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sabato 3 ottobre 2020

Per l'ennesima volta Lisboa non mi delude

Dalla mia prima volta (41 anni fa) è ovviamente cambiata molto, si è rigenerata, il centro ha perso un po' del suo appeal diventando troppo turistico ma, in compenso, i servizi in genere sono diventati ottimi; metà dell'allora malfamata Alfama ora appare piena di piccoli ristoranti, cervejarias, negozi di artigianato e souvenir e varie case cadenti sono state trasformate in b&b quasi di lusso. I musei si sono moltiplicati (alcuni molto originali, vedi sotto) e riorganizzati, i retiros originali del fado si stanno perdendo e di conseguenza anche il genere resta vivo quasi solo per i turisti (almeno a Lisbona).

 

Di questa mia nuova visita (condizionata dal covid, mascherina x trasporti e locali pubblici, per fortuna non per strada) ripropongo alcune foto di luoghi ed elementi per fortuna ancora originali visto che purtroppo sono destinati a scomparire o ad essere profondamente modificati entro i prossimi anni. Comunque è sempre piacevole andare in giro e scoprire le novità di una città dinamica in continua evoluzione che tuttavia riesce a preservare molte delle sue tradizioni.

  

Preziosa insegna / pannello di azulejos (classiche mattonelle portoghesi monocromatiche, azul = azzurro) che purtroppo temo scomparirà a breve. Non pensate a male... Minhota (pron. Mignota) significa nativa della regione del Minho. A destra un piccolo pannello visto nella parte alta di Alfama mi è parso molto strano, certamente inusuale ... a voi non sembra una scimmia con occhiali?

Ieri sera ho trovato chiuso O Cantinho de São José (ma per fortuna riapre domani) dove speravo di trovare un ensopado de borrego o una chanfana, in compenso oggi sono tornato per l'ennesima volta al Tunel de Alfama del quale ho già scritto più volte. Conoscendo le dimensioni delle porzioni, ho saggiamente rinunciato alla sopa e non ho toccato il pane... comunque ho dovuto fare una pausa dopo il coniglio (coelho à caçador) e me ne sono andato più che sazio dopo aver concluso con una macedonia (uva, mela, kiwi, pesca e arancia) e caffè ... il tutto per 7,50 euro! 

 

Il locale è frequentatissimo dai locali (di solito di una certa età e da lavoratori in pausa) il che è già un ottimo segno, ma l'altra cosa simpatica è che fra le 14.30 e le 15.00 il signor Abel (proprietario-gestore-cameriere, foto sopra) si siede a tavola con Iris (cuoca) con due porzioni di quello che è rimasto e un litro di vino (nel menù è compreso 1/2 litro a persona) ... esattamente come tutti i clienti, molti dei quali stanno ancora finendo di mangiare.

 

 
 
Le foto sopra rappresentano l'ingresso della mia cara Cinemateca Portuguesa, la scalinata del Jardim de Graça, il Pantheon, Campo das Cebolasil singolare e affascinante palazzetto sopra la fontana Chafariz d'El Rei e la stranota Praça do Comércio e Arco da Rua Augusta
Chiudo con altri due simboli di Lisboa: il Castelo de São Jorge e il Ponte 25 Abril (visti dal Miradouro da Graça).

mercoledì 2 dicembre 2015

El canal de Barranco Seco (Punta del Hidalgo)

Punta Brava, Puerto de la Cruz (Tenerife), 2 dicembre 2015

Abbastanza soddisfatto, ma non contentissimo.
Dopo i tunnel di Waimano, Oahu - Hawaii (a sx) e le levadas di Madeira (a dx) ieri ho sperimentato un altro itinerario in un canale in costa, lungo il ripidissimo fianco di un profondo barranco di origine, manco a dirlo, vulcanica. 
   
