post Caccia alla Farmhouse di Ravello (by Escher) scrivevo:
... l’ultima incisione mi lascia un po’ perplesso in quanto la didascalia indica un generico San Giovanni. Le architetture e l’ambiente sono certamente compatibili con Ravello, ma San Giovanni del Toro si trova più in alto ed è chiesa ben più grande e importante. 
Scorrendo a memoria le varie chiese di Ravello e dintorni mi sono ricordato della piccola chiesa ritratta qui sotto (foto di stamattina). Non ne conoscevo il nome, ma ho scoperto che si tratta di San Giovanni dell'Acqua, e si trova a Campidoglio una delle frazioni di Scala, di fronte a Ravello, dall'altro lato della valle del Dragone. Considerata la corrispondenza dei nomi, la vicinanza con Ravello e l'indiscutibile similarità del campanile, dell'ingresso, della scala esterna e degli spioventi del tetto (evidenziati in rosso), penso che si possa affermare che Escher abbia ritratto proprio questa chiesa. A chi obietta che in foto c'è una bifora e non una semplice apertura con arco a sesto acuto faccio presente che si tratta di una moderna ristrutturazione, il tufo è chiaramente di taglio recente e la colonna centrale è costituita da comuni mattoni rossi. 
 
Risolto questo dubbio mi restava da cercare la Farmhouse. Qualcuno aveva suggerito che si trattasse dell'edificio dell'attuale Agriturismo Acquabona, fra Ravello e Pontone (Scala), a valle della scalinata che da quest'ultimo borgo conduce a San Lorenzo (Scala). Già avevo chiarito che non ne ero assolutamente convinto in quanto mancano dei piani, le finestre hanno diversa disposizione e i due locali con volta a botte non sono presenti nel disegno di Escher. Anche le terrazze al lato non mi sembravano troppo simili. A sostegno delle mie perplessità vi propongo due viste dell'Agritursmo, da sud-est e da sud-ovest.
  
Mi ero fatto un'idea che la Farmhouse potesse essere nella valle a est di Ravello, quella che porta a Minori, poco più in basso di Lacco e a nord di Torello. Questo sia perché era espressamente menzionata Ravello (e Acquabona si trova nel territorio di Scala) sia per l'ambiente circostante, quasi completamente terrazzato e coltivato mentre alle spalle di Acquabona c'è una rupe. 
Dopo aver girovagato un po' nelle aree già individuate in carta mi sono convinto che l'edificio nelle foto che seguono potrebbe essere la Farmhouse
  
La parte ritratta da Escher sarebbe quella attualmente dipinta rosa e quella bianca a destra, un po' più bassa, nelle proporzioni giuste. La parte a sinistra dovrebbe essere la ricostruzione di quella che nell'incisione appare diruta. Nella foto a destra si intravede una parte rialzata che potrebbe corrisponderebbe al singolo vano all'ultimo piano. Il balcone centrale e la piccola finestra che lo sovrasta oserei dire che sono perfettamente rappresentati da Escher e se così fosse è evidente che in fase di ristrutturazione sono stati chiusi i vani degli archi replicando la disposizione di balcone e finestra a destra.
Chiaramente l'edificio dagli anni '30 ad oggi è stato abbastanza manomesso, ma i volumi, i livelli, varie aperture e i terrazzamenti circostanti sono talmente simili a quelli della Farmhouse di Escher da farmi pensare di aver risolto, dopo quello della chiesa di San Giovanni, anche quest'altro dubbio.
Idee diverse, contestazioni, foto di altri edifici candidati ad essere la Farmhouse sono più che benvenute.

giovedì 28 agosto 2014

Sentieri: com'erano e come sono - Valle dei Mulini di Amalfi

Continuando a confrontare sentieri e luoghi di vari anni fa e odierni, vi propongo un caso di intervento assolutamente necessario. 
Non parlo di oggi, ma mi riferisco ad alcuni avvenimenti di quasi 11 anni fa, parte dei quali quasi tutti ricordano. Gli escursionisti di vecchia data ricordano ancora meglio gli audaci passaggi su roccia (in particolare quando era bagnata e si procedeva verso Amalfi) ai quali erano quasi costretti se volevano percorrere il sentiero tradizionale.
Domenica 28 settembre 2003 alle 3.30 circa iniziò il lunghissimo blackout che interessò tutte le regioni italiane tranne la Sardegna. Un albero in Svizzera cadde su una linea elettrica principale e con un inesorabile effetto domino il blackout si propagò fino alle regioni più meridionali che rimasero senza energia fin quasi a mezzanotte. 
Le piogge furono abbondanti in tutta Italia, in Campania il Sarno tracimò e una frana interruppe la strada per Agerola. Fra i mille altri smottamenti minori che interessarono la Costiera voglio ricordare il crollo della scala (allora stretta e un po’ curva) al lato di questo salto d’acqua nella Valle dei Mulini di AmalfiIn questa foto (8 aprile 2005) si nota che la scala, allora da poco ricostruita ed allargata, ha ancora un passamano provvisorio. 
Vita vissuta … la domenica (giorno di arrivo del gruppo che avrei dovuto guidare durante quella settimana) fu chiaramente problematica per i trasporti e qualcuno non riuscì ad arrivare a Ravello. Durante la notte la pioggia, accompagnata da tanti rumorosissimi tuoni, fu abbondante e solo il lunedì mattina cominciò la “tregua”. Iniziammo passeggiando lungo i viali pressoché allagati di Villa Cimbrone e, dopo una piacevole puntata alla Torre dello Ziro ci fermammo per pranzo a Pontone. Aveva smesso di piovere anche se c’erano ancora tante nuvole minacciose e quindi guidai il gruppo tranquillamente verso Amalfi, via Ferriera.
Ma grande fu la mia sorpresa quando arrivato al lato della cascatella suddetta, mi trovai quasi di fronte al vuoto. Durante la notte la parte inferiore della scala era completamente scomparsa!  Questa era la situazione il 25 gennaio 2004
 
