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domenica 8 ottobre 2023

A piedi per i Monti Sireniani – circuito del 15 ottobre 2023

Sorrento – Sant’Agata – Guardia – Torca - Casarlano – Sorrento (18,5 km con 900m dislivello ca.)

  • 4,1 km Sorrento – Sant’Agata (4,1 km)
  • 5,5 km Sant’Agata – Guardia (9,6 km)
  • 6,6 km Guardia - Casarlano (16,2 km)
  • 2,3 km Casarlano - Sorrento (18,5 km)
  • + 2,8 km circuito 11 delle Mura (optional)

Attenzione! A causa della dubbia transitabilità del CAI 300 fra Torca e Colli di Fontanelle, nonché dell’incendio di fine settembre che ha bruciato tutta la vegetazione attorno al Pizzetiello, il percorso precedentemente annunciato è stato modificato. Da Torca si andrà a Casarlano via pineta delle Tore e Zatri e, per compensare i km persi, è stato allungato il collegamento fra Sant’Agata e via Pigna, passando per Canale, Calella e S. Maria della Neve.

Lo sviluppo del circuito è minore di quello del sabato (distanze aggiornate sopra), ma presenta maggior dislivello (900m ca.) ed è più movimentato dal punto di vista altimetrico. In considerazione dei numerosi tratti sterrati, talvolta impervi, assicuratevi di calzare scarpe con suole adatte.


Il raduno resta confermato in piazza Tasso (area pedonale, presso la statua del poeta) dalle 9.00, per avere il tempo di godersi un caffè ed eventualmente integrare le scorte alimentari che avrete portato da casa); partenza alle 9.30, puntuali come da tradizione delle escursioni di Camminate.

Si inizia con la prima parte dello storico percorso del Circumpiso per poi deviare, a circa metà di esso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani e quindi attraversare il Nastro Verde per immettersi sul piacevole tratto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella, tradizionale collegamento fra Priora e Sant’Agata fino a mezzo secolo fa.

Lambito il centro della frazione (394m slm), si devia per Canale (antichi lavatoi e sorgente) ma prima di raggiungere Pastena, si svolta verso Monticchio per la Calella (tratto sterrato con passaggio nell’alveo di un rivolo, solitamente asciutto) e, tornati su fondo duro, si inizia a salire verso Santa Maria della Neve (423m) per poi portarsi sul versante salernitano della penisola e a Pedara, tornando così sul percorso originale. Seguita via Pigna fino al termine, si torna su sterrato percorrendo il crinale del Cafariello con i suoi ampi panorami sul Golfo di Salerno e, ovviamente, Li Galli e l’isolotto Isca, portandosi sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) che si seguirà in direzione Campanella per poche centinaia di metri per raggiungere il punto panoramico di La Guardia (197m slm) per la sosta marenna


Dopo la pausa, si torna indietro e si segue l’Alta Via fino a Torca (tratto centrale sterrato e ripido) e quindi con un misto di stradine e sentieri si affronta l’ultimo dislivello (anche questo con tratto centrale ripido, ma asfaltato) per giungere al limite della pineta delle Tore (493m slm) e, superato il crinale, tornare sul versante napoletano.

Un passaggio attraverso un castagneto faciliterà il raggiungimento di via Zatri, collegamento storico fra la zona di Sant’Agata e le frazioni alte di Sorrento a est del vallone Casarufolo (dei mulini). Prima parte asfaltata in comoda discesa, seconda parte con fondo misto, a tratti ripida, al cui termine ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (itin. 22) per seguirlo fino a piazza Tasso passando per Baranica, Casarlano, via delle Sciuscelle e Lavaturo. 

Abbiate inoltre presente che, ritornati a piazza Tasso, i più volenterosi potranno aggiungere i 2,8km del circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11), facile, interessante, sempre su fondo duro e con minimo dislivello, interpretandolo come opportuno defaticamento.


clicca qui per scaricare la mappa pdf in HD

venerdì 6 ottobre 2023

A piedi per i Monti Sireniani – circuito del 14 ottobre 2023

Sorrento - Termini – giro di Santa Croce – Termini – Monticchio – Priora – Sorrento (21km con 700m dislivello ca.)

