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giovedì 9 giugno 2016

Idee per l'armadio di via Jeranto

Tornando brevemente all'armadio di via Jeranto e riprendendo il commento postato da Dario Russo nel quale proponeva di dipingerlo verde mimetico, vorrei fare alcune considerazioni e proporre altre soluzioni, già viste, che mi sono tornate in mente.
   
I colori mimetici suggeriti (verde e nero) andranno anche bene, ma solo se l'armadio sarà spostato a monte del sentiero. In caso contrario dovrebbe essere circondato da cespugli per "scomparire" veramente.
Restando le cose come stanno vedrei più qualche tonalità di azzurro che possa confondersi con il mare e/o il cielo alle spalle. Osando di più, e continuando a tener presente lo sfondo marino, perché non incaricare uno dei tanti giovani artisti per una decorazione più composita, artistica e casomai spiritosa?
Per chiarire quest'ultima idea, della quale non mi attribuisco certo la paternità, semplicemente l'ho vista messa in pratica in Nuova Zelanda, sono andato a recuperare varie foto scattate durante il mio soggiorno a Auckland, NZCi sono vari esempi di mimetismo urbano per cabine, armadi e quadri elettrici di varie forme e dimensioni, alcuni dei quali passano veramente quasi inosservati come quelli proposti in apertura del post. Non ne sono sicuro, ma per come sono realizzati, penso che sia un vero obbligo "mascherarli".


Agli antipodi rispetto al sensato suggerimento di Dario, c'e una recriminazione postata su FB di qualcuno che sostiene che sarebbe stato meglio lasciare in piedi il traliccio che così avrebbe coperto, almeno parzialmente, l'armadio. 
In parole povere si sostiene che sarebbe opportuno conservare brutture e rifiuti esistenti in modo che successivamente possano servire da schermo per nasconderne altri ... idea a dir poco geniale!
   

domenica 5 giugno 2016

Al peggio non c’è mai fine ... rimosso il traliccio, compare altro!

Lungo il sentiero per Jeranto, dove una volta c’era uno dei tralicci della vecchia linea elettrica dismessa negli anni ’50, finalmente rimossi appena pochi mesi fa, da pochi giorni è apparsa un’altra bruttura: un palo alto circa 5 metri in cima al quale sono state montate alcune apparecchiature di sorveglianza, un pannello solare e un “armadio/centralina” simile a quelli ENEL o di telefonia che si vedono lungo le strade.
   
Fin qui niente di eccessivamente strano visto che sappiamo come vanno queste cose, ma la cosa più incredibile è che il committente è nientemeno che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Fatta una breve ricerca in rete, ho visto che in tanti stanno evidenziando questo scempio e di conseguenza stanno protestando, con toni più o meno opportuni. Leggendo questa “determinazione conclusiva” (link fornito da Sergio Galano su FBprotocollata in data 12/11/2014 potrete saperne di più. 

Di queste centraline che dovevano essere sistemate in vari punti strategici della costa ne avevo avuto notizia un paio di settimane fa, ma non sapevo dove sarebbero state posizionate. Preso atto di questa idea a dir poco infelice, spero che per le altre siano scelti luoghi più adatti o, quanto meno, sia almeno mimetizzate per quanto possibile.
Da quanto si apprende dai documenti del Ministero, questo costoso progetto è finalizzato alla monitoraggio e quindi salvaguardia delle acque dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Ammesso e non concesso che sia un buon progetto, e anche volendo ipotizzarne  una reale efficacia con un giusto rapporto costi/benefici (chi controllerà i dati e chi intraprenderà affettive azioni conto i trasgressori?), sarebbe stato tanto difficile o dispendioso posizionare il tutto in altro luogo o almeno in modo diverso?
  • Perché a ridosso di un noto e frequentatissimo sentiero escursionistico?
  • Perché l’armadio è tutto fuori terra e a vista invece di essere addossato al pendio o mascherato da cespugli?
  • Perché ingombrare un luogo aperto ed estremamente panoramico con cavi e pannello solare (oltre all'armadio)?
   
E infine:
  • perché quei “galantuomini” della ditta installatrice (ricordate ... appaltata dal Ministero dell’Ambiente) hanno lasciato spezzoni di fili elettrici, fascette di plastica e nastro isolante in loco invece di portare il tutto a riciclo? Mi sono perso qualche circolare del Ministero dell’Ambiente che sancisce che la plastica è diventata biodegradabile e quindi può essere abbandonata nella natura? 
Spero che al più presto Comune, AMP e Sovrintendenza prendano almeno le distanze dal modo nel quale sono stati effettuati i lavori (nei quali avevano limitata voce in capitolo) e si adoperino per far spostare o almeno mascherare l’armadio.