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martedì 17 novembre 2015

Cose che non capisco ...

Proprio non ci arrivo, ma certamente altri sanno quello che fanno.
Oggi su Monte San Costanzo ho visto numerose piantine che qualcuno spera diventino querce visto che al mio occhio poco esperto sono sembrati lecci (Quercus ilex) e roverelle (Quercus pubescens).
   
Ma non è questo il problema, del fatto che si piantino alberi sono sempre contento, ma perché in un’area che è già tutta verde e che rimane verde da anni nonostante gli incendi? A mio modesto parere sarebbe molto più opportuno piantare alberi in zone che necessitano verde e non dove non ce n’è alcun bisogno.
Mi permetto di fare qualche altra osservazione:
  • per quanto ne so, lungo i pendii di Monte San Costanzo da secoli sono stati eretti muretti a secco in modo da creare terrazzamenti da utilizzare a fini agricoli. Una volta che i campi sono stati abbandonati, una notevole varietà di arbusti ed erbacee della macchia mediterranea ha “naturalmente” provveduto a ricoprire tutto di verde. Sono mai esistite querce sul Monte? Si sta “ripristinando lo stato dei luoghi” o si (e)seguono le idee - per me balzane - di qualcuno?
  • per mettere a dimora queste piantine era veramente necessario scavare tanto tutt’intorno rovinando la vegetazione “naturale”, spontanea e locale? Guardate il disastro con le tante radici sono state lasciate esposte ... chi ha scavato non sembra essere tanto esperto, né rispettoso della natura.

  • ove mai queste piantine diventassero effettivamente querce (ma ne dubito visto anche il precario stato di alcune di loro già adesso) si sarebbe ottenuto solo una cortina di fogliame, un ostacolo ad uno splendido panorama.
Sono sicuro che a breve l’ideatore di questo intervento o chi lo ha messo in atto (nel caso non fossero la stessa persona) spiegherà a noi del volgo le finalità e l’essenza dell’operazione. Probabilmente interverranno sostenitori e detrattori, agronomi e botanici che la pensano in modo diametralmente opposto e altri che, pur non capendo assolutamente niente di flora e non conoscendo neanche i luoghi, si getteranno con gran piacere nella mischia.  
Sembra che viga ancora il vecchio detto: “Chi si sveglia per primo comanda ...”

Monte San Costanzo è un luogo bellissimo che però, per ragioni diversissime fra loro, viene continuamente “attaccato” da interventi umani, alcuni forse giusti, altri socialmente utili o dannosi per la salute, altri ancora misteriosi: pineta (anni ‘50-‘60), strada aperta con dinamite per il “radar” e poi lo stesso modificato più volte (radiazioni eccessive?), più recentemente l’invasione delle croci (assolutamente troppo invasive, benissimo aggiustare il sentiero e anche sistemare una Via Crucis, ma non sarebbe stato meglio evidenziare le stazioni in modo più “leggero” ed eventualmente artistico?), i pini ai lati della salita verso la cappella (anche questo lavoro a mio parere fuori luogo e mal eseguito visti i risultati) e infine le querce! 
Di queste ultime non si sente proprio la mancanza in quanto, se crescessero, farebbero scomparire alla vista il pendio della foto in alto, che all'inizio della primavera si tinge del rosaceo degli asfodeli.

Quanto altro dovrà sopportare ‘o Monte?

sabato 15 agosto 2015

Integrazioni ai post precedenti (incendi e animali pericolosi, ma protetti)

Incendi in Penisola Sorrentina
Ho pubblicato le foto dello sconfortante e deprimente paesaggio di parte del Sentiero delle Sirenuse e delle pendici meridionali di Monte San Costanzo.
Entrambe gli incendi si sono protratti per molte ore. Infatti, nonostante l'impegno di uomini e l'ausilio di Canadair ed elicotteri, non si riuscì ad estinguere del tutto il fuoco non essendo possibile un intervento meticoloso data la particolare natura del terreno e della vegetazione. In particolare, queste foto mostrano come il fuoco possa rimanere sotto la corteccia di un pino e dopo varie ore, con l'aiuto di una semplice brezza, re-innescare le fiamme. (foto scattate alle 15.13)
   
Potete anche confrontare le immagini del video della passeggiata mattutina (nel quale si vedono entrambe i sentieri a valle del radar" (a sud) ancora non raggiunti dalle fiamme) con le foto scattate nel pomeriggio che mostrano come nel corso della mattinata il fuoco li abbia superati entrambi giungendo fino alla recinzione. 