  • 7,9 Sorrento – Termini (7,9km)
  • 2,1 Termini – Vetavole (sosta picnic) (10,0km)
  • 2,7 Vetavole – Termini (12,7km)
  • 3,1 Termini – Monticchio (15,1km) 
  • 5,2 Monticchio - Sorrento (21,0km)

Raduno in piazza Veniero (nell’area pedonale di Sorrento, verso la fine di corso Italia, a pochi metri dall’ospedale, 51m slm) dalle 9.30, per avere il tempo di godersi un caffè ed eventualmente integrare la scorta di cibo e bevande che avrete portato da casa, sufficienti almeno fino alla pausa marenna); partenza alle  10.00 , puntuali come da tradizione delle escursioni di Camminate.


Un lungo tratto di circa 6km, per lo più in falsopiano con solo brevi salite, giungerete a Santa Maria (200m slm), quindi la salita per Termini (320m slm) sarà affrontata dopo un buon riscaldamento. Dalla piazza della frazione inizia il Giro di Santa Croce (poco meno di 5km); dopo qualche altro centinaio di metri su strada carrabile, sarete su un lungo tratto sterrato, per il quale sono necessarie calzature appropriate. Dopo poco meno di 3km (10 da Sorrento) è prevista la sosta per consumare il vostro spuntino (non ve lo dimenticate). Nella relativamente ampia piana di Vetavole (392m), potrete scegliere il posto che più aggradiate, con vista su uno dei due Golfi, sulla baia di Jeranto ai vostri piedi o su Capri che vi sembrerà di poter toccare con mano.

 

Dopo questa pausa si riparte lungo l'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) che comprende un tratto relativamente esposto, fra il crinale e la pineta. Per quelli che soffrono di acrofobia-vertigini questo è comunque facilmente evitabile aggirando la vetta del Monte Santa Croce lungo il pendio nord-occidentale e ricongiungersi al gruppo alla sella di San Costanzo e salire fino alla cappella in vetta (485 m). Ritornati a Termini potrete prendere un caffè e riempire le vostre borracce. Un altro tratto panoramico lungo il crinale, con viste sui due golfi, vi porterà al centro di Monticchio (ultima possibilità per un caffè e per rifornirsi di bevande) da dove si prosegue per Acquara e poi, attraverso la semisconosciuta e quindi poco frequentata selva di Lamia, per Priora e S. Maria del Toro dove inizia la discesa finale per Sorrento, percorrendo le spettacolari tese di Monte Sant’Antonio.


lunedì 4 settembre 2023

Sentiero Sirenuse - “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”

In attesa che al comune di Sorrento qualcuno si renda conto dell'insensatezza dell’ordinanza n. 276, torno sull'argomento riassumendo alcune incongruenze e riportando una “malignità” che sta circolando e prendendo piede, tenendo conto di quanto soleva ripetere Andreotti. La possibile “malignità” consiste nel pensare che la chiusura imposta tramite ordinanza ai proprietari dei fondi lungo tutto il tratto non comunale e non solo in pochi metri effettivamente più accidentati (certamente non più pericolosi della maggior parte dei sentieri dei Monti Lattari) serva solo per giustificare una futura chiusura da parte di qualche proprietario, in modo da facilitare possibili abusi correndo meno rischi di essere visto e denunciato.


Nella mappa qui in alto è evidenziata la divisione del sentiero così come è indicato nella relazione. Dopo l’inizio in territorio santanellese, si passa a quello sorrentino con il primo tratto (“tra prati, boschi e scarpate naturali”) fino al Pizzettiello; il secondo tratto è definito di “natura più ripida ed accidentata, ...” ma certamente non è mai (e quindi non) a rischio di caduta dalla falesia (a meno che non lo si abbandoni!). Il terzo tratto definito “pericoloso” come il secondo, pur essendo in piano e ben tracciato, abbastanza largo e solido da essere normalmente percorso da quad. Una vera e propria falsità, evidente anche dalle seguenti 3 immagini ricavate da GoogleEarth; chiunque può rendersi conto con assoluta certezza della non pericolosità di quest’ultima sezione, che non è stata “oggetto di ispezione", e non "supporre con ragionevole certezza che sia in cattivo stato manutentivo". Chi deve stendere una relazione va a verificare lo stato dei luoghi, non può supporre!