Sono andato in esplorazione avendo a disposizione due cartine che rappresentavano dati e itinerario diversi fra loro ma, vista l'orografia e conoscendo il tipo di vegetazione che avrei incontrato, sapevo che il sentiero sarebbe stato più che evidente. Dalle numerose foto che potrete vedere in questa collezione vi renderete conto che non c'erano molte scelte e i sentieri erano individuabili da lontano.
Dopo un ripido e noiosissimo inizio su asfalto (pendenza media 20% da 60 a 320m di quota) finalmente si lasciano gli ultimi campi coltivati e i caprili e inizia lo sterrato. Poche centinaia di metri e si imbocca (mai termine più appropriato) l'acquedotto. Per i successivi 1500m si cammina radenti la roccia, in un canale con fondo duro e livellato, largo una quarantina di cm e con due sponde intonacate alte fra i 30 e i 50cm. Da un certo punto di vista ci si sente abbastanza sicuri ma non è per chi soffre di vertigini in quanto spesso al lato non c'è terreno né ci sono piante, al di là del basso muretto c’è lo strapiombo e si vede solo il fondovalle.
Un ulteriore, seppur minore, ostacolo è rappresentato dal poco spazio al livello delle spalle. In molti punti la parete non è stata tagliata verticalmente e superare gli spuntoni sporgenti dal lato ed in alcuni casi anche dall'alto, per giunta con lo zaino in spalla, obbliga a contorsioni varie.
   
Non dimentichiamo che ci sono anche i tunnel, per la maggior parte molto brevi, ma ce n’è uno lungo circa 100m. Questo non è rettilineo e di conseguenza quando se ne percorre la parte centrale non si vede né l’ingresso né l’uscita e quindi non è proprio fra i più adatti ai claustrofobici.
Se nessuno di questi minimi "problemi" vi impedisce di percorrere il canale serenamente ed in modo abbastanza rilassato (seppur sempre con la dovuta cautela) potrete godere di panorami molto interessanti sul profondo barranco le cui pareti sono erose come un pezzo di groviera.

   
L’acquedotto un tempo era parzialmente coperto come si vede nella foto in basso, ma ora è quasi tutto sgombro. In numerose immagini si può notare l'incisione scavata nella roccia proprio per poggiarvi le lastre di copertura e, ancor più evidente, è il tubo metallico nel quale attualmente corre l'acqua.
Come detto in precedenza, ci si sente abbastanza sicuri camminando nel canale artificiale pensando che non potrebbe mai crollare, fin quando ad un certo punto se ne trovato un tratto crollato (già da tempo) ma il problema è stato brillantemente risolto scavando un bypass nella parete rocciosa. Vedi foto.
   
Purtroppo una mattinata molto promettente è diventata una giornata molto grigia e tranne pochi minuti durante i quali il sole ha fatto capolino fra le nuvole mi ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco e accontentarmi di fotografie poco entusiasmanti e un po’ piatte. (40 foto dell'escursione) A ciò si è anche aggiunto il disappunto per aver dovuto abbreviare l’escursione. Partito con l'intenzione di effettuare il circuito completo che prevede la salita a Beja via Barranco Seco e ritorno a Punta del Hidalgo via Barranco del Rio, una volta percorso interamente l'acquedotto e avvicinandomi alle prime case di Beja, ormai a vista, il cielo diventava sempre più scuro. Valutata attentamente la situazione, peggiorata da qualche gocciolina di pioggia e da forti raffiche di vento, che prendeva velocità nella valle, ho vutato 'a capa ‘o ciuccio e sono tornato indietro tenendo anche conto che la discesa nel Barranco del Rio viene concordemente descritta come la parte più impegnativa, assolutamente sconsigliata con fondo bagnato, ergo ...

Un fatto che, al contrario, mi ha dato soddisfazione è l’aver trovato due stazioni di Habenaria tridactylites (una delle 4 specie orchidee endemiche delle Canarie, su un totale di sono 9 censite). 
Ciò non solo per averla vista ma anche per averla identificata e ancor di più per aver poi scoperto che si trovava in un posto nel quale gli esperti dicono che non dovrebbe stare. 
Infatti i vari articoli "seri" consultati, a cominciare dalla scheda della red list indicano il limite minimo di altitudine a 400m e specificano che preferisce aree con una certa umidità, all'interno o al margine delle foreste laurisilva
I due gruppi si trovano invece su una parete arida (per giunta in un barranco detto seco) ad una quota di circa 330m. Ciò ne farebbe la stazione più a bassa quota censita nell'isola di Tenerife ...