Prima di proporvi alcuni articoli di cronaca apparsi su quotidiani nazionali dopo il mio post dell’8 agosto, e prima che qualcuno commenti a sproposito, ribadisco che non ce l’ho con i cani, né con chi li detiene in modo corretto ed appropriato e che apprezzo chi ne ha cura. Egualmente non ho niente contro i cinghiali, solo critico chi ha contribuito a creare una situazione di emergenza e non fa niente per porvi rimedio, anzi ostacola chi ci prova.
     
Cani mordaci (che possono procurare danni molto seri)
Uno degli articoli di seguito linkati riporta una sfilza di incidenti simili scelti fra quelli che arrivano alla stampa, quindi elenco parziale. Ma tutti questi eventi devono pur avere qualche punto in comune ... ci deve essere qualcosa che non va. Certamente esistono varie concause e oltre ai proprietari “poco attenti” (solito eufemismo) penso che quelli che fanno giocare i propri figli con cani di razze potenzialmente pericolose, privi di museruola, siano dei veri irresponsabili e avranno molto da rimproverarsi per il resto della loro vita (se hanno un minimo di coscienza). 
Sottolineo che questi sono tre casi avvenuti in soli 4 giorni, dopo la pubblicazione del mio post. I tanti cinofili civili e responsabili dovrebbero far sentire la loro voce su questo tema, sulla mancanza di controllo e di educazione in particolare per specie di grossa taglia, sul mancato rispetto dell'obbligo di microchip, sul fatto che pochi raccolgono quello che i loro cani lasciano sui marciapiedi o sulle spiagge (per fare qualche esempio) e non lamentarsi quando poi qualcuno li critica (seppur ingiustamente) facendo di ogni erba un fascio.

Fauna selvatica fuori controllo
Si parla di nuovo di cinghiali ed in particolare quelli del Parco del Cilento. Qualcuno ha valutato che ormai in Campania ce ne siano circa 2.000.000 (due milioni) che, pur causando molti danni, sono "intoccabili" come in gran parte delle altre regioni. Il Sindaco di Ottati ne aveva autorizzato temporaneamente la caccia, ma è stato subito attaccato dal WWF e bloccato dal Prefetto. Quindi tanti continueranno a subire danni, pochi saranno risarciti per l’effettivo valore, comunque tutti pagheremo (denaro pubblico) e non ci resta che sperare che almeno non ci scappi qualche altro morto.

martedì 14 luglio 2015

Punta Campanella inaccessibile fino a gennaio 2016

L’ho saputo per caso sabato scorso anche se la relativa ordinanza (n. 150 del 6 luglio) è della settimana scorsa. A causa dei lavori di risistemazione del fondo stradale e abbattimento di barriere architettoniche, via Campanella resterà interdetta al traffico fra la località Cancello (dove c’è l’edicola votiva) e la Torre Minerva. Il divieto non riguarda solo i veicoli, ma anche i pedoni e quindi gli escursionisti. Lavori sono previsti anche nell’area circostante la torre che quindi sarà chiusa anche per quelli che pensano di raggiungerla da monte, percorrendo il crinale.
Ciò premesso, mi sono posto il problema (anche se non mi tocca direttamente) di cercare di non perdere la fruizione dell’area fra Monte Santa Croce (“cima del “radar”) e della Punta Campanella. Ho quindi elaborato una proposta di circuito alternativo (per ora lo chiamerò  Giro di Santa Croce) e l’ho sottoposta a chi di competenza, riscontrando un certo interesse. In sostanza ho suggerito di utilizzare ufficialmente il sentiero da poco ripulito e sistemato, fra Cercito e il Vuallariello per accedere alla parte alta del crinale (sentiero CAI 300,  fra il “radar” e Punta Campanella). In questo modo, anche nei giorni più caldi, gli escursionisti potranno accedervi attraverso il fresco castagneto (‘a sévera) e  la caratteristica scala nel taglio della parete rocciosa e quindi proseguire fino a Campo Vetavole percorrendo la strada vicinale Vuallariello.