Fra i tanti commenti ricevuti (in vario modo), quelli più frequenti sono:

  • se si chiude il sentiero per un evento verificatosi al di fuori di esso, si dovrebbero chiudere la ss 145 Sorrentina ogni volta che qualcuno si lancia dal ponte di Seiano, via Caselle per i suicidi dal ponte dell’Annunziata e si potrebbe continuare all’infinito. Quasi ogni giorno si legge di incidenti mortali in montagna in ogni parte d'Italia, ma nessun sentiero viene chiuso. Cosa ha di speciale il tratto dell’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) in questione???;
  • certamente gli interventi del CNSAS sono stati molto più numerosi su altri sentieri dei Lattari, come Ferriere, Monte di Monticchio e area San Costanzo, per non parlare del Sentiero degli Dei, anche se ciò deriva ovviamente da una frequentazione molto maggiore;
  • è stato richiamato l’art. 677 c.p. che però è relativo alla sola “omissione di lavori in edifici o altre costruzioni che minacciano rovina” mentre nell’ordinanza si citano solo particelle del catasto terreni e del sentiero non accatastato. Quale sarebbe il nesso?
  • sono stati sollevati dubbi in merito alla validità della comunicazione tramite la sola pubblicazione all’Albo Pretorio, nei casi in cui residenza, dimora e domicilio del destinatario non siano esattamente individuati;
  • tanti sono tornati sul tema della pericolosità delle staccionate prive di regolare e seria manutenzione e molti di loro sostengono che non dovrebbero essere previste se non in casi molto particolari e quelle esistenti che non possono essere manutenute dovrebbero essere rimosse al più presto.

Non sarebbe forse il caso di riconsiderare l'ordinanza e variarla se non addirittura annullarla per le tante illogicità e imprecisioni?

Inoltre, per tutti, sarebbe opportuno approfondire argomenti quali percezione del rischio e autoresponsabilità in montagna, concetto strettamente correlato alla libera autodeterminazione dell’individuo, tenendo comunque presente che:

  • la montagna è di tutti e ciascuno è libero di affrontarla come crede;
  • l’escursionismo è attività potenzialmente pericolosa nella quale un certo margine di rischio è inevitabile ed ineliminabile;
  • l'ambiente naturale può essere pericoloso, perfino mortale, se affrontato con superficialità e senza un'adeguata preparazione.

lunedì 28 agosto 2023

Chiusura del Sentiero delle Sirenuse, parte dell'Alta Via CAI 300?

Delle tante antipatiche chiusure di sentieri quest'ultima (ordinanza n. 276 Comune di Sorrento, del 23/8/2023), ufficialmente relativa al Sentiero delle Sirene (in effetti Sirenuse) anche se più propriamente ci si riferisce solo ad un tratto della ben più importante Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300), inserita nel grande progetto del Sentiero Italia (SI), mi sembra essere una delle più insulse. Viene giustificata dal drammatico evento di ottobre scorso dell’escursionista che, pur facendo parte di un gruppo guidato, inopinatamente si allontanò dallo stesso e abbandonò il sentiero (cosa che, se non proprio vietata, è sconsigliata in qualunque parte del mondo) e malauguratamente precipitò dalla falesia con conseguenze fatali.

Il tratto dell'incidente 10 anni fa (MaraTrail di Termini), staccionata già instabile
Dopo ben 10 mesi si decide che il sentiero è pericoloso e per l’intero tratto non accatastato (1,5km ca.) si ordina ai proprietari dei terreni limitrofi o attraversati di recintare le loro proprietà, impedire il passaggio e apporre cartelli di divieto e pericolo. Nella relazione istruttoria dell'ordinanza si menziona sì un pericolo, ma non si specifica di quale genere (caduta massi, smottamenti, presenza di lupi e orsi (?), o ...); quale cartello di divieto dovrebbero quindi apporre i proprietari dei terreni?

Inoltre, se il tratto oggettivamente più accidentato (vedi foto sopra), ma non per questo esposto o più pericoloso di tanti altri sentieri della rete escursionistica del CAI in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, è lungo solo un paio di centinaia di metri, perché interessare l'intero tratto non comunale?

Oltretutto, dalla relazione si evince che il sopralluogo della parte bassa - quella più o meno in quota, attorno ai 350 metri di altitudine - non è stato neanche effettuato tant'è che descrivono i primi 2 tratti e poi aggiungono che "è possibile supporre con ragionevole certezza" (?) che il tratto rimanente "sia anch'esso in cattivo stato manutentivo”. L'asserzione è assolutamente infondata in quanto il tracciato fra la cosiddetta Casa Rosa e le prime case di Monticello è largo mediamente 1,5m ed è ben livellato, tant'è che è facilmente percorso dai quad dei proprietari degli appezzamenti per le proprie necessità. 