Tempo permettendo, domani spero di scattare foto migliori nei campi di lava fra el Portillo, Fortaleza e Montaña Rajada

mercoledì 20 maggio 2015

Ipotesi per il "buco misterioso", forse fantasiosa ma mi piace

Menorca ha una impressionante rete di passaggi sotterranei, scavati in epoche differenti, da diverse popolazioni, per vari motivi, e questo è un dato di fatto incontestabile. Vari ricercatori sostengono che se ne conosce solo una parte e di molti sono noti gli accessi ma non gli interi collegamenti in quanto spesso non sono più percorribili in quanto allagati o con volte crollate per cause naturali o più frequentemente a scopo strategico militare. Infatti il maggior numero di tunnel furono scavati, dagli spagnoli prima e dagli inglesi poi, fra 1600 e il 1800 a scopo militare e per questo motivo anche quelli in buono stato sono stati sempre chiusi al pubblico. 
Si è sempre detto, ma mai verificato, che Fort Marlborough e il Fuerte San Felipe (detto anche Túneles de San Felipe proprio per essere composto per lo più da gallerie) fossero collegati tramite un tunnel che passa ben sotto il fondo di Cala di Sant Esteve, stretta insenatura che divide i due forti. Fra le varie simili congetture c’è anche il collegamento con la fortezza La Mola, a nord del porto di Mahon, ma nessuno ha mai provato l’esistenza né dell’una né dell’altra.
In questa mappa militare dell'area (ingranditela, è molto precisa e leggibile) il Fuerte San Felipe è quello a forma di stella al centro mentre Fort Marlborough è la struttura molto più piccola a sud della cala Sant Esteve (St. Stephen's Cove in mappa). Considerato l’enorme numero di tunnel scavati nella zona, il “buco misterioso” potrebbe senz’altro essere un accesso ad una galleria e quello che si riesce a vedere sarebbe tutto perfettamente congruo. Infatti, io ho scritto di 4 scalini perché tanti ne ho visti, ma avrete notato che l’acqua piuttosto torbida impedisce di vedere il fondo … che potrebbe non esserci. Anche la parte artificialmente spianata tutt’intorno, quasi circolare ma con degli spigoli sul lato opposto alla scala, nonché la scanalatura verticale, potrebbero far pensare ad un alloggio per poggiare una porta e quindi bloccarla e coprirla facilmente.


Tuttavia non credo che si possa trattare di un accesso al passaggio fra i due forti, piuttosto sono più propenso a credere che potrebbe essere una cosiddetta Porta del tradimento del vicino Fort Marlborough. Questa Puerta o Portillo de la Traición in Spagna, Porta da Traição in Portogallo, postern in inglese, pustierla in italiano, era una piccola porta che quasi tutte fortificazioni del passato possedevano in luogo nascosto e distante dalle porte principali per assicurare una via di comunicazione fra l’interno e l’esterno della cinta, da utilizzarsi in speciali circostanze. Ovviamente solo pochissimi conoscevano l’ubicazione dei tunnel segreti e storie e leggende raccontano spesso che il progettista veniva ucciso affinché non ne rivelasse l’esistenza. Tante volte il loro utilizzo è stati vitale per resistere ad un assedio, ricevendo viveri, permettendo l’uscita di messaggeri recanti richieste di soccorso o consentendo la fuga dal castello, ma altre volte sono stati usati dai nemici che, con l’aiuto di un traditore, riuscivano ad entrare facilmente nella fortezza, e di qui il nome comune.
Questa è la mia ipotesi, e fino a prova contraria è plausibile come altre.