Quest’ultima, però, dovrebbe essere almeno sommariamente ripulita per facilitarne l’individuazione da parte degli escursionisti. Non essendoci quasi dislivelli basterebbe tagliare l’erba creando una traccia larga meno di un metro. La suddetta vicinale incrocia l’Alta Via dei Monti Lattari (CAI 300) nei pressi di Campo Vetavole e quindi di  lì si ritorna sulla rete di sentieri già battuti, conosciuti e riportati sulle guide e le cartine escursionistiche. Per tornare verso San Costanzo, e quindi Termini, si avranno le solite tre possibilità:
  • sentiero lungo il versante occidentale per il “belvedere” in cima alla frana di Mitigliano
  • vecchio tracciato CAI fino alla recinzione del “radar” seguendola poi sul versante SE
  • nuovo tracciato CAI che conduce direttamente alla pineta

Al di là della realizzazione e segnatura o meno del circuito proposto, sarà importante far presente agli escursionisti che a partire dall’incrocio Vuallariello-sentiero CAI vorranno discendere il crinale verso Punta Campanella, che dovranno poi risalire lungo lo stesso percorso non potendo comunque accedere all’area attorno alla Torre Minerva e tantomeno tornare a Termini percorrendo via Campanella, essendo questa sbarrata dal cancello. Dell’eventualità che qualcuno, volontariamente o perché non informato, possa arrivare nei pressi del cantiere dovrebbe essere informata da ditta che esegue i lavori e in modo che possa predisporre adeguata segnaletica.
In mancanza di opportuni avvisi (multilingua) lungo il sentiero CAI a partire da Campo Vetavole e in zona Rezzale (quasi a Punta Campanella) si rischierà di dover andare a recuperare spesso gli escursionisti che, percorrendo il Circuito di Athena in senso orario (S. Costanzo-Campanella-Termini), rimarranno inevitabilmente bloccati a valle della chiusura a Cancello.
Considerato che il periodo di interdizione durerà almeno fino a tutto il 2015 e che a partire da settembre gli escursionisti torneranno in gran numero per andare a Punta Campanella, penso sia più che opportuno proporre loro il “Circuito (o Giro) di Santa Croce” (Termini-Cercito-Vuallariello-Vetavole-S.Costanzo-Termini). In questo modo si fornirebbe una valida alternativa sia alla semplice passeggiata alla Torre Minerva e ritorno, sia al circuito di Athena.
Oltretutto, così facendo, non si perderebbe né il flusso turistico né il lavoro di recente eseguito dai volontari che hanno ripristinato il sentiero fra Cercito e il Vuallariello (strada vic. Le Selve) che, al contrario, sarebbe valorizzato.
Come si può notare dalla seguente tabella comparativa, il proposto Giro di Santa Croce è più breve degli altri due percorsi classici ed ha minor dislivello, ma comprende buona parte del tratto panoramico di crinale (circuito di Athena) senza dover affrontare i suoi circa 500m di dislivello e, pur mancando l’area archeologica, evita di percorrere via Campanella sia all’andata che al ritorno, per gran parte su strada. Non da ultimo ha il vantaggio di offrire una salita all’ombra in un ambiente molto diverso dagli altri circostanti.
  • Circuito di Athena                     7km + 500m dislivello
  • Termini-Campanella a/r           6km + 300m dislivello
  • Circuito di Santa Croce             4,5km + 250m dislivello

In considerazione di quanto esposto, seppur con alcuni possibili adattamenti e/o correzioni, in poco tempo si potrebbe pubblicizzare e rendere completamente percorribile l’itinerario in questione. A fine anno, dopo questo periodo di lancio (forzato), si potrà valutare l’opportunità di aggiungerlo in via definitiva ai percorsi escursionistici già proposti e segnalati, tenendo conto delle valutazioni e commenti degli escursionisti che l’avranno percorso.
Comunque vada, al più presto dovrebbero essere apposti cartelli e/o segnali in più lingue, quanto più evidenti possibile, a partire dalla piazza di Termini in modo da evitare, per quanto possibile, che qualcuno possa giungere fino all’ingresso del cantiere e poi debba tornare indietro. Spero anche di vedere a breve un pannello con cartina al bivio di via Cercito che indichi che quello è il percorso alternativo per raggiungere il crinale. 
A sinistra bozza della cartina in cui sono evidenziati in rosso i sentieri interessati mentre la parte interdetta di via Campanella è coperta da X viola.