Si ordina di mettere in sicurezza il sentiero anche se l’escursionista è precipitato da un piccolo belvedere naturale al di fuori di esso ... ma che significa “mettere in sicurezza” un sentiero con le sue staccionate? Quale legge o regolamento stabilisce i parametri? E quindi, cosa si dovrebbe effettivamente fare? E poi, quali "tecnici abilitati" avrebbero titolo per rilasciare la richiesta certificazione dell’avvenuta “messa in sicurezza”? Se semplicemente si eliminassero visto che da anni non solo sono oggettivamente inservibili, ma dannose in quanto forniscono una falsa sicurezza? La responsabilità non sarebbe di chi le ha installate senza preoccuparsi della successiva manutenzione?  

Al punto 3) delle conclusioni si ribadisce la necessità di provvedere “all’esecuzione di inter(v)enti di messa in sicurezza delle staccionate presenti”, dimenticando che le suddette furono montate dalla Comunità Montana Penisola Sorrentina (soppressa nel 2008) che comprendeva 10 Comuni, fra i quali anche Sorrento e Sant’Agnello e che gli stessi avrebbero dovuto provvedere alla manutenzione.

L’installazione di recinzioni che impediscano l’accesso alle aree in esame, significherebbe recintare ognuna delle 23 particelle? Nella zona speciale di conservazione (ZSC) IT8030006 - Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano? Vi sembra una idea opportuna?

Volendo interdire il passaggio su quel sentiero, non sarebbe stato molto più semplice e “onesto” (senza coinvolgere i privati) emanare una semplice ordinanza di chiusura, con segnaletica apposta dal Comune di Sorrento alla fine del tratto coincidente con la comunale Calcara di Torca, unico accesso occidentale, e chiedere al Comune di Sant’Agnello di procedere similmente dal lato opposto?

Ci sarebbe altro da evidenziare, specialmente in merito a leggi secondo me richiamate a sproposito e a leggi pertinenti ma non prese in considerazione, a cominciare dalla Legge 26 gennaio 1963, n. 91Riordinamento del Club Alpino Italiano”  che attribuisce al CAI la competenza della piccola manutenzione dei sentieri, che comprende la segnaletica

e la Legge Reg. 14 del 24 giugno 2020Norme per la valorizzazione della sentieristica e della viabilità minore”, della quale qui di seguito riporto alcuni stralci. 
Prendete queste considerazioni per quello che valgono, visto che non sono valutazioni di un "tecnico abilitato" iscritto ad un albo professionale, ma per lo più semplicemente frutto di oltre 40 anni di esperienza di escursionista, guida ambientale e cartografo, in Italia e all'estero, e di una buona dose di buonsenso. 
Penso di aver reso l’idea della mia contrarietà al contenuto dell’Ordinanza, sia per la sostanza che per i modi, e quindi di aver risposto ai tanti che nei giorni scorsi mi hanno interrogato in merito.

giovedì 29 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani - circuito B, domenica 15 ottobre

Sorrento – S. Agata - Torca – Colli di Fontanelle – Casarlano - Sorrento 

Itinerari Tolomeo nn. 25 – 16 – 15 - 300 – 29 – 22 – 11


Dalla centralissima piazza Tasso di Sorrento si segue la prima parte dello storico percorso del Circumpiso (itin. 25) per poi deviare, a circa metà percorso, su una misconosciuta traversa di collegamento con Li Schisani (16), percorso classico fra Sant’Agata e S. Maria del Toro, attualmente interrotto. Quindi lo si segue fin dove possibile e si sale sul Nastro Verde per attraversarlo e immettersi sul 15 che si segue fino a Sant’Agata con tanto sterrato al limite dei boschi misti di Acquacarbone e Olivella. Si supera il centro collinare e si inizia a scendere sul versante salernitano percorrendo la prima parte del Giro dell’Isca (Cafariello, foto in alto ) fino a La Guardia sull’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300). 


Dal punto panoramico di La Guardia (foto sopra) si torna indietro e si segue la suddetta Alta Via fino a Colli di Fontanelle, passando per Torca, Monticello, Marecoccola e Pizzetiello. 
Si prosegue quindi lungo l’itinerario 29 per Sant’Angelo e Gradoni fino a Casarlano, dove ci si immette sul circuito dei Borghi della Valle di Sorrento (22) per seguirlo fino a Piazza Tasso passando per la via delle sciuscelle e Lavaturo. Lo sviluppo dell'anello principale è di circa 17km, ma con maggior dislivello (900m ca.) rispetto all’escursione A del sabato e con gran parte dell’itinerario lungo i pendii su sentieri sterrati fra tanta gariga e macchia mediterranea. Dalla stessa piazza Tasso, ai più volenterosi verrà offerta la possibilità di aggiungere il circuito delle Mura e Porte di Sorrento (itin. 11) per arrivare ad una ventina di chilometri complessivi.