Chiaramente non mi avventurai in questa discesa con il mio gruppo, ma tornai al bivio dell’acquedotto e aggirai l’ostacolo. Fino alla fine della stagione turistico/escursionistica si andava fino alla Ferriera, si tornava al bivio dell’acquedotto per poi percorrere il sentierino lungo il quale corre la tubazione e bypassare così la scala mancante. Durante la primavera 2004 si ripristinò il passaggio al lato della cascata con questa scalinata (molto) di fortuna. 
 
Se qualcuno fosse in possesso di una foto della vecchia scala, prima del crollo,  gli sarei molto grato se me la mandasse (giovis@giovis.com) in modo da poterla pubblicare e condividere. Nel mio archivio ne ho trovate varie della cascata, ma purtroppo tutte con la scala fuori campo. Grazie.

lunedì 25 agosto 2014

Atrani del 1931 nelle opere di Escher

Dopo il post nel quali ho "presentato" Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico geniale e quello di ieri, Atrani compare nelle Metamorfosi, vi propongo oggi un paio di opere molto meno conosciute, ma altrettanto affascinanti e, a seguire, altre immagini di ottima qualità di lavori più noti. 
Dilapidated houses in Atrani (Case in rovina in Atrani, 1931)
Bellissimo e assolutamente insolito scorcio dell’abitato di Atrani, con un pezzetto dell’unica strada esistente che fu creata coprendo il letto del torrente Dragone. Sullo sfondo, in alto a destra, si intravedono chiesa e campanile della Maddalena.
La seconda è ancor più singolare in quanto rappresenta un pressoché anonimo incrocio di vicoli coperti, dei tanti che tuttora si possono percorrere ad Atrani salendo e scendendo infinite scalinate. Già nel 1968 qualcuno si prese la briga di andarlo ad individuare e qui in basso vedete la relativa foto pubblicata in rete.
 
Covered alley in Atrani (Vicolo coperto, 1931) * foto del 1968
Poi ho trovato quest'altra vista dall'alto di Atrani da un punto di osservazione simile a quello delle Metamorphosis II e III, vale a dire dal sentiero per Torre dello Ziro. Grazie alla buona qualità del file, si possono apprezzare numerosi dettagli di questa litografia del 1931. Oltre ai tanti particolari architettonici che rendono tuttora riconoscibilissimi molti edifici, ci sono anche tante persone che sostano davanti alla chiesa, che camminano lungo i vicoli e sulla strada dove Escher ha ritratto anche un calesse.
Da un punto di vista simile, ma più alto e più arretrato (direi la strada di Pontone, all'epoca una mulattiera) ce n'è ancora un altro. Il taglio è verticale e la visuale più ampia, tanto da includere il margine della falesia orientale del Monte Aureo. Purtroppo non ho trovato immagini di qualità migliore di questa:
Per concludere quest post vi (ri)propongo due immagini in alta definizione di Atrani così come appare nelle MetamorfosiLa prima (4134x990pixels) ritrae interamente la Metamorphosis I essendo  di dimensioni minori (circa 90cm). Si nota che non è colorata e che non appare il ponte, la torre e la scacchiera. La trasformazione è solo a monte di Atrani
Questo secondo dettaglio  (4724x1181pixels) è invece solo parte delle  Metamorphosis II III  ben più lunghe della prima in quanto quasi di 4 e 7 metri rispettivamente. Come vedete, Atrani si trova ora inserita nella lunga serie di trasformazioni e la visuale è opposta rispetto alla prima. Oltre ad aver inserito ponte, torre e scacchiera con numerosi pezzi, queste metamorfosi sono anche parzialmente colorate.
Nei prossimi giorni proporrò ulteriori opere di Escher, questa volta relative a Ravello e dintorni, paesaggi e dettagli.