Probabile pausa marenna (picnic) sul Pizzetiello (foto sopra)

Anche in questo secondo giorno si propongono quindi una gran varietà di ambienti, rurali, storici, urbani e naturalistici, lungo vari sentieri panoramici che portano a punti dai quali la vista può spaziare sui 2 Golfi e le loro isole.


Sviluppo circuito B: 17km (+2,8 opzionali) (con dislivello di ca. 900m) 

  • 4,7 km Sorrento – Sant’Agata (4,7 km)
  • 2,6 km Sant’Agata – Guardia (7,3 km)
  • 5,1 km Guardia – Colli di Fontanelle (12,4 km)
  • 4,6 km Colli di Fontanelle - Sorrento (17,0 km)
  • 2,8 km circuito 11 (facoltativo) (19,8 km)

martedì 27 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani - Circuito A, 14 ottobre 2023

Sorrento – Massa - Termini – giro di Santa Croce – Termini – Monticchio – Priora – Sorrento

Itinerari Tolomeo nn. 13 – 37 – 77 – 47/57 – 14 – 16

Questo primo circuito per i Monti Sireniani si estende da Sorrento verso sud-ovest nel territorio lubrense fino a circumnavigare l’ultima altura della Penisola (Monte Santa CroceSan Costanzo), praticamente circondata dalle acque dei golfi di Napoli e di Salerno, a pochi chilometri dall’isola di Capri. Il percorso avrà uno sviluppo complessivo di circa 20km, non ancora valutato con precisione in quanto fra le Tore di Casa e Monticchio ci sono varie possibili soluzioni che saranno valutate in autunno, in base alle condizioni dei sentieri.

La passeggiata inizia a Sorrento da piazza Veniero (area pedonale, a pochi metri dall’ospedale) con l’itinerario 13 che si seguirà fino ai Molini; tramite una breve poco frequentata derivazione si raggiunge il casale di Mortora dove ci si immette sull’itinerario 37 e lo si segue fino a Termini (8 km ca.). Prima di intraprendere il Giro di Santa Croce (circuito 77, che sarà percorso per intero, con oltre 4km di sentieri sterrati naturali), breve pausa per una sosta al bar e/o per rifornirsi di cibo e bevande per lo spuntino sul “Monte”, probabilmente a Vetavole (foto) di lì a un’ora circa.


Tornati a Termini, il percorso del ritorno a Sorrento sarà ben distinto da quello dell’andata sviluppandosi quasi parallelamente a esso a quote maggiori, attraversando i borghi di Monticchio, Acquara e Priora. Come già evidenziato, dalle Tore di Casa (itinerari 47/ 57, coincidenti dalla prima parte) si può raggiungere la Saponera (Monticchio) via Arenaccia e Pontescuro, via Metrano o via Tuoro e Caprile per portarsi poi a Priora/Crocevia seguendo l’itinerario 14 fin poco dopo la selva di Lamia. Ci si collega quindi con il 16 in prossimità di S. Maria del Toro e seguirlo fino alla fine percorrendo le innumerevoli rampe dell’antica mulattiera di Monte S. Antonio, godendo continuamente della vista dall’alto del centro storico di Sorrento, nonché degli altri centri della piana di Sorrento e delle alture alle loro spalle.


Sviluppo circuito A: 21km +o- 300m (700m dislivello ca.)

  • 7,9 km Sorrento – Termini (7,9km)
  • 2,1 Termini – Vetavole (10,0km)
  • 2,7 Vetavole – Termini (12,7km)
  • 3,1 Termini – Saponera (15,1km +o- 300m)  
  • 5,2 Saponera - Sorrento (21,0km)

sabato 24 giugno 2023

A piedi per i Monti Sireniani

 2 circuiti da Sorrento lungo gli itinerari del Tolomeo

In concomitanza con la Giornata Nazionale del Camminare 2023 del 14 e 15 ottobre, Camminate e SorrentoWalks propongono una 2 giorni a piedi sui Monti Sireniani, lungo sezioni di una dozzina di diversi itinerari della più recente versione del Progetto Tolomeo di Giovanni Visetti, opportunamente uniti da collegamenti di simile qualità. 


Si tratta di due circuiti di una ventina di km ciascuno, entrambi con inizio da Sorrento, tuttavia ben distinti avendo un unico minimo punto di contatto nella parte urbana. Quello di sabato sl sviluppa verso sud-ovest nel territorio lubrense fino a circumnavigare l’ultima altura della Penisola (Monte Santa Croce – San Costanzo). 
Domenica si andrà invece a sud-est, portandosi sul versante salernitano, percorrere 5 km dell’Alta Via dei Monti Lattari Sentiero Italia e tornare a Sorrento dopo aver toccato le alture santenellesi. Circa 50% degli itinerari si sviluppano su selciati tradizionali e carrabili secondarie fra uliveti, limoneti e giardini, quasi 30% di sentieri sterrati fra boschi misti e macchia mediterranea ed il resto su rotabili e area urbana.

   

Oltre ai complessivi 6,5 km dell’Alta Via dei Monti Lattari, i circuiti comprendono l'intero Giro di Santa Croce con Monte San Costanzo e la parte più panoramica del Sentiero delle Sirenuse. Anche dalle sezioni rurali si potrà godere di ulteriori viste su Capri, Ischia e Procida, la costa napoletana e il Vesuvio; dal versante meridionale, oltre a Li Galli e la Costiera Amalfitana, in caso di buona visibilità lo sguardo potrà spaziare fino al Cilento e Punta Licosa (estremità del Golfo di Salerno, a 60 km).


A breve saranno rese note le descrizioni degli itinerari che, per ora, includono ancora varie opzioni da decidere più in là.

domenica 23 ottobre 2022

Per non voler CAMMINARE, fu turlupinato da Sardella

Aneddoto o leggenda metropolitana (marinara), pura fantasia o storia vera che sia, ecco il breve resoconto di un (mezzo) viaggio via mare fra Sorrento e Massa.


La spiaggia di Puolo (Massa Lubrense, ma all’estremità orientale pertinenza di Sorrento), come evidenziato si trova circa a metà strada fra la Marina Grande di Sorrento e la Marina della Lobra (Massa L.) e a tale proposito si narra(va) l'aneddoto di Sardella, che qui vorrei rinverdire. Questi era un pescatore sorrentino che, per arrotondare le sue misere entrate, non disdegnava di fungere da Caronte per i viaggiatori che, una volta giunti a Sorrento (un tempo vi si arrivava quasi esclusivamente via mare) avessero voluto proseguire per Massa in barca, senza dover affrontare a piedi la sconnessa mulattiera o essere trasportati a dorso d’asino o di mulo o su in carrozza, mezzo di trasporto più caro. 


Un giorno della seconda metà dell’800 sbarcò a Marina Grande un viaggiatore che, pur volendo evitare il percorso terrestre, non era assolutamente disposto ad accettare di pagare una lira, somma considerata esosa, richiestagli per il pas­saggio, ma pretendeva di pagarne solo la metà. 



Dopo una lunga ed estenuante trattativa, Sardella "cedette" alle insistenze del viaggiatore, lo fece salire in barca, intascò i soldi, e incomin­ciò a remare alla volta di Massa. Appena doppiato il Capo di Sorrento, però, si diresse verso la spiaggia di Puolo, dove accostò proferendo la famosa frase “Chesta è Massa ... (Questa e Massa ...) facendogli credere che si trattasse della Marina della Lobra (approdo di Massa). Aiutò quindi il passeggero a sbarcare e se ne tornò tranquillamente alla Marina Grande. Metà tariffa, metà viaggio!

Di qui nasce la tradizione, che ormai solo pochi mantengono viva ma spero che si riprenda, di ripetere ad ogni passaggio davanti alla Marina di Puolo:

"Chesta è Massa", dicette Sardella

 

Come mia abitudine, quando se ne presenta l'occasione, mi piace aggiungere curiosità etimologiche, questa è relativa al verbo utilizzato net titolo del post.

  • Turlupinare * v. tr. (dal fr. turlupiner) prob. connesso con il nome della setta dei turlupins che passò a indicare «chi scherza sulle cose di religione, o che ama fare beffe di cattivo gusto» – Raggirare, ingannare beffando la buona fede o l’ingenuità altrui
  • Turlupini * s. m. pl. (dal fr. turlupins) – nome degli appartenenti a una setta ereticale medievale che nella seconda metà del 14° secolo si diffuse spec. nella Savoia, nel Delfinato e nei dintorni di Parigi; furono condannati nel 1372.

(estratti da treccani.it)

mercoledì 19 ottobre 2022

Capo di Mondo, altro pasticcio toponomastico

Questo toponimo, già presente su mappe di un secolo fa ma non effettivamente utilizzato in Penisola, è venuto alla ribalta con la pubblicazione del percorso della sesta tappa del Giro d’Italia 2023, circuito con partenza e arrivo a Napoli in programma giovedì 11 maggio. In meno di 24h, una mezza dozzina di amici mi hanno interrogato in merito all'effettiva esistenza dello stesso e li ho rimandati al post precedente a questo, visto che, per pura casualità, il toponimo appare nelle varie mappe lì pubblicate. Chiaramente è stato utilizzato da persone non locali, visto che in zona è sempre stata conosciuta come la salita di Picco(lo) Sant'Angelo. Tuttavia, colgo l’occasione per fare un discorso più ampio, che comprende vari punti.


Quasi certamente il toponimo è corruzione di uno dei tanti Capodimonte, come il Capodarco, fra Termini e Casa (Massa Lubrense), lo dovrebbe essere di Capodacqua (come l’area a monte di Positano) e vari altri. Volendolo interpretare in tal senso, è logico che sia relativo al punto più alto di quella zona, vale a dire la piccola altura (localmente detta Isola, 526m) a est della Pineta delle Tore; posizionato con precisione sulla CTR al 10.000 e abbastanza correttamente sulla precedente tavoletta IGM degli anni ’50 e la successiva carta regionale al 25.000, mentre viene spostato ancora più a ovest sulla mappa CAI, finendo nella Pineta, oltretutto modificato in Capo del Mondo. Ecco gli stralci delle mappe nello stesso ordine in cui sono state elencate.





La deriva dei toponimi sulle mappe è un annoso problema causato dal fatto di non seguire (per necessità o per scelta deliberata) le stesse norme, che non sono obbligatorie ma seguono delle convenzioni internazionali accettate dalla maggior parte dei cartografi. Riprendendo toponimi da mappe precedenti e inserendoli a proprio piacimento si corre il rischio (dopo ripetuti passaggi) di trovarli da tutt’altra parte. 
Un caso emblematico di traslazione di toponimi lo trovai (o almeno così penso) nel corso delle indagini per la stesura del mio saggio Le coste di Sorrento e di Amalfi.

Nella carta borbonica del 1819 (vedi sotto) viene invece evidenziato come su tale altura (Capo di Mondo o Isola che dir si voglia) fosse posizionato un telegrafo ottico Depillon e lo stesso, per viciniorità, denominato della Marecoccola,  anche se nell'elenco ufficiale delle postazioni appare come Maracoccola sopra Sorrento (vedi le due immagini al fondo).


 

martedì 18 ottobre 2022

Borra, Malacoccola o Pizzetiello?

Prendendo spunto dai vari titoli palesemente fuorvianti relativi al fatale incidente di ieri (iniziato in territorio sorrentino e terminato - forse - in territorio santanellese; certamente non massese) e toponimi usati a sproposito, cercherò di chiarire alcuni punti.

Premesso che le varie località hanno perlopiù confini vaghi, quelle attraversate dal CAI 300 (alias Alta via dei Monti Lattari) fra Torca (Massa Lubrense) e Colli di Fontanelle (Sant’Agnello) e, fino alla ss 145, anche dal Circuito delle Sirenuse, sono in sequenza:

  • Monticello – popoloso agglomerato di case, che in un prossimo futuro potrebbe diventare frazione a sé stante;
  • Chiavazzano - area condivisa da Massa Lubrense e Sorrento; il confine si attraversa alla fine del primo tratto sterrato, quello in piano, spesso fangoso, con boschetto a valle. La breve successiva salita con fondo in cemento e i caratteristici grossi fichi d'india a destra è già territorio sorrentino;
  • Borra - toponimo tradizionale, ma solo recentemente assurto a uso comune, specialmente dopo che la località è diventata per mesi meta preferita di tanti evasi dal lockdown. Ricade interamente in territorio sorrentino e giunge, più o meno, fino alla casa rosa (quella del Professore), estendendosi perlopiù a valle del sentiero;
  • Malacoccola - toponimo classico che si ritrova anche su mappe, atti notarili e documenti d'epoca in forme leggermente diverse come Marecoccola (cfr. carta borbonica 1819), Maracoccola e Malecoccola. Come si vede dagli stralci in basso (nell’ordine: carta borbonica, IGM di metà secolo scorso, regionale di un paio di decenni fa, Tolomeo, CAI) si riferisce ai declivi a monte del sentiero, fino a crinale e al piccolo promontorio prominente a quota 489 m, detto …
  • Pizzetiello - come dovrebbe essere evidente, è quindi la sporgenza di forma rotondeggiante dalla quale si gode del più ampio panorama. Lungo il sentiero, il confine con Sant’Agnello si attraversa circa 500 m più in là, in corrispondenza dell’ampia curva che volge a NW.

Stiffa e Colli di Stiffa vengono utilizzati molto, molto raramente.





Nella seguente immagine estratta da GoogleEarth si nota bene l’ultimo tratto descritto (Sorrento) ma c’è da considerare le falesie fungono da confine con Sant’Agnello. Per quanto di mia conoscenza (da fonti ufficiali) il malcapitato escursionista potrebbe essere volato da Sorrento (nei pressi del Pizzetiello) e atterrato a Sant’Agnello. (*** aggiornamento: da testimoni oculari ho appreso che è caduto solo per una decina di metri, quindi è rimasto in territorio sorrentino). Lungi da me il voler ironizzare, ma giuridicamente quale dovrebbe essere indicato come luogo della morte?


Concludendo in modo più leggero, consiglierei di:

  • tornare ad indicare la passeggiata come quella della Malacoccola, come gli escursionisti hanno sempre fatto, e non di Borra;
  • non confondere Borra con il Pizzetiello (in caso di emergenza vi cercherebbero nel posto sbagliato);
  • non abbandonare i sentieri battuti e (relativamente) sicuri per raggiungere posti esposti;
  • non allontanarvi dalla guida o dai compagni di escursione senza prima avvertirli;
  • cercare di sapere sempre i nomi delle località in cui vi trovate e verso le quali vi state dirigendo, in modo da poter comunicare in modo quanto più preciso possibile la vostra posizione in caso di bisogno, anche senza GPS.

lunedì 3 ottobre 2022

Mappe aggiornate del Progetto TOLOMEO 2021

Un aggiornamento si è reso necessario a seguito dell’interruzione di via Li Schisani (itin. 16) a causa di uno smottamento e un altro è stato giudicato opportuno visto che il Comune di Massa non ha ancora messo mano alla segnatura degli itinerari di sua competenza, nonostante l’approvazione del progetto (31 marzo 2022). E non si hanno neanche notizie della “nuova cartina dei sentieri e dei percorsi massesi”, lavoro affidato il 18 maggio scorso (Det. 772) per sapere se tali percorsi saranno gli stessi del TOLOMEO o diversi.

Per il primo caso, i tecnici del comune di Sorrento hanno fatto interdire il transito lungo via Li Schisani e PenisolaVerde (responsabile del Progetto) ha prontamente provveduto a segnalare la chiusura sul sito www.sorrentowalks.com, con foto, e ad aggiornare sia la mappa generale che le mappe degli itinerari vicini che comprendono la zona dello smottamento. Fin quando non sarà riaperta la strada, si potrà aggirare l'interruzione utilizzando la ripida via Santa Maria del Toro fra via Crocevia e Nastro Verde, come rappresentato nello stralcio che segue.


Come detto, e come risaputo, dalla fine del 2021 sono in distribuzione 2 mappe ben diverse relative al Progetto TOLOMEO. Una nuova prodotta da Sorrento comprendente i 12 itinerari già segnati con nuova numerazione (dal centro verso sud per Massa, Monticchio e Sant’Agata e anche quelli per Sant’Agnello e Colli di Fontanelle) mentre l’altra comprende la suddetta area e si estende fino a Punta Campanella, includendo quindi Jeranto e Monte San Costanzo. Tuttavia, è necessario segnalare che non si tratta di mappa aggiornata, bensì della mera ristampa dell’edizione del 2018, 
quindi senza i nuovi itinerari con nuova numerazione. Considerata la situazione e che lo stallo probabilmente durerà ancora a lungo, ho adattato il foglio sud dell’ed. 2018 aggiungendo le parti iniziali degli itinerari che da Massa, Monticchio e Sant’Agata si dirigono verso Sorrento e Colli di Fontanelle, con codici e segnavia aggiornati. (stralcio esemplificativo in basso)


Ecco i link 
e i relativi QRcode per visualizzare e scaricare le suddette mappe, alle quali ho aggiunto anche quella del centro di Sorrento, con l’itinerario 11, Mura e Porte di Sorrento.

Nello stesso ordine ecco i 3 QRcode: